Violenza sulle donne: riconoscere i segnali precoci

Non succede all’improvviso a volte si insinua facendovi addirittura dubitare di voi, per questo è importante riconoscere e non sottovalutare alcuni segnali. La violenza fisica non inizia MAI all’improvviso, è preceduta da comportamenti molto subdoli quali controllo, manipolazione o aggressività psicologica.

Ci sono segnali psicologici molto sottili che spesso all’inizio sembrano normali o addirittura segni di affetto, ma con il tempo possono diventare forme di manipolazione o controllo. Riconoscerli presto può aiutare a capire se una relazione sta prendendo una direzione pericolosa.

1. Ti fa dubitare di te stessa (gaslighting)

  • Dice che ricordi male le cose o che stai esagerando.
  • Nega fatti evidenti.
  • Alla fine inizi a chiederti: “Forse ho capito male io…”.

2. Critiche “travestite” da consigli

  • Commenti tipo:
    • “Lo dico per il tuo bene.”
    • “Se fossi più intelligente faresti così.”
  • All’inizio sembrano suggerimenti, ma minano lentamente l’autostima.

3. Amore molto intenso all’inizio

  • Dichiarazioni fortissime dopo poco tempo.
  • Vuole accelerare tutto: convivenza, impegni, esclusività.
  • Questo comportamento è spesso chiamato love bombing.

4. Vittimismo continuo

  • Racconta che tutti lo hanno sempre tradito o trattato male.
  • Gli ex partner sono sempre descritti come “pazzi” o “cattivi”.
  • Così crea empatia e giustifica comportamenti problematici.

5. Senso di colpa costante

  • Ti fa sentire responsabile del suo umore.
  • Se è arrabbiato o triste, sembra sempre colpa tua.

6. Piccoli test di controllo

  • Prova a vedere quanto sei disposta a cedere:
    • “Se mi amassi davvero faresti questo.”
    • “Non ti costa niente rinunciare a quella cosa.”

7. Minimizzare i tuoi sentimenti

  • Quando esprimi un disagio dice:
    • “Sei troppo sensibile.”
    • “Stai facendo un dramma.”

8. Alternanza caldo-freddo

  • Un giorno molto affettuoso, il giorno dopo distante o freddo.
  • Questo crea confusione emotiva e fa cercare sempre la sua approvazione.

Ascoltati: un segnale importante è come ti senti nella relazione. Se ti senti:

  • confusa
  • in colpa
  • sotto pressione
  • meno sicura di te stessa
  • questi segnali ti dicono che c’è qualcosa che non va prendi le distanze e parlane con un’amica. Non aver paura del giudizio e cerca aiuto se non riesci a staccarti.

Le radici della violenza di genere

Ci troviamo di fronte ad un momento storico importante il numero di femminicidi non significa che c’è un aumento di “matti” in giro, ma sicuramente di molti uomini che si sentono frustrati, insicuri e che non hanno un punto di riferimento culturale come uomini.

Uomini anche giovani a cui è stato insegnato che il non rispetto e la svalutazione della donna sono normali e che non accettano che una donna possa fare scelte o possa avere una sua idea delle cose.

un momento del mio intervento all’evento di sabato 21 marzo 2026

*Si continua a discutere sul perché dei femminicidi e c’è ancora qualcuno che parla di malati di mente. Ma quando un fenomeno si ripete ogni giorno e in tutto il mondo non si possono attribuire i delitti a dei raptus ma dobbiamo constatare una intenzione generale di riconquista del potere.

Si tratta, come ormai risulta chiaro, di una volontà di punizione, diffusa e condivisa, di cui gli esecutori spesso non sono consapevoli. Nel mondo patriarcale è montata una rabbia vendicativa e una voglia di riportare l’ordine nelle famiglie colpendo e punendo le donne che pretendono autonomia e libertà, riconoscimenti professionali e prestigio.

Tutte cose che implicano un nuovo potere. Ricordiamo che la conquista di nuovi poteri è sempre stato il detonatore per lo scoppio di guerre fra popoli e fra Stati. Si pensi alle rivolte dei contadini contro i feudatari, o le lotte dei democratici contro i proprietari di schiavi e non ultimo gli scontri fra le donne che chiedevano il voto e i governi che lo rifiutavano. Molti, i più saggi e i più generosi, capiscono e si adattano, qualcuno mugugnando, ma l’intelligenza e la comprensione fa loro intendere che non si tratta di una catastrofe identitaria ma di una rinuncia ad alcuni privilegi e ad alcune abitudini millenarie. Altri, i più ignoranti, i più narcisisti, i più spaventati, non riescono ad accettare i cambiamenti e la conseguente perdita di potere. E, presi da terrore, si accaniscono sul corpo ribelle.

