Vivere senza pesi mentali. Come liberarsi da rimpianti, rancori e sensi di colpa di Raffaele Morelli

Dedicato a tutti quelli che della ruminazione ne fano la loro ragione di vita, per imparare ad affrontare pensieri e situazioni in modo più semplice e leggero.

Edito da Mondadori in quest’anno (2021) nel suo linguaggio semplice e diretto Morelli spiega nel suo ultimo libro, perché ci si tormenta con rimpianti, rancori e sensi di colpa e come liberarsi dai pesi mentali che opprimono e rendono pesante le nostre vite.

«La mente tormentata nasce e si forma dal ragionamento continuo sugli affetti, le emozioni, i sentimenti, sui traumi che ci sono capitati, gli amori finiti, i fallimenti, gli abbandoni. Passiamo il tempo a dirci come dobbiamo essere, che cosa abbiamo sbagliato, a rimpiangere il passato, a vivere di sensi di colpa, a cercare di essere perfetti. Così la mente si riempie di zavorre, di “pesi mentali”, che finiscono per gravare sulla nostra vita interiore, per condizionarci e farci credere che siamo solo i disagi che viviamo.» Questo libro è un percorso per alleggerirsi dai pesi mentali grazie a una serie di passaggi che derivano da anni di lavoro con i pazienti. Scardina molti luoghi comuni del pensiero, molte idee ripetute in psicoterapia ma lontane dai codici dell’anima. Pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, lasciamo a terra le zavorre, si dissolve il piombo che ci inquina, ci avviciniamo al nostro Sé profondo, ci sentiamo più leggeri, più autentici, più felici.

Storia breve con morale /dicembre

Un giovane domanda al più saggio di tutti gli uomini il segreto della felicità. Il saggio suggerì al giovane di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore.
“Solo ti chiedo un favore” concluse il saggio, consegnandogli un cucchiaino su cui versi due gocce d’olio. “Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza versare l’olio”. Dopo due ore il giovane tornò e il saggio gli chiese: ”Hai visto gli arazzi della mia sala da pranzo? Hai visto i magnifici giardini? Hai notato le belle pergamene?”. Il giovane, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d’olio. “Torna in dietro e guarda le meraviglie del mio mondo” disse il saggio.

Il giovane prese il cucchiaino e di nuovo si mise a passeggiare, ma questa volta osservò tutte le opere d’arte. Notò i giardini, le montagne, i fiori. Tornò dal saggio e riferì particolareggiatamente tutto quello che aveva visto. “Ma dove sono le due gocce d’olio che ti ho affidato?” domandò il saggio. Guardando il cucchiaino il ragazzo si accorse di averle versate. “E bene, questo è l’unico consiglio che ho da darti” concluse il saggio, “Il segreto della felicità consiste
nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza mai dimenticare le due gocce d’olio nel cucchiaino”

Per guardare tutte le meraviglie del mondo senza ma dimenticarti le due gocce d’olio devi imparare a vivere nel “qui e ora”.

“Eroine / come i personaggi delle serie TV possono aiutarci a fiorire” di Marina Pierri

“Il femminismo è una pratica quotidiana che si esercita anche nell’infinità e nell’amore nei confronti di se stesse, oltre che nel mondo esterno.”

È una delle frasi che più mi ha colpito del libro EROINE e sono d’accordo con Maura Gangitano che ha curato la prefazione, che si tratti di un libro insolito.

Non fatevi trarre in inganno da titolo e copertina accattivanti: è molto più complesso ti quanto ci si aspetti.

Le serie TV non sono solo “prodotti di intrattenimento” e le varie figure femminili che vi ruotano incarnano numerosi archetipi femminili su cui ci dobbiamo interrogare e riflettere.

Arrivano ad un pubblico vastissimo in un tempo breve e creano un profondo coinvolgimento emotivo. Vanno ad agire su quello che Carl Gustav Jung chiamava “inconscio collettivo”.

Una serie TV può cambiare la nostra percezione di una nazione, di tematiche politiche e sociali attraverso l’incarnazione di realtá, stereotipi e psicologia del profondo.

Le donne delle serie TV incarnano gli archetipi più disparati: eroine su più fronti vanno a smantellare molte delle idee patriarcali che stanno “collassando su se stesse”.

