Prendersi cura di sé non solo attraverso il cibo

Sono tante le azioni che giornalmente possiamo compiere per dire a noi stessi che ci vogliamo bene. Vediamone alcune:

Parola d’ordine organizzazione: se siamo organizzati e ci imponiamo una routine giornaliera, che lasci spazio anche agli imprevisti, vivremo sicuramente con meno ansia e a fine giornata avremo la meravigliosa sensazione di aver concluso qualcosa! Dalla scrivania, alla cucina alla sala hobby : “un posto per ogni cosa ed ogni cosa al suo posto” deve essere il vostro mantra!

Dedicate del tempo alla cura del corpo: un bagno rilassante o una beauty routine serale o mattutina (perché no entrambe se ci prendete gusto!) vi fa avvicinare al vostro corpo. E’ importante osservarsi e sentirsi.

Tenete un diario in cui annotare i successi, ma anche gli insuccessi perché possiate apprendere qualcosa anche dagli errori. Vale anche per tenere sotto controllo l’alimentazione in caso di sovrappeso o alimentazione squilibrata.

Attivate le endorfine naturali con un po’ di attività fisica. Un’ora al giorno sarebbe fantastico, ma se non potete non rinunciate: possono bastare anche 10 minuti per avere la sensazione di non esservi messi da parte per via del poco tempo a disposizione, quando potrete dedicare più tempo sarete ancora più soddisfatti. Non sottovalutate attività come lo yoga e la meditazione. Sono fondamentali per le connessioni mente/corpo.

Dedicate tempo e spazio ai pasti. Non mangiate quello che capita. Pianificate un menù settimanale e fate la spesa carta alla mano per non sprecare e avere tutto a disposizione quando arriva l’ora di cucinare. Dedicate del tempo anche all’apparecchiatura della tavola e alla scelta delle stoviglie. E’ un modo per dirvi che valete la pena!

Evitate cibi spazzatura, sapete benissimo che la gola non è una scusa, che ogni volta che li comprate (ancor prima di mangiarli!) vi state facendo del male. Relegateli ad occasioni rare e particolari!

Fate in modo che la musica accompagni alcuni dei vostri momenti. Non lasciate che sia la radio a fare la scelta per voi. Chiedetevi cosa vi piace e fate in modo che sia il piacevole sottofondo anche di momenti noiosi della vostra vita. E se vi viene voglia di ballare: fatelo!

A tale riguardo concluderei con la ricerca di un hobby che vada a compensare delle vostre necessità culturali, manuali o sociali. Che sia un corso di bricolage, il club del libro o una partita a pallone deve essere un momento di svago e vissuto con leggerezza che non vuol dire senza impegno!

a breve questo articolo sarà disponibile anche su Romaoggi.eu

Cos’è la Cooking Therapy  di Barbara Volpi

“L’atto del cucinare è strettamente connesso alla cura, al prendersi cura di sé stessi e dell’altro a partire dal gesto primario dell’allattamento tra madre e bambino che è il primo canale di comunicazione e di conoscenza con il mondo degli affetti. Abbiamo conosciuto così il cibo, come trasmissione di affetti, di cura e di amore per l’altro e su questo principio cardine viene strutturato il percorso di terapia in cucina…”dice la dottoressa Barbara Volpi nel suo libro:

Cos’è la Cooking Therapy  di Barbara Volpi Carocci editore

La Cooking Therapy infatti è un percorso di consapevolezza verso l’appropriazione del gesto del cucinare in cui partendo dalla spesa, dall’allestire la cucina in una sorta di laboratorio terapeutico, si attivano le leve mentali di una riflessione interiore, che nel “fare con le mani”, tagliando le verdure, seguendo il sugo che sobbolle in pentola ci si connette con le nostre dimensioni interiori più profonde e dal cucinare si arriva ad altro: ricordi, momenti vissuti, ma anche un nuovo modo di procedere nella vita dando senso e profondità agli atti più semplici ma anche quelli più autentici e profondamente sedimentati nella nostra memoria implicita.

Ne ho parlato su:

Storia con morale (Febbraio 2022)

Nell’ottica dell’importanza di prendersi cura di se stessi, intesa come capacità di volersi bene, questo il racconto con morale di questo mese. Sembra che questa storia sia stata tramandata dai seguaci di Buddha dopo averla ascoltata dalla sua stessa voce!

Un tempo lontano due acrobati, un insegnante ed una apprendista, si esibivano ogni giorno per strada per guadagnarsi da vivere. Il primo era un povero vedovo e Medakathalika l’ apprendista, una ragazzina molto saggia.

