Ansia e depressione ai tempi del coronavirus

Ansia e depressione: termini che fatto paura. Se ne parla troppo e spesso a sproposito, ma in questi tempi di quarantena dove ogni certezza è stata minata come la nostra libertà diventano termini del quotidiano che coinvolgono persone che fino ad ora non ne conoscevano il significato.

L’isolamento e la perdita del lavoro sono solo alcune delle cause che stanno provocando una vera e propria ondata di stati d’ansia e depressione nei cittadini in seguito alla pandemia. Chi  in passato ha combattuto contro queste problematiche è risultato più vulnerabile ed ha visto riaffiorare la sintomatologia. Altri non avevano mai provato queste sensazioni di inadeguatezza, pericolo e paura.

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Nella mia realtà clinica lo vedo giornalmente e gli psichiatri italiani parlano di una vera e propria ondata di “ansia post-traumatica”. Lutti, allontanamenti e danni economici stanno porgendo il conto ed è facile perdere i punti di riferimento e non trovare le energie per rialzarsi.

 

Evitare queste situazioni è praticamente impossibile. L’unica soluzione è supportare le persone che stanno vivendo con più difficoltà questo momento. La salute fisica va supportata insieme a quella mentale. Buone pratiche del quotidiano, come una regolare attività fisica ed una alimentazione corretta aiutano. Ansiolitici o altri farmaci vanno utilizzati solo sotto controllo e prescrizione medica.

La rete familiare diventa un elemento fondamentale in questi momenti rappresenta, se funzionale, un potente anti stress. Condividere paure ed ansie può aiutare a vedere soluzioni diverse e superare le difficoltà.

 

 

Confinamento e distanziamento: impatto emozionale importante

Stiamo tutti vivendo un’esperienza senza precedenti. Molti si svegliano la mattina sperando che sia stato solo un brutto sogno. Poi si prende il cellulare si dà un primo sguardo ai social, mentre si fa colazione si accende la radio o la TV… no è tutto terribilmente vero.

Non ci sono precedenti per sapere cosa è giusto o meno fare. Si va a tentativi: nella sanità, nell’economia, nelle misure e gli interventi sociali. L’intera situazione è molto precaria. Viviamo tutto il giorno una situazione di pericolo imminente ed un piccolo organo nella nostra testa, l’amigdala, dà il via alla produzione di ormoni che si attivano proprio nelle situazioni di pericolo. Purtroppo una condizione prolungata nel tempo letteralmente sfinisce l’organismo che viene messo a dura prova. Un po’ di paura fa bene, e ci protegge, ma troppa è deleteria.

Rimanere chiusi in casa, non poter abbracciare i propri cari, rinunciare a quei riti sociali innocui come andare a messa, prendere un caffè al bar o uscire tranquillamente con il cane senza una meta precisa; ci manca tutto questo e molto altro.

Le emozioni sono contrastanti: da una parte si è grati se si è sani o per non avere malati in famiglia, dall’altra vorremmo che tutto finisse presto, ma al termine del tunnel non sappiamo cosa troveremo. Difficile pensare alla nostra vita con i ritmi di prima.

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E’ la prima volta nella nostra esistenza che non controlliamo il futuro. Non pianifichiamo viaggi, lavori, appuntamenti vari. Le agende si riempiono di giorno in giorno o rimangono quasi bianche. E’ la prima volta che siamo sospesi in un presente infinito: non siamo abituati. Gli ansiosi hanno sempre anticipato il futuro, i depressi si sono sempre rifugiati nel passato e adesso condividiamo tutti lo stesso limbo.

In questo vivere nel qui ed ora ci rendiamo conto di quanto vivevamo in affanno fino a poche settimane fa e che in fondo ora che tutto è rallentato la vita va avanti lo stesso. Alcune cose che consideravamo problemi sono quasi inesistenti ed altre che non avevamo tempo di fare o ci scocciavano sono diventate momenti di evasione come fare la spesa!

Gestire l’ansia è un problema specie per chi in passato ne ha sofferto e che vede in questa situazione un nuovo precipizio in cui ricadere. Come si gestisce questa tempesta emotiva senza ricorrere a farmaci? Io non sono contraria agli ansiolitici a patto che si prendano sotto prescrizione e per un periodo di tempo molto limitato. Purtroppo in questa situazione, che si prevede ancora abbastanza lunga, bisogna trovare delle strategie per sopravvivere e se è possibile evitare gli ansiolitici tanto meglio!

