Vi siete accorti come nel nostro vocabolario attuale sono diventate comuni parole di cui prima non conoscevamo neanche il significato? La prima parola che viene in mente è mascherina. Solo per i lavoratori socio sanitari era un oggetto/parola comune, ai più fino a marzo del 2020 era quella portata dai chirurghi in qualche serie televisiva da allora a sentirla nominare si prova paura, sospetto, fastidio…. ed è stato solo l’inizio!
Ho letto di recente un articolo# al riguardo e ho mi sono messa a fare delle considerazioni: quanto è cambiato il nostro stile di vita dalla pandemia? Quante paure in più abbiamo? Quanto siamo più consapevoli della nostra salute, del preservarla o quanto timore abbiamo di perderla? Siamo più coraggiosi o più insicuri? Anche il lessico abituale si è modificato per dare un nome a tutte queste nuove emozioni ed ecco comparire vecchie parole con nuovi significati condivisi. Ne ho selezionate solo 5 ,perchè sono quelle con cui lavoro ogni giorno e vorrei analizzarle con voi.
La prima parola è AUTOSTIMA. Ne ho parlato sempre molto e nel corso dell’anno è stato l’argomento di un mese intero. Lo sapete che questa parola esiste solo dagli anni “80? indicata come “la valutazione positiva, la sicurezza di sè, che esprime la misura in cui una persona si considera capace, importante ed i valore” . E’ stata inserita nel vocabolario della lingua italiana solo recentemente anche se già alla fine dell’ Ottocento ne parlò il filosofo americano William James. Il tema fu ripreso negli anni “60 e “70 durante i dibattiti femministi ed in particolare fu Gloria Steinem che come leader del femminismo americano utilizzò il concetto per valorizzare la voce delle donne nel libro: “Autostima: La rivoluzione parte da te”. Ancora donne e autostima sono al centro del dibattito sui femminicidi che in Italia e nel mondo hanno subito una escalation durante il lookdown. Quando lavoro bisogna fare con le donne, con le madri che devono educare i giovani uomini al rispetto ed alla parità?
Di questo argomento si potrebbero scrivere enciclopedie intere, ma lavorando per associazione mi viene in mente un’altra parola molto in uso ultimamente: SORELLANZA.
Già dalla fine dell’ Ottocento veniva utilizzata per indicare il rapporto tra sorelle ed il legame di affetto che le unisce, ma oggi il significato è inteso in modo molto più ampio. Il concetto di “reciproca solidarietà tra donne” è del 1970 periodo in cui la scrittrice Kate Millet utilizza il termine anche per indicare un’unità sociale che andasse oltre le differenze di classe, di etnia o religione. Oggi la parola sorellanza è indicata nei dizionari come “sentimento di reciproca solidarietà tra donne, basato su una comunanza di condizioni, esperienze, aspirazioni”. Sarebbe bello che questo sentimento potesse accomunare ancora più donne facendo spazio ad una reale solidarietà invece che al giudizio, l’invidia ed altri sentimenti negativi che non portano a traguardi importanti e alla valorizzazione di tutte le donne attraverso una rete coraggiosa e concreta.
Un’altra parola entrata nel linguaggio comune è RESILIENZA. In realtà esiste dal 1700 e viene dal latino con il significato di rimbalzare. Utilizzata da scienze come la fisica o l’ingegneria per indicare la resistenza di un materiale a deformazioni o rotture dagli anni Ottanta si utilizza come “capacità di superamento delle difficoltà”. Grande enfasi viene data durante un famoso discorso del Presidente Obana nel decennale dell’ undici settembre. Anche il nostro Presidente Sergio Mattarella ha parlato più volte di resilienza dopo il terremoto dell’Aquila e durante la pandemia. Noi psicologi la utilizziamo spesso perchè esprime in pieno le energie che ognuno deve trovare dentro e fuori di sè per mantenere la speranza e superare i momenti difficili. Trovo che sia una bellissima parola da applicare nella realtà di tutti i giorni e non leggendola come termine filosofico.
Altro termine antico, ma molto in voga è: PREOCCUPAZIONE. Come non si fa ad essere preoccupati oggi? Di derivazione latina con il significato “occupare prima” il significato moderno lo prendiamo dal francese preoccupation ovvero: “pensiero che occupa la mente determinando uno stato di apprensione, di inquietudine, di ansia per timore che possa verificarsi un fatto spiacevole o doloroso”.
Deriva invece dall’inglese con derivazione latina la parola IMPATTO. Indica un contatto brusco o l’urto provocato da una bomba, un missile, una navicella spaziale. Durante un telegiornale la sentiamo menzionare almeno una decina di volte. Si parla di impatto sull’ambiente, sull’economia, sulla società… Dal termine fisico (impatto zero, risparmio energetico…) la parola prende sempre più una dimensione psicologica: che impatto avranno i social media per le nuove generazioni? Come cambieranno e stanno cambiando i rapporti tra coetanei? Che impatto avrà nella nostra vita la tecnologia?
#liberamente ispirato all’intervista alla direttrice del Vocabolario Treccani di qualche settimana fa sul supplemento di Repubblica
Sembrano in apparenza parole che fra loro non hanno alcun legame eppure, sia che segui la sequenza (sono solo in ordine alfabetico per essere ordinate) sia che le analizzi singolarmente, tutte insieme rappresentano una grande risorsa e se impari a padroneggiarle sarai davvero una persona migliore.
