The journal: imparare a compilarlo

La scorsa settimana abbiamo introdotto il perché sia così importante annotare i propri pensieri tenendo un “Journal”e quanti importanti personaggi lo abbiano fatto in modo fruttuoso in passato e ti ho invitato a provare a farlo specificando che l’argomento sarebbe stato ripreso in modo più approfondito.

Oggi infatti dopo aver chiarito l’importanza di questo strumento vorrei darti alcune indicazioni su come compilarlo in modo opportuno in modo che possa svolgere la sua funzione al meglio.

Innanzitutto una raccomandazione: fai fluire i pensieri senza limitazioni, senza filtri e senza fretta. Se riuscirai ad essere onesto ti stupirai dei meravigliosi pensieri che hai dentro di te. Conoscere e riconoscere i tuoi pensieri ti permetterà di scoprire molte cose di te e questo ti permetterà di sincronizzare a meglio anche le tue azioni che spesso probabilmente non sai neanche perché le compi o almeno non ti soffermi a capirlo.

Per prima cosa quali sono le categorie che vanno esplorate? Probabilmente le intuisci, ma il mio compito è quello di darti le corrette indicazioni. Le relazioni di amore di amicizia hanno un significato importante nella vita di ognuno di noi perché ci aiutano a mantenere un buon equilibrio emotivo e sono quindi la prima categoria in cui ti concentrerai. E’ importante comprendere se le relazioni che hai instaurato sono soddisfacenti o addirittura hanno smesso o forse non sono mai state sane. Chiediti se ti senti soddisfatto, se ti senti amato, rispettato. Sii sincero. Ti auguro che le tue relazioni, anche se possono essere migliorate, siano per te supportive e significative.

Altra categoria che invade la nostra vita è il lavoro o lo studio. I pensieri al riguardo possono essere molteplici. Non fermarti a conoscerli in modo superficiale, ma approfondisci le tue sensazioni al riguardo in modo di rendere le azioni più esaustive e non casuali.

Evolviamo per tutta la vita per cui qualsiasi sia la tua età avrai degli obiettivi di vita ed una necessità di crescita personale Se entri in contatto con i tuoi pensieri più profondi potrai riconoscere i tuoi punti di forza che, se stai in un momento delicato forse non riesci neanche a vederli, e ti possono essere di aiuto ad uscire da una situazione non soddisfacente dandoti il coraggio di reagire.

L’autoriflessione ti permetterà di imparare molto di te o quello che vorresti essere. Imparare di più di te stesso permette anche di credere di più in te e ti insegna a non sottovalutarti.

Qualche altra considerazione: scrivi solo quando ne hai voglia e senti di avere qualcosa da dire a te stesso. Non giudicare mai ciò che metti su carta. Prenditi tutto lo spazio fisico e mentale di cui hai bisogno. Rivedi ciò che hai scritto. Vedi lo scrivere il tuo journal come un viaggio in cui lasciare traccia di te. Prima di cominciare chiediti perché vuoi iniziare questo viaggio e dove vorresti che ti porti senza dimenticare di annotare come ti senti al riguardo, inizia ad essere sincero e guardarti dentro da subito.

INIZIAMO?

Quali parole pensi dimostrino amore? Sei solito usarle? Qualcuno le usa con te? Quali gesti ritieni amorevoli? A chi rivolgi le tue attenzioni? Da chi ti aspetti di ricevere attenzioni? Come ti fa sentire la persona amata?

Hai amici fidati? Chi sono? Cosa ti piace di loro? hai imparato qualcosa dalla loro vicinanza? Come ti comporti con loro?

Ecco alcune domande che devi farti per cominciare ed iniziare ad ascoltarsi in profondità. Ed ora via libera ai pensieri.

liberamente ispirato a Mykigai Journal

Riconoscere il senso di fame tra corpo e mente

Il riconoscimento del senso di fame è importante per mantenere un adeguato equilibrio nutrizionale e una buona salute. Ecco alcuni segnali che possono indicare la fame:

Sensazione di vuoto o “rumore” nello stomaco: Spesso, la fame inizia con una sensazione fisica nello stomaco, che può essere descritta come una sorta di vuoto o una sensazione di leggerezza.

Crampi o dolori allo stomaco: La fame può manifestarsi con crampi o dolori leggeri nello stomaco. Questi sintomi possono variare da persona a persona.

Aumento della salivazione: Quando sei affamato, il tuo corpo può iniziare a produrre più saliva in previsione dell’assunzione di cibo.