Innanzitutto eviterei di essere connessi H24 (come si dice ora!) alle trasmissioni che parlano di Covid19. Ci sono troppi galli a cantare a mio parere. Tanti si sono improvvisati esperti e fino a ieri facevano tutt’altro nella vita. Ascoltiamo una sola campana e seguiamo una sola linea evitiamo scossoni non necessari. Non dico di seguire la strategia degli struzzi, ma cerchiamo di essere obiettivi. Ascoltiamo solo gli organi ufficiali una volta al giorno ed eventualmente quando viene indetta una conferenza stampa d’urgenza, ma non andiamo oltre. La mente viene bombardata da sensazioni, emozioni e pensieri anche ore dopo l’ascolto delle notizie e questo ci rende suscettibili e vulnerabili.

Impariamo ad apprezzare quello che abbiamo: le nostre case scoppiano di oggetti inutili, gli armadi di vestiti che non usiamo ed anche la macchina sta lì ferma da settimane. Ci stiamo rendendo conto che in realtà il necessario è proprio lì accanto a noi insieme a tutto il superfluo per il quale ci stavamo dannando la vita solo fino ad un mese fa. Quindi ben venga riscoprire il calore della propria casa e magari la voglia di fare qualche lavoretto, l’accoglienza del divano e le serie televisive da condividere, ma anche la gioia dei nostri piccoli amici che adesso non rimangono per ore con il musetto sul tappeto attendendo il nostro ritorno. Cose semplici, ma vere terribilmente vere quelle che davamo per scontato e che non ci hanno abbandonato e sono qui accanto a noi adesso.

Impariamo che la salute è un bene prezioso e che non si è onnipotenti. Viviamo rispettando i nostri tempi, il nostro corpo ed il nostro spirito. Utilizziamo queste giornate per imparare abitudini salutari quali mangiare bene, fare attività fisica, leggere un libro e dedicarci ad un hobby. Non fatelo però a casaccio. Fatelo con metodo ed ordine. Tenete nota dei vostri progressi e delle vostre difficoltà e cercate di migliorare un pochino ogni giorno. Non rimanete in pigiama dalla mattina alla sera, state comodi, ma con dignità e rispetto per voi e per chi vi sta accanto. Per gli uomini: fatevi la barba! Per le donne: truccatevi anche se vi sembra inutile, perché l’immagine che noi percepiamo di noi stessi condiziona la nostra autostima e quindi le nostre sensazioni. Concentratevi su un progetto: ci saranno una miriade di cose che avreste sempre voluto fare e avete procrastinato per mancanza di tempo. Ora il momento è arrivato: non avete più scuse.

Viviamo queste difficoltà come nuove sfide. Tanti di voi si sono dovuti reinventare a 40 o 50 anni per adattarsi alle nuove richieste di lavoro, si sono rimboccati le maniche, spesso faticosamente, e dovrete farlo di nuovo. Ci siete riusciti una, due volte…ci riuscirete anche questa volta!

Wikenfarma-riconversione in risposta alla pandemia

Riconversione, solidarietà e riorganizzazione: le parole chiave di Wikenfarma in risposta alla pandemia.

In questi giorni stiamo assistendo a tanti atti di solidarietà e alla dimostrazione di creatività da parte di privati ed aziende. Non mancano purtroppo le truffe in questo periodo di emergenza, ma è importante sottolineare che in tanti si stanno rimboccando le maniche per fronteggiare questo periodo buio dal punto di vista sanitario ed economico.

Per far fronte alle innumerevoli richieste di mascherine chirurgiche da parte di farmacie, Istituzioni, Cliniche ed Aziende Private, da pochissimi giorni  Wikenfarma un’azienda di San Miniato che produce integratori, ha iniziato la commercializzazione di questo dispositivo di protezione, grazie alla partnership di un’azienda Toscana che garantisce una produzione di circa 30.000 mascherine al giorno.

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Wikenfarma sta distribuendo le mascherine alle farmacie che non riescono a soddisfare le richieste dei cittadini, ai comuni ed alle tantissime le aziende private che si stanno organizzando per la riapertura, con l’obiettivo di garantire il lavoro in sicurezza dei propri dipendenti.

Il Direttore commerciale di Wikenfarma Dott. Massimiliano De Carlo precisa:

“Sono mascherine di alta qualità si presentano in maniera diversa da quelle importate dalla Cina, hanno anche il ferretto per la sagomatura del naso e una vestibilità eccellente. Inoltre non sono usa e getta, ma sono lavabili”.

L’azienda con la nuova linea di mascherine ha scongiurato il ricorso alla cassa integrazione per parte del personale e sta proseguendo la produzione di integratori.