Io voglio iniziare dall’ultima.
ISPIRAZIONE
Spesso chiedo ai miei pazienti di segnare su un foglio o un quadernino i nomi di cinque persone che sono state d’ispirazione nella loro vita. Non necessariamente devono essere persone reali, ma possono essere eroi o eroine di un libro, il/la protagonista di una serie televisiva o anche di un cartone animato. Ti invito a farlo. Vengono fuori cose interessanti. Per ogni personaggio dietro ci sono sogni, desideri o obiettivi da raggiungere. Dopo aver fatto l’elenco chiediti cosa ti piace di ogni personaggio e se quella qualità la hai o la devi potenziare e lavora per migliorarti. Ti piacerebbe essere d’ispirazione per qualcuno? Potrebbe essere tuo figlio, il tuo compagno di banco o di scrivania, persino il tuo vicino. Cerca di dare il meglio di te stesso e “ruba” idee dal personaggio che ti ha ispirato. Sii sempre vigile ed attivo e fai sì che le idee possano fluire. Facendo una passeggiata, vedendo una mostra o sfogliando un giornale possono venire idee insolite: lascia che si manifestino, fai scorrere la fantasia, sii aperto al cambiamento. Anche fare una strada diversa fa scoprire cose nuove e aprire la mente. Tutto il mondo può essere fonte d’ispirazione, ma bisogna osservare con gli occhi e con il cuore potenziando con la poesia, la pittura, ma anche cucinando o facendo giardinaggio. Impara a fare cose in modo diverso ed osserva i risultati.
C’è qualcosa che ti ispira in questo momento? Annotalo!
INTUITO
Possiamo anche chiamarlo sesto senso , ovvero la somma dei classici cinque per intenderci, che ci dà di una situazione una sensazione che non va mai sottovalutata! Possiamo anche chiamarla vocina interiore, perché può essere davvero importante come guida nelle nostre scelte. Qui la parte razionale va “silenziata” e va dato ascolto a quelle sensazioni a pelle che a volte sembrano non avere una ragion d’essere ed invece se le ignoriamo la ragion d’essere l’avevano eccome! Ad esempio ci sono situazioni in cui senti che quella cosa non è buona per te o può rappresentare una “fregatura” anche se sulla carta sembra non esserla, traduci a livello razionale, ma poi qualcosa nel profondo ti fa sentire che non va. Ascoltala, ascoltati. Impara a dire di no a quelle cose che senti non sono nelle tue corde. Siamo abituati, anzi ci insegnano da piccoli a fare scelte razionali, ma impariamo anche a farci aiutare dall’Intuito!
Naturalmente anche l’intuito va aiutato ed ecco un elenco di alcune cose che possiamo fare per “risvegliarlo”.
Impara ad annotare le sensazioni e cerca di capire quali segnali andavano o non andavano ignorati. Scegli d’impulso (senza pensarci!) cose come: un cibo da un menù, un ristorante, l’acquisto o indossare un abito e vedrai che quelle scelte dicono molto di te. Dai possibilità al corpo di indicarti la strada. Un modo per farlo è anche praticare meditazione o yoga che fermando il tempo nel qui ed ora e dando importanza all’ascolto del corpo e delle sensazioni sono un allenamento all’ascolto interiore e quindi potenziano l’intuito.
Quando hai dato ascolto al tuo intuito l’ultima volta?
INTELLIGENZA
Con questo temine voglio indicare l’intelligenza del cuore, un bene molto prezioso che spesso trascuriamo. Cosa intendo per intelligenza del cuore? Ad esempio saper leggere “tra le righe” dei comportamenti che osserviamo, ma significa anche essere comprensivi, empatici e disposti all’ascolto. Una persona che si sente compresa è motivata a dare il meglio si sé. Se si vive una situazione positiva riusciamo sia a trovare soluzioni sia ad affrontare meglio eventuali problemi. Per potenziare l’intelligenza del cuore dobbiamo per prima cosa evitare alcuni comportamenti come:
giudicare (se stessi e gli altri)
esercitare violenza su se stessi e tanto meno sugli altri (le forme di violenza possono essere davvero tante e sottili! fate attenzione!)
ignorare, lasciare nell’indifferenza qualcuno.
Cosa puoi fare per esprimere al meglio la tua intelligenza del cuore?
IMPORTANZA
Tutto è importante e tutto potrebbe non esserlo. Come facciamo a capire cosa è importante e cosa non lo è? Impariamo a fare una scala per facilitarci il compito: non molto importante, importante, indispensabile, essenziale. Non per tutti questo elenco sarà uguale, ma se metti il lavoro prima della cura di te stesso o dei tuoi figli forse dovresti rivedere le tue priorità. Spesso nel nome del lavoro si mette in secondo piano ciò che conta davvero! Naturalmente non mi riferisco a quando c’è necessità o che i beni materiali non siano importanti, ma se hai poco tempo a disposizione fai almeno che sia tempo di qualità da spendere con i tuoi cari. Per un figlio o un genitore anziano è più importante il tempo che gli dedicate invece che un regalo costoso! Ricordalo! Fai che il lavoro non sia la scusa per sottrarti ai tuoi doveri.