Queste eroine stanno uscendo dalle serie ed iniziano ad imporre la loro presenza ed effettuare i cambiamenti nella nostra realtà.

“Eroine / come i personaggi delle serie TV possono aiutarci a fiorire” di Marina Pierri

Editore Tlon 2020

Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne

Noi donne sappiamo arrangiarci quando dobbiamo cambiare una ruota bucata alla macchina, o aprire il cofano e riempire il liquido lavavetri, al bisogno. 

Ci carichiamo di casse d’acqua, quando finisce e ce le incolliamo fino a casa.

Compriamo la scarpiera all’Ikea? Niente panico! Leggiamo le istruzioni e ce la montiamo.

Se c’è un insetto in casa troviamo il modo di buttarlo fuori.

Se dobbiamo aprire un barattolo facciamo leva con un coltello facendo entrare l’aria, e lo apriamo in un secondo, perché oltre alla forza sappiamo usare il cervello. 

Siamo estremamente indipendenti, noi donne. 

Siamo anche iper gelose della nostra indipendenza (o almeno, io lo sono)! 

Se decidiamo – perché altro non è che una SCELTA – di avere un uomo, è perché

quest’ uomo deve darci un valore aggiunto. Non perché ne abbiamo materialmente bisogno.

Scegliamo di avere un uomo perché abbiamo voglia di lasciarci andare, di sentirci libere di essere stanche avendo la consapevolezza che di fame non moriamo, perché il nostro uomo si preoccuperà della cena al posto nostro. Scegliamo di condividere il nostro tempo perché esso sia migliore, se condiviso. Scegliamo un uomo perché vogliamo sentirci protette pur sapendo che possiamo proteggerci da sole.

Scegliamo una persona perché è un “plus”.

Perché migliora la nostra vita e rende più leggero il tempo.

Perché noi donne ci amiamo da morire, ma l’uomo che vuole starci accanto, è perché ci ama un briciolo di più.

Perché ci fa sentire libere di cedere e di abbandonarci in un abbraccio che non ha il retrogusto di una pugnalata.

Perché difende la nostra dignità davanti a tutti e a tutte.

Perché a parole ci sappiamo fare e sappiamo difenderci benissimo da sole, ma lui sta sempre un passo dietro di noi, qualora dovessimo averne bisogno.

Scegliamo una persona al nostro fianco perché migliora la qualità del nostro tempo che, se fossimo da sole, comunque sarebbe già eccellente.

Perché senza quella persona ce la faremmo egregiamente da sole, ma non vogliamo. 

È diverso, parecchio diverso 

Perché l’amore è anche una scelta. 

Coraggiosa, ma pur sempre una scelta.

E nessuno sceglierebbe per sé qualcosa che non fa stare bene, giusto? 

Per cui se decidete di avere una persona al vostro fianco, dovete trarne beneficio. 

Altrimenti si chiama “masochismo”.

È perché “l’amore é cieco” vale solo all’inizio, nella fase dell’innamoramento.

Svanita quella, quando di fronte vediamo esattamente quello che abbiamo, diventa una scelta.

 Paola Ciccarelli

Avevo tenuto questo post della coraggiosa amica Paola per condividerlo proprio nella giornata sulla violenza sulle donne, perché esprime al meglio quanto noi donne siamo in gamba e che l’amore ed una relazione deve essere sempre una scelta.

Storia breve con morale/novembre

Un giorno l’asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscire. Il povero animale, disperato, continuò a ragliare sonoramente per ore.
Il contadino era straziato dai lamenti dell’asino, voleva salvarlo e cercò in tutti i modi di tirarlo fuori ma dopo inutili tentativi, si rassegnò e prese una decisione crudele. Poiché l’asino era ormai molto vecchio e non serviva più a nulla e poiché il pozzo era ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo, chiese aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo.

c’è sempre una via di uscita se sai trasformare un problema in un’opportunità


Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che gli piovevano dal cielo capì le intenzioni degli esseri umani e scoppiò in un pianto irrefrenabile. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto.
Passò del tempo, nessuno aveva il coraggio di guardare nel pozzo mentre continuavano a gettare la terra.
Finalmente il contadino guardò nel pozzo e rimase sorpreso per quello che vide. Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l’asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra. Man mano che i contadini gettavano le zolle di terra, saliva sempre di più e si avvicinava al bordo del pozzo.
Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino l’asino riuscì ad uscire dal pozzo con un balzo e cominciò a trottare felice.

