Non mangiare le emozioni vivile

Tutti noi abbiamo provato l’effetto coccola di alcuni cibi quando siamo stanchi o delusi. Per qualcuno l’effetto di tali cibi, che tecnicamente vanno a stimolare le endorfine (neurotrasmettitori che inducono uno stato di benessere!) diventa una vera propria dipendenza o dovremmo chiamarla fuga?

Generalmente si mangia quando si ha fame, ovvero quando il corpo finisce l’energia disponibile, ma si mangia anche solo per gola, quando si è in compagnia, perché ci hanno insegnato a non lasciare il cibo nel piatto, ma anche quando siamo soli, siamo tristi, delusi, arrabbiati.

La lista a questo punto potrebbe essere molto lunga, ma cosa hanno tutte queste motivazioni eliminando la prima? Che in effetti la maggior parte delle volte non si mangia per il motivo giusto. Il cibo rappresenta il conforto e la via di fuga per situazioni che non abbiamo voglia di affrontare.

Oltre l’aumento di peso e le malattie correlate in questo modo si va a rinforzare un comportamento davvero lesivo che si autoalimenta tra soddisfazione (momentanea e falsa) ed i sensi di colpa (terribilmente veri)

I sensi di colpa si accumulano come polvere sotto il tappeto ed i kg aumentano fino a quando diventa sempre più difficile perderli e alla fine ci si arrende perché ormai la montagna è invalicabile.

C’è un modo per non arrivare a questo punto? Sicuramente è imparare a riconoscere le emozioni e le situazioni che ci fanno stare male. Un valido aiuto è il diario alimentare (ve ne ho parlato in mille modi!)  con il quale non si tiene conto solo dei cibi introdotti, ma anche di quanto, cosa e quando abbiamo mangiato per comprendere tutto il contesto ed imparare ad agire sul contesto e le emozioni derivate, non sul cibo come si suol fare. Infatti andare a controllare il cibo , quando si mangia per soffocare un’emozione, comporta solo stress che genera altra voglia di mangiare quindi è un sacrificio assolutamente inutile.

Psicologicamente parlando il vivere un’emozione è molto importante perché ci insegna a comprendere molto di noi. Farsi “attraversare dall’emozione” (rabbia, paura, vergogna…) serve a diventare più consapevoli dei nostri limiti e difficoltà. E’ indispensabile per venire in contatto con la parte più profonda di noi, il rischio è di vivere una vita solo e sempre in superficie e questo rende continuamente attaccabili dalle persone e dalle situazioni che generano sfiducia. Ogni volta che si scappa, e ci si rifugia nel cibo, non solo prendiamo in giro noi stessi come gli struzzi fanno nascondendo la faccia sotto la sabbia, ma ci rende sempre più vulnerabili oltre che in sovrappeso.

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International Yoga Day 2021

Oggi si celebra la Giornata Internazionale dello Yoga. Una ricorrenza mondiale istituita ufficialmente dall’Onu nel 2014 su richiesta del governo indiano, nella persona del suo premier Narendra Modi, che durante la 69esima edizione dell’Assemblea delle Nazioni Unite con un discorso ne aveva chiesto il riconoscimento. Da allora 175 nazioni  hanno sponsorizzato l’iniziativa ed ogni anno vengono promossi numerosi eventi in ogni paese.

“…lo yoga è un dono inestimabile dell’antica tradizione indiana. La pratica dello Yoga incarna l’unità di mente e corpo, pensiero e azione, moderazione e appagamento, armonia tra uomo e natura, e l’unione tra il singolo individuo e l’infinito. Lo yoga non riguarda solo fare esercizio fisico, ma ci permette di scoprire noi stessi ed il fatto che siamo un tutt’uno con la natura e con il mondo.  Proprio l’unione con il tutto, e quindi con il pianeta e l’universo, dovrebbe spingere l’uomo ad un maggior rispetto di tutto ciò che lo circonda, e questa consapevolezza potrebbe aiutare a risolvere il problema del cambiamento climatico.”

