La moda fa prevenzione con la performance LE CICATRICI PREZIOSE

Nella Giornata mondiale per la lotta contro il cancro sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha lo scopo di sensibilizzare, prevenire e sostenere la ricerca, condivido una bella iniziativa che ha coinvolto le donne in rosa, donne operate al seno e la Komen Italia. Inserito nel calendario di AltaRoma un evento /performance molto partecipato. Ve lo racconto con foto e parole.

le bellissime donne in rosa: foto di Carlo Maria Viola

Tutto esaurito per la performance-evento “Le cicatrici preziose” che ha avuto luogo nella galleria Plus Arte Puls di Francesca Barbi Marinetti a Roma “Le cicatrici preziose”, inserita tra gli eventi In Town della Roma Fashion Week, organizzata da Altaroma.

Moda, arte, poesia, gioielli preziosi in un evento con una grande valenza sociale, legato anche alla prevenzione e alla lotta ai tumori,  rappresentato dalla presenza di Susan G. Komen Italia.

stand della Komen Italia

Un concept che è nato dalla creatività e da un’idea originale dell’hair stylist Alessandro Messina, dell’attrice e regista Eleonora Albrecht, del giornalista e poeta Paolo Gambi,  fondatore del movimento Rinascimento Poetico, prodotto ed organizzato da Gabriella Carlucci, madrina dell’evento.

Un nutrito parterre ha accompagnato l’evento.  Tra i volti noti: Andrea Roncato e la moglie Nicole Moscariello, Maria Rosaria Omaggio, gli attori e attrici Antonella Ponziani,  Camilla Petrocelli, Graziano Scarabicchi, Luca Paniconi e Gabriele Rossi, il cantante Lorenzo Licitra e la cantante Alma Manera, la conduttrice, modella ed attrice Eleonora Pieroni, Roberta BetaAdriano Franchi Direttore Generale di Altaroma, i fashion designer  Italo Marseglia e Simone Cangelmi, il jewelry designer Luciano Fochini.

Un’attenzione e una visione artistica sulla donna, sui percorsi bui e dolorosi che, partendo dalla malattia oncologica, dai segni indelebili che lasciano sul corpo e nella psiche di ognuna di noi, ci portano fino alla rinascita, ad una ritrovata consapevolezza, prendendo ad esempio l’antica arte del Kintsugi

la locandina dell’evento.

La rottura di un oggetto non ne rappresenta la fine. Le sue fratture diventano trame preziose. Si deve tentare di recuperare, e nel farlo ci si guadagna. È l’essenza della resilienza.

Otto donne, tra le quali la soprano Maristella Mariani hanno indossato le creazioni di Mariel Alta Moda e Arte di Marilena Spiridigliozzi e i gioielli dei designer di Officine di Talenti Preziosi per dare vita ad una coreografia, minuziosamente orchestrata da Eleonora Albrecht.

Le poesie di Paolo Gambi, sono state il leitmotiv della performance che si è conclusa con lo stesso poeta che ha letteralmente “scritto” sul corpo di tre modelle i suoi versi, come fossero un frammento di vita, di dolore e di rinascita. Uno sguardo al passato per poi volare al futuro, in una visione universale di rinascita.

foto di Carlo Maria Viola

L’evento ha voluto essere un messaggio importante di positività, di rinfrancante ottimismo, perchè l’arte, la poesia e la bellezza, nella loro semplicità, saranno e sono quella marcia in più per salvare il mondo.

Fiducia e cambiamento con la Body art therapy Italia

L’associazione Body Art Therapy Italia, impegnata da anni nella prevenzione del tumore al seno, ha lanciato un progetto che sarà realizzato con la partecipazione di 12 modelle che hanno avuto diagnosi di carcinoma mammario ed hanno subito interventi di chirurgia demolitiva o conservativa.

Un progetto per aiutare la paziente oncologica a riappropriarsi del proprio corpo, aumentando la sua fiducia nel futuro per accettare il cambiamento e tornare alla gioia di vivere.

