Iniziare una dieta di lunedì aumenta davvero le probabilità di successo?

Non è un luogo comune, recenti studi confermano che il lunedì, essendo il primo giorno della settimana, innesca una sorta di reset nella nostra mente, è vissuto come un nuovo inizio a cui affidare i nostri buoni propositi. Nel caso della dieta passati i “bagordi” del fine settimana ci si sente a posto con la coscienza se iniziamo uno stile alimentare più sano!

Approfondiamo questo tema:

il nuovo anno, gennaio ed anche il lunedì sono vissuti come nuovi inizi. Momenti in cui è possibile lasciarsi il passato alle spalle, si ha l’entusiasmo e l’illusione che si possano fare i veri cambiamenti e ci si crede davvero! I buoni propositi del nuovo anno in genere a fine gennaio sono già dimenticati, quelli del mese, in genere sono a gennaio o a settembre (per qualcuno il vero inizio dopo le ferie estive), giorno per giorno perdono di efficacia e quindi non rimane che appellarsi al lunedì che si presenta settimana per settimana per rinnovare le buone intenzioni! Ma anche in questo caso quanto dura riuscire ad evitare gli sgarri? L’avvicinarsi del fine settimana fa vacillare anche la persona più convinta fino a naufragare in un mare di sensi di colpa aggiustati il lunedì seguente!

Nel lungo termine questi nuovi inizi, che non hanno un riscontro, possono rappresentare una frustrazione ed uno stress.

Allora non c’è un giorno in cui avere più probabilità di successo?

Non sono le convenzioni sociali a farci raggiungere gli obiettivi, ma il sì che diciamo a noi stessi! Quando quel sì arriva non è importante il giorno della settimana, il mese o l’anno! La differenza sta nella scelta che facciamo per noi: volere fa rima con potere! Se invece “dobbiamo” è un’imposizione che non ci porterà da nessuna parte. Lavoriamo sul positivo facciamoci trascinare dall’entusiasmo per una nuova casa, un nuovo lavoro, una promozione  per cominciare un’alimentazione corretta per noi come regalo da fare a noi stessi in un buon momento e non come un sacrificio!

Concludendo è importante che ogni inizio vada affrontato con lo spirito giusto e solo quando ci si sente pronti, ma fate attenzione anche al ripristinare (lo fate con tutto non solo con la dieta fateci caso!) allontana sempre più l’obiettivo, rende nervosi, insoddisfatti ed allunga irrimediabilmente la strada da percorrere aumentando il disagio verso il proprio corpo, l’aumento della predisposizione a patologie e la considerazione di non esserne capaci con svilimento dell’autostima. Quindi il miglior momento è: ADESSO!

Sopravvivere al Blue Monday

Era il 2005 quando attraverso Sky Travel, un canale televisivo britannico, viene diffuso un comunicato stampa che annuncia il Blue Monday ovvero il giorno più triste dell’anno! La sua “ricorrenza” è determinata nel terzo lunedì del mese di gennaio. Il colore blue in inglese viene indicato per rappresentare tristezza/malinconia per questo è stato coniato il termine Blue Monday. Sembra che una complicata equazione creata da Cliff Arnall, psicologo dell’Università di Cardiff, abbia rilevato alcune “congiunture” che possono determinare una giornata particolarmente triste. La prima è che è appunto lunedì, segue che gli addobbi natalizi sono ormai riposti in soffitta e questo conferma la definitiva fine dei giorni dedicati ad abbuffate e spensieratezza. Infine c’è la considerazione che sono lontane le prossime festività oltre che il tempo è grigio e freddo.

Le depressioni stagionali sono fatti certi, non sono certa riguardo al un giorno particolarmente triste, ma nel caso lunedì 16 gennaio foste pervasi da una profonda tristezza ecco qualche consiglio:

  • Non fatevi “contagiare” dai commenti sui social ed ascoltate bene le vostre sensazioni
  • Se vi sentite “un po’ giù” l’attività fisica è sempre consigliata, se non siete proprio degli atleti può essere l’occasione per fare almeno una bella passeggiata, vi aiuterà a distrarvi e a migliorare l’ossigenazione del sangue;
  • Potrebbe essere il momento buono per sistemare quelle cose che non avete mai tempo di fare (cassetti, armadi, scrivania!). Il movimento vi permette di rilassare la testa e terminato il lavoro ne sarete anche soddisfatti;
  • Cucinare qualcosa di buono. Vi ricordate come fare pizza e torte vi ha aiutato a sopravvivere al lockdown? Ecco se questo vi ha insegnato qualcosa usatelo!
  • Dedicatevi a voi stessi. Ascoltate della musica, Fate un bel bagno caldo, un massaggio con una crema profumata, ma anche dedicarsi ad un hobby o leggere un libro.

