Emozioni, digestione e respiro passano dal diaframma

“Quando il respiro è agitato, teso, la mente è instabile, quando si quieta e se ne prende il controllo consapevolmente, la mente trova la sua pace naturale” Hatha Yoga Pradipik

In questo antico detto orientale è racchiusa una grande verità che è sempre sotto i nostri occhi eppure è talmente essenziale che neanche ci facciamo caso: la respirazione.

Il diaframma è un muscolo che riveste un’importanza enorme sul piano emozionale. Risente dei traumi emotivi e ciò condiziona la sua funzione che è quella di facilitare la peristalsi degli organi sottostanti come lo stomaco ed alterando inevitabilmente la sua funzione. Il trauma emotivo può essere rappresentato anche dal continuo stress di guidare nel traffico, nel vivere in un ambiente di lavoro o familiare ricco di tensioni, non serve quindi necessariamente subire un lutto o un altro trauma importante. Questo per specificare che a lungo andare queste tensioni emotive hanno un risvolto spiacevole su un organo praticamente sconosciuto, ma che controlla molte funzioni come il respiro.

La respirazione, oltre ad ossigenare l’organismo, pratica un sorta di massaggio ritmico su tutti gli organi interni. In genere la fase inspiratoria avviene dal diaframma tra le costole ed il plesso solare e la fase espiratoria dovrebbe avvenire in modo passivo. Lo stress e l’ansia non permettono che queste fasi avvengano in modo naturale. Spesso il respiro è corto, bloccato. Un diaframma che rimane abbassato lascia lavorare altri muscoli.

Per questo è molto importante rallentare almeno durante la pausa pranzo. Oltre a godere di un importante momento ci prendiamo cura di noi stessi, dei nostri bisogni e dei nostri ritmi. Mangiare non è un’abitudine, ma un vero e proprio esercizio di consapevolezza che passa anche dal respiro.

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Dalla natura i rimedi per i disturbi digestivi, ma migliorare lo stile di vita è raccomandato

Studio spesso le correlazioni tra sintomatologia fisica e mente e le problematiche di tipo digestivo rientrano tra queste in modo molto marcato.

Circa 37 milioni di persone in Italia soffrono di senso di gonfiore ed altri disturbi legati alla digestione e quasi la totalità della popolazione ne ha sofferto almeno una volta nella vita. Purtroppo questi disturbi sono sempre più frequenti a casa di uno stile di vita che ci costringe ad una alimentazione scorretta  dove stress e nervosismo sono dominanti.

Solo quando la sintomatologia diventa importante ci si rivolge al medico,  nella maggior parte dei casi si ricorre ad antiacidi o sostanze che riducono la produzione di succhi gastrici. Questi rimedi però non risolvono il problema, anzi a volte lo coprono o espongono la persona ad effetti collaterali anche gravi come il ridotto assorbimento di alimenti o un maggiore rischio di infezioni intestinali.

Come si possono alleviare i sintomi come bocca amara, gonfiore o sonnolenza dopo i pasti senza effetti indesiderati?

Innanzitutto un gran lavoro deve essere svolto sullo stile di vita. Cercare di evitare i cibi spazzatura, il fumo. mangiare e dormire regolarmente già vi porta un pezzo avanti nella prevenzione. Non sempre questo è facile, ma cercate di uscire da schemi mentali che vi legano ad abitudini negative e con piccole modifiche arrivate ad abbracciare più sane abitudini.

Come sempre la natura è di grande aiuto ed una mia amica esperta in fitoterapia mi ha dato delle dritte che condivido con voi.

Tra le piante che sono in grado di supportare le trasformazioni chimico-fisiche degli alimenti all’interno dell’’apparato intestinale abbiamo: ananas, cardo mariano e gli enzimi contenuti nelle Maltodestrine fermentate.

