Che tipo di fame hai?

La risposta dovrebbe essere scontata: mangio quando ho fame, ma nella realtà quante volte nella giornata mettiamo in bocca del cibo prima di aver sentito brontolare lo stomaco? Diversi tipi di fame possono portarci a mangiare, riconoscendoli potremo fare attenzione all’introduzione della quantità e della qualità del cibo.

Quando siamo a digiuno da varie ore il nostro corpo ci invia segnali per farci capire che l’energia immediatamente disponibile si è esaurita. Guardiamo l’orologio e sono le 13. Ora del pranzo. Se facciamo i calcoli magari abbiamo fatto colazione molto presto e non abbiamo avuto tempo di fare neanche uno spuntino. Effettivamente è ora di ricaricare il nostro corpo! Questa è la fame naturale o biologica. Se dovessimo darle una definizione è sicuramente il tipo di fame più “sana”.

A volte invece, anche se abbiamo mangiato da poco, basta un odore, un’immagine che possono scatenare la voglia di mangiare di nuovo. Avete fatto caso che a volte passando davanti una pasticceria o pizzeria si viene rapiti da una (spesso) irrefrenabile voglia di entrare e prendere qualcosa? Sono quelli che ho chiamato cibi invitanti perfettamente inutili alla nostra alimentazione, ma che ci attraggono perché coinvolgono il nostro olfatto o vista. Questo tipo di fame lo potremmo chiamare fame sensoriale.

Spesso è l’educazione che abbiamo ricevuto a governare i nostri comportamenti. Alcune persone pur avendo assecondato la fame biologica continuano a mangiare poiché gli hanno insegnato che “non bisogna lasciare nulla nel piatto”. In altri sono i pensieri a prendere il sopravvento del genere o tutto o nulla oppure niente pane e pasta. Oppure divento vegetariano così dimagrisco, le verdure non fanno ingrassare. Questa fame del pensiero è spesso governata da credenze errate e spesso deleterie per l’organismo.

Chi di noi non ha mai vissuto l’effetto consolatorio di alcuni cibi? Trovarsi con un barattolo di cioccolato in mano, perché delusi, stanchi o tristi rientra in quella che possiamo chiamare fame di emozioni. In effetti alcuni cibi come il cioccolato contengono sostanze che rilassano il nostro cervello. L’effetto calmante del cibo è però limitato per cui bisogna riconoscere questo tipo di fame poiché limitandosi a “mangiare le emozioni” l’unico effetto che avremo sarà quello di prendere peso, ma non risolverà i nostri problemi.

Puoi leggere questo articolo anche sulla mia rubrica Mind&Food su RomaOggi.eu il link dalla home page di questo sito!

Dimagrire è una questione di testa

Abstract dell’intervento nella diretta Fb “Quattro chiacchiere a colazione” del 13 maggio 2021

Se il tuo obiettivo è la perdita di peso e fino ad oggi puoi aver trovato difficoltà nel raggiungere la tua meta, è perché ti sei focalizzato esclusivamente sulle informazioni riguardanti l’alimentazione, senza prendere in considerazione la variabile più importante: la tua mente.

Mi indirizzerò più direttamente ad un pubblico femminile, perché è quello che risulta più rappresentativo nella mia pratica clinica, ma i signori maschi non si sentano esclusi … leggete fino in fondo: i consigli e le riflessioni che propongo sono utili anche a voi!

Ti sei mai chiesta perché non sei riuscita a portare a termine una dieta? O perché hai recuperato così velocemente i kg appena persi? La tua risposta è sincera? Ho paura di no. La stragrande maggioranza delle persone (il 91% per essere precisi) che si mette a dieta, perde peso per un po’;  arrivata ad un certo punto, mette da parte la dieta o inizia a seguirla in modo difforme, con la conseguente ripresa  di  tutto o quasi il peso perso.

Queste le giustificazioni  più comuni : – è colpa dello stress –  è faticoso cucinare cose diverse  – non ce la faccio, non ho abbastanza forza – il mio metabolismo è lento- ecc. Il vero motivo invece è solo uno:  dimagrire è una questione di testa e se prima non cambi il rapporto con il cibo non dimagrirai mai a lungo termine e non manterrai mai il tuo peso ideale.

In qualche modo è meglio dire: devi far pace con il cibo , ma anche con te stessa.

