Per dimagrire ci vuole amore

Ci sono persone che pur chiedendo aiuto, non seguono il programma. Ci sono persone che settimana per settimana mantengono inalterate le loro abitudini e si meravigliano del fatto che non cambia nulla.

Nel mio quotidiano questo lo osservo principalmente nella perdita di peso. Si vuole dimagrire, ma si vuole farlo mangiando. Questo non è possibile. Forse ai golosi sembrerà ingiusto, ma è un fatto di fisica e chimica: noi mangiamo (o dovremmo mangiare) per sopperire ad una nostra necessità energetica. Punto e basta. Così fanno tutte le specie viventi. In natura non esistono animali in sovrappeso, a parte alcuni animali domestici che prendono le cattive abitudini degli umani e non fanno neanche abbastanza movimento, ma questa è un’altra questione.

La fregatura, per noi umani, è che l’atto del mangiare è sempre accompagnato ad emozioni. SEMPRE. Quando viene imposta una restrizione dietetica siamo frustrati. SEMPRE. In realtà non è il cibo il problema, ma tutte le emozioni che attraverso il cibo vengono vissute. Se si hanno 3 o 30 kg da perdere la questione è la stessa. Il pensiero del cibo una costante. L’idea che non ci si sente liberi di fare come ci pare è martellante.

Spesso il mangiare è l’unico atto di libertà di alcune persone. E’ il caso di molti pazienti che mangiano di notte perché tutti dormono e non sono controllati. Persone che tutto il giorno si sentono dire COSA o DEVONO fare. Persone che si sentono in dovere/obbligo a rispettare regole o vivere situazioni dalle quali non riescono a prendere le distanze, perché è la cosa giusta. Dicono a se stesse che non possono uscirne che sono obbligate. Molte volte ci si mettono da sole perché per assurdo è più sicuro.

Ho avuto pazienti che venivano a studio solo per avere l’alibi, davanti al coniuge o ad un familiare, per dire che avevano provato tutto, ma in realtà non volevano cambiare. Non volevano perdere la loro presunta libertà e rimanevano in situazioni invivibili poiché le uniche conosciute. Troppo disagio cambiare. Se non si è all’altezza? Se è difficile? Faticoso? Doloroso? Meglio rimanere nel pantano e piangersi addosso più che prendere in mano la propria vita e rischiare.

Così si va in ansia e si mangia. Sempre di più. Più una situazione diventa stretta e più di mangia. Più si mangia e più si ha l’illusione di fare finalmente qualcosa per se stessi. Ma è una illusione appunto. Anzi una presa in giro. Terribile e perpetuata all’infinito. Non basta essere diventati obesi, diabetici, ipertesi e che all’amico del cuore hanno tagliato un piede per il diabete. E’ quasi come se la cosa non vi riguardasse. Fosse un problema altrui. Questa è la grande fregatura. Mangiare con il proprio corpo e viverlo come se fosse di un altro. Un modo veloce per alleggerire il problema. Ma poi ci si guarda allo specchio e siete sempre lì con i vostri kg di troppo, a non piacervi, a non apprezzarvi. Il pensiero che arriva in vostro aiuto è il seguente. Non valgo niente, tanto vale mangiare almeno sono soddisfatto. Soddisfatto di che? Quando smetterai di dirti bugie ed avrai il coraggio di vedere la realtà? Sei una persona debole? Forse. Hai fatto scelte sbagliate nella vita? Probabile. Ma nel momento in cui ti guardi osservati davvero. Esisti ed hai il dovere di volerti bene, prenderti cura di te. Meriti di volerti bene anche se hai 50 kg in più. Se accetti le tue debolezze, mancanze, se capisci che nessuno è perfetto. Puoi migliorare. Se ti vuoi bene puoi perdere peso. SOLO se ti vuoi davvero bene una rinuncia non sarà frustrazione.

Pensa a cosa si fa per un figlio. Urla nel cuore della notte. Alzarsi è faticoso, specie se la mattina dopo devi lavorare, ma lo fai e culli, calmi o allatti quel bambino finchè non sta bene e si riaddormenta.

