Autostima e personalità.

Autostima : un aspetto della personalità che concerne le percezioni, le valutazioni e perciò le disposizioni delle persone nei confronti di esse. Si tratta di un tema molto vasto, comprensivo di argomenti trasversali ed è fondamentale per capire che cosa contiene, guida, motiva la condotta, gli stati d’animo e le passioni. Sto parlando del Sé e con tale termine mi riferisco ad un insieme di proprietà e caratteristiche che rendono unico ogni essere umano come avere coscienza di sé, riflettere e dialogare con se stessi, rivivere il passato o proiettarsi nel futuro.

autostima e personalità

D’altro canto è fondamentale anche quanto riteniamo di valere perché questo contraddistingue le relazioni con gli altri. Ognuno sa quanto sia importante essere soddisfatti di sé, sentirsi all’altezza delle situazioni, ritenere di valere o che le proprie idee abbiano valore. Tradizionalmente si è distinto tra esperienza di sé e rappresentazione di sé, ma ancora non è chiaro quali siano gli elementi in comune ed i sistemi psichici sottostanti, ma senza di essi non potremmo dare senso alla nostra vita e a quello che facciamo.

Nonostante si possa sentire o pensare le stesse cose nessuno può sentire o pensare allo stesso modo di un altro individuo. Le rappresentazioni mentali hanno un ruolo determinante per gli individui. Le occasioni che si offrono e che si sanno cogliere hanno un ruolo determinante nel promuovere le potenzialità individuali. Gli atteggiamenti di maggiore o minore indulgenza verso se stessi, la convinzione di essere in grado di gestire le varie situazioni, i desideri di essere lodati, accettati o i timori di non esserlo, l’importanza che diamo al  prestigio, al rispetto sono i vari modi in cui esprimiamo la nostra personalità.

Il sano egoismo ovvero: amare se stessi

Diceva Oscar Wilde “Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore lunga tutta la vita”  eppure nella mia pratica quotidiana riscontro che in molti trovino più facile amare gli altri piuttosto che se stessi.

Sicuramente ci sono diversi modi per amare se stessi ed aumentare la propria autostima nella vita di tutti i giorni. Indipendentemente da quali siano le ragioni di questa mancanza di amor proprio, bisognerebbe sempre prendersi cura di se e regalarsi tutto l’amore meritato.

Il primo passo è quello di conoscere te stesso: è impossibile amarsi se non sai chi sei! Per comprenderti meglio investi nella scoperta di ciò in cui credi, nei tuoi valori e nei tuoi progetti. Fondamentale è anche stabilire i propri confini così gli altri capiranno quanto meriti e ti porteranno rispetto. Ne consegue che dovrai imparare a dire no più spesso di quello che fai adesso.

me

Ricorda che le altre persone non sono meglio o peggio di te, sono solo diverse. Tu hai un valore prezioso così come sei e accettare te stesso comporta che non hai bisogno di paragonarti agli altri.

Impara a darti delle priorità  mettendo al primo posto le cose più importanti, lasciando andare quelle che lo sono meno, ma senza sentirti in colpa. Riposare è rigenerante, è la corretta base di partenza per la cura di sé e non è una perdita di tempo!

Cerca di conoscere i tuoi punti di forza per sfruttarli al meglio e conosci quelli deboli per migliorarti un poco ogni giorno. Sii onesto con te stessa. E’ un valore che pratichi con gli altri cerca di farlo verso di te per primo. Impara ad accettare che si possono fare errori. Errare è normale e fanno parte di ciò che sei, ma ogni giorno puoi cercare di imparare una nuova strategia.

Non sprecare del tempo prezioso per accontentare delle persone che sono impossibili da soddisfare oppure che, semplicemente, non sono poi così importanti per te.
Essere se stessi significa, delle volte, rinunciare a compiacere tutti ed abbracciare il proprio autentico modo di essere.

Non rifuggire da sentimenti di disagio come la rabbia e la tristezza, ma esprimili in modo sano perché se li neghi è come se evitassi una parte di te.  Un altro modo per prendersi cura di sé è riconoscere quando si ha bisogno di supporto, perché chiedere un aiuto non è sinonimo di debolezza ma di umanità. Tutti, almeno per una volta, ne hanno avuto bisogno.
Frequenta solo persone positive: a volte amare se stessi significa evitare quelle relazioni dannose che minacciano la salvaguardia del proprio bene.

