Quaderno di crescita personale 7/famiglia

Iniziamo la settimana con un tema importante: la famiglia. A differenza degli amici non la si può scegliere, può accadere che non siano sempre rose e fiori, ma ricordiamo che sulla famiglia si può sempre contare!

Ognuno ha il suo carattere, i suoi difetti così come tua madre, tuo padre, i tuoi fratelli, zii, cugini ed anche nonni ed alcune famiglie si portano dietro anche il peso di traumi di generazione in generazione. A volte roviniamo i rapporti per cose non dette, per cose dette al momento sbagliato o per inutili battibecchi.

A volte ci sentiamo incompresi, non appoggiati nelle nostre idee o aspirazioni, ma noi che peso abbiamo nella relazione con la nostra famiglia? Pretendiamo sempre di ricevere? Ci aspettiamo sempre che siano gli altri a fare il primo passo? Che tipo di attenzioni abbiamo verso di loro? Cosa vorremmo ricevere?

Ricordiamo sempre che l’amore è amore e non deve avere necessariamente una contropartita. Già donare il nostro tempo e le nostre attenzioni gratuitamente è gratificante a meno che non lo facciate per essere considerati, per meritare il loro amore, per sentirsi dire quanto si è stati bravi o più bravi di…Queste ultime considerazioni con amore ed affetto non hanno nessun legame per cui pensate bene a qual è il vostro atteggiamento nelle varie situazioni specialmente se rimanete “delusi” da una risposta non arrivata come previsto (o sperato)

Esercizio:

Cosa facciamo oggi con il nostro quaderno? Facciamo un elenco delle 5 persone con cui abbiamo legami più stretti attribuendo un cuore da 1 a 5 (da minore a maggiore) per stabilire la qualità del legame.

Identificate quali di questi hanno avuto un minor numero di cuoricini, cercate di comprendere in quali ambiti vi risulta deficitario. Controllare le vostre azioni al riguardo. Quante volte dite/ricevete un grazie? Un buongiorno, dei complimenti?

Siate sinceri nella compilazione e se vi accorgete che per primi siete deficitari iniziate ad aprirvi e donare agli altri ciò che vorreste ricevere.

Ansia e depressione ai tempi del coronavirus

Ansia e depressione: termini che fatto paura. Se ne parla troppo e spesso a sproposito, ma in questi tempi di quarantena dove ogni certezza è stata minata come la nostra libertà diventano termini del quotidiano che coinvolgono persone che fino ad ora non ne conoscevano il significato.

L’isolamento e la perdita del lavoro sono solo alcune delle cause che stanno provocando una vera e propria ondata di stati d’ansia e depressione nei cittadini in seguito alla pandemia. Chi  in passato ha combattuto contro queste problematiche è risultato più vulnerabile ed ha visto riaffiorare la sintomatologia. Altri non avevano mai provato queste sensazioni di inadeguatezza, pericolo e paura.

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Nella mia realtà clinica lo vedo giornalmente e gli psichiatri italiani parlano di una vera e propria ondata di “ansia post-traumatica”. Lutti, allontanamenti e danni economici stanno porgendo il conto ed è facile perdere i punti di riferimento e non trovare le energie per rialzarsi.

 

Evitare queste situazioni è praticamente impossibile. L’unica soluzione è supportare le persone che stanno vivendo con più difficoltà questo momento. La salute fisica va supportata insieme a quella mentale. Buone pratiche del quotidiano, come una regolare attività fisica ed una alimentazione corretta aiutano. Ansiolitici o altri farmaci vanno utilizzati solo sotto controllo e prescrizione medica.

La rete familiare diventa un elemento fondamentale in questi momenti rappresenta, se funzionale, un potente anti stress. Condividere paure ed ansie può aiutare a vedere soluzioni diverse e superare le difficoltà.

 

 

Piccole parole con grandi poteri (per te egli altri!)

Buongiorno, buonanotte, grazie, prego, per favore … parole scontate? no affatto! Sarà  che non si sentono spesso o diamo la scusa alla fretta, siamo disattenti,   ma queste piccole parole stanno cadendo in disuso nel lavoro come tra gli amici e purtroppo anche in famiglia!

Non basta parlare è importante anche come parliamo. Non basta “dirsi cose” , ma anche come le raccontiamo. Per tutti è importante essere ascoltati, compresi e capiti per cui le belle parole sono fondamentali e non una forma inutile e scontata. Le parole carine scaldano il cuore, ci fanno sentire amati, ci rassicurano.