 Tutte le info  su bodyarttherapyitalia@gmail.com

Referente Anna Maria Mazzini

OTTOBRE ROSA: torna la campagna di prevenzione del tumore al seno

Il cancro al seno  rappresenta la neoplasia più diffusa, Una malattia in aumento della quale si muore di meno. Sembra un paradosso, ma le tecnologie che abbiamo a disposizioni migliorano la qualità della vita e la preservano. Mentre  i fattori di rischio aumentano per le mutate condizioni di vita. Chiedi in farmacia o alla tua asl di appartenenza gli screening a e dedicati.

A fronte dell’aumento dell’incidenza, si registra una costante diminuzione della mortalità: ci si ammala di più, ma si muore di meno. Ci si ammala di più perché, oltre all’innalzamento dell’aspettativa di vita, sono sensibilmente aumentati i fattori di rischio che determinano lo sviluppo di questa patologia. E si muore di meno perché oggi disponiamo di una tecnologia avanzata, sempre più innovativa, che ci permette di individuare lesioni tumorali millimetriche, con un basso grado di aggressività, un indice di malignità molto limitato e un processo evolutivo metastatico della malattia (diffusione in altri organi e/o apparati) pressoché trascurabile, se non nullo. Per di più disponiamo di trattamenti medici mirati, pressoché “sartoriali”, che garantiscono percorsi diagnostico-terapeutici “ad personam”.

Lo scenario complessivo del tumore al seno che abbiamo di fronte e che dovremmo affrontare e superare è rappresentato tuttavia da alcune problematiche tuttora aperte e amplificate con lo stato emergenziale sanitario da COVID-19:

• individuazione della malattia in fase precocissima;
• diagnosi della lesione tumorale in donne sempre più giovani;
• riferimento ai Servizi di Genetica Oncologica per il riconoscimento e la gestione delle sindromi eredo-familiari di mammella e ovaio.
• uniformità territoriale dello screening mammografico;
• coinvolgimento attivo del mondo scolastico femminile (corretta informazione su diagnosi precoce, stili di vita e alimentazione);
• periodici e codificati controlli clinico-strumentali per le donne già colpite dal cancro al seno per l’eventuale individuazione di recidive e/o metastasi;
• prendersi cura delle circa 800.000 italiane con vissuto cancro al seno e delle loro famiglie, con un approccio umano e personalizzato avvalendosi della ricerca, implementando centri dedicati alla senologica: le Breast Unit.

4 febbraio 2021 si celebra la 21° Giornata mondiale per la lotta contro il cancro

Promossa dall’Unione internazionale contro il cancro (Uicc) e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Giornata del World Cancer Day rappresenta un importante richiamo a riflettere su cosa ognuno può fare per combattere il cancro, dalle istituzioni agli esperti, dai pazienti ai cittadini, tutti fin dalla giovane età.

L’invito è inoltre quello contribuire a sostenere la ricerca, aiutando chi sta lottando contro la patologia oncologica, e a diffondere le informazioni corrette sugli stili di vita da adottare per promuovere la salute.

L’Italia occupa i primi posti in Europa nella cura del cancro, con la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi più alta rispetto alle altre nazioni dell’UE. Il nostro Sistema Sanitario Nazionale fornisce infatti cure efficaci e tempestive per i pazienti oncologici.

Nel mondo, nel 2018, sono stati diagnosticati oltre 18 milioni di casi di tumore. Secondo l’ultimo rapporto Aiom-Airtum, in Italia, nel 2019, sono state effettuate circa 371.000 nuove diagnosi di tumore (196.000 uomini e 175.000 donne), le 5 neoplasie più diffuse sono risultate della mammella, del colon-retto, del polmone, della prostata e della vescica.

Ogni giorno circa 1000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore maligno e la prevenzione rimane sempre l’arma migliore in nostro possesso.

Fonte web

Race e Komen oltre la pandemia… un gesto solidale

Quest’anno a Roma si dovrebbe svolgere la 21° edizione della Race for the Cure per la Komen Italia onlus. Dietro ci sono 21 anni di sofferenza, amore, dedizione, dolore, ma anche speranza. Vi inoltro la mail del Prof. Riccardo Masetti che annovero tra le persone che hanno impreziosito la mia vita e con il quale nel mio piccolo ho sempre cercato di collaborare e anche con questo piccolo gesto ci provo ancora… malgrado tutto!

