Parola d’ordine ottimismo!

Ottimismo bella parola! Secondo Wikipedia l’ottimismo è un atteggiamento che si manifesta nel modo di sentire, pensare e di vivere contraddistinto dalla positività o quantomeno dal suo prevalere sulla negatività. Gli ottimisti tendono dunque a guardare “il lato positivo delle cose” e ad assumere la buona fede nelle persone.

Nel vivere comune parliamo di persona positiva raffigurabile con il tipico quesito del bicchiere mezzo pieno in contrapposizione al pessimista che vede sempre il bicchiere mezzo vuoto. Esistono tante scuole di pensiero che invitano alla positività, ad una visione ottimistica della vita, ma ci sono giornate in cui tutto sembra andare storto , ci sono individui  ai quali accadono un’infinità di momenti negativi come si fa a dire a quelle persone prendila con filosofia , sii positivo?

ottimismo per post lun

Eppure anche i contrattempi possono diventare una sfida grazie al pensiero laterale positivo. Sarebbe un peccato non cercare di applicarlo nella vita di tutti i giorni poiché può anche aumentare la nostra salute fisica e mentale quindi perché non provarci? Tante ricerche confermano  la relazione positiva tra la qualità della vita e l’ottimismo. Riuscire a vedere il lato positivo delle cose rende l’aspetto negativo meno importante e ci aiuta a trovare soluzioni cambiando punto di vista.  Non solo la vita famigliare e personale migliora, ma anche le questioni di cuore e la carriera. Molti studi condotti su donne operate di cancro al seno confermano che il vissuto di malattia e la guarigione sono strettamente correlati ad un atteggiamento positivo. Anche l’anzianità e la disabilità che inesorabilmente aumenta con l’età sono migliorati da un atteggiamento positivo.  Riuscire a dare meno peso agli eventi stressanti permette maggiori performance ed un più alto raggiungimento degli obiettivi.  Per  evitare il pessimismo è necessario coltivare l’abitudine al pensiero positivo. Non basta farlo ogni tanto in modo isolato, ma ogni giorno cercando di vedere ogni cosa con occhi nuovi tralasciando vecchi pensieri ed impostazioni mentali

Verosimilmente per alcuni risulta un tratto di personalità innato, ma molti psicologi ritengono che la positività si possa imparare anche valorizzando se stessi. Io sono una di quelle e credo che valga la pena di provare (almeno per non rovinarsi la vita da soli!)

Il ruolo della figura paterna nello sviluppo psicologico del bambino oggi

In occasione della festa del papà propongo una riflessione sulla figura paterna che dal dopo guerra in poi è cambiata notevolmente. Nella società attuale i ruoli tradizionali  sono saltati a favore della donna che oltre alla funzione di accoglimento all’interno della famiglia acquisisce anche ruoli sociali riconosciuti : lavora e fa carriera. Contribuisce quindi al mantenimento economico e alle decisioni riguardo casa e figli. Maggiori responsabilità alla donna/mamma a discapito dell’uomo/ padre che perde terreno.

Sembra quasi che la società si stia ribellando al vecchio modello di figura paterna e stia cercando una nuova identità . Non un modello intoccabile  legato all’informalità e alla distanza , ma di un padre con dei sentimenti e responsabilità funzionali per esser considerato una colonna portante delle relazioni familiari al pari della madre.

padre

“La domanda da porsi a questo punto è: in una società che ha influenzato particolarmente la cultura dell’essere maschio ed esser padre, che ha accettato la differenziazione dei ruoli come un dato quasi divino e che ha fortemente concentrato l’attenzione sulla donna/ madre come figura di attaccamento per eccellenza, dovuto a un legato definito “naturale” o “biologico, c’è ancora spazio per revisionare o meglio ancora ritrovare l’importanza della figura paterna, emotivamente partecipante allo sviluppo psico-fisico del figlio, compagno di viaggio, un alleato fedele?”*

Sebbene si registrino un aumento di padri che ritengano meravigliosa l’esperienza e nuove opportunità come il sostegno alla famiglia ed il congedo obbligatorio per il padre, in realtà questa trasformazione dei padri è puramente virtuale e teorica.