Curiosità:

  • L’espressione inglese “I’m feeling blue indica una situazione in cui si è tristi senza una ragione specifica; noi diremmo “giù di corda” ;
  • Nel film  “Inside Out” della Pixar è blu il personaggio che rappresenta la tristezza;
  • E’ determinato “blues” il genere musicale avuto origine nelle comunità afroamericane che esprime sentimenti tristi riguardo la loro condizione di schiavitù,
  • Il blu venne creato intorno al 2.200 a.C dagli egizi. Il blu era il colore che doveva scortare i morti nell’aldilà, infatti anche le bende in cui erano avvolte le mummie erano colorate di blu.

Cherofobia: la paura di essere felici

Sembra un controsenso eppure è una condizione abbastanza frequente. Si tratta della tendenza ad evadere momenti ed emozioni considerati positivi. Il termine viene dall’unione di due parole che derivano dal greco antico:  kairós  che significa momento propizio e fóbos che significa paura.

Le persone che ne sono colpite non riescono a gioire di momenti positivi, perché hanno sempre la sensazione che potrebbe accadere qualcosa di brutto a rovinare il momento. Il disagio che ne deriva crea danno a più livelli non solo personale, ma anche sociale.  Si arriva, come per tutte le fobie, ad evitare situazioni e persone per la paura di stare male o a disagio. Alcuni evitano relazioni sentimentali o hanno relazioni poco impegnative e passeggere per le quali “non vada la pena di soffrire” .

 L’evitamento della felicità è anche legato al senso di colpa. Una sensazione in cui non ci si sente in diritto ad essere felici. Ogni situazione che possa dare emozioni positive è in discussione. I pensieri più comuni sono: “se sono felice può accadere qualcosa di brutto, essere felici è una perdita di tempo, non vale la pena essere felici tanto poi accade sempre qualcosa di storto…”.

Si nota anche una certa difficoltà a condividere le emozioni in quanto ritenuto inutile o non propizio (può accadere qualcosa di brutto se dico che sono felice!)

Ma cosa crea una tale situazione?

Spesso dobbiamo tornare all’infanzia per capire il momento e la causa che l’ha innescata. In quel periodo un trauma o un lutto improvviso hanno smorzato l’entusiasmo seguente ad un momento bello o felice e ha causato una sorta di imprinting negativo. Non solo l’evento è in causa, ma anche le emozioni generate nel prima e dopo!

Cosa si può fare?

Sicuramente sono situazioni delicate che richiedono l’aiuto di un professionista. La prima cosa su cui indagare è cercare di capire la o le cause che hanno generato tale sintomatologia. Fa seguito un lavoro onesto su se stessi per riscoprire il valore delle emozioni positive.

Gennaio: indispensabile la “remise en forme”

Non trovate la scusa dei dolcetti che ancora girano per casa e non arrivate a febbraio con il corpo appesantito dagli stravizi delle festività. Non mantenete il corpo in sovraccarico oltre il dovuto perché la bella stagione è dietro l’angolo e rischiate di fare i soliti errori con le diete devastanti i 10 gg prima delle ferie!

Anche i più bravi qualche extra lo hanno fatto e tra i buoni propositi dell’anno sicuramente rimettere il corpo a regime è fondamentale. Dopo due periodi natalizi in semi lock down è stata importante anche la ritrovata convivialità,  ma tra ore di sonno perdute e quelle passate a tavola  dobbiamo fare i conti con una corretta “remise en forme”.

Molti hanno già ricominciato le attività a pieno regime, i bambini/ragazzi sono a scuola e quindi con i ritrovati ritmi sarà più semplice rimettersi in riga.