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Ciao Emanuela,

in questo periodo l’intero paese è messo a dura prova dalla pandemia da COVID 19.

Ci vuole l’impegno di tutti per far sì che si riesca ad uscire il prima possibile da questa difficile emergenza sanitaria.

L’invito che la Komen Italia rivolge alle migliaia di suoi volontari, amici e sostenitori è quindi quello di rimanere a casa e rispettare tutte le indicazioni utili a limitare i contagi.

Ma mentre prestiamo grande attenzione al Coronavirus, continuiamo a tenere alta l’attenzione anche su altre minacce che mettono ugualmente in pericolo la salute femminile, come i tumori del seno. Sebbene la pandemia li abbia messi temporaneamente in secondo piano, i tumori del seno nel nostro paese continuano a colpire duro: oltre 4.300 nuove diagnosi e più di 1.000 donne che perdono la loro vita ogni mese.

Se da un lato dobbiamo quindi fare uno sforzo massimo per sconfiggere il Coronavirus, dall’altro non possiamo distrarci dai tumori del seno, che non fermano la loro aggressione  nemmeno durante la pandemia.

Per questo noi di Komen Italia continuiamo a lavorare da casa con massimo impegno per assicurare che tutte le Race for the Cure possano comunque essere svolte nel 2020.

Ad oggi, le date delle Race di Bologna, Brescia, Matera, Pescara e Napoli, in programma dopo l’estate, restano quelle già annunciate.

Per le Race di Roma e di Bari, siamo invece in attesa di capire meglio l’andamento della pandemia per decidere se le date potranno essere confermate per maggio o se, come è molto probabile, si renderà necessario spostarle più in avanti.

Ma vogliamo rassicurarvi che anche queste due Race si svolgeranno comunque nel corso del 2020 e che le iscrizioni resteranno valide anche in caso di spostamento di data.

Continuate quindi ad iscrivervi sul sito www.raceforthecure.it a tutte le edizioni previste per il 2020: riceverete così la maglia della Race, che vi verrà recapitata a casa in una speciale confezione.

E continuate, con il passaparola, ad incoraggiare anche i vostri amici a fare altrettanto, e a postare poi una foto con la maglia Race sui social @komenitalia per esprimere vicinanza e solidarietà alle tante donne che affrontano il tumore del seno in questo momento particolarmente difficile.

Dobbiamo unire le forze e impegnarci a fondo adesso per uscire più rapidamente dall’emergenza Covid 19 e per proteggere la salute.

Poi sarà ancora più bello ritrovarsi nelle varie Race, e festeggiare insieme anche la fine di questa tragica pandemia.

Un caro saluto,

Riccardo Masetti

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ricevi la maglia cliccando sul link!
https://www.raceforthecure.it/?utm_source=DEM&utm_medium=mail&utm_campaign=maglia&https://www.raceforthecure.it/?utm_source=DEM&utm_medium=mail&utm_campaign=maglia

 

La cicatrice è dentro

Si è svolto sabato 8 febbraio presso Antica Janula Teatro a Castel Sant’Elia in provincia di Vt lo spettacolo “La cicatrice è dentro” di Federica Aquilani con il contributo della Body Art Therapy interpretato da : Alessia Borgognoni, Annamaria Mazzini, Merian Kermali, Stefano Sarra. Una performances delicata, ma efficace sull’importanza della prevenzione al tumore al seno. Sul palco anche i quadri dell’artista Annanaria Mazzini nella triplice veste di attrice, pittrice e donna che porta sulle spalle l’esperienza del cancro al seno. Suo un contributo significativo e sincero.

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Al termine della serata sono stata invitata ad un dibattito sul tema affrontato momento che è stato molto apprezzato dal pubblico che al termine ha continuato a farmi domande e ringraziarmi.

Momenti salienti dello spettacolo

 

Approfitto di questo spazio per ringraziare Annamaria Mazzini e Federica Aquilani per avermi inserito nel loro progetto. Seguono esempi di Body Art Therapy

Segue un abstract del mio intervento dedicata al contributo della Body Art Therapy con le pazienti operate al seno

Il seno non è solo una parte anatomica per una donna. E’ un organo ricco di simboli di diversi significati. Racchiude la sessualità e la bellezza, ma anche la maternità ed il nutrimento con tutto l’affetto ed il calore materno.

