International Yoga Day 2021

Oggi si celebra la Giornata Internazionale dello Yoga. Una ricorrenza mondiale istituita ufficialmente dall’Onu nel 2014 su richiesta del governo indiano, nella persona del suo premier Narendra Modi, che durante la 69esima edizione dell’Assemblea delle Nazioni Unite con un discorso ne aveva chiesto il riconoscimento. Da allora 175 nazioni  hanno sponsorizzato l’iniziativa ed ogni anno vengono promossi numerosi eventi in ogni paese.

“…lo yoga è un dono inestimabile dell’antica tradizione indiana. La pratica dello Yoga incarna l’unità di mente e corpo, pensiero e azione, moderazione e appagamento, armonia tra uomo e natura, e l’unione tra il singolo individuo e l’infinito. Lo yoga non riguarda solo fare esercizio fisico, ma ci permette di scoprire noi stessi ed il fatto che siamo un tutt’uno con la natura e con il mondo.  Proprio l’unione con il tutto, e quindi con il pianeta e l’universo, dovrebbe spingere l’uomo ad un maggior rispetto di tutto ciò che lo circonda, e questa consapevolezza potrebbe aiutare a risolvere il problema del cambiamento climatico.”

Marendra Modi (leader indiano)

La Giornata Internazionale dello Yoga viene celebrata il 21 Giugno per numerosi motivi: nella tradizione indiana in questa data si celebra il Dakshinayana una sorta di porta/passaggio che si apre verso la seconda metà dell’anno ed è favorevole per le buone intenzioni, per piantare semi (anche quelli del cambiamento) e purificare il corpo. Sembra poi che questa sia la data in cui Shiva abbia iniziato a trasmettere i suoi insegnamenti come guru. Da noi in occidente è il solstizio d’estate in cui si raggiunge il maggior numero di ore di sole dell’anno.

Giornata Mondiale dell’Ambiente

Oggi sabato 5 giugno 2021, si celebra la  Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Il tema di quest’anno sarà il “Ripristino degli Ecosistemi”, con l’obiettivo di prevenire, fermare e invertire i danni inflitti agli ecosistemi del pianeta, cercando dunque di passare dallo sfruttamento della natura alla sua guarigione. La Giornata del 5 giugno lancerà ufficialmente il Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino dell’Ecosistema, introdotto con la missione globale di far rivivere miliardi di ettari, dalle foreste ai terreni agricoli, dalla cima delle montagne alle profondità del mare.

In vista di questa importante Giornata tematica, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ha lanciato due strumenti:

  • La Guida pratica della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2021 (nota anche con il nome di The Ecosystem Restoration Playbook) disponibile al seguente link: https://www.worldenvironmentday.global/get-involved/ecosystem-restoration-playbook. Questa guida di 21 pagine si rivolge a tutti coloro interessati al ripristino degli ecosistemi, offrendo spunti di riflessione, percorsi e consigli per agire subito a favore del pianeta. In particolare, l’Ecosystem Restoration Playbook fornisce un’introduzione dettagliata alla vasta gamma di azioni che possono esser messe in atto fin da subito per rallentare e fermare il degrado degli ecosistemi e favorire il loro pieno recupero.
  • Una pagina web https://www.worldenvironmentday.global/latest/featured-updates costantemente aggiornata per consultare e vedere le ultime news su eventi e iniziative riguardanti la prossima Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Fonte:

https://unric.org/it/giornata-mondiale-dellambiente-2021-la-guida-unep-per-contribuire-al-ripristino-degli-ecosistemi/

Mantieni il peso e vivi di più

Non sto a raccontarvi cose ovvie confermate da studi in tutto il mondo: lo sappiamo tutti che se si mangia bene si evitano tantissime patologie invalidanti e pericolose come le cardiopatie ed il diabete. Avete ragionato mai sul fatto che un fisico sano e con il giusto peso abbia anche una migliore e maggiore aspettativa di vita?

