Per dimagrire ci vuole amore

Ci sono persone che pur chiedendo aiuto, non seguono il programma. Ci sono persone che settimana per settimana mantengono inalterate le loro abitudini e si meravigliano del fatto che non cambia nulla.

Nel mio quotidiano questo lo osservo principalmente nella perdita di peso. Si vuole dimagrire, ma si vuole farlo mangiando. Questo non è possibile. Forse ai golosi sembrerà ingiusto, ma è un fatto di fisica e chimica: noi mangiamo (o dovremmo mangiare) per sopperire ad una nostra necessità energetica. Punto e basta. Così fanno tutte le specie viventi. In natura non esistono animali in sovrappeso, a parte alcuni animali domestici che prendono le cattive abitudini degli umani e non fanno neanche abbastanza movimento, ma questa è un’altra questione.

La fregatura, per noi umani, è che l’atto del mangiare è sempre accompagnato ad emozioni. SEMPRE. Quando viene imposta una restrizione dietetica siamo frustrati. SEMPRE. In realtà non è il cibo il problema, ma tutte le emozioni che attraverso il cibo vengono vissute. Se si hanno 3 o 30 kg da perdere la questione è la stessa. Il pensiero del cibo una costante. L’idea che non ci si sente liberi di fare come ci pare è martellante.

Spesso il mangiare è l’unico atto di libertà di alcune persone. E’ il caso di molti pazienti che mangiano di notte perché tutti dormono e non sono controllati. Persone che tutto il giorno si sentono dire COSA o DEVONO fare. Persone che si sentono in dovere/obbligo a rispettare regole o vivere situazioni dalle quali non riescono a prendere le distanze, perché è la cosa giusta. Dicono a se stesse che non possono uscirne che sono obbligate. Molte volte ci si mettono da sole perché per assurdo è più sicuro.

Ho avuto pazienti che venivano a studio solo per avere l’alibi, davanti al coniuge o ad un familiare, per dire che avevano provato tutto, ma in realtà non volevano cambiare. Non volevano perdere la loro presunta libertà e rimanevano in situazioni invivibili poiché le uniche conosciute. Troppo disagio cambiare. Se non si è all’altezza? Se è difficile? Faticoso? Doloroso? Meglio rimanere nel pantano e piangersi addosso più che prendere in mano la propria vita e rischiare.

Così si va in ansia e si mangia. Sempre di più. Più una situazione diventa stretta e più di mangia. Più si mangia e più si ha l’illusione di fare finalmente qualcosa per se stessi. Ma è una illusione appunto. Anzi una presa in giro. Terribile e perpetuata all’infinito. Non basta essere diventati obesi, diabetici, ipertesi e che all’amico del cuore hanno tagliato un piede per il diabete. E’ quasi come se la cosa non vi riguardasse. Fosse un problema altrui. Questa è la grande fregatura. Mangiare con il proprio corpo e viverlo come se fosse di un altro. Un modo veloce per alleggerire il problema. Ma poi ci si guarda allo specchio e siete sempre lì con i vostri kg di troppo, a non piacervi, a non apprezzarvi. Il pensiero che arriva in vostro aiuto è il seguente. Non valgo niente, tanto vale mangiare almeno sono soddisfatto. Soddisfatto di che? Quando smetterai di dirti bugie ed avrai il coraggio di vedere la realtà? Sei una persona debole? Forse. Hai fatto scelte sbagliate nella vita? Probabile. Ma nel momento in cui ti guardi osservati davvero. Esisti ed hai il dovere di volerti bene, prenderti cura di te. Meriti di volerti bene anche se hai 50 kg in più. Se accetti le tue debolezze, mancanze, se capisci che nessuno è perfetto. Puoi migliorare. Se ti vuoi bene puoi perdere peso. SOLO se ti vuoi davvero bene una rinuncia non sarà frustrazione.

Pensa a cosa si fa per un figlio. Urla nel cuore della notte. Alzarsi è faticoso, specie se la mattina dopo devi lavorare, ma lo fai e culli, calmi o allatti quel bambino finchè non sta bene e si riaddormenta.

