Storia breve con morale (aprile)

Quando ero piccolo adoravo il circo, ero attirato in particolar modo dall’elefante che, come scoprii più tardi, era l’animale preferito di tanti altri bambini.

Durante lo spettacolo faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune… ma dopo il suo numero, e fino ad un momento prima di entrare in scena, l’elefante era sempre legato ad un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe. Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno soltanto per pochi centimetri e anche se la catena era grossa mi pareva ovvio che un animale del genere potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire.

Che cosa lo teneva legato?

Chiesi in giro a tutte le persone che incontravo di risolvere il mistero dell’elefante; qualcuno mi disse che l’elefante non scappava perché era ammaestrato… allora posi la domanda ovvia: “se è ammaestrato, perché lo incatenano?” Non ricordo di aver ricevuto nessuna risposta coerente.

Con il passare del tempo dimenticai il mistero dell’elefante e del paletto. Per mia fortuna qualche anno fa ho scoperto che qualcuno era stato tanto saggio da trovare la risposta: l’elefante del circo non scappa perché è stato legato a un paletto simile fin da quando era molto, molto piccolo.

Chiusi gli occhi e immaginai l’elefantino indifeso appena nato, legato ad un paletto che provava a spingere, tirare e sudava nel tentativo di liberarsi, ma nonostante gli sforzi non ci riusciva perché quel paletto era troppo saldo per lui, così dopo vari tentativi un giorno si rassegnò alla propria impotenza. L’elefante enorme e possente che vediamo al circo non scappa perché crede di non poterlo fare: sulla sua pelle è impresso il ricordo dell’impotenza sperimentata e non è mai più ritornato a provare… non ha mai più messo alla prova di nuovo la sua forza… mai più!

A volte viviamo anche noi come l’elefante pensando che non possiamo fare un sacco di cose semplicemente perché una volta, un po’ di tempo fa ci avevamo provato ed avevamo fallito, ed allora sulla pelle abbiamo inciso “non posso, non posso e non potrò mai”.

L’unico modo per sapere se puoi farcela è provare di nuovo mettendoci tutto il cuore… tutto il tuo cuore!”

Cinque Trucchi post abbuffate

Giornate uggiose, la pandemia che dopo un anno prosegue il suo cammino ed ora anche la pausa pasquale senza gite fuori porta ….risultato? Un notevole aumento di peso per la maggior parte degli italiani.

Non avendo neanche il fine settimana per fare un giro o cambiare aria sembra che il maggiore divertimento sia utilizzare le serate del sabato e le domeniche pomeriggio in maratone di serie televisive accompagnate spesso da cibi poco salutari.

Ogni anno ci diciamo che compreremo solo un uovo di Pasqua, ma poi amici o parenti ce ne mandano sempre uno di troppo. Non che non sia gradito certo, ma è un continuo richiamo a sgarri che si attuano nel quotidiano.

Insomma poco movimento e troppo cibo a disposizione. Esiste qualche consiglio per arginare i danni?

pausa pasquale , zone rosse ed ansia da pandemia fanno ricercare in modo maggiore soddisfazione nel cibo…

Cercherò di condividere dei trucchetti. Alcuni saranno anche scontati, ma vanno messi in pratica assolutamente senza perdere ulteriore tempo per non trovarci tutti ad un mese dall’estate in preda al panico ed ai sensi di colpa. Evitare sgarri e riprendere un minimo di attività fisica sono in cima alla lista, ma iniziamo da qualcosa di semplice per iniziare a sgonfiarci un po’ a patto poi di riprendere la retta via:

  1. Sicuramente bere è importante per eliminare le tossine ingerite e diluire gli zuccheri nel sangue. Due litri di acqua sarebbero l’ideale anche se per molti non è facile. Oltre a ciò che bevete la mattina ricordate di bere un bicchiere di acqua a digiuno (aiuta a far risvegliare l’apparato digerente!) bevete una bottiglietta entro ora di pranzo ed un’altra per l’ora di cena. Aggiunto a quello che avrete bevuto nei tre pasti ci dovrete quasi essere.
  2. Un aiuto viene anche dalle tisane: detox la mattina, a base di finocchio per contrastare i gonfiori addominali dopo i pasti ed una tisana relax la sera per favorire il sonno. Le tisane bevute tiepide/calde hanno anche una funzione “coccola” molto soddisfacente.
  3. Per evitare di cercare dolci dopo i pasti le tisane sono un importante aiuto come lavarsi subito i denti. La sensazione di freschezza vi eviterà di andare a cercare la cioccolata nel barattolo in cucina!
  4. La sera evitate i carboidrati, anzi dalle 17 sarebbe molto meglio. Ridurre le porzioni dei pasti e privilegiate cibi ricchi di fibre.
  5. Evitate di mangiare in macchina e fuori casa non è elegante e potreste avere le mani non sufficientemente pulite e di questi tempi meglio evitare!

