“Non solo selfie” : il mio contributo alla presentazione del libro di Elenia Scarsella

Elenia Scarsella è una blogger (ma anche mamma ed ingegnere ambientale!) che ha scritto un libro “leggero” e molto attuale su come presentarsi al meglio nella rete attraverso il SELFIE! Un tema contemporaneo, delicato e ricco di sfumature interpersonali che la giornalista Antonietta di Vizia ha attentamente evidenziato moderando gli interventi.

Per la seconda volta sono stata chiamata in qualità di “esperto”  alla presentazione del libro che in questa occasione ha goduto dell’ospitalità del “Caffè letterario” di Euroma2 grazie alla sensibilità di Elena Matteucci.

Segue un breve abstract del mio intervento:

Mi occupo di immagine da sempre!

La mia tesi di laurea parlava di percezione dell’immagine corporea, ho scritto un libro dal titolo Oltre l’Immagine e ho un Blog che si chiama ES Immagine!

Nel mio lavoro mi occupo principalmente di disturbi dell’alimentazione dove la componente più grave è rappresentata dalla dispercezione ovvero da una visione errata del proprio corpo

Il mio compito è quello di riconnettere l’immagine mentale percepita con l’immagine reale.

Quando si parla di immagine corporea c’è sempre una confusione nella terminologia e si usano indifferentemente quello di schema, percezione, conoscenza corporea.

Io parlo sempre di IMMAGINE CORPOREA riferendomi ad una visione psicoanalitica poiché esprime al meglio il processo fantastico sotteso all’esperienza del proprio corpo e alla rappresentazione di sé.

Secondo Otto Fenichel l’immagine corporea non coincide con il corpo oggettivo, ma è definita in base alla somma delle rappresentazioni psichiche del corpo e dei suoi organi.

Shilder integra una visione psicoanalitica con una neurofisiologica e la ritiene mutevole, dinamica in funzione dei rapporti con l’ambiente sociale.

E’ IL QUADRO MENTALE CHE CI FACCIAMO DEL NOSTRO CORPO, OVVERO IL MODO IN CUI APPARE A NOI STESSI

Quindi anche questo autore sottolinea il fatto che l’immagine corporea non è esattamente quello che corrisponde al nostro corpo.

Non essendo la replica fedele e statica della nostra struttura anatomica, ma una rappresentazione mentale interna determinata da un processo psicofisiologico complesso definito da variabili interne (contatto con noi stessi, sensazioni piacevoli o spiacevoli provenienti dagli organi interni) e da variabili esterne quali l’approvazione o la disapprovazione dell’ambiente sociale o familiare.

Qui entra in gioco anche l’amore per noi stessi!

In una prefazione del mio ultimo libro OLTRE L’IMMAGINE EDITO DA CAMPI DI CARTA NEL 2015 Antonella Polini direttrice e fondatrice della Background Academy di Viterbo racconta la sua esperienza :

Io ho cominciato ad avere un’immagine giusta solo quando mi sono scrollata di dosso i miei complessi, quando ho smesso di sentimi inadeguata. La fusione tra dimensione giusta, sano amore tra corpo e mente ed una bella dose di sostanza interiore scaturisce l’amore per se stessi ed è così che oltre l’immagine si costruisce una grande immagine.

Quindi quando parliamo di selfie a cosa ci riferiamo? All’immagine reale o quella ideale?

Questo ci porta ad un altro concetto ancora. Una volta quando scattavamo una foto catturavamo l’attimo. Ancora oggi quando teniamo in mano una foto stampata che ci ritrae da piccoli, con i nostri nonni o qualche compleanno proviamo le stesse emozioni, quasi possiamo sentire gli odori.

Oggi il selfie non crea quella situazione, ma riprende il concetto di immagine corporea e di approvazione sociale a cui abbiamo accennato prima.

Il selfie tende quindi all’immagine IDEALE non Reale , infatti spesso si fa uso di stratagemmi per modificare le parti del corpo che non ci piacciono! Esistono tantissime App che lo permettono senza essere professionisti.

Quindi notiamo che spesso l’immagine reale e quella ideale sono lontane anni luce sono DISSOCIATE e questo provoca una sensazione d’insoddisfazione e problemi all’autostima quando si inizia il confronto.

Allora perché il selfie? Perché anche questa è una rappresentazione sociale del nostro tempo è un nuovo modo di comunicare. Senza dimenticare i pericoli che si celano per i giovanissimi in termini di confronto ed autostima probabilmente rappresenterà una fase di crescita e sviluppo della propria immagine. Qui si apre un immenso capitolo a cui solo il tempo darà una valutazione io voglio pensare che si realizzi un confronto tra pari per migliorarsi… solo che avverrà con l’utilizzo della tecnologia!