Psicologia e cultura condizionano la donna nei suoi rapporti con se stessa e gli altri. Avere più seno o meno seno condiziona nella pubertà quanto nella vita adulta. Spesso è oggetto di confronto. A volte amato a volte odiato, in molte lo avrebbero voluto diverso.

Tra amiche è spesso argomento di discussione. Nelle riviste femminili se ne parla spesso, perché l’argomento non passa mai di moda ed apre sempre nuovi orizzonti ora che certi tabù sono caduti.

Il seno indubbiamente rappresenta la nostra carica erotica, ma anche la nostra femminilità non di rado l’autostima ne tiene conto.  Possiamo immaginare quindi un organo con tale importanti sfaccettature quando viene intaccato dalla malattia a quali conseguenze può portare: alla paura del dolore e della morte c’è la menomazione, ma anche il giudizio altrui ed il proprio che non ti fa sentire più adeguata.

I cambiamenti corporei dovuti all’intervento chirurgico cambiano immancabilmente la percezione della propria immagine sia nell’intimità che nel confronto sociale. La paura del cancro può portare a sfiducia e a depressione. Questo accade sempre è inevitabile. E’ una notizia che crea un vero terremoto emotivo per la persona colpita ed anche per i familiari.

In un secondo momento però la maggior parte delle donne riesce ad elaborare la malattia e vanno oltre il dolore e la paura e cercano di riprendere in mano la propria vita almeno per quello che può dipendere da loro stesse. In molti casi le donne riconoscono di avere una vita più vera con un atteggiamento più autentico rispetto a prima della malattia.  Riferiscono di aver imparato a gioire delle piccole cose e ad aver imparato le vere priorità dell’esistenza.

Molte donne hanno però un atteggiamento ambivalente verso il proprio corpo, hanno paura di guardarsi, di toccarsi di essere guardate e toccate. La ripresa del  contatto con il proprio corpo ha tempi diversi molto personali, è sempre una fase molto delicata. Ho ascoltato molte testimonianze di come la Body Art Therapy aiuti ad affrontare questa fase e le parole delle donne non lasciano dubbi. Ho conosciuto Annamaria Mazzini qualche tempo fa ed è scattata subito un’intesa direi magica. Ho sentito il suo dolore e la sua forza che riesce a condividere con altre donne che come lei hanno fatto un’esperienza terribile. Con la sua pittura riesce a trasformare il dolore in arte. Da una cosa orribile ad una cosa bella anzi bellissima, perché andiamo oltre la pittura in un mondo intimo molto personale.

Vi lascio la testimonianza vera e sincera di una donna che ha vissuto questa esperienza per comprendere quanto certe pratiche anche se spesso ancora poco riconosciute possano essere di aiuto.

“La Body Art Therapy è stata un’esperienza unica, coinvolgente e stimolante. Ha costituito per me una grande sfida: quella di mettermi a nudo, sia nel senso letterario che da un punto di vista emozionale.

Sono passati ormai quasi cinque anni da quando mi è stato diagnosticato il tumore al seno e ormai più di tre da quando ho vinto la mia battaglia. Mentre Anna Maria mi dipingeva ho avuto modo di rispolverare i miei   fortunatamente   sempre   più   lontani   ricordi,   rendendomi   conto   di   quante   sfide   sono   riuscita   ad accettare e a vincere. Ed è forse lì che mi sono finalmente accorta della mia fortuna nella sfortuna: la fortuna di avere accanto una famiglia che mi ama, la fortuna che il mio tumore non fosse reattivo agli ormoni, la fortuna che le terapie abbiano avuto anche più successo di quello che era stato prospettato e la   fortuna   di  aver   potuto   “chiudere”   il   mio   percorso   nei  tempi  previsti.   Un   percorso   che   mi  ha   fatta crescere, maturare, mi ha portato ad affrontare problemi non propri della mia età e rivalutare i miei progetti e le mie aspirazioni.

