Storia breve con morale (Gennaio 2022)

Un padre disse alla figlia appena laureata con lode:

“questa auto l’ho comprata qualche anno fa, è un po’ vecchia, ma prima che te la dia vai a vedere al rivenditore di auto usate e chiedi quanto ti offrono”

La figlia va dal rivenditore di auto usate e riferisce al padre:

“mi hanno offerto 1000 euro perché sembra parecchio logora” allora il padre dice alla figlia:

“Prova a portarla al banco dei pegni e vedi cosa ti offrono”

La figlia va e riferisce al padre:

“mi hanno offerto solo 100 euro perché è solo una vecchia auto”

Infine il padre manda la figlia in un club automobilistico a mostrare l’auto. La figlia fa come indicato dal padre e al ritorno con sorpresa riferisce:

“Alcune persone del club mi hanno offerto 100000 euro. Perché è una macchina iconica ricercatissima da molti collezionisti!”

Allora il padre disse:

“Il posto giusto ti valorizza nel posto giusto. Se non sei valutata, non prendertela, significa solo che sei nel posto sbagliato. Chi conosce il tuo valore sa apprezzarti.

Cosa abbiamo imparato? Che non si deve stare in posti dove nessuno vede il tuo valore!

Realizzazione Personale: di cosa parliamo?

Prima di tutto analizziamo cosa non è la Realizzazione Personale: non è un trofeo da esibire dopo una carriera, qualcosa che si ottiene come ricompensa, un qualcosa di dovuto o che capita da un momento all’altro. Messi i dovuti puntini sulle i cerchiamo di capire invece cosa è: un processo lungo che può durare tutta la vita e non sempre si può dire di averla raggiunta. E’ un fatto personale prima ancora che sociale. E’ riuscire a realizzare le proprie aspirazioni, ovvero ciò che veramente si desidera e rappresenta chi veramente si è.

Già qui incontriamo il primo intoppo: molte persone non sanno cosa desiderano o chi sono: mangiano, vanno al lavoro e programmano le vacanze in un’incessante quotidianità che non li rappresenta, ma di cui sono ignari. Per altri il desiderio di realizzazione è molto forte e prima di trovare la giusta strada spesso devono fare deviazioni o hanno incidenti di percorso.

La realizzazione personale si identifica nel tuo grado di libertà: quanto sei libero nei tuoi pensieri, nelle cose che fai, nelle persone che frequenti? Oppure cose, persone e situazioni limitano la tua libertà personale? Compreso ciò che si è e ciò che si desidera per ottenere un certo grado di soddisfazione personale bisogna liberarsi da pesi che non ci appartengono. Spesso risultato di un certo tipo di educazione o esperienze, i nostri pensieri ed i nostri ideali può capitare che non ci rappresentino ed abbiamo il dovere di identificarli ed allontanarci da tutto ciò che non è buono per noi.

Poter essere “felici” in una vita che ci rappresenta significa essere onesti con se stessi e di conseguenza con gli altri. Possiamo pensare di realizzarci su un piano personale, ma anche spirituale ed infine sociale.

Sperando sia chiaro il concetto spero di aiutarvi nel vostro cammino con i prossimi articoli e curiosità durante il mese di gennaio.

Tema di gennaio: “Realizzazione personale”

Come anticipato in un video sui social, nel 2022 è mia intenzione trattare una tematica che ritengo rilevante ogni mese. Sono consapevole che non sarà possibile esaurire il tema in modo completo, ma cercherò di essere il più esaustiva possibile attraverso articoli, frasi motivazionali, storie con morale, biografie di autori che si sono interessati della tematica ed anche consigliando alcune letture. Naturalmente durante l’anno saranno accolte le richieste di chi sarà interessato ad una tematica in particolare e quindi sono ben accetti i vostri contributi. A tal riguardo vedo questo impegno non unilaterale, ma sarei onorata di reciprocità anche da parte di altri colleghi che vogliano contribuire con il loro apporto, perchè in fondo non si finisce mai d’imparare!