Cambiare il proprio rapporto con il cibo è possibile: certo non è un sistema semplice ed immediato, ma è sicuramente l’unico che ti permetterà di uscire da schemi mentali sbagliati che ti relegano prigioniera. Ogni volta che mangi di più di quello che dovresti ricorda che non è una scelta consapevole. La tua voce interna dice: sono golosa, mi piace, prenderò quel pasticcino prima che lo mangi qualcun altro, meglio finire la torta rimasta in frigo così non ci penso più …

In realtà  ci sono spinte che ti obbligano e  che ti imprigionano. Quando smetterai di concentrarti su ciò che è rimasto sulla credenza o nel frigo, soltanto allora potrai sentirti veramente libera di pensare ad altro.

Vorrei che imparassi a sentire di  cosa veramente hai bisogno e la sensazione di essere libera di mangiare se  hai fame e di non mangiare quando non ti va o sei sazia. E’ faticoso vivere  sempre con la sensazione che se non mangi quella cosa in quel momento chissà cosa ti perdi, e con l’atteggiamento che quello sia l’ultimo dolce sulla terra. Solo le scelte consapevoli ti permetteranno di avere un’ottima qualità di vita, facendo sì che tu mantenga il tuo peso.

Se davvero stavolta vuoi riuscire nell’impresa di dimagrire, è nella testa che devi lavorare, invece di stressarti a contare calorie, pesare il cibo, stare attenta a questo o quello negandoti ogni cosa e sentendoti frustrata ogni momento.

Quindi dimentica i meccanismi mentali che hai conosciuto ed applicato fino ad ora: come hai visto  non funzionano!

Quello che devi fare è iniziare a prendere in considerazione tutti quei processi che ti portano a trasgredire e mangiare di più e male. Credimi:  quello che mangi è una diretta conseguenza di quello che pensi e se cerchi di cambiare quello che mangi senza cambiare prima quello che pensi, è impossibile raggiungere l’obiettivo.

Dal libro “Dimagrire una scelta consapevole”  di Emanuela Scanu

Campi di Carta Editore 2013

Cinque Trucchi post abbuffate

Giornate uggiose, la pandemia che dopo un anno prosegue il suo cammino ed ora anche la pausa pasquale senza gite fuori porta ….risultato? Un notevole aumento di peso per la maggior parte degli italiani.

Non avendo neanche il fine settimana per fare un giro o cambiare aria sembra che il maggiore divertimento sia utilizzare le serate del sabato e le domeniche pomeriggio in maratone di serie televisive accompagnate spesso da cibi poco salutari.

Ogni anno ci diciamo che compreremo solo un uovo di Pasqua, ma poi amici o parenti ce ne mandano sempre uno di troppo. Non che non sia gradito certo, ma è un continuo richiamo a sgarri che si attuano nel quotidiano.

Insomma poco movimento e troppo cibo a disposizione. Esiste qualche consiglio per arginare i danni?

pausa pasquale , zone rosse ed ansia da pandemia fanno ricercare in modo maggiore soddisfazione nel cibo…

Cercherò di condividere dei trucchetti. Alcuni saranno anche scontati, ma vanno messi in pratica assolutamente senza perdere ulteriore tempo per non trovarci tutti ad un mese dall’estate in preda al panico ed ai sensi di colpa. Evitare sgarri e riprendere un minimo di attività fisica sono in cima alla lista, ma iniziamo da qualcosa di semplice per iniziare a sgonfiarci un po’ a patto poi di riprendere la retta via:

  1. Sicuramente bere è importante per eliminare le tossine ingerite e diluire gli zuccheri nel sangue. Due litri di acqua sarebbero l’ideale anche se per molti non è facile. Oltre a ciò che bevete la mattina ricordate di bere un bicchiere di acqua a digiuno (aiuta a far risvegliare l’apparato digerente!) bevete una bottiglietta entro ora di pranzo ed un’altra per l’ora di cena. Aggiunto a quello che avrete bevuto nei tre pasti ci dovrete quasi essere.
  2. Un aiuto viene anche dalle tisane: detox la mattina, a base di finocchio per contrastare i gonfiori addominali dopo i pasti ed una tisana relax la sera per favorire il sonno. Le tisane bevute tiepide/calde hanno anche una funzione “coccola” molto soddisfacente.
  3. Per evitare di cercare dolci dopo i pasti le tisane sono un importante aiuto come lavarsi subito i denti. La sensazione di freschezza vi eviterà di andare a cercare la cioccolata nel barattolo in cucina!
  4. La sera evitate i carboidrati, anzi dalle 17 sarebbe molto meglio. Ridurre le porzioni dei pasti e privilegiate cibi ricchi di fibre.
  5. Evitate di mangiare in macchina e fuori casa non è elegante e potreste avere le mani non sufficientemente pulite e di questi tempi meglio evitare!

