Cinque Trucchi post abbuffate

Giornate uggiose, la pandemia che dopo un anno prosegue il suo cammino ed ora anche la pausa pasquale senza gite fuori porta ….risultato? Un notevole aumento di peso per la maggior parte degli italiani.

Non avendo neanche il fine settimana per fare un giro o cambiare aria sembra che il maggiore divertimento sia utilizzare le serate del sabato e le domeniche pomeriggio in maratone di serie televisive accompagnate spesso da cibi poco salutari.

Ogni anno ci diciamo che compreremo solo un uovo di Pasqua, ma poi amici o parenti ce ne mandano sempre uno di troppo. Non che non sia gradito certo, ma è un continuo richiamo a sgarri che si attuano nel quotidiano.

Insomma poco movimento e troppo cibo a disposizione. Esiste qualche consiglio per arginare i danni?

pausa pasquale , zone rosse ed ansia da pandemia fanno ricercare in modo maggiore soddisfazione nel cibo…

Cercherò di condividere dei trucchetti. Alcuni saranno anche scontati, ma vanno messi in pratica assolutamente senza perdere ulteriore tempo per non trovarci tutti ad un mese dall’estate in preda al panico ed ai sensi di colpa. Evitare sgarri e riprendere un minimo di attività fisica sono in cima alla lista, ma iniziamo da qualcosa di semplice per iniziare a sgonfiarci un po’ a patto poi di riprendere la retta via:

  1. Sicuramente bere è importante per eliminare le tossine ingerite e diluire gli zuccheri nel sangue. Due litri di acqua sarebbero l’ideale anche se per molti non è facile. Oltre a ciò che bevete la mattina ricordate di bere un bicchiere di acqua a digiuno (aiuta a far risvegliare l’apparato digerente!) bevete una bottiglietta entro ora di pranzo ed un’altra per l’ora di cena. Aggiunto a quello che avrete bevuto nei tre pasti ci dovrete quasi essere.
  2. Un aiuto viene anche dalle tisane: detox la mattina, a base di finocchio per contrastare i gonfiori addominali dopo i pasti ed una tisana relax la sera per favorire il sonno. Le tisane bevute tiepide/calde hanno anche una funzione “coccola” molto soddisfacente.
  3. Per evitare di cercare dolci dopo i pasti le tisane sono un importante aiuto come lavarsi subito i denti. La sensazione di freschezza vi eviterà di andare a cercare la cioccolata nel barattolo in cucina!
  4. La sera evitate i carboidrati, anzi dalle 17 sarebbe molto meglio. Ridurre le porzioni dei pasti e privilegiate cibi ricchi di fibre.
  5. Evitate di mangiare in macchina e fuori casa non è elegante e potreste avere le mani non sufficientemente pulite e di questi tempi meglio evitare!

Puoi leggere questo articolo anche sulla rubrica Mind&Food su RomaOggi.eu

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Ha ancora senso dedicare un giorno alla Festa della Donna?

In un’epoca in cui le donne sono magistrato, sindaco, astronauta, dirigente, presidente, sostantivi che dovremmo imparare a declinare al femminile e che ci diventa ancora difficile fare, ancora nei confronti della donna ci sono tante, troppe ingiustizie.

Per ogni donna forte c’è n’è una che non crede in sé, che diventa vittima di angherie e soprusi spesso all’interno della propria famiglia. Donne fragili per condizione economica, per etnia e numerosi altri motivi di cui spesso non si è responsabili. Di donne parlano le cronache ogni giorno: violenze, stupri e non di rado morte.

Ad ognuna di queste Donne auguro oggi una giornata lieta in cui fare qualcosa di piacevole almeno una volta per sé stesse, di farsi un piccolo regalo concedendosi, senza sensi di colpa, del tempo prezioso per volersi bene.

Auguro a tutte le altre di imparare la “sorellanza” per aiutarsi e sostenersi invece di mettere in atto invidia e cattiverie spesso gratuite.

 “Non c’è niente di più facile che mettere le donne una contro l’altra” dice il giornalista Aldo Cazzullo nel suo libro Le donne erediteranno la terra edito da Mondadori nel 2016 ed ancora “Gli uomini lo sanno ed esercitano quest’arte da millenni, Negli spogliatoi o nei bar si dice che la conquista più facile è la migliore amica della fidanzata; ma forse sono soltanto vanterie maschili. Di sicuro le donne tendono a perdonare l’amante infedele, mai però la rivale; anche se è stato lui, non lei, a violare il patto d’amore.