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Storia breve con morale (marzo)

Il conferenziere iniziò il suo intervento sventolando una banconota verde da cento euro.

“Chi vuole questa banconota da cento euro?” domandò.

Si alzarono varie mani, ma il conferenziere chiarì: “Prima di consegnarla, però, devo fare una cosa”.

Stropicciò la banconota furiosamente, poi disse: “Chi la vuole ancora?”.

Le mani vennero sollevate di nuovo.

“E se faccio così?”.

Lanciò la banconota contro il muro e, quando ricadde sul pavimento, la calpestò; poi la mostrò nuovamente all’uditorio: era ormai sporca e malconcia.

“Qualcuno la vuole ancora?”.

Come al solito, le mani si alzarono.

Per quanto fosse maltrattata, la banconota non perdeva nulla del suo valore.

Molte volte nella vita veniamo feriti, commettiamo degli errori, cadiamo eppure manteniamo il nostro valore. Se lo possediamo.

Primavera: facciamo pulizia (di pensieri negativi)

Alcuni pensieri sono tossici per la nostra mente così come la sporcizia lo è per il nostro corpo. Per pulire una casa basta aprire le finestre, armarsi di ramazza e spolverino, ma è un po’ più difficile eliminare i pensieri negativi dello sporco, perché c’è un grosso limite: non si può smettere di pensare!

Ci sono pensieri che girano nella nostra mente come un criceto nella sua ruota. Pensieri che non hanno alcuna funzione che bloccare le nostre azioni ed impedirci di proseguire esattamente come il criceto che dopo tanto correre non arriva da nessuna parte.

Possiamo scegliere di rimuginare quei pensieri e vedere la vita che scorre oppure possiamo pensare alla primavera come un momento di rinascita ed imparare qualche strategia che possa alleggerire i nostri pensieri e ci proietti verso una vita più soddisfacente.

Tempo fa vi ho parlato del disordine e ne approfitto per ricordarvi che mettere ordine nella vostra casa porta ordine anche nella mente. Fare pulizia negli spazi che abitate eliminando il superfluo e circondandovi di oggetti belli e significativi è molto importante. Un nuovo inizio per liberarsi dei pesi del passato ed essere pronti ad affrontare il futuro in leggerezza ed accogliere le cose nuove che la vita riserverà.

Riempite la vostra casa di piante o coltivatene alcune sul balcone o sul davanzale della finestra vi riempirà il cuore. Così come passare un po’ di tempo nella natura facendo passeggiate fuori porta o nel parco cittadino. Gli studi lo confermano: vivere la natura rilassa i pensieri ed avete mai provato a camminare scalzi sull’erba? E’ una sensazione piacevole e vi farà tornare bambini almeno per un po’! (e a quei tempi i pensieri deleteri non c’erano!)

Praticare meditazione è di enorme aiuto, ma quello è un livello superiore: basterebbe imparare a respirare nel modo giusto almeno nelle situazioni in cui ci si “annebbia” il cervello. Quando l’ansia prende il sopravvento o la paura… respira.

Respira facendo entrare l’aria nel naso e facendola uscire rumorosamente dalla bocca. Ad ogni espirazione rilassa le spalle.  Fai tutto ad occhi chiusi. Sentirai in pochi minuti che stai riacquistando la padronanza di te e potrai pensare i tuoi pensieri con maggiore ossigeno disponibile e con più ordine.

