Cambiare si può

I cambiamenti fanno paura, ma anche rimanere impantanati in una vita che non ci appartiene non è il massimo! La mia proposta per il mese di luglio è aiutarvi ad effettuare i primi piccoli cambiamenti necessari ad una svolta più importante. Ogni giorno sui social vi darò occasioni di riflessione per poter vivere la vostra vita con consapevolezza migliorando ciò che è possibile ed imparando ad accettare ciò che non è possibile modificare. A volte abbandonare la zona di confort può sembrare destabilizzante, ma se fatto per un fine che ne valga la pena diventa accettabile.

Il vostro compito è acquistare un quaderno che sarà vostro alleato e testimone del cambiamento da oggi in poi. Pronti a partire? Unico requisito essere onesti con se stessi.

Vi aspetto da domani per iniziare a compilare il vostro quaderno di crescita personale!

Al supermerato fai scelte in “mindfulness”

Spesso si fa la spesa innescando il pilota automatico ovvero mettiamo nel carrello sempre gli stessi alimenti. In molti casi è un fatto di abitudini per altre le scelte si basano su motivi economici : impariamo a fare scelte consapevoli!

Sembra che stiamo scegliendo invece sono gli alimenti a sceglierci o meglio è il marketing che fa le scelte per noi. E non parlo solo della pubblicità che comunque influisce sui nostri acquisti, ma anche il posizionamento nello scaffale, scritte più o meno in evidenza, frecce colorate ed altri accorgimenti di cui non siamo consapevoli e che ci portano ad acquistare un prodotto invece che un altro.

Non di rado acquistiamo cose perché in sconto: “prendi due ne paghi uno”, “se ne acquisti 3 uno è in omaggio” ecc. Quasi mai ci concediamo il tempo per chiederci: è quello che voglio? È un qualcosa che mangio? Spesso acquistiamo con l’idea che si risparmino soldi, ma non sempre è quello il risultato. Se un succo di frutta in offerta contiene una quantità minima di frutta ed il resto sono acqua, coloranti e zuccheri aggiunti probabilmente non avremo fatto un buon affare e ne risente anche la salute. Meglio un succo di frutta 100% frutta che costa un po’ di più che ci fa bene che tre di scarsa qualità e quindi non abbiamo risparmiato nulla!

Trangugiare invece che gustare non è il giusto atteggiamento con il cibo. Dedicare un po’ più di tempo alle domande giuste prediligendo la qualità alla quantità permetterà di terminare un pasto con molta più soddisfazione e difficilmente si cercherà qualcos’altro dopo. Dico sempre alle mie pazienti che se devono fare un “peccato” lo devono fare bene. Non il barattolo di cioccolata spalmabile del discount, ma quella buona di qualità del negozio di prelibatezze!

Dobbiamo imparare a gustare e pretendere per il nostro corpo il meglio. Non per questo i costi aumenteranno, perché come dicevo poche righe più su sei se soddisfatto di un alimento te ne serve di meno e ci sarà meno spreco. Dovremmo fare quindi più attenzione alle etichette ed acquistare solo ciò che mangiamo e ci fa bene davvero. Naturalmente per fare una spesa in questo modo fermandoci ad ogni scaffale di ogni reparto ci vorrebbero ore. Una idea per iniziare a fare scelte responsabili (verso se stessi e le proprie esigenze) è quella di partire da un tipo di alimento che compriamo sempre ed iniziare a confrontarlo con altri prodotti simili che non abbiamo mai assaggiato e provando uno, due alimenti diversi per categoria ogni volta.

Bisogna comportarsi come un sommelier alla ricerca del vino giusto per intenderci! Degustando acquisisci maggior consapevolezza del gusto e porta a scoprire cose nuove e magari scoprire che ci piace molto un alimento mai provato o che quello abituale in realtà confrontato con un altro non è un gran che.