Marendra Modi (leader indiano)

La Giornata Internazionale dello Yoga viene celebrata il 21 Giugno per numerosi motivi: nella tradizione indiana in questa data si celebra il Dakshinayana una sorta di porta/passaggio che si apre verso la seconda metà dell’anno ed è favorevole per le buone intenzioni, per piantare semi (anche quelli del cambiamento) e purificare il corpo. Sembra poi che questa sia la data in cui Shiva abbia iniziato a trasmettere i suoi insegnamenti come guru. Da noi in occidente è il solstizio d’estate in cui si raggiunge il maggior numero di ore di sole dell’anno.

Saggezza antica: Il libro del TAO

Il libro che vi consiglio questo mese è IL LIBRO DEL TAO. Lo trovate (anche) in edizione super economica della Newton editore. Un’edizione integrale curata e tradotta da Girolamo Mancuso. E’ considerato uno dei testi più importanti dell’antichità. Viene definita la sintesi della saggezza e della profondità di pensiero. Un testo mitico quanto la sua origine. C’è una leggenda alla fonte della sua nascita che racconta che il libro nasce per pagare un pedaggio richiesto da un doganiere per permettere a Lao Tsu di lasciare la Cina. Si parla di virtù e di significato della vita… “per parlare di quel non essere che è all’origine dell’essere, ma di cui non si può tacere. Bisogna forzare le parole al di là delle loro normali capacità espressive…”

Vi lascio il testo 33 della prima parte per riflettere:

Colui che conosce gli altri è sapiente, colui che conosce se stesso è illuminato.

Colui che vince gli altri è forzuto, chi vince se stesso è forte.

Chi sa accontentarsi è ricco, chi agisce con energia è risoluto.

Chi non perde il proprio posto dura a lungo; chi muore, ma non è dimenticato è longevo.

Storia con morale (giugno)

In un villaggio viveva un vecchio molto povero, ma perfino i re erano gelosi di lui perché aveva un bellissimo cavallo bianco; non si era mai visto un cavallo di una simile bellezza, una forza, una maestosità… i re offrivano prezzi favolosi per quel cavallo, ma l’uomo diceva a tutti: “Questo cavallo non è un animale per me, è come una persona. E come si può vendere una persona, un amico?”. L’uomo era povero, la tentazione era forte, ma non volle mai vendere quel cavallo.

Un mattino scoprì che il cavallo non era più nella stalla. L’intero villaggio accorse e tutti dissero: “Vecchio sciocco! Lo sapevamo che un giorno o l’altro ti avrebbero rubato il cavallo. Sarebbe stato molto meglio venderlo. Potevi ottenere il prezzo che volevi. E adesso il cavallo non c’è più, che disgrazia!”.

Il vecchio disse: “Non correte troppo! Dite semplicemente che il cavallo non è più nella stalla. Il fatto è tutto qui: il resto è solo giudizio. Se sia una disgrazia o meno non lo so, perché questo è solo un frammento. Chissà cosa succederà in seguito?”. Ma la gente rideva, avevano sempre saputo che era un po’ matto.

Dopo quindici giorni, una notte, all’improvviso il cavallo ritornò. Non era stato rubato, era semplicemente fuggito, era andato nelle praterie. Ora non solo era ritornato, ma aveva portato con sé una dozzina di cavalli selvaggi.

La gente di nuovo accorse e disse: “Vecchio, avevi ragione tu! Quella non era una disgrazia. In effetti si è rivelata una fortuna”.

Il vecchio disse: “Di nuovo state correndo troppo. Dite semplicemente che il cavallo è tornato, portando con sé una dozzina di altri cavalli… chissà se è una fortuna oppure no? È solo un frammento. Fino a quando non si conosce tutta la storia, come si fa a dirlo? Voi leggete solo una parola in un’intera frase: come potete giudicare tutto il libro?”.

Questa volta la gente non poteva dire nulla, magari il vecchio aveva ragione di nuovo. Non parlavano, ma nell’intimo sapevano bene che il vecchio aveva torto: dodici bellissimi cavalli, bastava domarli e poi si potevano vendere per una bella somma.