Vorrei cominciare il nuovo anno, ed inaugurare la nostra serie di appuntamenti 2022 affrontando il tema della realizzazione personale, con una bella frase motivazionale di Anton Vanligt :

“Non è egoistico pensare alla realizzazione personale come obiettivo che primeggi su tutti gli altri nella vita. Semplicemente è il risultato ottimale per una perfetta sinergia fra la nostra vita e quella delle persone che amiamo. Un soggetto infelice, triste o non pienamente realizzato sta male da solo e peggio in compagnia. Miriamo dunque con forza alla realizzazione dei nostri sogni, non pensiamo che da chi ci sta intorno dipendano i nostri desideri. Alziamoci, adesso, e cominciamo a correre verso i nostri obiettivi!”

tema del mese: realizzazione personale

Chi è  Anton Vanligt ? Un poeta contemporaneo che scrive dell’importanza del passato e dei nostri vissuti nella formazione del nostro carattere, ma non dimentica l’attenzione al presente ed uno sguardo lungimirante verso il futuro.

Ho trovato questa sua poesia sul web che voglio condividere con voi:

SE COMINCIO A VOLTARMI

“Se comincio a voltarmi, ricordando gli eventi del mio passato
gli amori, gli umori, i rumori, gli odori…
se mi volto m’incanto..
E’ una sensazione meravigliosa, di tenerezza, di protezione.
A volte è angosciante, triste, di smarrimento.
Il passato ha una certezza: è stato.
E quel che è stato non si modifica.
Il passato ha la sua utilità: è servito ad essere me stesso oggi.
Il passato però dev’essere qualcosa che segue la mia opposta direzione.
Un sentiero alle mie spalle, ben conosciuto dai miei occhi, tanto bene da non aver più bisogno di guardarlo.
Se vivi intensamente il tuo presente, se godi di ogni istante concentrandoti su ciò che è qui ed ora, non avrai bisogno di voltarti indietro, invocando un momento ormai finito, ne’ di maledire ciò che fu un tempo.
Vivere intensamente qui ed ora significa avere la consapevolezza di aver fatto il possibile per andare incontro al futuro con la coscienza pulita, sapendo che nel bene e nel male, negli alti e bassi di questa vita, nel viverla sei stato te stesso.
Il mondo però è fatto di gente, e l’incrocio delle azioni ci porta su sentieri imprevedibili. Non c’è una mappa per non perdersi, non c’è un manuale che ci distingua ciò che è giusto dall’errore….
La mia bussola è il mio sentire.
Quando mi sento bene con me stesso, sono sicuro che anche al mondo sto portando energia positiva.
Se comincio a voltarmi, ricordando gli eventi del mio passato, m’incanto…. ma perdo un po’ di quello che dovrei invece vivere al massimo adesso: me nel mio presente.”

Anton Vanligt

Vivere senza pesi mentali. Come liberarsi da rimpianti, rancori e sensi di colpa di Raffaele Morelli

Dedicato a tutti quelli che della ruminazione ne fano la loro ragione di vita, per imparare ad affrontare pensieri e situazioni in modo più semplice e leggero.

Edito da Mondadori in quest’anno (2021) nel suo linguaggio semplice e diretto Morelli spiega nel suo ultimo libro, perché ci si tormenta con rimpianti, rancori e sensi di colpa e come liberarsi dai pesi mentali che opprimono e rendono pesante le nostre vite.

«La mente tormentata nasce e si forma dal ragionamento continuo sugli affetti, le emozioni, i sentimenti, sui traumi che ci sono capitati, gli amori finiti, i fallimenti, gli abbandoni. Passiamo il tempo a dirci come dobbiamo essere, che cosa abbiamo sbagliato, a rimpiangere il passato, a vivere di sensi di colpa, a cercare di essere perfetti. Così la mente si riempie di zavorre, di “pesi mentali”, che finiscono per gravare sulla nostra vita interiore, per condizionarci e farci credere che siamo solo i disagi che viviamo.» Questo libro è un percorso per alleggerirsi dai pesi mentali grazie a una serie di passaggi che derivano da anni di lavoro con i pazienti. Scardina molti luoghi comuni del pensiero, molte idee ripetute in psicoterapia ma lontane dai codici dell’anima. Pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, lasciamo a terra le zavorre, si dissolve il piombo che ci inquina, ci avviciniamo al nostro Sé profondo, ci sentiamo più leggeri, più autentici, più felici.

