Mangiare in modo consapevole con le “mini meditazioni”

Diamo talmente scontato l’atto del mangiare che spesso non siamo neanche troppo consapevoli del dove siamo. Magari sappiamo dove siamo fisicamente, ma spesso la testa è altrove. Essere presenti al momento presente durante i pasti è importante per il corpo fisico come per la mente ed è un fatto importante di cui imparare ad essere più presenti.

La Mindful Eating propone quattro fondamenta del mangiare consapevole su cui vale la pena soffermarsi: la mindfulness della mente, del corpo, delle emozioni e dei pensieri.

Inizia con il farti le domande giuste e sarebbe utile trascrivere le risposte in un piccolo diario in modo da valutare i propri cambiamenti nel tempo. Riguardo la Mindfulness della mente pensa al tuo livello di consapevolezza nel momento presente e prendi nota del gusto, la consistenza, il profumo ed anche al suono che produce il cibo mentre mangi!

Quanto sei consapevole del tuo pasto? Che sia un pranzo o uno spuntino è importante rimanere ancorati al momento presente e capire come si mastica, se la testa è altrove e se si sta facendo qualcos’altro: frequentemente accade di mangiare davanti al pc, in macchina o davanti alla tv, argomento trattato la scorsa volta!

Sei attento ad ogni boccone? Ne assapori il gusto? O lo stai ingoiando e basta senza neanche masticarlo il tempo necessario affinchè diventi il classico “bolo” da far pervenire allo stomaco? Oppure tieni il cibo in bocca troppo tempo e lo mastichi in modo svogliato?

Con la Mindfulness del corpo l’attenzione passa alla testa al corpo.  Ascoltati. Mettiti in un atteggiamento di ascolto per scorgere i segnali che il tuo corpo ti manda. Non dare nessun segno per scontato. Fai attenzione ai segnali di sazietà e pienezza o li ignori? Se hai fame ascolta se ti senti debole, se lo stomaco brontola,  o se ti senti pieno e senti lo stomaco teso, la pancia gonfia. Cerca di comprendere i segnali che il tuo corpo ti invia per farti capire che ha fame o se è pieno. Chiediti se hai fame davvero, una fame del corpo, e se sei soddisfatto di quello che hai mangiato. Come si sente il tuo corpo adesso e prima di mangiare? Era veramente quello che volevi mangiare?

Molte volte non sei soddisfatto di quello che hai mangiato oppure sembra non bastarti anche se ti senti pieno; che cosa sta accadendo? Chieditelo con la Mindful delle emozioni.

Impara a riconoscere le emozioni che attraversano il tuo corpo prima, durante e dopo mangiato. Cosa ti porta ad iniziare a mangiare? Cosa a finirlo o interromperlo? Ansia, tenzioni, stress, fretta, bisogno di attenzione, di riconoscimento, la noia possono essere solo alcuni degli stimoli per iniziare o smettere di mangiare influenzando la scelta dei cibi e la quantità e spesso questo non va di pari passo con la fame del corpo!

Impara a chiederti: Sono annoiato? Eccitato, Felice? Imparare a riconoscere e gestire le emozioni nel modo corretto è importante quanto le scelte che si fanno a tavola.  

Infine affronta la Mindfulness dei pensieri. Anche in questo caso la prima fase è l’osservazione. Quanto sei abituato ad essere consapevole dei tuoi pensieri e quanto ne sei invece succube? Vieni invaso da pensieri riguardo al cibo del genere dovrei o non dovrei?  Pensi questo è un cibo cattivo per te? Oppure ti poni regole che poi infrangi? Cerca di comprendere fino a che punto i pensieri condizionano le tue scelte alimentari e se ti poni verso te stesso in maniera giudicante.

Se sei riuscito a soffermarti su ogni punto e lo farai nei pasti e nei giorni a venire potrai piano piano modificare il tuo atteggiamento verso il cibo affinchè possa prendere il valore corretto nella tua vita. Cosa significa?  Che sia giusto per gli aspetti nutrizionali e non un surrogato di altre mancanze. Abbi cura nel prepararti il cibo e dedicagli il tempo necessario, che per un pasto non deve mai essere inferiore  ai 20 minuti, siediti e gusta quel cibo. Fermati il boccone prima affinche tu possa essere soddisfatto senza necessariamente aver raggiunto il culmine!

Ancora sul sano egoismo

Oggi riflettevo sul sano egoismo: un argomento su cui mi imbatto spesso e del cui significato, risvolti pratici ed importanza disquisisco ogni giorno. Avete presente quando sull’aereo ti dicono che in caso di necessità bisogna indossare la propria mascherina dell’ossigeno prima di metterla ad un altro? Perché se poi stai male non sei di aiuto a nessuno

Ebbene proprio ieri spiegavo questa cosa ad una neo mamma “sull’orlo di una crisi di nervi” con questo esempio: Quando il tuo bambino piange, perchè ha fame e devi fare pipì cosa fai per prima cosa? L’ovvia risposta della mamma (e credo di molti di voi che state leggendo) sarebbe andare subito dal bambino.

La risposta è sbagliata.

Se vai dal bambino con del disagio il bambino lo avvertirà e quindi insieme al cibo gli darai anche quel disagio. Se sei stata in bagno e sei tranquilla potrai stare con tuo figlio dedicandogli in tempo di cui necessita per mangiare ed anche per sentire il tuo calore ed abbraccio. Molto diverso sarebbe se sei sulle spine, perchè ( ti scappa la pipì per intenderci) il bambino non sa perchè sei a disagio lo avverte e basta. Non conta l’importanza del disagio per il bambino è sempre una situazione spiacevole.