Evita il bombardamento di informazioni dai telegiornali ai social. Evita i programmi spazzatura e concentrati su notizie che ti permettano di crescere e migliorarti. A volte si sta sui social con l’idea di rilassarsi, ma non è così che la vive il cervello. Suoni, immagini e luci bombardano la nostra mente e la mettono in eccitazione specialmente la sera prima di dormire in cui la mente avrebbe necessità di rilassarsi. Molti per lavoro, nella situazione attuale, sono costretti a lavorare da casa e dal pc è impensabile usare lo stesso strumento anche per rilassarsi. Diventa alienante e fa perdere la percezione di noi stessi e dello spazio reale ed emotivo.

Allontanate le persone negative. Ci sono persone che ruotano nella nostra vita e che sono fonte per noi di disagio, sensi di colpa o peggio continua svalutazione. Evitatele con tutti i mezzi possibili! Ci sono persone che per forza di cose dobbiamo comunque frequentare, ma impariamo a difenderci “da dentro” non dimenticando il nostro valore o migliorandoci. Ignorando frecciatine o rispondendo con una battuta insomma non facevi trovare impreparati!

Una maggiore consapevolezza di se stessi e dei propri punti di forza permette di affrontare le cose della vita con più determinazione e non sarete più vittime di emozioni discordanti che si trasformano in pensieri fastidiosi ed inutili.

Ha ancora senso dedicare un giorno alla Festa della Donna?

In un’epoca in cui le donne sono magistrato, sindaco, astronauta, dirigente, presidente, sostantivi che dovremmo imparare a declinare al femminile e che ci diventa ancora difficile fare, ancora nei confronti della donna ci sono tante, troppe ingiustizie.

Per ogni donna forte c’è n’è una che non crede in sé, che diventa vittima di angherie e soprusi spesso all’interno della propria famiglia. Donne fragili per condizione economica, per etnia e numerosi altri motivi di cui spesso non si è responsabili. Di donne parlano le cronache ogni giorno: violenze, stupri e non di rado morte.

Ad ognuna di queste Donne auguro oggi una giornata lieta in cui fare qualcosa di piacevole almeno una volta per sé stesse, di farsi un piccolo regalo concedendosi, senza sensi di colpa, del tempo prezioso per volersi bene.

Auguro a tutte le altre di imparare la “sorellanza” per aiutarsi e sostenersi invece di mettere in atto invidia e cattiverie spesso gratuite.

 “Non c’è niente di più facile che mettere le donne una contro l’altra” dice il giornalista Aldo Cazzullo nel suo libro Le donne erediteranno la terra edito da Mondadori nel 2016 ed ancora “Gli uomini lo sanno ed esercitano quest’arte da millenni, Negli spogliatoi o nei bar si dice che la conquista più facile è la migliore amica della fidanzata; ma forse sono soltanto vanterie maschili. Di sicuro le donne tendono a perdonare l’amante infedele, mai però la rivale; anche se è stato lui, non lei, a violare il patto d’amore.

Sul lavoro o in politica, spesso funziona allo stesso modo. Invece ci vorrebbe uno spirito di squadra, una vera solidarietà femminile, per far crollare l’ultimo diaframma che separa le donne dalla meritata conquista del potere. Non è popolare dirlo: ma se l’uomo ha potuto soggiogare la donna per millenni, è anche a causa di un certo maschilismo femminile…”

Assurdo che sia un uomo a mettere in evidenza ciò, anche se senz’altro un “uomo illuminato” con ha la giusta considerazione della donna. Se smettessimo di farci la guerra raggiungeremmo più facilmente certi risultati e forse con meno drammi e soddisfazione e comunque…buon 8 marzo a tutte noi, con o senza mimosa, ma con tanta bellezza nel cuore!

Mantieni il peso e vivi di più

Non sto a raccontarvi cose ovvie confermate da studi in tutto il mondo: lo sappiamo tutti che se si mangia bene si evitano tantissime patologie invalidanti e pericolose come le cardiopatie ed il diabete. Avete ragionato mai sul fatto che un fisico sano e con il giusto peso abbia anche una migliore e maggiore aspettativa di vita?

Eliminare il grasso in eccesso, specie sull’addome, protegge da malattie pericolose ed è un toccasana per lo spirito. Anche se si hanno tanti kg da perdere e non si raggiunge il peso ideale ridurre il peso riduce il rischio di contrarre malattie croniche. Basta infatti raggiungere un calo ponderale di almeno il 10 %  per diminuire drasticamente gli effetti determinati dall’aumento di glicemia, pressione arteriosa, colesterolo. Vengono anche ridotte le problematiche di movimento diminuendo il sovraccarico sulle articolazioni e migliorano le apnee notturne.