E’ un atto d’amore che va oltre la fatica e la frustrazione. Andrai al lavoro con gli occhi cerchiati o che puzzerai di latte. E’ il prezzo di quell’amore. La contropartita è che stai crescendo una persona sicura e serena a cui è stato dato amore e cura. Devi fare lo stesso con te anche se è faticoso, difficile e comporta fare scelte. Non è necessario fare tutto in una volta. Crea degli step fattibili per te.

La mia resilienza in un corpo morbido

Ho conosciuto Marianna Lo Preiato qualche anno fa. E’ una donna speciale. La sua storia “da morbida” è stata raccontata in un libro che vi segnalo, perchè molto vero, sincero. 140 pagine dedicate a tutte le donne in sovrappeso che non sanno amarsi ed aiutarle a volersi bene anche se imperfette.

Marianna Lo Preiato

La mia resilienza in un corpo morbido è stato curato da Marzia di Sessa e contiene la prefazione di Maria Teresa Ruta. Pubblicato dalla Giraldi editore nel 2019 è acquistabile anche on line.

il libro
Descrizione

Sono molti i dolori che possono lasciare impronte indelebili sulle persone, a maggior ragione se questi dolori vengono sperimentati in giovanissima età. Ognuno di noi, a modo suo, ha vissuto sulla propria pelle almeno una volta nella vita un dolore tanto forte da far mancare il fiato. I più fortunati possono raccontare di aver ricominciato a respirare non solo grazie a una propria propulsione interna ma anche grazie all’aiuto di una persona che gli è stata a fianco e che l’ha accettato nella sua totalità, difetti compresi. In queste circostanze chi sta vicino può essere una madre, un padre, una moglie, un marito o gli amici… Ma cosa accade quando sei costretto a vivere oltre alle quotidiane avversità della vita anche il rifiuto di una madre, di un marito o degli amici? Si potrà mai arrivare ad accettare se stessi nonostante il mondo intero – in primis tua madre – ti abbia rifiutato? Si può accettare il proprio corpo morbido, non conforme agli standard di bellezza che la società richiede e continuare disperatamente a voler essere felice nonostante tutto e tutti? Marzia Di Sessa racconta romanzando la storia vera di Marianna Lo Preiato, oggi donna di grande successo, moglie felice e madre realizzata, che ha fatto del suo corpo morbido, da sempre discriminato, un orgoglio, fondando l’associazione Curvy Pride, di cui ancora oggi Marianna è presidente. Grazie a questa associazione Marianna, che ha subito il rifiuto costante e perpetuato nel tempo da parte della madre, degli amici e a tratti persino del marito, accoglie tutte quelle persone che non si sentono accettate per il proprio corpo. In questo libro, Marzia Di Sessa, in un continuo confronto fra presente e passato, racconta in prima persona una storia fatta di resilienza, di traumi vissuti, affrontati e infine superati. È la storia vera di come questa straordinaria donna sia riuscita non solo a sopravvivere a ciò che ha dovuto affrontare ma sia addirittura arrivata a riconquistare la propria dignità di donna e di persona e di come sia diventata collante tra culture completamente differenti come Napoli e Bologna. Marianna, senza mai voler salire in cattedra e senza mai additare nessuno, mette a nudo la propria anima semplicemente analizzando i dolori in profondità fino a riuscire a mettere una certa distanza tra lei e il suo passato, che però mai ha rinnegato, come mai rinnegherà il suo amore per la pizza e come dice sempre lei “E magnatella ‘na pizz!”.

Il fenomeno delle finestre rotte

Ne avrete sicuramente sentito parlare, ma forse non conoscete l’origine di questa frase che nasce nel 1969 quando il prof. Philip Zimbardo (statunitense figlio di immigrati italiani!) portò a termine un esperimento di psicologia sociale in cui si dimostrò che alcune condotte dipendano da specifici contesti. Andando per ordine era idea diffusa che alcuni comportamenti violenti e degradati fossero dovuti a disfunzioni di personalità ed invece l’esperimento portò risultati ben diversi.