Eliminare il grasso in eccesso, specie sull’addome, protegge da malattie pericolose ed è un toccasana per lo spirito. Anche se si hanno tanti kg da perdere e non si raggiunge il peso ideale ridurre il peso riduce il rischio di contrarre malattie croniche. Basta infatti raggiungere un calo ponderale di almeno il 10 %  per diminuire drasticamente gli effetti determinati dall’aumento di glicemia, pressione arteriosa, colesterolo. Vengono anche ridotte le problematiche di movimento diminuendo il sovraccarico sulle articolazioni e migliorano le apnee notturne.

Mantieni il peso e vivi di più e… meglio!!!

Naturalmente i benefici del perdere peso hanno anche una valenza psicologica importante. Avendo un’implicazione sull’immagine corporea chi è in soprappeso o obeso tende ad eliminare le situazioni pubbliche riducendosi alla sedentarietà e cercando il cibo come conforto che alimenta un circuito pericoloso.

Il perdere peso, invece, innesca nell’organismo, nella sua interezza di corpo e mente, dei meccanismi benefici che portano a migliorare le funzioni vitali, ma anche a riprogrammare le scelte di una vita più equilibrata fatta di nuove e sane abitudini.

Ridurre il grasso addominale, che funziona da scorta nel nostro organismo sotto forma di trigliceridi ed è in grado di innescare dei processi infiammatori che alterano pensieri, corpo, umore ed appetito, ci permette di ristabilire i giusti meccanismi che vanno a salvaguardare la salute ripristinando l’equilibrio ormonale e metabolico.

Secondo uno studio della Wake Forest University in USA le donne sarebbero favorite nell’effetto antietà del perdere peso poiché hanno maggiori capacità di recupero del movimento e a ripristinare sane abitudini nel tempo.

Prendersi cura di se stessi, ancor prima di vedere i risultati in termini di peso, fa sentire molto più motivati e propositivi. Predispone al cambiamento con conseguente rilascio di endorfine che mettono di buon umore e che rendono il sacrificio più abbordabile.

Puoi leggere questo articolo anche sulla mia rubrica Mind&Food link sulla home page!

Decisioni: tra obiettivi e motivazione

Che sia perdere peso, smettere di fumare, imparare una lingua oppure sfondare con il proprio business non è possibile andare avanti alla “cieca” bisogna sapere dove si sta andando ovvero è fondamentale avere degli obiettivi e tanto più sono chiari meglio è!

Naturalmente la motivazione è importante, perché rappresenta la forza vitale, ci sprona e ci dà entusiasmo, ma come tutte le passioni è fugace e si esaurisce in breve tempo. E’ per questo che si inizia con grande entusiasmo una dieta e dopo pochi giorni si abbandona così come accade per tante altre cose.

Gli italiani non sono un popolo famoso per la gestione degli obiettivi. Rispetto ad altre culture siamo molto più approssimativi, meno determinati e ci affidiamo spesso al caso. C’è anche una tendenza comune: quella di confondere gli obiettivi con i buoni propositi. Infatti se ci pensate bene li abbiamo inseriti nella lista delle cose da realizzare durante l’anno, ma a febbraio probabilmente li avremo dimenticati.

Perché accade? Spesso ci facciamo trascinare dall’entusiasmo, che però come abbiamo accennato, ha una batteria di breve durata. Sicuramente è giusto avere obiettivi ambiziosi, ma al tempo stesso devono essere realizzabili, poiché la fatica se è esagerata può essere fonte di frustrazione e ne fa le spese l’autostima!

Bisogna darsi dei tempi fattibili: non si possono perdere 20 kg in un mese ad esempio, ma bisogna pensare ad una perdita equilibrata di circa 1 kg a settimana per cui se si è bravi l’obiettivo può essere raggiunto in 20 settimane, e non prima. Si può pensare di suddividere il percorso in più step come ad esempio imporsi di raggiungere un obiettivo intermedio a 5 o 10 settimane! Psicologicamente permette di utilizzare le risorse in modo ottimizzato senza rischiare di morire di fame le ultime 2 settimane! Ma fondamentale è decidere un tempo massimo entro il quale l’obiettivo deve essere raggiunto!