Sul lavoro o in politica, spesso funziona allo stesso modo. Invece ci vorrebbe uno spirito di squadra, una vera solidarietà femminile, per far crollare l’ultimo diaframma che separa le donne dalla meritata conquista del potere. Non è popolare dirlo: ma se l’uomo ha potuto soggiogare la donna per millenni, è anche a causa di un certo maschilismo femminile…”

Assurdo che sia un uomo a mettere in evidenza ciò, anche se senz’altro un “uomo illuminato” con ha la giusta considerazione della donna. Se smettessimo di farci la guerra raggiungeremmo più facilmente certi risultati e forse con meno drammi e soddisfazione e comunque…buon 8 marzo a tutte noi, con o senza mimosa, ma con tanta bellezza nel cuore!

Safer Internet Day (Giornata per una rete più sicura in italiano)

Giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi che comporta utilizzare internet istituita nel 2004 dall’ Unione europea che si svolge ogni anno a febbraio.

Nel corso degli anni, il Safer Internet Day (SID) è diventato un punto di riferimento nel calendario di sicurezza online. Negli anni, il Safer Internet Day è cresciuto oltre la sua tradizionale area geografica, europea, ed è ora celebrato in circa 140 paesi in tutto il mondo. Promuove un uso più sicuro e responsabile della tecnologia online e dei telefoni cellulari da parte di bambini e giovani in tutto il mondo.

Dal cyberbullismo al social networking, ogni anno il SID mira ad affrontare le questioni attuali che influenzano soprattutto i giovani utenti online. Internet è uno strumento potente con enormi opportunità di apprendimento, miglioramento delle competenze e acquisizione di nuove abilità e conoscenze. Tuttavia, alle opportunità, spesso, si associano i rischi. L’obiettivo del SID è quello di aumentare la consapevolezza, ma anche di aiutare con azioni concrete per creare non solo un luogo sicuro ma anche un posto migliore dove stare quando si è online. Al fine di raggiungere questo obiettivo, il SID offre la possibilità a giovani studenti, insegnanti, genitori, industria, responsabili politici, decisori e altre parti interessate di co-creare una rete informatica migliore.

In questo particolare periodo in cui le persone  e specialmente i giovani, sono privati o limitati dell’interazione sociale a causa della pandemia l’utilizzo di internet e dei social in generale è cresciuto in modo esponenziale.

In questo giorno nei vari Paesi membri dell’UE si organizzano iniziative che hanno lo scopo di promuovere un uso consapevole della rete .

In Italia, tale funzione è svolta dal progetto Generazioni Connesse coordinato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca che dal 2012[1] unisce in un Consorzio l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Polizia Postale e delle ComunicazioniSave the Children Italia, Telefono Azzurro, l’agenzia stampa DIRE, la Cooperativa E.D.I., l’Università La Sapienza di Roma, l’Università degli Studi di Firenze, il Movimento Difesa del Cittadino. Gli attori coinvolti sono quindi: famiglie e imprese[2], istituzioni dello Stato e Organizzazione non governative[3],

Tra le iniziative del Safer Internet Day rientrano convegni, concorsi a premi e campagne di sensibilizzazione incentrati su temi legati al cyberbullismo, alla pedopornografia e pedofilia on-line, al sexting, alla perdita di privacy ma anche alla dipendenza da videogiochi e a uno stile di vita eccessivamente sedentario o al rischio di isolamenti, soprattutto tra gli utenti più giovani.

Io prenderò parte all’evento “Connessi e sicuri” ed al corso Cisco Networking Academy – “Get Connected” in modo da essere sempre al corrente di tutte le novità in merito e poter rispondere alle richieste dei genitori sempre più in difficoltà con i figli in questo mondo che cambia.

Fonte web

4 febbraio 2021 si celebra la 21° Giornata mondiale per la lotta contro il cancro

Promossa dall’Unione internazionale contro il cancro (Uicc) e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Giornata del World Cancer Day rappresenta un importante richiamo a riflettere su cosa ognuno può fare per combattere il cancro, dalle istituzioni agli esperti, dai pazienti ai cittadini, tutti fin dalla giovane età.

