Mindfulness: la consapevolezza che fa bene alla salute

Abbiamo sempre la mente intasata di pensieri ed il corpo che corre da una parte all’altra. Spesso queste due entità vivono ognuna di vita propria. Non ascoltiamo i messaggi della nostra mente e le richieste del nostro corpo. Spesso ci nutriamo quando non abbiamo fame, perchè è ora di pranzo, e magari abbiamo fatto colazione da 1h, o mangiamo quando siamo stanchi invece di riposarci. Tendiamo a sovraccaricarci di impegni per sentire di valere qualcosa, ma trascuriamo la salute perché non abbiamo tempo!

Follia dei nostri giorni e del nostro vivere! Mai come oggi abbiamo bisogno di fermarci, respirare e vivere. Vivere in una dimensione presente e non sempre programmata ad una rincorsa al futuro pensando che sarà migliore. Se non ci fermiamo non lo sarà, perché quando lo avremo raggiunto non ce ne saremo resi conto ed avremo già programmato altri obiettivi. L’insoddisfazione, le preoccupazioni spesso inutili non ci fanno vivere il presente.

Dovremmo imparare ad ascoltarci a capire cosa sta accadendo proprio ora nel nostro corpo ed alla nostra mente. Dobbiamo tendere l’orecchio alle nostre emozioni non soffocandole con cibo (spesso spazzatura) o aumentando i nostri impegni. Ci vuole coraggio ad ascoltarsi, accettarsi e volersi bene. Semplicemente. Uno sguardo non giudicante aiuta ad apprezzarsi per quello che si è e migliorarsi in modo positivo e soddisfacente, non come sfida annientante. Impariamo a fermarci qualche secondo ogni giorno. Una volta al giorno, poi due, tre. Un piccolo allenamento quotidiano che ci fa ritrovare noi stessi. Un modo per riportarci al presente per riappropriarci della nostra vita e comprendere davvero cosa accade dentro e fuori di noi.

Sono tanti i benefici di una pratica mindful dalla diminuzione del dolore, allo stress e alla depressione. Migliora la memoria, la creatività e la soluzione di problemi. La pratica deve essere quotidiana per avere benefici e per raggiungere un vero stato di benessere e va ad influire in tutte le esperienze della nostra vita. Iniziamo con qualcosa di semplice:

Mettersi seduti su una sedia, mantenere le gambe leggermente divaricate per avere un buon appoggio. Braccia e spalle rilassate, mani poggiate sulle ginocchia. Prendete un bel respiro ed espirando buttate via tutte le tensioni dalle spalle. Possono servire più respiri. Poi ricominciate a respirare liberamente e concentratevi solo sul vostro respiro. La mente tenderà a girovagare. E’ normale. Riportatela di nuovo sul respiro. Fatelo ancora ed ancora. Raggiungete uno stato di quiete e riaprite gli occhi. Ora non ripartite a mille e godetevi l’attimo. Questo stacco vi permetterà di vedere le cose da un’altra prospettiva.

Tema del mese di marzo: “vivere nel qui ed ora”

Marzo e mi viene in mente primavera e rinascita. Allora perché non iniziare a pensare in modo nuovo più consapevole e soddisfacente? Cercando di vivere il momento presente evitando l’ansia delle anticipazioni del futuro e senza rimanere ancorati ai pensieri del passato? Di derivazione latina “Hic et nunc” riprende il principio del Carpe Diem di Orazio nel concetto del vivere qui ed ora.

L’idea è quella di introdurvi al concetto di Mindfulness che significa semplicemente consapevolezza (Mindful consapevole): si tratta di uno stato mentale ovvero una modalità dell’essere che permette di vivere nel presente in modo più consapevole. Naturalmente è uno stato concettuale che cercherò di presentarvi, ma che solo provandolo si potrà comprendere: perché le parole sono importanti, ma il vissuto fa la vera differenza!

Cerchiamo di rinnovarci con un nuovo modo di porci di fronte alla vita. Durante il mese affronteremo il tema attraverso articoli, la storia con morale, la segnalazione di alcune letture con lo scopo di avere uno spazio di riflessione sull’argomento.