Storia breve con morale /dicembre

Un giovane domanda al più saggio di tutti gli uomini il segreto della felicità. Il saggio suggerì al giovane di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore.
“Solo ti chiedo un favore” concluse il saggio, consegnandogli un cucchiaino su cui versi due gocce d’olio. “Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza versare l’olio”. Dopo due ore il giovane tornò e il saggio gli chiese: ”Hai visto gli arazzi della mia sala da pranzo? Hai visto i magnifici giardini? Hai notato le belle pergamene?”. Il giovane, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d’olio. “Torna in dietro e guarda le meraviglie del mio mondo” disse il saggio.

Il giovane prese il cucchiaino e di nuovo si mise a passeggiare, ma questa volta osservò tutte le opere d’arte. Notò i giardini, le montagne, i fiori. Tornò dal saggio e riferì particolareggiatamente tutto quello che aveva visto. “Ma dove sono le due gocce d’olio che ti ho affidato?” domandò il saggio. Guardando il cucchiaino il ragazzo si accorse di averle versate. “E bene, questo è l’unico consiglio che ho da darti” concluse il saggio, “Il segreto della felicità consiste
nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza mai dimenticare le due gocce d’olio nel cucchiaino”

Per guardare tutte le meraviglie del mondo senza ma dimenticarti le due gocce d’olio devi imparare a vivere nel “qui e ora”.

“Eroine / come i personaggi delle serie TV possono aiutarci a fiorire” di Marina Pierri

“Il femminismo è una pratica quotidiana che si esercita anche nell’infinità e nell’amore nei confronti di se stesse, oltre che nel mondo esterno.”

È una delle frasi che più mi ha colpito del libro EROINE e sono d’accordo con Maura Gangitano che ha curato la prefazione, che si tratti di un libro insolito.

Non fatevi trarre in inganno da titolo e copertina accattivanti: è molto più complesso ti quanto ci si aspetti.

Le serie TV non sono solo “prodotti di intrattenimento” e le varie figure femminili che vi ruotano incarnano numerosi archetipi femminili su cui ci dobbiamo interrogare e riflettere.

Arrivano ad un pubblico vastissimo in un tempo breve e creano un profondo coinvolgimento emotivo. Vanno ad agire su quello che Carl Gustav Jung chiamava “inconscio collettivo”.

Una serie TV può cambiare la nostra percezione di una nazione, di tematiche politiche e sociali attraverso l’incarnazione di realtá, stereotipi e psicologia del profondo.

Le donne delle serie TV incarnano gli archetipi più disparati: eroine su più fronti vanno a smantellare molte delle idee patriarcali che stanno “collassando su se stesse”.

Queste eroine stanno uscendo dalle serie ed iniziano ad imporre la loro presenza ed effettuare i cambiamenti nella nostra realtà.

“Eroine / come i personaggi delle serie TV possono aiutarci a fiorire” di Marina Pierri

Editore Tlon 2020

Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne

Noi donne sappiamo arrangiarci quando dobbiamo cambiare una ruota bucata alla macchina, o aprire il cofano e riempire il liquido lavavetri, al bisogno. 

Ci carichiamo di casse d’acqua, quando finisce e ce le incolliamo fino a casa.

Compriamo la scarpiera all’Ikea? Niente panico! Leggiamo le istruzioni e ce la montiamo.

Se c’è un insetto in casa troviamo il modo di buttarlo fuori.

Se dobbiamo aprire un barattolo facciamo leva con un coltello facendo entrare l’aria, e lo apriamo in un secondo, perché oltre alla forza sappiamo usare il cervello. 

Siamo estremamente indipendenti, noi donne. 

Siamo anche iper gelose della nostra indipendenza (o almeno, io lo sono)! 

Se decidiamo – perché altro non è che una SCELTA – di avere un uomo, è perché

quest’ uomo deve darci un valore aggiunto. Non perché ne abbiamo materialmente bisogno.