Capire e sostenere i bambini dopo il lockdown

Bambini Bocca di leone e bambini orchidee sono le definizioni che il prof. Thomas Boyce dell’Università della California ha indicato nel suo libro  “The Orchid and the Dundelios: Why sensitive people Struggle and How All Can Thrive”  al termine di uno studio durato oltre trent’anni.

“La maggior parte dei bambini crescono come i denti di leone : in qualsiasi terreno. I bambini orchidea se non ricevono cure costanti appassiscono” specifica il professore emerito di pediatria e psichiatria di San Francisco.

Durante il periodo della crescita due fratelli cresciuti con lo stesso tipo di attenzioni possono diventare grandi con capacità di vivere e gestire il mondo esterno ed emotivo in modo opposto. La diversa disposizione di base influisce molto sui vissuti e la capacità di adattarsi.

In questo particolare periodo per tutti i bambini l’impatto del lockdown è stato davvero difficile. I piccoli hanno bisogno più degli adulti di abbracciarsi, interagire attraverso il corpo. La vita sociale è fondamentale per il confronto, l’esperienza ed il loro sviluppo.

foto Web (non è stato possibile reperire la fonte)

Bambini figli unici e bambini cresciuti con fratelli e famiglie numerose hanno reagito in modo molto personale a questo periodo. Lo studio più importante in Italia sull’argomento è stato quello effettuato dall’Ospedale Gaslini di Genova che ha evidenziato sintomi quali ansia, insonnia e regressione per 6 minori su 10.

L’indagine guidata dal neurologo Lino Nobili ha evidenziato inoltre che spesso la sintomatologia dei bambini è legata al malessere dei genitori. Si è inoltre evidenziato un aumento di patologie sistemiche di tipo infiammatorio.

 “Bisogna fare in modo che alla fine di un’esperienza che ricorderanno per tutta la vita, si sentano più forti e sicuri, consapevoli che si può combattere e vincere anche una battaglia difficilissima come quella che abbiamo condiviso contro il coronavirus”.

Ha sottolineato la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, nel corso della conferenza di presentazione dell’indagine che ha portato alla creazione di un ambulatorio che effettuerà sostegno proprio per queste problematiche.

All’indagine hanno preso parte oltre 6800 cittadini di tutte le zone d’Italia risulta quindi molto rappresentativo della situazione di bambini e ragazzi in seguito alla pandemia.

Alcuni dati: circa il 70% dei bambini nella fascia dei 6 anni ha mostrato regressione e problematiche di tipo comportamentale. Nella fascia tra i 6 ed i 18 anni si evidenziano anche sensazione di mancanza d’aria, difficoltà nell’addormentamento ed irritabilità.

Molto importante in questo periodo estivo far condividere esperienze con altri bambini e ragazzi per recuperare almeno una parte di quel disagio. Ci vorrà molta pazienza e disponibilità dei genitori a creare spazi e momenti in cui poter ospitare amici, cuginetti ed eventualmente farsi aiutare da uno psicologo se ci si rende conto di vivere ancora le sensazioni negative generate dal lockdown.

Intervistata da Antonietta di Vizia

Ieri ho preso parte ad una diretta FaceBook per Inciucio.it diretto da Giò di Giorgio. Intervistata dalla giornalista RAI Antonietta di Vizia si è parlato del mio libro Dimagrire una scelta Consapevole/Il Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu edito da Campi di carta. Il libro è stato pubblicato nel 2013, ma ogni anno, in questo periodo in cui impazzano le diete fai da te per l’imminente appuntamento con il costume, vengo regolarmente interpellata sull’argomento cibo, diete e psicologia!

E’ possibile rivedere il video accedendo da Fb con questo link: https://www.facebook.com/www.inciucio.it/videos/758553911634272/?t=13

Ansia e depressione ai tempi del coronavirus

Ansia e depressione: termini che fatto paura. Se ne parla troppo e spesso a sproposito, ma in questi tempi di quarantena dove ogni certezza è stata minata come la nostra libertà diventano termini del quotidiano che coinvolgono persone che fino ad ora non ne conoscevano il significato.

L’isolamento e la perdita del lavoro sono solo alcune delle cause che stanno provocando una vera e propria ondata di stati d’ansia e depressione nei cittadini in seguito alla pandemia. Chi  in passato ha combattuto contro queste problematiche è risultato più vulnerabile ed ha visto riaffiorare la sintomatologia. Altri non avevano mai provato queste sensazioni di inadeguatezza, pericolo e paura.