Un vetro rotto fa apparire una cosa abbandonata
ed innesca meccanismi di disinteresse e mancanza di regole


Due auto identiche venero lasciate per strada in due posti molto diversi: una nel Bronx, una zona da evitare di notte ed anche di giorno famosa per delinquenza e degrado a New York e l’altra a Palo Alto, zona abitata da persone “rispettabili” e notoriamente ricca in California.

Come ci si aspettava della prima auto in poche ore non rimase quasi nulla, mentre l’altra era rimasta indisturbata nel suo posto. Era colpa della delinquenza dovuta a povertà? sembrava abbastanza scontato, ma l’esperimento non si fermò a questa ovvietà e dopo alcuni giorni alla macchina rimasta intatta gli sperimentatori ruppero un vetro.

A questo punto l’esperimento prese una piega diversa e nel giro di poco tempo l’auto divenne un rottame. Cosa era accaduto? Come è possibile che la presenza di un vetro rotto possa innescare atteggiamenti criminali? Nell’immaginario collettivo una cosa rotta o sporca non è di nessuno e a nessuno interessa quindi non vigono più le regole di rispetto che si devono a qualcosa che è di qualcuno. Infatti se in un vecchio edificio abbandonato c’è una finestra rotta conviene aggiustarla, perchè in caso contrario nel giro di pochi giorni sarà ridotto ad un rottame.

Regole, educazione e rispetto civico sono le alternative.

Il nuovo Metodo Integrato

Dopo quasi venti anni il mio Metodo Integrato subisce alcuni “aggiustamenti” fondamentali per affrontare i cambiamenti di questi ultimi tempi. Il NUOVO fa posto al vecchio solo nella forma, lasciando i contenuti invariati.

Il logo invece è tutto nuovo!! VI PIACE?

il nuovo logo del Metodo Integrato

In autunno nuove collaborazioni permetteranno un supporto a 360 gradi.

Il Metodo è indicato per tutte le persone che :

-hanno più volte iniziato una dieta, hanno fatto uso di anfetamine, o fatto diete fai da te senza mai portarle al termine;

-hanno ripetuti episodi di abbuffate anche se normopeso;

-hanno una immagine corporea distorta o parti di essa che diventa una vera e propria fissazione.

Chi è interessato al metodo per una valutazione non esiti a contattarmi. Sarò operativa dalla prossima settimana su Roma e provincia oppure on line.

Se invece sei un nutrizionista, una estetista o un personal trainer contattami per entrare nel team!

Lo Psicologo: chi, dove, come, quando e perché!

Sempre più persone si rivolgono allo psicologo per problematiche di diversa intensità. La recente situazione creata dalla pandemia ha, almeno in parte, sdoganato i tabù verso la psicologia. Lo psicologo inizia ad essere visto non solo come colui che accoglie in caso di fragilità, ma anche il professionista che aiuta a promuovere le proprie capacità, comprendendole e sostenendole. Insomma un nuovo capitolo della psicologia che è volta sempre più al benessere e allo sviluppo personale in un mondo che cambia molto velocemente.

CHI è lo o psicologo

Rispetto ad altre discipline la storia della psicologia è molto recente e possiamo inquadrarla verso la metà dell’Ottocento. La figura dello psicologo è stata regolamentata nel 1989 con l’Istituzione del relativo Ordine Professionale. Il percorso di studi comprende una laurea quinquennale (3 anni di magistrale e 2 di specialistica) ed un anno di tirocinio pratico a cui segue un esame di stato che permette di esercitare in ambito pubblico o privato. Sono numerose le aree d’intervento (scuola, sport, famiglia, lavoro, clinico ecc.), ma lo scopo comune è quello di favorire il benessere della persona, coppia o gruppo.

