La violenza non è amore

Ogni fine anno in tutto il mondo vengono stilati elenchi che riportano le classifiche  di violenza, femminicidi e stalking.  Numeri sempre in aumento sebbene dal 2000 l’Onu ne abbia sottolineato la gravità instaurando una giornata dedicata alla violenza sulle donne fissata il 25 novembre. Un problema culturale? In parte si, ma non solo. Vorrei oggi intraprendere con voi una riflessione sulla coppia e sugli sbilanciamenti che subisce in base al diverso modo di considerare l’amore ed il possesso.

Nessuna coppia è bilanciata:  questo è un fatto. L’altro è che la seduzione, insita nella coppia,  conduce a una psicologia del possesso. Se il possesso può definire la reciproca appartenenza allo steso modo  può divenire l’anticamera della violenza e di ogni forma di sopruso. Perché accade? Perché l’idea di «possesso» può essere intesa in modo erroneo da parte di un partner e la nascita dell’idea di avere dei diritti particolari verso l’altro (che in realtà non ha!)

Quando si crea questo tipo di asimmetria si attua uno sbilanciamento e si mettono in atto dei processi di confronto psicologico che fanno aumentare superiorità e dominio da parte di uno dei partner. Inoltre gli uomini attribuiscono assai di più un significato sessuale ad atteggiamenti e a gesti non verbali (sguardi, sorrisi, trucco, abbigliamento ecc.) della donna per la quale spesso sono privi di  valore, ma  anche questo contribuisce a creare problemi e discussioni con la tendenza a divenire sempre più frequenti ed accesi.

La violenza può essere presente in tutto l’arco di vita della coppia, ma spesso ha il suo avvio già nel corso della seduzione, quando ancora siamo agli inizi della formazione del legame fra i partner.
La violenza assume diverse configurazioni. Può essere psicologica, facendo ricorso a minacce, umiliazioni, critiche, isolamento, insulti, intimidazioni, comportamenti insistenti e ossessionanti di controllo e di sorveglianza (stalking). Può diventare una violenza fisica, quando vi è l’uso della forza con varie forme di coercizione, di abuso e di robotizzazione della partner fino a giungere allo stupro. Può infine assumere il profilo di violenza economica, generando una situazione di forte dipendenza finanziaria.

per post psy
La maggior parte delle donne che subiscono violenza sviluppano il disturbo post-traumatico da stress e vanno incontro a pesanti difficoltà psicologiche (dalla vergogna il panico, all’angoscia) e fisiologiche (dall’asma all’HIV). Spesso diventano donne multiproblematiche con diversi pi di disturbo (dall’autolesionismo all’isolamento sociale, alla depressione, all’ideazione suicidaria ecc.).
La violenza va fermata con determinazione il più presto possibile, qualunque sia la sua origine. Se non vi sono altri mezzi, occorre fare ricorso alla denuncia alle autorità pubbliche. In secondo luogo, è indispensabile che la donna in corso di violenza o dopo di essa, abbia l’opportunità di parlare e di condividere le emozioni negative connesse con questa tragica e penosa esperienza. Esistono tante associazioni con figure come assistenti sociali e psicologhe che possono rappresentare un valido aiuto per il superamento di una situazione di questo tipo.

Non solo leggi, ma educazione per risolvere il doloroso tema della violenza sulle Donne

Giovedì 27 aprile scorso si è svolto il Convegno “La violenza di genere in Italia”. L’evento fa parte di un ampio progetto itinerante, “Lo Sport contro la violenza sulle Donne…per vincere insieme”, che coinvolge molte realtà, location ed illustri relatori in questa occasione ospitati presso la Casa Internazionale delle Donne nel cuore di Roma: un luogo simbolo per l’emancipazione femminile.

In apertura le parole di ringraziamento ed i saluti dell’organizzatore Carmelo Mandalari, a cui è seguito un intervento della giornalista Manuela Rella che, dopo aver condiviso i tristi dati statistici riguardo la violenza psichica, fisica ed economica, ha sapientemente moderato l’incontro.

L’azione determinante viene svolta dall’educazione all’interno della famiglia ed in sinergia con la scuola: su questo dato sono d’accordo tutti, tra cui la Senatrice Fabiola Anitori, la quale ha sottolineato anche un dato molto importante ovvero che la violenza di genere crea più invalidità permanenti e morti nel mondo rispetto ai tumori, agli incidenti e alla malaria. Considerazioni allarmanti anche da parte dell’On. Fabrizia Giuliani che fa luce sul fatto che la violenza non viene riconosciuta subito e che spesso viene presa per un evento occasionale o addirittura prova d’amore e quindi si rende necessario anche agire sulla consapevolezza di certe dinamiche con le donne. L‘ Avv. Luana Campa ha sollevato un altro terribile problema ovvero la violenza effettuata nelle mura domestiche sotto gli occhi dei figli ed il grande numero di orfani che questa realtà ha prodotto con tutte le conseguenze che si possono immaginare.

Mi sono trovata d’accordo con il Prof. Francesco Bruno che ha “punzecchiato” la platea sul fatto che gli uomini sono partoriti da Donne e che quindi la responsabilità educativa è in gran parte loro. Purtroppo non di rado, durante la mia attività clinica, assisto a diversi metodi educativi applicati dalla stessa madre nei confronti di figli di sesso diverso. Da una bambina si pretende che a 8 anni tenga pulita la camera e rifaccia il letto, mentre dal maschio 14enne no, perchè maschio appunto.

Questo crea un diverso modo di vedere la donna da parte degli uomini, ma anche da parte delle donne. L’azione della madre ha un effetto negativo non solo sul ragazzo che gode di una sorta di superiorità di genere, ma anche nei confronti della ragazza che si sente svalutata come se fosse una cosa normale e scontata.

Tanta strada è stata fatta dall’abolizione della legge sul delitto d’onore, che è solo del 1981, ma ancora tanta ne deve essere fatta in ambito legislativo. Putroppo la legge può poco se alla base non c’è un’educazione equilibrata in cui i diritti per entrambi i sessi diventi una cosa normale.

Durante il convegno tutti gli intervenuti hanno confermato il loro impegno per promuovere azioni positive e durature per risolvere o almeno arginare questa terribile realtà ognuno con le proprie competenze e professionalità: il Senatore Domenico Scilipoti, il Prefetto Francesco Tagliente, il Ministro dello Sport Luca Lotti, l’ Avv. Monica Nassisi, la Dr.ssa Cappelluti Roberta, il Dr. Dario Coppi Vice Presidente AICEM e la Dr.ssa Elena Maglio Presidente della Squadra Calcio Femminile Elena Magnester.

Numerosi gli Ospiti presenti tra cui la Consigliera Regionale Cristiana AVENALI, la Dr.ssa Cristina Chiuso Delegata CONI Lazio, la Dr.ssa Patrizia COTTINI – FIGC – Lega Nazionale Dilettanti Dipartimento Calcio Femminile, la Rappresentativa dell’ Ente di Promozione sportiva AICS, la Dr.ssa Teresa Manes Presidente Ass.ne Italiana Prevenzione Bullismo, il Dr. Francesco Riccardi, la Dr.ssa Merola Daniela, la Dr.ssa Emanuela Scanu Psicologa, la Dr.ssa Federica Elia, la Dr.ssa Linda Rombolà, il Dr. Massimo Mattioli, il Dr.Alessandro G. Mandraffino, la Rappresentativa dei Centri Volontari Difesa Territoriale, dei Blueberetsinternational Corps e i Corpi Sanitari Internazionali.