Quindi per tornare al sano egoismo cercate di ricordare questi esempi. Se siete stanchi o a disagio non siete di aiuto a nessuno quindi prendete i tempi necessari per stare bene ed avere l’energia e le capacità per dedicarvi davvero ad un altro!

Vi dedico anche questa fantastica poesia, un pò lunga e molto vera di un autore che vi sorprenderà “Charlie Chaplin” e vi invito a riflettere, ma anche mettere in pratica almeno alcune di queste frasi!

Quando ho cominciato ad amarmi

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, mi sono reso conto che il dolore e la sofferenza emotiva servivano a ricordarmi che stavo vivendo in contrasto con i miei valori. Oggi so che questa si chiama autenticità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, ho capito quanto fosse offensivo voler imporre a qualcun altro i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama rispetto.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, ho smesso di desiderare una vita diversa e ho compreso che le sfide che stavo affrontando erano un invito a migliorarmi. Oggi so che questa si chiama maturità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, ho capito che in ogni circostanza ero al posto giusto e al momento giusto e che tutto ciò che mi accadeva aveva un preciso significato. Da allora ho imparato ad essere sereno. Oggi so che questa si chiama fiducia in sé stessi.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, non ho più rinunciato al mio tempo libero e ho smesso di fantasticare troppo su grandiosi progetti futuri. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e felicità, ciò che mi appassiona e mi rende allegro, e lo faccio a modo mio, rispettando i miei tempi. Oggi so che questa si chiama semplicità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, mi sono liberato di tutto ciò che metteva a rischio la mia salute: cibi, persone, oggetti, situazioni e qualsiasi cosa che mi trascinasse verso il basso allontanandomi da me stesso. All’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo si chiama amor proprio.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, ho smesso di voler avere sempre ragione. E cosi facendo ho commesso meno errori. Oggi so che questa si chiama umiltà. Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, mi sono rifiutato di continuare a vivere nel passato o di preoccuparmi del futuro. Oggi ho imparato a vivere nel momento presente, l’unico istante che davvero conta. Oggi so che questo si chiama benessere.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare, mi sono reso conto che il mio Pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho imparato a farlo dialogare con il mio cuore, l’intelletto è diventato il mio migliore alleato. Oggi so che questa si chiama saggezza.

Non dobbiamo temere i contrasti, i conflitti e i problemi che abbiamo con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi. Oggi so che questa si chiama vita.

Segui le cinque “I”

Una piccola vocale, un po’ buffa con quel puntino in alto eppure molte parole davvero importanti cominciano proprio per “I”!

Ve ne voglio segnalare cinque:

IMPEGNO, IMPORTANZA, INTELLIGENZA, INTUITO, ISPIRAZIONE

Sembrano in apparenza parole che fra loro non hanno alcun legame eppure, sia che segui la sequenza (sono solo in ordine alfabetico per essere ordinate) sia che le analizzi singolarmente, tutte insieme rappresentano una grande risorsa e se impari a padroneggiarle sarai davvero una persona migliore.

Io voglio iniziare dall’ultima.

ISPIRAZIONE

Spesso chiedo ai miei pazienti di segnare su un foglio o un quadernino i nomi di cinque persone che sono state d’ispirazione nella loro vita. Non necessariamente devono essere persone reali, ma possono essere eroi o eroine di un libro, il/la protagonista di una serie televisiva o anche di un cartone animato. Ti invito a farlo. Vengono fuori cose interessanti. Per ogni personaggio dietro ci sono sogni, desideri o obiettivi da raggiungere. Dopo aver fatto l’elenco chiediti cosa ti piace di ogni personaggio e se quella qualità la hai o la devi potenziare e lavora per migliorarti. Ti piacerebbe essere d’ispirazione per qualcuno? Potrebbe essere tuo figlio, il tuo compagno di banco o di scrivania, persino il tuo vicino. Cerca di dare il meglio di te stesso e “ruba” idee dal personaggio che ti ha ispirato. Sii sempre vigile ed attivo e fai sì che le idee possano fluire. Facendo una passeggiata, vedendo una mostra o sfogliando un giornale possono venire idee insolite: lascia che si manifestino, fai scorrere la fantasia, sii aperto al cambiamento. Anche fare una strada diversa fa scoprire cose nuove e aprire la mente. Tutto il mondo può essere fonte d’ispirazione, ma bisogna osservare con gli occhi e con il cuore potenziando con la poesia, la pittura, ma anche cucinando o facendo giardinaggio. Impara a fare cose in modo diverso ed osserva i risultati.

C’è qualcosa che ti ispira in questo momento? Annotalo!

INTUITO

Possiamo anche chiamarlo sesto senso , ovvero la somma dei classici cinque per intenderci, che ci dà di una situazione una sensazione che non va mai sottovalutata! Possiamo anche chiamarla vocina interiore, perché può essere davvero importante come guida nelle nostre scelte. Qui la parte razionale va “silenziata” e va dato ascolto a quelle sensazioni a pelle che a volte sembrano non avere una ragion d’essere ed invece se le ignoriamo la ragion d’essere l’avevano eccome! Ad esempio ci sono situazioni in cui senti che quella cosa non è buona per te o può rappresentare una “fregatura” anche se sulla carta sembra non esserla, traduci a livello razionale, ma poi qualcosa nel profondo ti fa sentire che non va. Ascoltala, ascoltati. Impara a dire di no a quelle cose che senti non sono nelle tue corde. Siamo abituati, anzi ci insegnano da piccoli a fare scelte razionali, ma impariamo anche a farci aiutare dall’Intuito!