La presenza di un padre all’interno della famiglia è essenziale in tutte le fasi della crescita del figlio per la costruzione della sua identità. Sebbene siano diverse le modalità di rapporto con la femmina e con il maschio ,  l’assenza della figura paterna produce una ferita relazionale in una figlia ed una ferita d’identità in un figlio. Questo perché il padre contribuisce a creare stabilità, affettività e sicurezza.

Quindi è indispensabile che il “padre” venga ritrovato non solo dal contesto sociale e familiare ma anche dai mass media e dalle istituzioni, sottolineando quelle trasformazioni già in atto nelle famiglie e convenendo sul fatto che il padre è una risorsa oltre che un elemento peculiare nella gerarchia familiare.

 

 

 

*FONTE WEB (riflessioni)

Bambini ed autostima

ll termine autostima viene dal verbo latino “aestimare”, che corrisponde a “determinare il valore di”, ma anche “avere un’opinione su”. In sostanza può essere definita come il valore che si attribuisce a sé come persona e corrisponde alla considerazione che ha un individuo di se stesso.

Possedere una buona  autostima significa avere una sana considerazione di sè : valutarsi  in modo positivo conoscendo i punti di forza e  migliorando le proprie aree di debolezza ed infine avere la capacità  di perdonarsi in caso di fallimento.

John Bowlby nel suo libro “Una base sicura” evidenziava quanto fossero importanti i legami di attaccamento nella prima infanzia, il tempo che i genitori passano insieme al figlio, ma anche le emozioni che accompagnano ogni loro gesto. L’autostima si costruisce passo dopo passo a partire dai primi giorni di vita di un bambino. E’ possibile promuovere al meglio l’autostima nei bambini attuando comportamenti positivi quali:  ascoltare e prendere atto dei pensieri e dei sentimenti dei propri figli; costruire situazioni che aiutano i propri figli a sperimentare vissuti di successo; rafforzare nei propri figli la convinzione di essere capaci e degni di affetto; rivolgersi al bambino usando un atteggiamento positivo e di rispetto. Insegnare al bambino il dialogo e a parlare delle proprie emozioni. Fondamentale anche creare delle regole e dei limiti , adeguate al livello del bambino,  rispettate da tutta la famiglia. Avere aspettative adeguate all’età e alla maturità dei figli riconoscendo  e rispettandone l’individualità ; incoraggiare  il pensiero autonomo, l’espressione delle loro idee e opinioni, anche se in contrasto con le vostre sono alcune delle azioni che ogni buon genitore dovrebbe intraprendere.

autostima-infantile

Purtroppo, sebbene la qualità delle relazioni primarie sia di fondamentale importanza, non basta a garantire la sicurezza e la stima di sè in età adulta in quanto l’immagine che ciascuno ha di se è soggetta a mutazioni.  La formazione dell’autostima può essere analizzata pensando al divario tra Sé percepito e Sé ideale. Il Sé percepito equivale al concetto di sé, alla conoscenza di quelle abilità, caratteristiche e qualità che sono presenti o assenti; mentre il Sé ideale è l’immagine della persona che ci piacerebbe essere. Quindi, i problemi legati all’autostima nascono dalla discrepanza tra sé ideale e sé percepito.

Attualmente, la letteratura scientifica è abbastanza concorde nell’affermare che l’autostima è una componente di natura multidimensionale. L’autostima si evolve negli svariati contesti in cui l’individuo si trova ad interagire fin dall’infanzia, che contribuiscono a formare le varie dimensioni dell’autostima: nelle relazioni interpersonali, nella competenza sul controllo dell’ambiente, nell’emotività,nel successo scolastico, nella vita familiare, nel vissuto corporeo. Tali contesti sono parzialmente sovrapposti e collegati: ognuno da vita ad un aspetto dell’autostima ed insieme danno vita al senso generale d’autostima dell’individuo.

Perchè facciamo quello che facciamo?

Emozioni, bisogni, scopi innescano la nostra propensione a pensare, sentire ed agire. Le ragioni per cui le persone fanno quello che fanno è perchè sta quindi in quello che pensano, provano, desiderano. Ogni individuo pensa ed agisce secondo schemi definiti dalla propria personalità.