In un famoso libro Natalia Ginzburg parlava di “Lessico familiare” ogni famiglia ne ha uno. Un modo speciale di dirsi le cose, di scherzare anche di prendersi in giro! Un modo speciale ed unico in cui le parole fanno da collante tra i vari membri della famiglia che rendono unico quel nucleo.

Recuperare quelle parole, che forse vi state accorgendo state perdendo, è uno strumento efficace per riportare nuova linfa nella famiglia. Non fate che la stanchezza ed i problemi di tutti i giorni ledano i legami importanti tra i vari membri.

La famiglia è una comunità ed il suo modo unico di parlare e raccontarsi è fondamentale. Molti studi trattano di questo che a prima vista può non sembrare un problema, ma che lede sottilmente i legami tra gli individui.

Facciamo una lista delle parole che forse diciamo poco o troppo poco come: per piacere, grazie, posso aiutarti, non preoccuparti, ci sono, prego, sei importante, ti voglio bene…nulla è scontato e sono parole speciali che rendono intima una relazione.

Ringraziare è uno strumento molto potente; quando lo facciamo riconosciamo il lavoro, l’aiuto, il tempo che una persona ha dedicato a noi.

Provate a fare attenzione a come e quando le dite e sono certa che avrete grande soddisfazione nel notare che ogni volta che mettete in campo una di queste piccole parole o frasi avrete un grande riscontro! Ammettere di essere stanchi senza  sbuffare o buttarlo in faccia a figli o coniuge ad esempio dà risultati davvero sorprendenti!

Anche il sorriso dà risultati apprezzabili! Chiedere qualcosa con il sorriso o con la faccia arrabbiata cambia davvero molto le cose! E poi il sorriso è contagioso! Infine due parole sugli abbracci  : quel momento unico e speciale che accorcia le distanza tra le persone e le fa sentire amate e protette!

Psicologia dell’abitare: Abitare è in fondo abitarsi.

Ispirata dalla visita a Moa Casa nella giornata di ieri, facevo riflessioni su quanto la casa sia importante per ognuno di noi e come noi è destinata a cambiare nel corso degli anni e delle diverse esigenze. La casa di una coppia di novelli sposi non è la stessa di quella che accoglie un infante e non può essere quella che accoglie bambini in età scolare e così via.

Identità personale e costruzione della casa: un parallelo proposto da molti studi psicologici che analizzano i diversi significati che la casa riveste per ognuno di noi.

Le pareti e gli spazi domestici sono al tempo statici (per struttura) e dinamici (per i vissuti). Abitare è una caratteristica umana ha radici antropologiche e culturali e risponde ai bisogni più profondi dell’individuo. Molte professioni oggi sono coinvolte nella psicologia dell’abitare : dagli psicologi, agli arredatori, agli architetti … ”uno sguardo multidisciplinare” che cerca di rispondere a tutte le esigenze fisiche e psichiche.

La casa è l’ambiente in cui trascorriamo gran parte della nostra vita e gestiamo i nostri affetti. Dove siamo più veri e sinceri. Per questo la nostra casa “ci somiglia”. Rendere gradevole la nostra casa significa viverci meglio ed essere più felici. Una casa trascurata fa capire che non c’è amore neanche per se stessi. Una casa perfetta “da copertina” è per chi vive di apparenza ed è insicuro. Tanti significati si colgono da una casa :  dalla scelta degli oggetti e come vengono organizzati o meno.

Vivere in una casa gradevole influenza il nostro stato d’animo , l’umore ed in generale la nostra vita.

Secondo la Psicologa Donatella Caprioglio :  “La casa è lo specchio del mondo in cui viviamo. Basterebbe esserne consapevoli per viverla in modo terapeutico. I singoli oggetti hanno una rappresentazione simbolica che va oltre la materialità dell’oggetto stesso. Ogni stanza ha un preciso significato. Il salotto, ad esempio, è un luogo prediletto ma è il luogo del apparire, non quello in cui non ci si mostra mai veramente. Il bagno è il luogo più intimo in cui torniamo ad essere noi stessi, chiudendo la porta si può ‘recuperare’. È la stanza più terapeutica”

Ben venga il rinnovato interesse per il vivere e l’abitare in cui lo studio degli ambienti e delle diverse esigenze da parte di diversi professionisti ci aiuta a vivere meglio in quel mondo fisico e psichico che è la nostra casa.