Ricorda sempre che amare se stessi vuol dire sentire nel profondo di avere a cuore se stessi interamente, le proprie emozioni, il proprio benessere fisico ed emotivo.

Maschere ed identità

In un mondo dove l’immagine è tutto appare sempre più evidente la necessità di riappropriarsi di se stessi, di far cadere la maschera è apparire esattamente come siamo con le nostre difficoltà, desideri e sogni.  Diventa così attuale l’analisi dell’esistenza individuale di Erich Fromm che fa una differenziazione tra Avere e Essere descrivendole:

    “Avere e essere rappresentano due visioni integrali della vita che , in quanto tali investono la totalità del mondo esistente e determinano una valutazione diametralmente opposta dell’ordine spirituale e della realtà sensibile”.

Il nostro modo di esistere dunque può essere destinato verso una modalità dell’avere in cui la concezione del mondo statica, il possesso e l’apparire diventano modalità costitutive dell’uomo, o verso una modalità orientata all’essere, dimensione dell’esistere dinamica, in continua trasformazione e che non si risolve mai nelle manifestazioni esteriori. Quindi in questa dimensione la distinzione tra modalità dell’avere e dell’essere è particolarmente difficile in quanto viviamo in una società e in un’epoca orientata all’avere.

togliere la maschera

“Essere significa vita che si esprime come incessante attività e perenne motivo di trasformazione, energia che, incessantement,e muove l’individuo verso la realizzazione piena di sé e delle proprie possibilità spirituali. Avere significa stasi, paralisi delle disposizioni interiori dinamiche, attaccamento al proprio ego ed incapacità di realizzare un principio di produttività sociale”.

Apparire è mettersi in mostra, l’immagine è qualcosa che si spende per contattare l’altro (reale o virtuale). La nostra società fa riferimento a modelli ed immagini – idolo, lo sa bene il mondo del marketing e della pubblicità che sfrutta questi modelli creando necessità “non necessarie”.  Ecco quindi spiegata la corsa all’acquisto di beni materiali che ci permettono di essere “come” di acquisire uno status che ci faccia sentire adeguati ed accettati e forse meno soli. La solitudine in fondo come dice Fromm è la grande paura di ogni essere vivente ed in ogni epoca si cerca di trovare una soluzione a questo annoso problema.

Per essere accettati e far parte di un tutto spesso si recita un copione, si indossano maschere che obbligano a vivere in schemi da cui è difficile uscire. Una maschera però non dura a lungo e se sotto non c’è un’identità vera prima o poi si rivela. In psicologia le dispercezioni sono causa di dipendenze, di comportamenti ossessivi, di disturbi alimentari. Esprimono una sorta di lotta tra l’essere e l’apparire, poichè la necessità di essere adeguati ed essere accettati è sempre molto forte.

Il senso di solitudine

Oggi vi propongo una riflessione sul senso di solitudine. Tema attuale sebbene la tecnologia ci dia l’impressione di essere sempre connessi e presenti nella vita degli altri.

Il senso di solitudine provoca l’ansia; anzi , è l’origine di ogni ansia. Essere soli significa essere indifesi, incapaci di penetrare attivamente il mondo che ci circonda; significa che il mondo può accerchiarci senza che abbiamo la possibilità di reagire. Oltre a ciò è fonte di vergogna e spesso senso di colpa.

libro

Bisogno primario dell’uomo è quindi il bisogno di superare l’isolamento, di evadere dalla prigione della propria solitudine. L’uomo di qualsiasi età e civiltà è messo di fronte alla soluzione dell’eterno problema ovvero di come superare il senso di solitudine : dall’uomo delle caverne, al contadino egiziano, al navigatore fenicio fino al moderno impiegato tutti cercano una soluzione.

Le soluzioni sembrano molteplici, ma in realtà sono limitate e sono solo proposte dall’uomo nelle varie civiltà in cui è vissuto. La storia della religione e della filosofia è la storia di queste soluzioni, delle loro diversità, dei loro limiti. Le soluzioni dipendono, fino ad un certo limite, dal grado d’individualità raggiunto dall’uomo nell’infanzia.