L’ananas è ricco di bromelina, un enzima capace di favorire la digestione delle proteine ed è utile nei disturbi dispeptici. Coriandolo, carvi, cardamomo e finocchio agiscono invece sul gonfiore, stimolando l’appetito e la digestione. Esistono tantissime tisane che possono essere acquistate tranquillamente al supermercato ed hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Un grande aiuto può derivare anche dall’estratto dei semi di pompelmo che è un antimicrobico intestinale attivo su muffe, batteri e lieviti che agisce senza alterare la flora intestinale ed ha la capacità di ripristinare l’equilibrio di tutto il sistema digestivo. Sembra infatti capace di stimolare la produzione di sostanze che vanno a proteggere e riparare eventuali danni alle mucose.

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Mindful Eating: Riconnettersi con il proprio corpo

Tra le nuove tendenze per la gestione dei disturbi dell’alimentazione, con particolare riferimento all’aumento del peso e all’incapacità a seguire una dieta, segnalo la Mindful Eating…

Si stima che il 50-60% della popolazione manifesti un qualche comportamento alimentare disfunzionale, rientrando nella categoria di quella che comunemente viene definita “fame nervosa” o “fame emotiva” e che a quattro anni e mezzo dalla conclusione di una dieta, mediamente, le persone mantengono una perdita di soli 3 kg, ovvero il 3,2% della riduzione del peso iniziale. La percentuale di persone che hanno mantenuto la perdita di peso, varia da meno del 3%, se consideriamo il mantenimento del 100% della perdita di peso, al 28%, se consideriamo un mantenimento di meno del 10% della perdita del peso iniziale, dopo 4 anni (Priya Sumithran P., Proietto J., 2013).

Chi soffre di fame nervosa soffre di dis-regolazione emotiva: non riconosce le emozioni, le confonde con la fame e, di conseguenza, mangia in maniera smodata, non tollerando le emozioni negative. Un’altra caratteristica di questa popolazione è la presenza di credenze rigide (i cosiddetti pensieri “tutto o nulla”), accompagnata da ruminazione o soppressione del pensiero (“Non devo pensare al cioccolato”). Di conseguenza, si osserva un tipico circolo vizioso, caratterizzato da restrizione cognitiva e comportamentale rispetto al cibo con conseguente sovra-alimentazione e nuova restrizione (quello che altrove abbiamo chiamato “L’effetto paradosso della restrizione alimentare”).

La Mindful Eating insegna ai pazienti:

  • a osservare i pensieri come eventi mentali;
  • la distinzione tra gli aspetti psicologici dell’esperienza emotiva e gli stimoli della fame e della sazietà;
  • l’accettazione delle emozioni come parte dell’esperienza umana, con minore reattività ad esse;
  • la consapevolezza degli stati interni, incrementando il monitoraggio meta-cognitivo;
  • nuove modalità funzionali di interazione col cibo.

Fonte: Formazione Continua in Psicologia

Autismo: migliora con il cibo giusto

Fattori genetici ed ambientali sono le cause dell’autismo: una sindrome comportamentale della quale negli anni, grazie alla ricerca, si stanno scoprendo sempre più aspetti tra questi l’importanza dell’alimentazione

Sebbene il DSM V ne dia una definizione abbastanza chiara sono i genitori e poi il pediatra e gli specialisti a fare diagnosi di autismo. Sono proprio la mamma ed il papà ad interagire per primi con il piccolo e a rendersi conto che l’aspetto cognitivo comportamentale presenta dei difetti. Sebbene i sintomi dello spettro autistico siano veramente numerosi ed i soggetti possono essere definiti in base all’alto funzionamento o a basso funzionamento in base alla compromissione di alcuni comportamenti ogni diagnosi si effettua caso per caso proprio per la grande variabilità di questa sindrome.