Il vecchio aveva un unico figlio, un giovane che iniziò a domare i cavalli selvaggi. E dopo una sola settimana, cadde da cavallo e si ruppe le gambe. Di nuovo la gente accorse, dicendo: “Hai dimostrato un’altra volta di avere ragione! Non era una fortuna, ma una disgrazia. Il tuo unico figlio ha perso l’uso delle gambe, ed era l’unico sostegno della tua vecchiaia. Ora sei più povero che mai”.

Il vecchio disse: “Sempre a dare giudizi, è un’ossessione. Non correte troppo. Dite solo che mio figlio si è rotto le gambe. Chissà se è una disgrazia o una fortuna?… non lo sa nessuno. È ancora un frammento, non ne sappiamo mai di più…”.

Accadde che qualche settimana dopo il paese entrò in guerra, e tutti i giovani del villaggio furono reclutati a forza. Solo il figlio del vecchio fu lasciato a casa perché era uno storpio. La gente piangeva e si lamentava, da ogni casa tutti i giovani erano stati arruolati a forza, e tutti sapevano che la maggior parte non sarebbe mai più tornata, perché era una guerra persa in partenza, i nemici erano troppo potenti.

Di nuovo, gli abitanti del villaggio andarono dal vecchio e gli dissero: “Avevi ragione, vecchio: la tua è stata una fortuna. Forse tuo figlio rimarrà uno storpio, ma almeno è ancora con te. I nostri figli se ne sono andati, per sempre. Almeno lui è ancora vivo, a poco a poco ricomincerà a camminare, magari solo zoppicando un po’…”.

Il vecchio, di nuovo, disse: “Continuate sempre a giudicare. Dite solo che i vostri figli sono stati obbligati a partire per la guerra, e mio figlio no. Chi lo sa… se è una fortuna o una disgrazia. Nessuno lo può sapere veramente. Solo dio lo sa, solo la totalità lo può sapere”.

Non giudicare, altrimenti non sarai mai unito alla totalità. Sarai ossessionato dai frammenti, vorrai trarre delle conclusioni basandoti solo su dei particolari. Una volta che hai espresso un giudizio, hai smesso di crescere. Di fatto, il viaggio non finisce mai. Un sentiero finisce, e ne inizia un altro. Una porta si chiude, e un’altra se ne apre…

Le “ansie” dell’esame di maturità

In questi giorni i ragazzi mi fanno un sacco di domande sulle strategie riguardo lo studio per l’esame di maturità. Spesso fanno confronti con i coetanei del genere :


“ma come fanno ad essere tranquilli ed uscire mente io sto qui tutto il giorno in casa a studiare?”
” invidio mio fratello che ha finito scuola ed esce sempre”


oppure pensieri del tipo:


“ho in sensi di colpa quando esco”
“in effetti sto tutto il giorno in camera e mi distraggo spesso”


C’è un’ansia buona ed una cattiva quando si devono affrontare gli esami. Quella buona serve a tenerci nella giusta tensione affinchè riusciamo a raggiungere l’obiettivo, ci fa essere concentrati ed organizzati.
L’ansia cattiva confonde, fa perdere tempo e questo genera altra ansia..


Questo è ciò che ho risposto a Daniele e penso possa essere utile per molti di voi:


“comprendo quello che provi, ma il modo di studiare è molto diverso da persona a persona così come il senso di responsabilità. Tu devi trovare la tua dimensione, quella in cui ti senti a posto con te stesso, perchè hai fatto il tuo dovere. Questo si realizza quando hai organizzato e pianificato bene il tuo studio giorno per giorno mettendoti obiettivi chiari che devono essere raggiunti per avere tempo per il riposo o per lo svago.
Non è un caso che si chiama esame di maturità, poichè rappresenta un passaggio sociale importante. Da questo momento in poi utilizzerai uno schema (non che poi non sia modificabile in seguito!), ma cerca di trovare già da adesso questo equilibrio che migliorerai in corso d’opera quando andrai all’università o inizierai un lavoro. Non puoi andare in giro tutto il giorno così come non ha alcun beneficio “studiare” tutto il giorno. Quindi per avere buone performance nel lavoro e nello studio bisogna riuscire a calibrare gli impegni.
Riuscire a stare bene con se stessi perchè si è fatto il proprio dovere ed avere quello spazio da dedicare agli amici, allo sport … quindi questo equilibrio è molto personale, però sei tu che devi metterti delle regole, sei tu che devi dire onestamente a te stesso se effettivamente il tuo impegno è consono alle necessità che richiede in questo momento lo studio!

