Imparare ad andare oltre le Apparenze

Giudicare l’articolo basandoci solo sul titolo, leggere un paio di righe ed avere un’idea, guardare distrattamente e pretendere di sapere tutto di quella persona…credo che in molti si riconoscano in questi comportamenti. In un’epoca in cui l’immagine spesso prevale sulla sostanza, imparare a guardare oltre le apparenze è un atto di consapevolezza e crescita personale. Attraverso l’empatia, la curiosità e la volontà di approfondire, possiamo scoprire un mondo più ricco di significati e connessioni autentiche.

Il giudizio basato sulle apparenze è un meccanismo naturale del cervello umano. Per semplificare il mondo complesso in cui viviamo, la nostra mente crea schemi e categorie che ci aiutano a interpretare rapidamente le informazioni. Tuttavia, questa scorciatoia mentale può portarci a commettere errori di valutazione e a creare pregiudizi ingiustificati.

Superare il giudizio superficiale non è sempre facile, ma è un percorso che porta a una vita più consapevole e soddisfacente. Vogliamo vedere insieme come è possibile?

L’Importanza dell’Empatia e della Curiosità

Per superare il giudizio superficiale, è essenziale coltivare l’empatia e la curiosità. Chiedersi cosa ci sia dietro un determinato comportamento o aspetto esteriore ci permette di comprendere meglio le persone e le loro storie. Ogni individuo ha un vissuto unico, fatto di esperienze, emozioni e difficoltà che non sono immediatamente visibili.

Strategie per …Guardare Oltre

Ascoltare Attivamente significa prestare attenzione alle parole, al tono di voce e al linguaggio del corpo degli altri senza interrompere o formulare giudizi prematuri.

Porre Domande Aperte serve per conoscere meglio le esperienze e i pensieri altrui.

Praticare l’Autoconsapevolezza per riconoscere i propri pregiudizi e cercare di metterli in discussione.

Vivere Esperienze Diverse ovvero entrare in contatto con culture, ambienti e persone differenti dalla propria realtà abituale aiuta a sviluppare una visione più ampia e inclusiva del mondo.

Infine la cosa più importante:

Non Fermarsi alle Prime Impressioni Dare il tempo di conoscere meglio le persone prima di trarre conclusioni affrettate.

Benefici di un Approccio Profondo

Andare oltre le apparenze non solo arricchisce la nostra comprensione del mondo, ma migliora anche le nostre relazioni interpersonali. Creare connessioni autentiche basate sulla comprensione reciproca favorisce un clima di fiducia e rispetto. Inoltre, aiuta a sviluppare una mente più aperta e flessibile, capace di adattarsi meglio alle sfide della vita.

L’ansia è una fregatura

Tra tutte le emozioni l’ansia è decisamente quella più odiosa. Perché? Fa vivere nel dubbio, in timori di ogni sorta, mette a repentaglio anche le certezze acquisite.

Riduce la tua mente ad un ingranaggio arrugginito ed inaffidabile e non basta: ti porta a rimuginare e rimuginare facendoti perdere sonno e rendendo, anche le cose più felici della giornata se non un incubo, un qualcosa di insignificante.

Se pensi che sia solo un problema di testa sei sulla cattiva strada poiché il corpo prima o poi risente di questa situazione stressante. Purtroppo l’ansia mette in azione una serie di ormoni che alla lunga creano veri e propri danni in numerosi organi.

Niente sembra dare pace. In qualche momento sembra che la fuga sia la situazione più facile, ma purtroppo non lo è. Non basta cambiare luogo l’ansia è dentro e si annida in modo pericoloso facendoti perdere entusiasmo e speranza. Tanta energia viene utilizzata per una fuga che non porta da nessuna parte e fa apparire la vita sempre più vuota e scolorita.

Per evitare l’ansia inizi ad evitare situazioni, luoghi e persone finendo per trovarti da solo ed ancora più insicuro ed insoddisfatto. Tutte le cose che amavi fare sono accantonate e sembra assurda l’idea di aver avuto in passato momenti felici e spensierati. Non ti riconosci più, ma non sai come cambiare, anzi il cambiamento appare impossibile.

Evitare (leggi scappare) purtroppo è evidente che non sia la situazione ideale. Più eviti e più l’ansia cresce con la relativa insicurezza e senso di inadeguatezza. E’ una falsa cura verso se stessi. Un po’ come per lo struzzo mettere la testa sotto la sabbia. Il problema rimane, ma fai solo finta che non ci sia. Più eviti e più l’ansia ti tormenta e prende possesso di te.