L’offerta di Wikenfarma si amplifica con gel disinfettanti, tute di protezione e guanti, un’attività in adattamento veloce rispetto alle richieste che giungono e si rendono necessarie per l’attuale emergenza.

L’amministrazione dell’azienda risponde così ad una doppia domanda: quella del mercato e quella dei dipendenti e dei fornitori che potranno continuare a lavorare. Queste sono le iniziative che fanno delle aziende italiane motivo di vanto a livello mondiale e che uniscono la professionalità alla creatività alla capacità di gestire le situazioni nell’immediatezza.

Wikenfarma è l’azienda con la quale collaboro con sede a San Miniato (Toscana), ha appena iniziato a produrre mascherine chirurgiche tre veli (20,000 pezzi die) il costo è di euro 1,35 +iva. La particolarità è che sono di ottima qualità e lavabili (3/4 volte).
Poichè l’ordine minimo di spedizione è di 500 pezzi se qualcuno è interessato a creare gruppi di acquisto è pregato di contattarmi in privato per le schede tecniche, i moduli d’ordine e le relative certificazioni. 

mail:  emanuelascanu@libero.it o compilando il modulo sottostante

 

 

Race e Komen oltre la pandemia… un gesto solidale

Quest’anno a Roma si dovrebbe svolgere la 21° edizione della Race for the Cure per la Komen Italia onlus. Dietro ci sono 21 anni di sofferenza, amore, dedizione, dolore, ma anche speranza. Vi inoltro la mail del Prof. Riccardo Masetti che annovero tra le persone che hanno impreziosito la mia vita e con il quale nel mio piccolo ho sempre cercato di collaborare e anche con questo piccolo gesto ci provo ancora… malgrado tutto!

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Ciao Emanuela,

in questo periodo l’intero paese è messo a dura prova dalla pandemia da COVID 19.

Ci vuole l’impegno di tutti per far sì che si riesca ad uscire il prima possibile da questa difficile emergenza sanitaria.

L’invito che la Komen Italia rivolge alle migliaia di suoi volontari, amici e sostenitori è quindi quello di rimanere a casa e rispettare tutte le indicazioni utili a limitare i contagi.

Ma mentre prestiamo grande attenzione al Coronavirus, continuiamo a tenere alta l’attenzione anche su altre minacce che mettono ugualmente in pericolo la salute femminile, come i tumori del seno. Sebbene la pandemia li abbia messi temporaneamente in secondo piano, i tumori del seno nel nostro paese continuano a colpire duro: oltre 4.300 nuove diagnosi e più di 1.000 donne che perdono la loro vita ogni mese.

Se da un lato dobbiamo quindi fare uno sforzo massimo per sconfiggere il Coronavirus, dall’altro non possiamo distrarci dai tumori del seno, che non fermano la loro aggressione  nemmeno durante la pandemia.

Per questo noi di Komen Italia continuiamo a lavorare da casa con massimo impegno per assicurare che tutte le Race for the Cure possano comunque essere svolte nel 2020.

Ad oggi, le date delle Race di Bologna, Brescia, Matera, Pescara e Napoli, in programma dopo l’estate, restano quelle già annunciate.

Per le Race di Roma e di Bari, siamo invece in attesa di capire meglio l’andamento della pandemia per decidere se le date potranno essere confermate per maggio o se, come è molto probabile, si renderà necessario spostarle più in avanti.

Ma vogliamo rassicurarvi che anche queste due Race si svolgeranno comunque nel corso del 2020 e che le iscrizioni resteranno valide anche in caso di spostamento di data.

Continuate quindi ad iscrivervi sul sito www.raceforthecure.it a tutte le edizioni previste per il 2020: riceverete così la maglia della Race, che vi verrà recapitata a casa in una speciale confezione.

E continuate, con il passaparola, ad incoraggiare anche i vostri amici a fare altrettanto, e a postare poi una foto con la maglia Race sui social @komenitalia per esprimere vicinanza e solidarietà alle tante donne che affrontano il tumore del seno in questo momento particolarmente difficile.

Dobbiamo unire le forze e impegnarci a fondo adesso per uscire più rapidamente dall’emergenza Covid 19 e per proteggere la salute.

Poi sarà ancora più bello ritrovarsi nelle varie Race, e festeggiare insieme anche la fine di questa tragica pandemia.

Un caro saluto,

Riccardo Masetti

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ricevi la maglia cliccando sul link!
https://www.raceforthecure.it/?utm_source=DEM&utm_medium=mail&utm_campaign=maglia&https://www.raceforthecure.it/?utm_source=DEM&utm_medium=mail&utm_campaign=maglia

 

Emergenza corona virus…è tempo di essere saggi!