Iniziamo dal sonno. Non tutti possono permettersi le classiche 8 ore, ma sicuramente non state al di sotto delle 6 ore. Decidete un orario consono per andare a dormire  in base ai vostri orari lavorativi. Se non riuscite a prendere sonno, mettetevi a leggere un libro, ma non usate il cellulare che tiene il cervello “acceso” sfavorendo il riposo. Una tisana calda concilia la calma e favorisce il sonno, ma se avete ulteriori difficoltà provate con la melatonina. Per consigli d’uso e dosaggio affidatevi al vostro farmacista di fiducia.

Secondo punto debole è l’attività fisica. Se ancora non vi siete iscritti in palestra ed è qualcosa che state rimandando da settembre, bè è il momento giusto per farlo. Personalmente ritengo che una bella camminata di almeno 40 minuti al giorno possa bastare, ma anche tapis roulant o cyclette in casa (stesso tempo minimo!) possono andare bene. Se vi piace la musica esistono tantissime attività sportive che la includono e se vi annoiate ad allenarvi da soli cercate un amico che venga con voi o fate amicizia in palestra con le persone del vostro corso. Unica parola d’ordine è non tergiversate e cominciare da subito. Un’attività fisica continuativa permette il rilascio di endorfine che vi farà sentire bene dal primo giorno e che procurerà una sensazione piacevole nell’esecuzione. Il patto è che facciate almeno un po’ ogni giorno per mantenere questa sensazione che vi permetterà di inserire l’attività fisica tra le vostre attività giornaliere.

Infine l’alimentazione. Per ridurre le sensazioni di gonfiore addominale, reflusso o irregolarità intestinali è necessario riprendere un’alimentazione equilibrata, per chi ancora non è entrato in quest’ottica è il momento giusto per cominciare!

Parola d’ordine è disintossicarsi.

Via libera ad acqua e tisane ed infusi. Una tisana al finocchio è perfetta per la digestione e ridurre il gonfiore addominale. Camomilla, malva, tiglio, biancospino sono lenitive per la mucosa gastro intestinale e calmanti.

Non si tratta di perdere eventuali kg acquisiti durante le feste, ma portare il corpo a lavorare al meglio. Con i cibi ricchi di fibre quali alimenti integrali, frutta e verdura favoriamo il tratto intestinale e introduciamo vitamine e sali minerali fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Evitate sale e condimenti grassi. Usate olio EVO  a crudo ed eventualmente insaporite con spezie. I dolci sono assolutamente aboliti. Se proprio avete avanzi di panettone mangiatelo a colazione e poi scordatelo fino al giorno dopo. Altri dolci quali biscotti, frutta secca o torroni possono diventare il vostro extra nel fine settimana. Non vi preoccupate non scadono a breve e quindi niente scuse!

Anche i metodi di cottura sono importanti. Sempre, ma in particolare adesso per mettere a riposo il corpo. Piastra e vapore sono i metodi perfetti.

Ti sfido a realizzare i buoni propositi del 2023, ma ti aiuto a farlo!

Eccoti a gennaio pieno di energia e buoni propositi. Se hai qualcosa in sospeso o un sogno nel cassetto è il momento di realizzarlo o per lo meno programmare tutte quelle azioni necessarie affinchè il sogno si avveri.

Sono certa che hai un elenco lunghissimo che comprende obiettivi che si rincorrono di anno in anno senza raggiungere la fase di realizzazione. ci metti molto entusiasmo i primi 15 giorni e poi preso dalla routine le buoni intenzione vanno sfumando per ritornare, con i sensi di colpa, al momento del bilancio di fine anno.

“Quest’anno sarà diverso” è ciò che ti dici ogni anno e a costo di mentire a te stesso lo dirai anche in questo mese, ma questa volta ti insegno qualche trucchetto affinchè tu possa utilizzare le tue energie al meglio e con soddisfazione.

Innanzitutto bisogna procedere per gradi alternando piccoli e grandi obiettivi. Il secondo step è valutare l’effettiva possibilità di realizzazione, ovvero la concretezza di un progetto. Ok essere sognatori, ma un minimo di realtà è necessaria. Il terzo step è pensare a questa lista con ottimismo e senso di sfida senza pensare che tanto hai tempo un anno per realizzarli, ma neanche che puoi realizzarli in una settimana!

Che tu abbia 30, 40, 50 anni o più non è importante basta la volontà di cambiare una volta per tutte il corso della tua vita e diventare anche un esempio per chi ti è vicino.