Un male curabile di Umberto Veronesi

Edito da Mondadori è un libro “vecchiotto”, ma ancora molto attuale. Spiega in modo semplice e diretto tutto ciò che concerne una delle malattie più temute del secolo. Tra gli argomenti trattati: la lotta contro i tumori al seno ed i melanomi, i pericoli del fumo, l’importanza della prevenzione, le terapie alternative.

“…per capire come mai il tumore sia così diffuso si ricordi che le probabilità del suo insorgere crescono con l’avanzare dell’età. E poiché l’uomo d’oggi vive più a lungo il numero delle persone colpite risulta più elevato. La correlazione tra età e tumori è tale che se vivessimo oltre i 100 anni il tasso di mortalità per tumore salirebbe al 50% e se per ipotesi vivessimo ancora più a lungo probabilmente moriremmo tutti di tumore…”

Queste tra le considerazioni iniziali del Prof. Veronesi che affronta poi gli importanti aspetti della prevenzione ed anticipa il tema delle terapie “alternative” oggi definite complementari a riprova della grandezza del personaggio così aperto alle innovazioni e con una visione d’insieme del problema e della persona. Tratta anche del pericolo di affidarsi a “santoni” e “stregoni”, poiché si è molto vulnerabili se il problema riguarda noi, nostra madre o nostro figlio. Accettare una mastectomia, o l’amputazione di un arto è davvero difficile e se viene proposta un’alternativa meno drastica siamo tentati di provare, ma alcune persone approfittano di questo dolore e vulnerabilità a scopo di lucro.

 “ E’ vero che la medicina ufficiale ha talvolta ostacolato  idee nuove e brillanti, ma i contrasti che sorgono all’interno del mondo scientifico non giustificano, specie nella cura del cancro, la diffusione di metodi antiscientifici, o per lo meno ascientifici…” sostiene il professore.

 L’ultimo capitolo del libro s’intitola “Dieci piccoli comandamenti” e rappresenta un decalogo di prevenzione formulato coinvolgendo  un gruppo di ricercatori provenienti da tutte le parti del mondo ancora attuale a riprova che le buone pratiche non passano mai di moda.

Edizioni Mondadori a cura di Guido Quaranta 1995

Il cortisolo (leggi lo stress!) non ti fa dimagrire

Sei sempre in affanno? Dormi poco e male? Mangi in modo disordinato? Hai preso peso e malgrado i sacrifici non riesci a perdere neanche un etto? Forse è colpa del cortisolo!

I ritmi di vita odierni favoriscono l’aumento del così detto ormone dello stress che perde la sua funzione di risposta attiva ad un problema in un qualcosa che ci travolge e ci condiziona.

Con il cortisolo alto nel sangue non si pensa bene, si ha problemi a concentrarsi e a ricordare le cose. Si alza la glicemia, la pressione ed il cortisolo cattivo: insomma una vera tragedia.

Il cortisolo è un ormone che viene prodotto dall’organismo in risposta a situazioni di stress o di sforzo e viene definito ormone dello stress. Fondamentale per reagire in modo attivo ad eventi stressanti non è più utile quando lo stress diventa cronico e ne viene prodotto oltre misura.

Quando questo accade nell’organismo c’è un vero scompiglio: aumento della pressione, della glicemia e del colesterolo cattivo, maggiore ritenzione idrica, invecchiamento cutaneo, difficoltà di memoria! Senza scendere nei particolari di questi effetti appare subito chiaro che il nostro benessere psicofisico è messo a dura prova e quindi sono necessarie delle azioni efficaci per ridurre al minimo gli effetti nocivi del cortisolo.