Fai un elenco delle cose per te poco importanti sino a quelle essenziali.
IMPEGNO
Una parola davvero importante. Sempre più dimenticata. Nella vita di tutti i giorni nessuno vuole impegnarsi. Spesso rimane in sospeso anche un invito per un caffè, perché sembra faticoso prendere un impegno. Un impegno implica prendersi le responsabilità delle proprie azioni e sempre meno persone vogliono farlo. Eppure è bello essere ricordati come persone attente, puntuali, che quando fanno una cosa non è necessario controllarla: insomma una certezza. Chi sa rispettare gli impegni è una certezza per gli altri e anche per se stesso. Oggi la maggior parte delle persone, e tristemente sempre più giovani, cercano le strade più semplici, quelle che implicano meno impegno e responsabilità, ma la qualità non sarà la stessa della persona e delle azioni correlate. Portare a temine un impegno preso è anche fonte di soddisfazione, gratificazione con conseguente aumento dell’autostima. Se si cerca la via più breve, dal voto scolastico a un incontro di lavoro, il risultato sarà sempre deludente e ci darà l’impressione di non valere poi molto. O peggio ci sono persone che sono invidiose dei risultati altrui senza rendersi conto che impegno significa spesso sacrificio.
Fai un elenco delle cose che farebbero bene alla tua autostima, che richiedono un impegno. Fai il buon proposito di sceglierne almeno tre e prenditi l’impegno di portarle a termine.
Come ogni estate ecco spuntare dal web le diete più fantasiose per perdere peso. Quest’anno l’alimento “focus” è il gelato. Con la moltitudine di estimatori non è difficile capire perché ha preso piede, ma questa volta ha anche un valido “padrino”. Il Prof. Pietro Migliaccio famoso nutrizionista ed attuale Presidente della Società Italiana di Alimentazione, con la sua esperienza propone una dieta divertente ed utile, basta seguire le indicazioni!
Innanzitutto non è che con questa dieta si mangi solo gelato! Si tratta comunque di una dieta equilibrata, anche se ipocalorica , e propone la sostituzione di un pasto e di uno spuntino con un gelato.
Vediamo come funziona dal punto di vista psicologico e nutrizionale!
Nelle comuni diete si raccomanda sempre la sostituzione di un pasto ogni tanto con un gelato poiché permette di affrontare al meglio il concetto di costrizione. Porta a pensieri positivi sapere che potremo concederci una coccola deliziosa tra una rinuncia e l’altra e fa sentire più attivi e motivati.
Lo zucchero ci rende felici e attivi e se lo zucchero è semplice è anche di facile utilizzo da parte del corpo e non viene messo in deposito!
Il gelato è comunque un alimento sano fatto con latte, uova, zucchero, frutta, cioccolato, caffè… I gelati alla frutta sono meno calorici, molto idratanti, ricchi di minerali e vitamine, quelli alle creme pur essendo un po’ più calorici sono più ricchi di proteine e grassi. L’aggiunta del cono o delle cialde lo rende un alimento completo e vario.
Come inserire il gelato nella dieta?
Naturalmente non va aggiunto a fine pasto, ma al posto del pasto!
Un piccolo cono alla frutta può sostituire degnamente lo spuntino di metà mattina o metà pomeriggio sia che siate in città che sotto l’ombrellone. (CIRCA 100/150 Kcl)
Un cono più grande (circa 200 gr) con creme e frutta può sostituire uno dei due pasti principali e apporterà 350/400 kcl
Se volete un pasto ancora più gustoso utilizzate gelato alla frutta accompagnato da una bella macedonia di frutta fresca di stagione.
Uno dei due pasti principali deve comunque sempre essere equilibrato con presenza di proteine nobili e verdure.
Si possono perdere anche 3 kg poiché la maggiore idratazione porta a perdere i liquidi in eccesso con una fantastica sensazione di gambe leggere e sgonfie, ma non va protratta per oltre una settimana!
Anche luglio sta finendo : sembra davvero che il tempo abbia preso la rincorsa e noi a fatica riusciamo a stargli dietro! Sento molte persone che, prese da varie attività, non sto a sindacare se importanti o meno, riescono sempre meno a far fronte agli impegni e a ritagliarsi tempo per loro.
Mi è venuto tra le mani questo articolo pubblicato su una nota rivista che ritengo molto attuale a cui ho collaborato qualche tempo fa e mi fa piacere riproporvelo. Lo propongo in primis anche a me che arrivata a fine luglio non sono riuscita ancora ad andare un giorno al mare segno che anche per me è valida la lezione!
P.S. Il mio è il “commento dell’esperto” che trovate in grassetto. Buona lettura!
Tieni il tempo
Il villaggio norvegese di Sommarøy vuole abolire l’orologio. Ma davvero se ne può fare a meno? Certamente no. Però, si può riscoprire il valore del tempo. Ecco come.