Inizia dall’obiettivo più difficile, ma contemporaneamente occupati di qualcosa di un po’ più semplice o che ha tempi di realizzazione più brevi. Ciò è necessario affinchè tu possa avere piccole soddisfazioni in attesa della realizzazione di quelli più importanti o difficili. Ciò apporterà energia all’ego che la utilizzerà per spingere l’acceleratore all’obiettivo finale.

Suddividi le tue giornate e fai ordine: prima con la testa e poi con le cose. Un’agenda, o più di una, è fondamentale per vedere su carta i passi che si compiono, se si rispettano i tempi o se è necessario cambiare la strategia. L’organizzazione è la parola d’ordine. Niente tempi stretti, ma abbastanza larghi per ogni attività. Serve a prevedere un imprevisto o permetterci la semplice stanchezza! Quindi vietati ritmi serrati che manterrete per non più di una settimana, ma ritmi sensati e a vostra dimensione che possano essere rispettati per lunghi periodi.

Una alimentazione sana, un minimo di attività fisica, momenti da dedicare ad un hobby non devono mai essere trascurati quando si hanno obiettivi da raggiungere. Non accampate la scusa del non ho tempo, ma organizzate le vostre giornate integrando questi aspetti che sono fondamentali per il buon funzionamento del corpo, della mente e dello spirito. In tutto questo ricordate che non siete soli, e sebbene io predichi spesso il sano egoismo, vi ricordo che gli affetti prendono parte attiva ai vostri progetti e quindi fatevi consigliare, supportare e condividete i risultati. Con la scusa di un obiettivo non dimenticate chi avete accanto! Anche dai vostri parenti ed amici potete ricevere energia ed entusiasmo: i momenti passati con loro sono importanti!

Diete e miracoli: un fatto di marketing!

Sempre sensibili al richiamo dell’ultima dieta, specie se sponsorizzata da qualche personaggio famoso, si fanno spesso sacrifici economici per illudersi che questa sarà la volta buona.  Su Instagram un tripudio di offerte correlata da foto del prima e dopo che non lasciano dubbi. Promesse di felicità al raggiungimento del peso desiderato.

Tutti magri nel nome dell’ultimo preparato che garantisce essere formulato con ingredienti naturali e senza controindicazioni. No non è in vendita in farmacia, ma tutto è regolare confermano! Sappiamo che i miracoli non esistono e neanche le pillole miracolose e le bacchette magiche, ma il marketing sì i miracoli li fa davvero e sa convincerci su temi a cui siamo veramente sensibili.

Efficacia e validità scientifica superati ci si illude dietro quel barattolo di polvere o pillole da prendere rigorosamente ad orari e che dire dei rinforzi psicologici? “Volersi bene”. “La regola delle 6 esse”, “Vinci tu”, “la strada per il successo” insomma psicologia spicciola a cui ci si aggrappa con tutte le forze basta che non si parli di sacrifici e di non mangiare!

Sento parlare di diete da anni dalla mitica “Weight Watchers” alla temibile “Dukan”!  Il fallimento di questi programmi sta nell’illusione che si possano ottenere risultati rapidi e duraturi senza particolare impegno. E’vero spesso andiamo di corsa ed è comodo inserire la cena nel forno a microonde o passare a prendere una pizza. Non è per tutti passare dal contadino o al mercato rionale per acquistare i prodotti di stagione che devono essere puliti, lavati e cotti! Così abituati a tutto e subito anche in caso di perdita di peso si pensa si possa ottenere, ma non funziona così! Ecco sempre in prima linea le diete drastiche del post festività o del prima delle ferie che fanno solo perdere acqua e massa magra con l’ago della bilancia che si muove e ci illude che sta andando tutto bene.

Ricordatevi di ciò quando sarete tentati dopo le feste.

Spesso ci si concentra su alimento o su un gruppo di alimenti, a restrizioni infondate basate solo sulla moda del momento. In realtà bisogna andare oltre. Bisogna comprendere cosa ci porta a mangiare troppo o male, a trovare strategie che migliorino la qualità della nostra vita. A fare pace con il cibo relegandolo a quello che in realtà è: carburante per il nostro corpo e non la panacea di ogni male. Mettere in linea corpo e mente con l’aiuto di uno psicologo e di un nutrizionista qualificato facendo attenzione a tutti quei coach che si spacciano tali solo per vendere i loro prodotti di dubbia utilità.