Sono numerosi i momenti della vita in cui si può avere necessità di un supporto esterno per gestire difficoltà, ansie e paure: quando ci troviamo ad affrontare momenti di disagio, lutti, controversie familiari ed intergenerazionali, ma anche si vuole comprendere meglio se stessi, gestire e superare situazioni del passato per vivere con maggiore serenità nel futuro.

DOVE e COME: Gli strumenti dello psicologo

Colloquio clinico: si svolge solitamente lo stesso giorno ed alla stessa ora convenuta con cadenza settimanale. Nel primo colloquio, detto incontro conoscitivo, si comprendono le motivazioni ed i bisogni della persona al termine del quale si stabiliscono obiettivi e termini del percorso.

Somministrazione di test, oppure utilizzo di tecniche di rilassamento e/o momenti di psico educazione.

In base alla tipologia del percorso si potranno anche proporre dei “compiti” da fare a casa (compilazione di un diario ecc.) da portare all’incontro successivo.

I tempi “tecnici” dipendono dalla problematica da risolvere e dall’adesione al programma.

Recentemente è possibile utilizzare la tecnologia anche per effettuare interventi a distanza attraverso piattaforme dedicate in video conferenza è così possibile effettuare incontri da remoto, per chi è impossibilitato a raggiungere lo studio del professionista o per chi abita fuori sede.

QUANDO

Non necessariamente bisogna essere vittime di abusi o essere affetti da dipendenze per chiedere l’aiuto di uno psicologo, ma ogni qualvolta ci siano alterazioni del comportamento, sbalzi di umore persistenti, chiusura sociale. Fondamentale per una crescita personale, maggiore consapevolezza dei propri limiti e capacità, migliorare le interazioni sociali nella famiglia e nel lavoro. Liberarsi di ansie, paure o pesi emotivi che a volte si tramandano per generazioni.

PERCHE’

Scegliere di andare dallo psicologo è un atto già di per sé terapeutico, decidere di chiedere aiuto richiede coraggio ed è il primo passo per iniziare a prendersi cura di se stessi. Il tempo di ogni seduta (50/60 minuti) è un investimento per migliorarsi, per imparare a vedere le cose da angolazioni differenti e confrontarsi con un punto di vista alternativo al proprio e a quello del suo ambiente abituale. Fondamentale per raccontarsi, vedere i propri atteggiamenti e vivere le emozioni dandogli un nome.

Dieta gluten free? Solo se necessario

Dagli Stati Uniti continuiamo ad importare mode che spesso non hanno un senso come quella della dieta con cibi senza glutine. Viene “venduta” come dieta salutare ed efficace nella perdita di peso. Niente di più assurdo ed antiscientifico! La paladina della dieta priva di glutine è l’attrice Gwyneth Paltrow a riprova che chiunque, quindi non solo in Italia, si può improvvisare esperto in un settore solo perché si è fatto un’idea in proposito e può diffonderla impunito poiché famoso.

Innanzitutto chiariamo cosa sia il glutine, questa sostanza spaventosa e demonizzata senza senso, che non è altro che la proteina contenuta in frumento, orzo e segale. Togliere questo elemento significa privare i cibi di importanti costituenti della dieta. Eliminare dalla propria alimentazione, pane, pasta, pizza ed altri carboidrati significa privarsi anche di fibre, sali minerali ed altri componenti nutraceutici. Togliendo la “proteina” si elimina la “struttura/impalcatura” dell’alimento che va ricreata con sostanze grasse ed elementi chimici. Infatti  gli alimenti senza glutine sono molto più calorici poiché addizionati a grassi, hanno un indice saziante minore e maggiore indice glicemico! (quindi ne mangerete di più e fine dell’ideale effetto dimagrante). Dato non di poca importanza costano anche di più ed il sapore non è neanche lontanamente lo stesso!

Gli alimenti gluten free di origine industriale sono ricchi di additivi che possono creare anche alterazioni della funzionalità intestinale, pare che il microbiota non gradisca!!

Altra informazione errata al riguardo è che protegga dalle malattie cardiovascolari: anche questo non ha una base scientifica infatti sottraendo le fibre ed i micronutrienti dall’alimentazione il rischio di contrarre malattie cardiovascolari è più elevato!

