Quaderno di crescita personale 6/fiducia

Prima di augurarvi buon week end vorrei lasciarvi una pillola di saggezza da mettere in pratica proprio cominciando in questi giorni in cui mi auguro possiate godere di un pò di relax. Volevo ricordare che, per affrontare la vita di tutti i giorni e le relative insidie che possiamo incontrare, dobbiamo avere a disposizione un “mondo interno positivo”. Non è certo una cosa scontata, ma è molto importante capire come parliamo a noi stessi. Un pò di fiducia nelle nostre capacità dobbiamo pur averla da qualche parte e quindi quando ci rivolgiamo a noi stessi impariamo a farlo in modo positivo, poichè le parole condizionano i pensieri ed i pensieri condizionano il modo in cui ci vede la mente!

L’esercizio di oggi è molto semplice e consiste nell’imparare a parlare con noi stessi in modo positivo che ne dite di creare un mantra tutto vostro per aumentare la fiducia ? deve essere una frase corta e che suoni bene. Scrivetela 10, 20 volte sul vostro diario fino a quando non diventa familiare. Infine chiudete gli occhi e ripetete questa piccola frase ad alta voce ed infine a mente con gli occhi chiusi e facendo respiri profondi! Devete assorbirne tutto il significato!

Questo mantra va ripetuto nei momenti in cui state bene per assorbirne tutti gli effetti positivi e sarà così molto semplice evocarla quando arrivano nubi all’orizzonte e vi sentite spaventati, irritati o ansiosi!

Fatemi sapere nei commenti come va!

Quaderno di crescita personale 5/empatia

Cari amici buon venerdì! Sono già alcuni giorni che state compilando il vostro diario per la crescita personale ed abbiamo già scandagliato alcuni aspetti che ci riguardano. Come sta andando? Avete preso sul serio questo impegno? Qualsiasi sia la risposta avrete già imparato qualcosa di più su di voi ! (se avete iniziato con grinta e poi avete lasciato perdere, se avevate pensato di farlo e poi vi siete dimenticate, se vi era sembrata una cosa carina, ma poi vi siete fatti prendere da altro oppure se avete comprato un quadernino e lo state compilando diligentemente! Fatemelo sapere nei commenti o in privato se lo preferite!

Il percorso di consapevolezza è appena iniziato e vi aiuterà a scoprire sempre più cose di voi e a modificare gli aspetti della vostra vita che non vi soddisfano!

La parola di oggi è EMPATIA!

Quando parliamo di empatia ci riferiamo alla capacità di metterci nei panni dell’altro comprendendo cosa prova. Immagina di trovarti dalla parte del tuo interlocutore, come si sentirebbe ora? Comprendere il punto di vista dell’altro è importante ed evita molti fraintesi.

ESERCIZIO 1

Cerca innanzitutto di capire quali sono le persone con le quali ti capita di non essere particolarmente empatica e fai la tua lista!

Compagno

Figli

Genitori

Colleghi

Amici

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Esercizio 2

Prova a cambiare prospettiva ed immaginarti al loto posto. Prova a descrivere cosa provano quando sei arrabbiata.

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Esercizio 3

Prova ad immaginarti più empatica…cosa cambierebbe?

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Quaderno di crescita personale 4/amicizia

La parola di oggi è AMICIZIA

Continuando il nostro percorso di consapevolezza apprestiamoci a mettere su carta le nostre riflessioni con l’obiettivo di conoscerci sempre meglio e comprendere le nostre azioni nell’ambiente in cui ci muoviamo. Oggi prenderemo in considerazione l’amicizia.

Secondo Wikipedia con il termine amicizia si indica un tipo di relazione interpersonale, accompagnata da sentimento di fedeltà reciproca tra due o più persone, caratterizzata da una carica emotiva.  In tutte le culture, l’amicizia viene percepita come un rapporto basato sul rispetto, la sincerità, la fiducia, la stima e la disponibilità reciproca.

Nella realtà comune sappiamo quanto siano importanti le relazioni specie con gli amici. Un antico detto dice che “chi trova un amico trova un tesoro” infatti la solitudine non fa bene a nessuno e poter contare su qualcuno fuori dalla tua famiglia che possa spronarti, accoglierti, darti un parere obiettivo è molto importante.