Le loro esibizioni comportavano spesso dei rischi,perché l’insegnante doveva tenere in equilibrio sulla propria testa un alto palo di bambù mentre Medakathalika vi si arrampicava sopra.

Per evitare cadute e lesioni durante la performance, i due acrobati dovevano fare molta attenzione e un giorno l’insegnante, credendo di aiutare la studentessa, le consigliò di guardarlo mentre lui avrebbe fatto lo stesso con lei, in modo da aiutarsi a vicenda per mantenere la concentrazione e l’equilibrio, e guadagnare così abbastanza denaro per mangiare.

Ma la piccola Medakathalika gli rispose che era meglio che ognuno di loro guardasse se stesso SENZA DIPENDERE dall’altro perché prendersi cura di sé significa ANCHE prendersi cura di entrambi. In questo modo avrebbero sicuramente evitato incidenti e ottenuto abbastanza soldi per mangiare.

Fonte web

Dal sito del mio editore

Rubrica settimanale dedicata alle pubblicazioni di Campi di Carta, campi spaziosi e “coltivati” con i più svariati “semi” culturali. 📖

Questa settimana il suggerimento verte su di un libro particolare, sul giusto approccio per tornare a vivere bene: “Dimagrire: una scelta consapevole. Il metodo integrato della dott.ssa Scanu” di Emanuela Scanu Psicologa.

Nella collana Campi Aperti, dedicata alla saggistica, Campi di carta annovera questo interessante libro della dottoressa Scanu.

il mio libro a primavera…è ancora più prezioso!

No, non è un banale ricettario sulle diete nel quale trovare una qualche formula miracolosa e immediata. È un percorso, un metodo che integra le varie parti di una persona, le valorizza, le analizza e le fa evolvere. Per dimagrire non è semplicisticamente sufficiente privarsi del cibo, ciò sarebbe sbagliato. È necessario guardarsi dentro e percorrere l’insidiosa strada dello scommettere su se stessi.

La Scanu articola un lavoro molto esaustivo lungo tutti i capitoli e le utili schede in appendice e, innanzitutto, parte dalla sua lunga esperienza di psicologa.

Sebbene io ritenessi di essere sfuggita da molti anni dalle negative maglie di pensieri che non fanno rimanere in forma e salute, ho scoperto che invece talvolta ci sono ricaduta. Quindi su le maniche e si fa pulizia emotiva e fisica, primo passo per avere le idee chiare e ricominciare ad adottare un sano stile di vita, fuori ma soprattutto dentro.

Semplice nell’esposizione, chiaro ed accurato. Consiglio questa pubblicazione.

Prendersi cura di Sé

Eccoci al primo appuntamento del mese dedicato a questo importante argomento. Abbiamo bisogno ogni giorno di piccole attenzioni, di sentirci importanti, accettati ed amati. Una persona su tutte conosce i nostri limiti, capacità e bisogni e siamo noi stessi.

Sarebbe bello essere sempre forti e capaci? Certo, ma non è qualcosa che arriva dal nulla. La prima regola è volersi bene…intendo sul serio. E’ ciò che chiamo da sempre il sano egoismo: la capacità di mettersi al centro. Di cosa? Dei propri desideri, aspirazioni e bisogni.

Ci aspettiamo sempre che siano i famigliari, i colleghi, gli amici a cambiare la nostra vita ed invece no: solo noi possiamo farlo.

Pazienza e buona volontà sono le doti che servono per dimostrarci ogni giorno che “valiamo la pena” ricordandocelo con piccoli o grandi gesti. Sicuramente queste doti le mettiamo a disposizione degli altri (figli, famiglia ecc.), ma è verso di noi che fa la differenza.

In effetti più stiamo bene con noi stessi e abbiamo con gli altri più energia, pazienza ed ottimismo. Facendolo ogni giorno conquisteremo la libertà mentale, la leggerezza dal giudizio e la soddisfazione personale.

Dalla cura del nostro abbigliamento, alla scelta dei cibi che dobbiamo mangiare, ai dettagli della nostra casa. Sono infiniti gli ambiti in cui possiamo vivere al meglio. Circondarsi di cose belle (che non vuol dire per forza costose!) è un modo semplice per prendersi cura di Sé. Può bastare una pianta su un davanzale, degli aromi vaporizzati in casa, un maglione di lana morbida i cui avvolgersi, passare del tempo con le amiche o fare yoga.