Malumore o irritabilità: La fame può influire sul tuo stato d’animo, rendendoti facilmente irritabile o nervoso.

Sensazione di debolezza o spossatezza: Quando il corpo non riceve abbastanza energia attraverso il cibo, può rispondere con una sensazione di debolezza o stanchezza.

Distrazione: Se pensi costantemente al cibo o sei facilmente distratto da pensieri legati al cibo, potrebbe essere un segno di fame imminente.

Craving o desiderio di cibo specifico: A volte, la fame può manifestarsi come un forte desiderio per un cibo particolare.

Sensazione di testa leggera o vertigini: La fame può causare una diminuzione dei livelli di zucchero nel sangue, portando a sensazioni di testa leggera o vertigini.

Difficoltà a concentrarsi: La fame può influire sulla tua capacità di concentrarti su compiti o attività, poiché il tuo corpo cerca energia per funzionare adeguatamente.

È importante ascoltare il tuo corpo e rispondere ai segnali di fame mangiando quando necessario. Fondamentale è distinguere tra la fame fisica e la fame emotiva, poiché quest’ultima può portare a scelte alimentari poco sane. Presta attenzione ai segnali del tuo corpo e cerca di mangiare in modo equilibrato per soddisfare le tue necessità nutrizionali.

Ma cosa definisce la “Fame emotiva” ? E’ un termine che può essere interpretato in diversi modi a seconda del contesto. Evitando di analizzare i dettagli dei singoli contesti che potrebbero essere infiniti, mi concentrerò sui segnali di fame emotiva:

Costante bisogno di approvazione: Una persona con fame emotiva potrebbe cercare costantemente l’approvazione dagli altri. Questo può manifestarsi attraverso la ricerca di elogi, complimenti o attenzione continua.

Paura del rifiuto: Chi sperimenta fame emotiva può essere eccessivamente sensibile al rifiuto o alle critiche. Può avere una paura intensa di essere respinto o giudicato negativamente dagli altri.

Dipendenza dalle relazioni: La fame emotiva può portare a una dipendenza eccessiva dalle relazioni. La persona potrebbe cercare costantemente conferme e affetto dagli altri per sentirsi valida ed amata.

Instabilità emotiva: La fame emotiva può contribuire a uno stato emotivo instabile. La persona potrebbe sperimentare frequenti alti e bassi emotivi, spesso legati alla percezione di come gli altri la vedono.

Competizione e confronto costante: Chi vive con fame emotiva potrebbe confrontarsi continuamente con gli altri, cercando di primeggiare per sentirsi migliore e più apprezzato. Attenzione del giudizio, giudicare e giudicarsi ne abbiamo parlato più volte!

Difficoltà nell’autostima: La fame emotiva è spesso correlata a problemi di autostima. La persona potrebbe basare il proprio senso di valore interno su ciò che gli altri pensano di lei.

Come avrete capito c’è un enorme differenza tra fame del corpo e fame delle emozioni e vanno affrontate in modi diversi. La fame emotiva mette in ballo tantissimi aspetti personali e relazionali e quindi affrontarla da soli anche se si ha una buona rete familiare o di amici potrebbe non bastare. Il lavoro sul cibo non dà risultati come invece lavorare sull’autostima, sulla consapevolezza emotiva e sullo sviluppo di relazioni sane. Solo questo lavoro profondo può contribuire a mitigare la fame emotiva e promuovere il benessere emotivo.

Velocità VS Qualità

Questo venerdì vorrei iniziarlo con una riflessione su velocità e qualità che spero possa esservi d’ispirazione per il week end in arrivo affinchè non trascuriate la qualità della vostra vita. Buona lettura!

Non è questione (solo) di tecnologia, ma di cambiamenti culturali importanti nel nostro modo di vivere quotidiano. “Attesa” parola ormai sconosciuta, “pazienza” lo stesso. Parole con un loro posto nel vocabolario e nelle poesie dell’800 che mal si adattano alla nostra vita odierna.

Dal cavallo, al carro, alla macchina fino all’aereo nella nostra storia cerchiamo di fare le cose con sempre meno fatica e sempre più velocemente. Fino a circa 20 anni fa i tempi tecnici per effettuare un passaggio da una tecnologia all’altra erano bastanza lenti per metterci di adattarci al meglio, oggi non è così. Pensate all’introduzione dei “telefonini” fino ai moderni smartphone oggi strumenti che effettuano una infinità di funzioni a cui una grande parte della popolazione non riesce ad accedere o solo parzialmente, ma questa è un’altra storia!