Puoi leggere questo articolo anche sulla rubrica Mind&Food su RomaOggi.eu

link in prima pagina

Mindful Eating: Riconnettersi con il proprio corpo

Tra le nuove tendenze per la gestione dei disturbi dell’alimentazione, con particolare riferimento all’aumento del peso e all’incapacità a seguire una dieta, segnalo la Mindful Eating…

Si stima che il 50-60% della popolazione manifesti un qualche comportamento alimentare disfunzionale, rientrando nella categoria di quella che comunemente viene definita “fame nervosa” o “fame emotiva” e che a quattro anni e mezzo dalla conclusione di una dieta, mediamente, le persone mantengono una perdita di soli 3 kg, ovvero il 3,2% della riduzione del peso iniziale. La percentuale di persone che hanno mantenuto la perdita di peso, varia da meno del 3%, se consideriamo il mantenimento del 100% della perdita di peso, al 28%, se consideriamo un mantenimento di meno del 10% della perdita del peso iniziale, dopo 4 anni (Priya Sumithran P., Proietto J., 2013).

Chi soffre di fame nervosa soffre di dis-regolazione emotiva: non riconosce le emozioni, le confonde con la fame e, di conseguenza, mangia in maniera smodata, non tollerando le emozioni negative. Un’altra caratteristica di questa popolazione è la presenza di credenze rigide (i cosiddetti pensieri “tutto o nulla”), accompagnata da ruminazione o soppressione del pensiero (“Non devo pensare al cioccolato”). Di conseguenza, si osserva un tipico circolo vizioso, caratterizzato da restrizione cognitiva e comportamentale rispetto al cibo con conseguente sovra-alimentazione e nuova restrizione (quello che altrove abbiamo chiamato “L’effetto paradosso della restrizione alimentare”).

La Mindful Eating insegna ai pazienti:

  • a osservare i pensieri come eventi mentali;
  • la distinzione tra gli aspetti psicologici dell’esperienza emotiva e gli stimoli della fame e della sazietà;
  • l’accettazione delle emozioni come parte dell’esperienza umana, con minore reattività ad esse;
  • la consapevolezza degli stati interni, incrementando il monitoraggio meta-cognitivo;
  • nuove modalità funzionali di interazione col cibo.

Fonte: Formazione Continua in Psicologia

E’ tutto lì nel corpo, inizia ad ascoltarlo ed osservarlo.

Vorrei introdurre il  concetto d’immagine e devo farti capire cos’è e che potere questa esercita in ogni momento. Hai una definizione ed un’immagine di te stessa che determina ogni aspetto della tua  vita,  molto spesso senza che tu ne sia consapevole. Se per un qualche motivo hai legato l’immagine di te stessa a quella di una persona pigra e con qualche chilo di troppo, difficilmente perderai peso. Non necessariamente  sbagli qualcosa,  semplicemente il tuo obiettivo è in contrasto con l’immagine che hai di te stessa.

Comincia quindi da subito ad aumentare la tua consapevolezza su ciò che riguarda la tua immagine: questa determina tutta la tua vita. Se ti vedi come una persona in forma, lo sarai sempre, per tutta la vita, a prescindere da fattori come età o altro.

Questa immagine che hai di te stessa  è assolutamente malleabile e puoi modificarla come e quando vuoi. Il potere è nelle tue mani  ed è importante che sia così visto che stiamo parlando della tua vita. Certo, magari hai bisogno di un aiutino: ho detto che puoi … non che sia facile! In aggiunta a ciò, ogni giorno scopro che la maggior  parte delle persone non si sentono adeguate, avvertono di non meritare alcune cose e questo rappresenta un altro enorme problema.

Fermati a pensare.

Vuoi che siano gli agenti esterni a determinare la tua vita oppure vuoi essere tu stessa  protagonista delle tue scelte?