Certo non tutte le amicizie sono sullo stesso livello infatti abbiamo amici con cui fare shopping, andare a pranzo, fare le escursioni, condividere sogni e non sempre tutto ciò può essere rappresentato da un’unica figura. Attenzione ai falsi amici, quelli che in qualche modo approfittano di te: della tua disponibilità, della tua fiducia e a volte anche del tuo tempo o dei tuoi soldi! Fare “conoscenze” per qualcuno è più facile che per altri, ma attenzione l’amicizia è un’altra cosa! Non apritevi completamente se: non richiesto o se troppo richiesto e abbiate un atteggiamento non dico sospettoso, ma almeno attento verso chi entra nella vostra vita. Questo vi preserverà da molte delusioni o incomprensioni.

Se ti accorgi che hai accanto amicizie “interessate” allontanale elegantemente senza inutili sensi di colpa che fanno del male solo a te!

Esercizio 1:

Fai un elenco dei tuoi amici attuali e cerca di vedere quali sono le caratteristiche che vi accomunano, da quanto tempo vi conoscete ed il grado di amicizia che vi lega e segnatelo sul vostro diario.

L’amico perfetto non esiste poiché noi per primi abbiamo manie, difetti e stranezze varie e quindi in alcune occasioni bisogna essere tolleranti come gli amici lo sono con noi! Il nemico principale dell’amicizia sta invece nella pigrizia. Sì avete capito bene: verso quelli che ritenete i vostri migliori amici che attenzioni riservate? Li chiamate spesso? Condividete momenti insieme? Oppure è un po’ che non vi sentite con la scusa del tempo, del lavoro, le dimenticanze? Se gli amici meritano allora meritano anche il nostro tempo e quindi vi propongo:

Esercizio 2:

fai un elenco delle telefonate da fare ai tuoi amici e falle in un lasso limitato di tempo ovvero non rimandare a domani! VI RICORDO CHE L’AMICIZIA VA COLTIVATA!

Quaderno di crescita personale 3/aspettative

Ti aspetti spesso che gli altri ti facciano una sorpresa, ti ringrazino, ti tengano in considerazione e rimani spesso deluso/a? Sei frustrato/a dal fatto che ti impegni, ti sacrifichi per gli altri e poi non ricevi neanche un ringraziamento?

Attenzione alle aspettative! Molte volte si investe (economicamente, emotivamente ecc.) verso persone che non se lo meritano altre volte non è richiesto, in altre lo facciamo per ricevere approvazione, altre per sentirsi parte di un gruppo o per sentirsi speciali.

Ricorda che “L’unica persona che può soddisfare al meglio i propri bisogni sei proprio tu!”

Quando facciamo qualcosa per gli altri dobbiamo farlo con il cuore senza aspettarci una contropartita. Se decidiamo (non essendo obbligati!) di prenderci cura di qualcuno lo dobbiamo fare e basta perché si ritiene giusto o buono, ma senza pensare che poi si debba ricevere qualcosa in cambio.

Facciamo un esercizio:

Quali sono le azioni più comuni che ti aspetti dagli altri?

Metti da 1 a 5 cuoricini (da poco a tanto) sui bisogni che ti riconosci

attenzione

riconoscenza

gentilezza

presenza

condivisione

sostegno

rassicurazione

…………………………compila con i bisogni importanti per te)

Adesso pensa ad alcuni momenti in cui hai fatto azioni e sei rimasto deluso e chiediti qual’è il vero motivo per cui lo hai fatto. Adesso rileggi tutto e pensa se puoi soddisfare da solo/a tutte o alcune delle aspettative e scrivilo sul tuo diario.

Quaderno di crescita personale 2/energia

Sento spesso dire “sono stanca” questa affermazione ha una valenza fisica, ma anche emotiva. Spesso non siamo in grado di gestire al meglio le nostre risorse in termini di impegno fisico, mentale o emotivo.

Durante la giornata osservati e cerca di capire come utilizzi la tua energia. Quali attività ti danno l’adrenalina e quelle che ti spengono…naturalmente annotalo sul tuo diario questo accrescerà la conoscenza di te stesso!