I giovani non sanno aspettare, non glielo abbiamo insegnato, non abbiamo avuto modo, non ne siamo stati capaci e così invece di studiare la storia si chiede ad internet, se bisogna andare da qualche parte si chiede a google.

Se le banche dati del mondo andassero in tilt o mancasse la luce il mondo si fermerebbe, ma chi ha studiato ed imparato ad orientarsi qualche soluzione, a mio parere, la troverebbe, ma i giovani d’oggi sarebbero perduti!

Pratico ed insegno il “qui ed ora” perché non c’è passato né futuro se non viviamo in pieno ogni attimo della nostra vita. Molte persone non riescono a valutare una situazione lavorativa o sentimentale con obiettività perché non si ascoltano e perdono il piano di realtà. Agiscono come se si fosse già oltre, ma la vita è adesso ed in ogni istante. Certo che bisogna pensare al futuro (io ho 3 agende!!!), ma se non si vive l’attimo e gli infiniti attimi con amore e passione non si sta vivendo davvero.

La qualità ha sempre un suo perché e nel mondo moderno la sfida con la velocità è in corso!

Nell’era digitale, la società si è abituata a ottenere informazioni e servizi in modo rapido e immediato. La velocità è diventata un fattore chiave nelle nostre vite frenetiche, ma a volte, nel perseguire la velocità, siamo disposti a sacrificare la qualità. La tensione tra qualità e velocità è una sfida comune che si presenta in molti settori, come l’industria, il giornalismo, l’istruzione e persino nella vita quotidiana. E’ importante cercare di trovare un equilibrio tra i due.

Quando si tratta di prodotti o servizi, la qualità svolge un ruolo fondamentale. Una qualità superiore può garantire un’esperienza migliore per i consumatori e, nel lungo termine, può portare a un maggiore successo aziendale. Tuttavia, la produzione di beni di alta qualità richiede tempo. I processi devono essere attentamente pianificati, i materiali devono essere selezionati con cura e il controllo della qualità deve essere rigoroso. Questi passaggi richiedono tempo e pazienza, ma sono essenziali per fornire prodotti eccellenti. Quando si sacrifica la qualità per la velocità, si rischia di produrre merce difettosa o di offrire servizi scadenti, il che può danneggiare la reputazione di un’azienda nel lungo periodo.

Nel giornalismo, l’attenzione all’urgenza spesso può portare a errori e a una mancanza di completezza nelle notizie riportate. Nel tentativo di essere i primi a riportare una storia, i giornalisti possono trascurare l’accuratezza delle informazioni, dando luogo a notizie false o distorte. Questo non solo danneggia la credibilità dei media, ma può anche influenzare negativamente l’opinione pubblica. La qualità giornalistica, con una ricerca accurata e una verifica delle fonti, è fondamentale per fornire una copertura equilibrata e affidabile degli eventi.

Nell’istruzione, la pressione per completare i programmi di studio in tempi brevi può portare a un apprendimento superficiale e alla mancanza di una comprensione approfondita dei concetti. Gli insegnanti possono sentirsi spinti a coprire un gran numero di argomenti senza dedicare abbastanza tempo per consentire agli studenti di interiorizzare le informazioni. Di conseguenza, gli studenti possono ottenere voti elevati senza veramente acquisire una conoscenza duratura. L’istruzione di qualità richiede tempo per la riflessione, la discussione e l’approfondimento dei concetti, consentendo agli studenti di sviluppare una comprensione approfondita dei temi trattati.

Nella vita quotidiana, la frenesia del mondo moderno spesso ci spinge a fare tutto in fretta, compresi pasti veloci e scelte alimentari poco salutari. Mangiare velocemente può portare a problemi di digestione e può influire sulla nostra salute generale. Prendersi il tempo per preparare pasti sani e mangiare in modo consapevole può migliorare la qualità della nostra alimentazione e il nostro benessere complessivo e di questo ve ne ho parlato allo sfinimento, ma credo che ancora l’argomento non abbia ricevuto l’adeguata attenzione!

È importante ricordare che la qualità non deve necessariamente essere in conflitto con la velocità. Trovare un equilibrio tra i due è essenziale. Ad esempio, un processo di produzione efficiente può garantire sia la qualità che la velocità. Nell’istruzione, gli insegnanti possono adottare metodi di insegnamento creativi che consentono di coprire gli argomenti in modo approfondito senza rinunciare alla velocità. Nel giornalismo, le nuove tecnologie possono essere utilizzate per fornire notizie in tempo reale senza compromettere la precisione.