Non si tratta di limitare la libertà personale si i tratta di buon senso. Misure drastiche per arginare un problema di cui non se ne conoscono le possibili dimensioni. Non servono gli scenari apocalittici della Cina, ma neanche assaltare negozi per i generi di prima necessità. Il senso della misura deve vincere egoismi e irresponsabilità. Poche regole cerchiamo di seguirle!

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Seggiolini anti abbandono …sicurezza o vergogna??

 

Riflessione e provocazione:

Il dispositivo anti abbandono è obbligo di legge. Da marzo partiranno sanzioni per chi non sarà in regola con la direttiva. Una domanda è d’obbligo: Cosa sta succedendo agli esseri umani che non sono in grado di proteggere i loro “cuccioli” e che è stata necessaria addirittura una legge per tutelarli? …il dibattito è aperto!

Un iter burocratico partito nel 2018 a seguito di ripetuti casi di abbandono (accidentali?) di bambini in auto. Episodi che sono divenuti fatti di cronaca perché la “dimenticanza” ha creato vittime.  C’è voluto un decreto attuativo dell’articolo 172 del Nuovo codice della strada nel 2019 fino ad arrivare ai nostri giorni in cui da marzo partiranno sanzioni da 81 a 326 euro, fino ai casi di recidiva per cui è previsto il ritiro della patente, per chi non sarà in regola con la direttiva.

Il dispositivo anti abbandono è quindi obbligo di legge. Tecnicamente è dotato di un sensore che rivela la presenza di bambini in auto e che emette un segnale (sul cellulare o altro dispositivo) se il genitore esce dalla autovettura. Sono state previste anche detrazioni fiscali per incentivare l’uso dei suddetti seggiolini.

Teddy bear strapped in with seat belt in back seat of car

Se c’è un problema va affrontato e probabilmente è una delle soluzioni, ma la mia domanda è alla base: cosa sta succedendo alle persone che sono talmente prese da se stesse da dimenticare che esistono i loro figli? C’è bisogno di un obbligo di legge per responsabilizzare un adulto per il quale dovrebbe essere una condizione assolutamente naturale prendersi cura di suo figlio?

Diventare genitori è un piacere ed una enorme responsabilità non si è obbligati ad esserlo. Si può scegliere, ma è una scelta che non permette ripensamenti. Forse in questa società dove si vuole tutto e subito (e quel tutto passa subito di moda con il relativo entusiasmo!) forse sarà necessario fare un passo indietro, perché sembra proprio che stiamo perdendo la nostra umanità Anzi l’essenza stessa della vita che è in primis quella del proseguimento della specie. Forse noi umani non abbiamo più diritto ad esistere?

Legge di bilancio : cosa cambia per le detrazioni delle spese sanitarie nel 2020

Con la legge di bilancio entrata in vigore il 1 gennaio di quest’anno all’art 1, commi 679-680, viene stabilito che per usufruire delle detrazioni al 19% per tutta una serie di spese (dagli interessi sul mutuo alle donazioni, dalle quote associative alle spese veterinarie, fino alle spese sanitarie a professionisti privati), sarà necessario pagare tramite

carte di debito, di credito o prepagate, assegni bancari e circolari ovvero mediante altre forme di pagamento [diverse dal contante, n.d.A.]

Fanno eccezione solo le spese per l’acquisto di medicinali o dispositivi medici (ad esempio protesi) e il pagamento di prestazioni sanitarie effettuate presso il Servizio Pubblico o il privato convenzionato, perché la spesa è già tracciata con altri mezzi.

COSA CAMBIA PER I CLIENTI DEGLI PSICOLOGI CHE ACQUISTANO PRESTAZIONI SANITARIE?

Sostanzialmente nulla: potranno ottenere le stesse detrazioni che ottenevano prima del provvedimento, a condizione di pagarci con uno strumento tracciabile, diverso dal contante. In generale, carte di pagamento o bonifici.

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Personalmente mi sono provvista di un Pos portabile ed ho avvisato tutti i pazienti a fine 2019 che dal nuovo anno (gennaio 2020) dovranno effettuare il pagamento attraverso carta di credito o bancomat al ricevimento della fattura a termine d ogni incontro.

I RIFERIMENTI NORMATIVI.

A questo link  la legge di bilancio completa (link)A pagina 234-235 i due commi di riferimento (il 679 e il 680).
Riportiamo qui il testo dei due commi per comodità:

  1. Ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento degli oneri indicati nell’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e in altre disposizioni normative spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
  2. La disposizione di cui al comma 679 non si applica alle detrazioni spettanti in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

 

FONTE AltraPsicologia web