Riflessioni da : L’arte d’amare di Erich Fromm

Intervista RADIO RADIO 104.5 Tema: “Estate tempo di diete : problemi e difficoltà”

RadioRadio: Incontriamo oggi la Dott.ssa  Emanuela Scanu,  Psicologa e Coach Alimentare. Laureata nel 1993 alla Sapienza di Roma con una tesi sull’Immagine Corporea. Specializzata in Psicodiagnostica, Formazione in Psico-oncologia si occupa da oltre 20 anni di problemi di alimentazione. Ha Pubblicato tre libri :

  • L’esercito sottile/dizionario pratico sull’anoressia / 1998Cedis Editore Roma
  • Dimagrire una scelta consapevole/ Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu/ 2013 Campi di Carta Editore Roma
  • OLTRE L’IMMAGINE/ Psicologia, Alimentazione, Stile/ un anno dei miei consigli sul WEB sempre con CAMPI DI CARTA

Numerose pubblicazioni e collaborazioni con riviste cartacee ed online su temi sociali. Dal 2014 fino a dicembre 2015 Titolare della Rubrica HEALTH&STYLE sul portale Gente Vip  Attualmente articoli su alimentazione e psicologia per LadyBlitz rivista online.

Intensa attività in ambito istituzionale e privato con conferenze e seminari finalizzate alla prevenzione dei disturbi dell’alimentazione. Collaborazioni con enti statali, privati ed associazioni quali AIAB, ADI Lazio, ASL RMF, Komen Italia ecc. Due volte relatore al Festival dell’Oriente e per l’Ordine degli Psicologi del Lazio.

Volontario Komen italia per la prevenzione del tumore al seno. Fino a dic. 2016  Presidente dell’Associazione Culturale E.S.P.A.F (Educazione, Salute, Prevenzione, Alimentazione, Formazione). Attualmente Docente di Educazione Alimentare nei Corsi per Modelle/i presso la BACKGROUND ACADEMY di VT.

R.R.- Siamo vicini all’estate specie le donne iniziano a preoccuparsi per la prova costume, Con lei  parliamo delle difficoltà a seguire una dieta

E.S.- Con l’arrivo della bella stagione inizia anche la necessità di scoprirsi e vengono alla luce tutti quei punti critici che durante l’inverno erano stati nascosti e si corre ai ripari cercando soluzioni veloci. Purtroppo le persone, più frequentemente le donne, ma gli uomini non sono immuni, si avvalgono della dieta dell’amica, del fai da te che risulta terribilmente deleterio. Innanzitutto è fondamentale la valutazione di una reale necessità di seguire una dieta e la prescrizione deve essere effettuata dal medico nutrizionista  non dall’amica, dalla collega o dal vicino di casa. La gente vorrebbe dimagrire in fretta, senza pensieri, ma non è cosi che funziona, anzi questo metodo di pensiero rappresenta uno dei massimi ostacoli nel perseguire una dieta o variare le proprie errate abitudini non solo alimentari. La cosa fondamentale però e comprendere il PERCHE’ si mangia di più e male.

R.R.-Nei suoi articoli e nel suo libro parla di metodo integrato…

E.S.- Spesso le persone si rivolgono alle diete  di “moda” che promettono risultati fenomenali ed è cosi che spesso ci si ritrova ad aver subito numerosi insuccessi che ledono linea e autostima.

Dal punto di vista strettamente fisico è necessario ricordare che il grasso stipato nell’organismo ha una sua funzione di stoccaggio per i momenti di necessità è quindi più facile assumerlo che perderlo. E’ una predisposizione sana dell’organismo per questo non è indicato seguire una dieta ipocalorica se non c’è reale necessità. Quindi quando si deve perdere peso il corpo è molto restio e la lotta è davvero ardua. Solo un programma integrato e di ampio respiro permette il raggiungimento di risultati di peso soddisfacenti, duraturi e stabili senza che si verifichino problemi per la salute sia fisica che psichica.

Fondamentale è imparare a mangiare bene rispettando le reali necessità dell’organismo e non può essere esclusa l’attività fisica che fa bene al corpo, ma fondamentalmente alla mente in questo la figura del coach è determinante per sostenere l’autostima e la motivazione, correggere le abitudini errate che saranno sostituite da altri più funzionali.

R.R.- Quindi parliamo anche di cambiamenti di abitudini di vita

E.S.- Quando una persona si sottopone a dieta ipocalorica sia che debba perdere 5 kg sia che ne debba perdere 40 è ossessionata dal cibo. Tutta la giornata gira attorno alle regole dettate dalla dieta e non si fa altro che fissarsi sull’orario dei pasti passare davanti al frigorifero o alla dispensa diventa un gioco al massacro. Il problema fondamentale che le persone vorrebbero avere risultati importanti, ma non sono disposte a fare cambiamenti nella loro vita. Si preferisce stare nella zona di confort perchè più rassicurante, ma così non si va da nessuna parte. I cambiamenti devono avvenire giorno per giorno e se si cade non importa, si cerca di capire cosa è accaduto e si riprova magari cambiando strategia.