Naturalmente anche l’intuito va aiutato ed ecco un elenco di alcune cose che possiamo fare per “risvegliarlo”.

Impara ad annotare le sensazioni e cerca di capire quali segnali andavano o non andavano ignorati. Scegli d’impulso (senza pensarci!) cose come: un cibo da un menù, un ristorante, l’acquisto o indossare un abito e vedrai che quelle scelte dicono molto di te. Dai possibilità al corpo di indicarti la strada. Un modo per farlo è anche praticare meditazione o yoga che fermando il tempo nel qui ed ora e dando importanza all’ascolto del corpo e delle sensazioni sono un allenamento all’ascolto interiore e quindi potenziano l’intuito.

Quando hai dato ascolto al tuo intuito l’ultima volta?

INTELLIGENZA

Con questo temine voglio indicare l’intelligenza del cuore, un bene molto prezioso che spesso trascuriamo. Cosa intendo per intelligenza del cuore? Ad esempio saper leggere “tra le righe” dei comportamenti che osserviamo, ma significa anche essere comprensivi, empatici e disposti all’ascolto. Una persona che si sente compresa è motivata a dare il meglio si sé. Se si vive una situazione positiva riusciamo sia a trovare soluzioni sia ad affrontare meglio eventuali problemi. Per potenziare l’intelligenza del cuore dobbiamo per prima cosa evitare alcuni comportamenti come:

  • giudicare (se stessi e gli altri)
  • esercitare violenza su se stessi e tanto meno sugli altri (le forme di violenza possono essere davvero tante e sottili! fate attenzione!)
  • ignorare, lasciare nell’indifferenza qualcuno.

Cosa puoi fare per esprimere al meglio la tua intelligenza del cuore?

IMPORTANZA

Tutto è importante e tutto potrebbe non esserlo. Come facciamo a capire cosa è importante e cosa non lo è? Impariamo a fare una scala per facilitarci il compito: non molto importante, importante, indispensabile, essenziale. Non per tutti questo elenco sarà uguale, ma se metti il lavoro prima della cura di te stesso o dei tuoi figli forse dovresti rivedere le tue priorità. Spesso nel nome del lavoro si mette in secondo piano ciò che conta davvero! Naturalmente non mi riferisco a quando c’è necessità o che i beni materiali non siano importanti, ma se hai poco tempo a disposizione fai almeno che sia tempo di qualità da spendere con i tuoi cari. Per un figlio o un genitore anziano è più importante il tempo che gli dedicate invece che un regalo costoso! Ricordalo! Fai che il lavoro non sia la scusa per sottrarti ai tuoi doveri.

Fai un elenco delle cose per te poco importanti sino a quelle essenziali.

IMPEGNO

Una parola davvero importante. Sempre più dimenticata. Nella vita di tutti i giorni nessuno vuole impegnarsi. Spesso rimane in sospeso anche un invito per un caffè, perché sembra faticoso prendere un impegno. Un impegno implica prendersi le responsabilità delle proprie azioni e sempre meno persone vogliono farlo. Eppure è bello essere ricordati come persone attente, puntuali, che quando fanno una cosa non è necessario controllarla: insomma una certezza. Chi sa rispettare gli impegni è una certezza per gli altri e anche per se stesso. Oggi la maggior parte delle persone, e tristemente sempre più giovani, cercano le strade più semplici, quelle che implicano meno impegno e responsabilità, ma la qualità non sarà la stessa della persona e delle azioni correlate. Portare a temine un impegno preso è anche fonte di soddisfazione, gratificazione con conseguente aumento dell’autostima. Se si cerca la via più breve, dal voto scolastico a un incontro di lavoro, il risultato sarà sempre deludente e ci darà l’impressione di non valere poi molto. O peggio ci sono persone che sono invidiose dei risultati altrui senza rendersi conto che impegno significa spesso sacrificio.

Fai un elenco delle cose che farebbero bene alla tua autostima, che richiedono un impegno. Fai il buon proposito di sceglierne almeno tre e prenditi l’impegno di portarle a termine.

Dieta del gelato: aspetti psico-nutrizionali

Come ogni estate ecco spuntare dal web le diete più fantasiose per perdere peso. Quest’anno l’alimento “focus” è il gelato. Con la moltitudine di estimatori non è difficile capire perché ha preso piede, ma questa volta ha anche un valido “padrino”. Il Prof. Pietro Migliaccio famoso nutrizionista ed attuale Presidente della Società Italiana di Alimentazione, con la sua esperienza propone una dieta divertente ed utile, basta seguire le indicazioni!

Innanzitutto non è che con questa dieta si mangi solo gelato! Si tratta comunque di una dieta equilibrata, anche se ipocalorica , e propone la sostituzione di un pasto e di uno spuntino con un gelato.

Vediamo come funziona dal punto di vista psicologico e nutrizionale!

Nelle comuni diete si raccomanda sempre la sostituzione di un pasto ogni tanto con un gelato poiché permette di affrontare al meglio il concetto di costrizione. Porta a pensieri positivi sapere che potremo concederci una coccola deliziosa tra una rinuncia e l’altra e fa sentire più attivi e motivati.