E’ un atto d’amore che va oltre la fatica e la frustrazione. Andrai al lavoro con gli occhi cerchiati o che puzzerai di latte. E’ il prezzo di quell’amore. La contropartita è che stai crescendo una persona sicura e serena a cui è stato dato amore e cura. Devi fare lo stesso con te anche se è faticoso, difficile e comporta fare scelte. Non è necessario fare tutto in una volta. Crea degli step fattibili per te.

Sovrappeso e disordine: partner in crime

Non fate quella faccia e siate davvero sinceri con voi stessi. Sebbene il disordine non sia caratteristica delle persone in sovrappeso nella mia pratica clinica questi due aspetti vanno letteralmente a braccetto.

Quando si mangia in modo confuso e non si fa attenzione a ciò che si mette in bocca anche il cervello si mette in stand by. Le cose da fare si accumulano, quella pila di panni da sistemare rimane lì. Si perde tempo sul lavoro e si dimenticano le cose. Il non avere tempo sembra la colpa di tutto invece è al cervello che va imputata la colpa. Diceva Virginia Woolf:  “Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene se non si è mangiato bene”.

Se mangi male, pensi male. Sì una è la conseguenza dell’altra e viceversa.

Non ho mai conosciuto una persona affetta da obesità o sovrappeso che avesse una vita organizzata ed una casa ordinata. Mai. Ogni singola persona si lamentava della confusione che regnava sovrana in casa e di avere problemi sul lavoro perché era sempre in ritardo con le cose da fare.

Prima di insegnare a mangiare in modo corretto devo insegnare a vivere nell’ordine. Con il caos attorno non si riesce a fare nulla di sensato. Si sposta una cosa e poi non la si ritrova, ci si ricorda di cose che non si trovano e si fa prima a comprarle di nuovo.

Non si sa mai cosa fare per pranzo e cena e alla fine si mangia quello che c’è. Si apre il frigorifero e metà delle cose sono scadute o deteriorate. Non date la colpa al tempo. La giornata è di 24 ore per tutti. Alcuni le usano meglio altri no.

Iniziate a fare un po’ di ordine attorno a voi riservando uno spazio ad ogni cosa, e non sta in piedi la faccenda (leggi scusa) delle case piccole, perché per quelle ci sono soluzioni anche a basso costo! Liberatevi del superfluo che sono certa ci sia in abbondanza. Dal frigorifero, alle dispense passando per l’armadio e altro…. Perché diamine dovete buttare le chiavi alla rinfusa quando rientrate a casa e borsa e cappotto nella prima sedia che trovate o peggio sulla cyclette che avete acquistato su internet con grande entusiasmo che all’arrivo a casa vostra ha cambiato destinazione d’uso trasformandosi in un attaccapanni?

Non lamentatevi poi che i vostri figli facciano lo stesso con gli zaini della scuola ed i giubbotti! Cercate di dare un posto fisso almeno a queste cose perché poi quando uscite ogni volta dovete fare una caccia al tesoro per ricercare le chiavi e la borsa ed il cappotto è stropicciato.

Se si impara che ogni volta che si è presa una cosa la si rimette a posto, non avrete sempre il phon sul lavandino (e relativi capelli sparsi in bagno) e quando vorrete indossare qualcosa non sarà ancora nel cesto dei panni da lavare (forse sono troppo positiva! Sarà ancora per terra accanto al letto dove l’avete lasciata una settimana fa!)

Una mia paziente si lamentava che quando entrava in casa trovava sempre lo stendino dei panni da ritirare e questo le creava confusione e alla fine non riusciva a combinare nulla. Le ho semplicemente proposto di mettere lo stendino in un posto meno visibile e di ritirare i panni appena asciutti così di non vivere nella confusione lo ha fatto per un periodo all’interno del quale anche la sua alimentazione era più ordinata. Poi un cambiamento familiare l’ha fatta ritornare al circolo vizioso di disordine mentale, ambientale ed alimentare. Un’altra si lamentava che la sera non trovava il pigiama perché non si ricordava mai dove lo aveva lasciato la mattina. Io le ho proposto di metterlo sotto il cuscino tutti i giorni e per imparare a farlo mi doveva mandare un messaggio prima di uscire di casa. Vi sembra assurdo? Questi sono solo due esempi di persone affette da obesità circondate dal caos, che pensavano nel caos e mangiavano nel caos. Non sto a raccontarvi di quelle che nel cassetto dell’intimo mettevano anche tovaglioli ed asciugamani “perché di là non c’è posto!” ed invece c’era solo un gran disordine e cose mischiate con altre. Queste persone come pensate che mangiavano? A caso come per tutto il resto della loro esistenza. Potrei scriverci un libro sull’argomento per quanto materiale ho a disposizione.