INTRODUZIONE
C’è stato un tempo in cui l’orologio non esisteva, la vita veniva scandita dalla natura e si andava avanti lo stesso. Oggi, invece, le nostre giornate sono continuamente scandite dagli orari. Non staremo esagerando? Se lo sono chiesto gli abitanti del villaggio norvegese di Sommarøy, che hanno firmato una petizione per trasformare il loro paese nella prima “time-free zone” del mondo, il primo posto senza l’ora. Ma davvero si può abolire l’uso dell’orologio? A nostro avviso, no. Però, se ne può riscoprire il valore.
L’isola senza tempo
Sommarøy è un villaggio di pescatori nel nord della Norvegia, in un isolotto verdeggiante. I suoi 300 abitanti hanno firmato all’unanimità una petizione per diventare la prima “time-free zone” del mondo, l’unico luogo in cui le cadenze fissate dall’orologio non avrebbero più valore legale. Massima flessibilità, quindi negli orari di lavoro, nelle aperture dei negozi e delle scuole. In realtà si tratterebbe solo di formalizzare un’usanza che dura da sempre. I residenti trascorrono in estate oltre due mesi di luce piena per ventiquattr’ore al giorno, ed altrettanti lunghi inverni con il buio perenne. Nei due mesi di sole senza tramonti, può capitare di vedere persone in piena notte cenare in giardino o lavorare in ufficio.
Una trovata di marketing turistico?
Dietro l’iniziativa di Sommarøy potrebbe esserci anche una furba strategia pubblicitaria, tanto che è sostenuta dall’ente del turismo norvegese, Visit Norway. A Sommarøy il turismo è una voce importante grazie alla presenza di alcuni b&b, piccoli hotel, taverne, caffetterie e locali caratteristici. Trasformare quest’isola in un luogo dove il tempo non esiste, ne accrescerebbe il fascino, la farebbe diventare una meta ideale per una “vacanza slow”.
* Nell’attesa del via libera da parte del governo nazionale, le due regioni del nord norvegese, Finnmark e Nordland, hanno espresso la volontà di aderire al progetto.
Vivere senza orologio si può?
Alla domanda se si possa esportare l’idea di Sommarøy, la risposta certamente è “no”. Pensate soltanto agli orari dei mezzi di trasporto. Treni ed aerei partirebbero a discrezione dei capotreni e dei piloti? Sarebbe un mondo impossibile, disorganizzato, senza certezze. Ma pur mantenendo una pianificazione degli orari pubblici, si può cambiare l’approccio personale verso l’orologio, di cui siamo diventati schiavi anche nelle piccole cose senza una reale necessità.
Cosa accadrebbe nella nostra vita se decidessimo di ignorare l’orologio assecondando di più i propri ritmi? Chi si è preso il lusso di farlo per qualche giorno, sostiene che ciò lo ha reso meno stressato e ha pure imparato a leggere il movimento del sole, adattandosi di conseguenza. Ma soprattutto ha capito quanto si discostano le proprie abitudini rispetto al proprio ritmo biologico e alla propria reale volontà.
* Il tempo rappresenta la cornice nella quale si struttura la nostra esistenza. Lamentarsene, denuncia un rapporto poco armonico con la vita stessa.
Rivalutare il valore del tempo
Siamo così impegnati a lavorare, produrre, consumare, pianificare, che le giornate ci scivolano via una dopo l’altra, senza accorgercene. Continuiamo ad accumulare per il futuro e non ci godiamo nulla di quello che abbiamo adesso. Ci priviamo del piacere di “spendere il tempo” per coltivare sentimenti veri: occasioni per stare con chi amiamo, momenti da dedicare a noi stessi e agli altri. E quando ci accorgeremo di aver buttato via il tempo a nostra disposizione, non ci sarà modo di rimediare, perché nessuna somma di denaro potrà restituircelo.
* Il tempo è come una banca che ogni mattina ti accredita la somma di 1.440 minuti e 86.400 secondi sul tuo conto. E ogni notte cancella qualsiasi saldo non usato durante il giorno.
Scegli un lavoro che ti gratifichi e valorizzi il tuo tempo
Milioni di persone, quando sono al lavoro, dicono: «Spero che oggi il tempo passi in fretta». È un paradosso dei nostri tempi. Come si può sperare che il bene più prezioso, impossibile da acquistare, finisca velocemente? Eppure, quando si è annebbiati dall’idea di guadagnare soldi, anche questo pensiero sembra sensato. Purtroppo non lo è. Dovremmo scegliere un lavoro che ci piaccia, ci gratifichi e valorizzi il tempo che abbiamo a disposizione. Il vero scopo della vita non può essere il semplice arricchimento monetario.
Il commento dell’esperto: Sprono ogni giorno i giovani ad impegnarsi verso i loro obiettivi. Non la ricerca di un lavoro qualsiasi, ma del lavoro dei loro sogni. Non sempre è possibile, ma almeno da giovani è necessario provare ad inseguire i propri sogni con coraggio e determinazione. Niente si ottiene senza sacrificio allora perché non provare per qualcosa che darà maggior senso alla vita? Non arrendersi ed almeno provarsi è un privilegio ed anche un dovere verso se stessi per non avere da adulti l’amarezza ed il rimpianto di non aver almeno tentato. Il lavoro non è solo gratificazione economica, ma anche individualità e soddisfazione. Un lavoro che impiega in media un terzo della nostra esistenza non può essere svolto malamente con insofferenza. Quel terzo della nostra vita va vissuto al meglio che la vita ci ha offerto e che abbiamo avuto il coraggio di raggiungere.