Tutti o nessuno di questi. La lista è la vostra, solo voi sapete cosa vi fa stare bene!

La strada per la realizzazione personale

Secondo Maslow realizzare se stessi significa soddisfare i propri bisogni: da quelli primari come nutrirsi o dormire a quelli più elevati come la sicurezza o la protezione. Una volta che abbiamo soddisfatto i bisogni basilari emergono quelli più elevati nella scala sino a raggiungere il “piano” della realizzazione personale. Secondo questo autore tendiamo per tutta la vita ad auto realizzarci  migliorando le nostre capacità.

piramide dei bisogni di Maslow*

Comprendere chi si è, accettarsi fanno parte di questo cammino, perché altrimenti si passa una intera vita a soddisfare i bisogni basici senza mai “elevarsi”. Il rischio è di perdere le proprie capacità o talenti e questo porta a malattia dovuta ad insoddisfazione. Il primo passo è credere che la realizzazione sia possibile e conseguentemente è necessario coltivare i propri talenti nella quotidianità.

Bisogna imparare ad osservarsi senza giudizio. Riuscire a fermarsi di fronte ad un errore imparando dall’esperienza. Naturalmente il percorso non è uguale per tutti così come il modo di considerare la realizzazione personale. Per una donna dedicare la vita ai figli ed alla casa può sembrare appagante per un’altra è vissuta come una situazione limitante o insoddisfacente (tanto per fare un esempio).

C’è anche da segnalare che i bisogni cambiano molto nel corso della vita. Quello che ci sembrava “vitale” in età giovanile è meno interessante in età adulta. Quello che limita molto la realizzazione personale è la paura del cambiamento. Per molti intraprendere una strada nuova, anche se può rappresentare un grande vantaggio è ritenuto pericoloso e si tende ad accontentarsi.

libertà di pensiero ed impegno caratterizzano la realizzazione personale

La zona di confort prevale sull’idea del sacrificio e della rinuncia in molti casi! In cerca del piacere immediato si rischia di passare i modalità basica tutta la vita arrivando al punto di guardarsi indietro e non aver mai realizzato i propri desideri o aspirazioni. Dal leggere un libro all’aver perso peso, se non si è riusciti nell’intento perché non ci si è dedicati abbastanza, fa sentire vuoti e sesso inutili.

Qualsiasi sia la vostra età il segreto è conoscere se stessi (essere) e poi muoversi (fare).

Attenzione alle differenze tra sviluppo personale e realizzazione personale: nel primo caso si rischia di adattarsi a ciò che l’ambiente ci richiese cedendo al conformismo,  nel secondo è una scelta di libertà in cui si rifiutano i compromessi e la propria realtà viene modificata proprio dai vostri comportamenti, scelte ed azioni.

La cosa importante è che l’aspetto legato alla libertà influirà in tutti i settori della nostra vita, da quella familiare a quella lavorativa ecc.

La persona realizzata attira le altre persone e porta a legami affettivi soddisfacenti. In campo lavorativo trova la strada giusta in cui misurarsi ogni giorno. La persona realizzata si ammala di meno, perché lo stato di benessere influenza il sistema immunitario in modo positivo.

*LA PIRAMIDE DEI BISOGNI DI A. MASLOW

Nel 1954 lo psicologo Abraham Maslow propose un modello motivazionale dello sviluppo umano basato su una gerarchia di bisogni, disposti a piramide, in base alla quale la soddisfazione dei bisogni più elementari è condizione necessaria per fare emergere quelli di ordine superiore.

I bisogni fondamentali, una volta soddisfatti, tendono a non ripresentarsi, mentre i bisogni sociali e relazionali rinascono con nuovi e più ambiziosi obiettivi da raggiungere. Ne consegue che l’insoddisfazione, sia sul lavoro, sia nella vita pubblica e privata, è un fenomeno molto diffuso che può trovare una sua causa nella mancata realizzazione delle proprie potenzialità. Per Maslow, infatti, l’autorealizzazione richiede una serie di caratteristiche di personalità, competenze sociali e capacità tecniche.

Alla base della piramide ci sono i bisogni essenziali alla sopravvivenza, mentre salendo verso il vertice si incontrano i bisogni più immateriali.

Definizione da: https://www.psicologiadellavoro.org/la-piramide-dei-bisogni-di-maslow/

Realizzazione personale: il segreto è fare ciò che ami!