Passiamo ora a persone che stanno vivendo un periodo di sovrappeso. Come è la vostra alimentazione? E la vostra casa? Io non ho dubbi su cosa troverei venendovi a trovare. Vi sto scrivendo questo non per fare la “maestrina”, ma per farvi notare alcuni atteggiamenti che in modo perverso diventano causa di altri. Se vi accorgete che attorno a voi regna la confusione siete in tempo a riprendere in mano la situazione ed anche l’alimentazione ne beneficerà. Spazio libero ed organizzato intorno a voi corrisponde a pensieri liberi di fluire ed azioni coordinate. Io sono certa che funziona! Provateci e fatemi sapere!

La dieta delle diete by Rossana Lambertucci

Segnalo questo libro edito da Mondadori davvero interessante ed educativo con aspetti validi e pratici da mettere in pratica scritto dalla giornalista Rossana Lambertucci, nota negli ultimi anni per l’interesse dimostrato verso la corretta alimentazione, in collaborazione con il dott. Fausto Aufiero.

Curarsi con il cibo si può e si deve. Non significa abolire i farmaci! Significa sostenere il nostro organismo con gli alimenti e le giuste combinazioni. Prendendoci cura del nostro corpo, rifornendolo nel modo corretto dei nutrienti fondamentali, ci sentiremo meglio e al tempo stesso perderemo quel peso di troppo, se c’è! E senza rinunciare al piacere di mangiare. A differenza degli altri percorsi dimagranti, “La dieta delle diete” di Rosanna Lambertucci è un gioioso invito a mangiare: basta farlo in modo sano e consapevole, governando la “forza” curativa degli alimenti e imparando ad abbinarli nel modo corretto. Così il risultato sarà doppio: meno peso e più salute!

La giornalista con il suo nuovo libro scritto in collaborazione con il dott. Fausto Aufiero

La giornalista e divulgatrice di benessere ha fatto sue le intuizioni della bioterapia nutrizionale, una pratica terapeutica che tratta il cibo e le sue associazioni per le loro capacità di prevenzione e cura: gli alimenti possono diventare una sorgente di salute. Questo libro è stato scritto in collaborazione con il dottor Fausto Aufiero, medico e nutrizionista impegnato da sempre nella ricerca di terapie complementari. Oltre a un’introduzione divulgativa e motivazionale, contiene il percorso alimentare di sette giorni ottimali per assicurare un equilibrio metabolico con tutti i nutrienti di cui l’organismo ha bisogno, con tanto di ricette e relative connessioni scientifiche. Altro elemento importante della “Dieta delle diete” è la spesa. Gli ingredienti che mettiamo nel carrello devono essere di qualità e provenienza certa, questo per assicurarci il giusto apporto di valori nutrizionali ed evitare il più possibile sostanze chimiche, pesticidi e antibiotici. La ricerca della qualità di quello che ogni giorno portiamo sulla nostra tavola richiede un po’ di impegno, ma ci ripaga in salute e benessere. Mangiar bene significa stare meglio dentro e fuori, e generalmente vivere più a lungo. Essere in armonia con il proprio peso non è semplicemente una questione estetica, vuol dire migliorare la qualità della propria vita.

Che tipo di fame hai?

La risposta dovrebbe essere scontata: mangio quando ho fame, ma nella realtà quante volte nella giornata mettiamo in bocca del cibo prima di aver sentito brontolare lo stomaco? Diversi tipi di fame possono portarci a mangiare, riconoscendoli potremo fare attenzione all’introduzione della quantità e della qualità del cibo.