Storia con morale- dicembre 2022

L’anno sta per finire. Per qualcuno è volato per altri è stato infinito e non vede l’ora di voltare la pagina del calendario per un nuovo inizio. Un modo per “settare” la propria vita e ricominciare.. La percezione del tempo che passa è diversa per ognuno di noi ed è influenzata dalla situazione in cui ci troviamo, ma anche dalla mostra storia personale, dalle nostre credenze e da come sappiamo reagire alla frustrazione dell’attesa. Ecco quindi una piccola storia per voi. Una storia di redenzione alla Dickens per intenderci, molto profonda ed attuale per far riflettere tutti, ma in particolare i giovani che hanno fretta di crescere, bruciare le tappe…

“Massimo era un ragazzino a cui non piaceva aspettare. Quando era inverno e pattinava sul ghiaccio, non vedeva l’ora che arrivasse l’estate per poter nuotare; quando poi arrivava la tanto sospirata estate, desiderava l’autunno per poter giocare con il suo aquilone sul grande prato dei giardini pubblici. Insomma, se qualcuno chiedeva a Massimo qual era la cosa che più desiderava al mondo, riceveva una risposta ben precisa: «Io vorrei che il tempo passasse in fretta…». Un giorno d’autunno, Massimo si sentì chiamare: si voltò di scatto e vide una vecchietta che lo osservava con dolcezza. La vecchietta mostrò al ragazzo una scatoletta d’argento con un forellino da cui usciva un filo d’oro e gli disse: «Guarda, Massimo. Questofilo sottile è il filo della tua vita. Se proprio desideri che il tempo per te trascorra velocemente, non devi far altro che tirare un po’ il filo. Un piccolissimo pezzo di filo corrisponde ad un’ora di vita. Non dire a nessuno che possiedi questa scatoletta e buona fortuna!». La vecchietta scomparve. Il giorno dopo, a scuola, Massimo pensò di usare il filo per accorciare la lezione. Tirò con troppa decisione e sentì la voce del maestro che diceva: «Le lezioni sono finite. Potete andare a casa». Massimo pensò: «Oh, come sarebbe bello aver già finito la scuola e poter lavorare!». Decise di dare una bella tiratina al filo e così, la mattina seguente, si svegliò che aveva i baffi, faceva l’ingegnere e aveva messo su una bella fabbrica. Era molto felice del suo mestiere e per un po’ tirò il filo con moderazione, giusto solo per far arrivare in fretta i soldi a fine mese.Conobbe Maria, una bella ragazza. Fu un matrimonio bellissimo. Un particolare turbò Massimo per un momento: la sua mamma era invecchiata, aveva già molti capelli grigi. Si pentì di aver tirato così spesso il filo magico e promise a se stesso che, ora che era grande, non l’avrebbe fatto più. Ma un giorno Maria gli annunciò sorridendo che stava aspettando un bambino. «Aspettare» era un verbo che a Massimo non era mai piaciuto. Non seppe resistere alla tentazione di abbracciare presto suo figlio e ricominciò a tirare il filo quasi ogni giorno. Una sera lo tirò un po’ troppo e il giorno dopo si trovò un bel po’ più vecchio e con due figli: uno andava al Liceo e l’altro all’Università. Così tutto ricominciò da capo. Ogni volta che si presentava un problema, Massimo tirava il filo per risolverlo in fretta: quando gli affari andavano male, quandoqualcuno era ammalato, quando gli veniva voglia di sapere chi avrebbe vinto il campionato di calcio, quando voleva vedere subito come andava a finire lo sceneggiato a puntate della TV… Una mattina, Massimo si guardò allo specchio e scoprì di avere i capelli bianchi. Si sentiva molto stanco e insoddisfatto. Ora la sua casa era vuota e Maria (mamma mia, come era invecchiata anche lei) non riusciva a capire come mai lei e il marito non avessero molto da ricordare della vita passata insieme. «Sembra anche a te che tutto sia passato in un soffio?», gli chiedeva. «Come è possibile che i nostri figli siano cresciuti così in fretta?». Massimo non poteva rispondere e si sentiva molto triste. Erano ormai due vecchietti, pieni di acciacchi, e le giornate erano più lunghe che mai. Ma ora stava benattento a non tirare più il filo magico. Un giorno che sonnecchiava nel parco, sulla solita panchina, il vecchio Massimo si sentì chiamare. Aprì gli occhi e vide la vecchina che, tanti e tanti anni prima, gli aveva regalato la scatoletta con il filo magico. «Allora Massimo, com’è andata? Il filo magico ti ha procurato una vita felice, secondo i tuoi desideri?». «Non saprei… Grazie a quel filo non ho mai dovuto attendere o soffrire troppo nella mia vita, ma ora mi accorgo che è passato tutto così in fretta ed eccomi qui, vecchio e debole… Vorrei tornare ragazzino», sospirò con un po’ di vergogna. «E poter rivivere la mia vita senza il filo magico. Vivere come tutte le altre persone e accettare tutto quello che la vita mi riserva, senza più essere impaziente».