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Nella mia realtà clinica lo vedo giornalmente e gli psichiatri italiani parlano di una vera e propria ondata di “ansia post-traumatica”. Lutti, allontanamenti e danni economici stanno porgendo il conto ed è facile perdere i punti di riferimento e non trovare le energie per rialzarsi.

 

Evitare queste situazioni è praticamente impossibile. L’unica soluzione è supportare le persone che stanno vivendo con più difficoltà questo momento. La salute fisica va supportata insieme a quella mentale. Buone pratiche del quotidiano, come una regolare attività fisica ed una alimentazione corretta aiutano. Ansiolitici o altri farmaci vanno utilizzati solo sotto controllo e prescrizione medica.

La rete familiare diventa un elemento fondamentale in questi momenti rappresenta, se funzionale, un potente anti stress. Condividere paure ed ansie può aiutare a vedere soluzioni diverse e superare le difficoltà.

 

 

Confinamento e distanziamento: impatto emozionale importante

Stiamo tutti vivendo un’esperienza senza precedenti. Molti si svegliano la mattina sperando che sia stato solo un brutto sogno. Poi si prende il cellulare si dà un primo sguardo ai social, mentre si fa colazione si accende la radio o la TV… no è tutto terribilmente vero.

Non ci sono precedenti per sapere cosa è giusto o meno fare. Si va a tentativi: nella sanità, nell’economia, nelle misure e gli interventi sociali. L’intera situazione è molto precaria. Viviamo tutto il giorno una situazione di pericolo imminente ed un piccolo organo nella nostra testa, l’amigdala, dà il via alla produzione di ormoni che si attivano proprio nelle situazioni di pericolo. Purtroppo una condizione prolungata nel tempo letteralmente sfinisce l’organismo che viene messo a dura prova. Un po’ di paura fa bene, e ci protegge, ma troppa è deleteria.

Rimanere chiusi in casa, non poter abbracciare i propri cari, rinunciare a quei riti sociali innocui come andare a messa, prendere un caffè al bar o uscire tranquillamente con il cane senza una meta precisa; ci manca tutto questo e molto altro.

Le emozioni sono contrastanti: da una parte si è grati se si è sani o per non avere malati in famiglia, dall’altra vorremmo che tutto finisse presto, ma al termine del tunnel non sappiamo cosa troveremo. Difficile pensare alla nostra vita con i ritmi di prima.

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E’ la prima volta nella nostra esistenza che non controlliamo il futuro. Non pianifichiamo viaggi, lavori, appuntamenti vari. Le agende si riempiono di giorno in giorno o rimangono quasi bianche. E’ la prima volta che siamo sospesi in un presente infinito: non siamo abituati. Gli ansiosi hanno sempre anticipato il futuro, i depressi si sono sempre rifugiati nel passato e adesso condividiamo tutti lo stesso limbo.

In questo vivere nel qui ed ora ci rendiamo conto di quanto vivevamo in affanno fino a poche settimane fa e che in fondo ora che tutto è rallentato la vita va avanti lo stesso. Alcune cose che consideravamo problemi sono quasi inesistenti ed altre che non avevamo tempo di fare o ci scocciavano sono diventate momenti di evasione come fare la spesa!

Gestire l’ansia è un problema specie per chi in passato ne ha sofferto e che vede in questa situazione un nuovo precipizio in cui ricadere. Come si gestisce questa tempesta emotiva senza ricorrere a farmaci? Io non sono contraria agli ansiolitici a patto che si prendano sotto prescrizione e per un periodo di tempo molto limitato. Purtroppo in questa situazione, che si prevede ancora abbastanza lunga, bisogna trovare delle strategie per sopravvivere e se è possibile evitare gli ansiolitici tanto meglio!

Innanzitutto eviterei di essere connessi H24 (come si dice ora!) alle trasmissioni che parlano di Covid19. Ci sono troppi galli a cantare a mio parere. Tanti si sono improvvisati esperti e fino a ieri facevano tutt’altro nella vita. Ascoltiamo una sola campana e seguiamo una sola linea evitiamo scossoni non necessari. Non dico di seguire la strategia degli struzzi, ma cerchiamo di essere obiettivi. Ascoltiamo solo gli organi ufficiali una volta al giorno ed eventualmente quando viene indetta una conferenza stampa d’urgenza, ma non andiamo oltre. La mente viene bombardata da sensazioni, emozioni e pensieri anche ore dopo l’ascolto delle notizie e questo ci rende suscettibili e vulnerabili.