Quando siamo a digiuno da varie ore il nostro corpo ci invia segnali per farci capire che l’energia immediatamente disponibile si è esaurita. Guardiamo l’orologio e sono le 13. Ora del pranzo. Se facciamo i calcoli magari abbiamo fatto colazione molto presto e non abbiamo avuto tempo di fare neanche uno spuntino. Effettivamente è ora di ricaricare il nostro corpo! Questa è la fame naturale o biologica. Se dovessimo darle una definizione è sicuramente il tipo di fame più “sana”.

A volte invece, anche se abbiamo mangiato da poco, basta un odore, un’immagine che possono scatenare la voglia di mangiare di nuovo. Avete fatto caso che a volte passando davanti una pasticceria o pizzeria si viene rapiti da una (spesso) irrefrenabile voglia di entrare e prendere qualcosa? Sono quelli che ho chiamato cibi invitanti perfettamente inutili alla nostra alimentazione, ma che ci attraggono perché coinvolgono il nostro olfatto o vista. Questo tipo di fame lo potremmo chiamare fame sensoriale.

Spesso è l’educazione che abbiamo ricevuto a governare i nostri comportamenti. Alcune persone pur avendo assecondato la fame biologica continuano a mangiare poiché gli hanno insegnato che “non bisogna lasciare nulla nel piatto”. In altri sono i pensieri a prendere il sopravvento del genere o tutto o nulla oppure niente pane e pasta. Oppure divento vegetariano così dimagrisco, le verdure non fanno ingrassare. Questa fame del pensiero è spesso governata da credenze errate e spesso deleterie per l’organismo.

Chi di noi non ha mai vissuto l’effetto consolatorio di alcuni cibi? Trovarsi con un barattolo di cioccolato in mano, perché delusi, stanchi o tristi rientra in quella che possiamo chiamare fame di emozioni. In effetti alcuni cibi come il cioccolato contengono sostanze che rilassano il nostro cervello. L’effetto calmante del cibo è però limitato per cui bisogna riconoscere questo tipo di fame poiché limitandosi a “mangiare le emozioni” l’unico effetto che avremo sarà quello di prendere peso, ma non risolverà i nostri problemi.

Puoi leggere questo articolo anche sulla mia rubrica Mind&Food su RomaOggi.eu il link dalla home page di questo sito!

Dimagrire è una questione di testa

Abstract dell’intervento nella diretta Fb “Quattro chiacchiere a colazione” del 13 maggio 2021

Se il tuo obiettivo è la perdita di peso e fino ad oggi puoi aver trovato difficoltà nel raggiungere la tua meta, è perché ti sei focalizzato esclusivamente sulle informazioni riguardanti l’alimentazione, senza prendere in considerazione la variabile più importante: la tua mente.

Mi indirizzerò più direttamente ad un pubblico femminile, perché è quello che risulta più rappresentativo nella mia pratica clinica, ma i signori maschi non si sentano esclusi … leggete fino in fondo: i consigli e le riflessioni che propongo sono utili anche a voi!

Ti sei mai chiesta perché non sei riuscita a portare a termine una dieta? O perché hai recuperato così velocemente i kg appena persi? La tua risposta è sincera? Ho paura di no. La stragrande maggioranza delle persone (il 91% per essere precisi) che si mette a dieta, perde peso per un po’;  arrivata ad un certo punto, mette da parte la dieta o inizia a seguirla in modo difforme, con la conseguente ripresa  di  tutto o quasi il peso perso.

Queste le giustificazioni  più comuni : – è colpa dello stress –  è faticoso cucinare cose diverse  – non ce la faccio, non ho abbastanza forza – il mio metabolismo è lento- ecc. Il vero motivo invece è solo uno:  dimagrire è una questione di testa e se prima non cambi il rapporto con il cibo non dimagrirai mai a lungo termine e non manterrai mai il tuo peso ideale.

In qualche modo è meglio dire: devi far pace con il cibo , ma anche con te stessa.