Un problema comune quando gli obiettivi si possono raggiungere a medio o lungo termine è che si pensi di avere tempo e si rischia di fare un enorme sacrificio solo alla fine e richiedendo un grande sforzo senza dare i risultati sperati che fa demordere dall’impresa. Io consiglio sempre di sfruttare il momento della motivazione al massimo per recuperare energia, infatti se in un tempo breve si è riusciti a raggiungere anche un solo piccolo obiettivo sarà molto più difficile lasciare perdere. Dal raggiungimento di uno step all’altro si ricava nuova energia ed entusiasmo per passare allo step successivo così fino all’obiettivo.

Quindi i numeri sono importanti: ovvero dobbiamo avere molto chiaro il nostro obiettivo e creare step intermedi con parametri misurabili. Se devo smettere di fumare al primo step devo aver eliminato almeno 5 sigarette al giorno che non vuol dire 6 e sicuramente non 4! Se sto imparando una lingua devo aver finito il primo capitolo in una settimana e non in due!

Non abbiate timore di creare i vostri obiettivi, ma siate onesti con voi stessi sulla valutazione delle vostre capacità e se siete di quelli che si scoraggiano chiedete aiuto ad un amico che saprà aiutarvi a non cadere in tentazione e vi accompagnerà fino al termine del percorso.

Imparare la resilienza come se si dovesse realizzare una torta…

Per il nuovo anno che si avvicina abbiamo bisogno di speranza e coraggio. Inutile dire che se partiamo in odo positivo sarà più semplice affrontare qualsiasi cosa e vorrei farvi un regalo con simpatia: apprendere le basi della resilienza (ne ho parlato spesso sul sito !), ma lo farò in modo originale:

Come per qualsiasi ricetta ci sono ingredienti, tempi e modi necessari affinché si ottenga sempre un buon prodotto e per la resilienza ci vuole la stessa sequenza e nulla può essere lasciato al caso.

Tre sono gli ingredienti di cui non si può fare a meno : il primo è sicuramente l’IMPEGNO.E’ importante dire a se stessi di essere abbastanza capaci di impegnarsi nell’affrontare il problema che si ha di fronte. Dire a se stessi “Non sono capace di fare una torta” non è il miglior modo per cominciare e sicuramente non ne garantisce la realizzazione, anzi fa partire svantaggiati. Quindi il miglior modo di affrontare un problema è dire a se stesi che metteremo tutto l’impegno di cui saremo capaci.Il secondo ingrediente è il CONTROLLO. Come è necessario controllare dosi degli ingredienti e tempi di cottura è necessario gestire il problema attraverso il controllo. Abbiamo la facoltà di influenzare l’esito della risoluzione di un problema e questo avviene sia in positivo che in negativo. Per assicurarci un buon esito il nostro approccio non può che essere positivo.Infine bisogna inserire in concetto di SFIDA perché nella risoluzione del problema si può crescere ed imparare comunque qualcosa.Se abbiamo utilizzato al meglio tutti questi ingredienti abbiamo iniziato a mettere le basi della RESILIENZA e ogni volta che ci si presenterà un nuovo problema sapremo di poterlo affrontare senza lasciarci schiacciare. Al massimo avremo imparato qualcosa e quindi ne usciremo comunque vincitori.

Se sei felice si vede!

Nella mia pratica clinica ho potuto appurare che felicità ed autostima vanno di pari passo. Infatti le persone felici sono quelle con un più alto indice di gradimento verso se stesse e sanno fare le scelte giuste. Non sono invidiose e ringraziano per quello che hanno pur volendosi migliorare. Ho fatto una lista, che vi invito ad allungare e condividere, di qualità che rendono migliore la qualità della vita e promuovono l’autostima. Tranquilli: alcune di queste si possono imparare …abbiate fiducia!

Le persone felici sono consapevoli dei propri valori e impostano la propria vita di conseguenze: sanno esattamente cosa le rende felici e cosa no e strutturano le proprie vite in modo da massimizzare il tempo che impiegano a fare cose che li rende felici e ridurre al minimo il tempo impiegato a fare cose che non li rende felici.