Lo zucchero ci rende felici e attivi e se lo zucchero è semplice è anche di facile utilizzo da parte del corpo e non viene messo in deposito!

Il gelato è comunque un alimento sano fatto con latte, uova, zucchero, frutta, cioccolato, caffè… I gelati alla frutta sono meno calorici, molto idratanti, ricchi di minerali e vitamine, quelli alle creme pur essendo un po’ più calorici sono più ricchi di proteine e grassi. L’aggiunta del cono o delle cialde lo rende un alimento completo e vario.

Come inserire il gelato nella dieta?

Naturalmente non va aggiunto a fine pasto, ma al posto del pasto!

Un piccolo cono alla frutta può sostituire degnamente lo spuntino di metà mattina o metà pomeriggio sia che siate in città che sotto l’ombrellone. (CIRCA 100/150 Kcl)

Un cono più grande (circa 200 gr) con creme e frutta può sostituire uno dei due pasti principali e apporterà 350/400 kcl

Se volete un pasto ancora più gustoso utilizzate gelato alla frutta accompagnato da una bella macedonia di frutta fresca di stagione.

Uno dei due pasti principali deve comunque sempre essere equilibrato con presenza di proteine nobili e verdure.

Si possono perdere anche 3 kg poiché la maggiore idratazione porta a perdere i liquidi in eccesso con una fantastica sensazione di gambe leggere e sgonfie, ma non va protratta per oltre una settimana!

Stiamo davvero correndo contro il tempo?

Anche luglio sta finendo : sembra davvero che il tempo abbia preso la rincorsa e noi a fatica riusciamo a stargli dietro! Sento molte persone che, prese da varie attività, non sto a sindacare se importanti o meno, riescono sempre meno a far fronte agli impegni e a ritagliarsi tempo per loro.

Mi è venuto tra le mani questo articolo pubblicato su una nota rivista che ritengo molto attuale a cui ho collaborato qualche tempo fa e mi fa piacere riproporvelo. Lo propongo in primis anche a me che arrivata a fine luglio non sono riuscita ancora ad andare un giorno al mare segno che anche per me è valida la lezione!

P.S. Il mio è il “commento dell’esperto” che trovate in grassetto. Buona lettura!

Tieni il tempo

Il villaggio norvegese di Sommarøy vuole abolire l’orologio. Ma davvero se ne può fare a meno? Certamente no. Però, si può riscoprire il valore del tempo. Ecco come.

INTRODUZIONE

C’è stato un tempo in cui l’orologio non esisteva, la vita veniva scandita dalla natura e si andava avanti lo stesso. Oggi, invece, le nostre giornate sono continuamente scandite dagli orari. Non staremo esagerando? Se lo sono chiesto gli abitanti del villaggio norvegese di Sommarøy, che hanno firmato una petizione per trasformare il loro paese nella prima “time-free zone” del mondo, il primo posto senza l’ora. Ma davvero si può abolire l’uso dell’orologio? A nostro avviso, no. Però, se ne può riscoprire il valore.

L’isola senza tempo

Sommarøy è un villaggio di pescatori nel nord della Norvegia, in un isolotto verdeggiante. I suoi 300 abitanti hanno firmato all’unanimità una petizione per diventare la prima “time-free zone” del mondo, l’unico luogo in cui le cadenze fissate dall’orologio non avrebbero più valore legale. Massima flessibilità, quindi negli orari di lavoro, nelle aperture dei negozi e delle scuole. In realtà si tratterebbe solo di formalizzare un’usanza che dura da sempre. I residenti trascorrono in estate oltre due mesi di luce piena per ventiquattr’ore al giorno, ed altrettanti lunghi inverni con il buio perenne. Nei due mesi di sole senza tramonti, può capitare di vedere persone in piena notte cenare in giardino o lavorare in ufficio.

Una trovata di marketing turistico?

Dietro l’iniziativa di Sommarøy potrebbe esserci anche una furba strategia pubblicitaria, tanto che è sostenuta dall’ente del turismo norvegese, Visit Norway. A Sommarøy il turismo è una voce importante grazie alla presenza di alcuni b&b, piccoli hotel, taverne, caffetterie e locali caratteristici. Trasformare quest’isola in un luogo dove il tempo non esiste, ne accrescerebbe il fascino, la farebbe diventare una meta ideale per una “vacanza slow”.

* Nell’attesa del via libera da parte del governo nazionale, le due regioni del nord norvegese, Finnmark e Nordland, hanno espresso la volontà di aderire al progetto.

Vivere senza orologio si può?

Alla domanda se si possa esportare l’idea di Sommarøy, la risposta certamente è “no”. Pensate soltanto agli orari dei mezzi di trasporto. Treni ed aerei partirebbero a discrezione dei capotreni e dei piloti? Sarebbe un mondo impossibile, disorganizzato, senza certezze. Ma pur mantenendo una pianificazione degli orari pubblici, si può cambiare l’approccio personale verso l’orologio, di cui siamo diventati schiavi anche nelle piccole cose senza una reale necessità.

Cosa accadrebbe nella nostra vita se decidessimo di ignorare l’orologio assecondando di più i propri ritmi? Chi si è preso il lusso di farlo per qualche giorno, sostiene che ciò lo ha reso meno stressato e ha pure imparato a leggere il movimento del sole, adattandosi di conseguenza. Ma soprattutto ha capito quanto si discostano le proprie abitudini rispetto al proprio ritmo biologico e alla propria reale volontà.