Cambiare il proprio rapporto con il cibo è possibile: certo non è un sistema semplice ed immediato, ma è sicuramente l’unico che ti permetterà di uscire da schemi mentali sbagliati che ti relegano prigioniera. Ogni volta che mangi di più di quello che dovresti ricorda che non è una scelta consapevole. La tua voce interna dice: sono golosa, mi piace, prenderò quel pasticcino prima che lo mangi qualcun altro, meglio finire la torta rimasta in frigo così non ci penso più …

In realtà  ci sono spinte che ti obbligano e  che ti imprigionano. Quando smetterai di concentrarti su ciò che è rimasto sulla credenza o nel frigo, soltanto allora potrai sentirti veramente libera di pensare ad altro.

Vorrei che imparassi a sentire di  cosa veramente hai bisogno e la sensazione di essere libera di mangiare se  hai fame e di non mangiare quando non ti va o sei sazia. E’ faticoso vivere  sempre con la sensazione che se non mangi quella cosa in quel momento chissà cosa ti perdi, e con l’atteggiamento che quello sia l’ultimo dolce sulla terra. Solo le scelte consapevoli ti permetteranno di avere un’ottima qualità di vita, facendo sì che tu mantenga il tuo peso.

Se davvero stavolta vuoi riuscire nell’impresa di dimagrire, è nella testa che devi lavorare, invece di stressarti a contare calorie, pesare il cibo, stare attenta a questo o quello negandoti ogni cosa e sentendoti frustrata ogni momento.

Quindi dimentica i meccanismi mentali che hai conosciuto ed applicato fino ad ora: come hai visto  non funzionano!

Quello che devi fare è iniziare a prendere in considerazione tutti quei processi che ti portano a trasgredire e mangiare di più e male. Credimi:  quello che mangi è una diretta conseguenza di quello che pensi e se cerchi di cambiare quello che mangi senza cambiare prima quello che pensi, è impossibile raggiungere l’obiettivo.

Dal libro “Dimagrire una scelta consapevole”  di Emanuela Scanu

Campi di Carta Editore 2013

Cinque Trucchi post abbuffate

Giornate uggiose, la pandemia che dopo un anno prosegue il suo cammino ed ora anche la pausa pasquale senza gite fuori porta ….risultato? Un notevole aumento di peso per la maggior parte degli italiani.

Non avendo neanche il fine settimana per fare un giro o cambiare aria sembra che il maggiore divertimento sia utilizzare le serate del sabato e le domeniche pomeriggio in maratone di serie televisive accompagnate spesso da cibi poco salutari.

Ogni anno ci diciamo che compreremo solo un uovo di Pasqua, ma poi amici o parenti ce ne mandano sempre uno di troppo. Non che non sia gradito certo, ma è un continuo richiamo a sgarri che si attuano nel quotidiano.

Insomma poco movimento e troppo cibo a disposizione. Esiste qualche consiglio per arginare i danni?

pausa pasquale , zone rosse ed ansia da pandemia fanno ricercare in modo maggiore soddisfazione nel cibo…

Cercherò di condividere dei trucchetti. Alcuni saranno anche scontati, ma vanno messi in pratica assolutamente senza perdere ulteriore tempo per non trovarci tutti ad un mese dall’estate in preda al panico ed ai sensi di colpa. Evitare sgarri e riprendere un minimo di attività fisica sono in cima alla lista, ma iniziamo da qualcosa di semplice per iniziare a sgonfiarci un po’ a patto poi di riprendere la retta via:

  1. Sicuramente bere è importante per eliminare le tossine ingerite e diluire gli zuccheri nel sangue. Due litri di acqua sarebbero l’ideale anche se per molti non è facile. Oltre a ciò che bevete la mattina ricordate di bere un bicchiere di acqua a digiuno (aiuta a far risvegliare l’apparato digerente!) bevete una bottiglietta entro ora di pranzo ed un’altra per l’ora di cena. Aggiunto a quello che avrete bevuto nei tre pasti ci dovrete quasi essere.
  2. Un aiuto viene anche dalle tisane: detox la mattina, a base di finocchio per contrastare i gonfiori addominali dopo i pasti ed una tisana relax la sera per favorire il sonno. Le tisane bevute tiepide/calde hanno anche una funzione “coccola” molto soddisfacente.
  3. Per evitare di cercare dolci dopo i pasti le tisane sono un importante aiuto come lavarsi subito i denti. La sensazione di freschezza vi eviterà di andare a cercare la cioccolata nel barattolo in cucina!
  4. La sera evitate i carboidrati, anzi dalle 17 sarebbe molto meglio. Ridurre le porzioni dei pasti e privilegiate cibi ricchi di fibre.
  5. Evitate di mangiare in macchina e fuori casa non è elegante e potreste avere le mani non sufficientemente pulite e di questi tempi meglio evitare!