Nel mio metodo di lavoro cerco di spostare l’attenzione dalla dieta ad un concetto di alimentazione equilibrata poichè ha una valenza positiva rispetto alla dieta normalmente intesta e già di per sè frustante.  Evitando che il cibo diventi una “fissazione” lavoro principalmente sul raggiungimento di una maggiore fiducia ed autostima attraverso un rapporto costante che tenga presente delle caratteristiche della persona. Vengono proposte attività che possano essere gratificanti al fine di contrastare quei momenti in cui si ricorre erroneamente  al cibo e principalmente insegno ad amarsi.

cc

 

R.R.-Cosa c’entra imparare ad amarsi con una dieta?

E.S.- Direi che è un aspetto fondamentale e troppo spesso non considerato. Ciò che porta le persone ad introdurre molti più alimenti/calorie di quello che sarebbe necessario e quindi ad aumentare di peso è la ricerca di una gratificazione attraverso il cibo. Sono persone che si aspettano molto dagli altri amore, attenzione, riconoscimenti e non ricevendone o non ricevendone come vorrebbero compensano queste mancanze con il cibo. Attraverso il supporto psicologico si aiuta a comprendere quali sono le situazioni alle quali si cerca risoluzione attraverso il cibo e si modificano alcuni comportamenti oltre che comprenderli. La partecipazione del soggetto interessato è fondamentale per creare una nuova consapevolezza di sé.

R.R.-Quali sono gli aspetti fondamentali per raggiungere l’obiettivo?

E.S.-  La COSTANZA  è la chiave di volta di ogni successo umano. Sono pochissimi quelli che riescono al primo tentativo!! La dieta o il controllo del peso o la  conquista di abitudini alimentari più sane ed equilibrate è il risultato di uno sforzo prolungato di autoadattamento e uno dei metodi per riuscire nell’impresa è quello di porsi obiettivi fattibili, ma continui, che portino, attraverso una sfida continuata,  ad un processo di cambiamento dolce e quindi verso il successo.

Fondamentale al percorso di modifica e miglioramento è la motivazione. Appurato che il cambiamento costa energie psichiche e fatica fisica ,occorre mettere sull’altro piatto della bilancia qualcosa che sia di tanto più positivo che faccia scegliere di lottare per l’obiettivo nonostante gli impedimenti.

Benessere fisico, bellezza interiore, sicurezza con sé e con gli altri, autostima, facilità a trovare partner. Qualsiasi siano le motivazioni alla base di una scelta di perdita di peso, l’importante è che abbiano una valenza positiva e che risultino essere davvero importanti per il soggetto. Avere pazienza non basta se non ricordiamo che è la costanza che ci permette di trasformare alcune cose buone in corrette abitudini ed il cambiamento deve avvenire nella testa prima che nel piatto! Il successo si costruisce giorno per giorno e bisogna allenarsi in continuazione per trasformare quegli sforzi iniziali in una normale routine quotidiana ed il supporto esterno di motivazione  è fondamentale fino a quando il soggetto non è in grado di camminare da solo.

 

 

 

La personalità

L’organismo umano non è sostanzialmente cambiato negli ultimi mille anni ed il cervello non è molto diverso da quello dei nostri antenati, ma il controllo che esercitiamo sul sul nostro corpo ed il modo di utilizzare il cervello sono sicuramente più ampi. Quando parliamo di personalità ci riferiamo ad una sorta di contenitore ed organizzatore di affetti, emozioni, bisogni, desideri, scopi. E’ ad essa che facciamo riferimento per comprendere la persona nella sua totalità ed unicità. La sua organizzazione ci permette di capire cosa la persona pensa e sente,  come agisce, cosa vuole diventare.

La capacità di valutare e comprendere ciò che è unico o comune nei diversi individui non è prerogativa degli psicologi, ma è un’esigenza per chiunque. Se non potessimo contare su una qualche conoscenza di come la nostra e l’altrui mente funziona sarebbe impossibile mantenere una qualsiasi relazione con l’altro e comprenderne  umori e condotte. Disponiamo al riguardo anche un lessico condiviso come altruismo, apertura mentale, coscienzioso ecc che ci permettono  di relazionarci con gli altri valutando impressioni, previsioni, decisioni.

donna-che-rappresenta-personalita-equilibrata

Tra le proprietà della specie umana c’è quella di apprendere dall’esperienza propria ed altrui e sappiamo che le condizioni di vita e le opportunitò hanno un ruolo decisivo nel liberare le potenzialità dell’individuo e nel promuovere lo sviluppo della personalità. La personalità è dunque un sistema emergente dalla confluenza di eredità ed esperienza ed indica ciò che è unico di ciascun individuo e ciò che è condiviso da tutti gli individui e che ne rende possibili le relazioni.