Abbiamo parlato di come l’energia sia importante per affrontare tutti gli imprevisti della giornata e vi ho invitato a riconoscere le cose che vi danno energia cercando di utilizzare tutti i momenti possibili per la vostra “ricarica”.

Oggi invece vi dico di vedere se attorno a voi ci sono persone “tossiche” che risucchiano quelle importanti energie. Bisogna imparare a difendersi da tutti quelli che letteralmente vi “vomitano” addosso tutta la loro vita. Non fatevi prendere dalla sindrome della crocerossina, in breve tempo verrete sopraffatti da questo compito e non troverete una via di uscita prima di sentirvi svuotati!

Imparate a dire NO!

Non bisogna essere arroganti, ma un no deciso e gentile allontana certe pretese. Prospettategli attività rigeneranti o a rivolgersi ad un professionista, ma cercate di rimanerne fuori!

E se avete avuto un contatto negativo con certe persone ci sono tante tecniche per provare a riequilibrare le vostre energie a cominciare dallo Yoga, la Mindful, ma anche un massaggio o l’abbraccio del vostro migliore amico!

Descrivete sul vostro diario un momento in cui vi siete sentiti svuotati da qualcuno e poi provate ad affrontare diversamente una nuova situazione. Come vi siete sentiti? la nuova tecnica usata vi ha dato vantaggi?

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "IMPARA A DIFENDERTI DALLE PERSONE CHE TI SUCCHIANO ENERGIA! Emanuela Scanu PSICOLOGA"

Al prossimo appuntamento!

Quaderno di crescita personale 1/soddisfazione

Per chi non ha seguito i social in questi giorni ricordo che nel mese di luglio costruiremo insieme il quaderno di crescita personale.

Quando parliamo di crescita personale  ci riferiamo allo sviluppo dell’individuo nella sua totalità privata e sociale che va ad influenzare anche la sfera professionale. Per crescere sono necessarie due cose: sbagliare ed imparare.

Errori di valutazione, azioni inefficaci o dannose, risultati deludenti capitano a tutti, ma se c’è la volontà di cambiare o almeno comprendere cosa andrebbe modificato nell’approccio alla vita si potrà vivere il più serenamente possibile con se stessi ed il mondo circostante.

Ecco quindi il mio semplice contributo per permetterti di fare le giuste domande e imparare a guardarti dentro con metodo. Il tuo compito è acquistare un piccolo quaderno compilandolo giorno per giorno seguendo le indicazioni che ti darò. Puoi anche stampare e ritagliare i post oppure riprodurli con matite colorate o collage, perchè in fondo la crescita personale è anche un atto creativo per cui anche il vostro quaderno vi dovrà rappresentare!

Pronti a cominciare?

Ecco le prime domande da porsi a cui rispondere in modo onesto. Non fatelo di corsa. Pensateci bene durante la giornata e fate bene le vostre valutazioni:

Metti da 0 a 5 cuori se per nulla o molto soddisfatto

in base ai cuori assegnati cerca di comprendere qual’è il settore della tua vita che ti crea più disagio e che ha bisogno di un cambiamento.
una frase interessante su cui riflettere e se vuoi trascrivere o ritagliare sul tuo quaderno
trascrivi o ritaglia le domande e rispondi attentamente sul tuo quaderno

A domani sui social ed ogni 2-3 giorni qui sul blog!

Cambiare si può

I cambiamenti fanno paura, ma anche rimanere impantanati in una vita che non ci appartiene non è il massimo! La mia proposta per il mese di luglio è aiutarvi ad effettuare i primi piccoli cambiamenti necessari ad una svolta più importante. Ogni giorno sui social vi darò occasioni di riflessione per poter vivere la vostra vita con consapevolezza migliorando ciò che è possibile ed imparando ad accettare ciò che non è possibile modificare. A volte abbandonare la zona di confort può sembrare destabilizzante, ma se fatto per un fine che ne valga la pena diventa accettabile.

Il vostro compito è acquistare un quaderno che sarà vostro alleato e testimone del cambiamento da oggi in poi. Pronti a partire? Unico requisito essere onesti con se stessi.

Vi aspetto da domani per iniziare a compilare il vostro quaderno di crescita personale!