Non tutti hanno la fortuna di fare il lavoro della loro vita, alcuni non riescono a vivere al meglio le proprie giornate. Spesso non si ha avuto il coraggio di seguire le proprie passioni. A volte ci hanno fatto credere che non ne saremmo stati capaci o che non fosse roba per noi. Eppure il segreto della realizzazione personale, ciò che ci permette di superare i nostri limiti e non ci fa sentire il peso di un impegno, è proprio fare ciò che si ama di più. Certo ci vuole coraggio. Accettare il rischio di non riuscire è già di per sé una vittoria rispetto a chi si ferma al primo ostacolo invece di cambiare strategia o non ci prova affatto!

Realizzare se stessi è un cammino impegnativo e può durare una vita intera. Gli ostacoli da superare sono molti. Uno di questi è la pigrizia. Tante persone vorrebbero dimagrire, laurearsi, imparare a cucinare o avere un fisico scultoreo, ma non sono disposti a fare sacrifici. Vi svelo un segreto: non si ottiene nulla lamentandosi sdraiati sul divano con un bicchiere di Nutella in mano!

Quindi fare ciò che piace non vuole dire una vita spesa nella nullafacenza, ma realizzare le proprie aspirazioni o dare possibilità alle nostre capacità.

Per qualcuno è anche difficile capire cosa è più congeniale a se stesso. Non si può programmare tutta la propria vita nei particolari anche perché ciò che pensiamo e crediamo a 15 anni è spesso molto diverso da quello che pensiamo e crediamo a 30, figuriamoci a 50!

Quando pensiamo alla realizzazione di noi stessi la correlazione con la produttività è immediata, perché ci dà la misura del nostro impegno. Se ci siamo impegnati nello studio è molto probabilmente che avremo un bel voto all’esame, se abbiamo fatto bene la dieta vedremo spostare l‘ago della bilancia, se avremo sudato in palestra la possibilità di avere la fantomatica “tartaruga” è più fattibile. A patto che lo stiamo facendo con amore. Ognuna di queste ed altre cose, per darci risultati apprezzabili e non venirne sopraffatti, vanno fatte con il cuore. Se ambiamo ad un certo risultato la fatica viene meno se lo facciamo con entusiasmo.

La determinazione non viene dal sacrificio, ma dalla passione! Il sacrificio è inutile se non fatto con il cuore: perde il suo valore!

Aristotele parlava di BEN VIVERE come capacità di mantenersi, autosostenersi ed essere autonomi. La soddisfazione e realizzazione personali derivano quindi dalle nostre capacità a raggiungere gli obiettivi con la gioia di farlo!

Storia breve con morale (Gennaio 2022)

Un padre disse alla figlia appena laureata con lode:

“questa auto l’ho comprata qualche anno fa, è un po’ vecchia, ma prima che te la dia vai a vedere al rivenditore di auto usate e chiedi quanto ti offrono”

La figlia va dal rivenditore di auto usate e riferisce al padre:

“mi hanno offerto 1000 euro perché sembra parecchio logora” allora il padre dice alla figlia:

“Prova a portarla al banco dei pegni e vedi cosa ti offrono”

La figlia va e riferisce al padre:

“mi hanno offerto solo 100 euro perché è solo una vecchia auto”

Infine il padre manda la figlia in un club automobilistico a mostrare l’auto. La figlia fa come indicato dal padre e al ritorno con sorpresa riferisce:

“Alcune persone del club mi hanno offerto 100000 euro. Perché è una macchina iconica ricercatissima da molti collezionisti!”

Allora il padre disse:

“Il posto giusto ti valorizza nel posto giusto. Se non sei valutata, non prendertela, significa solo che sei nel posto sbagliato. Chi conosce il tuo valore sa apprezzarti.

Cosa abbiamo imparato? Che non si deve stare in posti dove nessuno vede il tuo valore!

Tema di gennaio: “Realizzazione personale”

Come anticipato in un video sui social, nel 2022 è mia intenzione trattare una tematica che ritengo rilevante ogni mese. Sono consapevole che non sarà possibile esaurire il tema in modo completo, ma cercherò di essere il più esaustiva possibile attraverso articoli, frasi motivazionali, storie con morale, biografie di autori che si sono interessati della tematica ed anche consigliando alcune letture. Naturalmente durante l’anno saranno accolte le richieste di chi sarà interessato ad una tematica in particolare e quindi sono ben accetti i vostri contributi. A tal riguardo vedo questo impegno non unilaterale, ma sarei onorata di reciprocità anche da parte di altri colleghi che vogliano contribuire con il loro apporto, perchè in fondo non si finisce mai d’imparare!