Mantieni il peso e vivi di più e… meglio!!!

Naturalmente i benefici del perdere peso hanno anche una valenza psicologica importante. Avendo un’implicazione sull’immagine corporea chi è in soprappeso o obeso tende ad eliminare le situazioni pubbliche riducendosi alla sedentarietà e cercando il cibo come conforto che alimenta un circuito pericoloso.

Il perdere peso, invece, innesca nell’organismo, nella sua interezza di corpo e mente, dei meccanismi benefici che portano a migliorare le funzioni vitali, ma anche a riprogrammare le scelte di una vita più equilibrata fatta di nuove e sane abitudini.

Ridurre il grasso addominale, che funziona da scorta nel nostro organismo sotto forma di trigliceridi ed è in grado di innescare dei processi infiammatori che alterano pensieri, corpo, umore ed appetito, ci permette di ristabilire i giusti meccanismi che vanno a salvaguardare la salute ripristinando l’equilibrio ormonale e metabolico.

Secondo uno studio della Wake Forest University in USA le donne sarebbero favorite nell’effetto antietà del perdere peso poiché hanno maggiori capacità di recupero del movimento e a ripristinare sane abitudini nel tempo.

Prendersi cura di se stessi, ancor prima di vedere i risultati in termini di peso, fa sentire molto più motivati e propositivi. Predispone al cambiamento con conseguente rilascio di endorfine che mettono di buon umore e che rendono il sacrificio più abbordabile.

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Storia breve con morale (febbraio)

Un anziano e saggio indiano, forse Apache o forse Hopi, per educare i suoi nipoti, raccontò una storia:

“Dentro di me infuria una lotta, è una lotta terribile fra due lupi. Un lupo rappresenta la paura, la rabbia, l’invidia, il dolore, il rimorso, l’avidità, l’arroganza, l’autocommiserazione, il senso di colpa, il rancore, il senso d’inferiorità, il mentire, la vanagloria, la rivalità, il senso di superiorità e l’egoismo.

L’altro lupo rappresenta la gioia, la pace, l’amore, la speranza, il condividere, la serenità, l’umiltà, la gentilezza, l’amicizia, la compassione, la generosità, la sincerità e la fiducia. La stessa lotta si sta svolgendo dentro di voi e anche dentro ogni altra persona.”

I nipoti rifletterono su queste parole per un po’ e poi uno di essi chiese: “Quale dei due vincerà?”

L’anziano rispose semplicemente: “Quello che nutri”.

Cosa ci insegna questa storia? Che siamo continuamente esposti a stimoli positivi e negativi, ma che sta a noi scegliere la strada. Essere in un modo o in un altro non dipende dalle persone o dalle situazioni buone o cattive attorno a noi, ma dalle scelte che effettuiamo ogni giorno.

Fonte d’ispirazione Web

Decisioni: tra obiettivi e motivazione

Che sia perdere peso, smettere di fumare, imparare una lingua oppure sfondare con il proprio business non è possibile andare avanti alla “cieca” bisogna sapere dove si sta andando ovvero è fondamentale avere degli obiettivi e tanto più sono chiari meglio è!

Naturalmente la motivazione è importante, perché rappresenta la forza vitale, ci sprona e ci dà entusiasmo, ma come tutte le passioni è fugace e si esaurisce in breve tempo. E’ per questo che si inizia con grande entusiasmo una dieta e dopo pochi giorni si abbandona così come accade per tante altre cose.

Gli italiani non sono un popolo famoso per la gestione degli obiettivi. Rispetto ad altre culture siamo molto più approssimativi, meno determinati e ci affidiamo spesso al caso. C’è anche una tendenza comune: quella di confondere gli obiettivi con i buoni propositi. Infatti se ci pensate bene li abbiamo inseriti nella lista delle cose da realizzare durante l’anno, ma a febbraio probabilmente li avremo dimenticati.