Quindi se arriva l’ansia non è possibile fare nulla e si rimane coinvolti con tutto il nostro essere? La bella notizia è che non deve essere per forza così. In fondo al buio tunnel è possibile vedere la luce, perché c’è.

Bisogna comprendere che l’ansia non deve farla da padrona ed è necessario riappropriarsi della propria vita un passo alla volta sottraendole forza ed entusiasmo. Come? Sostituendo pensieri positivi a pensieri negativi e mettendoti piccoli obiettivi che ti porteranno nella giusta direzione. Scoprirai di avere molte più risorse e capacità di quelle che pensavi e che il rovescio di una medaglia è la norma non un fatto eccezionale. Volontà e fiducia possono coesistere con pigrizia e sfiducia, ma a queste ultime non devi dare spazio. Raggiungere la meta di vivere fuori dalla gabbia dell’ansia è possibile, ma inizia subito prima che prenda il sopravvento. Nel caso chiedi aiuto, non procrastinare e credi nella tua voglia di cambiare.

I miei auguri di fine anno

Cari amici,

il Natale è appena trascorso, e siamo pronti ad affrontare la seconda ondata di festività tra i mille impegni. Vi chiedo di fermarvi un attimo. Già immagino qualcuno sbuffare e dire: “fermarsi? respirare è già un’impresa…”

Già è proprio così. Anche divertirsi è vissuto con ansia e di corsa. Inutile dire che non è questa la strada giusta, perché in fondo lo sapete già e quindi a maggior ragione vi dico:

“Prendetevi un breve istante subito ed adesso, ma solo per voi stessi”.

Nella speranza che stiate ancora leggendo queste brevi righe vi chiedo adesso di immaginare l’anno, che fra qualche ora sta per iniziare, non come un altro anno qualsiasi ovvero quello che arriva e scorre via come un battito di ciglia, ma come il vostro anno.

Il 2025 se vorrete potrà essere un anno di rinascita ed un percorso verso la scoperta di voi stessi.

Un anno in cui potrete alleggerire i pensieri liberandovi da pesi inutili, scartare situazioni e persone tossiche eliminandole dalla vostra vita, imparare a divertirvi rispettando i propri tempi, dedicare tempo a voi stessi imparando ad amarvi prendendovi cura del vostro corpo e del vostro spirito.

Auguro ad ognuno di voi che il 2025 sia un viaggio alla scoperta di voi stessi. Un viaggio che abbia come obiettivo il benessere, la salute e la bellezza in tutte le sue forme.

Con tutto il cuore

Seguite i miei consigli tutto l’anno qui: https://emanuelascanupsicologa.com/

Il Natale e l’infanzia: come le esperienze natalizie influenzano la psicologia dei bambini/Parte 9

Come i bambini percepiscono il Natale? Come le tradizioni familiari possono influenzare il loro senso di sicurezza, felicità e appartenenza? I genitori possano gestire le aspettative dei bambini, evitando pressioni eccessive o delusioni? Ci rendiamo conto di come il nostro vissuto durante le festività venga vissuto dai più piccoli?

Vediamo insieme qualche punto fondamentale:

Il Natale, con le sue tradizioni, simboli e rituali, ha un impatto profondo sulla psicologia dei bambini e sul loro sviluppo emotivo e sociale. Le esperienze natalizie possono influenzare vari aspetti della loro crescita, dalla percezione della famiglia e della comunità, alla comprensione del valore dei regali, fino alla creazione di ricordi significativi che li accompagneranno nel corso della vita. Ecco alcuni modi in cui le esperienze natalizie influenzano la psicologia dei bambini:

Sviluppo delle emozioni e dell’empatia

Il Natale è un periodo in cui i bambini sono frequentemente esposti a concetti di generosità, condivisione e amore. L’idea di dare e ricevere regali, l’attenzione verso gli altri e la partecipazione a momenti di condivisione familiare aiuta i bambini a sviluppare emozioni positive come la gratitudine e la felicità. Inoltre, l’empatia è stimolata attraverso atti di gentilezza e considerazione, come il pensare ai desideri degli altri.

Costruzione di legami familiari

Il Natale, con le sue tradizioni condivise, favorisce il rafforzamento dei legami familiari. I bambini trascorrono più tempo con i genitori e i parenti, partecipando a rituali familiari che creano un senso di appartenenza e stabilità. Il periodo natalizio può rappresentare un’opportunità per rafforzare la relazione genitore-figlio, creando un ambiente affettivo che aiuta i bambini a sviluppare un senso di sicurezza emotiva.