* Il tempo rappresenta la cornice nella quale si struttura la nostra esistenza. Lamentarsene, denuncia un rapporto poco armonico con la vita stessa.

Rivalutare il valore del tempo

Siamo così impegnati a lavorare, produrre, consumare, pianificare, che le giornate ci scivolano via una dopo l’altra, senza accorgercene. Continuiamo ad accumulare per il futuro e non ci godiamo nulla di quello che abbiamo adesso. Ci priviamo del piacere di “spendere il tempo” per coltivare sentimenti veri: occasioni per stare con chi amiamo, momenti da dedicare a noi stessi e agli altri. E quando ci accorgeremo di aver buttato via il tempo a nostra disposizione, non ci sarà modo di rimediare, perché nessuna somma di denaro potrà restituircelo.

* Il tempo è come una banca che ogni mattina ti accredita la somma di 1.440 minuti e 86.400 secondi sul tuo conto. E ogni notte cancella qualsiasi saldo non usato durante il giorno.

Scegli un lavoro che ti gratifichi e valorizzi il tuo tempo

Milioni di persone, quando sono al lavoro, dicono: «Spero che oggi il tempo passi in fretta». È un paradosso dei nostri tempi. Come si può sperare che il bene più prezioso, impossibile da acquistare, finisca velocemente? Eppure, quando si è annebbiati dall’idea di guadagnare soldi, anche questo pensiero sembra sensato. Purtroppo non lo è. Dovremmo scegliere un lavoro che ci piaccia, ci gratifichi e valorizzi il tempo che abbiamo a disposizione. Il vero scopo della vita non può essere il semplice arricchimento monetario.

Il commento dell’esperto: Sprono ogni giorno i giovani ad impegnarsi verso i loro obiettivi. Non la ricerca di un lavoro qualsiasi, ma del lavoro dei loro sogni. Non sempre è possibile, ma almeno da giovani è necessario provare ad inseguire i propri sogni con coraggio e determinazione. Niente si ottiene senza sacrificio allora perché non provare per qualcosa che darà maggior senso alla vita? Non arrendersi ed almeno provarsi è un privilegio ed anche un dovere verso se stessi per non avere da adulti l’amarezza ed il rimpianto di non aver almeno tentato. Il lavoro non è solo gratificazione economica, ma anche individualità e soddisfazione. Un lavoro che impiega in media un terzo della nostra esistenza non può essere svolto malamente con insofferenza. Quel terzo della nostra vita va vissuto al meglio che la vita ci ha offerto e che abbiamo avuto il coraggio di raggiungere.

Rafforza i legami con le persone che ti sono care

Giocare con i propri figli. Cucinare insieme al proprio compagno o compagna. Passeggiare con un amico o un’amica. Questi sono alcuni esempi di gestione del tempo virtuosa. Si tratta semplicemente di impiegare le giornate per rafforzare i legami con le persone con cui ci piace stare. Se mettiamo al primo posto i rapporti con chi amiamo, saremo sereni e felici, e un giorno, voltandoci a guardare il passato, forse diremo di aver usato bene il nostro tempo, di aver trascorso momenti meravigliosi, di essere stati genitori presenti, amici sinceri, figli amorevoli e amanti passionali.

Il commento dell’esperto : quante volte rimandiamo una telefonata, un messaggio con la scusa del tempo. Quante volte ci passa di mente di chiamare quell’amica e poi non lo facciamo. Eppure i momenti con i nostri cari e gli amici sono quelli che dilatano il tempo in un tempo di qualità. “Tanto sa che la amo, tanto sa che la penso, tanto sa che ci tengo…” sono solo parole. Bisogna saper dire quelle parole, parlare ed ascoltare. Ogni azione non eseguita è un’azione non ricevuta anche se con le migliori intenzioni non sarà mai ricordata non avrà mai un vero significato condiviso. L’unico tempo che va vissuto è quello con le persone che danno significato alla nostra esistenza bisogna smetterla con la scusa del tempo, quando una cosa la si desidera davvero si realizza non si rimpiange.

Ritaglia tempo per te stesso

È fondamentale dedicare un poì di tempo al giorno a sé stessi. Anche solo per pensare e fantasticare. Perché di tempo ne abbiamo poco, ma spesso lo usiamo male, lo buttiamo via a guardare le bacheche di Facebook mezz’ora al giorno. Con un po’ di sano egoismo, ritagliamoci un’ora “sacra” da indirizzare al nostro benessere personale. Bastano 60 minuti al giorno per sentirsi meglio, riempendoli con attività rilassanti: leggere un libro, meditare, dipingere, scrivere o camminare per strada liberando la mente.