Quando definiamo una persona di “forte personalità” ne sottolineiamo la sua singolarità, quando indichiamo una persona come estroversa, altruista, coscienziosa automaticamente  facciamo riferimento a caratteristiche comuni a molti  e contenute in quell’individuo in una certa misura.

 

Fonte : Motivare e riuscire G.V.Caprara ed. Il Mulino

Autostima dove sei?

Lo dice la parola stessa: l’autostima è la valutazione che una persona dà di sé stessa. Questa non è un fattore statico, ma  dinamico. Evolve nel tempo e subisce variazioni anche notevoli nel corso della vita. Non si nasce con la giusta autostima, essa va piuttosto coltivata, curata, alimentata durante il corso dell’esistenza. Una sana autostima si manifesta nella capacità di percepirsi e di rapportarsi a sé stessi in modo realistico, positivo, rilevando i punti forti e quelli deboli, amplificando ciò che è positivo e migliorando quello che invece non lo è. Significa anche essere in grado di ammettere che c’è qualcosa che non va quando le circostanze lo richiedono.  Una persona con una sana autostima non è infatti perfetta, ma- al contrario di chi non si rispetta abbastanza- sa come valorizzare le proprie abilità e capacità e come tenere sotto controllo i difetti e le parti del proprio carattere meno amate. La sana autostima è indipendente dal giudizio degli altri, è caratterizzata da una profonda conoscenza di sé stessi, aiuta a mantenere i punti di forza ed a migliorare quelli di debolezza, promuove obiettivi stimolanti ma non eccessivi, spinge la persona al confronto con sé stessa e con gli altri. La bassa autostima nasce generalmente da una discrepanza tra il sé ideale ed il sé percepito. Il sé ideale è rappresentato da ciò che si vorrebbe essere, dalle qualità che si desidererebbe possedere, dal carattere e dalle capacità che si vorrebbero fossero parte della propria persona. Il sé percepito è dato invece dall’insieme delle percezioni e delle conoscenze che possediamo su noi stessi. Si tratta in sostanza di come ci vediamo, di come crediamo di essere…

autostima

 

Avere autostima significa piacersi, un modo di essere che si conquista stando nel presente e accogliendo tutti gli stati di cui l’interiorità si colora istante per istante.  L’ autostima non corrisponde a uno sforzo della mente, ma ha a che vedere con un diverso atteggiamento mentale, che si basa sull’accettazione consapevole di ciò che sei adesso, in questo preciso istante.  Stare quindi nel presente, senza rimpianti per gli sforzi che non hai fatto nel passato, senza frustrazione per ciò che non hai ancora realizzato.  Cambia dunque modo di vedere: l’ autostima è uno stato di benessere permanente che viene da dentro. Ogni volta che ti appresti a fare qualcosa, soprattutto se è la prima volta, non concentrarti unicamente sul risultato che vuoi ottenere, ma su ciò che fai, cercando di essere presente a ogni passaggio, come fosse l’unico.  Ricorda che l’autostima è un’energia molto diversa dall’ostinazione e dalla cocciutaggine : compare naturalmente quanto più la coscienza si svincola dalle influenze dell’ambiente, delle credenze, dei doveri. Migliorare l’autostima è possibile e richiede un impegno costante nel tempo. Non è difficile, basta volerlo veramente: ti devi sforzare di pensare che lo fai per te stessa e che un giorno non proverai più sensazioni di inadeguatezza e potrai  prendere decisioni in modo autonomo.  La prima cosa da fare per iniziare un percorso di miglioramento dell’autostima consiste nel lavorare sulle tue percezioni; devi imparare a conoscerti meglio, analizzando il tuo mondo interiore in tutta la sua complessità, focalizzando l’attenzione non solo sugli aspetti negativi, ma anche e soprattutto su quelli positivi.

 

Tratto dal libro “Dimagrire una scelta consapevole” Capitolo 4  autore E.SCANU editore  Campi Di Carta 2013