Senza approfondire nel dettaglio la sintomatologia e  tutte le problematiche sociali, psicologiche, riabilitative e di supporto al bambino e alla famiglia voglio evidenziare un aspetto ormai noto che è quello della dieta dei bambini affetti da autismo. Recentemente il Ministero della salute ha condotto degli studi riguardanti specifici interventi di tipo biomedico e nutrizionale. In particolare l’utilizzo di integratori, la melatonina e di una dieta priva di glutine e caseina.

Le ricerche  in materia nascono dall’osservazione che molti bambini autistici siano al contempo celiaci e che nelle urine dei bambini autistici siano spesso presenti alti livelli di peptidi come casomorfina e glutomorfina. Questo porta ad ipotizzare che tali bambini abbiano un difetto nella digestione di proteine dovuto ad un problema di impermeabilità intestinale. I peptidi anomali che si sviluppano sarebbero responsabili del comportamento di questi soggetti.

Tra i più autorevoli studi al riguardo evidenzio  quello del gruppo di ricerca  guidato dal prof. Fasano a Baldimora che dichiara:

Il 20-22% dei casi presenta segni che possono far sospettare una sensibilità al glutine… Del resto il glutine è una molecola tossica è l’unica proteina alimentare che non si digerisce completamente. Negli ultimi 100-150 anni il grano per la produzione alimentare è stato arricchito di glutine».

I bambini affetti da autismo trovano sicuramente sollievo da una dieta senza glutine anche se in molti casi non risultano positivi ai test sierologici per la celiachia, né presentano appiattimenti della mucosa dell’intestino. Sembra proprio la tossicità del grano ad essere imputata riguardo l’aumento di casi. (studi in corso)

Sebbene ancora molti aspetti del problema  siano controversi i benefici della dieta senza glutine sono nella maggior parte dei casi evidenti. Non resta che attendere  lo sviluppo di ulteriori studi per tutte le indicazioni al riguardo.

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Onestà ed immediatezza: i fondamenti del diario alimentare

Farlo subito, farlo bene e non nascondere nulla! Sono le basi affinchè un diario alimentare possa svolgere la sua importante funzione per portarti all’autoconsapevolezza ed aiutarti a perdere peso!

Per qualcuno annotare giornalmente cosa si è mangiato, quanto si è sgarrato, le emozioni che accompagnano certe situazioni, essere onesti e precisi è un compito gravoso.

Eppure è dimostrato che tenere un diario alimentare (e delle emozioni annesse!) permette una maggiore consapevolezza. Dal “circa quasi” e all’”autoinganno” si passa ad un maggiore controllo nell’assunzione del cibo dovuto proprio al fatto di doverlo annotare (con onestà!)

Nel breve e nel lungo termine si è dimostrato efficace nell’autovalutazione, è veloce (puoi appuntarti tutto anche sulle note del cellulare!), economico.

Spesso diventa uno strumento indispensabile anche nella fase del mantenimento del peso. Se non annotiamo subito quando, cosa e come abbiamo mangiato a fine giornata una grande quantità di ciò che abbiamo introdotto viene dimenticato, ma il conteggio delle calorie e l’affaticamento degli organi emuntori non vengono dimenticati dall’organismo che ci presenterà inevitabilmente il conto!

Solo annotando tutto con onestà e nell’immediato potrai venire a contatto con le tue vere abitudini alimentari ed inevitabilmente comprendere i tuoi errori. Dopo i pasti, ma anche subito dopo un extra durante la giornata perché tendiamo a dimenticarlo! Onestà questa sconosciuta! Siamo bravissimi a mentire a noi stessi, a giustificarci, a crearci alibi e spesso ad addossare le colpe agli altri. Se userai il diario in modo onesto ti renderai conto anche di tutte quelle strategie perverse che porti avanti ogni giorno vivendo in un circolo vizioso di autoinganno.

Sia che tu lo faccia per te stesso, sia che sia stata la tua nutrizionista o psicologa un diario alimentare incompleto non ha ragione di essere anche se personalmente mi dice molto sul tuo rapporto con l’impegno verso te stesso!