Riflessione del giorno: Sii grato

Quante volte in una giornata maledici una situazione o persona, sei arrabbiato e scontento? Proviamo un’inversione di rotta?


Oltre alle cose negative in cui possiamo “incappare” ogni giorno ce ne sono altrettante bellissime a cui non diamo peso. La serenità è data dall’equilibrio tra le cose positive e quelle negative che accadono ogni giorno.
Se mettiamo sempre in evidenza quelle negative il nostro bilancio sarà sempre e solo negativo ed annullerà tutte le esperienze positive della giornata, della settimana, del mese o dell’anno.

Ringrazia per ogni persona bella che incontri, per quelle che ti rendono felice, per quelle con cui fai esperienze ed a tutto ciò che ti regala emozioni vere! Fai in modo che queste sensazioni riempiano la tua vita e non ci sarà spazio per cose che possano destabilizzarti.


Ps. nella foto una rosa del mio roseto che regalo virtualmente a tutti voi!

Giornata Mondiale dell’Ambiente

Oggi sabato 5 giugno 2021, si celebra la  Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Il tema di quest’anno sarà il “Ripristino degli Ecosistemi”, con l’obiettivo di prevenire, fermare e invertire i danni inflitti agli ecosistemi del pianeta, cercando dunque di passare dallo sfruttamento della natura alla sua guarigione. La Giornata del 5 giugno lancerà ufficialmente il Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino dell’Ecosistema, introdotto con la missione globale di far rivivere miliardi di ettari, dalle foreste ai terreni agricoli, dalla cima delle montagne alle profondità del mare.

In vista di questa importante Giornata tematica, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ha lanciato due strumenti:

  • La Guida pratica della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2021 (nota anche con il nome di The Ecosystem Restoration Playbook) disponibile al seguente link: https://www.worldenvironmentday.global/get-involved/ecosystem-restoration-playbook. Questa guida di 21 pagine si rivolge a tutti coloro interessati al ripristino degli ecosistemi, offrendo spunti di riflessione, percorsi e consigli per agire subito a favore del pianeta. In particolare, l’Ecosystem Restoration Playbook fornisce un’introduzione dettagliata alla vasta gamma di azioni che possono esser messe in atto fin da subito per rallentare e fermare il degrado degli ecosistemi e favorire il loro pieno recupero.
  • Una pagina web https://www.worldenvironmentday.global/latest/featured-updates costantemente aggiornata per consultare e vedere le ultime news su eventi e iniziative riguardanti la prossima Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Fonte:

https://unric.org/it/giornata-mondiale-dellambiente-2021-la-guida-unep-per-contribuire-al-ripristino-degli-ecosistemi/

Che tipo di fame hai?

La risposta dovrebbe essere scontata: mangio quando ho fame, ma nella realtà quante volte nella giornata mettiamo in bocca del cibo prima di aver sentito brontolare lo stomaco? Diversi tipi di fame possono portarci a mangiare, riconoscendoli potremo fare attenzione all’introduzione della quantità e della qualità del cibo.

Quando siamo a digiuno da varie ore il nostro corpo ci invia segnali per farci capire che l’energia immediatamente disponibile si è esaurita. Guardiamo l’orologio e sono le 13. Ora del pranzo. Se facciamo i calcoli magari abbiamo fatto colazione molto presto e non abbiamo avuto tempo di fare neanche uno spuntino. Effettivamente è ora di ricaricare il nostro corpo! Questa è la fame naturale o biologica. Se dovessimo darle una definizione è sicuramente il tipo di fame più “sana”.