Fondamentale è un radicale cambiamento dello stile di vita. Dormire abbastanza e serenamente è il primo obiettivo che si può raggiungere anche con l’assunzione di melatonina. Ricordo che va assunta tutte le sere alla stessa ora. Fatevi consigliare dal farmacista il dosaggio più adatto alle vostre necessità. Evitate sostanze stimolanti la sera prima di coricarvi come il caffè. Evitate di stare le ore al buio con gli occhi attaccati allo schermo del cellulare, le onde sonore e luminose stimolano il cervello non lo fanno rilassare! Durante il giorno imparate a scaricare le tensioni facendo attività fisica o dedicandovi ad un hobby soddisfacente. Attenzione a dosare l’attività fisica: non adatta ad alta intensità o eseguita una volta ogni tanto con stop lunghi perché risulta di per se  già stressante, ma deve essere svolta con regolarità e a media intensità. Ottimo dedicarsi a relazioni sane o prendersi cura di un animale domestico (la Pet therapy non è un’opinione!). Perfetta la meditazione e lo yoga.  Evitate di assumere troppi zuccheri, al massimo un po’ di cioccolata fondente che è amica del cuore (in piccole quantità!), utili i probiotici e le fibre che proteggono il nostro intestino (ricordate? È il nostro secondo cervello!!) Bere molta acqua poiché la disidratazione aumenta il cortisolo!

Ricordate che uno stile di vita sano previene molte situazioni a rischio non solo per la linea, ma per la nostra salute!

Ferma il criceto che hai nella testa!

Quante volte vorresti che il cervello avesse un interruttore per poterlo spegnere e finalmente poterti rilassare senza problema alcuno? Purtroppo l’interruttore in questione non esiste, ma qualche domanda sull’affollamento di pensieri devi comunque fartelo!

I pensieri affollano la tua mente e ti sembra letteralmente di impazzire: forse non dai abbastanza spazio alle tue emozioni. Metti in primo piano il senso pratico o la razionalità e comprimi i tuoi desideri, sogni, ma anche rabbia e delusione. Non ti permetti di vivere le emozioni e le cacci da te, perché sono spesso dolorose o vissute come una perdita di tempo. Non hai tempo da perdere con cose così inutili. Poi inutili non lo sono affatto e così iniziano a pilotare i tuoi pensieri molto di più di ciò che volevi concedergli!

Vivi in un’ansia continua! Ricorda di vivere nel presente: l’ansia deriva da pensieri sul passato e su quelli riguardanti il futuro. Nel presente l’ansia non c’è. Se sei in ansia respiri male, non ossigeni abbastanza e quindi non pensi in modo adeguato.

Sei continuamente sovra stimolato da telefono, notizie, tv. Impara a staccarti di tanto in tanto, ascoltando i suoni della natura, ma anche il ritmo del tuo respiro ed il battito del tuo cuore. Riscopri la meraviglia del silenzio.

Impara infine a volerti bene. Se ti ascolti con attenzione e delicatezza i pensieri saranno solo pensieri!

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Quante volte hai pensato di non essere abbastanza?

Per riflettere…

Forse ti hanno insegnato che amore ed accettazione dipendono da ciò che fai e dai risultati che raggiungi, ma non da ciò che sei! Per questo ti frana sempre la terra da sotto i piedi e non trovi pace. Non sei mai abbastanza bravo, bello, magro, capace, intelligente…

Ti manca sempre qualcosa… smetti una buona volta di dover dimostrare agli altri il tuo valore arrancando ogni istante della tua vita in obiettivi sempre più irraggiungibili e guardati attorno. Sicuramente hai vicino qualcuno che ti apprezza per ciò che sei. Lì è la tua pace non allontanarti!

Mangiare in consapevolezza by Thich Nhat Hanh

Mangiare in consapevolezza è il secondo volume della collana di tascabili incentrati sulla pratica della presenza mentale in ogni momento della vita quotidiana. Il cibo è nutrimento, piacere, condivisione, contiene la storia di chi lo produce e del luogo da cui proviene. Per la nostra salute materiale e spirituale è fondamentale cosa mangiamo – le nostre scelte possono essere più o meno rispettose dell’ambiente e degli altri animali – ma anche come mangiamo: “Mastica il cibo e non le tue preoccupazioni”, è l’invito di Thich Nhat Hanh. Attraverso paragrafi brevi e incisivi l’autore ci guida affinché mangiare sia fonte di consapevolezza e di crescita individuale e collettiva. Un libro rivolto sia a chi si sta avvicinando agli insegnamenti di Thich Nhat Hanh* sia a coloro che vogliono approfondire la propria pratica spirituale.

editore Terra Nuova 2016

*Nato in Vietnam centrale nel 1926 è stato ordinato monaco buddista all’età di 16 anni. Promosse il Dharma come strumento di pace e fratellanza nella società. I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue. E’ morto a gennaio di quest’anno all’età di 95 presso il tempio Từ Hiếu a Huế, in Vietnam.