Annotare le emozioni che accompagnato il nostro modo di mangiare (e bere! Non dimentichiamolo!), quante volte ci concediamo un extra e se viviamo sensi di colpa non sono eventi trascurabili!

Prova a tenere un diario e mantieni saldo il tuo impegno sarai ricompensato!

Comprendere il ruolo del cibo nella tua vita (oltre lo scopo nutritivo naturalmente!) è fondamentale: è molto diverso mangiare di più in compagnia o da soli di nascosto! Comprenderne il significato vedendo in faccia la realtà (o rileggendola!) ha un valore immenso anche per creare strategie per evitare e contenere comportamenti lesivi. Non esiste una ricetta unica per ognuno di noi la formula deve essere individualizzata anche se esistono molti tratti in comune tra persone diverse le modalità di controllo sono differenziate per ognuno.

Capire se ti stai rifugiando nel cibo, se eviti l’attività sportiva, se bevi poco, come vivi il momento del pasto , aprire il frigorifero o fare la spesa sono unici così come le deviazioni dalla norma e devono essere modificate in modo individualizzato poiché le emozioni che ne derivano sono diverse per ognuno di noi.

puoi leggere questo articolo anche nella mia rubrica su RomaOggi.eu MIND&FOOD: https://www.romaoggi.eu/index.php/2020/06/22/onesta-ed-immediatezza-i-fondamenti-del-diario-alimentare/

E’ tutto lì nel corpo, inizia ad ascoltarlo ed osservarlo.

Vorrei introdurre il  concetto d’immagine e devo farti capire cos’è e che potere questa esercita in ogni momento. Hai una definizione ed un’immagine di te stessa che determina ogni aspetto della tua  vita,  molto spesso senza che tu ne sia consapevole. Se per un qualche motivo hai legato l’immagine di te stessa a quella di una persona pigra e con qualche chilo di troppo, difficilmente perderai peso. Non necessariamente  sbagli qualcosa,  semplicemente il tuo obiettivo è in contrasto con l’immagine che hai di te stessa.

Comincia quindi da subito ad aumentare la tua consapevolezza su ciò che riguarda la tua immagine: questa determina tutta la tua vita. Se ti vedi come una persona in forma, lo sarai sempre, per tutta la vita, a prescindere da fattori come età o altro.

Questa immagine che hai di te stessa  è assolutamente malleabile e puoi modificarla come e quando vuoi. Il potere è nelle tue mani  ed è importante che sia così visto che stiamo parlando della tua vita. Certo, magari hai bisogno di un aiutino: ho detto che puoi … non che sia facile! In aggiunta a ciò, ogni giorno scopro che la maggior  parte delle persone non si sentono adeguate, avvertono di non meritare alcune cose e questo rappresenta un altro enorme problema.

Fermati a pensare.

Vuoi che siano gli agenti esterni a determinare la tua vita oppure vuoi essere tu stessa  protagonista delle tue scelte?

Se la risposta è quella che mi aspetto, ti sentirai da subito più energica, felice e soprattutto libera! Capirai che le limitazioni determinate dalle “definizioni limitanti” che ti affibbiavi erano solo nella tua mente e ti bloccavano, ti impedivano di migliorare e di crescere. Crea quindi un’immagine di te stessa che sia attraente, positiva, liberatoria e potenziante. In poco tempo, ti ritroverai a fare le scelte giuste ed i risultati arriveranno automaticamente!

Stai attenta alle insidie e osservati quando mangi: la percezione che hai di te dovrà guidarti nelle scelte future. Se stai buttata in pigiama sul divano con un barattolo di Nutella, un gelato o delle patatine, avrai di te un’immagine rallentata, pesante. In questa situazione è difficile prendere in mano la propria vita, si è sconfitti in partenza. A volte “morire sul divano” sembra l’unica soluzione, ma non è così. Se fai uno sforzo iniziale – e so quanto sia faticoso questo sforzo- e cerchi di tirarti su, riponi quello che avidamente e senza un reale bisogno stavi mangiando e provi a ripetere questo gesto ogni volta che succede, sarai ripagata da una sensazione nuova : un’immagine più dinamica e leggera di te.