Stress, emozioni e malattia

Spesso viene fatta una distinzione tra malattie somatiche e malattie psicosomatiche. I supposti determinanti delle prime sarebbero agenti fisici o biologici, mentre per le seconde entrerebbero in gioco cause di tipo emozionale. In realtà dagli studi sullo stress appare chiaro che “stressor” di varia natura  (fisica, biologico, psicosociale) possano direttamente o attraverso una mediazione emozionale, influenzare il terreno biologico sul quale si inserisce la malattia. Alcune malattie possono ancora oggi essere considerate come prodotte da un’unica causa, ma nella maggior parte la causa è multifattoriale. Anche nel caso in cui un agente patogeno appare strettamente connesso ad una particolare malattia, è possibile individuare una serie di concause dotate di potere patogeno a livello biologico.

Ogni malattia dove sia individuabile un agente patogeno principale, infatti può essere vista come la risultante di due fattori: l’aggressività dell’agente patogeno da un lato e le condizioni dei sistemi biologici di difesa (il terreno) dall’altro.

Lo sviluppo e il decorso della malattia somatica dipendono dal reciproco equilibrio di questi due fattori. Un sistema di difese particolarmente efficiente può compensare una esposizione a un agente patogeno particolarmente aggressivo, mentre un agente generalmente innocuo può scatenare una malattia in condizioni di deficit delle difese biologiche.

 E’ stato calcolato che in un soggetto normale avvengono usualmente delle mutazioni cellulari di tipo tumorale; in condizioni fisiologiche tuttavia, queste cellule vengono eliminate dall’organismo dalle difese immunitarie (teoria della immunosorveglianza). In condizioni di depressione del sistema immunitario per ragioni di varia natura, tra cui condizioni di stress patologico, il ritmo della mitosi cellulare supera la capacità di controllo e si può avere lo sviluppo di un tumore. Per determinare la suscettibilità alla malattia vengono considerati i tre sistemi biologici: il sistema endocrino, il sistema nervoso vegetativo ed il sistema immunitario-

Liberamente tratto da Stress, emozioni, malattia (introduzione alla medicina psicosomatica)di Paolo Pancheri edizioni scientifiche e tecniche Mondadori

Rinforzare l’autostima con i giusti atteggiamenti

Non una parola, ma un intero mondo interiore, che rivela la nostra capacità di sentirsi adeguati alle richieste della vita. Conosciamo il nostro valore? Sappiano di meritare la felicità? Per qualcuno è scontata, per altri una sconosciuta, ma l’autostima si può migliorare! Basta lavorarci su!

Immagino sempre l’autostima come un muretto le cui fondamenta vengono messe in opera dalla nostra infanzia. Durante la nostra vita aggiungiamo mattoncini in base alle nostre capacità di agire, essere soddisfatti delle nostre azioni e la nostra sicurezza. Accettazione, conoscenza di sé ed amore verso se stessi sono importanti affinchè la nostra autostima non abbia “incidenti”.

Malgrado i nostri limiti dobbiamo essere in grado di volerci bene e sopra ogni cosa rispettarci! Se non ci rispettiamo difficilmente possiamo pretendere che lo facciano gli altri! Influenzano la nostra autostima anche la percezione di essere capaci o non capaci in generale o in particolare nei confronti di una qualsiasi situazione. Chiaramente più facciamo esperienza positive (esperienze portate a termine con successo!) più possiamo aggiungere mattoncini nel nostro muretto dell’autostima.

Le relazioni affettive e sociali della primissima infanzia, specialmente nel primo anno di vita, sono molto importanti e lo stile di attaccamento determina la prima rappresentazione di sé stessi ovvero se essere una persona degna di amore e di fiducia. Quado in questa fase ci sono state esperienze di rifiuto da parte di una persona di riferimento molto probabilmente svilupperemo una bassa autostima. Diversamente bambini che hanno ricevuto abbastanza sostegno ed il riconoscimento dei loro bisogni in modo adeguato saranno molto più sicuri nell’affrontare le sfide della vita.

Non basta l’amore, sono importanti anche le aspirazioni ed i progetti che i genitori avevano verso di noi, il senso pratico ed il supporto emotivo.