Le persone felici imparano dai propri errori e dalle difficoltà.  Tutti commettono degli errori :  sul lavoro, in amore, economici, e in ogni altro aspetto della vita. Ma le persone felici si assicurano di imparare dai propri errori e dalle difficoltà così da non ripetere gli stessi sbagli mai più.

Le persone felici non badano a quello che gli altri pensano di loro e non si preoccupano di accontentare tutti. Non importa quello che fai, ci sarà sempre qualcuno che non ti apprezza, ti giudica o ti critica. Le persone felici lo capiscono e sanno che preoccuparsene significa sprecare energie preziose che potrebbero essere impiegate altrimenti.

Le persone felici sono grate per quello che hanno. Non si concentrano su ciò che non hanno, ma godono ed amano ciò che posseggono.

Le persone felici non si preoccupano delle cose che sono al di fuori del proprio controllo. Preoccuparsi è una cosa naturale, ma una volta che si impara a non stressarsi per le cose che non dipendono da noi si libera un sacco di energia positiva.

Le persone felici sanno di non essere il centro dell’universo E di conseguenza capiscono che il modo in cui alcune persone si comportano potrebbe anche non dipendere da loro – quindi non se la prendono troppo.

Le persone felici non fanno le vittime A tutti capitano delle cose brutte, ma le persone felici sanno capire che piangersi addosso non li porta da nessuna parte. Quindi affrontano le brutte cose, le risolvono e ripartono da lì, invece di restare con le mani in mano a fare del vittimismo.

Le persone felici si circondano di persone positive. Siamo tutti in qualche modo influenzati dalle persone che abbiamo intorno. Se ci circondiamo di persone positive e stimolanti, finiamo noi stessi per sentirci più positivi ed ispirati. Al contrario, se ci circondiamo di persone negative e cupe anche noi tenderemo a sentirci così.

Le persone felici hanno uno stile di vita sano. La maggior parte delle persone felici mangiano bene, dormono bene e fanno spesso esercizio fisico. È quasi una legge di natura. (SE MANGI BENE VIVI BENE E PENSI BENE!)

Le persone felici sono propositive. Le persone felici non credono che il mondo gli debba qualcosa. Di conseguenza sono propositive e sanno di dovere lavorare per ottenere quello che vogliono dalla vita. Lavorano e s’impegnano, ma sanno apprezzare anche le piccole cose della vita.

Psicologia dell’abitare: Abitare è in fondo abitarsi.

Ispirata dalla visita a Moa Casa nella giornata di ieri, facevo riflessioni su quanto la casa sia importante per ognuno di noi e come noi è destinata a cambiare nel corso degli anni e delle diverse esigenze. La casa di una coppia di novelli sposi non è la stessa di quella che accoglie un infante e non può essere quella che accoglie bambini in età scolare e così via.

Identità personale e costruzione della casa: un parallelo proposto da molti studi psicologici che analizzano i diversi significati che la casa riveste per ognuno di noi.

Le pareti e gli spazi domestici sono al tempo statici (per struttura) e dinamici (per i vissuti). Abitare è una caratteristica umana ha radici antropologiche e culturali e risponde ai bisogni più profondi dell’individuo. Molte professioni oggi sono coinvolte nella psicologia dell’abitare : dagli psicologi, agli arredatori, agli architetti … ”uno sguardo multidisciplinare” che cerca di rispondere a tutte le esigenze fisiche e psichiche.

La casa è l’ambiente in cui trascorriamo gran parte della nostra vita e gestiamo i nostri affetti. Dove siamo più veri e sinceri. Per questo la nostra casa “ci somiglia”. Rendere gradevole la nostra casa significa viverci meglio ed essere più felici. Una casa trascurata fa capire che non c’è amore neanche per se stessi. Una casa perfetta “da copertina” è per chi vive di apparenza ed è insicuro. Tanti significati si colgono da una casa :  dalla scelta degli oggetti e come vengono organizzati o meno.

Vivere in una casa gradevole influenza il nostro stato d’animo , l’umore ed in generale la nostra vita.