Fantasia e immaginazione

Le storie natalizie, come quella di Babbo Natale, le renne e gli elfi, stimolano l’immaginazione dei bambini, alimentando la loro fantasia. Questi racconti li aiutano a esplorare concetti di magia e meraviglia, che sono importanti per il loro sviluppo cognitivo. Inoltre, l’attesa del Natale, con l’anticipazione dei regali e delle sorprese, nutre l’immaginario infantile e li aiuta a comprendere la nozione di aspettativa e gratificazione.

Rituali e senso di continuità

I rituali natalizi, come decorare l’albero di Natale, preparare i biscotti per Babbo Natale o cantare canzoni natalizie, offrono ai bambini un senso di continuità e prevedibilità, che è fondamentale per il loro benessere psicologico. Questi momenti segnano delle tappe nel calendario annuale e offrono ai bambini un legame con il passato e con le tradizioni familiari, rinforzando il loro senso di identità e di appartenenza.

Il valore della gratitudine

Il Natale insegna ai bambini a riflettere sul valore della gratitudine. Durante questo periodo, i bambini vengono incoraggiati a esprimere apprezzamento per i regali ricevuti e per il tempo trascorso con le persone care. Questo rinforza la loro capacità di riconoscere il valore delle cose non materiali, come l’amore e la compagnia, e li aiuta a sviluppare una mentalità più positiva e consapevole.

Imparare a gestire le emozioni di attesa

Il periodo che precede il Natale è spesso caratterizzato dall’attesa, che può essere un’esperienza emotivamente complessa per i bambini. Imparano a gestire la frustrazione dell’attesa e a sviluppare la pazienza, soprattutto quando si tratta di desideri legati ai regali. Inoltre, possono anche sperimentare l’emozione dell’incertezza, quando non sanno esattamente cosa riceveranno, il che aiuta a sviluppare la tolleranza all’incertezza.

Esposizione ai modelli di comportamento e valori

Il Natale è anche un momento in cui i bambini vengono esposti a modelli di comportamento che riflettono valori come la solidarietà, l’aiuto agli altri e la cura della comunità. In molte famiglie, è comune partecipare ad attività benefiche, come donare cibo o giocattoli a chi ne ha bisogno. Questo tipo di esperienza aiuta i bambini a sviluppare un senso di responsabilità sociale e di compassione verso gli altri.

Memorie durature

Le esperienze natalizie spesso diventano ricordi che i bambini portano con sé per tutta la vita. Le tradizioni natalizie, i regali ricevuti, le riunioni familiari e le attività speciali sono eventi che, con il tempo, si trasformano in memorie emotive. Questi ricordi possono influenzare il modo in cui i bambini cresceranno, come vedono la famiglia e le tradizioni e come, eventualmente, vivranno il Natale da adulti.

Come avete visto dai punti trattati il Natale è un momento di grande importanza psicologica per i bambini, che influisce sul loro sviluppo emotivo, sociale e cognitivo. Le esperienze natalizie li aiutano a comprendere valori fondamentali come la gratitudine, la generosità e l’empatia, mentre rafforzano il legame con la famiglia e con le tradizioni culturali. Fate attenzione a come vi relazionate con loro e con gli altri! Non sono le parole, ma gli esempi che vengono appresi.

Il rispetto per sé stessi, per gli altri e per il mondo che ci circonda: valori superati?

Ogni giorno incontro molte persone diverse tra loro per età, sesso, religione e cultura di appartenenza o ceto sociale e ogni giorno constato, mio malgrado, che cose un tempo scontate sono considerate obsolete. Mi riferisco a quelle pratiche naturali che riguardano educazione e rispetto che forse un tempo proposti in modo molto rigido oggi hanno creato una sorta di rigetto tanto da trovarci spesso in dimensioni opposte. Eppure i “buoni principi” hanno un’origine antica che sta alla base del vivere comune e che guidano i modi di comportarsi e relazionarsi con gli altri. Quando eravamo piccoli se non salutavamo gli adulti o un anziano venivamo sgridati. Oggi i giovani, con gli occhi attaccati ai loro cellulari, non alzano neanche lo sguardo mentre attraversano la strada figuriamoci se entra un insegnante in classe. A pranzo non si parla: genitori e figli a guardare inebetiti la tv o il proprio smartphone. Alcuni ci provano a sottolineare certi comportamenti, ma siccome l’educazione non si apprende perché si dice, ma perché si fa rimangono parole al vento. Credo che queste siano situazioni molto comuni, ma vediamo nel dettaglio cosa evidenziava i buoni principi ieri e come siamo arrivati ad oggi.