Ti assicuro che ne vale la pena. Se ti senti pesante è difficile vederti attiva e positiva, ma se hai una  percezione dinamica di te stessa, guarderai con orrore il divano e sicuramente non andrai a cercare qualche surrogato di piacere nella credenza o nel frigorifero e comunque diventerà sempre meno frequente.

Fai così per qualche giorno. Poco a poco vedrai che certi  cibi non ti  inviteranno  più e che comunque avranno diverso peso per te. Non sostituirai una percezione attiva di te con una passiva e pesante: non c’è partita.

Un’ultima  cosa: quando mangi, mastica molto bene. Non ingoiare tutto in fretta, poiché il cibo è piacere orale, la bocca può gustarlo.  

Perché allora non masticarlo di più, gustarlo di più? E per rendere il gusto ancora più intenso, fai tutto ciò che puoi. Quando mangi qualcosa, prima annusa. Gustane l’aroma, perché metà del gusto sta nell’aroma. Perciò annusa il cibo, guardalo. Non c’è fretta, prenditi tutto il tempo che vuoi. Una piccolissima quantità di cibo ti basterà e ti farà sentire molto più soddisfatta. Fai una prova per una settimana e vedrai.

L’articolo è tratto dal mio libro Dimagrire una scelta consapevole ed. Campi di Carta 2013

Intervistata da Antonietta di Vizia

Ieri ho preso parte ad una diretta FaceBook per Inciucio.it diretto da Giò di Giorgio. Intervistata dalla giornalista RAI Antonietta di Vizia si è parlato del mio libro Dimagrire una scelta Consapevole/Il Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu edito da Campi di carta. Il libro è stato pubblicato nel 2013, ma ogni anno, in questo periodo in cui impazzano le diete fai da te per l’imminente appuntamento con il costume, vengo regolarmente interpellata sull’argomento cibo, diete e psicologia!

E’ possibile rivedere il video accedendo da Fb con questo link: https://www.facebook.com/www.inciucio.it/videos/758553911634272/?t=13

Imparare a riconoscere e gestire i cibi invitanti

Per mangiare meno e dimagrire, bisogna comprendere che ci sono cibi che ti attirano moltissimo e l’attrazione nasce dal fatto che li vedi disponibili. Capire come mangiare di meno significa diventare consapevoli di alcuni meccanismi mentali. Penso sia accaduto a chiunque : non hai fame, non pensi ad un certo cibo e poi passi davanti ad un ristorante, ad una pasticceria e l’aroma e la vista di quel cibo ti rapisce.

Tu non stavi pensando al cibo ma improvvisamente ne senti il bisogno : questo non è il tuo desiderio reale. Puoi benissimo mangiare quella cosa e non ti sentirai soddisfatto. Mangerai senza trarne alcun beneficio, alcuna soddisfazione. La soddisfazione è la cosa più importante. È l’insoddisfazione che crea l’ossessione. Possiamo definirli :cibi  invitanti  perché  ti interessano solo quando li vedi. Si tratta di un atteggiamento mentale, non è un tuo bisogno.

Ci sono cibi che invece possiamo definire   risonanti,  la cui richiesta viene direttamente dal corpo, ma spesso non siamo attenti o non sappiamo interpretare quelle richieste che  sono necessarie al corpo e lo soddisfano.  

Se ascolti solo i cibi risonanti , ne puoi mangiare quanto vuoi e non ne soffrirai mai, perché ti sazieranno. Il corpo desidera semplicemente ciò di cui ha bisogno, non desidera nient’altro. Questo ti sazierà e, una volta conosciuto l’appagamento, non cercherai altro cibo.