L’allergia al glutine può svilupparsi in qualsiasi momento della vita e se avete frequentemente sintomi quali diarrea e gonfiore addominale chiedete al vostro medico prima di eliminare a caso gli alimenti.

Quindi un’alimentazione senza glutine deve essere seguita solo ed esclusivamente da chi ha una reale necessità. Non prendete per vero ogni parola detta in televisione o letta su internet, ma informatevi bene sugli argomenti che riguardano la vostra salute. Credetemi quelli che hanno il problema, specie se lo hanno sviluppato da piccoli, vedono con invidia il vostro piatto di pasta o la vostra pizza, perché la loro è solo una “brutta” copia quindi fate con coerenza le vostre scelte!

Non mangiare le emozioni vivile

Tutti noi abbiamo provato l’effetto coccola di alcuni cibi quando siamo stanchi o delusi. Per qualcuno l’effetto di tali cibi, che tecnicamente vanno a stimolare le endorfine (neurotrasmettitori che inducono uno stato di benessere!) diventa una vera propria dipendenza o dovremmo chiamarla fuga?

Generalmente si mangia quando si ha fame, ovvero quando il corpo finisce l’energia disponibile, ma si mangia anche solo per gola, quando si è in compagnia, perché ci hanno insegnato a non lasciare il cibo nel piatto, ma anche quando siamo soli, siamo tristi, delusi, arrabbiati.

La lista a questo punto potrebbe essere molto lunga, ma cosa hanno tutte queste motivazioni eliminando la prima? Che in effetti la maggior parte delle volte non si mangia per il motivo giusto. Il cibo rappresenta il conforto e la via di fuga per situazioni che non abbiamo voglia di affrontare.

Oltre l’aumento di peso e le malattie correlate in questo modo si va a rinforzare un comportamento davvero lesivo che si autoalimenta tra soddisfazione (momentanea e falsa) ed i sensi di colpa (terribilmente veri)

I sensi di colpa si accumulano come polvere sotto il tappeto ed i kg aumentano fino a quando diventa sempre più difficile perderli e alla fine ci si arrende perché ormai la montagna è invalicabile.

C’è un modo per non arrivare a questo punto? Sicuramente è imparare a riconoscere le emozioni e le situazioni che ci fanno stare male. Un valido aiuto è il diario alimentare (ve ne ho parlato in mille modi!)  con il quale non si tiene conto solo dei cibi introdotti, ma anche di quanto, cosa e quando abbiamo mangiato per comprendere tutto il contesto ed imparare ad agire sul contesto e le emozioni derivate, non sul cibo come si suol fare. Infatti andare a controllare il cibo , quando si mangia per soffocare un’emozione, comporta solo stress che genera altra voglia di mangiare quindi è un sacrificio assolutamente inutile.

Psicologicamente parlando il vivere un’emozione è molto importante perché ci insegna a comprendere molto di noi. Farsi “attraversare dall’emozione” (rabbia, paura, vergogna…) serve a diventare più consapevoli dei nostri limiti e difficoltà. E’ indispensabile per venire in contatto con la parte più profonda di noi, il rischio è di vivere una vita solo e sempre in superficie e questo rende continuamente attaccabili dalle persone e dalle situazioni che generano sfiducia. Ogni volta che si scappa, e ci si rifugia nel cibo, non solo prendiamo in giro noi stessi come gli struzzi fanno nascondendo la faccia sotto la sabbia, ma ci rende sempre più vulnerabili oltre che in sovrappeso.

leggi questo articolo anche su Roma.Oggi.eu

Saggezza antica: Il libro del TAO

Il libro che vi consiglio questo mese è IL LIBRO DEL TAO. Lo trovate (anche) in edizione super economica della Newton editore. Un’edizione integrale curata e tradotta da Girolamo Mancuso. E’ considerato uno dei testi più importanti dell’antichità. Viene definita la sintesi della saggezza e della profondità di pensiero. Un testo mitico quanto la sua origine. C’è una leggenda alla fonte della sua nascita che racconta che il libro nasce per pagare un pedaggio richiesto da un doganiere per permettere a Lao Tsu di lasciare la Cina. Si parla di virtù e di significato della vita… “per parlare di quel non essere che è all’origine dell’essere, ma di cui non si può tacere. Bisogna forzare le parole al di là delle loro normali capacità espressive…”

Vi lascio il testo 33 della prima parte per riflettere:

Colui che conosce gli altri è sapiente, colui che conosce se stesso è illuminato.