«Non ti resta che restituirmi la scatoletta e… buona fortuna, Massimo!». Appena Massimo pose nella mano della vecchina la scatoletta, si addormentò di un sonno profondo. «Ehi, dormiglione! Sveglia!». Massimo aprì gli occhi e si trovò nel suo letto, con la mamma (giovane e bella) che lo guardava dolcemente. Corse allo specchio e vide il suo solito volto paffuto da ragazzino. Baciò e abbracciò la mamma come fossero cent’anni che non la vedeva più.

(Bruno Ferrero)dal web”

“Pensieri Positivi” per una dieta di successo!

Molti di voi hanno vissuto direttamente quanto sia difficile seguire una “dieta”. Una dieta restrittiva limita le scelte, è condizionata da molti fattori ed è normale volersi “ribellare” anche se spesso sappiano che è necessario. Poco importa se la dieta riguarda le complicanze di una malattia (diabete, insufficienza renale..),la preparazione ad un esame diagnostico  o la perdita di peso: in ogni caso viene vissuta come una frustrazione.

Le persone che si rivolgono a me in genere hanno preso peso dopo o durante un periodo della loro vita difficile, altri mangiano male perché vivono la loro vita sempre di fretta e sono disorganizzati, altri perché mangiano sempre fuori casa, ma la maggior parte ha preso peso perché si sente stressata ed ha imparato a gestire lo stress con il cibo. Funziona fino a quando le zip non salgono e il bottone non si allaccia. In realtà questo è solo l’ultimo gradino di una strada sbagliata che state attraversando già da un po’. Il modo di mangiare riflette esattamente ciò che facciamo nella vita, come ci rapportiamo ai problemi e come ci rilassiamo.

Ecco una serie di frasi (frequenti!) che non dovrete più pronunciare affinchè la vostra dieta non sia un’imposizione, ma una scelta e quindi un successo.

  • Lunedì comincio la dieta!

Niente di più sbagliato! Se hai deciso di seguire una dieta il momento migliore per cominciare è OGGI! La dieta deve essere vissuta come una scelta consapevole e non come una forzatura. E’ un processo di cambiamento che deve essere vissuto con curiosità ed energia. Un progetto per imparare a conoscere i propri bisogni e rispettarli. E’ normale avere delle resistenze: il cambiamento fa sempre un po’ paura, ma devono avere la meglio immagini che vi vedono già al traguardo e le sensazioni positive che ne derivano!

  • Che comincio a fare, tanto non ce la farò!

Qualsiasi cammino intrapreso ha avuto un inizio. Non sempre è facile, lo si sa quando si inizia un viaggio. Qualche difficoltà si incontra sempre, ma la cosa importante è tenere a mente l’obiettivo e fare le scelte giuste per noi. Anche andando a Firenze potremmo fare delle deviazioni per incidenti o traffico, ma non per questo rinunceremo alla vacanza! Ci vorrà magari un pò di tempo in più, ma la meta sarà raggiunta! Lo stesso accade con una dieta: cene con amici, festività, disorganizzazione possono minare i vostri buoni propositi,  imparare dai propri errori, capendo perché si è mangiato di più e male, permette di ri-prendere la strada giusta.

  • Quando dimagrirò sarò felice, andrò a ballare, andrò al mare….