Considerando la personalità la possiamo identificare come una architettura con caratteristiche relativamente stabili che assumono rilievo in un particolare contesto sociale e che permettono di distinguere le persone le une dalle altre sia un sistema cosciente di sè, che agisce nel mondo in accordo a giudizi di valore.

Tratti motivi, valori, atteggiamenti, percezioni e valutazioni di sé sono costrutti dei quali ci serviamo per rendere conto di ciò che le persone fanno, sentono, pensano, desiderano e quindi delle varie espressioni fenomeniche della personalità.

Perchè facciamo quello che facciamo imm

Con essi facciamo riferimento a ipotetiche strutture mentali che verosimilmente rispecchiano il funzionamento di diversi sistemi psichici, esecutivi e valutativi che operano in concerto. Esistono due prospettive per cui è possibile guardare alla personalità. Una la vede come costruzione sociale che caratterizza l’individuo in sistemi di descrizione e classificazioni condivisi e quella che vede la personalità come un sistema capace di autoregolarsi secondo molteplici schemi psicologici e biologici.

La ricerca delle ragioni di ciò che facciamo è  quindi inseparabile dalla personalità. Quali che siano i desideri, i bisogni, gli affetti è sopratutto un sistema personale di attribuzione di valore e di senso che detta le regole del gioco.

Piacere e compiacere: la dimensione sociale

Nella formazione di una intenzione e nel perseguimento di uno scopo non contano solo le nostre preferenze, ma anche le percezioni di come le nostre scelte verrebbero accolte dalle persone che per noi sono importanti. Prima di tradurre un desiderio in azione passiamo in rassegna tutte le persone che approverebbero la nostra decisione o che ne rimarrebbero deluse. Quasi come avere di fronte una folla pronta a mostrarsi pro e contro il nostro operato.

Questo no accade solo nelle cose importanti della vita, come la scelta del partner o la messa al mondo di un figlio, ma anche per l’acquisto di un’automobile, adesione ad un club o altro. A volte le nostre scelte sono vincenti altre devono fare i conti con le reazioni favorevoli e sfavorevoli da parte di amici e parenti.

compiacere per art

Gli autori Ajzen e Fishbein indicano come norma soggettiva le pressioni che prendono forma di reazioni di approvazione o disapprovazione da persone che consideriamo importanti.

Queste pressioni sociali sono interiorizzate in base alla nostra cultura, al luogo ed al tempo in cui viviamo e nella comunità in cui siamo inseriti. Queste regole soggettive non fanno riferimento ad alcun codice scritto , ma guidano, orientano, dissuadono. Spesso la pressione a conformarsi a quelle che si ritiene siano le aspettative altrui diventa più impellente del rispetto di quelle stesse norme. Si tratta di pressioni che possono esercitare un’influenza notevole rispetto alla mete che vengono perseguite, all’impegno che viene profuso e alle giustificazioni che vengono fornite. Quanto maggiore è l’importanza che attribuiamo all’approvazione altrui tanto minore diventa la nostra libertà di agire. Spesso la pressione sociale diventa un forte elemento di dissuasione. In alcuni casi persone capaci non riescono ad arrivare al raggiungimento di una autonomia ed indipendenza per paura di dispiacere (in genere un familiare), mentre persone con un potenziale più modesto, ma supportate nelle loro scelte, possono raggiungere traguardi importanti.

Le norme soggettive possono risultare per alcuni potenzianti per pura compiacenza, mentre altri si ritraggono dal successo per evitare gelosie ed invidie. Quanto più riusciamo a liberarci di certi condizionamenti e siamo in grado di gestire eventuali insuccessi od incidenti di percorso, quanto più saremo liberi di fare le nostre scelte, di sbagliare ed anche di gioire dei nostri successi.

Autostima e personalità.

