Race e Komen oltre la pandemia… un gesto solidale

Quest’anno a Roma si dovrebbe svolgere la 21° edizione della Race for the Cure per la Komen Italia onlus. Dietro ci sono 21 anni di sofferenza, amore, dedizione, dolore, ma anche speranza. Vi inoltro la mail del Prof. Riccardo Masetti che annovero tra le persone che hanno impreziosito la mia vita e con il quale nel mio piccolo ho sempre cercato di collaborare e anche con questo piccolo gesto ci provo ancora… malgrado tutto!

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Ciao Emanuela,

in questo periodo l’intero paese è messo a dura prova dalla pandemia da COVID 19.

Ci vuole l’impegno di tutti per far sì che si riesca ad uscire il prima possibile da questa difficile emergenza sanitaria.

L’invito che la Komen Italia rivolge alle migliaia di suoi volontari, amici e sostenitori è quindi quello di rimanere a casa e rispettare tutte le indicazioni utili a limitare i contagi.

Ma mentre prestiamo grande attenzione al Coronavirus, continuiamo a tenere alta l’attenzione anche su altre minacce che mettono ugualmente in pericolo la salute femminile, come i tumori del seno. Sebbene la pandemia li abbia messi temporaneamente in secondo piano, i tumori del seno nel nostro paese continuano a colpire duro: oltre 4.300 nuove diagnosi e più di 1.000 donne che perdono la loro vita ogni mese.

Se da un lato dobbiamo quindi fare uno sforzo massimo per sconfiggere il Coronavirus, dall’altro non possiamo distrarci dai tumori del seno, che non fermano la loro aggressione  nemmeno durante la pandemia.

Per questo noi di Komen Italia continuiamo a lavorare da casa con massimo impegno per assicurare che tutte le Race for the Cure possano comunque essere svolte nel 2020.

Ad oggi, le date delle Race di Bologna, Brescia, Matera, Pescara e Napoli, in programma dopo l’estate, restano quelle già annunciate.

Per le Race di Roma e di Bari, siamo invece in attesa di capire meglio l’andamento della pandemia per decidere se le date potranno essere confermate per maggio o se, come è molto probabile, si renderà necessario spostarle più in avanti.

Ma vogliamo rassicurarvi che anche queste due Race si svolgeranno comunque nel corso del 2020 e che le iscrizioni resteranno valide anche in caso di spostamento di data.

Continuate quindi ad iscrivervi sul sito www.raceforthecure.it a tutte le edizioni previste per il 2020: riceverete così la maglia della Race, che vi verrà recapitata a casa in una speciale confezione.

E continuate, con il passaparola, ad incoraggiare anche i vostri amici a fare altrettanto, e a postare poi una foto con la maglia Race sui social @komenitalia per esprimere vicinanza e solidarietà alle tante donne che affrontano il tumore del seno in questo momento particolarmente difficile.

Dobbiamo unire le forze e impegnarci a fondo adesso per uscire più rapidamente dall’emergenza Covid 19 e per proteggere la salute.

Poi sarà ancora più bello ritrovarsi nelle varie Race, e festeggiare insieme anche la fine di questa tragica pandemia.

Un caro saluto,

Riccardo Masetti

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ricevi la maglia cliccando sul link!
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#Insieme si può vincere

Questo lo slogan che ha animato la mattina di sabato 6 maggio scorso  presso il Comune di Bracciano in occasione della cerimonia di conferimento di encomio alla Squadra di Velia da parte dell’amministrazione comunale.

La  motivazione di ENCOMIO :

per il fattivo contributo rivolto a promuovere la cultura della prevenzione oncologica sul territorio Sabatino e della Tuscia, per il concreto sostegno alle tante donne che affrontano la malattia tumorale e per l’apporto costante teso a rendere la patologia sempre più curabile, Fulgido esempio di nobili virtù civiche di umana solidarietà e generoso spirito di abnegazione”

consegnata dal vice sindaco di Bracciano alla Caposquadra Velia.

Presenti molti rappresentati delle associazioni locali come la C.R.I. (Gruppo Sabazio) e Donne in movimento, Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori E Ristoratori) ed Epulea e tante donne che hanno affrontato e stanno affrontando il cancro al seno.

Momenti di commozione con la lettura di apertura dedicata alla rinascita e alla speranza effettuata dall’attrice Paola Lorenzoni a cui ha fatto seguito un interessante relazione del dott. Stefano Magno che oltre ad introdurre la storia dell’oncologia ha sottolineato l’importanza delle medicine integrate in aggiunta ai farmaci tradizionali. A quest’ultimi il compito di debellare la malattia alle medicine integrate quello di migliorare e rinforzare la parte sana dell’individuo.

“Il tumore è sempre più frequente e siamo ben lontani dalla possibilità della sconfitta, ma è sempre più curabile e non sempre tumore è sinonimo di morte…Il tumore sta diventando una malattia cronica e serve un grande gioco di squadra..” ha incalzato il dott. Magno chiudendo il suo intervento con un proverbio africano: “Se devi andare veloce corri da solo, se devi andare lontano cerca dei compagni di viaggio”

In chiusura la lettura del Testamento di Velia che ha colpito nel cuore tutti i presenti che hanno applaudito per molti minuti grazie all’interpretazione molto sentita di Paola Lorenzoni.

Foto di rito ed un gustoso buffet hanno allietato il termine dell’incontro con il sottofondo musicale di Nicola Buffa alla chitarra e Max Straccini al sax.

La malattia oncologica e la famiglia

Non di rado si riscontrano problematiche, a livello psicologico e organico, da parte dei familiari di pazienti oncologici. L’assistenza di  un paziente oncologico, in qualsiasi fase della malattia si stia trovando, è un compito molto gravoso fisicamente e psicologicamente. Secondo studi recenti condotti dalla Fondazione Ant Italia Onlus, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna i familiari vengono messi a dura prova dalla malattia. Il problema è serio: se un familiare si ammala accudendo il proprio caro sicuramente la situazione non potrà altro che peggiorare.

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La ricerca ha coinvolto 107 familiari, 77 femmine e 30 maschi, che si occupano quotidianamente dell’assistenza oncologica ai propri cari. I volontari sono stati valutati, tramite questionari e schede socio-anagrafiche, all’inizio di questo impegno importante e dopo tre settimane. I risultati sono stati esaurienti: il rimuginio, ossia ovvero il pensiero continuo della grossa responsabilità nei confronti del paziente e della malattia, aumenta il rischio d’insorgenza di disturbi fisici e depressivi, dato l’elevato livello di stress che li caratterizza. Si crea in queste persone un vero e proprio disagio psicofisico che mette a dura prova la loro salute; ecco perché è importante un sostegno per queste famiglie.