Il commento dell’esperto. ….Il “Sano Egoismo” è un po’ il mio cavallo di battaglia. Tutti abbiamo bisogno di  tempi di recupero; per qualcuno può essere riposare, per altri leggere un libro, per altri ancora dedicarsi ad un’attività creativa. Per molte donne e specialmente le mamme trovare quel po’ di tempo da dedicare a se stesse  diventa spesso difficile. Ritagliarsi un’ora per andare dal parrucchiere,  fare shopping o anche solo per vedere la televisione sembra togliere tempo e attenzione alla famiglia ed è vissuto sempre con senso di colpa. Qui deve entrare in gioco il sano egoismo che spesso si deve tradurre in tanti NO . A furia di dire SI ci si trova al collasso, oberati di lavoro insoddisfatti e stanchi. Il rischio di sbagliare aumenta e quello di dire cose inopportune fino a fare tremende sfuriate pure. Per non passare da “matti” bisognerebbe imparare a dire NO prima.  Una mamma che sa prendersi qualche soddisfazione è una mamma serena e ancora più disponibile verso marito e figli e non il contrario come spesso si crede. Prendere tempo per sé è una sorta di elisir , se non di lunga vita almeno di serenità!

Usa il tuo tempo per aiutare gli altri

Fare volontariato, aiutare gli altri, è un atto di grande generosità e un’esperienza bellissima. In cambio della solidarietà ricevi tanto in termini di soddisfazione personale. Entrare in contatto con persone diverse e culture differenti impreziosisce e ridisegna la tua realtà, riordina il valore che dai alle cose, apre nuovi orizzonti nella tua mentalità. Il volontariato ti mette di fronte a te stesso, ti aiuta a capire chi sei, cosa vuoi e di cosa sei capace. Guadagnerai sicurezza e fiducia in te stesso. Quindi, vivrai più sano e felice.

Il commento dell’esperto: Nella mia esperienza clinica le persone che si dedicano al volontariato oltre a fare del bene a gli altri ne fanno a se stesse. Ho potuto appurare che uomini e donne insoddisfatti della loro vita o disorganizzati hanno trovato nel volontariato tanti stimoli per riamare la vita contagiando anche gli altri. Giovani o meno giovani nel fare volontariato hanno trovato uno scopo. Sapere di avere un’appuntamento settimanale,per distribuire vestiti puttosto che pasti caldi o portare a spasso animaletti senza famiglia rappresenta per molte persone un modo per vivere il tempo al meglio e con valore. Fa ritrovare fiducia in se stessi , si impara la cooperazione, si apprende a rispettare gli impegni e a non…perdere tempo!

Alcuni suggerimenti di comportamento

Dai più importanza al tempo e meno al denaro

Fin da bambini riceviamo un’educazione improntata al consumo e ci convincono che il bene più prezioso sia il denaro. Iniziamo a giudicare gli altri anche in base a questo parametro: più ne hai, più vali. E non ci rendiamo conto che invece il bene più importante è il tempo. Il tempo di esplorare il mondo, conoscere, sapere, capire. I soldi si possono accumulare, ma mentre inseguiamo il denaro con sacrifici e rinunce, il tempo passa inesorabile. E il denaro accumulato non è in grado di comprare il tempo perso ad essere insoddisfatti.

Evita una vita frettolosa

C’è chi sceglie una vita frenetica. Questo approccio alla quotidianità conduce spesso a frustrazione, nervosismo ed irritabilità, senso di vuoto o ansia quando si ha del tempo libero, oltre a sintomi somatici come mal di testa, cali di pressioni e disturbi del sonno. Gestire la risorsa tempo il più serenamente possibile, aiuta a ritrovare equilibrio. Di fronte all’ansiosa corsa all’occupazione del tempo, la soluzione è quella di rallentare, prendersi delle vere pause.

Impara a rispettare il tempo degli altri

Evita le chiacchiere e le discussioni inutili. Rispetta il tuo tempo, ma anche quello degli altri. C’è chi dice “hai un minuto?” e ti porta via un’ora per una cosa futile. E c’è chi, al contrario, capisce che il tempo degli altri è prezioso e non lo spreca. Una delle cose più belle che si possa dire a qualcuno è: “Grazie del tuo tempo”. Perché se una persona ha scelto di dedicartene un po’, significa tanto. E ciò le va riconosciuto.

Non perdere troppo tempo con videogame, social e tv

Evita di passare molto tempo con videogiochi, chat e social. Devi usare bene la tecnologia, senza “farti usare”. Allo stesso modo, evita di trascorrere molte ore al giorno davanti al televisore, a vedere programmi che non insegnano nulla.

Impara a dire di no

Quante delle attività quotidiane sono davvero importanti? Quante avranno un impatto sulla nostra vita, da qui ad un anno? Fatti spesso questa domanda. Elimina le cose inutili. E non sentirti in dovere di fare ciò che non vuoi fare. Non sei obbligato ad accettare qualunque cosa. Impara a dire di no, senza sentirti in colpa o doverti giustificare.

BOX VARI

Le unità temporali in realtà non esistono. Sono una convenzione

Anni, mesi, settimane, giorni, ore, minuti, secondi… In realtà, tutto ciò in natura non esiste. È soltanto una convenzione dell’essere umano. Ne avevamo bisogno per organizzare le nostre vite. Tutti abbiamo imparato fin da piccoli a suddividere la nostra esistenza in unità temporali, in parte basate sul ritmo circadiano, ovvero il naturale corso biologico del nostro corpo durante la giornata, ma molte imposte dalla società. Quante volte abbiamo avuto fame o voglia di dormire nel “momento sbagliato”? in realtà non c’è un momento sbagliato. Dovremmo imparare a rispettare di più i nostri stimoli e dare meno importanza alle convenzioni sociali.