Secondo la Psicologa Donatella Caprioglio :  “La casa è lo specchio del mondo in cui viviamo. Basterebbe esserne consapevoli per viverla in modo terapeutico. I singoli oggetti hanno una rappresentazione simbolica che va oltre la materialità dell’oggetto stesso. Ogni stanza ha un preciso significato. Il salotto, ad esempio, è un luogo prediletto ma è il luogo del apparire, non quello in cui non ci si mostra mai veramente. Il bagno è il luogo più intimo in cui torniamo ad essere noi stessi, chiudendo la porta si può ‘recuperare’. È la stanza più terapeutica”

Ben venga il rinnovato interesse per il vivere e l’abitare in cui lo studio degli ambienti e delle diverse esigenze da parte di diversi professionisti ci aiuta a vivere meglio in quel mondo fisico e psichico che è la nostra casa.

Parola d’ordine ottimismo!

Ottimismo bella parola! Secondo Wikipedia l’ottimismo è un atteggiamento che si manifesta nel modo di sentire, pensare e di vivere contraddistinto dalla positività o quantomeno dal suo prevalere sulla negatività. Gli ottimisti tendono dunque a guardare “il lato positivo delle cose” e ad assumere la buona fede nelle persone.

Nel vivere comune parliamo di persona positiva raffigurabile con il tipico quesito del bicchiere mezzo pieno in contrapposizione al pessimista che vede sempre il bicchiere mezzo vuoto. Esistono tante scuole di pensiero che invitano alla positività, ad una visione ottimistica della vita, ma ci sono giornate in cui tutto sembra andare storto , ci sono individui  ai quali accadono un’infinità di momenti negativi come si fa a dire a quelle persone prendila con filosofia , sii positivo?

Eppure anche i contrattempi possono diventare una sfida grazie al pensiero laterale positivo. Sarebbe un peccato non cercare di applicarlo nella vita di tutti i giorni poiché può anche aumentare la nostra salute fisica e mentale quindi perché non provarci? Tante ricerche confermano  la relazione positiva tra la qualità della vita e l’ottimismo. Riuscire a vedere il lato positivo delle cose rende l’aspetto negativo meno importante e ci aiuta a trovare soluzioni cambiando punto di vista.  Non solo la vita famigliare e personale migliora, ma anche le questioni di cuore e la carriera. Molti studi condotti su donne operate di cancro al seno confermano che il vissuto di malattia e la guarigione sono strettamente correlati ad un atteggiamento positivo. Anche l’anzianità e la disabilità che inesorabilmente aumenta con l’età sono migliorati da un atteggiamento positivo.  Riuscire a dare meno peso agli eventi stressanti permette maggiori performance ed un più alto raggiungimento degli obiettivi.  Per  evitare il pessimismo è necessario coltivare l’abitudine al pensiero positivo. Non basta farlo ogni tanto in modo isolato, ma ogni giorno cercando di vedere ogni cosa con occhi nuovi tralasciando vecchi pensieri ed impostazioni mentali

Verosimilmente per alcuni risulta un tratto di personalità innato, ma molti psicologi ritengono che la positività si possa imparare anche valorizzando se stessi. Io sono una di quelle e credo che valga la pena di provare (almeno per non rovinarsi la vita da soli!)

La capacità di ascolto e la società odierna

Lo scrittore e oratore J. Krishnamurti riteneva che “Ascoltare è un atto di  silenzio” “. In effetti saper ascoltare è molto più difficile di quanto si pensi. Parlare con qualcuno impone ascolto attento e silenzio. Per farlo è necessario prestare attenzione e rispetto. Rispetto significa non sovrapporre le proprie parole a quelle dell’altro. Significa riflettere prima di rispondere. Significa capire esattamente quello che l’altro vuole dirci mostrandoci empatici ovvero cercando di comprendere i sentimenti che animano la persona che parla con noi. Se noi blocchiamo il nostro interlocutore prima che abbia finito di parlare il dialogo  subisce malformazioni. Se abbiamo interrotto pensando di aver capito quello che dice l’altro, se stiamo interpretando le sue parole, se giudichiamo, se parliamo di noi… quella comunicazione ha preso una brutta strada. Oggi c’è tanto bisogno di comunicare, ma pochi hanno la voglia o la capacità o la pazienza di ascoltare l’altro.  C’è però un’altra verità : disagi, malcontenti, ma anche vittorie vengono continuamente “vomitate addosso” all’ascoltatore che quindi passa dall’ascoltare al sentire perdendo in breve tempo l’interesse e quindi l’attenzione. Fretta, superficialità,  non ascolto sono la causa di questa situazione.