Ieri: I Buoni Principi nella Tradizione

Nel passato, i buoni principi erano fortemente radicati in valori tradizionali e religiosi. La famiglia, la comunità, e le istituzioni religiose erano i principali veicoli per trasmettere concetti come:

  • Onestà e integrità: Essere fedeli alla parola data e agire con correttezza erano requisiti imprescindibili per il rispetto sociale.
  • Rispetto per l’autorità: Autorità religiosa, genitori e figure di potere erano visti come depositari del sapere e della guida morale.
  • Solidarietà e spirito di sacrificio: L’individuo era spesso chiamato a sacrificare i propri bisogni personali per il bene della collettività.

Questi principi erano spesso trasmessi attraverso proverbi, racconti popolari e rituali comunitari, e rappresentavano un codice di comportamento condiviso e non negoziabile.

Oggi: I Buoni Principi nella Modernità

Nel contesto contemporaneo, i buoni principi si trovano ad affrontare nuove sfide. Con la globalizzazione, la digitalizzazione e l’evoluzione sociale, alcuni valori tradizionali hanno perso centralità, mentre altri sono stati reinterpretati o sostituiti. Tra i principi più rilevanti oggi troviamo:

  • Inclusività e rispetto delle diversità: Oggi, l’etica sottolinea l’importanza di riconoscere e valorizzare le differenze culturali, di genere e di opinione.
  • Sostenibilità ambientale: La cura per il pianeta e il rispetto per le risorse naturali sono diventati principi fondamentali per le nuove generazioni.
  • Autenticità e libertà personale: Si celebra la libertà di esprimere sé stessi, di vivere secondo la propria identità, rompendo con le convenzioni imposte.

La modernità, però, ha introdotto una maggiore complessità. La rapidità dei cambiamenti e l’esposizione a informazioni spesso contraddittorie rendono più difficile per le persone aderire a un insieme univoco di principi.

Somiglianze e Contrasti

Nonostante le differenze, alcuni valori rimangono universali. L’onestà e il rispetto, per esempio, continuano a essere riconosciuti come fondamenti di ogni società. Tuttavia, il contesto storico e culturale influenza profondamente il modo in cui tali valori sono interpretati e applicati.

Concludendo: I buoni principi, sia ieri che oggi, rappresentano la bussola morale di ogni comunità. La loro evoluzione dimostra che essi non sono statici, ma si adattano alle esigenze dei tempi. Questo adattamento, però, non dovrebbe mai compromettere l’essenza del vivere etico: il rispetto per sé stessi, per gli altri e per il mondo che ci circonda. E’ un argomento complesso che non può essere esaurito in poche righe, ma che mi auguro faccia riflettere. E’ indispensabile spendere un po’ di tempo ed attenzione verso alcuni valori infondo la qualità della società in cui siamo inseriti dipende un pochino anche da ognuno di noi.

Secondo appuntamento con “Aperitivo in salute”

Lunedì 21 ottobre p.v. è previsto il secondo appuntamento con Aperitivo in Salute in zona Giustiniana a Roma presso la parafarmacia FarmaCassia.

Si parlerà di supermercati e scelte consapevoli! La partecipazione è gratuita con prenotazione al numero indicato in locandina per avere modo di accogliervi al meglio. Vi aspetto!

Gestisci al meglio le tue energie

Hai spesso la sensazione di non aver concluso nulla? La sera ti accorgi di non aver fatto neanche la metà di ciò che ti eri proposto? Hai mai fatto caso a quanto tempo ed energie sprechi durante il giorno?

Ti dimostrerò in pochi punti in quanti momenti della giornata sprechi tempo senza che te ne accorgi….

Ti preoccupi troppo per quello che dicono gli altri. Spendi tempo ed energie a compiere azioni o dire cose che possano non metterti in cattiva luce anche andando contro la tua volontà o necessità. Questo non fa bene. Se te ne preoccupi vuol dire che sei il primo che giudica quindi fai attenzione. Del giudizio puoi tenerne conto solo se ti aiuta a migliorare altrimenti non prenderlo in considerazione.