L’invito è inoltre quello contribuire a sostenere la ricerca, aiutando chi sta lottando contro la patologia oncologica, e a diffondere le informazioni corrette sugli stili di vita da adottare per promuovere la salute.

L’Italia occupa i primi posti in Europa nella cura del cancro, con la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi più alta rispetto alle altre nazioni dell’UE. Il nostro Sistema Sanitario Nazionale fornisce infatti cure efficaci e tempestive per i pazienti oncologici.

Nel mondo, nel 2018, sono stati diagnosticati oltre 18 milioni di casi di tumore. Secondo l’ultimo rapporto Aiom-Airtum, in Italia, nel 2019, sono state effettuate circa 371.000 nuove diagnosi di tumore (196.000 uomini e 175.000 donne), le 5 neoplasie più diffuse sono risultate della mammella, del colon-retto, del polmone, della prostata e della vescica.

Ogni giorno circa 1000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore maligno e la prevenzione rimane sempre l’arma migliore in nostro possesso.

Fonte web

I disturbi dell’alimentazione ai tempi del Covid 19

Siamo di fronte ad una vera e propria epidemia. Tra il 2019 ed il 2020 c’è stato un incremento dei disturbi dell’alimentazione del 30%. Le fasce più colpite quella dei giovani e dei giovanissimi. Lo dice una ricerca condotta in Italia nel periodo di riferimento dal Ministero della Salute e che saranno pubblicati a breve in modo ufficiale.

Durante il lockdown di 10 mesi fa abbiamo tutti sperimentato quando il cibo potesse rappresentare un conforto. Attorno al tavolo si sono riunite famiglie nei tre pasti principali per quasi tre mesi, mentre “prima” si era fortunati se ci si incontrava almeno a cena. Le nostre abitudini sono cambiate radicalmente. Alcune persone uscivano più volte al giorno per fare la spesa, in realtà volevano solo respirare un po’ d’aria. Inizialmente si è fatto tutti indigestione di serie televisive e generi mangerecci non particolarmente raccomandati. Hanno iniziato a rivolgersi all’asporto anche quelli che fino a quel momento non avevano ceduto alla novità. Per settimane il lievito non si trovava, così come la farina e siamo stati tutti a creare pizza party virtuali e cimentarci con torte e biscotti , ma poi il cibo ha smesso di essere un genere di conforto e abbiamo iniziato a fare i salutisti.

Evitati accuratamente gli scaffali di dolciumi e patatine abbiamo cercato di mangiare sano e recuperato piano piano il peso forma. Per altri le cose sono andate diversamente. Alcune persone nella convivenza obbligata hanno cominciato a mangiare in modo compulsivo, chi a bere andando oltre i limiti.

I bambini ed i ragazzi tra i 12 ed i 14 anni hanno subito maggiormente la situazione. Privati del contatto fisico e dell’interazione, quelli che evidentemente stavano già sotto soglia, sono aumentati di peso oppure sono stati colpiti da anoressia nervosa o di alimentazione selettiva.

La chiusura per mesi interi di certe strutture di riferimento ha poi peggiorato la situazione. Infatti per poter controllare i disturbi dell’alimentazione è necessario riconoscerne i segnali e non sottovalutarli e richiedere un aiuto che più tempestivo risulta maggiori saranno i risultati ottenuti. Purtroppo la persona colpita o le famiglie, quando si tratta dei giovani, non si rendono conto di essere malati fino a quando la sintomatologia inizia ad interferire nel quotidiano ad esempio con litigi al momento del pasto.

Se siamo sensibilizzati al problema sicuramente si può fare più attenzione alle variazioni di peso anomale o alle dispercezioni corporee presentate da un soggetto (si vede troppo grasso, non gli piace la pancia, il seno ecc.. in modo ossessivo) sono di auto dei percorsi di educazione alimentare per la famiglia.

Spesso tali disturbi si presentano quando in famiglia c’è già almeno un componente che soffre di un disturbo dell’alimentazione (anche in modo latente) ed in questo caso un percorso psicologico è sempre raccomandato prima che alcuni comportamenti si radicalizzino.

Puoi leggere questo articolo anche nella mia rubrica Mind&Food su RomaOggi.eu

Mangiare con gusto e senza stress nelle feste

Ok le festività natalizie non sono ancora terminate. Il parziale lock down però ci limita e la maggiore permanenza in casa ci fa aggirare come piccoli squali tra credenze e frigoriferi. Per qualcuno a gennaio ci sarà un aumento di peso “fisiologico” che sarà recuperato in breve con la ripresa delle attività. Per altri, che già da prima avevano problemi per la perdita o il mantenimento del peso, sarà molto di più e rappresenterà un aggravio del problema. Allora, perchè non cominciare da subito a prendere buone abitudini ed avere una visione positiva?