Creare un’immagine corporea positiva in pochi passi

Avere un’immagine corporea positiva è importate per tutti. Per le persone che soffrono di problemi dell’alimentazione diventa un vero problema ed è fonte di insoddisfazione nonché della creazione di azioni focalizzate al controllo del peso e delle varie parti del corpo in modo così importante da diminuire il rendimento scolastico o professionale, creare ritiro sociale ed evitamento di attività di gruppo come ad esempio fare uno sport insieme ad altre persone.

Chiariamo innanzitutto cos’è l’immagine corporea. È una “rappresentazione percettiva” ovvero come il corpo ci appare: l’idea che abbiamo nella nostra mente. L’immagine è legata anche a ricordi, vissuti e sensazioni.

Si forma nella primissima infanzia sia in base alle esperienze percettive personali, ma anche attraverso il confronto con quello degli altri e ciò che gli altri ci restituiscono. Una percezione relativamente stabile si ottiene nella tarda adolescenza.

Non è da confondere con lo schema corporeo che riguarda il movimento del corpo attraverso le azioni. Riguarda uno spazio fisico.

In alcune patologie è presente dispercezione ovvero un modo non corretto di percepire il proprio corpo o parte di esso. Un sintomo importante che è la causa di ricadute o persistenza ad esempio in disturbi dell’alimentazione, ma presente anche in problematiche note come DSA o iperattività ecc.

Lavorare in positivo sull’immagine corporea non è un cammino semplice ed implica un lavoro nel quotidiano e non un intervento occasionale o a tempo perso.

Vediamo su cosa possiamo agire per sentirci e vederci meglio:

Circondiamoci di persone positive:

Questo è un consiglio sempre valido. Le persone positive sono piene di energia e possono esserci di supporto in qualche momento buio. Avere vicino qualcuno che ci apprezzi e sia sincero è importante per l’autostima e per un confronto nel nostro impegno a migliorarci.

Ascoltiamo il nostro corpo:

Diamo sempre tutto per scontato, ma se ci fermiamo un attimo, magari al buio e sdraiati potremmo percepire non solo il battito del cuore con il suo ritmo, ma anche il movimento del torace e la frequenza ed intensità del respiro. Abbiamo fame, sete, siamo stanchi, ci fa male qualcosa? Ascoltiamoci. Poi diamo al corpo quello di cui ha bisogno nel momento che lo chiede.

Ascoltiamo le nostre emozioni

Come per il corpo spesso non ci fermiamo a capire i nostri sentimenti e le nostre emozioni. Andiamo avanti senza chiederci mai: sono felice? Sto facendo quello che desidero? Ho fatto le cose come dovevano essere fatte? Sono contento di me?

L’attività fisica è una risorsa

Confrontarci con i nostri limiti fisici, ma anche le nostre capacità è un ottimo modo per percepirsi e migliorarsi. Creare una relazione con noi stessi in cui “sentiamo” il corpo fisico, ma anche tutte le sensazioni correlate. Un’attività fisica regolare è sempre consigliata ce ne sarà sicuramente una adatta a te.

Siamo come siamo

Impariamo ad osservarci sul serio cercando di essere realistici su chi siamo e non su quello che vorremmo essere. Cerchiamo di volerci bene. Vivere nella realtà ci si mette in condizione di raggiungere certi obiettivi a differenza di vivere una fantasia che ci ferma al “vorrei, ma non posso”

Non siamo mai gli stessi

La forma del nostro corpo cambia continuamente durante la nostra vita ed il peso di conseguenza. Spesso ci si sfinisce nell’obiettivo di un corpo o del peso perfetto perdendoci di vista. L’obiettivo diventa più importante della persona per cui lo stiamo facendo. Ebbene non dimentichiamo che lo stiamo facendo per NOI con amore, senza stress e forzature.

Storia breve con morale/ottobre

Parecchi anni fa, un uomo vendeva palloncini per le strade di New York. Quando gli affari erano un pò fiacchi, faceva volare in aria un palloncino.Mentre volteggiava in aria, si radunava una nuova folla di acquirenti e le vendite riprendevano per qualche minuto.