In conclusione, la qualità e la velocità sono entrambe importanti nella società moderna, ma trovare un equilibrio tra le due è fondamentale. Dobbiamo evitare di sacrificare la qualità a favore della velocità, poiché ciò può portare a conseguenze negative a lungo termine. Investire tempo ed energie per garantire la qualità nei prodotti, nei servizi, nel giornalismo e nell’istruzione è essenziale per costruire una società migliore e più sostenibile e nello spazio privato di ognuno di noi va garantita sempre la qualità della vita che a volte stride con la velocità del mondo in cui viviamo. Sta a noi dare un freno o saper dire no quando necessario.

Migliora la tua autostima in 7 giorni

Abbiamo affrontato questo tema sotto molti punti di vista. Pensiamo sempre all’autostima come qualcosa di definitivo, ma in realtà cambia molto nel corso della nostra vita. Tema sempre molto sentito è una componente fondamentale del benessere psicologico e del successo personale.

Invece di affrontarlo dal punto di vista teorico proviamo ad affrontarlo in modo pratico!

Vi propongo una serie di esercizi che potete provare a partire dal primo giorno della settimana!

Il lunedì, come l’inizio di un mese o dell’anno, è visto in modo scaramantico da molti di noi per cui sembra il momento migliore per cominciare qualcosa di nuovo. Si lascia il vecchio e si ricomincia pieni di entusiasmo e di aspettative.

Siete pronti a provate a migliorare la vostra autostima con semplici esercizi? Affrontate un punto alla volta senza fretta. Comprate un quadernino ed annotate le vostre risposte giorno per giorno e rivedetele nel corso della settimana e poi del mese. L’obiettivo è quello di lavorare sui vostri punti di forza senza lasciarvi andare ad espressioni quali : “non sono capace, non ce la farò mai, tanto non valgo nulla…”

Qui si lavora per migliorare non per fare del vittimismo ok? Non siate prevenuti nei vostri confronti, lasciate andare le credenze su di voi e le vostre capacità ed affrontate la sfida con un po’ di grinta un punto alla volta! Vedrete che sarà più semplice di quello che pensate.


lunedì “Fai una lista dei tuoi successi passati”

Prenditi del tempo per riflettere sui tuoi successi passati, grandi o piccoli che siano. Scrivi una lista di questi successi e ricorda come ti sei sentito quando li hai raggiunti.


martedì “Identifica i tuoi punti di forza”

Fai una lista dei tuoi punti di forza e delle tue qualità positive. Concentrati su ciò che sai fare bene e su ciò che gli altri ti hanno detto di apprezzare in te.

mercoledì “Impara a gestire le critiche”

Impara a gestire le critiche in modo costruttivo e a non prendertela troppo a cuore. Cerca di capire se c’è qualcosa di vero in ciò che ti viene detto e, se sì, cerca di migliorare su quello specifico punto. E’ importante anche valutare da dove provengono le critiche! Se è una persona che non stimi lascia correre! Se non la stimi non vale la pena starci male. Non usare due pesi e due misure quando fai le tue valutazioni.


giovedì “Cerca di fare almeno una cosa positiva per te stesso ogni giorno”

Fai qualcosa che ti piace ogni giorno, anche se è solo per pochi minuti. Potrebbe essere leggere un libro, fare una passeggiata o guardare un film. Su questo punto potete davvero sbizzarrirvi!


venerdì “Sperimenta cose nuove”

Sperimenta cose nuove e mettiti alla prova. Ciò ti aiuterà a scoprire nuovi talenti e a sentirti più sicuro di te stesso. Può bastare cambiare strada rispetto al percorso che fai abitualmente per andare al lavoro o quando ti rechi da un amico o a fare una passeggiata. Ciò ti permetterà di aprire i tuoi orizzonti.


sabato “Ascolta la tua voce interiore”

Cerca di prestare attenzione alla tua voce interiore e di sostituire i pensieri negativi con pensieri positivi. Ad esempio, invece di pensare “non sono abbastanza bravo per questo lavoro”, pensa “posso fare del mio meglio e imparare dalle mie esperienze”.


domenica “Cerca il supporto degli amici e della famiglia”

Sono certa che anche tu spesso ti chiudi o ti lamenti perché le persone non “ti capiscono” o non “ti aiutano”. Cerca il supporto degli amici e della famiglia e parla con loro dei tuoi sentimenti. Non ammorbarli con le tue insicurezze, ma chiedi un supporto attivo ad esempio facendoti notare quando stai facendo un buon lavoro o quando notano un cambiamento positivo in te.

