Sento spesso dire “sono stanca” questa affermazione ha una valenza fisica, ma anche emotiva. Spesso non siamo in grado di gestire al meglio le nostre risorse in termini di impegno fisico, mentale o emotivo.
Durante la giornata osservati e cerca di capire come utilizzi la tua energia. Quali attività ti danno l’adrenalina e quelle che ti spengono…naturalmente annotalo sul tuo diario questo accrescerà la conoscenza di te stesso!
Abbiamo parlato di come l’energia sia importante per affrontare tutti gli imprevisti della giornata e vi ho invitato a riconoscere le cose che vi danno energia cercando di utilizzare tutti i momenti possibili per la vostra “ricarica”.
Oggi invece vi dico di vedere se attorno a voi ci sono persone “tossiche” che risucchiano quelle importanti energie. Bisogna imparare a difendersi da tutti quelli che letteralmente vi “vomitano” addosso tutta la loro vita. Non fatevi prendere dalla sindrome della crocerossina, in breve tempo verrete sopraffatti da questo compito e non troverete una via di uscita prima di sentirvi svuotati!
Imparate a dire NO!
Non bisogna essere arroganti, ma un no deciso e gentile allontana certe pretese. Prospettategli attività rigeneranti o a rivolgersi ad un professionista, ma cercate di rimanerne fuori!
E se avete avuto un contatto negativo con certe persone ci sono tante tecniche per provare a riequilibrare le vostre energie a cominciare dallo Yoga, la Mindful, ma anche un massaggio o l’abbraccio del vostro migliore amico!
Descrivete sul vostro diario un momento in cui vi siete sentiti svuotati da qualcuno e poi provate ad affrontare diversamente una nuova situazione. Come vi siete sentiti? la nuova tecnica usata vi ha dato vantaggi?
Per chi non ha seguito i social in questi giorni ricordo che nel mese di luglio costruiremo insieme il quaderno di crescita personale.
Quando parliamo di crescita personale ci riferiamo allo sviluppo dell’individuo nella sua totalità privata e sociale che va ad influenzare anche la sfera professionale. Per crescere sono necessarie due cose: sbagliare ed imparare.
Errori di valutazione, azioni inefficaci o dannose, risultati deludenti capitano a tutti, ma se c’è la volontà di cambiare o almeno comprendere cosa andrebbe modificato nell’approccio alla vita si potrà vivere il più serenamente possibile con se stessi ed il mondo circostante.
Ecco quindi il mio semplice contributo per permetterti di fare le giuste domande e imparare a guardarti dentro con metodo. Il tuo compito è acquistare un piccolo quaderno compilandolo giorno per giorno seguendo le indicazioni che ti darò. Puoi anche stampare e ritagliare i post oppure riprodurli con matite colorate o collage, perchè in fondo la crescita personale è anche un atto creativo per cui anche il vostro quaderno vi dovrà rappresentare!
Pronti a cominciare?
Ecco le prime domande da porsi a cui rispondere in modo onesto. Non fatelo di corsa. Pensateci bene durante la giornata e fate bene le vostre valutazioni:
Metti da 0 a 5 cuori se per nulla o molto soddisfatto in base ai cuori assegnati cerca di comprendere qual’è il settore della tua vita che ti crea più disagio e che ha bisogno di un cambiamento.una frase interessante su cui riflettere e se vuoi trascrivere o ritagliare sul tuo quadernotrascrivi o ritaglia le domande e rispondi attentamente sul tuo quaderno
A domani sui social ed ogni 2-3 giorni qui sul blog!
I cambiamenti fanno paura, ma anche rimanere impantanati in una vita che non ci appartiene non è il massimo! La mia proposta per il mese di luglio è aiutarvi ad effettuare i primi piccoli cambiamenti necessari ad una svolta più importante. Ogni giorno sui social vi darò occasioni di riflessione per poter vivere la vostra vita con consapevolezza migliorando ciò che è possibile ed imparando ad accettare ciò che non è possibile modificare. A volte abbandonare la zona di confort può sembrare destabilizzante, ma se fatto per un fine che ne valga la pena diventa accettabile.