Amondawa, la tribù dell’Amazzonia che vive senza tempo

Gli Amondawa, una comunità che vive in una remota foresta brasiliana dell’Amazzonia, non conosce la parola tempo. Non hanno orologi, agende, sveglie, calendari.La loro giornata è scandita dalla posizione del Sole nel cielo. E i periodi di tempo più lunghi sono indicati come suddivisioni delle stagioni secche e piovose. Invitati a tradurre la parola tempo, gli Amondawa rispondono kuara, Sole.

Storia della misurazione del tempo. Dalla meridiana all’orologio

L’esigenza di misurare lo scorrere del tempo era sentita fin dall’antichità. Il primo strumento fu la meridiana, utilizzata in Cina fin dal III millennio a.C. Il suo svantaggio era quello di non funzionare di notte o nelle giornate nuvolose. L’ora era la dodicesima parte del ciclo diurno, dall’alba al tramonto, perciò era più lunga d’estate e più corta d’inverno. Per misurare meglio il tempo nell’arco dell’intera giornata furono inventate le prime clessidre, utilizzate in Egitto fin dal XV secolo a.C.. Solo in pieno Medioevo, nel 1200 furono inventati i primi orologi meccanici. E nel XVIII secolo vennero realizzati i primi orologi a molle, precisi ed affidabili.

* Il termine giapponese nankurunaisa significa “Con il tempo si sistema tutto”.

* Gandhi disse: «Voi occidentali avete l’ora. Ma non avete mai tempo».

* Puoi perdere soldi e poi rifarti. Ma ogni minuto che perdi è irrecuperabile.

* I fisici dicono che il tempo non trascorre. Il tempo, semplicemente, “è”.

Quaderno di crescita personale 6/fiducia

Prima di augurarvi buon week end vorrei lasciarvi una pillola di saggezza da mettere in pratica proprio cominciando in questi giorni in cui mi auguro possiate godere di un pò di relax. Volevo ricordare che, per affrontare la vita di tutti i giorni e le relative insidie che possiamo incontrare, dobbiamo avere a disposizione un “mondo interno positivo”. Non è certo una cosa scontata, ma è molto importante capire come parliamo a noi stessi. Un pò di fiducia nelle nostre capacità dobbiamo pur averla da qualche parte e quindi quando ci rivolgiamo a noi stessi impariamo a farlo in modo positivo, poichè le parole condizionano i pensieri ed i pensieri condizionano il modo in cui ci vede la mente!

L’esercizio di oggi è molto semplice e consiste nell’imparare a parlare con noi stessi in modo positivo che ne dite di creare un mantra tutto vostro per aumentare la fiducia ? deve essere una frase corta e che suoni bene. Scrivetela 10, 20 volte sul vostro diario fino a quando non diventa familiare. Infine chiudete gli occhi e ripetete questa piccola frase ad alta voce ed infine a mente con gli occhi chiusi e facendo respiri profondi! Devete assorbirne tutto il significato!

Questo mantra va ripetuto nei momenti in cui state bene per assorbirne tutti gli effetti positivi e sarà così molto semplice evocarla quando arrivano nubi all’orizzonte e vi sentite spaventati, irritati o ansiosi!

Fatemi sapere nei commenti come va!

Quaderno di crescita personale 1/soddisfazione

Per chi non ha seguito i social in questi giorni ricordo che nel mese di luglio costruiremo insieme il quaderno di crescita personale.

Quando parliamo di crescita personale  ci riferiamo allo sviluppo dell’individuo nella sua totalità privata e sociale che va ad influenzare anche la sfera professionale. Per crescere sono necessarie due cose: sbagliare ed imparare.

Errori di valutazione, azioni inefficaci o dannose, risultati deludenti capitano a tutti, ma se c’è la volontà di cambiare o almeno comprendere cosa andrebbe modificato nell’approccio alla vita si potrà vivere il più serenamente possibile con se stessi ed il mondo circostante.

Ecco quindi il mio semplice contributo per permetterti di fare le giuste domande e imparare a guardarti dentro con metodo. Il tuo compito è acquistare un piccolo quaderno compilandolo giorno per giorno seguendo le indicazioni che ti darò. Puoi anche stampare e ritagliare i post oppure riprodurli con matite colorate o collage, perchè in fondo la crescita personale è anche un atto creativo per cui anche il vostro quaderno vi dovrà rappresentare!

Pronti a cominciare?

Ecco le prime domande da porsi a cui rispondere in modo onesto. Non fatelo di corsa. Pensateci bene durante la giornata e fate bene le vostre valutazioni:

Metti da 0 a 5 cuori se per nulla o molto soddisfatto

in base ai cuori assegnati cerca di comprendere qual’è il settore della tua vita che ti crea più disagio e che ha bisogno di un cambiamento.
una frase interessante su cui riflettere e se vuoi trascrivere o ritagliare sul tuo quaderno
trascrivi o ritaglia le domande e rispondi attentamente sul tuo quaderno

A domani sui social ed ogni 2-3 giorni qui sul blog!

Cambiare si può

I cambiamenti fanno paura, ma anche rimanere impantanati in una vita che non ci appartiene non è il massimo! La mia proposta per il mese di luglio è aiutarvi ad effettuare i primi piccoli cambiamenti necessari ad una svolta più importante. Ogni giorno sui social vi darò occasioni di riflessione per poter vivere la vostra vita con consapevolezza migliorando ciò che è possibile ed imparando ad accettare ciò che non è possibile modificare. A volte abbandonare la zona di confort può sembrare destabilizzante, ma se fatto per un fine che ne valga la pena diventa accettabile.