Il problema si manifesta solo se ti nutri di cibi  invitanti : li vedi, ne divieni interessato e li mangi, ma non possono darti soddisfazione, perché il corpo non ne ha bisogno e non traendone soddisfazione non ti senti sazio. Perciò mangi di più, ma per quanto mangi, non ti senti mai appagato, perché non ne avevi bisogno fin dall’inizio: è ciò che spiega come mai da un biscotto si finisce per finire tutta una scatola, con il pensiero che se ce ne fosse un’altra sarebbe anche meglio. 

Ti do una semplicissima dimostrazione: quando ti capita di saltare il pranzo cosa accade il pomeriggio? Continui a sgranocchiare tutto ciò che ti trovi sotto le mani e di solito non è certo una foglia d’insalata, ma biscotti, patatine e affini. Ne mangi in quantità, sono appetibili, ma non sei soddisfatto. Infatti non era di biscotti che avevi bisogno , ma di un sano piatto di pasta o di una porzione di carne. Risultato: non ti sei appagato con i cibi risonanti e ti sei rivolto a quelli invitanti perché pronti e disponibili, non perché ne avevi reale bisogno. Spero che questo esempio ti sia chiaro e che comprendi il perché saltare i pasti crea così gravi danni alla linea e ti motivi di più a seguire con maggiore costanza la tua dieta.

Riassumendo: se riesci a soddisfare il bisogno di cibi risonanti allora il desiderio di cibi invitanti  scomparirà o comunque sarà notevolmente attutito . Vogliamo parlare di quei cibi sempre vietati nelle diete?Diventano immancabilmente i cibi invitanti di cui  non riesci a fare a meno, anzi il chiodo fisso proprio perché ti è stato detto di non mangiarli!

Dal libro:

DIMAGRIRE UNA SCELTA CONSAPEVOLE/ Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu edito da Campi di carta 2013

Palestra: non basta per dimagrire!

Parere diffuso è che se si va in palestra 2-3 volte a settimana ci si possa permettere di mangiare qualunque cosa perché tanto: si smaltisce! Mi spiace contraddire questa diceria, ma spesso, anzi quasi mai, questo è possibile! Infatti il bilancio energetico tra quello che introduciamo e quello che bruciamo deve essere in negativo se l’obiettivo è la perdita di peso! Un’attività fisica regolare sicuramente è un aiuto, ma comunque bisogna tenere conto della quantità e della qualità di ciò che si mangia.

Tutti gli studi confermano che per dimagrire o mantenere il peso corporeo è necessario applicare nel tempo un corretto stile di vita associando un’alimentazione equilibrata ed una corretta attività fisica adatta all’età ed al proprio fisico. Infatti non tutti i tipi di attività danno gli stessi risultati. Se iniziate un corso non adatto al vostro corpo, alle vostre tempistiche ed alle vostre capacità probabilmente lo lascerete a metà. Se poi non vi piace ed è una forzatura il risultato a breve termine è praticamente lo stesso. Un po’ di aiuto lo potreste avere se vi segnate con un amico/a che ha la vostra stessa difficoltà verso lo sforzo fisico potrebbe essere un rinforzo per entrambi! (a patto che a fine allenamento non passiate dalla pasticceria per premiarvi!)

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Io cerco di dare il buon esempio!

L’allenamento deve contenere esercizi aerobici ed anaerobici personalmente amo la corsa o almeno la passeggiata sostenuta poiché si può praticare sempre in qualunque luogo e stagione. Alternare corsetta a passeggiata veloce permette di tenere alto il metabolismo e bruciare di più durante tutta la giornata e non solo durante l’esercizio fisico. Questo tipo di allenamento non deve essere inferiore ai 30 minuti altrimenti è uno sforzo inutile inoltre deve essere costante nel tempo con almeno 5-6 uscite settimanali. Potete sfruttare per tutta la giornata il potere delle endorfine naturali che producete allenandovi di mattina. Vi assicuro che se riuscite a farlo per 10-15 gg di seguito diventerà quasi una “droga” e vi sentirete sempre pieni di energia!!!