Il vostro compito è acquistare un quaderno che sarà vostro alleato e testimone del cambiamento da oggi in poi. Pronti a partire? Unico requisito essere onesti con se stessi.
Vi aspetto da domani per iniziare a compilare il vostro quaderno di crescita personale!
Spesso viene fatta una distinzione tra malattie somatiche e malattie psicosomatiche. I supposti determinanti delle prime sarebbero agenti fisici o biologici, mentre per le seconde entrerebbero in gioco cause di tipo emozionale. In realtà dagli studi sullo stress appare chiaro che “stressor” di varia natura (fisica, biologico, psicosociale) possano direttamente o attraverso una mediazione emozionale, influenzare il terreno biologico sul quale si inserisce la malattia. Alcune malattie possono ancora oggi essere considerate come prodotte da un’unica causa, ma nella maggior parte la causa è multifattoriale. Anche nel caso in cui un agente patogeno appare strettamente connesso ad una particolare malattia, è possibile individuare una serie di concause dotate di potere patogeno a livello biologico.
Ogni malattia dove sia individuabile un agente patogeno principale, infatti può essere vista come la risultante di due fattori: l’aggressività dell’agente patogeno da un lato e le condizioni dei sistemi biologici di difesa (il terreno) dall’altro.
Lo sviluppo e il decorso della malattia somatica dipendono dal reciproco equilibrio di questi due fattori. Un sistema di difese particolarmente efficiente può compensare una esposizione a un agente patogeno particolarmente aggressivo, mentre un agente generalmente innocuo può scatenare una malattia in condizioni di deficit delle difese biologiche.
E’ stato calcolato che in un soggetto normale avvengono usualmente delle mutazioni cellulari di tipo tumorale; in condizioni fisiologiche tuttavia, queste cellule vengono eliminate dall’organismo dalle difese immunitarie (teoria della immunosorveglianza). In condizioni di depressione del sistema immunitario per ragioni di varia natura, tra cui condizioni di stress patologico, il ritmo della mitosi cellulare supera la capacità di controllo e si può avere lo sviluppo di un tumore. Per determinare la suscettibilità alla malattia vengono considerati i tre sistemi biologici: il sistema endocrino, il sistema nervoso vegetativo ed il sistema immunitario-
Liberamente tratto da Stress, emozioni, malattia (introduzione alla medicina psicosomatica)di Paolo Pancheri edizioni scientifiche e tecniche Mondadori
Non una parola, ma un intero mondo interiore, che rivela la nostra capacità di sentirsi adeguati alle richieste della vita. Conosciamo il nostro valore? Sappiano di meritare la felicità? Per qualcuno è scontata, per altri una sconosciuta, ma l’autostima si può migliorare!Basta lavorarci su!
Immagino sempre l’autostima come un muretto le cui fondamenta vengono messe in opera dalla nostra infanzia. Durante la nostra vita aggiungiamo mattoncini in base alle nostre capacità di agire, essere soddisfatti delle nostre azioni e la nostra sicurezza. Accettazione, conoscenza di sé ed amore verso se stessi sono importanti affinchè la nostra autostima non abbia “incidenti”.
Malgrado i nostri limiti dobbiamo essere in grado di volerci bene e sopra ogni cosa rispettarci! Se non ci rispettiamo difficilmente possiamo pretendere che lo facciano gli altri! Influenzano la nostra autostima anche la percezione di essere capaci o non capaci in generale o in particolare nei confronti di una qualsiasi situazione. Chiaramente più facciamo esperienza positive (esperienze portate a termine con successo!) più possiamo aggiungere mattoncini nel nostro muretto dell’autostima.