Vi anticipo che dal mese di aprile inizierò a proporre, oltre al programma del Metodo Integrato (finalizzato alla perdita di peso), anche quello di Mindful Eating per imparare a mangiare in modo consapevole. Il mio ruolo sarà quello di facilitatore per aiutare le persone ad aiutarsi ovvero facilitare il processo di cambiamento senza forzarlo o anticiparlo!

Prendersi cura di sé: Mens sana

Abbiamo appurato che prendersi cura di sé è necessario e quindi dalla teoria passiamo ai fatti. Già è difficile farlo in condizioni normali (la normalità è intesa in modo molto diverso da ognuno di noi!) figuriamoci nei momenti in cui siamo stressati per lavoro, per malattia per problematiche familiari o economiche, eppure proprio in quelle ed altre situazioni è il momento più importante per dedicare a noi del tempo. “Perdere tempo per noi” è il miglior investimento! Se stiamo bene la nostra testa lavora meglio ed il corpo risponde in modo adeguato.

Un corpo trattato bene è importante e lo abbiamo detto in più occasioni e non ne mancheranno per ricordarlo, ma dare attenzione ai nostri pensieri ed emozioni lo è ancora di più!

Per i più religiosi la preghiera risulta un momento di raccoglimento e confronto, ma si può provare con la meditazione, gli esercizi di respirazione e di rilassamento. Non storcete il naso fino a quando non avrete davvero provato. Non siate prevenuti e non emettete giudizi prima di essere venuti a contatto con una qualche forma di meditazione. Provate con fiducia lo yoga, ce ne sono di tante forme, la meditazione e le numerose tecniche di rilassamento muscolare attraverso la respirazione:  ce ne sarà sicuramente una che sarà nelle vostre corde!

Importanti sono anche le persone che vi circondano. Sono persone positive o sono succhiatori di energia? Persone negative e giudicanti? Imparate a scegliere le compagnie, e se non potete liberarvene imparate a limitare la loro influenza su di voi!

Imparate a lavorare nei tempi previsti! Non portate il lavoro a casa e se state facendo smartworking spegnete il pc all’orario definito. Liberate la testa smettendo di leggere email a qualsiasi ora. Concedetevi dei momenti di relax come uno spuntino o una pausa caffè. Andate a respirare un po’ d’aria fresca e fate una passeggiata al termine del lavoro in modo da essere più sereni e disponibili quando rientrerete in casa e potete dedicarvi al partner e alla famiglia. Naturalmente le lamentele sono bandite! Non risolvono i problemi ed aumentano il carico emotivo!

Organizzate le serate non solo nel fine settimana, rendetele piacevoli magari cucinando insieme al partener o ai figli oppure organizzate una serata di gioco in famiglia o con gli amici. Niente di difficile o impegnativo, ma un modo semplice per curare gli affetti ed evitare di utilizzare il tempo esclusivamente davanti alla tv, spesso senza dirsi una parola.

Infine la cosa più importante: imparate a dire di no! Dire sempre sì alle cose che non interessano, disturbano o spesso contrariano significa sempre fare qualcosa di malavoglia e se pensiamo che basti dire sì ad un altro per accontentarlo avete sbagliato di brutto: nella migliore delle ipotesi finirà con una litigata e sarebbe bello non doversi dire: perché mai l’ho fatto? Perché non ho detto di no?

Cos’è la Cooking Therapy  di Barbara Volpi

“L’atto del cucinare è strettamente connesso alla cura, al prendersi cura di sé stessi e dell’altro a partire dal gesto primario dell’allattamento tra madre e bambino che è il primo canale di comunicazione e di conoscenza con il mondo degli affetti. Abbiamo conosciuto così il cibo, come trasmissione di affetti, di cura e di amore per l’altro e su questo principio cardine viene strutturato il percorso di terapia in cucina…”dice la dottoressa Barbara Volpi nel suo libro:

Cos’è la Cooking Therapy  di Barbara Volpi Carocci editore

La Cooking Therapy infatti è un percorso di consapevolezza verso l’appropriazione del gesto del cucinare in cui partendo dalla spesa, dall’allestire la cucina in una sorta di laboratorio terapeutico, si attivano le leve mentali di una riflessione interiore, che nel “fare con le mani”, tagliando le verdure, seguendo il sugo che sobbolle in pentola ci si connette con le nostre dimensioni interiori più profonde e dal cucinare si arriva ad altro: ricordi, momenti vissuti, ma anche un nuovo modo di procedere nella vita dando senso e profondità agli atti più semplici ma anche quelli più autentici e profondamente sedimentati nella nostra memoria implicita.