Procrastini: Rimandi in continuazione le cose importanti per dedicarti a quelle urgenti! Impara a gestire le priorità! Se sei stanco inutile continuare a lavorare: farai errori e perderai un sacco di tempo.

Ti lamenti Lamentarsi puòrappresentare uno sfogo, ma dilungarsi troppo in lamentele senza trovare soluzioni non è utile. Dà una visione di te stesso inconcludente mentre attivarsi dà una sferzata all’autostima.

Tempo al telefono e sui social: A meno che non sia parte del tuo lavoro non stare al telefono oltre le due ore al giorno! Vivere le vite degli altri sui social non è vita. Non credere che ti stai rilassando: il tuo cervello sta ricevendo migliaia di input al secondo tra immagini, luci e suoni.

Rimuginare su cose di cui non hai il controllo: Ci sono situazioni di cui dobbiamo semplicemente prendere atto, integrarle e accettarle se non possiamo fare altrimenti. Inutile perdere tempo e riempirsi di angosce su cose che non possiamo modificare Cercare soluzioni o adattarsi al meglio è sicuramente più utile.

Questi sono solo alcuni dei comportamenti che riscontro spesso nelle persone. Ce ne sono di altri, ma questi sicuramente sono i più presenti.

Lascio qualche piccolo consiglio per evitare di sprecare tempo utile cercando di vivere una vita di qualità e non solo vivere!

Sostituisci o alterna lo smartphone con un bel libro, un film o un documentario. Almeno avrai imparato qualche cosa e ti sarai rilassato.

Fai un elenco delle cose che devi assolutamente fare in una giornata e spunta man mano che le fai

Cerca di andare a pranzo e cena fuori solo il fine settimana e gli altri giorni mangia in modo sano.

Non serve fare i forzati del divertimento. Riposa se ne senti il bisogno. La nostra salute è importante non può essere messa sempre all’ultimo posto.

Kintsukuroi: l’arte giapponese di curare le ferite dell’anima

Kintsukuroi più conosciuta come Kintugi è un’antica arte giapponese che serve per riparare con l’oro le fratture di un oggetto. Lo psicologo spagnolo Tomas Navarro, fondatore del centro per il benessere emotivo, nel suo avvincente libro racconta di come questa arte possa essere utilizzata per curare le ferite dell’anima. Una lettura impegnata, ma coinvolgente in cui si troverà un qualche esempio che può colpire la nostra anima. Tra le pagine possiamo conoscere il dolore attraverso le sue manifestazioni, ma anche i modi per integrarlo nel nostro quotidiano. Si può scoprire l’origine della sofferenza ed i motivi per cui si soffre: avversità, frustrazione, delusione sono solo alcuni di questi. Con il dott. Navarro possiamo addentrarci anche sulle difficoltà e limiti di un cambiamento, ma anche comprendere i danni del pregiudizio e delle proiezioni. Possiamo ricorrere a tante strategie alcun più o meno valide per fuggire al dolore e alla sofferenza, ma possiamo imparare ad utilizzare in modo positivo e riconoscere la nostra forza emozionale.

 Alla fine della prima parte più descrittiva/teorica del libro l’autore ricorda che:

Vivere comporta la possibilità di soffrire, ma il nostro corpo lo ha previsto ed è preparato a sanare le ferite fisiche ed emozionali.

Dobbiamo imparare ad essere più forti della vita e capaci di riparare ciò che è rotto.

Non bisogna rimanere ancorati al dolore….

Nella seconda parte si fa il lavoro vero e proprio ed il primo capitolo inizia proprio con queste parole: Dovete recuperare il controllo della vostra vita, delle emozioni e di voi stessi, è la base per riacquistare sicurezza nelle vostre possibilità…

Un inizio molto propositivo in cui passo dopo passo dalla teoria si arriva  alla pratica per sperimentare alcuni passaggi fondamentali per “ricomporre la propria vita”

La vita non si sistemerà mai da sola. Non aspettare che succeda qualcosa. Non basta volerlo bisogna passare all’azione ricorda l’autore esortando di evitare di “toccare il fondo” dal quale poi è più difficile tornare a galla. Tra gli insegnamenti un modo diverso di pensare ed affrontare il dolore, i modi per imparare dal passato e naturalmente la cosa più importante di tutte: imparare a volersi bene!

C’è anche una terza parte, ma non voglio spoilerare altro!