Perché accade? Spesso ci facciamo trascinare dall’entusiasmo, che però come abbiamo accennato, ha una batteria di breve durata. Sicuramente è giusto avere obiettivi ambiziosi, ma al tempo stesso devono essere realizzabili, poiché la fatica se è esagerata può essere fonte di frustrazione e ne fa le spese l’autostima!

Bisogna darsi dei tempi fattibili: non si possono perdere 20 kg in un mese ad esempio, ma bisogna pensare ad una perdita equilibrata di circa 1 kg a settimana per cui se si è bravi l’obiettivo può essere raggiunto in 20 settimane, e non prima. Si può pensare di suddividere il percorso in più step come ad esempio imporsi di raggiungere un obiettivo intermedio a 5 o 10 settimane! Psicologicamente permette di utilizzare le risorse in modo ottimizzato senza rischiare di morire di fame le ultime 2 settimane! Ma fondamentale è decidere un tempo massimo entro il quale l’obiettivo deve essere raggiunto!

Un problema comune quando gli obiettivi si possono raggiungere a medio o lungo termine è che si pensi di avere tempo e si rischia di fare un enorme sacrificio solo alla fine e richiedendo un grande sforzo senza dare i risultati sperati che fa demordere dall’impresa. Io consiglio sempre di sfruttare il momento della motivazione al massimo per recuperare energia, infatti se in un tempo breve si è riusciti a raggiungere anche un solo piccolo obiettivo sarà molto più difficile lasciare perdere. Dal raggiungimento di uno step all’altro si ricava nuova energia ed entusiasmo per passare allo step successivo così fino all’obiettivo.

Quindi i numeri sono importanti: ovvero dobbiamo avere molto chiaro il nostro obiettivo e creare step intermedi con parametri misurabili. Se devo smettere di fumare al primo step devo aver eliminato almeno 5 sigarette al giorno che non vuol dire 6 e sicuramente non 4! Se sto imparando una lingua devo aver finito il primo capitolo in una settimana e non in due!

Non abbiate timore di creare i vostri obiettivi, ma siate onesti con voi stessi sulla valutazione delle vostre capacità e se siete di quelli che si scoraggiano chiedete aiuto ad un amico che saprà aiutarvi a non cadere in tentazione e vi accompagnerà fino al termine del percorso.

I disturbi dell’alimentazione ai tempi del Covid 19

Siamo di fronte ad una vera e propria epidemia. Tra il 2019 ed il 2020 c’è stato un incremento dei disturbi dell’alimentazione del 30%. Le fasce più colpite quella dei giovani e dei giovanissimi. Lo dice una ricerca condotta in Italia nel periodo di riferimento dal Ministero della Salute e che saranno pubblicati a breve in modo ufficiale.

Durante il lockdown di 10 mesi fa abbiamo tutti sperimentato quando il cibo potesse rappresentare un conforto. Attorno al tavolo si sono riunite famiglie nei tre pasti principali per quasi tre mesi, mentre “prima” si era fortunati se ci si incontrava almeno a cena. Le nostre abitudini sono cambiate radicalmente. Alcune persone uscivano più volte al giorno per fare la spesa, in realtà volevano solo respirare un po’ d’aria. Inizialmente si è fatto tutti indigestione di serie televisive e generi mangerecci non particolarmente raccomandati. Hanno iniziato a rivolgersi all’asporto anche quelli che fino a quel momento non avevano ceduto alla novità. Per settimane il lievito non si trovava, così come la farina e siamo stati tutti a creare pizza party virtuali e cimentarci con torte e biscotti , ma poi il cibo ha smesso di essere un genere di conforto e abbiamo iniziato a fare i salutisti.

Evitati accuratamente gli scaffali di dolciumi e patatine abbiamo cercato di mangiare sano e recuperato piano piano il peso forma. Per altri le cose sono andate diversamente. Alcune persone nella convivenza obbligata hanno cominciato a mangiare in modo compulsivo, chi a bere andando oltre i limiti.

I bambini ed i ragazzi tra i 12 ed i 14 anni hanno subito maggiormente la situazione. Privati del contatto fisico e dell’interazione, quelli che evidentemente stavano già sotto soglia, sono aumentati di peso oppure sono stati colpiti da anoressia nervosa o di alimentazione selettiva.