A volte invece, anche se abbiamo mangiato da poco, basta un odore, un’immagine che possono scatenare la voglia di mangiare di nuovo. Avete fatto caso che a volte passando davanti una pasticceria o pizzeria si viene rapiti da una (spesso) irrefrenabile voglia di entrare e prendere qualcosa? Sono quelli che ho chiamato cibi invitanti perfettamente inutili alla nostra alimentazione, ma che ci attraggono perché coinvolgono il nostro olfatto o vista. Questo tipo di fame lo potremmo chiamare fame sensoriale.

Spesso è l’educazione che abbiamo ricevuto a governare i nostri comportamenti. Alcune persone pur avendo assecondato la fame biologica continuano a mangiare poiché gli hanno insegnato che “non bisogna lasciare nulla nel piatto”. In altri sono i pensieri a prendere il sopravvento del genere o tutto o nulla oppure niente pane e pasta. Oppure divento vegetariano così dimagrisco, le verdure non fanno ingrassare. Questa fame del pensiero è spesso governata da credenze errate e spesso deleterie per l’organismo.

Chi di noi non ha mai vissuto l’effetto consolatorio di alcuni cibi? Trovarsi con un barattolo di cioccolato in mano, perché delusi, stanchi o tristi rientra in quella che possiamo chiamare fame di emozioni. In effetti alcuni cibi come il cioccolato contengono sostanze che rilassano il nostro cervello. L’effetto calmante del cibo è però limitato per cui bisogna riconoscere questo tipo di fame poiché limitandosi a “mangiare le emozioni” l’unico effetto che avremo sarà quello di prendere peso, ma non risolverà i nostri problemi.

Puoi leggere questo articolo anche sulla mia rubrica Mind&Food su RomaOggi.eu il link dalla home page di questo sito!

Dimagrire senza dieta si può: la testimonianza di Elisabetta Viccica

Ho conosciuto Elisabetta qualche anno fa e l’ho trovata una donna meravigliosa. Con il cuore aperto mi ha raccontato la sua storia davanti ad un caffè ed un dolcetto in centro a Roma.

(Vi sembra strano parlare di dolci se parliamo di dimagrire? No se è una scelta consapevole!)

Elisabetta fino a 18 anni era magra, ma una serie di vicende personali l’hanno sminuita e delusa. Questo le ha fatto cercare conforto nel cibo al punto di raggiungere i 150 kg. Cibo come consolazione e vissuto con amore ed odio. Lei che ha sempre amato vestirsi bene e con la passione per la lingerie non trova più nulla da “mettersi” innescando un circuito di insoddisfazione/cibo. Non c’erano ditte in grado di contenere le sue forme senza apparire in un sacco. Prova varie diete senza risultati ed è sempre più delusa ed amareggiata.


In foto Elisabetta Viccica ritratta dal fotografo Andrea Laureani

Evita accuratamente tutti gli specchi, dice che in casa non li ha, ma vedersi nella foto del matrimonio della sorella è un trauma. Non è lei quella nella foto, non riesce a riconoscersi. In quello che io considero la svolta (l’evento che fa cambiare rotta!)  il momento della consapevolezza. Ha il coraggio di intraprendere un percorso psico-nutrizionale : soffre di Binge Eating. Il primo step è la rieducazione alimentare.

E’ il 2003 ed in breve tempo perde i primi 20 kg. Impara a mangiare le verdure che inserisce nella sua dieta con dei trucchetti :

Mettevo le zucchine sopra la pizza bianca per farmele andare giù e poi ho imparato a fare colazione. Da allora non ho mai più saltato un pasto! – mi dice.

Attraverso il percorso psicologico si rende conto che la colpa del suo aumento di peso è l’insoddisfazione. Capisce che è ora di riprendersi i suoi spazi, a dire no quando qualcosa la fa stare male. Si lascia alle spalle le cause dell’insoddisfazione e rifiuta ogni cosa possa stabilizzarla e rimette al centro della sua vita se stessa.