Se la risposta è quella che mi aspetto, ti sentirai da subito più energica, felice e soprattutto libera! Capirai che le limitazioni determinate dalle “definizioni limitanti” che ti affibbiavi erano solo nella tua mente e ti bloccavano, ti impedivano di migliorare e di crescere. Crea quindi un’immagine di te stessa che sia attraente, positiva, liberatoria e potenziante. In poco tempo, ti ritroverai a fare le scelte giuste ed i risultati arriveranno automaticamente!

Stai attenta alle insidie e osservati quando mangi: la percezione che hai di te dovrà guidarti nelle scelte future. Se stai buttata in pigiama sul divano con un barattolo di Nutella, un gelato o delle patatine, avrai di te un’immagine rallentata, pesante. In questa situazione è difficile prendere in mano la propria vita, si è sconfitti in partenza. A volte “morire sul divano” sembra l’unica soluzione, ma non è così. Se fai uno sforzo iniziale – e so quanto sia faticoso questo sforzo- e cerchi di tirarti su, riponi quello che avidamente e senza un reale bisogno stavi mangiando e provi a ripetere questo gesto ogni volta che succede, sarai ripagata da una sensazione nuova : un’immagine più dinamica e leggera di te.

Ti assicuro che ne vale la pena. Se ti senti pesante è difficile vederti attiva e positiva, ma se hai una  percezione dinamica di te stessa, guarderai con orrore il divano e sicuramente non andrai a cercare qualche surrogato di piacere nella credenza o nel frigorifero e comunque diventerà sempre meno frequente.

Fai così per qualche giorno. Poco a poco vedrai che certi  cibi non ti  inviteranno  più e che comunque avranno diverso peso per te. Non sostituirai una percezione attiva di te con una passiva e pesante: non c’è partita.

Un’ultima  cosa: quando mangi, mastica molto bene. Non ingoiare tutto in fretta, poiché il cibo è piacere orale, la bocca può gustarlo.  

Perché allora non masticarlo di più, gustarlo di più? E per rendere il gusto ancora più intenso, fai tutto ciò che puoi. Quando mangi qualcosa, prima annusa. Gustane l’aroma, perché metà del gusto sta nell’aroma. Perciò annusa il cibo, guardalo. Non c’è fretta, prenditi tutto il tempo che vuoi. Una piccolissima quantità di cibo ti basterà e ti farà sentire molto più soddisfatta. Fai una prova per una settimana e vedrai.

L’articolo è tratto dal mio libro Dimagrire una scelta consapevole ed. Campi di Carta 2013

Imparare a riconoscere e gestire i cibi invitanti

Per mangiare meno e dimagrire, bisogna comprendere che ci sono cibi che ti attirano moltissimo e l’attrazione nasce dal fatto che li vedi disponibili. Capire come mangiare di meno significa diventare consapevoli di alcuni meccanismi mentali. Penso sia accaduto a chiunque : non hai fame, non pensi ad un certo cibo e poi passi davanti ad un ristorante, ad una pasticceria e l’aroma e la vista di quel cibo ti rapisce.

Tu non stavi pensando al cibo ma improvvisamente ne senti il bisogno : questo non è il tuo desiderio reale. Puoi benissimo mangiare quella cosa e non ti sentirai soddisfatto. Mangerai senza trarne alcun beneficio, alcuna soddisfazione. La soddisfazione è la cosa più importante. È l’insoddisfazione che crea l’ossessione. Possiamo definirli :cibi  invitanti  perché  ti interessano solo quando li vedi. Si tratta di un atteggiamento mentale, non è un tuo bisogno.

Ci sono cibi che invece possiamo definire   risonanti,  la cui richiesta viene direttamente dal corpo, ma spesso non siamo attenti o non sappiamo interpretare quelle richieste che  sono necessarie al corpo e lo soddisfano.  

Se ascolti solo i cibi risonanti , ne puoi mangiare quanto vuoi e non ne soffrirai mai, perché ti sazieranno. Il corpo desidera semplicemente ciò di cui ha bisogno, non desidera nient’altro. Questo ti sazierà e, una volta conosciuto l’appagamento, non cercherai altro cibo.