Molti a questo punto diranno che la loro famiglia non li appoggia o che sono proprio la causa della percezione di una pessima autostima. Sicuramente avrete un amico o una coppia di amici abbastanza obiettivi chiedete aiuto a loro, ma solo se li sentite sinceri ed onesti. Quello che le persone vicine pensano di noi è importante, ma vi chiedo di fare uno sforzo ed avere una vostra visione personale il più possibile obiettiva. Per migliorare dove c’è da migliorare o non arrendersi o piangersi addosso!

Questi esercizi possono aiutare a migliorare la propria autostima, ma è importante essere costanti e pazienti, in quanto i risultati non si vedono necessariamente immediatamente. Tieni nota dei tuoi progressi e vedrai che passo dopo passo ti sentirai molto più sicuro e ti vedrai in modo diverso!

Finalmente mi vedo

Le parole che seguono sono di C.

Il percorso intrapreso con me le sta facendo vedere la vita in modo diverso a cominciare dal rapporto con il proprio corpo e vuole condivide la sua esperienza con tutte le persone che sono in difficoltà a seguire una dieta, che odiano il momento di vestirsi o quello di passare davanti ad uno specchio. Non è facile, ma… ne vale la pena!

Una voce dentro dettata dal coraggio e dalla curiosità mi accompagna verso uno specchio più grande in casa mia. Il coraggio mi sussurra che posso farcela, che la mia perdita di peso, la mia ri-educazione alimentare, le mie glicemie stabili e la mia nuova immagine hanno fatto germogliare una bellezza in me che non conoscevo. La curiosità mi suggerisce i punti e le linee da osservare della mia fisicità, da quelle più apprezzate alle più temute: la geometria del mio corpo ha delle nuove formule.

Così mi vedo.

Il tragitto dei miei occhi su di me è ora una passeggiata piacevole. Guardo i lievi segni dei muscoli sull’addome, le spalle si sono fatte più piccole e con loro le braccia e le gambe. Le linee del mio corpo disegnano una figura che mi piace per il suo essere pù esile, minuta, fresca. Le mani sui fianchi accompagnano il sentiero delle ciglia e parlano laddove la bocca tocca delle parole gentili. Mi accarezzo le gambe per chiedere loro scusa per tutta la pesantezza e i gonfiori causati dalle mie abitudini sbagliate e per averle sempre disprezzate e coperte. Le mani sfiorano anche la pancia per scusarsi di tutti i miei giudizi amari, sempre coperta dalle maglie troppo morbide e sofferta nei pantaloni e gonne sbagliati.

Allora mi vedo.

Sono ferma nel mio riflesso. Ci sono dei movimenti che tendevo a fare in questi momenti che ora non si ripetono pù: ritirare in dentro la pancia per rimpicciolire il suo volume, stendere le gambe per vederle più minute, sollevare i gomiti per vedere le braccia più toniche. Questi movimenti non sono più necessari, ora. Li porto nel cassetto più buio della mia memoria assieme a tutte le sensazioni orribili sulla mia immagine che mi hanno resa insicura e arresa all’idea di dover abitare dove non si vuole.

Poi mi volto e gli occhi continuano a cercare le parti del mio corpo che più tendevo a giudicare. Prima i fianchi, poi il resto delle gambe. Le dita prendono ancora i segni in più dei fianchi che non sono stati ancora smaltiti come vorrei ma il loro tocco è di speranza e di affetto, non più disprezzo. Le strade dei miei capillari sulle gambe sono fiumi limpidi di soddisfazione e tenacia.

Sorrido di lato, sorrido verso lo specchio, faccio varie smorfie e canto.

Ballo un pò timidamente, un pò pazza, un pò cauta.

C’è ancora della strada da fare per amarmi ma la sto percorrendo già da un pò e me ne sono innamorata, con tutte le sue alture e frane, sentieri e paesaggi.

Sorrido ancora con gli occhi,ancora canto.

Finalmente mi vedo.

Storia con morale: sei lago o bicchiere?

Si narra che un giorno un vecchio maestro fosse stanco delle continue lamentele del suo allievo, perciò un mattino lo spedì a prendere un po’ di sale.
Quando l’allievo tornò, il maestro lo pregò di mescolarne una manciata in un bicchiere d’acqua e di berla.
“Com’è?”, domandò il maestro.
“Salata!”, rispose l’allievo, facendo una smorfia.
Il maestro rise e invitò il ragazzo a mescolare la stessa manciata di sale nel vicino lago.