Ne ho parlato su:

Storia con morale (Febbraio 2022)

Nell’ottica dell’importanza di prendersi cura di se stessi, intesa come capacità di volersi bene, questo il racconto con morale di questo mese. Sembra che questa storia sia stata tramandata dai seguaci di Buddha dopo averla ascoltata dalla sua stessa voce!

Un tempo lontano due acrobati, un insegnante ed una apprendista, si esibivano ogni giorno per strada per guadagnarsi da vivere. Il primo era un povero vedovo e Medakathalika l’ apprendista, una ragazzina molto saggia.

Le loro esibizioni comportavano spesso dei rischi,perché l’insegnante doveva tenere in equilibrio sulla propria testa un alto palo di bambù mentre Medakathalika vi si arrampicava sopra.

Per evitare cadute e lesioni durante la performance, i due acrobati dovevano fare molta attenzione e un giorno l’insegnante, credendo di aiutare la studentessa, le consigliò di guardarlo mentre lui avrebbe fatto lo stesso con lei, in modo da aiutarsi a vicenda per mantenere la concentrazione e l’equilibrio, e guadagnare così abbastanza denaro per mangiare.

Ma la piccola Medakathalika gli rispose che era meglio che ognuno di loro guardasse se stesso SENZA DIPENDERE dall’altro perché prendersi cura di sé significa ANCHE prendersi cura di entrambi. In questo modo avrebbero sicuramente evitato incidenti e ottenuto abbastanza soldi per mangiare.

Fonte web

Prendersi cura di Sé

Eccoci al primo appuntamento del mese dedicato a questo importante argomento. Abbiamo bisogno ogni giorno di piccole attenzioni, di sentirci importanti, accettati ed amati. Una persona su tutte conosce i nostri limiti, capacità e bisogni e siamo noi stessi.

Sarebbe bello essere sempre forti e capaci? Certo, ma non è qualcosa che arriva dal nulla. La prima regola è volersi bene…intendo sul serio. E’ ciò che chiamo da sempre il sano egoismo: la capacità di mettersi al centro. Di cosa? Dei propri desideri, aspirazioni e bisogni.

Ci aspettiamo sempre che siano i famigliari, i colleghi, gli amici a cambiare la nostra vita ed invece no: solo noi possiamo farlo.

Pazienza e buona volontà sono le doti che servono per dimostrarci ogni giorno che “valiamo la pena” ricordandocelo con piccoli o grandi gesti. Sicuramente queste doti le mettiamo a disposizione degli altri (figli, famiglia ecc.), ma è verso di noi che fa la differenza.

In effetti più stiamo bene con noi stessi e abbiamo con gli altri più energia, pazienza ed ottimismo. Facendolo ogni giorno conquisteremo la libertà mentale, la leggerezza dal giudizio e la soddisfazione personale.

Dalla cura del nostro abbigliamento, alla scelta dei cibi che dobbiamo mangiare, ai dettagli della nostra casa. Sono infiniti gli ambiti in cui possiamo vivere al meglio. Circondarsi di cose belle (che non vuol dire per forza costose!) è un modo semplice per prendersi cura di Sé. Può bastare una pianta su un davanzale, degli aromi vaporizzati in casa, un maglione di lana morbida i cui avvolgersi, passare del tempo con le amiche o fare yoga.

Tutti o nessuno di questi. La lista è la vostra, solo voi sapete cosa vi fa stare bene!

La strada per la realizzazione personale

Secondo Maslow realizzare se stessi significa soddisfare i propri bisogni: da quelli primari come nutrirsi o dormire a quelli più elevati come la sicurezza o la protezione. Una volta che abbiamo soddisfatto i bisogni basilari emergono quelli più elevati nella scala sino a raggiungere il “piano” della realizzazione personale. Secondo questo autore tendiamo per tutta la vita ad auto realizzarci  migliorando le nostre capacità.

piramide dei bisogni di Maslow*

Comprendere chi si è, accettarsi fanno parte di questo cammino, perché altrimenti si passa una intera vita a soddisfare i bisogni basici senza mai “elevarsi”. Il rischio è di perdere le proprie capacità o talenti e questo porta a malattia dovuta ad insoddisfazione. Il primo passo è credere che la realizzazione sia possibile e conseguentemente è necessario coltivare i propri talenti nella quotidianità.

