In 50.000 alla Race for the cure di Roma

Solidarietà e prevenzione le parole simbolo di questa manifestazione che in concreto ha visto 50,000 persone che hanno creduto e sostenuto questo progetto che si rinnova da ben 23 anni grazie all’entusiasmo del Prof. Riccardo Masetti, le fantastiche donne in rosa, i volontari, le madrine Maria Grazia Cucinotta e Rossana Banfi con la perfetta organizzazione di Komen Italia.

Grazie anche a vecchi e nuovi amici tra i partner ed istituzioni che si sono resi disponibili per la buona riuscita di questo fine settimana intenso iniziato giovedì scorso. 1500 prestazioni effettuate a scopo preventivo e numerosi momenti ludici per adulti e bambini, senza dimenticare il ricco elenco di conferenze ed incontri tematici.

La Race for the Cure è finalmente tornata e oggi ha battuto il record più importante, quello del ritorno alla normalità.


Per gli amici di altre zone d’Italia questi i prossimi appuntamenti:
Bari 13 – 15 maggio
Napoli 20 – 22 maggio
Bologna 16 – 18 settembre
Brescia 23 – 25 settembre
Matera 30 settembre – 2 ottobre
e in Abruzzo grazie al Comitato di Pescara 7 – 9 ottobre

Una “sigla” per le donne in rosa alla Race for the cure

Inaugurato ieri al Circo Massimo il villaggio della Komen Italia per la prevenzione con aree mediche e tematiche nelle quali saranno offerti gratuitamente esami diagnostici di screening per le principali patologie femminili e dove si potrà partecipare a diverse iniziative.   (ve ne ho parlato qui: https://emanuelascanupsicologa.com/2022/05/03/il-villaggio-della-prevenzione-by-komen-italia/) Il villaggio sarà attivo fino all’8 maggio con il tradizionale appuntamento con la Race for the Cure, la più grande manifestazione al mondo per la lotta ai tumori del seno che attraverserà, oltre Roma,  6 città italiane: Bari, Napoli, Bologna, Brescia, Matera, e Pescara. con aree mediche e tematiche nelle quali saranno offerti gratuitamente esami diagnostici di screening per le principali patologie femminili e dove si potrà partecipare a diverse iniziative.  

l’inaugurazione di ieri al circo massimo

Quest’anno la “Race for the Cure” avra’ una sigla musicale “La nostra amica sempre”, canzone “donata” da un artista attiva sul fronte delle donne: Giovanna Gattuso, singer-songwriter, performer, Vocal coach e pluri premiata ai Los Angeles Music Award come autrice ed interprete.

Giovanna Gattuso con il Prof. Masetti Presidente della Komen Italia

Giovanna arriva a Roma da Los Angeles quattro anni fa e motivata dalle tematiche femminili entra a far parte dell’associazione Fidapa BPW sezione Roma.  Nel breve forma un coro non professionale nella sua sezione ed e’ proprio grazie all’incontro con questa realta’ che decide di  scrivere canzoni a sostegno e supporto delle donne.   

Giovanna Gattuso con la madrina della manifestazione Rossana Banfi

Ed e’ proprio durante la manifestazione del 2021 che Giovanna incontra il Professor Riccardo Masetti, direttore del Centro integrato di senologia  all’Universita’ Cattolica – Policlinico Genelli di Roma e presidente della Komen Italia per la lotta ai tumori al seno che organizza la Race for the Cure, che decide di donare alla manifestazione la canzone.  

“E quando incontri qualcuno che ti prende per mano ti porta per mano in un mondo migliore …” dice la canzone.  Un inno all’amicizia, la condivisione ed il supporto reciproco. Ed e’ infatti nel ritornello: “sei tu, sei tu….”, il significato profondo dell’essere uniti/e in manifestazioni fondamentali per la ricerca come la Race for the cure.  

E poi l’invito dell’organizzazione a Giovanna Gattuso di formare un coro per le donne in rosa del Centro Komen Italia per i Trattamenti Integrati in oncologia.

Argomento del mese di maggio: Il tumore non è il male del secolo

Alla luce della recente pandemia definire ancora il tumore il male del secolo sembra davvero riduttivo. Lo diventa ancora di più se consideriamo il fatto che abbiamo testimonianze inequivocabili della cultura assira, babilonese o egizia in cui si cercavano mezzi per curarlo. Prove che  Atossa, la figlia del Re di Persia vissuta 500 anni prima di Cristo era affetta da tumore al seno, ed ancora prima un dinosauro affetto da tumore alle ossa come documenta il suo scheletro al Museo di storia naturale di Londra.*

E’ anche tristemente vero che malgrado le conoscenze scientifiche e la prevenzione il tasso di mortalità è ancora davvero alto. Alcune cellule impazziscono, dimenticano quale era il loro ruolo, ritornano ad una situazione embrionaria ed iniziano a proliferare e disseminarsi e per noi è l‘inizio del baratro. Una diagnosi di tumore fa paura. Tumore uguale sofferenza e morte difficile non avere questi pensieri anche se non abbiamo avuto esperienza diretta nella nostra famiglia. La morte è un argomento tabù anche se come diceva mia madre: è l’unica cosa giusta perché arriva per tutti. Ovvero è qualcosa che riguarda tutti da vicino, ma di cui non vogliamo neanche sentire parlare. Non siamo capaci di affrontarlo senza paure e senza difese.

Non sta a me elencare le cause principali che causano o con – causano l’insorgenza di un tumore, ma sicuramente sistemi di vita ed alimentazione sregolata non aiutano. Anche lo stress della vita moderna ci rema contro come evidenziano i più recenti studi tra i rapporti tra corpo e mente, il somatico e lo psichico, i vissuti/comportamenti e relazioni biologiche/malattia.

La prevenzione rimane sempre il nostro miglior alleato, ma se ci capita da essere investiti da una cosa così spaventosa come reagiamo? A cosa possiamo attaccarci per non rimanere sconfitti? Ci sono terapie che ci possono sostenere oltre che curare? Come si può aiutare la famiglia? Come si può rendere il meno traumatico possibile un evento o una perdita per i bambini?

Liberarsi dal dolore fisico e psicologico è possibile? Il dolore acuto o cronico che sia è inumano, la sopportazione oltre i limiti di sopportazione è degradante, perché prima la persona della dignità. I nuovi strumenti a disposizione nella terapia del dolore ci danno speranze per il futuro.***

Questo è l’argomento del mese di maggio. Un argomento difficile, ma di cui è giusto parlare, perché a volte si ha anche paura a fare domande. Cercherò di rispondere anche ai vostri quesiti, se ce ne saranno, con uno sguardo di speranza che non guasta mai!

*da Un male curabile (Umberto Veronesi)

**da Stress , emozioni e malattia (Paolo Pancheri)

***da Liberi dal dolore (Cesare Bonezzi)