Il problema si manifesta solo se ti nutri di cibi  invitanti : li vedi, ne divieni interessato e li mangi, ma non possono darti soddisfazione, perché il corpo non ne ha bisogno e non traendone soddisfazione non ti senti sazio. Perciò mangi di più, ma per quanto mangi, non ti senti mai appagato, perché non ne avevi bisogno fin dall’inizio: è ciò che spiega come mai da un biscotto si finisce per finire tutta una scatola, con il pensiero che se ce ne fosse un’altra sarebbe anche meglio. 

Ti do una semplicissima dimostrazione: quando ti capita di saltare il pranzo cosa accade il pomeriggio? Continui a sgranocchiare tutto ciò che ti trovi sotto le mani e di solito non è certo una foglia d’insalata, ma biscotti, patatine e affini. Ne mangi in quantità, sono appetibili, ma non sei soddisfatto. Infatti non era di biscotti che avevi bisogno , ma di un sano piatto di pasta o di una porzione di carne. Risultato: non ti sei appagato con i cibi risonanti e ti sei rivolto a quelli invitanti perché pronti e disponibili, non perché ne avevi reale bisogno. Spero che questo esempio ti sia chiaro e che comprendi il perché saltare i pasti crea così gravi danni alla linea e ti motivi di più a seguire con maggiore costanza la tua dieta.

Riassumendo: se riesci a soddisfare il bisogno di cibi risonanti allora il desiderio di cibi invitanti  scomparirà o comunque sarà notevolmente attutito . Vogliamo parlare di quei cibi sempre vietati nelle diete?Diventano immancabilmente i cibi invitanti di cui  non riesci a fare a meno, anzi il chiodo fisso proprio perché ti è stato detto di non mangiarli!

Dal libro:

DIMAGRIRE UNA SCELTA CONSAPEVOLE/ Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu edito da Campi di carta 2013

La psicologia dietro la prova costume

Ti sei mai chiesta  perché non sei riuscita a portare a termine una dieta? O perché hai recuperato così velocemente i kg appena persi? La tua risposta è sincera? Ho paura di no. La stragrande maggioranza delle persone (il 91% per essere precisi) che si mette a dieta, perde peso per un po’;  arrivata ad un certo punto, mette da parte la dieta o inizia a seguirla in modo difforme, con la conseguente ripresa  di  tutto o quasi il peso perso.

Queste le giustificazioni  più comuni : – è colpa dello stress –  è faticoso cucinare cose diverse  – non ce la faccio, non ho abbastanza forza – il mio metabolismo è lento- ecc. Il vero motivo invece è solo uno:  dimagrire e’ una questione di testa e se prima non cambi il rapporto con il cibo non dimagrirai mai a lungo termine e non manterrai mai il tuo peso ideale.

In qualche modo è meglio dire: devi far pace con il cibo , ma anche con te stessa.

Cambiare il proprio rapporto con il cibo è possibile: certo non è un sistema semplice ed immediato, ma è sicuramente l’unico che ti permetterà di uscire da schemi mentali sbagliati che ti relegano prigioniera.Ogni volta che mangi di più di quello che dovresti ricorda che non è una scelta consapevole. La tua voce interna dice: sono golosa, mi piace, prenderò quel pasticcino prima che lo mangi qualcun altro, meglio finire la torta rimasta in frigo così non ci penso più.

In realtà  ci sono spinte che ti obbligano e  che ti imprigionano. Quando smetterai di concentrarti su ciò che è rimasto sulla credenza o nel frigo, soltanto allora potrai sentirti veramente libera di pensare ad altro.

Vorrei che imparassi a sentire di  cosa veramente hai bisogno e la sensazione di essere libera di mangiare se  hai fame e di non mangiare quando non ti va o sei sazia. E’ faticoso vivere  sempre con la sensazione che se non mangi quella cosa in quel momento chissà cosa ti perdi, e con l’atteggiamento che quello sia l’ultimo dolce sulla terra. Solo le scelte consapevoli ti permetteranno di avere un’ottima qualità di vita, facendo sì che tu mantenga il tuo peso.

Tratto dal mio libro: Dimagrire una scelta consapevole/Metodo Integrato della dottoressa Scanu edito da Campi di carta 2013 CAPITOLO 1

Palestra: non basta per dimagrire!

Parere diffuso è che se si va in palestra 2-3 volte a settimana ci si possa permettere di mangiare qualunque cosa perché tanto: si smaltisce! Mi spiace contraddire questa diceria, ma spesso, anzi quasi mai, questo è possibile! Infatti il bilancio energetico tra quello che introduciamo e quello che bruciamo deve essere in negativo se l’obiettivo è la perdita di peso! Un’attività fisica regolare sicuramente è un aiuto, ma comunque bisogna tenere conto della quantità e della qualità di ciò che si mangia.