Le relazioni affettive e sociali della primissima infanzia, specialmente nel primo anno di vita, sono molto importanti e lo stile di attaccamento determina la prima rappresentazione di sé stessi ovvero se essere una persona degna di amore e di fiducia. Quado in questa fase ci sono state esperienze di rifiuto da parte di una persona di riferimento molto probabilmente svilupperemo una bassa autostima. Diversamente bambini che hanno ricevuto abbastanza sostegno ed il riconoscimento dei loro bisogni in modo adeguato saranno molto più sicuri nell’affrontare le sfide della vita.
Non basta l’amore, sono importanti anche le aspirazioni ed i progetti che i genitori avevano verso di noi, il senso pratico ed il supporto emotivo.
Aspirazioni troppo alte (puoi fare di più!) o troppo basse (non ce la farai!) o il mancato riconoscimento di un risultato (potevi prendere di più, hai fatto solo il tuo dovere!!) tolgono le fondamenta della stima di sé stessi ovvero le basi del famoso muretto.
Quando riusciamo in qualcosa a chi attribuiamo i nostri risultati? Li affidiamo solo ad una presunta entità esterna o li riconosciamo come frutto del nostro impegno/capacità?
Se sbagliamo ci diciamo siamo stati sfortunati, il professore, il datore di lavoro ce l’hanno con me? Oppure riconosciamo una eventuale mancanza di preparazione, o non conoscenza di una procedura? Imparare ad essere sufficientemente obiettivi per comprendere le differenze tra varie situazioni insegna la fiducia in se stessi ed un errore diventa un’opportunità di crescita ed arricchimento non una svalutazione personale.
Evitate i circoli viziosi: quello che credete di voi stessi manipolerà le vostre condizioni ed i vostri risultati. Se non credete in voi stessi non vi impegnerete abbastanza e finirete per esserne sopraffatti e dopo poco a piangervi addosso. Chi crede in se stesso affronta le cose con più fiducia e determinazione migliorando quindi la performance ed aumentando le possibilità di riuscita.
Non siamo tutti uguali, alcuni hanno capacità che altri non hanno. Alcuni sono geni e non lo sanno! Alcuni di noi escono dal normale senso comune nel valutare situazioni e spesso si sentono inadeguati, bisogna credere anche nella creatività delle nostre idee. Un pensiero non aderente al pensiero di gruppo trova spesso soluzioni nuove, ma se non crediamo a quelle idee non ci sarà nessuna evoluzione.
Quando siamo autentici l’autostima vive al meglio. Se abbiamo il coraggio delle nostre idee e della nostra individualità riusciremo sempre. Il muretto dell’autostima subisce durante la vita numerosi cambiamenti e quindi la manutenzione è continua, non è che arriva ad un certo punto e finisce lì. Bisogna evitare di trascurarla e riempire le crepe se si formano con impegno e con amore.
Pratica “di moda” che si presta a varie interpretazioni non sempre accettabili. In questo mese ho trattato questo argomento attraverso varie angolazioni e forse è il momento anche per sottolineare cosa non è!
La prima cosa che non è: una tecnica di rilassamento. Con il relax non centra nulla perché significa consapevolezza e la consapevolezza è attiva. Non serve a svuotare la mente bensì a renderla consapevole anche di quelle parti di noi che non vorremmo vedere: disagi, emozioni, dolori, paure. Non porta ad alcun tipo di tranche e se vi addormentate nella pratica evidentemente non avete capito affatto come funziona. Non garantisce essere più buoni e tolleranti: il senso critico viene anzi aumentato. Non garantisce il benessere psicofisico, ma serve a venire a contatto con noi stessi anche con quelle parti che ci disturbano quindi non possiamo pensare ad una sorta di SPA emozionale. Non serve incenso, un tappeto morbido e suoni specifici per praticarla.
Non ci fa vedere solo le cose positive, ma ci fa venire a patti anche con quelle parti di noi che siamo tentati di respingere facendole divenire occasioni di crescita. Sembra quasi un controsenso venire a contatto con disagio e sofferenza a cui dobbiamo dare attenzione e che in genere si cerca di nascondere facendo finta che non ci siano. Lo facciamo da una vita respingiamo i pensieri negativi e ci tuffiamo in emozioni che li camuffano, ma non li cancellano. Se impariamo a guardare in faccia quelle parti di noi che non ci piacciono o non amiamo sarà più semplice trovare opportunità creative per affrontarle che non l’evitamento.
