L’arteterapia per la crescita ed il recupero della sfera emotiva, affettiva e relazionale

L’arteterapia è un percorso di appoggio e/o cura di indirizzo psichico. Questo tipo di tecnica con risvolti terapeutici è nata attorno agli anni quaranta, e discende da esperienze di psicoterapia dinamica e da pratiche dedotte dall’applicazione della Psicoanalisi.

L’arteterapia include l’insieme delle tecniche e delle metodologie che utilizzano le attività artistiche visuali (e con un significato più ampio, anche musica, danza, teatro, marionette, costruzione e narrazione di storie e racconti) come mezzi terapeutici, finalizzati al recupero ed alla crescita della persona nella sfera emotiva, affettiva e relazionale.

E’ dunque un intervento di aiuto e di sostegno a mediazione non-verbale attraverso l’uso dei materiali artistici e si fonda sul presupposto che il processo creativo messo in atto nel “fare arte” produce benessere, salute e migliora la qualità della vita. Attraverso l’espressione artistica è possibile incrementare la consapevolezza di sé, fronteggiare situazioni di difficoltà e stress, esperienze traumatiche, migliorare le abilità cognitive e godere del piacere che la creatività artistica porta con sé.

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L’intervento tende ad attivare diverse modalità di comunicazione che aumentano l’autostima e la possibilità di percepirsi, da parte di chi ne usufruisce, come individuo capace di fare e di esprimere, in un contesto di relazione con il gruppo in cui è inserito.

Viene posta grande attenzione al processo artistico, senza interpretare il prodotto, infatti per poterla praticare, non sono necessarie precedenti esperienze o competenze di tipo artistico.  E’ l’atto di produrre un’impronta creativa a rendere terapeutico il percorso verso l’integrazione fosse anche solo un semplice segno o un insieme caotico di linee e colori, è manifestazione autentica di un sentire profondo e come tale, di valore inestimabile. Esso si mostra infatti per poter essere, nel processo creativo, portato alla luce, trasformato, compreso, portando l’individuo ad una migliore relazione con se stesso con gli altri.

RAPPORTO MENTE-CORPO E BENESSERE PSICO-FISICO

E’ esperienza abbastanza comune per ognuno di noi quella di identificare le emozioni provate in base a sensazioni fisiche; così ci capiterà di sentire il cuore in gola o lo stomaco chiuso quando aspettiamo con ansia e un po’ di timore il verificarsi di un evento tanto atteso, oppure impallidiremo e ci sembrerà di essere paralizzati dalla paura di fronte ad un evento spaventoso oppure ancora arrossiremo e tremeremo di rabbia di fronte ad un grave torto subito. Riflettendo su queste ed altre analoghe esperienze può risultare cosa scontata sostenere che il corpo è lo sfondo di tutti gli eventi psichici e quindi considerare del tutto logico la presenza di uno stretto legame tra mente e corpo o, ancor più considerare del tutto scontata l’unità somato-psichica dell’uomo, unità che implica una profonda ripercussione del benessere fisico sugli stati d’animo e viceversa una profonda influenza delle emozioni sul corpo e sul suo benessere tanto da richiedere che qualsiasi malattia fisica venga indagata non solo da un punto di vista medico e psicologico, ma anche considerando l’aspetto emotivo che l’accompagna.

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Infatti, è ormai da tempo provato che i sistemi nervoso, endocrino e immunitario comunicano tra loro.  Ciò significa ancora una volta che la mente, le emozioni e il corpo non sono entità separate, ma interconnesse. Basti pensare ad esempio che gli stessi messaggeri chimici che operano in modo estremamente esteso sia nel cervello che nel sistema immunitario sono anche quelli più frequenti nelle aree neurali che regolano le emozioni. Le emozioni hanno un potente effetto sul sistema nervoso autonomo , e le cellule immunitarie possono essere il bersaglio dei messaggi nervosi. Per contro sembra che una condizione mentale serena determini un migliore andamento delle forme patologiche e una minore probabilità di ammalarsi.

Libro: “Dimagrire una scelta consapevole”

 

Prefazione breve

Questo non è un altro libro sulle diete. Certo, si parla di cibo, di alimentazione, ma principalmente si parla di cambiamenti che devono avvenire dentro di voi, se volete veramente raggiungere l’obiettivo della perdita e del successivo mantenimento del peso corporeo.