Scegliamo di avere un uomo perché abbiamo voglia di lasciarci andare, di sentirci libere di essere stanche avendo la consapevolezza che di fame non moriamo, perché il nostro uomo si preoccuperà della cena al posto nostro. Scegliamo di condividere il nostro tempo perché esso sia migliore, se condiviso. Scegliamo un uomo perché vogliamo sentirci protette pur sapendo che possiamo proteggerci da sole.

Scegliamo una persona perché è un “plus”.

Perché migliora la nostra vita e rende più leggero il tempo.

Perché noi donne ci amiamo da morire, ma l’uomo che vuole starci accanto, è perché ci ama un briciolo di più.

Perché ci fa sentire libere di cedere e di abbandonarci in un abbraccio che non ha il retrogusto di una pugnalata.

Perché difende la nostra dignità davanti a tutti e a tutte.

Perché a parole ci sappiamo fare e sappiamo difenderci benissimo da sole, ma lui sta sempre un passo dietro di noi, qualora dovessimo averne bisogno.

Scegliamo una persona al nostro fianco perché migliora la qualità del nostro tempo che, se fossimo da sole, comunque sarebbe già eccellente.

Perché senza quella persona ce la faremmo egregiamente da sole, ma non vogliamo. 

È diverso, parecchio diverso 

Perché l’amore è anche una scelta. 

Coraggiosa, ma pur sempre una scelta.

E nessuno sceglierebbe per sé qualcosa che non fa stare bene, giusto? 

Per cui se decidete di avere una persona al vostro fianco, dovete trarne beneficio. 

Altrimenti si chiama “masochismo”.

È perché “l’amore é cieco” vale solo all’inizio, nella fase dell’innamoramento.

Svanita quella, quando di fronte vediamo esattamente quello che abbiamo, diventa una scelta.

 Paola Ciccarelli

Avevo tenuto questo post della coraggiosa amica Paola per condividerlo proprio nella giornata sulla violenza sulle donne, perché esprime al meglio quanto noi donne siamo in gamba e che l’amore ed una relazione deve essere sempre una scelta.

Storia breve con morale/novembre

Un giorno l’asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscire. Il povero animale, disperato, continuò a ragliare sonoramente per ore.
Il contadino era straziato dai lamenti dell’asino, voleva salvarlo e cercò in tutti i modi di tirarlo fuori ma dopo inutili tentativi, si rassegnò e prese una decisione crudele. Poiché l’asino era ormai molto vecchio e non serviva più a nulla e poiché il pozzo era ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo, chiese aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo.

c’è sempre una via di uscita se sai trasformare un problema in un’opportunità


Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che gli piovevano dal cielo capì le intenzioni degli esseri umani e scoppiò in un pianto irrefrenabile. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto.
Passò del tempo, nessuno aveva il coraggio di guardare nel pozzo mentre continuavano a gettare la terra.
Finalmente il contadino guardò nel pozzo e rimase sorpreso per quello che vide. Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l’asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra. Man mano che i contadini gettavano le zolle di terra, saliva sempre di più e si avvicinava al bordo del pozzo.
Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino l’asino riuscì ad uscire dal pozzo con un balzo e cominciò a trottare felice.

Creare un’immagine corporea positiva in pochi passi

Avere un’immagine corporea positiva è importate per tutti. Per le persone che soffrono di problemi dell’alimentazione diventa un vero problema ed è fonte di insoddisfazione nonché della creazione di azioni focalizzate al controllo del peso e delle varie parti del corpo in modo così importante da diminuire il rendimento scolastico o professionale, creare ritiro sociale ed evitamento di attività di gruppo come ad esempio fare uno sport insieme ad altre persone.

Chiariamo innanzitutto cos’è l’immagine corporea. È una “rappresentazione percettiva” ovvero come il corpo ci appare: l’idea che abbiamo nella nostra mente. L’immagine è legata anche a ricordi, vissuti e sensazioni.

Si forma nella primissima infanzia sia in base alle esperienze percettive personali, ma anche attraverso il confronto con quello degli altri e ciò che gli altri ci restituiscono. Una percezione relativamente stabile si ottiene nella tarda adolescenza.

Non è da confondere con lo schema corporeo che riguarda il movimento del corpo attraverso le azioni. Riguarda uno spazio fisico.

