“Dimagrire” un processo di cambiamento

Come ogni anno in questo periodo vi osservo alla ricerca dell’ultima dieta di moda che promette risultati fenomenali, di trattamenti estetici invasivi e disposte a spendere qualsiasi cifra pur di raggiugere l’obiettivo della linea perfetta. Spesso diventate  facile preda di pseudo professionisti senza scrupolo, poiché nessuno vi spiega la cosa più importante: capire perché si mangia male e di più.

Se non ci si ferma  sulle ragioni , più o meno note, dei vostri comportamenti alimentari  è inutile iniziare qualsiasi dieta, poiché dopo  un breve periodo si finirà per recuperare i kg faticosamente persi e si ritornerà alla linea di partenza, ma con tanta autostima in meno. Perdere peso ha poco a che fare con il calcolo delle calorie, ma molto con le vostre emozioni, con la vostra visione di noi stessi e della vostra autostima.

28537718_1813548622286293_2061389521_n

Vi regalo le parole* di Elisa, obesa da molti anni, che questo cambiamento lo sta vivendo con fatica, ma con forza e fiducia poiché potrà essere utile a tanti di voi:

“Giorni fa ho provato una sensazione che non mi è mai appartenuta o che comunque non sentivo da moltissimo tempo… E’ stata strana, quasi surreale, la leggerezza che sentivo sia nella testa che nel corpo… Anche con addosso molti kili in più mi sono sentita sgonfia, più libera da qualcosa che quasi mi opprimeva…

Gli ultimi mesi non sono stati facili, anzi, potrei dire difficilissimi, e se adesso posso assaporare questa leggiadria è perché in questi anni ho intrapreso un percorso che mi ha spalancato gli occhi su varie situazioni, ma soprattutto nei riguardi di me stessa, di quella che io stessa vedevo come una pessima ed incapace persona, e che in realtà non lo è affatto… Questo cammino mi ha resa consapevole che molto spesso che le brutte cose che ci accadono non dipendono strettamente da noi ma da mille fattori esterni che, anche volendo, noi non potremmo modificare e/o cancellare… Invece possiamo modificare noi stessi e la nostra visione delle persone che siamo, e del mondo che ci circonda. Con occhi nuovi dovremmo cogliere opportunità o semplici insegnamenti senza permettere che ogni brutta cosa che ci capita ci possa mettere al tappeto o buttare giù tutti i mattoncini di autostima  (che ci siamo duramente conquistati), in un solo soffio di vento. Vedere con occhi nuovi non significa ridere dei brutti accadimenti o fregarsene, ma farsi forza ed andare avanti con la consapevolezza che di momenti altrettanto brutti ci saranno in tutta la nostra vita, succederanno anche contro il nostro volere, ma dovremmo essere capaci di cadere, piangere, urlare e poi rimettersi in piedi perché la vita è questa, piangere e soffrire ma anche gioire dei piccoli brandelli di felicità che il mondo ci offre e che purtroppo, forse presi un po’ troppo da noi stessi, o dalla vita frenetica di oggi, diamo per scontati e non riusciamo ad assaporarli. Adesso infatti posso assaporare questa leggerezza di spirito, di anima, e voglio impegnarmi nel farla durare il più a lungo possibile… Questa volta so che ce la farò, che raggiungerò il mio obiettivo, è lontano ancora, molto lontano, ma io ora lo vedo li che mi aspetta ed io adesso sono davvero pronta a prendere ciò che è mio e che merito!

*non ho effettuato alcuna correzione grammaticale e di punteggiatura per lasciare vivo il suo pensiero sincero e profondo.

Importanza dell’ambiente per stimolare lo sviluppo motorio del bambino

Per aiutare i bambini  ad acquisire o a perfezionare  tutte le capacità fondamentali per ogni futuro apprendimento, lo strumento più importante è l’ambiente. Nella sua essenza l’ambiente deve quindi essere un mezzo di vita dove si possono trovare stimoli per  attività ed esperienze necessari allo sviluppo psico- motorio. Il bambino deve vivere in un ambiente strutturato per la sua autonomia all’interno del quale ha la possibilità di acquisire i suoi rapporti con le cose, con lo spazio ed il tempo e con i suoi simili.

L’ambiente diviene quindi un elemento essenziale nel processo educativo, deve risultare attraente, adeguato e gradevole per predisporre il bambino a fare esperienza ed esercitare le sue abilità motorie. Tutte le attività contenute nell’ambiente aiutano a favorire e rinforzare le abilità quindi a migliorare la precisione, l’attenzione , la coordinazione occhio-mano oltre che a favorire la creatività e l’immaginazione.

Per stimolare il bambino in modo adeguato si può iniziare anche in fasi molto precoci, ma sempre nel rispetto del momento dello sviluppo psico- emotivo del bambino.

gioco

Fondamentale che il materiale proposto sia presentato in modo gradevole ed organizzato, pulito e dotato di appositi contenitori per riporli.  In base alle età ecco una serie di giochi da proporre :

12-36 mesi

Si parte dal cestino dei tesori: un contenitore con oggetti di forma, dimensione e materiali diversi per stilomolare il tatto e le capacità prensili per passare a farlo mangiare  da solo (lasciate che si sporchi) con le mani e poi con il cucchiaio (anche se lo lancia in aria con tutta la pappa anche quella è una scoperta!). Poi si passa ad infilare e sfilare (attenzione agli oggetti piccoli) e poi ad aprire e chiudere scatole,barattoli ecc.

30 mesi 6 anni

Permettere al bambino di fare travasi solidi e liquidi. Giocare con la farina, con la terra , usare il colino, i cucchiaini, le palettine, contenitori di forme e grandezze diverse.Con le mollette si sviluppa la presa. Si passa poi ai timbri, alle attività di piegare utili per la precisione e l’ordine. Anche apparecchiare e sparecchiare sono ottime attività e rappresentano una strategia vincente  per coniugare attività da fare insieme al bambino.

 

Fonti :  Materiale Learn the signs/Milestones dei Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta; materiale sull’Accrescimento del Ministero della Salute; materiale dell’American Academy of Pediatrics (Bright Futures: Guidelines for Health Supervision of Infants, Children, and Adolescents)

“A mano a mano si cresce” articolo di P.Baldrighi pedagogista