Impariamo ad apprezzare quello che abbiamo: le nostre case scoppiano di oggetti inutili, gli armadi di vestiti che non usiamo ed anche la macchina sta lì ferma da settimane. Ci stiamo rendendo conto che in realtà il necessario è proprio lì accanto a noi insieme a tutto il superfluo per il quale ci stavamo dannando la vita solo fino ad un mese fa. Quindi ben venga riscoprire il calore della propria casa e magari la voglia di fare qualche lavoretto, l’accoglienza del divano e le serie televisive da condividere, ma anche la gioia dei nostri piccoli amici che adesso non rimangono per ore con il musetto sul tappeto attendendo il nostro ritorno. Cose semplici, ma vere terribilmente vere quelle che davamo per scontato e che non ci hanno abbandonato e sono qui accanto a noi adesso.

Impariamo che la salute è un bene prezioso e che non si è onnipotenti. Viviamo rispettando i nostri tempi, il nostro corpo ed il nostro spirito. Utilizziamo queste giornate per imparare abitudini salutari quali mangiare bene, fare attività fisica, leggere un libro e dedicarci ad un hobby. Non fatelo però a casaccio. Fatelo con metodo ed ordine. Tenete nota dei vostri progressi e delle vostre difficoltà e cercate di migliorare un pochino ogni giorno. Non rimanete in pigiama dalla mattina alla sera, state comodi, ma con dignità e rispetto per voi e per chi vi sta accanto. Per gli uomini: fatevi la barba! Per le donne: truccatevi anche se vi sembra inutile, perché l’immagine che noi percepiamo di noi stessi condiziona la nostra autostima e quindi le nostre sensazioni. Concentratevi su un progetto: ci saranno una miriade di cose che avreste sempre voluto fare e avete procrastinato per mancanza di tempo. Ora il momento è arrivato: non avete più scuse.

Viviamo queste difficoltà come nuove sfide. Tanti di voi si sono dovuti reinventare a 40 o 50 anni per adattarsi alle nuove richieste di lavoro, si sono rimboccati le maniche, spesso faticosamente, e dovrete farlo di nuovo. Ci siete riusciti una, due volte…ci riuscirete anche questa volta!

Wikenfarma-riconversione in risposta alla pandemia

Riconversione, solidarietà e riorganizzazione: le parole chiave di Wikenfarma in risposta alla pandemia.

In questi giorni stiamo assistendo a tanti atti di solidarietà e alla dimostrazione di creatività da parte di privati ed aziende. Non mancano purtroppo le truffe in questo periodo di emergenza, ma è importante sottolineare che in tanti si stanno rimboccando le maniche per fronteggiare questo periodo buio dal punto di vista sanitario ed economico.

Per far fronte alle innumerevoli richieste di mascherine chirurgiche da parte di farmacie, Istituzioni, Cliniche ed Aziende Private, da pochissimi giorni  Wikenfarma un’azienda di San Miniato che produce integratori, ha iniziato la commercializzazione di questo dispositivo di protezione, grazie alla partnership di un’azienda Toscana che garantisce una produzione di circa 30.000 mascherine al giorno.

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Wikenfarma sta distribuendo le mascherine alle farmacie che non riescono a soddisfare le richieste dei cittadini, ai comuni ed alle tantissime le aziende private che si stanno organizzando per la riapertura, con l’obiettivo di garantire il lavoro in sicurezza dei propri dipendenti.

Il Direttore commerciale di Wikenfarma Dott. Massimiliano De Carlo precisa:

“Sono mascherine di alta qualità si presentano in maniera diversa da quelle importate dalla Cina, hanno anche il ferretto per la sagomatura del naso e una vestibilità eccellente. Inoltre non sono usa e getta, ma sono lavabili”.

L’azienda con la nuova linea di mascherine ha scongiurato il ricorso alla cassa integrazione per parte del personale e sta proseguendo la produzione di integratori.

L’offerta di Wikenfarma si amplifica con gel disinfettanti, tute di protezione e guanti, un’attività in adattamento veloce rispetto alle richieste che giungono e si rendono necessarie per l’attuale emergenza.

L’amministrazione dell’azienda risponde così ad una doppia domanda: quella del mercato e quella dei dipendenti e dei fornitori che potranno continuare a lavorare. Queste sono le iniziative che fanno delle aziende italiane motivo di vanto a livello mondiale e che uniscono la professionalità alla creatività alla capacità di gestire le situazioni nell’immediatezza.