Durante la Body Art Therapy mi sono gradualmente aperta, ho acquisito sicurezza del mio corpo ed ho apprezzato il fatto di essere ancora viva, nonostante le protesi e le numerose cicatrici. Non ci sono parole per descrivere la gioia nel poter condividere la mia esperienza con gli altri.

La mia esperienza, la mia storia ed il mio dolore si sono intrecciati con quelli di Anna Maria, che lei stessa ha trasformato in quadri, tra cui quello in cui mi ha incorporata”.

Avere il cancro : l’importanza di un progetto

Sì ho scritto cancro. Ho scritto cancro volutamente. Non certo per insensibilità, ma per onestà del vero. Cancro una parola che spaventa, ma che per combatterla deve essere vista in faccia e quindi chiamata con il suo vero nome senza nascondersi dietro inutili addolcimenti. Qualcuno dice che scoprire di avere un cancro è come trovarsi in un terremoto. Paura, ansia , depressione sono solo alcune delle terribili sensazioni vissute  dalla persona a cui viene diagnosticato il cancro.

Non è mai il momento giusto per una diagnosi del genere , anzi è sempre quello sbagliato. Non esiste il momento giusto per interrompere la tua vita. Sì interrompere perchè per un periodo più o meno lungo si vivrà con la sensazione di essere in sospeso che ogni pensiero ed azione riguardi solo la malattia. La malattia con le sue visite specialistiche, le terapie, gli interventi, la riabilitazione guadagna rapidamente la priorità su tutto il resto. Il  lavoro, le cene con gli amici, le vacanze e a volte anche il pensiero della famiglia passano in secondo piano.

In questo particolare momento “spazio temporale” accadono comunque tantissime cose ed ognuno riesce a vederle con occhi diversi. Non di rado ho assistito a cambiamenti importanti da parte di persone che erano molto diverse rispetto all’inizio della malattia. Cambiano le priorità della vita, spesso si rivedono situazioni che si davano per scontate, ci si ricrede sulla fiducia nelle persone.

donne in rosa

Affrontare il cancro significa anche mutilazioni, caduta dei capelli, dolore fisico che possono creare depressione e sfiducia nel futuro. Quando si riesce ad elaborare il vissuto della malattia affrontando proprio dolore e paura  la voglia di vivere ed il proiettarsi verso il futuro prevalgono migliorando la qualità della vita. Ogni volta che si farà lo sforzo di prendere in mano la propria vita in modo consapevole si farà un passo avanti: dedicandosi a se stessi con rispetto e gioia si allontana la rassegnazione.

Un atteggiamento autentico e positivo migliora la propria esistenza. A volte le cose non saranno come si erano lasciate, bisogna accettare il cambiamento e ri-settarsi con nuovi pensieri, nuove abitudini e nuovi obiettivi. In questi momenti in cui alla stanchezza psicologica si aggiunge anche quella fisica occorre venire a patti con queste emozioni, senza farsi, però, sopraffare dallo sconforto. La famiglia, gli amici, ma anche persone che hanno attraversato o stanno attraversando il tuo stesso cammino rappresentano un vero e proprio cuscino di protezione.

Non avere paura di chiedere aiuto, chiedi ogni volta che hai un bisogno. Se sei in grado di farlo da solo però fallo, perchè questo ti darà fiducia, ma senza “strafare”. Trova il tuo equilibrio tra il supporto esterno e quello interno : non per tutti è uguale. Ognuno svolge un ruolo fondamentale nel determinare il suo stare bene con i propri sentimenti, atteggiamenti verso la vita e verso la malattia, nei rapporti con gli altri, il lavoro.L’individuo partecipa attivamente ai suoi processi di salute o malattia. Per questo non esistono formule magiche valide per tutti.

Nella mia esperienza clinica avere di fronte un obiettivo è comunque fondamentale. Che sia la ricostruzione del seno dopo un intervento invalidante, che sia il recupero funzionale di un arto, che sia il diventare mamma o sposarsi o fare un viaggio insomma un obiettivo importante che porti energia ed immagini mentali positive è determinante in ogni fase della malattia.