La Colazione di THICH NHAT HANH

[…] So anche che non c’è bisogno di mangiare tanto: ciò di cui c’è bisogno è mangiare con cura, masticare con molta attenzione e dimorare nel momento presente. Così il sapore del pane e del latte sarà cento volte più buono che se non lo avessimo mangiato con cura. Io non ho bisogno di mangiare molto, mi basta un pezzo di pane e una tazza di latte, senza né cioccolata né marmellata. È quando mangiamo in fretta che abbiamo bisogno della marmellata o della cioccolata, perché il dolce non fa in tempo ad arrivarci. Mentre mangiamo un pezzo di pane, o inzuppiamo il pane nel latte o ci aggiungiamo un po’ di cioccolata, spesso non sappiamo nemmeno cosa stiamo facendo. Lo facciamo in automatico. Questo vuol dire non saper stare nel momento presente.

Il latte è molto buono, anche il pane è molto buono, ma noi li mangiamo come se non lo fossero. Oggi bevo il latte senza metterci nemmeno un po’ di zucchero, spezzo il pane, odoro il profumo e ne sento la fragranza, lo mordo e lo mastico dimorando nel momento presente. Sento che il pane ha un sapore molto buono, non lo mastico in fretta. Ogni volta che mangio il pane così è un momento di grande felicità e non penso al futuro. Ora mangio la mia colazione. La cosa importante è mangiare la mia colazione in modo da essere sereno, in modo da essere una persona libera. Vivendo veramente nel momento presente sono una persona libera, mi sento molto leggero.

La mia colazione fatta di pane e latte è molto buona e saporita; forse vedendola a voi non sembrerebbe, eppure, se la mangiaste come la mangio io la trovereste anche voi molto gustosa. Pensiamo ora a come si fa colazione in città: la si consuma con una tale fretta che non si ha il tempo di sedersi per mangiarla o di guardare la persona che si ha davanti o che siede a fianco. Spesso non si vede neanche il cibo perché la mente è completamente oscurata dalle idee, dalle preoccupazioni, da quello che dobbiamo fare durante la giornata, dalla tristezza o dalla rabbia. Ogni giorno corriamo da una parte all’altra facendo le cose come se fossimo in un sogno. Così ci perdiamo anche il momento della colazione come una grande occasione per stare insieme nel momento presente con consapevolezza.[…]
Thich Nhat Hanh, 1992

Mindful eating: mangiare in modo consapevole

Parlando di cibo un atteggiamento mindful può essere una salvezza. Vivere nel momento presente è indispensabile per riconoscere le nostre azioni, gli atteggiamenti verso uno o particolari cibi, ma anche come mangiamo, come ci sentiamo. Serve a riconoscere se stiamo mangiando con innescato il “pilota automatico” o per scelta. Siamo sicuri che non siamo solo stanchi o sfiduciati o arrabbiati? Queste emozioni vanno vissute e non schiacciate con il cibo. Le emozioni vanno prima di tutto riconosciute e poi bisogna trovare la giusta soluzione ad ogni nostro stato d’animo rispettando la nostra mente ed il nostro corpo. Se siamo stanchi dobbiamo riposarci, se siamo arrabbiati un urlo può avere un suo perché, se abbiamo avuto un buon risultato facciamoci un regalo e così via!

L’insoddisfazione non si cura con il cibo, anzi spesso un aumento di peso dovuto ad un’esagerata introduzione di alimenti, è esso stesso motivo di disagio ed insoddisfazione.