Wikenfarma è l’azienda con la quale collaboro con sede a San Miniato (Toscana), ha appena iniziato a produrre mascherine chirurgiche tre veli (20,000 pezzi die) il costo è di euro 1,35 +iva. La particolarità è che sono di ottima qualità e lavabili (3/4 volte).
Poichè l’ordine minimo di spedizione è di 500 pezzi se qualcuno è interessato a creare gruppi di acquisto è pregato di contattarmi in privato per le schede tecniche, i moduli d’ordine e le relative certificazioni. 

mail:  emanuelascanu@libero.it o compilando il modulo sottostante

 

 

Race e Komen oltre la pandemia… un gesto solidale

Quest’anno a Roma si dovrebbe svolgere la 21° edizione della Race for the Cure per la Komen Italia onlus. Dietro ci sono 21 anni di sofferenza, amore, dedizione, dolore, ma anche speranza. Vi inoltro la mail del Prof. Riccardo Masetti che annovero tra le persone che hanno impreziosito la mia vita e con il quale nel mio piccolo ho sempre cercato di collaborare e anche con questo piccolo gesto ci provo ancora… malgrado tutto!

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Ciao Emanuela,

in questo periodo l’intero paese è messo a dura prova dalla pandemia da COVID 19.

Ci vuole l’impegno di tutti per far sì che si riesca ad uscire il prima possibile da questa difficile emergenza sanitaria.

L’invito che la Komen Italia rivolge alle migliaia di suoi volontari, amici e sostenitori è quindi quello di rimanere a casa e rispettare tutte le indicazioni utili a limitare i contagi.

Ma mentre prestiamo grande attenzione al Coronavirus, continuiamo a tenere alta l’attenzione anche su altre minacce che mettono ugualmente in pericolo la salute femminile, come i tumori del seno. Sebbene la pandemia li abbia messi temporaneamente in secondo piano, i tumori del seno nel nostro paese continuano a colpire duro: oltre 4.300 nuove diagnosi e più di 1.000 donne che perdono la loro vita ogni mese.

Se da un lato dobbiamo quindi fare uno sforzo massimo per sconfiggere il Coronavirus, dall’altro non possiamo distrarci dai tumori del seno, che non fermano la loro aggressione  nemmeno durante la pandemia.

Per questo noi di Komen Italia continuiamo a lavorare da casa con massimo impegno per assicurare che tutte le Race for the Cure possano comunque essere svolte nel 2020.

Ad oggi, le date delle Race di Bologna, Brescia, Matera, Pescara e Napoli, in programma dopo l’estate, restano quelle già annunciate.

Per le Race di Roma e di Bari, siamo invece in attesa di capire meglio l’andamento della pandemia per decidere se le date potranno essere confermate per maggio o se, come è molto probabile, si renderà necessario spostarle più in avanti.

Ma vogliamo rassicurarvi che anche queste due Race si svolgeranno comunque nel corso del 2020 e che le iscrizioni resteranno valide anche in caso di spostamento di data.

Continuate quindi ad iscrivervi sul sito www.raceforthecure.it a tutte le edizioni previste per il 2020: riceverete così la maglia della Race, che vi verrà recapitata a casa in una speciale confezione.

E continuate, con il passaparola, ad incoraggiare anche i vostri amici a fare altrettanto, e a postare poi una foto con la maglia Race sui social @komenitalia per esprimere vicinanza e solidarietà alle tante donne che affrontano il tumore del seno in questo momento particolarmente difficile.

Dobbiamo unire le forze e impegnarci a fondo adesso per uscire più rapidamente dall’emergenza Covid 19 e per proteggere la salute.

Poi sarà ancora più bello ritrovarsi nelle varie Race, e festeggiare insieme anche la fine di questa tragica pandemia.

Un caro saluto,

Riccardo Masetti

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ricevi la maglia cliccando sul link!
https://www.raceforthecure.it/?utm_source=DEM&utm_medium=mail&utm_campaign=maglia&https://www.raceforthecure.it/?utm_source=DEM&utm_medium=mail&utm_campaign=maglia

 

Emergenza corona virus…è tempo di essere saggi!

Non si tratta di limitare la libertà personale si i tratta di buon senso. Misure drastiche per arginare un problema di cui non se ne conoscono le possibili dimensioni. Non servono gli scenari apocalittici della Cina, ma neanche assaltare negozi per i generi di prima necessità. Il senso della misura deve vincere egoismi e irresponsabilità. Poche regole cerchiamo di seguirle!

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