Bisogna imparare ad osservarsi senza giudizio. Riuscire a fermarsi di fronte ad un errore imparando dall’esperienza. Naturalmente il percorso non è uguale per tutti così come il modo di considerare la realizzazione personale. Per una donna dedicare la vita ai figli ed alla casa può sembrare appagante per un’altra è vissuta come una situazione limitante o insoddisfacente (tanto per fare un esempio).

C’è anche da segnalare che i bisogni cambiano molto nel corso della vita. Quello che ci sembrava “vitale” in età giovanile è meno interessante in età adulta. Quello che limita molto la realizzazione personale è la paura del cambiamento. Per molti intraprendere una strada nuova, anche se può rappresentare un grande vantaggio è ritenuto pericoloso e si tende ad accontentarsi.

libertà di pensiero ed impegno caratterizzano la realizzazione personale

La zona di confort prevale sull’idea del sacrificio e della rinuncia in molti casi! In cerca del piacere immediato si rischia di passare i modalità basica tutta la vita arrivando al punto di guardarsi indietro e non aver mai realizzato i propri desideri o aspirazioni. Dal leggere un libro all’aver perso peso, se non si è riusciti nell’intento perché non ci si è dedicati abbastanza, fa sentire vuoti e sesso inutili.

Qualsiasi sia la vostra età il segreto è conoscere se stessi (essere) e poi muoversi (fare).

Attenzione alle differenze tra sviluppo personale e realizzazione personale: nel primo caso si rischia di adattarsi a ciò che l’ambiente ci richiese cedendo al conformismo,  nel secondo è una scelta di libertà in cui si rifiutano i compromessi e la propria realtà viene modificata proprio dai vostri comportamenti, scelte ed azioni.

La cosa importante è che l’aspetto legato alla libertà influirà in tutti i settori della nostra vita, da quella familiare a quella lavorativa ecc.

La persona realizzata attira le altre persone e porta a legami affettivi soddisfacenti. In campo lavorativo trova la strada giusta in cui misurarsi ogni giorno. La persona realizzata si ammala di meno, perché lo stato di benessere influenza il sistema immunitario in modo positivo.

*LA PIRAMIDE DEI BISOGNI DI A. MASLOW

Nel 1954 lo psicologo Abraham Maslow propose un modello motivazionale dello sviluppo umano basato su una gerarchia di bisogni, disposti a piramide, in base alla quale la soddisfazione dei bisogni più elementari è condizione necessaria per fare emergere quelli di ordine superiore.

I bisogni fondamentali, una volta soddisfatti, tendono a non ripresentarsi, mentre i bisogni sociali e relazionali rinascono con nuovi e più ambiziosi obiettivi da raggiungere. Ne consegue che l’insoddisfazione, sia sul lavoro, sia nella vita pubblica e privata, è un fenomeno molto diffuso che può trovare una sua causa nella mancata realizzazione delle proprie potenzialità. Per Maslow, infatti, l’autorealizzazione richiede una serie di caratteristiche di personalità, competenze sociali e capacità tecniche.

Alla base della piramide ci sono i bisogni essenziali alla sopravvivenza, mentre salendo verso il vertice si incontrano i bisogni più immateriali.

Definizione da: https://www.psicologiadellavoro.org/la-piramide-dei-bisogni-di-maslow/

Realizzazione personale: il segreto è fare ciò che ami!

Non tutti hanno la fortuna di fare il lavoro della loro vita, alcuni non riescono a vivere al meglio le proprie giornate. Spesso non si ha avuto il coraggio di seguire le proprie passioni. A volte ci hanno fatto credere che non ne saremmo stati capaci o che non fosse roba per noi. Eppure il segreto della realizzazione personale, ciò che ci permette di superare i nostri limiti e non ci fa sentire il peso di un impegno, è proprio fare ciò che si ama di più. Certo ci vuole coraggio. Accettare il rischio di non riuscire è già di per sé una vittoria rispetto a chi si ferma al primo ostacolo invece di cambiare strategia o non ci prova affatto!

