PEAK STATE  (STATO DI PICCO)

Quel particolare stato d’animo in cui si è fermamente ed euforicamente determinati ad agire al fine di raggiungere i propri obiettivi, a discapito delle proprie paure, quali che esse siano, e comunque in generale si approccia ogni situazione con mentalità prolifica.(Fonte Web)

Sembra davvero fantastico, ma quante volte ci sentiamo così? Esiste un modo per vivere sempre al meglio?

La situazione in cui ci troviamo oggi e come agiamo è determinata da come ci sentiamo ovvero dalle emozioni che proviamo. Se abbiamo una visione negativa della vita, se tendiamo a vedere sempre tutto nero agiremo sempre in modo negativo e vivremo giornate sempre più nere. Se cerchiamo di aprirci al mondo guardando in modo positivo oltre l’orizzonte (oltre alle eventuali difficoltà del momento!) il cambiamento potrebbe essere immenso.

Le emozioni hanno la capacità di controllare la nostra vita: quello che viviamo, facciamo e diciamo. La vita non è mai facile, ma lo diventa se impariamo a metterci sulla giusta corsia. Naturalmente per agire in modo positivo bisogna mettersi in uno stato d’animo positivo.

Come può essere possibile un cambio di rotta? Agendo su tre aspetti: quello fisiologico, la comunicazione e la concentrazione.

La nostra mente ed il corpo sono interconnessi. Non dobbiamo pensarli come due unità separate e sconnesse. La nostra mente influenza lo stato del corpo e le sensazioni del nostro corpo influenzano le nostre sensazioni e di conseguenza le nostre azioni. Se ci alziamo dal letto “acciaccati” probabilmente inizieremo a lamentarci e saremo nervosi per tutta la giornata e questo condizionerà inevitabilmente la nostra giornata. Verifichiamo se il materasso è adatto alla nostra schiena, se abbiamo mangiato poco o male la sera prima di andare a dormire, se avevamo pensieri su ciò che era successo durante la giornata o per quello che doveva accadere il giorno dopo e cercate di rimediare. Nell’ordine: comprando un materasso migliore, mangiando le giuste quantità e qualità di alimenti la sera prima e magari prendendo una piccola quantità di melatonina per migliorare la qualità del sonno.

Quello che farà davvero la differenza sarà come affronterete proprio i primi minuti della giornata: se iniziate con un bel respiro ed un po’ di stretching (ci sono tantissimi video gratuiti on line!) già la giornata prenderà un andazzo diverso. Migliori sensazioni muscolari, maggiore ossigenazione ovvero pensieri più leggeri e positivi.

Un altro aspetto da tenere sotto controllo è sicuramente l’attenzione su ciò che facciamo. Quante volte mentre state facendo una cosa la interrompete, ne cominciate un’altra o fate controvoglia qualcosa che rimane a metà ed a fine giornata avete la sensazione di non aver concluso nulla?

Mettersi i giusti obiettivi e calcolare i giusti tempi tra impegno e recupero è fondamentale. Cercate di finire un compito prima di cominciarne un altro, tenete duro fino alla fine e poi prendetevi una ricompensa. Una pausa per il caffè, per una passeggiata. Se l’impegno fisico o mentale è elevato dividete il lavoro a metà e non andate per forza oltre le vostre possibilità. Potreste fare errori che vi farebbero perdere tempo e darvi la sensazione di non saper far nulla. Quindi programmare una serie di azioni con le relative priorità vi aiuterà a mantenervi concentrati ed avere ottime performance nel lavoro e nella vostra vita privata.

Non si può programmare ogni cosa della propria vita, ma avere una programmazione settimanale, giornaliera e delle prossime ore a venire permette di usare il tempo nel migliore dei modi con relativa soddisfazione e sensazioni positive.

Ultimo aspetto, ma non per questo meno importante è il linguaggio che avete verso voi stessi e gli altri. Forse non ve ne accorgete, ma durante la giornata parlate tantissimo tra voi e voi e spesso non siete gentili! Vi potete buttare giù dicendo: “ma capitano tutte a me, sono sfortunato ecc.” o auto- sostenervi dicendo: “ok cosa ho sbagliato? come posso farlo al meglio?” Non cambia la situazione, ma influirà sul risultato e sulle energie che metterete per uscire da quella situazione.