Tutti gli studi confermano che per dimagrire o mantenere il peso corporeo è necessario applicare nel tempo un corretto stile di vita associando un’alimentazione equilibrata ed una corretta attività fisica adatta all’età ed al proprio fisico. Infatti non tutti i tipi di attività danno gli stessi risultati. Se iniziate un corso non adatto al vostro corpo, alle vostre tempistiche ed alle vostre capacità probabilmente lo lascerete a metà. Se poi non vi piace ed è una forzatura il risultato a breve termine è praticamente lo stesso. Un po’ di aiuto lo potreste avere se vi segnate con un amico/a che ha la vostra stessa difficoltà verso lo sforzo fisico potrebbe essere un rinforzo per entrambi! (a patto che a fine allenamento non passiate dalla pasticceria per premiarvi!)

IMG_0434

Io cerco di dare il buon esempio!

L’allenamento deve contenere esercizi aerobici ed anaerobici personalmente amo la corsa o almeno la passeggiata sostenuta poiché si può praticare sempre in qualunque luogo e stagione. Alternare corsetta a passeggiata veloce permette di tenere alto il metabolismo e bruciare di più durante tutta la giornata e non solo durante l’esercizio fisico. Questo tipo di allenamento non deve essere inferiore ai 30 minuti altrimenti è uno sforzo inutile inoltre deve essere costante nel tempo con almeno 5-6 uscite settimanali. Potete sfruttare per tutta la giornata il potere delle endorfine naturali che producete allenandovi di mattina. Vi assicuro che se riuscite a farlo per 10-15 gg di seguito diventerà quasi una “droga” e vi sentirete sempre pieni di energia!!!

Per mantenere la muscolatura integra deve essere assicurato anche un ottimo apporto proteico in particolare proteine con alto valore biologico. Cosa significa? Sono quelle proteine ricche di aminoacidi ramificati (per favore evitate i bibitoni che spesso nelle palestre sponsorizzano!!) questi vanno direttamente nei muscoli senza passare per il fegato quindi sono utilizzati per rinforzare i muscoli e creare energia. Dove si trovano? In alimenti di origine animale come carne e uova, ma anche nel formaggio come il grana ed il parmigiano che sono ricchi anche di calcio e vitamine B2 e B12.

 

questo articolo è disponibile anche su RomaOggi.eu rubrica Mind&Food

 

 

 

Dalla prova costume a settembre il passo è breve …con tanti sensi di colpa

Prepararsi all’estate con restrizioni alimentari, diete dell’ultima ora e (raramente) sedute sfibranti in palestra è frequente visto che in inverno, complice il clima, si tende a mettere su qualche chiletto. Durante l’estate però ci si lascia andare ai piaceri della tavola, si finisce per dimenticare lo sport, e ci si concede più di qualche sfizio. Risultato : a settembre si sono recuperati i kg persi per la prova costume!!

Stando a recenti indagini oltre il 30 per cento degli italiani adulti sono ingrassati durante l’estate. Tecnicamente ci vuole poco a rimettersi in carreggiata riprendendo ritmi più corretti con l’alimentazione ed un po’ di palestra o camminata quotidiana, ma per molti è più difficile che per altri.

per sito

Quando non si riesce a dimagrire spesso non è il calcolo delle calorie che dobbiamo valutare, ma il nostro inconscio. Perché pur volendo dimagrire, pur percependola come priorità per noi in realtà si finisce con il barattolo della Nutella in mano? Perché questi biscotti sono così appetibili che da 1-2 si passa a finire tutta la scatola? Più spesso di quanto si creda ci portiamo dietro per anni problemi che condizionano il nostro stato d’animo e generano ansia e proprio l’atto del mangiare ci appare appagante, ma in realtà nasconde molte insidie.

Per perdere peso e non riacquistarlo nel tempo è molto importante comprendere cosa ci condiziona, quale è la causa del nostro malessere ed affrontarlo. Sostituire il mangiare errato con uno stile di vita più sano e soddisfacente e naturalmente lavorare sulla nostra autostima, sui punti di forza e sulle debolezze.