Per mantenere la muscolatura integra deve essere assicurato anche un ottimo apporto proteico in particolare proteine con alto valore biologico. Cosa significa? Sono quelle proteine ricche di aminoacidi ramificati (per favore evitate i bibitoni che spesso nelle palestre sponsorizzano!!) questi vanno direttamente nei muscoli senza passare per il fegato quindi sono utilizzati per rinforzare i muscoli e creare energia. Dove si trovano? In alimenti di origine animale come carne e uova, ma anche nel formaggio come il grana ed il parmigiano che sono ricchi anche di calcio e vitamine B2 e B12.

 

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A dieta dopo le feste: sì al detox no ai digiuni

L’errore più comune e grave a cui assisto dopo prolungati giorni di festa o vacanza è quello di optare per il digiuno o comunque restrizioni molto rigide. Saltare uno o più pasti o mangiare un solo tipo di alimento disorienta l’organismo e lo mette in allerta per cui finisce per attivare il sistema di stoccaggio. Gli alimenti ingeriti in questa fase di immagazzinamento saranno anche quelli più difficili da smaltire!

Come per ogni cosa nella vita la verità si trova nel mezzo per cui per non trovarci fra pochi mesi a fare gli stessi errori anche per la prova costume (che arriverà più in fretta di ciò che si pensi!) occorre imparare a mangiare bene.

In questa fase di “post abbuffate” sicuramente qualche giornata detox è l’ideale. L’obiettivo è eliminare le tossine dal corpo fare una sorta di pulizia in particolare degli organi emuntori che sono deputati proprio all’eliminazione di tutto ciò che non serve all’organismo. Si deve quindi preservare l’intestino tenendolo pulito con tisane e fibre, ma anche il fegato ed i reni ingerendo molta acqua e cibi depurativi. Indicati il tè bianco e le barbabietole rosse. Ottimi i cibi antiossidanti che rallentano l’invecchiamento delle nostre cellule. Aglio e zenzero hanno fantastiche proprietà e sono facilmente utilizzabili in molte ricette. Naturalmente evitate tutti i tipi di zuccheri compresi quelli delle bibite a meno che non si tratti di centrifugati o estratti di frutta e verdura freschi che sono invece molto indicati. Nessun grasso e cibo elaborato e naturalmente gli alcolici. Riducete i caffè alla colazione e al dopo pranzo.

Dopo questo periodo, che non deve superare la settimana, bisogna imparare delle sane abitudini alimentari. Un’ alimentazione corretta mantiene equilibrato il sistema endocrino ed il sofisticato meccanismo di regolazione degli zuccheri per cui non si ha voglia di spizzicare durante la giornata a patto che i pasti e gli spuntini siano regolari.

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Questo il mantra per il nuovo anno: Fine degli stravizi! Ricominciamo con equilibrio!

“….Niente di duraturo si ottiene se vogliamo passare per le scorciatoie: l’unico sistema è un impegno sincero, costante, vissuto con entusiasmo.
E’ necessario riprendere in mano la propria vita, riappropriandosi del proprio corpo “passo dopo passo”, scoprire in che cosa credete davvero, fare attenzione a come vi comportate e a quello che fate quando le cose non vanno per il verso giusto. A cosa dedicate tempo e come lo fate, ma anche a come spendete i soldi ed infine a come mangiate. Non è una questione di kg. anche se i kg c’entrano eccome! Ciò che siete sta nel vostro piatto, il vostro rapporto con il cibo dice tutto dell’atteggiamento che avete nei confronti della vita : mangiate nello stesso modo in cui vivete…)*

*dal mio libro “Dimagrire una scelta consapevole/Metodo integrato edito da Campi di Carta

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