Frasi dal gusto amaro che trasportano i momenti salienti per la persona in una dimensione futura ed irreale. Neanche mentre si pronunciano quelle parole ci si crede davvero. La felicità non si può delegare ad un numero sulla bilancia. Siamo molto più di questo. Anche con qualche kg in più si può essere liberi e sereni: dipende dalle nostre scelte “anche sul cibo”. Apprendere un nuovo modo di pensare, essere consapevoli dei propri difetti e delle proprie necessità permette di fare le scelte giuste ed arrivare ad un cambiamento in modo graduale ed equilibrato.

  • Tanto ormai… (dopo uno sgarro!)

La frase più pericolosa di tutte con la quale vi autorizzate a mangiare più del dovuto perché “tanto avete già fatto uno sgarro!” Se prima di cena vi siete trovate a rosicchiare biscotti, rimpinzarvi di Nutella davanti alla Tv o avete fatto merenda da Mc Donald non è certo il caso di metterci anche il carico da novanta! Mangiate una cosa semplice e ve la fate bastare! Un extra è un extra perché tale, se ripetuto è una abitudine! Toglietevi dalla testa anche il calcolo delle calorie! Sono importanti, ma molto peggio è sovraccaricare l’organismo con alimenti di provenienza molto diversa tra loro (non è mai indicato mischiare ad esempio famiglie proteiche diverse!) che rallenterà a digestione con rischio di pienezza e meteorismo.

  • Domani digiuno (dopo uno sgarro)

Errore frequente perché se non c’è consapevolezza il rischio è sicuramente l’abbuffata. Non mangiare o fare attività fisica esagerata non sono pratiche utili ed inoltre si rischia di far attivare comportamenti ossessivi.

  • In casa non tengo nulla altrimenti lo mangio

La strada della consapevolezza verso i propri bisogni non è stata ancora intrapresa, ma tenere in casa alimenti trigger non è un errore, perché in caso di “voglia” si rischia di fare impicci ben peggiori. Se non si ha a disposizione ciò di cui si ha voglia si inizia da una mela, poi si arriva al pezzo di formaggio, al pane fino a tutto ciò che si ha a disposizione, ma poi non si è soddisfatti perché se si voleva un biscotto di un certo tipo niente lo potrà sostituire! Il patto è mangiare un solo biscotto non tutta la scatola!

No, scusa non ho tempo!

Quante volte hai sentito questa frase? Quante volte sei stato proprio tu a pronunciarla? Quante volte parli del tempo, o meglio della mancanza di tempo, come una scusa per non fare una cosa? Ora ti dico la verità: non è vero che non hai tempo. È che decidi di utilizzare quel tempo in un altro modo.

Fermarsi, apprendere nuove strategie, prendersi le proprie responsabilità, migliorarsi, richiede sicuramente fatica e sicuramente fa uscire dalla propria zona di confort!

Spesso menti a te stesso, mettendo avanti la scusa del tempo, quando semplicemente, l’azione che stai evitando di fare, non è tra le tue priorità o peggio lo sarebbe, ma ti sembra inutile fare un tale sforzo. Ti metti in testa mille cose da fare senza considerare che la giornata è fatta di 24 ore e parte di quelle sono designate al lavoro e al riposo. Se insisti a voler fare troppe cose senza una scala di priorità il risultato sarà che sarai sempre in ansia e delle cose che volevi fare molte non saranno fatte e molte saranno fatte male! Il giorno dopo sarai ancora trafelato perché le cose non fatte il giorno prima si accumuleranno, insieme alla tua insoddisfazione, a quelle del giorno in corso. Spesso ci si ostina a voler fare ciò che è umanamente impossibile in una giornata, perché si cerca approvazione altrui. In altre situazioni “non avere tempo” è la scusa per non fare cose che non ti vanno.

Dovresti fare attività fisica, sistemare l’armadio, mettere apposto quei documenti…(ma non hai tempo) e poi rimani sul divano due ore a leggere i messaggi su WhatsApp o video su Tik Tok. Ma poi nascono i sensi di colpa, perché sai cosa sarebbe giusto, ma continui a creare situazioni in cui il tuo tempo non basta mai. Quindi stai scappando! Chiediti da cosa stai scappando e se invece ne sei consapevole trova un modo diverso di affrontare la situazione che non sia nasconderti dietro il fattore tempo.


Rimandare e rimandare all’infinito fa perdere occasioni, mancare obiettivi usando come scusa sempre il tempo! Eppure adesso ti propongo un cambio di prospettiva…Pensa al tuo tempo investito in attività utili o di valore, che possano darti un ritorno molto più interessante rispetto al tempo “speso”.