Il vostro compito è acquistare un quaderno che sarà vostro alleato e testimone del cambiamento da oggi in poi. Pronti a partire? Unico requisito essere onesti con se stessi.

Vi aspetto da domani per iniziare a compilare il vostro quaderno di crescita personale!

Al supermerato fai scelte in “mindfulness”

Spesso si fa la spesa innescando il pilota automatico ovvero mettiamo nel carrello sempre gli stessi alimenti. In molti casi è un fatto di abitudini per altre le scelte si basano su motivi economici : impariamo a fare scelte consapevoli!

Sembra che stiamo scegliendo invece sono gli alimenti a sceglierci o meglio è il marketing che fa le scelte per noi. E non parlo solo della pubblicità che comunque influisce sui nostri acquisti, ma anche il posizionamento nello scaffale, scritte più o meno in evidenza, frecce colorate ed altri accorgimenti di cui non siamo consapevoli e che ci portano ad acquistare un prodotto invece che un altro.

Non di rado acquistiamo cose perché in sconto: “prendi due ne paghi uno”, “se ne acquisti 3 uno è in omaggio” ecc. Quasi mai ci concediamo il tempo per chiederci: è quello che voglio? È un qualcosa che mangio? Spesso acquistiamo con l’idea che si risparmino soldi, ma non sempre è quello il risultato. Se un succo di frutta in offerta contiene una quantità minima di frutta ed il resto sono acqua, coloranti e zuccheri aggiunti probabilmente non avremo fatto un buon affare e ne risente anche la salute. Meglio un succo di frutta 100% frutta che costa un po’ di più che ci fa bene che tre di scarsa qualità e quindi non abbiamo risparmiato nulla!

Trangugiare invece che gustare non è il giusto atteggiamento con il cibo. Dedicare un po’ più di tempo alle domande giuste prediligendo la qualità alla quantità permetterà di terminare un pasto con molta più soddisfazione e difficilmente si cercherà qualcos’altro dopo. Dico sempre alle mie pazienti che se devono fare un “peccato” lo devono fare bene. Non il barattolo di cioccolata spalmabile del discount, ma quella buona di qualità del negozio di prelibatezze!

Dobbiamo imparare a gustare e pretendere per il nostro corpo il meglio. Non per questo i costi aumenteranno, perché come dicevo poche righe più su sei se soddisfatto di un alimento te ne serve di meno e ci sarà meno spreco. Dovremmo fare quindi più attenzione alle etichette ed acquistare solo ciò che mangiamo e ci fa bene davvero. Naturalmente per fare una spesa in questo modo fermandoci ad ogni scaffale di ogni reparto ci vorrebbero ore. Una idea per iniziare a fare scelte responsabili (verso se stessi e le proprie esigenze) è quella di partire da un tipo di alimento che compriamo sempre ed iniziare a confrontarlo con altri prodotti simili che non abbiamo mai assaggiato e provando uno, due alimenti diversi per categoria ogni volta.

Bisogna comportarsi come un sommelier alla ricerca del vino giusto per intenderci! Degustando acquisisci maggior consapevolezza del gusto e porta a scoprire cose nuove e magari scoprire che ci piace molto un alimento mai provato o che quello abituale in realtà confrontato con un altro non è un gran che.

Un male curabile di Umberto Veronesi

Edito da Mondadori è un libro “vecchiotto”, ma ancora molto attuale. Spiega in modo semplice e diretto tutto ciò che concerne una delle malattie più temute del secolo. Tra gli argomenti trattati: la lotta contro i tumori al seno ed i melanomi, i pericoli del fumo, l’importanza della prevenzione, le terapie alternative.

“…per capire come mai il tumore sia così diffuso si ricordi che le probabilità del suo insorgere crescono con l’avanzare dell’età. E poiché l’uomo d’oggi vive più a lungo il numero delle persone colpite risulta più elevato. La correlazione tra età e tumori è tale che se vivessimo oltre i 100 anni il tasso di mortalità per tumore salirebbe al 50% e se per ipotesi vivessimo ancora più a lungo probabilmente moriremmo tutti di tumore…”

Queste tra le considerazioni iniziali del Prof. Veronesi che affronta poi gli importanti aspetti della prevenzione ed anticipa il tema delle terapie “alternative” oggi definite complementari a riprova della grandezza del personaggio così aperto alle innovazioni e con una visione d’insieme del problema e della persona. Tratta anche del pericolo di affidarsi a “santoni” e “stregoni”, poiché si è molto vulnerabili se il problema riguarda noi, nostra madre o nostro figlio. Accettare una mastectomia, o l’amputazione di un arto è davvero difficile e se viene proposta un’alternativa meno drastica siamo tentati di provare, ma alcune persone approfittano di questo dolore e vulnerabilità a scopo di lucro.

 “ E’ vero che la medicina ufficiale ha talvolta ostacolato  idee nuove e brillanti, ma i contrasti che sorgono all’interno del mondo scientifico non giustificano, specie nella cura del cancro, la diffusione di metodi antiscientifici, o per lo meno ascientifici…” sostiene il professore.

 L’ultimo capitolo del libro s’intitola “Dieci piccoli comandamenti” e rappresenta un decalogo di prevenzione formulato coinvolgendo  un gruppo di ricercatori provenienti da tutte le parti del mondo ancora attuale a riprova che le buone pratiche non passano mai di moda.

Edizioni Mondadori a cura di Guido Quaranta 1995