Non è difficile anche se noi umani degli anni 2000 abbiamo imparato a renderci le cose talmente difficili che non riusciamo a vedere le cose semplici di fronte a noi. Prestare attenzione è la parola d’ordine per cogliere tutte quelle esperienze che nella distrazione non avremmo capacità di vedere. In una giornata abbiamo moltissime occasioni per vivere a pieno la nostra vita, ma siamo troppo occupati a fare cose e non ascoltiamo le nostre esigenze (ci sembrano una perdita di tempo) di conseguenza non cogliamo le opportunità che la vita ci mette di fronte.
Ringraziando per il cortese invito la giornalista Rai Antonietta di Vizia segnalo questa interessante iniziativa, una delle tante in programma per la Festa della Donna, che danno senso a questa giornata con riflessioni intense, creative e di qualità.
Perchè la Festa della Donna non deve essere solo la cena o l’aperitivo tra amiche, ma una momento di confronto vero sulla condizione attuale delle donne, con racconti di donne alle donne e per le donne, ma per far riflettere anche gli uomini!
invito stampa
Parteciperò quindi a questa interessante iniziativa creata da UnidirCredito in collaborazione con l’Università Roma Tre e Patrocinata dal Municipio Centro Storico di Roma “DONNE DI FRONTIERA” (segue comunicato)
In occasione della “Giornata Internazionale della Donna”, UnidirCredito, che rappresenta e tutela gli interessi e le attese dei lavoratori del comparto del credito, della finanza e delle attività collaterali, nella persona di Tamara De Santis, Coordinatrice Nazionale Uilca – Dipartimento Alte Professionalità, intende promuovere un’iniziativa composita volta a celebrare il talento femminile. “Siamo ad un punto cruciale della storia delle donne in Italia: da un lato, si registra l’abbattimento di tabù che portano la presenza femminile anche in settori finora inusitati, come lo spazio, dall’altra, non arretrano episodi di sessismo persino nelle sedi istituzionali più prestigiose, né diminuiscono le violenze alle donne, dalle molestie allo stalking fino ad arrivare alla somma ignominia del femminicidio.”
L’evento si aprirà con un convegno dal titolo “Donne di Frontiera”, una narrazione di donne appartenenti a diverse culture e classi sociali: imprenditrici, artiste, scrittrici, personalità del mondo della politica e sindacale, un’agorà dove condividere esperienze al femminile vissute all’interno del proprio contesto socioculturale e professionale. Storie di donne che lottano ogni giorno in battaglie pubbliche e private in una zona che purtroppo è spesso di confine e si fatica a travalicare. L’iniziativa coadiuvata dall’Università Roma Tre – Dipartimento di Scienze della Formazione – con la Prof.ssa Gabriella Aleandri, Direttrice del Master in Arteterapia, intende sviluppare un percorso altamente evocativo, che non ricalchi itinerari già tracciati ma testimoni l’impegno massimo per il raggiungimento di reali pari opportunità, così come è intendimento dell’azione sindacale.
La cerimonia inaugurale è prevista presso la sala centrale del Dipartimento di Scienze della Formazione – Università Roma Tre, via Principe Amedeo 184, dalle ore 17.00 alle 19.00, dove converranno alcune donne molto speciali, donne che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, raggiungendo traguardi di prestigio e che daranno voce ai propri successi: Rosanna Banfi, Attrice e madrina dell’Associazione Komen Italia Barbara Martusciello, Critica d’Arte, Curatrice indipendente, co-fouder di “artapartofcult(ure)” Teresa Coratella, Artista e performer Tamara De Santis, Coordinatrice Nazionale Uilca Dipartimento Alte Professionalità Maria Antonietta Mariani, Autrice e sceneggiatrice del film Strane Straniere Claudia Santoloce, Presidente della Commissione alle Politiche Sociali Tania Tocci, antropologa, counselor formatrice e progettista sociale Laura Squizzato, Giornalista inviata Rai TG2 Introduzione, Gabriella Aleandri, Direttrice del Master in Arteterapia – Università Roma Tre e Moderatrice Francesca Marrone, Coordinamento Unidi Saluti Istituzionali Maurizio Arena Presidente UnidirCredito, Massimiliano Fiorucci, Direttore del Dipartimento Scienze della Formazione.