Rafforza i legami con le persone che ti sono care
Giocare con i propri figli. Cucinare insieme al proprio compagno o compagna. Passeggiare con un amico o un’amica. Questi sono alcuni esempi di gestione del tempo virtuosa. Si tratta semplicemente di impiegare le giornate per rafforzare i legami con le persone con cui ci piace stare. Se mettiamo al primo posto i rapporti con chi amiamo, saremo sereni e felici, e un giorno, voltandoci a guardare il passato, forse diremo di aver usato bene il nostro tempo, di aver trascorso momenti meravigliosi, di essere stati genitori presenti, amici sinceri, figli amorevoli e amanti passionali.
Il commento dell’esperto : quante volte rimandiamo una telefonata, un messaggio con la scusa del tempo. Quante volte ci passa di mente di chiamare quell’amica e poi non lo facciamo. Eppure i momenti con i nostri cari e gli amici sono quelli che dilatano il tempo in un tempo di qualità. “Tanto sa che la amo, tanto sa che la penso, tanto sa che ci tengo…” sono solo parole. Bisogna saper dire quelle parole, parlare ed ascoltare. Ogni azione non eseguita è un’azione non ricevuta anche se con le migliori intenzioni non sarà mai ricordata non avrà mai un vero significato condiviso. L’unico tempo che va vissuto è quello con le persone che danno significato alla nostra esistenza bisogna smetterla con la scusa del tempo, quando una cosa la si desidera davvero si realizza non si rimpiange.
Ritaglia tempo per te stesso
È fondamentale dedicare un poì di tempo al giorno a sé stessi. Anche solo per pensare e fantasticare. Perché di tempo ne abbiamo poco, ma spesso lo usiamo male, lo buttiamo via a guardare le bacheche di Facebook mezz’ora al giorno. Con un po’ di sano egoismo, ritagliamoci un’ora “sacra” da indirizzare al nostro benessere personale. Bastano 60 minuti al giorno per sentirsi meglio, riempendoli con attività rilassanti: leggere un libro, meditare, dipingere, scrivere o camminare per strada liberando la mente.
Il commento dell’esperto. ….Il “Sano Egoismo” è un po’ il mio cavallo di battaglia. Tutti abbiamo bisogno di tempi di recupero; per qualcuno può essere riposare, per altri leggere un libro, per altri ancora dedicarsi ad un’attività creativa. Per molte donne e specialmente le mamme trovare quel po’ di tempo da dedicare a se stesse diventa spesso difficile. Ritagliarsi un’ora per andare dal parrucchiere, fare shopping o anche solo per vedere la televisione sembra togliere tempo e attenzione alla famiglia ed è vissuto sempre con senso di colpa. Qui deve entrare in gioco il sano egoismo che spesso si deve tradurre in tanti NO . A furia di dire SI ci si trova al collasso, oberati di lavoro insoddisfatti e stanchi. Il rischio di sbagliare aumenta e quello di dire cose inopportune fino a fare tremende sfuriate pure. Per non passare da “matti” bisognerebbe imparare a dire NO prima. Una mamma che sa prendersi qualche soddisfazione è una mamma serena e ancora più disponibile verso marito e figli e non il contrario come spesso si crede. Prendere tempo per sé è una sorta di elisir , se non di lunga vita almeno di serenità!
Usa il tuo tempo per aiutare gli altri
Fare volontariato, aiutare gli altri, è un atto di grande generosità e un’esperienza bellissima. In cambio della solidarietà ricevi tanto in termini di soddisfazione personale. Entrare in contatto con persone diverse e culture differenti impreziosisce e ridisegna la tua realtà, riordina il valore che dai alle cose, apre nuovi orizzonti nella tua mentalità. Il volontariato ti mette di fronte a te stesso, ti aiuta a capire chi sei, cosa vuoi e di cosa sei capace. Guadagnerai sicurezza e fiducia in te stesso. Quindi, vivrai più sano e felice.
Il commento dell’esperto: Nella mia esperienza clinica le persone che si dedicano al volontariato oltre a fare del bene a gli altri ne fanno a se stesse. Ho potuto appurare che uomini e donne insoddisfatti della loro vita o disorganizzati hanno trovato nel volontariato tanti stimoli per riamare la vita contagiando anche gli altri. Giovani o meno giovani nel fare volontariato hanno trovato uno scopo. Sapere di avere un’appuntamento settimanale,per distribuire vestiti puttosto che pasti caldi o portare a spasso animaletti senza famiglia rappresenta per molte persone un modo per vivere il tempo al meglio e con valore. Fa ritrovare fiducia in se stessi , si impara la cooperazione, si apprende a rispettare gli impegni e a non…perdere tempo!
Alcuni suggerimenti di comportamento
Dai più importanza al tempo e meno al denaro
Fin da bambini riceviamo un’educazione improntata al consumo e ci convincono che il bene più prezioso sia il denaro. Iniziamo a giudicare gli altri anche in base a questo parametro: più ne hai, più vali. E non ci rendiamo conto che invece il bene più importante è il tempo. Il tempo di esplorare il mondo, conoscere, sapere, capire. I soldi si possono accumulare, ma mentre inseguiamo il denaro con sacrifici e rinunce, il tempo passa inesorabile. E il denaro accumulato non è in grado di comprare il tempo perso ad essere insoddisfatti.