Puoi leggere questo articolo anche sulla rubrica Mind&Food su RomaOggi.eu

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Mindful Eating: Riconnettersi con il proprio corpo

Tra le nuove tendenze per la gestione dei disturbi dell’alimentazione, con particolare riferimento all’aumento del peso e all’incapacità a seguire una dieta, segnalo la Mindful Eating…

Si stima che il 50-60% della popolazione manifesti un qualche comportamento alimentare disfunzionale, rientrando nella categoria di quella che comunemente viene definita “fame nervosa” o “fame emotiva” e che a quattro anni e mezzo dalla conclusione di una dieta, mediamente, le persone mantengono una perdita di soli 3 kg, ovvero il 3,2% della riduzione del peso iniziale. La percentuale di persone che hanno mantenuto la perdita di peso, varia da meno del 3%, se consideriamo il mantenimento del 100% della perdita di peso, al 28%, se consideriamo un mantenimento di meno del 10% della perdita del peso iniziale, dopo 4 anni (Priya Sumithran P., Proietto J., 2013).

Chi soffre di fame nervosa soffre di dis-regolazione emotiva: non riconosce le emozioni, le confonde con la fame e, di conseguenza, mangia in maniera smodata, non tollerando le emozioni negative. Un’altra caratteristica di questa popolazione è la presenza di credenze rigide (i cosiddetti pensieri “tutto o nulla”), accompagnata da ruminazione o soppressione del pensiero (“Non devo pensare al cioccolato”). Di conseguenza, si osserva un tipico circolo vizioso, caratterizzato da restrizione cognitiva e comportamentale rispetto al cibo con conseguente sovra-alimentazione e nuova restrizione (quello che altrove abbiamo chiamato “L’effetto paradosso della restrizione alimentare”).

La Mindful Eating insegna ai pazienti:

  • a osservare i pensieri come eventi mentali;
  • la distinzione tra gli aspetti psicologici dell’esperienza emotiva e gli stimoli della fame e della sazietà;
  • l’accettazione delle emozioni come parte dell’esperienza umana, con minore reattività ad esse;
  • la consapevolezza degli stati interni, incrementando il monitoraggio meta-cognitivo;
  • nuove modalità funzionali di interazione col cibo.

Fonte: Formazione Continua in Psicologia

E’ tutto lì nel corpo, inizia ad ascoltarlo ed osservarlo.

Vorrei introdurre il  concetto d’immagine e devo farti capire cos’è e che potere questa esercita in ogni momento. Hai una definizione ed un’immagine di te stessa che determina ogni aspetto della tua  vita,  molto spesso senza che tu ne sia consapevole. Se per un qualche motivo hai legato l’immagine di te stessa a quella di una persona pigra e con qualche chilo di troppo, difficilmente perderai peso. Non necessariamente  sbagli qualcosa,  semplicemente il tuo obiettivo è in contrasto con l’immagine che hai di te stessa.

Comincia quindi da subito ad aumentare la tua consapevolezza su ciò che riguarda la tua immagine: questa determina tutta la tua vita. Se ti vedi come una persona in forma, lo sarai sempre, per tutta la vita, a prescindere da fattori come età o altro.

Questa immagine che hai di te stessa  è assolutamente malleabile e puoi modificarla come e quando vuoi. Il potere è nelle tue mani  ed è importante che sia così visto che stiamo parlando della tua vita. Certo, magari hai bisogno di un aiutino: ho detto che puoi … non che sia facile! In aggiunta a ciò, ogni giorno scopro che la maggior  parte delle persone non si sentono adeguate, avvertono di non meritare alcune cose e questo rappresenta un altro enorme problema.

Fermati a pensare.

Vuoi che siano gli agenti esterni a determinare la tua vita oppure vuoi essere tu stessa  protagonista delle tue scelte?