Spesso si è presi dall’urgenza di rispondere qualcosa che si finisce per non sentire neanche ciò che si dice finendo per risultare fuori contesto. Quando poi tutti vogliono parlare nello stesso momento non esiste un dialogo, ma monologhi che si sovrappongono.

Ascoltare significa cercare di dirigere l’attenzione al nostro interlocutore entrare nel suo mondo, nelle sue emozioni. Implica uno sforzo per captare il messaggio che va oltre le parole. Lo sforzo inteso anche a bloccare quel dialogo interiore che ci porta a non ascoltare l’altro nella fretta di dire la nostra. Però è difficile avere un dibattito interessante se non si è posta la giusta attenzione a chi abbiamo davanti, se non abbiamo aperto cuore e mente e non solo orecchie. Solo in questo modo la persona sentirà che è stato accolto che gli è stata data importanza e questo creerà un clima di rispetto e fiducia. In fondo un buon dialogo è il risultato del giusto equilibrio tra il saper ascoltare e il saper parlare.

Il mio augurio per una buona qualità della vita:  Sviluppate la vostra abilità di saper ascoltare!

Identità personale in un mondo che cambia: la personalità

Se il mondo è bello perché è vario lo è perché gli individui sono tanti e diversi e ad ognuno in base alla propria cultura ed esperienza  è permesso di fare scelte, considerazioni ed azioni.

Quando parliamo di personalità ci riferiamo al complesso insieme dei sistemi psicologici che contribuiscono all’unità e continuità della condotta sia come viene espressa sia come viene percepita dagli altri. L’individuo vede la propria personalità come un insieme di qualità ed inclinazioni che danno un senso alla propria identità ed unicità. Da parte dell’osservatore le caratteristiche individuali distinguono l’uno dall’altro, ma permettono anche di creare opinioni che vengono organizzate in credenze. Per lo scienziato la personalità è un insieme psicologico che emerge dalle interazioni dell’individuo con l’ambiente per cui si sviluppano gradualmente nel corso della vita.  Le persone sono agenti attivi che contribuiscono al loro sviluppo attraverso le loro scelte ed azioni determinando la natura delle loro esperienze e i tipi di persone che diventeranno. Le persone quindi contribuiscono attivamente allo sviluppo delle proprie capacità.

Esistono anche i processi mentali in questa costruzione : convinzioni e criteri interni che regolano il comportamento. Emozioni e pensieri si influenzano reciprocamente dando il via a scelte e relative azioni. A volte sfuggono alla coscienza , ma alcune persone hanno grande consapevolezza e controllo delle proprie esperienze. Riflettere sul passato e le esperienze in atto permette di identificare contesti, relazioni ed opportunità  che contribuiscono a migliorare la regolazione  della vita sociale ed emotiva. Le interazioni sociali contribuiscono la base per la costruzione di un senso coerente di sé.  Riflettendo sulle proprie esperienze e condividendole con gli altri si sviluppano credenze relative alle proprie qualità personali  sia di quelle degli altri individui: naturalmente culture diverse generano convinzioni diverse.

Esistono una coerenza e continuità nella personalità che possono essere evidenziate solo analizzandole attraverso le azioni compiute nell’arco della vita. Le azioni  sono al servizio di obiettivi  tra cui quello di mantenere il senso d’identità personale. Le crisi personali, i cambiamenti della vita inducono le persone a cambiare ed adottare nuovi ruoli sociali  e professionali. Spesso sono una vera e propria sfida  per la coerenza al senso di continuità.  Mantenere la propria identità significa fare cambiamenti psicologici e la capacità di cambiare strategie  ed obiettivi  risulta avere una rilevanza adattiva importante  ai fini del funzionamento della personalità. Come dire: rimanere se stessi cambiando in continuazione.