In alcune patologie è presente dispercezione ovvero un modo non corretto di percepire il proprio corpo o parte di esso. Un sintomo importante che è la causa di ricadute o persistenza ad esempio in disturbi dell’alimentazione, ma presente anche in problematiche note come DSA o iperattività ecc.

Lavorare in positivo sull’immagine corporea non è un cammino semplice ed implica un lavoro nel quotidiano e non un intervento occasionale o a tempo perso.

Vediamo su cosa possiamo agire per sentirci e vederci meglio:

Circondiamoci di persone positive:

Questo è un consiglio sempre valido. Le persone positive sono piene di energia e possono esserci di supporto in qualche momento buio. Avere vicino qualcuno che ci apprezzi e sia sincero è importante per l’autostima e per un confronto nel nostro impegno a migliorarci.

Ascoltiamo il nostro corpo:

Diamo sempre tutto per scontato, ma se ci fermiamo un attimo, magari al buio e sdraiati potremmo percepire non solo il battito del cuore con il suo ritmo, ma anche il movimento del torace e la frequenza ed intensità del respiro. Abbiamo fame, sete, siamo stanchi, ci fa male qualcosa? Ascoltiamoci. Poi diamo al corpo quello di cui ha bisogno nel momento che lo chiede.

Ascoltiamo le nostre emozioni

Come per il corpo spesso non ci fermiamo a capire i nostri sentimenti e le nostre emozioni. Andiamo avanti senza chiederci mai: sono felice? Sto facendo quello che desidero? Ho fatto le cose come dovevano essere fatte? Sono contento di me?

L’attività fisica è una risorsa

Confrontarci con i nostri limiti fisici, ma anche le nostre capacità è un ottimo modo per percepirsi e migliorarsi. Creare una relazione con noi stessi in cui “sentiamo” il corpo fisico, ma anche tutte le sensazioni correlate. Un’attività fisica regolare è sempre consigliata ce ne sarà sicuramente una adatta a te.

Siamo come siamo

Impariamo ad osservarci sul serio cercando di essere realistici su chi siamo e non su quello che vorremmo essere. Cerchiamo di volerci bene. Vivere nella realtà ci si mette in condizione di raggiungere certi obiettivi a differenza di vivere una fantasia che ci ferma al “vorrei, ma non posso”

Non siamo mai gli stessi

La forma del nostro corpo cambia continuamente durante la nostra vita ed il peso di conseguenza. Spesso ci si sfinisce nell’obiettivo di un corpo o del peso perfetto perdendoci di vista. L’obiettivo diventa più importante della persona per cui lo stiamo facendo. Ebbene non dimentichiamo che lo stiamo facendo per NOI con amore, senza stress e forzature.

Storia breve con morale/ottobre

Parecchi anni fa, un uomo vendeva palloncini per le strade di New York. Quando gli affari erano un pò fiacchi, faceva volare in aria un palloncino.Mentre volteggiava in aria, si radunava una nuova folla di acquirenti e le vendite riprendevano per qualche minuto.


Alternava i colori, sciogliendone prima uno bianco, poi uno rosso e uno giallo.
Dopo un po’ un ragazzino afroamericano gli dette uno strattone alla manica della giacca, lo guardò negli occhi e gli fece una domanda acuta:


“Signore, se lasciasse andare un palloncino nero, salirebbe in alto?”
Il venditore di palloncini guardò il ragazzo e con saggezza e comprensione gli disse: “Figliolo, è quello che è dentro i palloncini che li fa salire verso il cielo”.

Se fossi più giovane, se fossi più ricco, se fossi un uomo, se fossi più bella… Come il bambino della storia molte persone spesso non pensano che il successo dipenda da ciò che hanno dentro ma da fattori puramente esteriori.

Ciascuno di noi ha enormi potenzialità che nella maggior parte dei casi non solo non vengono espresse, ma neppure vengono esplorate. Ecco perché molte persone vivono tutta la propria vita come quei palloncini che restano appesi ad un’asta finché non si sgonfiano. E tutto perché non hanno trovato il tempo, o forse il coraggio di guardarsi veramente dentro e sprigionare la propria energia.