Alternava i colori, sciogliendone prima uno bianco, poi uno rosso e uno giallo.
Dopo un po’ un ragazzino afroamericano gli dette uno strattone alla manica della giacca, lo guardò negli occhi e gli fece una domanda acuta:


“Signore, se lasciasse andare un palloncino nero, salirebbe in alto?”
Il venditore di palloncini guardò il ragazzo e con saggezza e comprensione gli disse: “Figliolo, è quello che è dentro i palloncini che li fa salire verso il cielo”.

Se fossi più giovane, se fossi più ricco, se fossi un uomo, se fossi più bella… Come il bambino della storia molte persone spesso non pensano che il successo dipenda da ciò che hanno dentro ma da fattori puramente esteriori.

Ciascuno di noi ha enormi potenzialità che nella maggior parte dei casi non solo non vengono espresse, ma neppure vengono esplorate. Ecco perché molte persone vivono tutta la propria vita come quei palloncini che restano appesi ad un’asta finché non si sgonfiano. E tutto perché non hanno trovato il tempo, o forse il coraggio di guardarsi veramente dentro e sprigionare la propria energia.

Giornata Internazionale delle persone anziane

Il 14 dicembre 1990, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 45/106 , ha designato il 1 ottobre Giornata Internazionale degli Anziani. Prima di questo, ci sono state iniziative come il Piano d’azione internazionale sull’invecchiamento di Vienna, adottato dall’Assemblea mondiale sull’invecchiamento nel 1982 e approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nello stesso anno.

Nel 1991, l’Assemblea Generale (con la risoluzione 46/91 ) ha adottato i Principi delle Nazioni Unite per le Persone Anziane .

Nel 2002, la Seconda Assemblea mondiale sull’invecchiamento ha adottato il Piano d’azione internazionale sull’invecchiamento di Madrid, per rispondere alle opportunità e alle sfide dell’invecchiamento della popolazione nel 21° secolo e per promuovere lo sviluppo di una società per tutte le età.

Tutte queste citazioni e affermazioni sono sempre più essenziali considerando i cambiamenti a cui sono esposte le nostre società. La composizione della popolazione mondiale è cambiata radicalmente negli ultimi decenni. Tra il 1950 e il 2010, l’aspettativa di vita in tutto il mondo è aumentata da 46 a 68 anni. A livello globale, nel 2019 c’erano 703 milioni di persone di età pari o superiore a 65 anni. La regione dell’Asia orientale e sudorientale ospitava il maggior numero di anziani (261 milioni), seguita da Europa e Nord America (oltre 200 milioni).

Nei prossimi tre decenni, si stima che il numero di persone anziane raddoppierà, raggiungendo oltre 1,5 miliardi di persone nel 2050. Tutte le regioni vedranno un aumento delle dimensioni della popolazione anziana tra il 2019 e il 2050.

Il maggior aumento numerico (312 milioni) si verificherà nell’Asia orientale e sud-orientale, da 261 milioni nel 2019 a 573 milioni nel 2050. Mentre l’aumento più rapido del numero di persone anziane è previsto in Nord Africa e Asia occidentale, passando da 29 milioni nel 2019 a 96 milioni nel 2050 (aumento del 226%). Il secondo aumento più rapido è previsto per l’Africa subsahariana, dove la popolazione di 65 anni e più potrebbe crescere da 32 milioni nel 2019 a 101 milioni nel 2050 (218%). Al contrario, l’aumento dovrebbe essere relativamente contenuto in Australia e Nuova Zelanda (84%), Europa e Nord America (48%), regioni in cui la popolazione è già significativamente più numerosa rispetto ad altre parti del mondo.

I paesi in via di sviluppo ospiteranno più di due terzi della popolazione anziana mondiale (1,1 miliardi) entro il 2050. Tuttavia, si prevede che l’aumento più rapido avverrà nella divisione dei paesi classificati come paesi meno sviluppati, dove il numero di persone di età pari o superiore a 65 anni potrebbe passare da 37 milioni nel 2019 a 120 milioni nel 2050 (225%).