Se la risposta è quella che mi aspetto, ti sentirai da subito più energica, felice e soprattutto libera! Capirai che le limitazioni determinate dalle “definizioni limitanti” che ti affibbiavi erano solo nella tua mente e ti bloccavano, ti impedivano di migliorare e di crescere. Crea quindi un’immagine di te stessa che sia attraente, positiva, liberatoria e potenziante. In poco tempo, ti ritroverai a fare le scelte giuste ed i risultati arriveranno automaticamente!

Stai attenta alle insidie e osservati quando mangi: la percezione che hai di te dovrà guidarti nelle scelte future. Se stai buttata in pigiama sul divano con un barattolo di Nutella, un gelato o delle patatine, avrai di te un’immagine rallentata, pesante. In questa situazione è difficile prendere in mano la propria vita, si è sconfitti in partenza. A volte “morire sul divano” sembra l’unica soluzione, ma non è così. Se fai uno sforzo iniziale – e so quanto sia faticoso questo sforzo- e cerchi di tirarti su, riponi quello che avidamente e senza un reale bisogno stavi mangiando e provi a ripetere questo gesto ogni volta che succede, sarai ripagata da una sensazione nuova : un’immagine più dinamica e leggera di te.

Ti assicuro che ne vale la pena. Se ti senti pesante è difficile vederti attiva e positiva, ma se hai una  percezione dinamica di te stessa, guarderai con orrore il divano e sicuramente non andrai a cercare qualche surrogato di piacere nella credenza o nel frigorifero e comunque diventerà sempre meno frequente.

Fai così per qualche giorno. Poco a poco vedrai che certi  cibi non ti  inviteranno  più e che comunque avranno diverso peso per te. Non sostituirai una percezione attiva di te con una passiva e pesante: non c’è partita.

Un’ultima  cosa: quando mangi, mastica molto bene. Non ingoiare tutto in fretta, poiché il cibo è piacere orale, la bocca può gustarlo.  

Perché allora non masticarlo di più, gustarlo di più? E per rendere il gusto ancora più intenso, fai tutto ciò che puoi. Quando mangi qualcosa, prima annusa. Gustane l’aroma, perché metà del gusto sta nell’aroma. Perciò annusa il cibo, guardalo. Non c’è fretta, prenditi tutto il tempo che vuoi. Una piccolissima quantità di cibo ti basterà e ti farà sentire molto più soddisfatta. Fai una prova per una settimana e vedrai.

L’articolo è tratto dal mio libro Dimagrire una scelta consapevole ed. Campi di Carta 2013

Imparare a riconoscere e gestire i cibi invitanti

Per mangiare meno e dimagrire, bisogna comprendere che ci sono cibi che ti attirano moltissimo e l’attrazione nasce dal fatto che li vedi disponibili. Capire come mangiare di meno significa diventare consapevoli di alcuni meccanismi mentali. Penso sia accaduto a chiunque : non hai fame, non pensi ad un certo cibo e poi passi davanti ad un ristorante, ad una pasticceria e l’aroma e la vista di quel cibo ti rapisce.

Tu non stavi pensando al cibo ma improvvisamente ne senti il bisogno : questo non è il tuo desiderio reale. Puoi benissimo mangiare quella cosa e non ti sentirai soddisfatto. Mangerai senza trarne alcun beneficio, alcuna soddisfazione. La soddisfazione è la cosa più importante. È l’insoddisfazione che crea l’ossessione. Possiamo definirli :cibi  invitanti  perché  ti interessano solo quando li vedi. Si tratta di un atteggiamento mentale, non è un tuo bisogno.

Ci sono cibi che invece possiamo definire   risonanti,  la cui richiesta viene direttamente dal corpo, ma spesso non siamo attenti o non sappiamo interpretare quelle richieste che  sono necessarie al corpo e lo soddisfano.  

Se ascolti solo i cibi risonanti , ne puoi mangiare quanto vuoi e non ne soffrirai mai, perché ti sazieranno. Il corpo desidera semplicemente ciò di cui ha bisogno, non desidera nient’altro. Questo ti sazierà e, una volta conosciuto l’appagamento, non cercherai altro cibo.