I due si recarono in silenzio fino alla riva e dopo che l’allievo ebbe versato la manciata nell’acqua, il maestro disse: “Adesso bevi dal lago”.
L’allievo obbedì e di nuovo il maestro domandò: “Com’è?”.
“Fresca”, rispose l’allievo.
“Hai sentito il sapore del sale?”, domandò il maestro.
“No”, rispose il giovane.

Quando i due si sedettero insieme, il maestro disse all’allievo: “L’amarezza della vita è, né più e né meno, come il sale puro. La quantità di amarezza nella vita rimane esattamente la stessa. Tuttavia la quantità di amarezza che avvertiamo dipende dal contesto in cui la proviamo. Se avverti amarezza, dunque, l’unica cosa che puoi fare è ampliare il senso delle cose. Smetti di essere un bicchiere. Sii un lago”. 

Fonte WEB

Quaderno di crescita personale: Ti sei arreso alla vita?

Sempre più spesso incontro persone che si sono arrese ad una vita piena di insoddisfazione, ansia e stress tanto da non ricordare neanche l’ultimo momento che hanno vissuto in modo sereno.

Una trappola da cui è difficile uscire specialmente se si accetta passivamente pensando che in fondo sia una cosa normale. Fino a quando si attuano questi pensieri non si fa altro che velocizzare la strada al peggioramento che porta ad un punto di non ritorno.

Bisogna essere consapevoli che siamo padroni della nostra vita e malgrado le richieste del mondo moderno in realtà siamo noi stessi che ci mettiamo in trappola dimenticando che possiamo fare scelte e cosa più importante dobbiamo imparare a scegliere ciò che giusto per noi.

Se riconosci che nella tua vita tutto va troppo veloce e non ti stai godendo nulla forse hai perso il controllo delle cose importanti fagocitate da mille altre spesso inutili se non dannose!

Fai innanzitutto un elenco delle cose che ti stanno rendendo nervoso e delle emozioni che ti sovrastano e cerca di dare un valore decrescente ad ognuno. Inizia con un elenco non più lungo di 5 punti. Poi passa a prendere in esame quello con valore più basso e vedi se puoi attuare strategie differenti per affrontarlo e prova. Fai così con tutti i punti e poi riprova a fare l’elenco riattribuendo i valori. E’ cambiato qualcosa?

Se no devi chiederti se quelle cose le vuoi davvero o se spenderesti la vita facendo altro. In alcuni casi alcune cose non si possono cambiare per cui la cosa più saggia è accettarle, ma non con rassegnazione che è un sentimento negativo, ma come un dato di fatto. Anche le cose che non ci piace di fare si possono fare in due modi: schiacciati dal dovere oppure scegliendo di farlo e guardando avanti con consapevolezza. In questo modo la gestione delle emozioni ti viene in aiuto ed ansia e stress diminuiranno sentendoti protagonista della tua vita e non succube. Per molte altre invece riprendi il controllo, perché hai il diritto di vivere una vita piena e con soddisfazione quindi vivendo in modo attivo e non passivo. Per tutto ciò che invece puoi cambiare non avere paura e abbraccia il cambiamento.

Di questo ne riparleremo presto!

Il perfezionismo è pericoloso per la tua autostima: rivedi alcune azioni nella pratica

La società ci impone standard elevati di perfezionismo che richiede uno sforzo notevole senza garanzia di successo. Una trappola pericolosa per l’autostima: vediamo perché!

Ogni giorno incontro persone, più spesso do sesso femminile, che non si sentono mai all’altezza delle situazioni che devono affrontare. Hanno sempre la sensazione di essere sbagliate, che non sono capaci e si sentono giudicate per questo. Soddisfare le aspettative esterne e ricevere la conseguente approvazione è diventato di vitale importanza.

Io credo che il peggior giudice risieda dentro di noi!

La famiglia e la cultura di origine spingono verso azioni diciamo più tradizionali mentre la vita odierna non concede il tempo per molte di queste. Spesso la donna viene sopraffatta dai sensi di colpa perché non riesce ad essere la donna elegante, magra ed indipendente, perché porta il peso sociale che “per essere una brava donna” deve mettersi in secondo piano e dedicarsi alla famiglia e alla casa senza grilli nella testa!