Vorrei cominciare il nuovo anno, ed inaugurare la nostra serie di appuntamenti 2022 affrontando il tema della realizzazione personale, con una bella frase motivazionale di Anton Vanligt :

“Non è egoistico pensare alla realizzazione personale come obiettivo che primeggi su tutti gli altri nella vita. Semplicemente è il risultato ottimale per una perfetta sinergia fra la nostra vita e quella delle persone che amiamo. Un soggetto infelice, triste o non pienamente realizzato sta male da solo e peggio in compagnia. Miriamo dunque con forza alla realizzazione dei nostri sogni, non pensiamo che da chi ci sta intorno dipendano i nostri desideri. Alziamoci, adesso, e cominciamo a correre verso i nostri obiettivi!”

tema del mese: realizzazione personale

Chi è  Anton Vanligt ? Un poeta contemporaneo che scrive dell’importanza del passato e dei nostri vissuti nella formazione del nostro carattere, ma non dimentica l’attenzione al presente ed uno sguardo lungimirante verso il futuro.

Ho trovato questa sua poesia sul web che voglio condividere con voi:

SE COMINCIO A VOLTARMI

“Se comincio a voltarmi, ricordando gli eventi del mio passato
gli amori, gli umori, i rumori, gli odori…
se mi volto m’incanto..
E’ una sensazione meravigliosa, di tenerezza, di protezione.
A volte è angosciante, triste, di smarrimento.
Il passato ha una certezza: è stato.
E quel che è stato non si modifica.
Il passato ha la sua utilità: è servito ad essere me stesso oggi.
Il passato però dev’essere qualcosa che segue la mia opposta direzione.
Un sentiero alle mie spalle, ben conosciuto dai miei occhi, tanto bene da non aver più bisogno di guardarlo.
Se vivi intensamente il tuo presente, se godi di ogni istante concentrandoti su ciò che è qui ed ora, non avrai bisogno di voltarti indietro, invocando un momento ormai finito, ne’ di maledire ciò che fu un tempo.
Vivere intensamente qui ed ora significa avere la consapevolezza di aver fatto il possibile per andare incontro al futuro con la coscienza pulita, sapendo che nel bene e nel male, negli alti e bassi di questa vita, nel viverla sei stato te stesso.
Il mondo però è fatto di gente, e l’incrocio delle azioni ci porta su sentieri imprevedibili. Non c’è una mappa per non perdersi, non c’è un manuale che ci distingua ciò che è giusto dall’errore….
La mia bussola è il mio sentire.
Quando mi sento bene con me stesso, sono sicuro che anche al mondo sto portando energia positiva.
Se comincio a voltarmi, ricordando gli eventi del mio passato, m’incanto…. ma perdo un po’ di quello che dovrei invece vivere al massimo adesso: me nel mio presente.”

Anton Vanligt

Vivere senza pesi mentali. Come liberarsi da rimpianti, rancori e sensi di colpa di Raffaele Morelli

Dedicato a tutti quelli che della ruminazione ne fano la loro ragione di vita, per imparare ad affrontare pensieri e situazioni in modo più semplice e leggero.

Edito da Mondadori in quest’anno (2021) nel suo linguaggio semplice e diretto Morelli spiega nel suo ultimo libro, perché ci si tormenta con rimpianti, rancori e sensi di colpa e come liberarsi dai pesi mentali che opprimono e rendono pesante le nostre vite.

«La mente tormentata nasce e si forma dal ragionamento continuo sugli affetti, le emozioni, i sentimenti, sui traumi che ci sono capitati, gli amori finiti, i fallimenti, gli abbandoni. Passiamo il tempo a dirci come dobbiamo essere, che cosa abbiamo sbagliato, a rimpiangere il passato, a vivere di sensi di colpa, a cercare di essere perfetti. Così la mente si riempie di zavorre, di “pesi mentali”, che finiscono per gravare sulla nostra vita interiore, per condizionarci e farci credere che siamo solo i disagi che viviamo.» Questo libro è un percorso per alleggerirsi dai pesi mentali grazie a una serie di passaggi che derivano da anni di lavoro con i pazienti. Scardina molti luoghi comuni del pensiero, molte idee ripetute in psicoterapia ma lontane dai codici dell’anima. Pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, lasciamo a terra le zavorre, si dissolve il piombo che ci inquina, ci avviciniamo al nostro Sé profondo, ci sentiamo più leggeri, più autentici, più felici.