Se sperate di trovare qui la formula magica, la bacchetta della felicità, rimarrete delusi. Forse non ve ne siete accorti, ma nella vita senza sacrifici non si ottiene nulla. Il percorso che propongo è una strada in salita, costellata da mille difficoltà, ma una volta arrivati al traguardo quello che avrete imparato sarà vostro per sempre. Niente di duraturo si ottiene se vogliamo passare per le scorciatoie: l’unico sistema è un impegno sincero, costante, vissuto con entusiasmo.

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E’ necessario riprendere in mano la propria vita, riappropriandosi  del proprio corpo “passo dopo passo”, scoprire in che cosa credete davvero, fare attenzione a come vi comportate e a quello che fate quando le cose non vanno per il verso giusto. A cosa dedicate tempo e come lo fate, ma anche a come spendete i soldi ed infine a come mangiate. Non è una questione di kg. anche se i kg c’entrano eccome! Ciò che siete sta nel vostro piatto, il vostro rapporto con il cibo dice tutto dell’atteggiamento che avete nei confronti della vita : mangiate nello stesso modo in cui vivete.

Le abbuffate o le privazioni continue s’intrecciano ad esigenze intime e assolute che vanno al di là del rapporto con la bilancia o con l’immagine esteriore. Ad attivarsi è ben altro: la dose di gioia e di benessere o la soddisfazione a cui credete di aver diritto. Medici nutrizionisti o dietologi prescrivono diete, danno alcuni consigli e propongono un controllo ad un mese …  e voi siete lì con tante belle pagine, ma “soli”  ad affrontare le insidie, i dubbi e le difficoltà.  Se fosse facile intraprendere una dieta e seguirla, non ci sarebbero così tante persone obese o in sovrappeso che ad ogni fallimento si sentono sempre più inadeguate e sconfitte…

 

DIMAGRIRE : UNA SCELTA CONSAPEVOLE / METODO INTEGRATO della Dott.ssa SCANU

Autore: Emanuela SCANU   Editore Campi di Carta 2013

Disponibile in versione cartacea ed E-Book dal sito Campi di Carta, ma anche tramite Amazon, Feltrinelli, Il mio Libro…

 

 

Il nome simbolo di indentità

Dare un nome ad un nascituro sembra una cosa scontata sulla quale non c’è niente da dire : si fa e basta.  Vorrei farvi notare come invece questo atto risulti avere tantissime sfaccettature psicologiche, sociali e personali per l’individuo che lo riceve e quindi rappresenta un atto di grande responsabilità.

Già nel mondo antico l’imposizione di un nome aveva contemporaneamente il significato di potere sul denominato e di determinare magicamente la sua personalità.

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Il nome inteso come rappresentazione di sè e simbolo della propria identità psicosociale è un oggetto di studio insolito, forse perchè è così importante da essere scambiato per cosa trascurabile, così immediato e presente da essere percepito senza storia, così personale ed al tempo stesso di chiunque lo pronuncia da essere considerato di nessuno, così voluto da altri da essere ritenuto fortuito, così carico di significati da sembrare senza significato. Sono i paradossi che rispecchiano i contenuti di un discorso tridimensionale che va alle radici socioculturali e storiche, considera gli aspetti logico-linguistici e semantici del nome e si sofferma sui risvolti psicologici della denominazione.

Colui che stabilisce un nome è colui che crea e che forma ciò che ha plasmato. L’atto della denominazione è antico come il mondo e si rinnova continuamente. Ogni volta che denominiamo un altro, rinnoviamo il riconoscimento della sua identità. La modalità e il livello di accettazione del proprio nome diventa così l’espressione del benessere della personalità.

 

Fonte Ed.Kappa “Il nome simbolo d’identità” collana Psiche e quotidianità

L’educazione è una questione di atteggiamenti

La definizione di educazione corrisponde al “Metodico conferimento o apprendimento di principi intellettuali e morali, validi a determinati fini, in accordo con le esigenze dell’individuo e della società”. Semplice, chiaro e lineare. Il problema si pone dalla teoria alla pratica dove gli attori coinvolti spesso si trovano in difficoltà.