Kintsukuroi di Tomas Navarro Giunti editore

The Journal: l’autostima

Eccoci arrivati ad un punto cruciale per il tuo journal: si parla di autostima.

Come per gli appuntamenti precedenti la cosa più importante è essere onesti. L’argomento è delicato e va affrontato in modo serio. Ciò che va appuntato sul journal deve essere ben ponderato. Prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno prima di rispondere. Sul tema autostima ho scritto tantissimo su questo blog e nel caso abbia bisogno di qualche delucidazione puoi fare riferimento a questi link:

Seguono una serie di domande fondamentali per imparare a conoscerti e prendere confidenza con il tuo dialogo interiore. Pronto per cominciare?

Anche se pensi di avere una bassa autostima credo fermamente che tu possa riconoscere in te alcuni aspetti positivi. Riesci ad elencarne almeno tre? Questi aspetti ti sono utili in campo personale, relazionale, o lavorativo? Descrivi almeno un esempio per ognuno.

C’è un complimento che apprezzi particolarmente? Descrivi quale è e perché è importante per te. Probabilmente è legato ad un episodio della tua vita. Raccontalo al journal.

Questo complimento tu lo fai ad altri? Lo hai fatto recentemente? A chi? Raccontalo.

Sebbene tante cose possono non essere state proprio come avresti voluto sono certa che negli ultimi anni hai imparato qualcosa di più su di te. Descrivi gli aspetti in cui ti vedi migliorato negli ultimi 5 anni. Questi aspetti nella sfera affettiva o lavorativa hanno prodotto aspetti significativi?

In questo momento quale individui come tua esigenza primaria? Hai strategie per raggiungerla?

Come parli a te stesso? Ricorda che una comunicazione positiva verso te stesso è una forma di amore. Annota di giorno in giorno le parole che utilizzi per descriverti e verifica i miglioramenti.

Ci vorrà del tempo per rispondere con onestà a tutte queste domande. Sono solo una piccola parte che prende in considerazione l’argomento. Prossimamente ti proporrò la seconda parte. Intanto buona compilazione!

The Journal: studio e lavoro

Passiamo un terzo della nostra giornata a scuola o al lavoro quindi è molto importante che quelle ore siano vissute al meglio. Ti sei mai chiesto se sei soddisfatto della tua scelta scolastica o del tuo lavoro? Ti alzi contento di iniziare una nuova giornata o solo l’idea ti atterrisce?

Impara a confidare al tuo diario le tue sensazioni. Ascoltale e da loro voce, probabilmente non ti sei mai fermato a riflettere se il tuo stato nello studio o nel lavoro è davvero la cosa giusta per te.

Per la precisione potrebbero essere importanti alcune domande alle quali come al solito non devi rispondere con fretta, ma puoi rivederle nei giorni seguenti per verificare se ciò che hai scritto è sincero o vuoi aggiungere qualche cosa. Lo scopo di questo esercizio è verificare lo stato di soddisfazione e nel caso il bilancio fosse negativo comprendere come cambiare la rotta sfruttando le risorse interiori che ti riconosci.

Le stesse domande e risposte potrebbero variare fra qualche tempo. Per questo è importate affidare alcuni pensieri e sensazioni ad un diario: segnerà la misura della tua evoluzione e dei cambiamenti che hai apportato nella tua vita.

Iniziamo dalla domanda cruciale: il tuo lavoro (studio) ti soddisfa? Qualsiasi risposta hai dato prova a descrivere il perché…onestamente.

Anche se la risposta dovesse essere negativa pensa se hai dei punti di forza/qualità che potresti sfruttare a tuo vantaggio. Credi che queste qualità sia apprezzate dagli altri o non riesci a farle emergere?

 Ci sono dei momenti della tua giornata lavorativa o scolastica in cui sei più a tuo agio? Descrivili.

 Il tuo percorso scolastico o lavorativo ti rappresenta? Trova almeno tre risposte e cerca di spiegarle.

 Hai delle ambizioni? Descrivile.

 Pensi che le scelte fatte di studio o lavoro possano essere di aiuto alla società?

Nella tua esperienza di studio o di lavoro hai imparato sicuramente delle cose. Descrivine almeno 3.

Se non sei soddisfatto delle tue scelte di studio o lavoro cosa ti piacerebbe cambiare? C’è qualcosa che potresti fare per migliorare le tue prestazioni?

La domanda che fanno a tutti colloqui di lavoro: come ti vedi fra 5 anni?