Giornata internazionale delle persone anziane

Obiettivi della Giornata internazionale delle persone anziane per il 2021

  • Sensibilizzare sull’importanza dell’inclusione digitale degli anziani, affrontando stereotipi, pregiudizi e discriminazioni associati alla digitalizzazione, tenendo conto delle norme socio-culturali e del diritto all’autonomia.
  • Evidenziare le politiche per sfruttare le tecnologie digitali che ci porteranno a raggiungere pienamente gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).
  • Servire interessi pubblici e privati ​​nei settori della disponibilità, della connettività, del design, dell’accessibilità economica, dello sviluppo delle capacità, delle infrastrutture e dell’innovazione.
  • Studiare il ruolo delle politiche e dei quadri legali per garantire la privacy e la sicurezza delle persone anziane nel mondo digitale.
  • Evidenziare la necessità di uno strumento giuridicamente vincolante sui diritti delle persone anziane e di un approccio intersettoriale ai diritti umani incentrato sulla persona per una società per tutte le età.

Fonte:

Sito delle NAZIONI UNITE :

https://www.un.org/es/observances/older-persons-day

Per dimagrire ci vuole amore

Ci sono persone che pur chiedendo aiuto, non seguono il programma. Ci sono persone che settimana per settimana mantengono inalterate le loro abitudini e si meravigliano del fatto che non cambia nulla.

Nel mio quotidiano questo lo osservo principalmente nella perdita di peso. Si vuole dimagrire, ma si vuole farlo mangiando. Questo non è possibile. Forse ai golosi sembrerà ingiusto, ma è un fatto di fisica e chimica: noi mangiamo (o dovremmo mangiare) per sopperire ad una nostra necessità energetica. Punto e basta. Così fanno tutte le specie viventi. In natura non esistono animali in sovrappeso, a parte alcuni animali domestici che prendono le cattive abitudini degli umani e non fanno neanche abbastanza movimento, ma questa è un’altra questione.

La fregatura, per noi umani, è che l’atto del mangiare è sempre accompagnato ad emozioni. SEMPRE. Quando viene imposta una restrizione dietetica siamo frustrati. SEMPRE. In realtà non è il cibo il problema, ma tutte le emozioni che attraverso il cibo vengono vissute. Se si hanno 3 o 30 kg da perdere la questione è la stessa. Il pensiero del cibo una costante. L’idea che non ci si sente liberi di fare come ci pare è martellante.

Spesso il mangiare è l’unico atto di libertà di alcune persone. E’ il caso di molti pazienti che mangiano di notte perché tutti dormono e non sono controllati. Persone che tutto il giorno si sentono dire COSA o DEVONO fare. Persone che si sentono in dovere/obbligo a rispettare regole o vivere situazioni dalle quali non riescono a prendere le distanze, perché è la cosa giusta. Dicono a se stesse che non possono uscirne che sono obbligate. Molte volte ci si mettono da sole perché per assurdo è più sicuro.

Ho avuto pazienti che venivano a studio solo per avere l’alibi, davanti al coniuge o ad un familiare, per dire che avevano provato tutto, ma in realtà non volevano cambiare. Non volevano perdere la loro presunta libertà e rimanevano in situazioni invivibili poiché le uniche conosciute. Troppo disagio cambiare. Se non si è all’altezza? Se è difficile? Faticoso? Doloroso? Meglio rimanere nel pantano e piangersi addosso più che prendere in mano la propria vita e rischiare.

Così si va in ansia e si mangia. Sempre di più. Più una situazione diventa stretta e più di mangia. Più si mangia e più si ha l’illusione di fare finalmente qualcosa per se stessi. Ma è una illusione appunto. Anzi una presa in giro. Terribile e perpetuata all’infinito. Non basta essere diventati obesi, diabetici, ipertesi e che all’amico del cuore hanno tagliato un piede per il diabete. E’ quasi come se la cosa non vi riguardasse. Fosse un problema altrui. Questa è la grande fregatura. Mangiare con il proprio corpo e viverlo come se fosse di un altro. Un modo veloce per alleggerire il problema. Ma poi ci si guarda allo specchio e siete sempre lì con i vostri kg di troppo, a non piacervi, a non apprezzarvi. Il pensiero che arriva in vostro aiuto è il seguente. Non valgo niente, tanto vale mangiare almeno sono soddisfatto. Soddisfatto di che? Quando smetterai di dirti bugie ed avrai il coraggio di vedere la realtà? Sei una persona debole? Forse. Hai fatto scelte sbagliate nella vita? Probabile. Ma nel momento in cui ti guardi osservati davvero. Esisti ed hai il dovere di volerti bene, prenderti cura di te. Meriti di volerti bene anche se hai 50 kg in più. Se accetti le tue debolezze, mancanze, se capisci che nessuno è perfetto. Puoi migliorare. Se ti vuoi bene puoi perdere peso. SOLO se ti vuoi davvero bene una rinuncia non sarà frustrazione.