Ho conosciuto persone fantastiche che sebbene fossero in stadi difficili della malattia continuavano a dedicarsi al prossimo cercando con l’esempio di alleviare le loro sofferenze. Alcune facevano visite in ospedale o si facevano carico di piccole incombenze, altre partecipavano in modo attivo ad associazioni e gruppi di supporto, altre si sono dedicate alla raccolta fondi. Ognuna di queste azioni richiede energia , tempo e fatica, ma funzionano anche all’inverso come “ricarica” emotiva ed emozionale per sentirsi vivi, utili ancora in grado di contrastare il futuro e questo aiuta, aiuta esattamente quanto le medicine.

 

*nella foto la Race for the Cure con volontari e sostenitori della Komen Italia per la prevenzione ed il sostegno del tumore al seno.

 

 

 

RACE FOR THE CURE 2017 : Al villaggio della prevenzione grande successo delle terapie integrate.

Un weekend, da venerdì 19 a domenica 21 maggio, ricco di iniziative al Circo Massimo in occasione dell’evento simbolo della Komen Italia : la Race for the cure. Impegnata da quasi 20 anni nella lotta contro i tumori al seno, grazie ai suoi instancabili volontari, la  Susan G. Komen Italia anche quest’anno ha permesso una tre giorni ricca di iniziative dedicate a salute, sport, benessere e solidarietà culminata domenica scorsa con la tradizionale corsa di 5 km e la passeggiata di 2 km. Tanti momenti ricchi di emozione hanno animato questi weekend: dal tradizionale lancio dei palloncini rosa, agli applausi quando le donne in rosa hanno aperto la corsa.

L’edizione 2017 ha confermato la possibilità di usufruire di tante iniziative gratuite: consulti medici e prestazioni specialistiche gratuite per la diagnosi precoce dei tumori del seno e delle principali patologie femminili. Stage di apprendimento di discipline sportive, esibizioni di fitness, attività di relax e benessere oltre a laboratori pratici e teorici di sana alimentazione. Iniziative educative e ricreative dedicate alle “Donne in Rosa”, donne che si sono confrontate con il tumore del seno e che testimoniano che da questa malattia si può guarire. Tante le aree specifiche da quelle dedicate ai bambini ricche di iniziative ludiche e didattiche e spazi di  intrattenimento per tutta la famiglia con sport, musica e giochi.

La novità più apprezzata per questa 18esima edizione è stata l’area dedicata alle terapie integrate che hanno riscosso un notevole successo. La finalità delle terapie complementari in Oncologia è quella di potenziare le terapie standard (chirurgia, chemioterapia, radioterapia, ormonoterapia) per favorire nel paziente una migliore gestione, anche emotiva, della patologia, attraverso un percorso di cura personalizzato. Tante le attività gratuite per il benessere psico-fisico proposte nel villaggio della salute tra cui: Pet Therapy, Shiatsu, Yoga della Risata, Yoga, Riflessologia Plantare, Rilassamento muscolare, Qi Gong, Laboratori di musicoterapia, Laboratori di arte terapia,L’orto sul terrazzo. Tutti gli operatori hanno svolto con accuratezza e dedizione ogni prestazione con spiegazioni e consigli adatti ad ogni singolo utente. Numerosa l’affluenza e tanti commenti positivi anche da quelli che prima dell’esperienza si sarebbero definiti scettici.

Dal 2014 presso il Centro di Senologia del Policlinico A. Gemelli è attivo un Servizio di Terapie Oncologiche Integrate : fornisce prestazioni ambulatoriali per le pazienti oncologiche del Polo ed anche provenienti da altre strutture, con la finalità di integrare in un percorso di cura condiviso, sicuro e basato su evidenze, consulenze su stili di vita (nutrizione ed attività fisica), supporto psicologico e terapie complementari validate, in grado di migliorare la tolleranza ai trattamenti convenzionali, favorire un pieno recupero del benessere psico-fisico durante ed al termine dei trattamenti e migliorare la qualità di vita delle donne che affrontano la patologia tumorale. Riteniamo che un percorso integrato all’interno di una struttura affidabile e prestigiosa sia il miglior deterrente contro il possibile abbandono delle terapie convenzionali, a favore di cosiddette medicine alternative al di fuori dei luoghi di cura riconosciuti.” dice il Dott. Stefano Magno responsabile del Servizio di Terapie integrate in una recente intervista.