Colui che vince gli altri è forzuto, chi vince se stesso è forte.

Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce con energia è risoluto.

Chi non perde il proprio posto dura a lungo; chi muore, ma non è dimenticato è longevo.

Le “ansie” dell’esame di maturità

In questi giorni i ragazzi mi fanno un sacco di domande sulle strategie riguardo lo studio per l’esame di maturità. Spesso fanno confronti con i coetanei del genere :


“ma come fanno ad essere tranquilli ed uscire mente io sto qui tutto il giorno in casa a studiare?”
” invidio mio fratello che ha finito scuola ed esce sempre”


oppure pensieri del tipo:


“ho in sensi di colpa quando esco”
“in effetti sto tutto il giorno in camera e mi distraggo spesso”


C’è un’ansia buona ed una cattiva quando si devono affrontare gli esami. Quella buona serve a tenerci nella giusta tensione affinchè riusciamo a raggiungere l’obiettivo, ci fa essere concentrati ed organizzati.
L’ansia cattiva confonde, fa perdere tempo e questo genera altra ansia..


Questo è ciò che ho risposto a Daniele e penso possa essere utile per molti di voi:


“comprendo quello che provi, ma il modo di studiare è molto diverso da persona a persona così come il senso di responsabilità. Tu devi trovare la tua dimensione, quella in cui ti senti a posto con te stesso, perchè hai fatto il tuo dovere. Questo si realizza quando hai organizzato e pianificato bene il tuo studio giorno per giorno mettendoti obiettivi chiari che devono essere raggiunti per avere tempo per il riposo o per lo svago.
Non è un caso che si chiama esame di maturità, poichè rappresenta un passaggio sociale importante. Da questo momento in poi utilizzerai uno schema (non che poi non sia modificabile in seguito!), ma cerca di trovare già da adesso questo equilibrio che migliorerai in corso d’opera quando andrai all’università o inizierai un lavoro. Non puoi andare in giro tutto il giorno così come non ha alcun beneficio “studiare” tutto il giorno. Quindi per avere buone performance nel lavoro e nello studio bisogna riuscire a calibrare gli impegni.
Riuscire a stare bene con se stessi perchè si è fatto il proprio dovere ed avere quello spazio da dedicare agli amici, allo sport … quindi questo equilibrio è molto personale, però sei tu che devi metterti delle regole, sei tu che devi dire onestamente a te stesso se effettivamente il tuo impegno è consono alle necessità che richiede in questo momento lo studio!

Riflessione del giorno: Sii grato

Quante volte in una giornata maledici una situazione o persona, sei arrabbiato e scontento? Proviamo un’inversione di rotta?


Oltre alle cose negative in cui possiamo “incappare” ogni giorno ce ne sono altrettante bellissime a cui non diamo peso. La serenità è data dall’equilibrio tra le cose positive e quelle negative che accadono ogni giorno.
Se mettiamo sempre in evidenza quelle negative il nostro bilancio sarà sempre e solo negativo ed annullerà tutte le esperienze positive della giornata, della settimana, del mese o dell’anno.

Ringrazia per ogni persona bella che incontri, per quelle che ti rendono felice, per quelle con cui fai esperienze ed a tutto ciò che ti regala emozioni vere! Fai in modo che queste sensazioni riempiano la tua vita e non ci sarà spazio per cose che possano destabilizzarti.


Ps. nella foto una rosa del mio roseto che regalo virtualmente a tutti voi!