Scegliete le giuste parole con voi stessi e con gli altri e questo condizionerà moltissimo le vostre emozioni. Ricordate le parole che hanno effetto su di voi e vi sostengono ed imparate ad utilizzarle più spesso.

Imparate a riconoscere le frasi negative e cambiale. Fate in modo che non possano influenzarvi.

Se sarete riusciti a fare questo e lo farete ogni giorno raggiungerete quello che Anthony Robbins chiama “Peak State”, una sensazione in cui vi sentite pieni di entusiasmo e propositivi. Se imparerete ad ascoltare il vostro corpo, a controllare le vostre parole e sarete organizzati potrete far fronte ad ogni situazione perché sarete in grado di gestire le emozioni a vostro vantaggio e a prendere decisioni che vi porteranno al successo personale e professionale.

Per approfondire: Peak State di Giacomo Bruno /Bruno editore

Realizzazione Personale: di cosa parliamo?

Prima di tutto analizziamo cosa non è la Realizzazione Personale: non è un trofeo da esibire dopo una carriera, qualcosa che si ottiene come ricompensa, un qualcosa di dovuto o che capita da un momento all’altro. Messi i dovuti puntini sulle i cerchiamo di capire invece cosa è: un processo lungo che può durare tutta la vita e non sempre si può dire di averla raggiunta. E’ un fatto personale prima ancora che sociale. E’ riuscire a realizzare le proprie aspirazioni, ovvero ciò che veramente si desidera e rappresenta chi veramente si è.

Già qui incontriamo il primo intoppo: molte persone non sanno cosa desiderano o chi sono: mangiano, vanno al lavoro e programmano le vacanze in un’incessante quotidianità che non li rappresenta, ma di cui sono ignari. Per altri il desiderio di realizzazione è molto forte e prima di trovare la giusta strada spesso devono fare deviazioni o hanno incidenti di percorso.

La realizzazione personale si identifica nel tuo grado di libertà: quanto sei libero nei tuoi pensieri, nelle cose che fai, nelle persone che frequenti? Oppure cose, persone e situazioni limitano la tua libertà personale? Compreso ciò che si è e ciò che si desidera per ottenere un certo grado di soddisfazione personale bisogna liberarsi da pesi che non ci appartengono. Spesso risultato di un certo tipo di educazione o esperienze, i nostri pensieri ed i nostri ideali può capitare che non ci rappresentino ed abbiamo il dovere di identificarli ed allontanarci da tutto ciò che non è buono per noi.

Poter essere “felici” in una vita che ci rappresenta significa essere onesti con se stessi e di conseguenza con gli altri. Possiamo pensare di realizzarci su un piano personale, ma anche spirituale ed infine sociale.

Sperando sia chiaro il concetto spero di aiutarvi nel vostro cammino con i prossimi articoli e curiosità durante il mese di gennaio.

Tema di gennaio: “Realizzazione personale”

Come anticipato in un video sui social, nel 2022 è mia intenzione trattare una tematica che ritengo rilevante ogni mese. Sono consapevole che non sarà possibile esaurire il tema in modo completo, ma cercherò di essere il più esaustiva possibile attraverso articoli, frasi motivazionali, storie con morale, biografie di autori che si sono interessati della tematica ed anche consigliando alcune letture. Naturalmente durante l’anno saranno accolte le richieste di chi sarà interessato ad una tematica in particolare e quindi sono ben accetti i vostri contributi. A tal riguardo vedo questo impegno non unilaterale, ma sarei onorata di reciprocità anche da parte di altri colleghi che vogliano contribuire con il loro apporto, perchè in fondo non si finisce mai d’imparare!