Per gli uomini non va meglio perché a livello lavorativo giovani con meno esperienza, ma più pezzi di carta fanno carriera più velocemente di loro ed in famiglia la figura dell’uomo che si prende cura e che porta lo stipendio a casa non tiene più dal momento che anche la moglie lavora.

Queste sono alcune situazioni in cui il carico che proviene dalla società può risultare davvero pesante e devi chiederti se lo fai per te stesso o per gli altri ed in base alle risposte trovare soluzioni diverse per non rimanere intrappolati nell’insoddisfazione.

L’insoddisfazione è nemica dell’autostima!

Cosa pensi sia la perfezione? Pensi di dover essere perfetto? Per chi? Quando eri piccolo chi ti indicava ideali di perfezione? A scuola pretendevano molto da te? Ora sei tu che pretendi che un figlio, un dipendente, un compagno sia perfetto? Se tu o chi ti è vicino non risultate essere perfetti cosa comporta dal punto di vista pratico?

Rispondi con onestà alle domande e inizia a dare al perfezionismo la giusta considerazione!

Gestione delle emozioni e successo

Conosci il detto: “La vita è per il 10% ciò che ti accade e per il restante 90% come reagisci”.? Probabilmente lo hai già vissuto sulla tua pelle!


Questa frase apparentemente semplice racchiude una grande verità: quanto sia importante la gestione emotiva nelle varie situazioni. Le emozioni fanno parte di noi e sono presenti continuamente nella nostra vita. Rendono più belli certi momenti, sono il motore per creare grandi progetti, aspirare al miglioramento e sostenere la motivazione.

Ma come ogni medaglia ha il suo rovescio: possono anche metterci sulla difensiva, altre volte ci scoraggiano altre volte ci minano l’autostima e non ci fanno raggiungere gli obiettivi.

Diventa quindi indispensabile sapere utilizzare al meglio le nostre emozioni come energia trainante e al positivo, non come un fattore che ci inibisce o rallenta.

Bisogna in poche parole avere una buona gestione emotiva. Questa corrisponde alla capacità di comprendere e quindi di controllare le tue emozioni e non di subirle!

Permette alle persone di agire in modo ponderato valutando le varie opzioni e non agiscono casualmente ed in modo impulsivo.

Avere una buona gestione delle proprie emozioni è la chiave fondamentale per poter raggiungere il successo qualsiasi sia l’aria della propria vita in cui occorre. Dal lavoro alla vita privata, nelle relazioni familiari o tra amici fa la differenza chi ha: la testa sulle spalle!

Molte volte un vissuto esagerato delle emozioni può creare danni è quindi importante chiedere un aiuto per imparare innanzitutto a riconoscere  le emozioni disturbanti e poi a saperle gestire nei modi opportuni. A volte anche emozioni negative possono essere utilizzate a proprio vantaggio. Comprendendo i limiti di una mancata gestione delle emozioni ci si può aprire a mentalità più positive e propositive ed in genere per chi riesce nell’intento è un grande punto di svolta nella propria vita, perché improvvisamente si troveranno le soluzioni ad alcuni problemi o altri non hanno più ragione di essere! In questo clima raggiungere un risultato è più semplice ed ogni obiettivo diventa più appetibile e non appare più un limite invalicabile. Quindi ti invito, per una migliore qualità della vita, a prendere il controllo delle tue emozioni e poter finalmente sbloccare il tuo potenziale!

Rispondi con onestà: perché vuoi iniziare una dieta?

La domanda un po’ a bruciapelo serve a prendervi alla sprovvista e a far si che rispondiate d’impulso, con sincerità. La risposta può sembrare ovvia: per perdere peso, ma per ogni persona questa condizione ha significati diversi.

Se ci si fa le domande giuste, a patto di essere sinceri, si può prevedere l’esito della vostra dieta ancor prima che iniziate. Se avete dubbi, se non vi sentite pronti, se la spinta viene dall’esterno, se cercate una strada facile e veloce, se solo l’idea vi provoca frustrazione lasciate perdere!

Vediamo insieme le domande necessarie prima di cominciare un programma di dimagrimento ed in base alle vostre risposte cerchiamo di comprendere quali sono i reali motivi e se ci sono aspetti ai quali possiamo appoggiarci per garantirne il successo.

Prendersi cura di se stessi dovrebbe essere un’occasione che genera entusiasmo non disperazione!

Innanzitutto pensate al perché avete preso peso ed in quanto tempo. Siete sempre stati rotondetti? In famiglia sono tutti un po’ in sovrappeso? Vi hanno insegnato a non lasciare nulla nel piatto?