La chiusura per mesi interi di certe strutture di riferimento ha poi peggiorato la situazione. Infatti per poter controllare i disturbi dell’alimentazione è necessario riconoscerne i segnali e non sottovalutarli e richiedere un aiuto che più tempestivo risulta maggiori saranno i risultati ottenuti. Purtroppo la persona colpita o le famiglie, quando si tratta dei giovani, non si rendono conto di essere malati fino a quando la sintomatologia inizia ad interferire nel quotidiano ad esempio con litigi al momento del pasto.

Se siamo sensibilizzati al problema sicuramente si può fare più attenzione alle variazioni di peso anomale o alle dispercezioni corporee presentate da un soggetto (si vede troppo grasso, non gli piace la pancia, il seno ecc.. in modo ossessivo) sono di auto dei percorsi di educazione alimentare per la famiglia.

Spesso tali disturbi si presentano quando in famiglia c’è già almeno un componente che soffre di un disturbo dell’alimentazione (anche in modo latente) ed in questo caso un percorso psicologico è sempre raccomandato prima che alcuni comportamenti si radicalizzino.

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Storia breve con morale (gennaio)


“C’era una volta un gruppo di rane che organizzò un concorso. L’obiettivo era quello di raggiungere la cima di una gigantesca torre. Un’impresa ritenuta impossibile perciò una grande folla di rane si riunì per assistere alla gara e per tifare i partecipanti.

La gara iniziò. Non una rana tra il pubblico ritenne che i concorrenti avrebbero mai raggiunto la cima. Dopo tutto, era una torre enorme e scalarla era considerato troppo difficile.

La folla cresceva e molti urlavano,

No, questo è impossibile!”
Non arriveranno mai in cima”
“Non ci riusciranno. La torre è troppo alta!”

Una ad una, le piccoli rane crollavano e cadevano giù dalla torre. Eppure, c’era un gruppo di rane determinate che provava a salire ancora più in alto. Ma la folla continuava a urlare,

“Non possono farcela, nessuno ce la farà!”

Scoraggiate e convinte dalle grida, la maggior parte dei partecipanti alla gara cedevano e cadevano dalle mura. Alcune rane arrampicandosi si lamentavano di fatica e dolore e presto rinunciavano. Altre rane, stanche dallo sforzo, sentendo le lamentele dei loro coetanei gettavano la spugna.

Nella foto un’opera di MelissaFrancesArt

In mezzo a queste, una minuscola rana persisteva con tenacia. Saliva. E saliva. E saliva. Questa piccola rana sembrava avere la forza di una super-rana che le permetteva di spingersi più in su a dispetto degli altri.

“Ma come può essere in grado di scalare ancora quando cadono tutti?”  Si chiedeva la folla.

Ormai, tutte le piccole rane avevano abbandonato a eccezione di quella piccola rana. La folla continuava a urlare:

“È troppo difficile! ti farai male!”
“Non arriverai mai in cima!”
“Faresti meglio a rinunciare adesso, lascia perdere!”
Ma per qualche misteriosa ragione, quella piccola rana saliva ulteriormente, apparentemente imperterrita.

Infine, dopo tanti sforzi, dopo parecchi scivoli e altrettante riprese la piccola rana riuscì a raggiungere la cima. La sua destinazione! L’unica rana ad arrivare dove nessuno avrebbe mai pensato possibile, sulla cima della torre.

Tutta le rane a terra rimasero stupite di come questa piccola e insignificante rana potesse essere in grado di vincere questa sfida. Affollandosi attorno a lei vollero scoprire il suo segreto e…

…scoprirono che era sorda.

Cosa abbiamo imparato da questa storia? Che non dobbiamo fare nostri i limiti degli altri. Spesso la scarsa fiducia, ma anche l’invidia degli altri ci bloccano. Impariamo ad ascoltare più noi stessi. Proviamo. Se non riusciremo nell’impresa avremo conosciuto i nostri limiti ed imparato a superarli. Quante volte, anche persone che sono vicino, ci hanno ritenuto troppo giovani, troppo vecchi, troppo deboli? Quante volte ci hanno detto non è possibile, non è roba per te impedendoci anche solo di sognare?

 A volte bisogna essere sordi a segnali che ci remano contro e dobbiamo avere il coraggio di pensare in grande, perché SE NON SI SOGNA NON SI REALIZZA!