Autostima : un aspetto della personalità che concerne le percezioni, le valutazioni e perciò le disposizioni delle persone nei confronti di esse. Si tratta di un tema molto vasto, comprensivo di argomenti trasversali ed è fondamentale per capire che cosa contiene, guida, motiva la condotta, gli stati d’animo e le passioni. Sto parlando del Sé e con tale termine mi riferisco ad un insieme di proprietà e caratteristiche che rendono unico ogni essere umano come avere coscienza di sé, riflettere e dialogare con se stessi, rivivere il passato o proiettarsi nel futuro.

autostima e personalità

D’altro canto è fondamentale anche quanto riteniamo di valere perché questo contraddistingue le relazioni con gli altri. Ognuno sa quanto sia importante essere soddisfatti di sé, sentirsi all’altezza delle situazioni, ritenere di valere o che le proprie idee abbiano valore. Tradizionalmente si è distinto tra esperienza di sé e rappresentazione di sé, ma ancora non è chiaro quali siano gli elementi in comune ed i sistemi psichici sottostanti, ma senza di essi non potremmo dare senso alla nostra vita e a quello che facciamo.

Nonostante si possa sentire o pensare le stesse cose nessuno può sentire o pensare allo stesso modo di un altro individuo. Le rappresentazioni mentali hanno un ruolo determinante per gli individui. Le occasioni che si offrono e che si sanno cogliere hanno un ruolo determinante nel promuovere le potenzialità individuali. Gli atteggiamenti di maggiore o minore indulgenza verso se stessi, la convinzione di essere in grado di gestire le varie situazioni, i desideri di essere lodati, accettati o i timori di non esserlo, l’importanza che diamo al  prestigio, al rispetto sono i vari modi in cui esprimiamo la nostra personalità.

Il sano egoismo ovvero: amare se stessi

Diceva Oscar Wilde “Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore lunga tutta la vita”  eppure nella mia pratica quotidiana riscontro che in molti trovino più facile amare gli altri piuttosto che se stessi.

Sicuramente ci sono diversi modi per amare se stessi ed aumentare la propria autostima nella vita di tutti i giorni. Indipendentemente da quali siano le ragioni di questa mancanza di amor proprio, bisognerebbe sempre prendersi cura di se e regalarsi tutto l’amore meritato.

Il primo passo è quello di conoscere te stesso: è impossibile amarsi se non sai chi sei! Per comprenderti meglio investi nella scoperta di ciò in cui credi, nei tuoi valori e nei tuoi progetti. Fondamentale è anche stabilire i propri confini così gli altri capiranno quanto meriti e ti porteranno rispetto. Ne consegue che dovrai imparare a dire no più spesso di quello che fai adesso.

me

Ricorda che le altre persone non sono meglio o peggio di te, sono solo diverse. Tu hai un valore prezioso così come sei e accettare te stesso comporta che non hai bisogno di paragonarti agli altri.

Impara a darti delle priorità  mettendo al primo posto le cose più importanti, lasciando andare quelle che lo sono meno, ma senza sentirti in colpa. Riposare è rigenerante, è la corretta base di partenza per la cura di sé e non è una perdita di tempo!

Cerca di conoscere i tuoi punti di forza per sfruttarli al meglio e conosci quelli deboli per migliorarti un poco ogni giorno. Sii onesto con te stessa. E’ un valore che pratichi con gli altri cerca di farlo verso di te per primo. Impara ad accettare che si possono fare errori. Errare è normale e fanno parte di ciò che sei, ma ogni giorno puoi cercare di imparare una nuova strategia.

Non sprecare del tempo prezioso per accontentare delle persone che sono impossibili da soddisfare oppure che, semplicemente, non sono poi così importanti per te.
Essere se stessi significa, delle volte, rinunciare a compiacere tutti ed abbracciare il proprio autentico modo di essere.

Non rifuggire da sentimenti di disagio come la rabbia e la tristezza, ma esprimili in modo sano perché se li neghi è come se evitassi una parte di te.  Un altro modo per prendersi cura di sé è riconoscere quando si ha bisogno di supporto, perché chiedere un aiuto non è sinonimo di debolezza ma di umanità. Tutti, almeno per una volta, ne hanno avuto bisogno.
Frequenta solo persone positive: a volte amare se stessi significa evitare quelle relazioni dannose che minacciano la salvaguardia del proprio bene.

Ricorda sempre che amare se stessi vuol dire sentire nel profondo di avere a cuore se stessi interamente, le proprie emozioni, il proprio benessere fisico ed emotivo.