locandina evento del 21 marzo 2026

L’ultimo caso del giovane che per mesi ha cercato di avvelenare la moglie incinta e poi l’ha uccisa con trentasette coltellate ci fa capire quanto sia drammatica per certi uomini la perdita di poteri e privilegi che considerano naturali ed eterni. Come rimediare? Se concordiamo sulla idea che non si tratta di casi

Personali ma di una tendenza mondiale dovuta alla paura di perdere una identità virile storica, appartenente per «grazia divina» al genere maschile, non se ne uscirà. La sola cosa possibile è agire sulla cultura, sulle abitudini identitarie, sulle disparità di genere, sulla misoginia linguistica. Tutte cose ancora profondamente radicate. E non sarà facile, perché le radici si estendono in spazi interiori arcani e segreti.

Riconoscere i segnali precoci prima che una relazione diventi violenta è molto importante. Nella maggior parte dei casi la violenza fisica non inizia all’improvviso, ma è preceduta da comportamenti di controllo, manipolazione o aggressività psicologica.

Ci sono segnali psicologici molto sottili che spesso all’inizio sembrano normali o addirittura segni di affetto, ma con il tempo possono diventare forme di manipolazione o controllo. Riconoscerli presto può aiutare a capire se una relazione sta prendendo una direzione pericolosa.

*Dacia Maraini/Diario degli anni difficili editore Soferino

La violenza non è amore

Ogni fine anno in tutto il mondo vengono stilati elenchi che riportano le classifiche  di violenza, femminicidi e stalking.  Numeri sempre in aumento sebbene dal 2000 l’Onu ne abbia sottolineato la gravità instaurando una giornata dedicata alla violenza sulle donne fissata il 25 novembre. Un problema culturale? In parte si, ma non solo. Vorrei oggi intraprendere con voi una riflessione sulla coppia e sugli sbilanciamenti che subisce in base al diverso modo di considerare l’amore ed il possesso.

Nessuna coppia è bilanciata:  questo è un fatto. L’altro è che la seduzione, insita nella coppia,  conduce a una psicologia del possesso. Se il possesso può definire la reciproca appartenenza allo steso modo  può divenire l’anticamera della violenza e di ogni forma di sopruso. Perché accade? Perché l’idea di «possesso» può essere intesa in modo erroneo da parte di un partner e la nascita dell’idea di avere dei diritti particolari verso l’altro (che in realtà non ha!)

Quando si crea questo tipo di asimmetria si attua uno sbilanciamento e si mettono in atto dei processi di confronto psicologico che fanno aumentare superiorità e dominio da parte di uno dei partner. Inoltre gli uomini attribuiscono assai di più un significato sessuale ad atteggiamenti e a gesti non verbali (sguardi, sorrisi, trucco, abbigliamento ecc.) della donna per la quale spesso sono privi di  valore, ma  anche questo contribuisce a creare problemi e discussioni con la tendenza a divenire sempre più frequenti ed accesi.

La violenza può essere presente in tutto l’arco di vita della coppia, ma spesso ha il suo avvio già nel corso della seduzione, quando ancora siamo agli inizi della formazione del legame fra i partner.
La violenza assume diverse configurazioni. Può essere psicologica, facendo ricorso a minacce, umiliazioni, critiche, isolamento, insulti, intimidazioni, comportamenti insistenti e ossessionanti di controllo e di sorveglianza (stalking). Può diventare una violenza fisica, quando vi è l’uso della forza con varie forme di coercizione, di abuso e di robotizzazione della partner fino a giungere allo stupro. Può infine assumere il profilo di violenza economica, generando una situazione di forte dipendenza finanziaria.

La maggior parte delle donne che subiscono violenza sviluppano il disturbo post-traumatico da stress e vanno incontro a pesanti difficoltà psicologiche (dalla vergogna il panico, all’angoscia) e fisiologiche (dall’asma all’HIV). Spesso diventano donne multiproblematiche con diversi pi di disturbo (dall’autolesionismo all’isolamento sociale, alla depressione, all’ideazione suicidaria ecc.).
La violenza va fermata con determinazione il più presto possibile, qualunque sia la sua origine. Se non vi sono altri mezzi, occorre fare ricorso alla denuncia alle autorità pubbliche. In secondo luogo, è indispensabile che la donna in corso di violenza o dopo di essa, abbia l’opportunità di parlare e di condividere le emozioni negative connesse con questa tragica e penosa esperienza. Esistono tante associazioni con figure come assistenti sociali e psicologhe che possono rappresentare un valido aiuto per il superamento di una situazione di questo tipo.