Il problema si manifesta solo se ti nutri di cibi  invitanti : li vedi, ne divieni interessato e li mangi, ma non possono darti soddisfazione, perché il corpo non ne ha bisogno e non traendone soddisfazione non ti senti sazio. Perciò mangi di più, ma per quanto mangi, non ti senti mai appagato, perché non ne avevi bisogno fin dall’inizio: è ciò che spiega come mai da un biscotto si finisce per finire tutta una scatola, con il pensiero che se ce ne fosse un’altra sarebbe anche meglio. 

Ti do una semplicissima dimostrazione: quando ti capita di saltare il pranzo cosa accade il pomeriggio? Continui a sgranocchiare tutto ciò che ti trovi sotto le mani e di solito non è certo una foglia d’insalata, ma biscotti, patatine e affini. Ne mangi in quantità, sono appetibili, ma non sei soddisfatto. Infatti non era di biscotti che avevi bisogno , ma di un sano piatto di pasta o di una porzione di carne. Risultato: non ti sei appagato con i cibi risonanti e ti sei rivolto a quelli invitanti perché pronti e disponibili, non perché ne avevi reale bisogno. Spero che questo esempio ti sia chiaro e che comprendi il perché saltare i pasti crea così gravi danni alla linea e ti motivi di più a seguire con maggiore costanza la tua dieta.

Riassumendo: se riesci a soddisfare il bisogno di cibi risonanti allora il desiderio di cibi invitanti  scomparirà o comunque sarà notevolmente attutito . Vogliamo parlare di quei cibi sempre vietati nelle diete?Diventano immancabilmente i cibi invitanti di cui  non riesci a fare a meno, anzi il chiodo fisso proprio perché ti è stato detto di non mangiarli!

Dal libro:

DIMAGRIRE UNA SCELTA CONSAPEVOLE/ Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu edito da Campi di carta 2013

La psicologia dietro la prova costume

Ti sei mai chiesta  perché non sei riuscita a portare a termine una dieta? O perché hai recuperato così velocemente i kg appena persi? La tua risposta è sincera? Ho paura di no. La stragrande maggioranza delle persone (il 91% per essere precisi) che si mette a dieta, perde peso per un po’;  arrivata ad un certo punto, mette da parte la dieta o inizia a seguirla in modo difforme, con la conseguente ripresa  di  tutto o quasi il peso perso.

Queste le giustificazioni  più comuni : – è colpa dello stress –  è faticoso cucinare cose diverse  – non ce la faccio, non ho abbastanza forza – il mio metabolismo è lento- ecc. Il vero motivo invece è solo uno:  dimagrire e’ una questione di testa e se prima non cambi il rapporto con il cibo non dimagrirai mai a lungo termine e non manterrai mai il tuo peso ideale.

In qualche modo è meglio dire: devi far pace con il cibo , ma anche con te stessa.

Cambiare il proprio rapporto con il cibo è possibile: certo non è un sistema semplice ed immediato, ma è sicuramente l’unico che ti permetterà di uscire da schemi mentali sbagliati che ti relegano prigioniera.Ogni volta che mangi di più di quello che dovresti ricorda che non è una scelta consapevole. La tua voce interna dice: sono golosa, mi piace, prenderò quel pasticcino prima che lo mangi qualcun altro, meglio finire la torta rimasta in frigo così non ci penso più.

In realtà  ci sono spinte che ti obbligano e  che ti imprigionano. Quando smetterai di concentrarti su ciò che è rimasto sulla credenza o nel frigo, soltanto allora potrai sentirti veramente libera di pensare ad altro.

Vorrei che imparassi a sentire di  cosa veramente hai bisogno e la sensazione di essere libera di mangiare se  hai fame e di non mangiare quando non ti va o sei sazia. E’ faticoso vivere  sempre con la sensazione che se non mangi quella cosa in quel momento chissà cosa ti perdi, e con l’atteggiamento che quello sia l’ultimo dolce sulla terra. Solo le scelte consapevoli ti permetteranno di avere un’ottima qualità di vita, facendo sì che tu mantenga il tuo peso.

Tratto dal mio libro: Dimagrire una scelta consapevole/Metodo Integrato della dottoressa Scanu edito da Campi di carta 2013 CAPITOLO 1