Realizzare se stessi è un cammino impegnativo e può durare una vita intera. Gli ostacoli da superare sono molti. Uno di questi è la pigrizia. Tante persone vorrebbero dimagrire, laurearsi, imparare a cucinare o avere un fisico scultoreo, ma non sono disposti a fare sacrifici. Vi svelo un segreto: non si ottiene nulla lamentandosi sdraiati sul divano con un bicchiere di Nutella in mano!

Quindi fare ciò che piace non vuole dire una vita spesa nella nullafacenza, ma realizzare le proprie aspirazioni o dare possibilità alle nostre capacità.

Per qualcuno è anche difficile capire cosa è più congeniale a se stesso. Non si può programmare tutta la propria vita nei particolari anche perché ciò che pensiamo e crediamo a 15 anni è spesso molto diverso da quello che pensiamo e crediamo a 30, figuriamoci a 50!

Quando pensiamo alla realizzazione di noi stessi la correlazione con la produttività è immediata, perché ci dà la misura del nostro impegno. Se ci siamo impegnati nello studio è molto probabilmente che avremo un bel voto all’esame, se abbiamo fatto bene la dieta vedremo spostare l‘ago della bilancia, se avremo sudato in palestra la possibilità di avere la fantomatica “tartaruga” è più fattibile. A patto che lo stiamo facendo con amore. Ognuna di queste ed altre cose, per darci risultati apprezzabili e non venirne sopraffatti, vanno fatte con il cuore. Se ambiamo ad un certo risultato la fatica viene meno se lo facciamo con entusiasmo.

La determinazione non viene dal sacrificio, ma dalla passione! Il sacrificio è inutile se non fatto con il cuore: perde il suo valore!

Aristotele parlava di BEN VIVERE come capacità di mantenersi, autosostenersi ed essere autonomi. La soddisfazione e realizzazione personali derivano quindi dalle nostre capacità a raggiungere gli obiettivi con la gioia di farlo!

Anthony Robbins: Come ottenere il meglio da sé e dagli altri/ Il manuale del successo nella vita e nel lavoro

Se hai mai sognato una vita migliore, Come ottenere il meglio da sé e dagli altri è il libro che hai sempre cercato: ti mostrerà finalmente in che modo raggiungere la qualità della vita che desideri e che meriti. Anthony Robbins ha dimostrato a milioni di persone nel mondo, attraverso libri, video e seminari che il controllo del potere della mente ci consente di fare, possedere, guadagnare e creare qualsiasi cosa vogliamo.

Come ottenere il meglio da sé e dagli altri è molto più che un semplice libro di self help: è un rivoluzionario libro di fitness della mente. Ti insegnerà passo a passo a dare il massimo nella vita e a liberare un “potere senza limiti”: quello che ti consentirà di ottenere la libertà emotiva ed economica, migliorando le tue doti di leadership, la tua fiducia in te stesso ma anche la capacità di stabilire rapporti collaborativi con gli altri.

Anthony Robbins* editore Bompiani

*life coach, formatore motivazionale ed esperto di  PNL

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Storia breve con morale (Gennaio 2022)

Un padre disse alla figlia appena laureata con lode:

“questa auto l’ho comprata qualche anno fa, è un po’ vecchia, ma prima che te la dia vai a vedere al rivenditore di auto usate e chiedi quanto ti offrono”

La figlia va dal rivenditore di auto usate e riferisce al padre:

“mi hanno offerto 1000 euro perché sembra parecchio logora” allora il padre dice alla figlia:

“Prova a portarla al banco dei pegni e vedi cosa ti offrono”

La figlia va e riferisce al padre:

“mi hanno offerto solo 100 euro perché è solo una vecchia auto”

Infine il padre manda la figlia in un club automobilistico a mostrare l’auto. La figlia fa come indicato dal padre e al ritorno con sorpresa riferisce:

“Alcune persone del club mi hanno offerto 100000 euro. Perché è una macchina iconica ricercatissima da molti collezionisti!”

Allora il padre disse:

“Il posto giusto ti valorizza nel posto giusto. Se non sei valutata, non prendertela, significa solo che sei nel posto sbagliato. Chi conosce il tuo valore sa apprezzarti.

Cosa abbiamo imparato? Che non si deve stare in posti dove nessuno vede il tuo valore!