Evita una vita frettolosa
C’è chi sceglie una vita frenetica. Questo approccio alla quotidianità conduce spesso a frustrazione, nervosismo ed irritabilità, senso di vuoto o ansia quando si ha del tempo libero, oltre a sintomi somatici come mal di testa, cali di pressioni e disturbi del sonno. Gestire la risorsa tempo il più serenamente possibile, aiuta a ritrovare equilibrio. Di fronte all’ansiosa corsa all’occupazione del tempo, la soluzione è quella di rallentare, prendersi delle vere pause.
Impara a rispettare il tempo degli altri
Evita le chiacchiere e le discussioni inutili. Rispetta il tuo tempo, ma anche quello degli altri. C’è chi dice “hai un minuto?” e ti porta via un’ora per una cosa futile. E c’è chi, al contrario, capisce che il tempo degli altri è prezioso e non lo spreca. Una delle cose più belle che si possa dire a qualcuno è: “Grazie del tuo tempo”. Perché se una persona ha scelto di dedicartene un po’, significa tanto. E ciò le va riconosciuto.
Non perdere troppo tempo con videogame, social e tv
Evita di passare molto tempo con videogiochi, chat e social. Devi usare bene la tecnologia, senza “farti usare”. Allo stesso modo, evita di trascorrere molte ore al giorno davanti al televisore, a vedere programmi che non insegnano nulla.
Impara a dire di no
Quante delle attività quotidiane sono davvero importanti? Quante avranno un impatto sulla nostra vita, da qui ad un anno? Fatti spesso questa domanda. Elimina le cose inutili. E non sentirti in dovere di fare ciò che non vuoi fare. Non sei obbligato ad accettare qualunque cosa. Impara a dire di no, senza sentirti in colpa o doverti giustificare.
BOX VARI
Le unità temporali in realtà non esistono. Sono una convenzione
Anni, mesi, settimane, giorni, ore, minuti, secondi… In realtà, tutto ciò in natura non esiste. È soltanto una convenzione dell’essere umano. Ne avevamo bisogno per organizzare le nostre vite. Tutti abbiamo imparato fin da piccoli a suddividere la nostra esistenza in unità temporali, in parte basate sul ritmo circadiano, ovvero il naturale corso biologico del nostro corpo durante la giornata, ma molte imposte dalla società. Quante volte abbiamo avuto fame o voglia di dormire nel “momento sbagliato”? in realtà non c’è un momento sbagliato. Dovremmo imparare a rispettare di più i nostri stimoli e dare meno importanza alle convenzioni sociali.
Amondawa, la tribù dell’Amazzonia che vive senza tempo
Gli Amondawa, una comunità che vive in una remota foresta brasiliana dell’Amazzonia, non conosce la parola tempo. Non hanno orologi, agende, sveglie, calendari.La loro giornata è scandita dalla posizione del Sole nel cielo. E i periodi di tempo più lunghi sono indicati come suddivisioni delle stagioni secche e piovose. Invitati a tradurre la parola tempo, gli Amondawa rispondono kuara, Sole.
Storia della misurazione del tempo. Dalla meridiana all’orologio
L’esigenza di misurare lo scorrere del tempo era sentita fin dall’antichità. Il primo strumento fu la meridiana, utilizzata in Cina fin dal III millennio a.C. Il suo svantaggio era quello di non funzionare di notte o nelle giornate nuvolose. L’ora era la dodicesima parte del ciclo diurno, dall’alba al tramonto, perciò era più lunga d’estate e più corta d’inverno. Per misurare meglio il tempo nell’arco dell’intera giornata furono inventate le prime clessidre, utilizzate in Egitto fin dal XV secolo a.C.. Solo in pieno Medioevo, nel 1200 furono inventati i primi orologi meccanici. E nel XVIII secolo vennero realizzati i primi orologi a molle, precisi ed affidabili.
* Il termine giapponese nankurunaisa significa “Con il tempo si sistema tutto”.
* Gandhi disse: «Voi occidentali avete l’ora. Ma non avete mai tempo».
* Puoi perdere soldi e poi rifarti. Ma ogni minuto che perdi è irrecuperabile.
* I fisici dicono che il tempo non trascorre. Il tempo, semplicemente, “è”.
Grazie è una parolina magica che diciamo sempre troppo poco. Che ne dite di dare una svolta alla vostra vita iniziando la giornata ringraziando per ciò che avete invece di lamentarvi per quello che non avete?
Una buona abitudine per imparare a percorrere il sentiero della positività è quello di iniziare a vedere le cose da angolature diverse: una cosa che faccio spesso con i pazienti è fare scambio di poltrona, perché a volte un cambio di prospettiva è necessaria!
Esercizio 1
Domani mattina ascoltati e prima di dire GRAZIE dai un voto al tuo morale? Come ti senti?