Vorrei cominciare il nuovo anno, ed inaugurare la nostra serie di appuntamenti 2022 affrontando il tema della realizzazione personale, con una bella frase motivazionale di Anton Vanligt :

“Non è egoistico pensare alla realizzazione personale come obiettivo che primeggi su tutti gli altri nella vita. Semplicemente è il risultato ottimale per una perfetta sinergia fra la nostra vita e quella delle persone che amiamo. Un soggetto infelice, triste o non pienamente realizzato sta male da solo e peggio in compagnia. Miriamo dunque con forza alla realizzazione dei nostri sogni, non pensiamo che da chi ci sta intorno dipendano i nostri desideri. Alziamoci, adesso, e cominciamo a correre verso i nostri obiettivi!”

tema del mese: realizzazione personale

Chi è  Anton Vanligt ? Un poeta contemporaneo che scrive dell’importanza del passato e dei nostri vissuti nella formazione del nostro carattere, ma non dimentica l’attenzione al presente ed uno sguardo lungimirante verso il futuro.

Ho trovato questa sua poesia sul web che voglio condividere con voi:

SE COMINCIO A VOLTARMI

“Se comincio a voltarmi, ricordando gli eventi del mio passato
gli amori, gli umori, i rumori, gli odori…
se mi volto m’incanto..
E’ una sensazione meravigliosa, di tenerezza, di protezione.
A volte è angosciante, triste, di smarrimento.
Il passato ha una certezza: è stato.
E quel che è stato non si modifica.
Il passato ha la sua utilità: è servito ad essere me stesso oggi.
Il passato però dev’essere qualcosa che segue la mia opposta direzione.
Un sentiero alle mie spalle, ben conosciuto dai miei occhi, tanto bene da non aver più bisogno di guardarlo.
Se vivi intensamente il tuo presente, se godi di ogni istante concentrandoti su ciò che è qui ed ora, non avrai bisogno di voltarti indietro, invocando un momento ormai finito, ne’ di maledire ciò che fu un tempo.
Vivere intensamente qui ed ora significa avere la consapevolezza di aver fatto il possibile per andare incontro al futuro con la coscienza pulita, sapendo che nel bene e nel male, negli alti e bassi di questa vita, nel viverla sei stato te stesso.
Il mondo però è fatto di gente, e l’incrocio delle azioni ci porta su sentieri imprevedibili. Non c’è una mappa per non perdersi, non c’è un manuale che ci distingua ciò che è giusto dall’errore….
La mia bussola è il mio sentire.
Quando mi sento bene con me stesso, sono sicuro che anche al mondo sto portando energia positiva.
Se comincio a voltarmi, ricordando gli eventi del mio passato, m’incanto…. ma perdo un po’ di quello che dovrei invece vivere al massimo adesso: me nel mio presente.”

Anton Vanligt

Storia breve con morale /dicembre

Un giovane domanda al più saggio di tutti gli uomini il segreto della felicità. Il saggio suggerì al giovane di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore.
“Solo ti chiedo un favore” concluse il saggio, consegnandogli un cucchiaino su cui versi due gocce d’olio. “Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza versare l’olio”. Dopo due ore il giovane tornò e il saggio gli chiese: ”Hai visto gli arazzi della mia sala da pranzo? Hai visto i magnifici giardini? Hai notato le belle pergamene?”. Il giovane, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d’olio. “Torna in dietro e guarda le meraviglie del mio mondo” disse il saggio.

Il giovane prese il cucchiaino e di nuovo si mise a passeggiare, ma questa volta osservò tutte le opere d’arte. Notò i giardini, le montagne, i fiori. Tornò dal saggio e riferì particolareggiatamente tutto quello che aveva visto. “Ma dove sono le due gocce d’olio che ti ho affidato?” domandò il saggio. Guardando il cucchiaino il ragazzo si accorse di averle versate. “E bene, questo è l’unico consiglio che ho da darti” concluse il saggio, “Il segreto della felicità consiste
nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza mai dimenticare le due gocce d’olio nel cucchiaino”

Per guardare tutte le meraviglie del mondo senza ma dimenticarti le due gocce d’olio devi imparare a vivere nel “qui e ora”.