“Stai attenta alle insidie e osservati quando mangi: la percezione che hai di te dovrà guidarti nelle scelte future. Se stai buttata in pigiama sul divano con un barattolo di Nutella, un gelato o delle patatine, avrai di te un’immagine rallentata, pesante. In questa situazione è difficile prendere in mano la propria vita, si è sconfitti in partenza. A volte “morire sul divano” sembra l’unica soluzione, ma non è così. Se fai uno sforzo iniziale – e so quanto sia faticoso questo sforzo- e cerchi di tirarti su, riponi quello che avidamente e senza un reale bisogno stavi mangiando e provi a ripetere questo gesto ogni volta che succede, sarai ripagata da una sensazione nuova : un’immagine più dinamica e leggera di te.

Ti assicuro che ne vale la pena. Se ti senti pesante è difficile vederti attiva e positiva, ma se hai una  percezione dinamica di te stessa, guarderai con orrore il divano e sicuramente non andrai a cercare qualche surrogato di piacere nella credenza o nel frigorifero e comunque diventerà sempre meno frequente.

Fai così per qualche giorno. Poco a poco vedrai che certi  cibi non ti  inviteranno più e che comunque avranno diverso peso per te. Non sostituirai una percezione attiva di te con una passiva e pesante: non c’è partita.

Un’ultima  cosa: quando mangi, mastica molto bene. Non ingoiare tutto in fretta, poiché il cibo è piacere orale, la bocca può gustarlo.  

Perché allora non masticarlo di più, gustarlo di più? E per rendere il gusto ancora più intenso, fai tutto ciò che puoi. Quando mangi qualcosa, prima annusa. Gustane l’aroma, perché metà del gusto sta nell’aroma. Perciò annusa il cibo, guardalo. Non c’è fretta, prenditi tutto il tempo che vuoi. Una piccolissima quantità di cibo ti basterà e ti farà sentire molto più soddisfatta. Fai una prova per una settimana e vedrai”.#

#Tratto dal mio libro : Dimagrire una scelta consapevole /Metodo integrato della Dott.ssa Scanu

editore da Campi di carta

Quando sarò magra…

Quando sarò magra andrò al mare con il costume. Quado sarò magra andrò a ballare. Quando sarò magra non dovrò più preoccuparmi di quello che mangio. Quando sarò magra le persone mi apprezzeranno.

Quante volte avete mentito a voi stessi, sapendo di mentire, in questi anni?

Affinchè la vostra vita cambi, un passo difficile, ma necessario è smettere di procrastinare. E’ come attendere di vincere alla lotteria se non avete neanche acquistato il biglietto!

Smettete di aspettarvi qualcosa dagli altri: è una triste realtà, ma fatevene una ragione. Ognuno ha la sua vita, i suoi interessi ed i suoi principi. Non necessariamente la persona che si ha davanti deve rassicurarvi e darvi fiducia ogni giorno. Imparate a credere in voi e ad apprezzarvi. Anche quando sbagliate cercate di imparare qualcosa invece di abbattervi. Solo così imparerete ad essere più sicuri.

Smettetela una buona volta di volere che tutto sia perfetto. La perfezione è un’illusione. Non esiste. Noi siamo esseri imperfetti alla continua ricerca di un equilibrio. Questa è la realtà, se non l’accettate sarete sempre frustrati ed insoddisfatti.

Visto che ci siete smettetela anche di pretendere troppo da voi stessi. Le aspettative degli altri e di noi stessi ci abbattono invece di spronarci. Potete utilizzare al massimo il vostro potenziale solo se smettete di stressarvi per cose inutili. Smettetela anche di impedirvi di fare ciò che volete fare.

Cercate di vivere almeno un po’ nel presente senza fantasticare un futuro che si allontanerà sempre di più perché faticoso da raggiungere nella realtà. Lottate per le vostre idee e concentratevi suoi vostri obiettivi che naturalmente devono essere “fattibili”. Aumentate i vostri limiti giorno per giorno, non pretendete un passo più lungo della gamba se non siete pronti sarà una sconfitta che minerà la vostra autostima.