Aspirazioni troppo alte (puoi fare di più!) o troppo basse (non ce la farai!) o il mancato riconoscimento di un risultato (potevi prendere di più, hai fatto solo il tuo dovere!!) tolgono le fondamenta della stima di sé stessi ovvero le basi del famoso muretto.

Quando riusciamo in qualcosa a chi attribuiamo i nostri risultati? Li affidiamo solo ad una presunta entità esterna o li riconosciamo come frutto del nostro impegno/capacità?

Se sbagliamo ci diciamo siamo stati sfortunati, il professore, il datore di lavoro ce l’hanno con me? Oppure riconosciamo una eventuale mancanza di preparazione, o non conoscenza di una procedura? Imparare ad essere sufficientemente obiettivi per comprendere le differenze tra varie situazioni insegna la fiducia in se stessi ed un errore diventa un’opportunità di crescita ed arricchimento non una svalutazione personale.

Evitate i circoli viziosi: quello che credete di voi stessi manipolerà le vostre condizioni ed i vostri risultati. Se non credete in voi stessi non vi impegnerete abbastanza e finirete per esserne sopraffatti e dopo poco a piangervi addosso. Chi crede in se stesso affronta le cose con più fiducia e determinazione migliorando quindi la performance ed aumentando le possibilità di riuscita.

Non siamo tutti uguali, alcuni hanno capacità che altri non hanno. Alcuni sono geni e non lo sanno! Alcuni di noi escono dal normale senso comune nel valutare situazioni e spesso si sentono inadeguati, bisogna credere anche nella creatività delle nostre idee. Un pensiero non aderente al pensiero di gruppo trova spesso soluzioni nuove, ma se non crediamo a quelle idee non ci sarà nessuna evoluzione.

Quando siamo autentici l’autostima vive al meglio. Se abbiamo il coraggio delle nostre idee e della nostra individualità riusciremo sempre. Il muretto dell’autostima subisce durante la vita numerosi cambiamenti e quindi la manutenzione è continua, non è che arriva ad un certo punto e finisce lì. Bisogna evitare di trascurarla e riempire le crepe se si formano con impegno e con amore.

MINDFULNESS: cosa non è

Pratica “di moda” che si presta a varie interpretazioni non sempre accettabili. In questo mese ho trattato questo argomento attraverso varie angolazioni e forse è il momento anche per sottolineare cosa non è!

La prima cosa che non è: una tecnica di rilassamento. Con il relax non centra nulla perché significa consapevolezza e la consapevolezza è attiva. Non serve a svuotare la mente bensì a renderla consapevole anche di quelle parti di noi che non vorremmo vedere: disagi, emozioni, dolori, paure. Non porta ad alcun tipo di tranche e se vi addormentate nella pratica evidentemente non avete capito affatto come funziona. Non garantisce essere più buoni e tolleranti: il senso critico viene anzi aumentato. Non garantisce il benessere psicofisico, ma serve a venire a contatto con noi stessi anche con quelle parti che ci disturbano quindi non possiamo pensare ad una sorta di SPA emozionale. Non serve incenso, un tappeto morbido e suoni specifici per praticarla.

Non ci fa vedere solo le cose positive, ma ci fa venire a patti anche con quelle parti di noi che siamo tentati di respingere facendole divenire occasioni di crescita. Sembra quasi un controsenso venire a contatto con disagio e sofferenza a cui dobbiamo dare attenzione e che in genere si cerca di nascondere facendo finta che non ci siano. Lo facciamo da una vita  respingiamo i pensieri negativi e ci tuffiamo in emozioni che li camuffano, ma non li cancellano. Se impariamo a guardare in faccia quelle parti di noi che non ci piacciono o non amiamo sarà più semplice trovare opportunità creative per affrontarle che non l’evitamento.

Non è difficile anche se noi umani degli anni 2000 abbiamo imparato a renderci le cose talmente difficili che non riusciamo a vedere le cose semplici di fronte a noi. Prestare attenzione è la parola d’ordine per cogliere tutte quelle esperienze che nella distrazione non avremmo capacità di vedere. In una giornata abbiamo moltissime occasioni per vivere a pieno la nostra vita, ma siamo troppo occupati a fare cose e non ascoltiamo le nostre esigenze (ci sembrano una perdita di tempo) di conseguenza non cogliamo le opportunità che la vita ci mette di fronte.