Particolare dell’opera “Solo il Cielo Sopra di Noi” Acrilico su tela 90×65 |2022
Per questa Occasione l’Università degli studi Roma Tre amplierà la sua collezione d’Arte Contemporanea con un’opera dell’Artista Teresa Coratella che si compone di un trittico con brani poetici tratti dalla poetessa Rossana Coratella. Questa iniziativa darà il via ad una successiva raccolta di opere d’arte al femminile, che valorizzino l’estro e la creatività delle donne artiste.
Abbiamo appurato che prendersi cura di sé è necessario e quindi dalla teoria passiamo ai fatti. Già è difficile farlo in condizioni normali (la normalità è intesa in modo molto diverso da ognuno di noi!) figuriamoci nei momenti in cui siamo stressati per lavoro, per malattia per problematiche familiari o economiche, eppure proprio in quelle ed altre situazioni è il momento più importante per dedicare a noi del tempo. “Perdere tempo per noi” è il miglior investimento! Se stiamo bene la nostra testa lavora meglio ed il corpo risponde in modo adeguato.
Un corpo trattato bene è importante e lo abbiamo detto in più occasioni e non ne mancheranno per ricordarlo, ma dare attenzione ai nostri pensieri ed emozioni lo è ancora di più!
Per i più religiosi la preghiera risulta un momento di raccoglimento e confronto, ma si può provare con la meditazione, gli esercizi di respirazione e di rilassamento. Non storcete il naso fino a quando non avrete davvero provato. Non siate prevenuti e non emettete giudizi prima di essere venuti a contatto con una qualche forma di meditazione. Provate con fiducia lo yoga, ce ne sono di tante forme, la meditazione e le numerose tecniche di rilassamento muscolare attraverso la respirazione: ce ne sarà sicuramente una che sarà nelle vostre corde!
Importanti sono anche le persone che vi circondano. Sono persone positive o sono succhiatori di energia? Persone negative e giudicanti? Imparate a scegliere le compagnie, e se non potete liberarvene imparate a limitare la loro influenza su di voi!
Imparate a lavorare nei tempi previsti! Non portate il lavoro a casa e se state facendo smartworking spegnete il pc all’orario definito. Liberate la testa smettendo di leggere email a qualsiasi ora. Concedetevi dei momenti di relax come uno spuntino o una pausa caffè. Andate a respirare un po’ d’aria fresca e fate una passeggiata al termine del lavoro in modo da essere più sereni e disponibili quando rientrerete in casa e potete dedicarvi al partner e alla famiglia. Naturalmente le lamentele sono bandite! Non risolvono i problemi ed aumentano il carico emotivo!
Organizzate le serate non solo nel fine settimana, rendetele piacevoli magari cucinando insieme al partener o ai figli oppure organizzate una serata di gioco in famiglia o con gli amici. Niente di difficile o impegnativo, ma un modo semplice per curare gli affetti ed evitare di utilizzare il tempo esclusivamente davanti alla tv, spesso senza dirsi una parola.
Infine la cosa più importante: imparate a dire di no! Dire sempre sì alle cose che non interessano, disturbano o spesso contrariano significa sempre fare qualcosa di malavoglia e se pensiamo che basti dire sì ad un altro per accontentarlo avete sbagliato di brutto: nella migliore delle ipotesi finirà con una litigata e sarebbe bello non doversi dire: perché mai l’ho fatto? Perché non ho detto di no?