La felicità si raggiunge nel presente quando siete consapevoli del vostro impegno malgrado i risultati. Un atteggiamento positivo porta ad essere vincenti anche se ci vogliono più tentativi. Se vi sentite parte del mondo sarà più facile vedere ed usufruire le occasioni che proprio il vivere vi offre.

Quindi smettete di respirare ed iniziate a vivere.

Ps. Magri lo diventerete solo se siete felici e non il contrario!!

Emozioni, digestione e respiro passano dal diaframma

“Quando il respiro è agitato, teso, la mente è instabile, quando si quieta e se ne prende il controllo consapevolmente, la mente trova la sua pace naturale” Hatha Yoga Pradipik

In questo antico detto orientale è racchiusa una grande verità che è sempre sotto i nostri occhi eppure è talmente essenziale che neanche ci facciamo caso: la respirazione.

Il diaframma è un muscolo che riveste un’importanza enorme sul piano emozionale. Risente dei traumi emotivi e ciò condiziona la sua funzione che è quella di facilitare la peristalsi degli organi sottostanti come lo stomaco ed alterando inevitabilmente la sua funzione. Il trauma emotivo può essere rappresentato anche dal continuo stress di guidare nel traffico, nel vivere in un ambiente di lavoro o familiare ricco di tensioni, non serve quindi necessariamente subire un lutto o un altro trauma importante. Questo per specificare che a lungo andare queste tensioni emotive hanno un risvolto spiacevole su un organo praticamente sconosciuto, ma che controlla molte funzioni come il respiro.

La respirazione, oltre ad ossigenare l’organismo, pratica un sorta di massaggio ritmico su tutti gli organi interni. In genere la fase inspiratoria avviene dal diaframma tra le costole ed il plesso solare e la fase espiratoria dovrebbe avvenire in modo passivo. Lo stress e l’ansia non permettono che queste fasi avvengano in modo naturale. Spesso il respiro è corto, bloccato. Un diaframma che rimane abbassato lascia lavorare altri muscoli.

Per questo è molto importante rallentare almeno durante la pausa pranzo. Oltre a godere di un importante momento ci prendiamo cura di noi stessi, dei nostri bisogni e dei nostri ritmi. Mangiare non è un’abitudine, ma un vero e proprio esercizio di consapevolezza che passa anche dal respiro.

Puoi leggere questo articolo anche sulla mia rubrica Mind&Food :

Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne

Condivido per la massima diffusione con la carissima Anna Silvia Angelini e A.I.D.E Nettuno-APS centro d’ascolto antiviolenza “Uscita Di Sicurezza”

Campagna Antiviolenza“Una Rosa per Tutte”

Il 25 novembre, è la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne (International Day for the Elimination of Violence against Women), una giornata tutta dedicata al maltrattamento fisico e psicologico che molte donne nel mondo subiscono.

Dalle minacce e attacchi verbali alle aggressioni fisiche, dallo stalking allo stupro, la violenza sulle donne ha migliaia di forme e sfaccettature, in un abisso di buio in cui nessuna donna dovrebbe mai finire. Ricordiamoci, chi è violento con le parole è già un assassino, le parole sono le prime armi sempre a disposizione per ferire e negare la vita di un altro. Non dobbiamo abbassare la guardia, dobbiamo lottare per la prevenzione, quella vera, fatta tra i banchi di scuola, tra i ragazzi e le ragazze, bisogna creare delle reti tra associazioni, perché l’unione fa la forza, solo il lavoro di squadra e la condivisione di sinergie, può creare le basi per un cambiamento culturale.

Il mio pensiero va alle vittime, a loro che volevano vivere, ai figli, rimasti orfani, a Melania che mi è rimasta nel cuore. Il 25 novembre é tutti i giorni, le Donne vanno celebrate da vive non da MORTE.

Una rosa per ognuna di voi🌹

Anna Silvia AngeliniPresidente AIDE Nettuno APS associazione indipendente donne europee

“Non solo selfie” : il mio contributo alla presentazione del libro di Elenia Scarsella

Elenia Scarsella è una blogger (ma anche mamma ed ingegnere ambientale!) che ha scritto un libro “leggero” e molto attuale su come presentarsi al meglio nella rete attraverso il SELFIE! Un tema contemporaneo, delicato e ricco di sfumature interpersonali che la giornalista Antonietta di Vizia ha attentamente evidenziato moderando gli interventi.