Magari ti sembra più facile dedicare tempo ad altri, ma non a te stesso. Ti metti sempre in secondo piano. Se impegnarti per te stesso, valorizzarti ti crea sacrificio vuol dire che non credi abbastanza in te stesso, che non credi di meritare di più, di avere di più (nel lavoro, affetti, ecc) e finisci per accontentarti. Io credo che nella tua vita ci siano tanti tempi “morti” che per pigrizia o distrazione non impieghi nel modo giusto. Se sei sempre in ritardo forse devi chiederti il perché. La risposta “non ho sentito la sveglia” o “c’era traffico” non stanno più in piedi. Se si ha piacere a fare una cosa o incontrare una persona ci si muove per tempo. Se non consegni mai il lavoro nei tempi richiesti vuol dire o che non sai fare il tuo lavoro (e quindi meglio impegnarsi ad apprendere nuove e più efficienti procedure) oppure non lo ami, o non ami l’ambiente in cui lavori. Non c’entra nulla il tempo, impara ad essere onesto con te stesso. Non dirti bugie. Ascoltati.

Quante volte ti dici dovrei chiamare quell’amico, dovrei fare questa o quell’altra cosa e poi ti ripari nella scusa del…non ho tempo? Quell’amico cosa rappresenta per te? Ti crea disagio? Ti annoia? E’ giudicante? Ti fa sentire in colpa? Forse prima di ricorrere alla scusa del tempo sarebbe meglio provare a fermarsi ed essere sincero nelle risposte.

Quando una cosa la si vuole davvero il tempo si trova sempre. Cerca di fare le cose che ti fanno stare bene e ti danno soddisfazione. Se una cosa non ti va, ma la devi fare per forza, allora falla bene. Anche se una cosa “scoccia” il fatto di farla comunque, e come deve essere fatta, di ritorno apporta un’immagine positiva di sé. Accampare sempre scuse, invece, rende la propria immagine apatica, senza volontà. Un comportamento che porta a percorsi già compiuti dove la realizzazione personale e l’immagine buona di sè stessi viene calpestata. Qui non puoi dare la scusa ad altri. Sei tu che compi le tue scelte e fare le cose nel migliore dei modi ti porterà sicuramente ad una migliore visione di te stesso. Imparerai a gestire il tuo tempo e creare tempo di qualità…perché senti di meritarlo.

Fai scelte giuste per te!

Eileen Caddy  era un’insegnante spirituale e autrice new age, meglio conosciuta come uno dei fondatori della comunità della Fondazione Findhorn presso l’ecovillaggio di Findhorn, vicino al villaggio di Findhorn*, Moray Firth, nel nord-est della Scozia.

Questi i suoi insegnamenti:

Scelgo di fare dei cambiamenti anziché avere scuse

Scelgo di essere motivato, non manipolato

Scelgo di essere utile, non usato

Scelgo l’autostima, non l’autocommiserazione

Scelgo di eccellere, non di competere

Scelgo di ascoltare la voce interiore e non l’opinione della gente

*Findhorn è una località Scozzese in cui dal lontano 1962 è stata costituita una comunità spirituale, pionieristica per la Nuova Era, aperta a tutti. Ognuno contribuisce al mantenimento della comunità occupandosi di una specifica attività (pulizia, giardinaggio, falegnameria, educazione ecc). allo scopo di sviluppare nell’individuo una consapevolezza più profonda che faciliti la sua trasformazione e lo aiuti nella sua realizzazione interiore, in armonia con le altre persone e la natura. In tal senso vengono regolarmente organizzati corsi educativi; uno dei programmi centrali riguarda la sintonizzazione con le energie della natura, anche per fini curativi.

Attraverso i suoi libri offre con semplicità e amore  ciò che ha ricevuto nella meditazione, un’esperienza unica in cui Eileen ritrova il significato del silenzio, la semplicità del momento e l’incontro con il bambino interiore. Riconosciuta a livello mondiale per l’autenticità della sua ricerca, Eileen segue un percorso spirituale che precede la sua esperienza in comunità.

Tra i principali libri:

Le porte interiori. Il mio volo verso la libertà, Dieci passi per aprirsi all’amore..