Pensa a cosa si fa per un figlio. Urla nel cuore della notte. Alzarsi è faticoso, specie se la mattina dopo devi lavorare, ma lo fai e culli, calmi o allatti quel bambino finchè non sta bene e si riaddormenta.

E’ un atto d’amore che va oltre la fatica e la frustrazione. Andrai al lavoro con gli occhi cerchiati o che puzzerai di latte. E’ il prezzo di quell’amore. La contropartita è che stai crescendo una persona sicura e serena a cui è stato dato amore e cura. Devi fare lo stesso con te anche se è faticoso, difficile e comporta fare scelte. Non è necessario fare tutto in una volta. Crea degli step fattibili per te.

La mia resilienza in un corpo morbido

Ho conosciuto Marianna Lo Preiato qualche anno fa. E’ una donna speciale. La sua storia “da morbida” è stata raccontata in un libro che vi segnalo, perchè molto vero, sincero. 140 pagine dedicate a tutte le donne in sovrappeso che non sanno amarsi ed aiutarle a volersi bene anche se imperfette.

Marianna Lo Preiato

La mia resilienza in un corpo morbido è stato curato da Marzia di Sessa e contiene la prefazione di Maria Teresa Ruta. Pubblicato dalla Giraldi editore nel 2019 è acquistabile anche on line.

il libro
Descrizione

Sono molti i dolori che possono lasciare impronte indelebili sulle persone, a maggior ragione se questi dolori vengono sperimentati in giovanissima età. Ognuno di noi, a modo suo, ha vissuto sulla propria pelle almeno una volta nella vita un dolore tanto forte da far mancare il fiato. I più fortunati possono raccontare di aver ricominciato a respirare non solo grazie a una propria propulsione interna ma anche grazie all’aiuto di una persona che gli è stata a fianco e che l’ha accettato nella sua totalità, difetti compresi. In queste circostanze chi sta vicino può essere una madre, un padre, una moglie, un marito o gli amici… Ma cosa accade quando sei costretto a vivere oltre alle quotidiane avversità della vita anche il rifiuto di una madre, di un marito o degli amici? Si potrà mai arrivare ad accettare se stessi nonostante il mondo intero – in primis tua madre – ti abbia rifiutato? Si può accettare il proprio corpo morbido, non conforme agli standard di bellezza che la società richiede e continuare disperatamente a voler essere felice nonostante tutto e tutti? Marzia Di Sessa racconta romanzando la storia vera di Marianna Lo Preiato, oggi donna di grande successo, moglie felice e madre realizzata, che ha fatto del suo corpo morbido, da sempre discriminato, un orgoglio, fondando l’associazione Curvy Pride, di cui ancora oggi Marianna è presidente. Grazie a questa associazione Marianna, che ha subito il rifiuto costante e perpetuato nel tempo da parte della madre, degli amici e a tratti persino del marito, accoglie tutte quelle persone che non si sentono accettate per il proprio corpo. In questo libro, Marzia Di Sessa, in un continuo confronto fra presente e passato, racconta in prima persona una storia fatta di resilienza, di traumi vissuti, affrontati e infine superati. È la storia vera di come questa straordinaria donna sia riuscita non solo a sopravvivere a ciò che ha dovuto affrontare ma sia addirittura arrivata a riconquistare la propria dignità di donna e di persona e di come sia diventata collante tra culture completamente differenti come Napoli e Bologna. Marianna, senza mai voler salire in cattedra e senza mai additare nessuno, mette a nudo la propria anima semplicemente analizzando i dolori in profondità fino a riuscire a mettere una certa distanza tra lei e il suo passato, che però mai ha rinnegato, come mai rinnegherà il suo amore per la pizza e come dice sempre lei “E magnatella ‘na pizz!”.