Proprio nei giorni in cui si è incerti e sfiduciati una pratica mindful può rivelarsi incredibilmente utile al contrario del cibo che porta inevitabilmente ad un circuito davvero pericoloso.

Quando si sta così nessuno sforzo dietetico può dare risultati poiché il cibo viene letteralmente “buttato giù” spesso senza neanche sentire il sapore e quasi senza masticarlo! Qui la consapevolezza dell’attimo che si sta vivendo è fondamentale. La mindful eating ti insegna a comprendere le richieste del tuo corpo, a capire la differenza tra pienezza e sazietà ed anche come fare la spesa in modo consapevole.

Con la mindful non ci sono limiti e regole, ma solo l’ascolto dei nostri veri bisogni evitando atteggiamenti giudicanti. Regala la vera libertà di mangiare senza essere guidati dalla fame emotiva o senza attenzione. Scegliendo alimenti di qualità a favore della quantità.

Mindfulness: la consapevolezza che fa bene alla salute

Abbiamo sempre la mente intasata di pensieri ed il corpo che corre da una parte all’altra. Spesso queste due entità vivono ognuna di vita propria. Non ascoltiamo i messaggi della nostra mente e le richieste del nostro corpo. Spesso ci nutriamo quando non abbiamo fame, perchè è ora di pranzo, e magari abbiamo fatto colazione da 1h, o mangiamo quando siamo stanchi invece di riposarci. Tendiamo a sovraccaricarci di impegni per sentire di valere qualcosa, ma trascuriamo la salute perché non abbiamo tempo!

Follia dei nostri giorni e del nostro vivere! Mai come oggi abbiamo bisogno di fermarci, respirare e vivere. Vivere in una dimensione presente e non sempre programmata ad una rincorsa al futuro pensando che sarà migliore. Se non ci fermiamo non lo sarà, perché quando lo avremo raggiunto non ce ne saremo resi conto ed avremo già programmato altri obiettivi. L’insoddisfazione, le preoccupazioni spesso inutili non ci fanno vivere il presente.

Dovremmo imparare ad ascoltarci a capire cosa sta accadendo proprio ora nel nostro corpo ed alla nostra mente. Dobbiamo tendere l’orecchio alle nostre emozioni non soffocandole con cibo (spesso spazzatura) o aumentando i nostri impegni. Ci vuole coraggio ad ascoltarsi, accettarsi e volersi bene. Semplicemente. Uno sguardo non giudicante aiuta ad apprezzarsi per quello che si è e migliorarsi in modo positivo e soddisfacente, non come sfida annientante. Impariamo a fermarci qualche secondo ogni giorno. Una volta al giorno, poi due, tre. Un piccolo allenamento quotidiano che ci fa ritrovare noi stessi. Un modo per riportarci al presente per riappropriarci della nostra vita e comprendere davvero cosa accade dentro e fuori di noi.

Sono tanti i benefici di una pratica mindful dalla diminuzione del dolore, allo stress e alla depressione. Migliora la memoria, la creatività e la soluzione di problemi. La pratica deve essere quotidiana per avere benefici e per raggiungere un vero stato di benessere e va ad influire in tutte le esperienze della nostra vita. Iniziamo con qualcosa di semplice:

Mettersi seduti su una sedia, mantenere le gambe leggermente divaricate per avere un buon appoggio. Braccia e spalle rilassate, mani poggiate sulle ginocchia. Prendete un bel respiro ed espirando buttate via tutte le tensioni dalle spalle. Possono servire più respiri. Poi ricominciate a respirare liberamente e concentratevi solo sul vostro respiro. La mente tenderà a girovagare. E’ normale. Riportatela di nuovo sul respiro. Fatelo ancora ed ancora. Raggiungete uno stato di quiete e riaprite gli occhi. Ora non ripartite a mille e godetevi l’attimo. Questo stacco vi permetterà di vedere le cose da un’altra prospettiva.