Per qualche genitore non è facile da comprendere che i figli non sono fatti per soddisfare le loro esigenze ed aspettative e tantomeno per compensare desideri e frustrazioni. Neppure i genitori più attenti si rendono conto che in modo consapevole o inconsapevole riescono a condizionare le scelte dei figli. In generale è necessario interrogarsi spesso su quale strada si stia tracciando per loro.

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Il Prof. Giovanni Bollea diceva che “le mamme non sbagliano mai” , ma ogni tanto fermarsi per capire dove si sta andando e magari raddrizzare il tiro potrebbe essere saggio, perchè il mestiere di genitore non lo insegna nessuno e qualche errore sicuro si commette anche se in buona fede. Già dalla nascita è necessario considerare il bambino come un essere vivente con la sua unicità e degno di essere accettato incondizionatamente. Cosa può fare un genitore per aiutare il bambino ad esprimersi liberamente, su quali strumenti può contare?

Fondamentale è l’osservazione per comprendere le naturali inclinazioni del bambino, poi il dialogo per canalizzare tali inclinazioni e permettergli di parlarne. Necessaria l’empatia per sostenere , spronare, incentivare e motivare. Per fare questo occorre una grande apertura mentale e rappresentare un supporto positivo. Fondamentale permettergli di esprimere dubbi, preoccupazioni, timori senza il timore di essere giudicato. Essere sinceri sostenendo il senso di realtà specie quando si avvicina il momento di fare scelte importanti.

Cromoterapia: la disciplina

La cromoterapia è una disciplina alternativa che si serve di specifici colori per il trattamento di determinati disturbi. Alla base della cromoterapia vi è la convinzione che questi colori possano influenzare il corpo e la mente di un soggetto, al fine di ripristinare e favorire l’equilibrio o controllare determinati disturbi.

Questo metodo terapeutico sfrutta le vibrazioni cromatiche per ristabilire un equilibrio energetico alterato. L’irradiazione colorata provoca l’assorbimento di onde elettromagnetiche con una frequenza oscillatoria, che varia da colore a colore, stimolando la risonanza vibratoria degli atomi contenuti nelle cellule. È esperienza comune che la luce influenzi, in alcuni soggetti più che in altri, almeno gli stati d’animo.

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Si può rivolgere alla cromoterapia sia chi vuole preservare l’equilibrio psico-fisico, sia chi vuole associare l’utilizzo della luce e dei colori a terapie già in corso. La cromoterapia infatti è un catalizzatore per stimolare i processi naturali di auto guarigione dell’organismo.

Esperienza comune che circondarsi di determinati colori , dall’abbigliamento all’arredamento, permette  di ricavare benefici a livello dell’umore.

ATTACCHI DI PANICO

Gli attacchi di panico sono ripetuti e brevi episodi di angoscia acuta che si manifestano in modo improvviso e senza un’apparente causa. I sintomi somatici principali sono la tachicardia, una forte sudorazione, senso di svenimento e una morsa al torace; a questi sintomi del corpo si aggiungono quelli psicologici come la paura improvvisa di morire, di perdere il controllo, di sentirsi estranei a se stessi e alla realtà.

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Perche’ insorge un attacco di panico?

Qualcosa di importante dentro la persona è stato soffocato, non ascoltato e attraverso l’attacco di panico questo “qualcosa” tenta di uscire, di fare sentire la propria voce. Proprio per questo motivo l’intervento tempestivo dello psicologo risulta fondamentale: egli può aiutare l’individuo ad ascoltare e decifrare il proprio mondo interiore al fine di ritrovare un nuovo l’equilibrio.

Disturbi del comportamento alimentare e Stress: Malattie dei nostri giorni

Qualche giorno fa su Facebook ho letto una cosa divertente, ma che mi ha fatto riflettere su come velocemente sono cambiati i ritmi e le esigenze della nostra vita.

La frasetta diceva grosso modo così: “Se mio nonno sapesse che spendiamo più soldi per dimagrire che per mangiare direbbe che siamo folli!”. Bisogna riconoscere che c’è del vero se pensiamo che i nostri nonni hanno fatto la fame durante  la guerra e che noi sprechiamo cibo o che ci nutriamo in modo scorretto pur nell’abbondanza.

Il mio intento è farvi fermare un momento, e se state leggendo forse ci sono riuscita, per farvi riflettere sul titolo di questo articolo perché vi riguarda tutti in misura maggiore o minore e forse vi permetterà di prendere un po’ di distanza da alcune sollecitazioni…inutili (psicologicamente parlando!).