Sono tante le azioni che giornalmente possiamo compiere per dire a noi stessi che ci vogliamo bene. Vediamone alcune:
Parola d’ordine organizzazione: se siamo organizzati e ci imponiamo una routine giornaliera, che lasci spazio anche agli imprevisti, vivremo sicuramente con meno ansia e a fine giornata avremo la meravigliosa sensazione di aver concluso qualcosa! Dalla scrivania, alla cucina alla sala hobby : “un posto per ogni cosa ed ogni cosa al suo posto” deve essere il vostro mantra!
Dedicate del tempo alla cura del corpo: un bagno rilassante o una beauty routine serale o mattutina (perché no entrambe se ci prendete gusto!) vi fa avvicinare al vostro corpo. E’ importante osservarsi e sentirsi.
Tenete un diario in cui annotare i successi, ma anche gli insuccessi perché possiate apprendere qualcosa anche dagli errori. Vale anche per tenere sotto controllo l’alimentazione in caso di sovrappeso o alimentazione squilibrata.
Attivate le endorfine naturali con un po’ di attività fisica. Un’ora al giorno sarebbe fantastico, ma se non potete non rinunciate: possono bastare anche 10 minuti per avere la sensazione di non esservi messi da parte per via del poco tempo a disposizione, quando potrete dedicare più tempo sarete ancora più soddisfatti. Non sottovalutate attività come lo yoga e la meditazione. Sono fondamentali per le connessioni mente/corpo.
Dedicate tempo e spazio ai pasti. Non mangiate quello che capita. Pianificate un menù settimanale e fate la spesa carta alla mano per non sprecare e avere tutto a disposizione quando arriva l’ora di cucinare. Dedicate del tempo anche all’apparecchiatura della tavola e alla scelta delle stoviglie. E’ un modo per dirvi che valete la pena!
Evitate cibi spazzatura, sapete benissimo che la gola non è una scusa, che ogni volta che li comprate (ancor prima di mangiarli!) vi state facendo del male. Relegateli ad occasioni rare e particolari!
Fate in modo che la musica accompagni alcuni dei vostri momenti. Non lasciate che sia la radio a fare la scelta per voi. Chiedetevi cosa vi piace e fate in modo che sia il piacevole sottofondo anche di momenti noiosi della vostra vita. E se vi viene voglia di ballare: fatelo!
A tale riguardo concluderei con la ricerca di un hobby che vada a compensare delle vostre necessità culturali, manuali o sociali. Che sia un corso di bricolage, il club del libro o una partita a pallone deve essere un momento di svago e vissuto con leggerezza che non vuol dire senza impegno!
a breve questo articolo sarà disponibile anche su Romaoggi.eu
Nell’ottica dell’importanza di prendersi cura di se stessi, intesa come capacità di volersi bene, questo il racconto con morale di questo mese. Sembra che questa storia sia stata tramandata dai seguaci di Buddha dopo averla ascoltata dalla sua stessa voce!
Un tempo lontano due acrobati, un insegnante ed una apprendista, si esibivano ogni giorno per strada per guadagnarsi da vivere. Il primo era un povero vedovo e Medakathalika l’ apprendista, una ragazzina molto saggia.
Le loro esibizioni comportavano spesso dei rischi,perché l’insegnante doveva tenere in equilibrio sulla propria testa un alto palo di bambù mentre Medakathalika vi si arrampicava sopra.
Per evitare cadute e lesioni durante la performance, i due acrobati dovevano fare molta attenzione e un giorno l’insegnante, credendo di aiutare la studentessa, le consigliò di guardarlo mentre lui avrebbe fatto lo stesso con lei, in modo da aiutarsi a vicenda per mantenere la concentrazione e l’equilibrio, e guadagnare così abbastanza denaro per mangiare.
Ma la piccola Medakathalika gli rispose che era meglio che ognuno di loro guardasse se stesso SENZA DIPENDERE dall’altro perché prendersi cura di sé significa ANCHE prendersi cura di entrambi. In questo modo avrebbero sicuramente evitato incidenti e ottenuto abbastanza soldi per mangiare.