Barra da 0 a 5 cuoricini e valuta il tuo morale (da infelice a felice)
(ricorda che puoi usare matite colorate, fare dei collage e tutto quello che renderà il tuo quaderno un’opera unica: alla fine rappresenterà la tua crescita personale e la tua maggiore consapevolezza nei confronti del mondo e quindi mettici un po’ del tuo! P.s. Aspetto la condivisione di qualche foto dei vostri diari!)
Esercizio 2
Per tornare al nostro GRAZIE ricordo che è importante dirlo quando si è felici e si sta bene con il mondo, non si può pretendere di farlo solo ed esclusivamente in un momento buio!
Fate un elenco che può essere cambiato ogni giorno o ripetere uguale ogni mattina come un mantra: a voi la scelta!
ESEMPI :
Grazie universo,
Grazie perché non sono sola,
Grazie perché sono in buona salute
Grazie perché ho un lavoro,
Grazie per gli amici che ho…
Esercizio 3
Fra una settimana/10 giorni rivedete la lista iniziale e vedete come il vostro umore è cambiato.
Barra da 0 a 5 cuoricini e valuta il tuo morale (da infelice a felice)
Iniziamo la settimana con un tema importante: la famiglia. A differenza degli amici non la si può scegliere, può accadere che non siano sempre rose e fiori, ma ricordiamo che sulla famiglia si può sempre contare!
Ognuno ha il suo carattere, i suoi difetti così come tua madre, tuo padre, i tuoi fratelli, zii, cugini ed anche nonni ed alcune famiglie si portano dietro anche il peso di traumi di generazione in generazione. A volte roviniamo i rapporti per cose non dette, per cose dette al momento sbagliato o per inutili battibecchi.
A volte ci sentiamo incompresi, non appoggiati nelle nostre idee o aspirazioni, ma noi che peso abbiamo nella relazione con la nostra famiglia? Pretendiamo sempre di ricevere? Ci aspettiamo sempre che siano gli altri a fare il primo passo? Che tipo di attenzioni abbiamo verso di loro? Cosa vorremmo ricevere?
Ricordiamo sempre che l’amore è amore e non deve avere necessariamente una contropartita. Già donare il nostro tempo e le nostre attenzioni gratuitamente è gratificante a meno che non lo facciate per essere considerati, per meritare il loro amore, per sentirsi dire quanto si è stati bravi o più bravi di…Queste ultime considerazioni con amore ed affetto non hanno nessun legame per cui pensate bene a qual è il vostro atteggiamento nelle varie situazioni specialmente se rimanete “delusi” da una risposta non arrivata come previsto (o sperato)
Esercizio:
Cosa facciamo oggi con il nostro quaderno? Facciamo un elenco delle 5 persone con cui abbiamo legami più stretti attribuendo un cuore da 1 a 5 (da minore a maggiore) per stabilire la qualità del legame.
Identificate quali di questi hanno avuto un minor numero di cuoricini, cercate di comprendere in quali ambiti vi risulta deficitario. Controllare le vostre azioni al riguardo. Quante volte dite/ricevete un grazie? Un buongiorno, dei complimenti?
Siate sinceri nella compilazione e se vi accorgete che per primi siete deficitari iniziate ad aprirvi e donare agli altri ciò che vorreste ricevere.
Prima di augurarvi buon week end vorrei lasciarvi una pillola di saggezza da mettere in pratica proprio cominciando in questi giorni in cui mi auguro possiate godere di un pò di relax. Volevo ricordare che, per affrontare la vita di tutti i giorni e le relative insidie che possiamo incontrare, dobbiamo avere a disposizione un “mondo interno positivo”. Non è certo una cosa scontata, ma è molto importante capire come parliamo a noi stessi. Un pò di fiducia nelle nostre capacità dobbiamo pur averla da qualche parte e quindi quando ci rivolgiamo a noi stessi impariamo a farlo in modo positivo, poichè le parole condizionano i pensieri ed i pensieri condizionano il modo in cui ci vede la mente!
L’esercizio di oggi è molto semplice e consiste nell’imparare a parlare con noi stessi in modo positivo che ne dite di creare un mantra tutto vostro per aumentare la fiducia ? deve essere una frase corta e che suoni bene. Scrivetela 10, 20 volte sul vostro diario fino a quando non diventa familiare. Infine chiudete gli occhi e ripetete questa piccola frase ad alta voce ed infine a mente con gli occhi chiusi e facendo respiri profondi! Devete assorbirne tutto il significato!
Questo mantra va ripetuto nei momenti in cui state bene per assorbirne tutti gli effetti positivi e sarà così molto semplice evocarla quando arrivano nubi all’orizzonte e vi sentite spaventati, irritati o ansiosi!
Cari amici buon venerdì! Sono già alcuni giorni che state compilando il vostro diario per la crescita personale ed abbiamo già scandagliato alcuni aspetti che ci riguardano. Come sta andando? Avete preso sul serio questo impegno? Qualsiasi sia la risposta avrete già imparato qualcosa di più su di voi ! (se avete iniziato con grinta e poi avete lasciato perdere, se avevate pensato di farlo e poi vi siete dimenticate, se vi era sembrata una cosa carina, ma poi vi siete fatti prendere da altro oppure se avete comprato un quadernino e lo state compilando diligentemente! Fatemelo sapere nei commenti o in privato se lo preferite!