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I disturbi del comportamento alimentare sono molto più diffusi di quel che si pensi anche se molto più frequentemente viene citato lo stress come problematica dei tempi moderni. In entrambi i casi possono presentarsi disturbi gravi come psicosi o anoressia o bulimia, ma anche in forma molto lieve tanto da non essere percepiti nel quotidiano.

Lo stress che somatizziamo arriva a danneggiare la nostra salute, ma in modo lento senza che venga percepito. Iperlavoro, arrabbiature, ore seduti in macchina per attraversare la città o spesso anche per fare solo centinaia di metri, lo stare davanti al Pc  portano a “scaricare” le tensioni  mangiando più del dovuto,  digiunando senza ragione,oppure fumando. In apparenza tutto ciò ci sembra normale , ma esiste il rischio reale di ammalarsi anche gravemente nel lungo termine.

Siamo tristemente abituati che quando si sta male , ma non si riconosce una sintomatologia particolare, si finisce con parlare di stress e siamo talmente risucchiati da  ritmi esagerati, alla poca serenità e alla tensione fisica da considerarli cose normali quando invece non lo sono. La velocità imposta dalla società in cui viviamo ci impedisce di valutare correttamente lo stress a cui siamo sottoposti. Da fenomeno utile all’organismo per rispondere in modo adattivo alle problematiche fisiche e psicologiche , sta diventando quindi un’abitudine “autodistruttiva” che deriva da uno stile di vita non consono al benessere dell’organismo.

Frasi per riflettere

Ogni giorno sulla mia pagina Facebook potrai trovare una frase per riflettere,  spronare, motivare. Un modo semplice per non dimenticare di volerti bene, spingere un pò più là i tuoi limiti e provare a te spesso che puoi farcela malgrado le difficoltà.

Questo il mio pensiero di oggi:

Una grande certezza: il sole torna sempre a splendere…

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Mandala: tutti i colori della felicità

“La felicità è un modo di essere , una predisposizione serena e gioiosa che attira energie positive e che possiamo scegliere di alimentare giorno per giorno per vivere in armonia con noi stessi e con gli altri”.

Come sembra difficile la realizzazione di questa frase nella vita di tutti i giorni! Altro che le paturnie di Audrey Hepburn in  Colazione da Tiffany , o i tentativi di strozzare Bart da parte di Homer Simpson , in una giornata i momenti in cui dobbiamo “per forza” ricorrere alla calma sono davvero tanti. Siamo continuamente sollecitati da situazioni negative, da cose che vanno storte malgrado i nostri migliori sforzi e che dire delle delusioni nella vita professionale e tra le amicizie per continue dimostrazioni di incoerenza, maleducazione e spesso di cattiveria?

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Quindi le situazioni che minano la nostra felicità sono davvero tante e non possiamo permetterci di vivere in uno stato d’ansia continuo, perchè oltre a far male alla salute “fisica” ci troviamo a non vivere al meglio anche le situazioni belle che ci possono capitare. Ecco quindi tornare alla ribalta antiche strategie antistress che dall’antico oriente (da millenni un passo avanti con la saggezza) arrivano in occidente per tenderci un aiuto. Come psicologa ho spesso usato il disegno come modalità  diagnostica e raramente per uso terapeutico, ma devo dire che effettivamente il colorare intricati e armoniosi intrecci di forme e colori predispone alla meditazione e al rilassamento.

I mandala risalgono ad antiche tradizioni buddiste e induiste e identificano immagini con una struttura più o meno complessa, ma sempre armoniosa nel suo insieme. Questi simboli rappresentano l’unità e l’equilibrio dell’universo e le connessioni tra i vari piani della realtà e tra le forze cosmiche. In Cina, India, Giappone e Tibet questi disegni connotano gli spazi sacri e favoriscono la crescita interiore verso una consizione di equilibrio con il proprio sè ed il tutto. In occidente i disegni sono stati interpretati in molte forme mantenendo però il concetto base. Alleggerire la mente dai pensieri quotidiani serve a ritrovare la calma e a rimettersi nella propsettiva giusta per relazionarsi con il mondo circostante. Colorare mandala allena la pazienza, mette alla prova la costanza e stimola la creatività, per questo aiuta a riconoscere e a gestire i propri limiti.