Insoddisfazione, paure, rabbia,  esperienze passate condizionano la nostra esistenza ed hanno un peso enorme sulla nostra vita. Spesso non vengono riconosciute alcune emozioni e vengono agite in modo errato. Questa sofferenza porta a cercare una sorta di ricompensa nel cibo e non ci sarà mai prova costume che tenga e ci riporti a settembre con tanti sensi di colpa e chili in più!

DIETE ed AUTO SABOTAGGI

Oggi vorrei proporre una riflessione sugli atteggiamenti di auto sabotaggio che spesso vengono messi in atto, più o meno consapevolmente, da chi decide di mettersi a dieta. Come per ogni cosa ricordate che è il CERVELLO a muovere i nostri comportamenti per cui se impariamo ad usarlo a nostro vantaggio può essere un valido aiuto. Come? Sostituendo pensieri errati e false credenze con pensieri positivi e auto motivanti!

Perché? Perché sono i pensieri negativi a farci cadere nella trappola a circuito chiuso di abbuffate, spuntini e sensi di colpa.  La frustrazione ed i sentimenti negativi che l’accompagnano provocano veri e propri disturbi fisici sicuramente non utili per il nostro benessere e che minano la nostra volontà a continuare nella dieta.

Sì già la parola dieta è il problema. Sostituiamola  con piano/progetto per stare bene e piacerci e acquisterà una dimensione completamente diversa e positiva. Un impegno verso se stessi, un progetto con un inizio ed una fine ed un viaggio in mezzo dove scoprire tante cose su noi stessi e migliorarci.

dieta-dos-pontos

 

Segue un elenco dei più comuni pensieri negativi e qualche consiglio per cambiare la loro natura aiutandoci nell’obiettivo:

COMINCIO DOMANI frasi frequente che non fa che procrastinare l’impegno. Se la dieta è una ragione valida va cominciata oggi. Perché? Perché se aspetti domani o lunedì, nel frattempo continuerai a mangiare e ti troverai gonfia e con ulteriore peso da smaltire con l’aumento dell’impegno da affrontare.

SII POSITIVA Non ti abbattere se non cali subito di peso. Se stai facendo tutto bene prima o poi il corpo si sbloccherà Non ci sono ragioni per cui non tu non debba perdere peso. Ognuno ha i suoi tempi. Rispetta il tuo!

TIENI ALTA LA MOTIVAZIONE Credi in te stessa. Certo che ce la puoi fare. Metti in bella vista quel paio di jeans che ti stavano da dio e non dimenticare quanta voglia hai di indossarli di nuovo!

NO NON SEI COME TUA MADRE Puoi essere migliore, più forte. Se di lei alcune cose (o il fisico) non ti piacevano deve essere uno stimolo a migliorarsi non ad abbattersi. Se la tendenza di famiglia è ingrassare a maggior ragione bisogna incrementare uno stile di vita sano!

LA META E’ IMPORTANTE Sei sicura di esseri messa l’obiettivo giusto? Sembrare una modella ventenne a 50 anni forse non è proprio fattibile. Cerca un modello positivo che più si avvicina a te come fisico e spirito!

QUANDO SARO’ MAGRA SARO’ FELICE. Il pensiero più triste e pericoloso di tutti! Non delegare all’ago della bilancia la tua felicità. Sii felice ogni giorno o almeno provaci al di là del peso e della taglia. Se sarai felice riuscirai a dimagrire, se aspetti non lo sarai MAI! Ho visto passare gli anni infelici di  persone che “non hanno vissuto” in attesa del mito magra uguale felice!

QUANDO VUOI UNA COCCOLA solo le parole di un’amica o del compagno possono rassicurarti non un panino o un pacchetto di patatine cerca di comprenderlo … il vasetto di  Nutella NON è un surrogato d’amore!

NON FARTI PRENDERE DALLA FRETTA Il corpo ha bisogno dei suoi tempi ed anche la testa. Non servono digiuni pericolosi, ma una continuità degli sforzi proporzionati alle nostre capacità . Solo così saranno duraturi ed eviterai l’effetto yo-yo.

VIA I SENSI DI COLPA Hai ceduto? Ok non è successo nulla. Riprendi in mano la situazione e comincia da dove hai lasciato. Un dolce a metà pomeriggio deve farti venire delle domande e non dimenticare la dieta. O peggio ricominciarla domani perché…TANTO ORMAI!