La cultura familiare sul cibo è molto condizionante ed è possibile che siate stati esposti da sempre a certe visioni su cosa, quanto e quando mangiare. Sono condizionamenti importanti legati alla sfera affettiva per cui se iniziate un programma per perdere peso ne dovrete tenere conto e la dieta non basta serve anche un percorso psicologico e rieducativo personalizzato. Se invece avete vissuto un periodo stressante o avete appena partorito con poco impegno tornerete al peso di sempre e troverete la giusta via tra gusto e rinuncia. La cosa importante è stabilire una data di inizio ed una di fine ed essere ligi negli step intermedi.

Chiarito questo punto bisogna anche chiedersi perché si vuole perdere peso. La risposta dovrebbe essere sentirsi a proprio agio, poter vestire senza troppi limiti, maggiore sicurezza. Se invece pensate al fatto che qualcuno vi giudica per il vostro peso dovete mettere da parte questo aspetto e concentrarvi solo ed esclusivamente su ciò che desiderate voi per il vostro corpo ed il vostro spirito.

Avete qualcuno che vi aiuterebbe o appoggerebbe in un percorso dietetico? Avete paura di fallire? Pensate di evitare tutte le situazioni sociali mentre siete a dieta per evitare sgarri? Non serve ed è impossibile. Dovrete imparare a fare le scelte giuste per voi e non solo vivere il tutto come una rinuncia. Non aspettate di vivere fino al momento di essere magri, che nella vostra testa corrisponde anche al momento di essere felici, ma concedetevi momenti belli da soli, con amici o parenti che non corrisponde necessariamente al mangiare!

Capire cosa rappresenta il cibo: se placa l’ansia, lo stress, se vi ritenete golosi, se non sapete dire di no è un’altra domanda importante. A volte è anche molto difficile darsi una risposta perché non siamo abituati ad ascoltare il nostro corpo, i segnali che ci invia e le sue reali necessità. Scappiamo dalle emozioni, le vogliamo azzittire? Non capiamo quando siamo sazi? Pienezza e sazietà sono segnali che non distinguete? Avete dei cibi trigger o dei momenti o delle situazioni in cui mangereste qualsiasi cosa? In questo caso se le risposte tardano a venire o vi trovano confusi un percorso di mindfulness eating potrebbe risolvere il problema ancor prima di mettersi a dieta.

Le aspettative sono importanti per cui anche chiedersi cosa ci si spetta da una dieta non è affatto una domanda fuori luogo!

Costanza, pazienza, nuove abitudini e nuovi schemi mentali indispensabili per raggiungere l’obiettivo che devono essere previsti a grandi dosi ed immaginarsi nelle sensazioni di essere già al giusto peso rende tutto molto più…leggero!

Altro annoso problema è quale sarà la dieta più efficace. Si pensa sempre che più la dieta è rigida e più darà risultati: mi spiace dirvelo, ma ciò non corrisponde a verità. Più la dieta è rigida e più facile arrivare allo sgarro. E con lo sgarro partono i pensieri del tutto o nulla! deleteri e non funzionali! L’unica dieta è quella sana, variegata, adatta alle nostre necessità. Un consiglio: imparate prima di tutto ad abbinare gli alimenti, a cucinare in modo semplice ed evitare cibi elaborati. I dolci relegateli solo ad occasioni speciali: non sono necessari alla nostra alimentazione e sono responsabili di sbalzi ormonali! Le diete sane funzionano sempre: l’importante è seguirle e non basta attaccarle al frigorifero!

Imparate che uno sgarro ogni tanto non inficia irrimediabilmente la dieta. Uno o più sgarri al giorno invece si! Per questo faccio compilare un diario alimentare. E’ importante tenere nota dei successi quanto dei fallimenti per poter migliorare un poco alla volta in base ai propri tempi.

Non guardate la bilancia con ansia. Misura solo il vostro peso, non il vostro valore come persona, Se intendete iniziare una dieta dovete sapere che il peso durante la giornata subisce spesso dei cambiamenti per vari motivi e che il peso giusto è determinato da una media per cui basta pesarsi a digiuno una volta a settimana nelle stesse condizioni ed orario. Infine pensa alla dieta come un momento di grandi scelte e quindi di opportunità per piacerti di più ed imparare più cose di te. La qualità della tua vita passa anche da come vivi il tuo corpo e da come ti senti con te stessa e con gli altri.