Il primo momento importante è disegnare un modello di abito che la faccia sentire di nuovo una donna. Una sarta l’aiuta a realizzare la sua idea ed in poco tempo inizia a vestire altre donne in sovrappeso e a tirarle fuori dal deleterio circolo vizioso. Nel giro di pochi anni si sente sempre più soddisfatta si gira indietro e …ha perso 80 kg con una alimentazione corretta e maggiore consapevolezza di se e delle sue emozioni.

Nel 2010 realizza la prima linea di abbigliamento, non senza difficoltà, ma con grandi soddisfazioni. Incontra sul suo cammino persone, istituzioni ed associazioni che credono in lei e nel suo progetto. Un’altra sfida che ha vinto per lei e per tutte le donne che si sono e sono state messe da parte, che hanno permesso ad altri di decidere per loro ed hanno smesso di volersi bene. Infine nel 2012 un altro traguardo: la creazione del concorso di bellezza per donne curvy “Miss bella in carne”.

Lavorare sull’autostima, sull’autoconsapevolezza e l’accettazione del corpo non è stato facile, ma è stata circondata da tante donne fantastiche ed oggi è di nuovo una di quelle donne che condividendo questa esperienza vuole essere di esempio a tante altre donne che si sono dimenticate di esserlo.

Perdere peso con le buone abitudini (senza morire di fame)

Si mangia per sentirsi al sicuro, per noia, per gola, per reagire, per ribellarsi…in ogni caso se abbiamo messo su parecchi kg è diventata un’abitudine radicata e sappiamo quanto è difficile cambiare le abitudini. Una dieta richiede enormi sacrifici e per molti diventa difficile portarla a termine.

Allora perché non provare a fare piccole modifiche ogni giorno che vi permetteranno di portare avanti il vostro impegno nel lungo termine? Se riuscirete a mettere in pratica i punti che seguiranno vi assicuro che sarete riusciti a perdere peso ed avrete scoperto il segreto per mantenerlo nel tempo.

Molte persone ritengono che per dimagrire sia necessario mangiare il meno possibile senza spezzare con gli spuntini: niente di più falso! Con una riduzione drastica delle calorie il corpo si mette in modalità sopravvivenza: con gli spuntini si mantiene attivo il metabolismo.

Non pesatevi tutti i giorni! Quotidianamente il corpo può subire delle modifiche e se dopo una giornata d’impegno non si vede un risultato sulla bilancia ci si deprime e si arriva allo sgarro. Meglio pesarsi un giorno fisso a settimana che rappresenta meglio la media reale del peso.

Bere è importante! Assicuratevi di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Evitate acqua gassata e bibite contenenti zuccheri. Imparate a tenere in borsa una borraccia. Aiutatevi con tè e tisane.

Non saltate i pasti a cominciare dalla colazione che deve garantire ottime performance durante la giornata altrimenti a cena mangerete molto più del necessario complice l’effetto relax e la scusa di aver saltato il pranzo.

Tenete d’occhio i condimenti. Ricordate che l’olio di oliva a crudo ha ottime caratteristiche organolettiche che si perdono con l’innalzarsi della temperatura. Raramente usate senape, maionese, salsa di soia ed altri condimenti industriali ricchi di coloranti e conservanti. Sostituiteli con spezie ed erbe aromatiche che riescono anche ad aumentare il metabolismo.

Mangiate 3 frutti al giorno preferibilmente fuori pasto, come spuntino, o prima del pasto MAI al termine e due porzioni di verdura al giorno alternando verdura cotta a quella cruda.

Imparate ad usare vaporiera e bistecchiera ed eliminate dal frigo cibi precotti e surgelati.

Imparate le corrette combinazioni alimentari. Evitate di mischiare alimenti di famiglie diverse nello stesso pasto.

Mangiate piano masticando bene è il principio fondamentale per evitare meteorismo ed altri problemi gastrointestinali. Necessario anche per raggiungere il senso di sazietà: se mangiamo velocemente introduciamo molto più cibo del necessario.

Tenete d’occhio gli extra! Prendere l’abitudine di mettere per scritto gli sgarri permette di controllarli ed essere consapevoli.