Il percorso di consapevolezza è appena iniziato e vi aiuterà a scoprire sempre più cose di voi e a modificare gli aspetti della vostra vita che non vi soddisfano!
La parola di oggi è EMPATIA!
Quando parliamo di empatia ci riferiamo alla capacità di metterci nei panni dell’altro comprendendo cosa prova. Immagina di trovarti dalla parte del tuo interlocutore, come si sentirebbe ora? Comprendere il punto di vista dell’altro è importante ed evita molti fraintesi.
ESERCIZIO 1
Cerca innanzitutto di capire quali sono le persone con le quali ti capita di non essere particolarmente empatica e fai la tua lista!
Continuando il nostro percorso di consapevolezza apprestiamoci a mettere su carta le nostre riflessioni con l’obiettivo di conoscerci sempre meglio e comprendere le nostre azioni nell’ambiente in cui ci muoviamo. Oggi prenderemo in considerazione l’amicizia.
Secondo Wikipedia con il termine amicizia si indica un tipo di relazione interpersonale, accompagnata da sentimento di fedeltà reciproca tra due o più persone, caratterizzata da una carica emotiva. In tutte le culture, l’amicizia viene percepita come un rapporto basato sul rispetto, la sincerità, la fiducia, la stima e la disponibilità reciproca.
Nella realtà comune sappiamo quanto siano importanti le relazioni specie con gli amici. Un antico detto dice che “chi trova un amico trova un tesoro” infatti la solitudine non fa bene a nessuno e poter contare su qualcuno fuori dalla tua famiglia che possa spronarti, accoglierti, darti un parere obiettivo è molto importante.
Certo non tutte le amicizie sono sullo stesso livello infatti abbiamo amici con cui fare shopping, andare a pranzo, fare le escursioni, condividere sogni e non sempre tutto ciò può essere rappresentato da un’unica figura. Attenzione ai falsi amici, quelli che in qualche modo approfittano di te: della tua disponibilità, della tua fiducia e a volte anche del tuo tempo o dei tuoi soldi! Fare “conoscenze” per qualcuno è più facile che per altri, ma attenzione l’amicizia è un’altra cosa! Non apritevi completamente se: non richiesto o se troppo richiesto e abbiate un atteggiamento non dico sospettoso, ma almeno attento verso chi entra nella vostra vita. Questo vi preserverà da molte delusioni o incomprensioni.
Se ti accorgi che hai accanto amicizie “interessate” allontanale elegantemente senza inutili sensi di colpa che fanno del male solo a te!
Esercizio 1:
Fai un elenco dei tuoi amici attuali e cerca di vedere quali sono le caratteristiche che vi accomunano, da quanto tempo vi conoscete ed il grado di amicizia che vi lega e segnatelo sul vostro diario.
L’amico perfetto non esiste poiché noi per primi abbiamo manie, difetti e stranezze varie e quindi in alcune occasioni bisogna essere tolleranti come gli amici lo sono con noi! Il nemico principale dell’amicizia sta invece nella pigrizia. Sì avete capito bene: verso quelli che ritenete i vostri migliori amici che attenzioni riservate? Li chiamate spesso? Condividete momenti insieme? Oppure è un po’ che non vi sentite con la scusa del tempo, del lavoro, le dimenticanze? Se gli amici meritano allora meritano anche il nostro tempo e quindi vi propongo:
Esercizio 2:
fai un elenco delle telefonate da fare ai tuoi amici e falle in un lasso limitato di tempo ovvero non rimandare a domani! VI RICORDO CHE L’AMICIZIA VA COLTIVATA!
Ti aspetti spesso che gli altri ti facciano una sorpresa, ti ringrazino, ti tengano in considerazione e rimani spesso deluso/a? Sei frustrato/a dal fatto che ti impegni, ti sacrifichi per gli altri e poi non ricevi neanche un ringraziamento?
Attenzione alle aspettative! Molte volte si investe (economicamente, emotivamente ecc.) verso persone che non se lo meritano altre volte non è richiesto, in altre lo facciamo per ricevere approvazione, altre per sentirsi parte di un gruppo o per sentirsi speciali.
Ricorda che “L’unica persona che può soddisfare al meglio i propri bisogni sei proprio tu!”
Quando facciamo qualcosa per gli altri dobbiamo farlo con il cuore senza aspettarci una contropartita. Se decidiamo (non essendo obbligati!) di prenderci cura di qualcuno lo dobbiamo fare e basta perché si ritiene giusto o buono, ma senza pensare che poi si debba ricevere qualcosa in cambio.
Facciamo un esercizio:
Quali sono le azioni più comuni che ti aspetti dagli altri?
Metti da 1 a 5 cuoricini (da poco a tanto) sui bisogni che ti riconosci
attenzione
riconoscenza
gentilezza
presenza
condivisione
sostegno
rassicurazione
…………………………compila con i bisogni importanti per te)
Adesso pensa ad alcuni momenti in cui hai fatto azioni e sei rimasto deluso e chiediti qual’è il vero motivo per cui lo hai fatto. Adesso rileggi tutto e pensa se puoi soddisfare da solo/a tutte o alcune delle aspettative e scrivilo sul tuo diario.