Per la seconda volta sono stata chiamata in qualità di “esperto”  alla presentazione del libro che in questa occasione ha goduto dell’ospitalità del “Caffè letterario” di Euroma2 grazie alla sensibilità di Elena Matteucci.

Segue un breve abstract del mio intervento:

Mi occupo di immagine da sempre!

La mia tesi di laurea parlava di percezione dell’immagine corporea, ho scritto un libro dal titolo Oltre l’Immagine e ho un Blog che si chiama ES Immagine!

Nel mio lavoro mi occupo principalmente di disturbi dell’alimentazione dove la componente più grave è rappresentata dalla dispercezione ovvero da una visione errata del proprio corpo

Il mio compito è quello di riconnettere l’immagine mentale percepita con l’immagine reale.

Quando si parla di immagine corporea c’è sempre una confusione nella terminologia e si usano indifferentemente quello di schema, percezione, conoscenza corporea.

Io parlo sempre di IMMAGINE CORPOREA riferendomi ad una visione psicoanalitica poiché esprime al meglio il processo fantastico sotteso all’esperienza del proprio corpo e alla rappresentazione di sé.

Secondo Otto Fenichel l’immagine corporea non coincide con il corpo oggettivo, ma è definita in base alla somma delle rappresentazioni psichiche del corpo e dei suoi organi.

Shilder integra una visione psicoanalitica con una neurofisiologica e la ritiene mutevole, dinamica in funzione dei rapporti con l’ambiente sociale.

E’ IL QUADRO MENTALE CHE CI FACCIAMO DEL NOSTRO CORPO, OVVERO IL MODO IN CUI APPARE A NOI STESSI

Quindi anche questo autore sottolinea il fatto che l’immagine corporea non è esattamente quello che corrisponde al nostro corpo.

Non essendo la replica fedele e statica della nostra struttura anatomica, ma una rappresentazione mentale interna determinata da un processo psicofisiologico complesso definito da variabili interne (contatto con noi stessi, sensazioni piacevoli o spiacevoli provenienti dagli organi interni) e da variabili esterne quali l’approvazione o la disapprovazione dell’ambiente sociale o familiare.

Qui entra in gioco anche l’amore per noi stessi!

In una prefazione del mio ultimo libro OLTRE L’IMMAGINE EDITO DA CAMPI DI CARTA NEL 2015 Antonella Polini direttrice e fondatrice della Background Academy di Viterbo racconta la sua esperienza :

Io ho cominciato ad avere un’immagine giusta solo quando mi sono scrollata di dosso i miei complessi, quando ho smesso di sentimi inadeguata. La fusione tra dimensione giusta, sano amore tra corpo e mente ed una bella dose di sostanza interiore scaturisce l’amore per se stessi ed è così che oltre l’immagine si costruisce una grande immagine.

Quindi quando parliamo di selfie a cosa ci riferiamo? All’immagine reale o quella ideale?

Questo ci porta ad un altro concetto ancora. Una volta quando scattavamo una foto catturavamo l’attimo. Ancora oggi quando teniamo in mano una foto stampata che ci ritrae da piccoli, con i nostri nonni o qualche compleanno proviamo le stesse emozioni, quasi possiamo sentire gli odori.

Oggi il selfie non crea quella situazione, ma riprende il concetto di immagine corporea e di approvazione sociale a cui abbiamo accennato prima.

Il selfie tende quindi all’immagine IDEALE non Reale , infatti spesso si fa uso di stratagemmi per modificare le parti del corpo che non ci piacciono! Esistono tantissime App che lo permettono senza essere professionisti.

Quindi notiamo che spesso l’immagine reale e quella ideale sono lontane anni luce sono DISSOCIATE e questo provoca una sensazione d’insoddisfazione e problemi all’autostima quando si inizia il confronto.

Allora perché il selfie? Perché anche questa è una rappresentazione sociale del nostro tempo è un nuovo modo di comunicare. Senza dimenticare i pericoli che si celano per i giovanissimi in termini di confronto ed autostima probabilmente rappresenterà una fase di crescita e sviluppo della propria immagine. Qui si apre un immenso capitolo a cui solo il tempo darà una valutazione io voglio pensare che si realizzi un confronto tra pari per migliorarsi… solo che avverrà con l’utilizzo della tecnologia!