Storia con morale (Febbraio 2022)

Nell’ottica dell’importanza di prendersi cura di se stessi, intesa come capacità di volersi bene, questo il racconto con morale di questo mese. Sembra che questa storia sia stata tramandata dai seguaci di Buddha dopo averla ascoltata dalla sua stessa voce!

Un tempo lontano due acrobati, un insegnante ed una apprendista, si esibivano ogni giorno per strada per guadagnarsi da vivere. Il primo era un povero vedovo e Medakathalika l’ apprendista, una ragazzina molto saggia.

Le loro esibizioni comportavano spesso dei rischi,perché l’insegnante doveva tenere in equilibrio sulla propria testa un alto palo di bambù mentre Medakathalika vi si arrampicava sopra.

Per evitare cadute e lesioni durante la performance, i due acrobati dovevano fare molta attenzione e un giorno l’insegnante, credendo di aiutare la studentessa, le consigliò di guardarlo mentre lui avrebbe fatto lo stesso con lei, in modo da aiutarsi a vicenda per mantenere la concentrazione e l’equilibrio, e guadagnare così abbastanza denaro per mangiare.

Ma la piccola Medakathalika gli rispose che era meglio che ognuno di loro guardasse se stesso SENZA DIPENDERE dall’altro perché prendersi cura di sé significa ANCHE prendersi cura di entrambi. In questo modo avrebbero sicuramente evitato incidenti e ottenuto abbastanza soldi per mangiare.

Fonte web

La moda fa prevenzione con la performance LE CICATRICI PREZIOSE

Nella Giornata mondiale per la lotta contro il cancro sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha lo scopo di sensibilizzare, prevenire e sostenere la ricerca, condivido una bella iniziativa che ha coinvolto le donne in rosa, donne operate al seno e la Komen Italia. Inserito nel calendario di AltaRoma un evento /performance molto partecipato. Ve lo racconto con foto e parole.

le bellissime donne in rosa: foto di Carlo Maria Viola

Tutto esaurito per la performance-evento “Le cicatrici preziose” che ha avuto luogo nella galleria Plus Arte Puls di Francesca Barbi Marinetti a Roma “Le cicatrici preziose”, inserita tra gli eventi In Town della Roma Fashion Week, organizzata da Altaroma.

Moda, arte, poesia, gioielli preziosi in un evento con una grande valenza sociale, legato anche alla prevenzione e alla lotta ai tumori,  rappresentato dalla presenza di Susan G. Komen Italia.

stand della Komen Italia

Un concept che è nato dalla creatività e da un’idea originale dell’hair stylist Alessandro Messina, dell’attrice e regista Eleonora Albrecht, del giornalista e poeta Paolo Gambi,  fondatore del movimento Rinascimento Poetico, prodotto ed organizzato da Gabriella Carlucci, madrina dell’evento.

Un nutrito parterre ha accompagnato l’evento.  Tra i volti noti: Andrea Roncato e la moglie Nicole Moscariello, Maria Rosaria Omaggio, gli attori e attrici Antonella Ponziani,  Camilla Petrocelli, Graziano Scarabicchi, Luca Paniconi e Gabriele Rossi, il cantante Lorenzo Licitra e la cantante Alma Manera, la conduttrice, modella ed attrice Eleonora Pieroni, Roberta BetaAdriano Franchi Direttore Generale di Altaroma, i fashion designer  Italo Marseglia e Simone Cangelmi, il jewelry designer Luciano Fochini.

Un’attenzione e una visione artistica sulla donna, sui percorsi bui e dolorosi che, partendo dalla malattia oncologica, dai segni indelebili che lasciano sul corpo e nella psiche di ognuna di noi, ci portano fino alla rinascita, ad una ritrovata consapevolezza, prendendo ad esempio l’antica arte del Kintsugi

la locandina dell’evento.

La rottura di un oggetto non ne rappresenta la fine. Le sue fratture diventano trame preziose. Si deve tentare di recuperare, e nel farlo ci si guadagna. È l’essenza della resilienza.

Otto donne, tra le quali la soprano Maristella Mariani hanno indossato le creazioni di Mariel Alta Moda e Arte di Marilena Spiridigliozzi e i gioielli dei designer di Officine di Talenti Preziosi per dare vita ad una coreografia, minuziosamente orchestrata da Eleonora Albrecht.

Le poesie di Paolo Gambi, sono state il leitmotiv della performance che si è conclusa con lo stesso poeta che ha letteralmente “scritto” sul corpo di tre modelle i suoi versi, come fossero un frammento di vita, di dolore e di rinascita. Uno sguardo al passato per poi volare al futuro, in una visione universale di rinascita.

foto di Carlo Maria Viola

L’evento ha voluto essere un messaggio importante di positività, di rinfrancante ottimismo, perchè l’arte, la poesia e la bellezza, nella loro semplicità, saranno e sono quella marcia in più per salvare il mondo.

Prendersi cura di Sé

Eccoci al primo appuntamento del mese dedicato a questo importante argomento. Abbiamo bisogno ogni giorno di piccole attenzioni, di sentirci importanti, accettati ed amati. Una persona su tutte conosce i nostri limiti, capacità e bisogni e siamo noi stessi.

Sarebbe bello essere sempre forti e capaci? Certo, ma non è qualcosa che arriva dal nulla. La prima regola è volersi bene…intendo sul serio. E’ ciò che chiamo da sempre il sano egoismo: la capacità di mettersi al centro. Di cosa? Dei propri desideri, aspirazioni e bisogni.

Ci aspettiamo sempre che siano i famigliari, i colleghi, gli amici a cambiare la nostra vita ed invece no: solo noi possiamo farlo.

Pazienza e buona volontà sono le doti che servono per dimostrarci ogni giorno che “valiamo la pena” ricordandocelo con piccoli o grandi gesti. Sicuramente queste doti le mettiamo a disposizione degli altri (figli, famiglia ecc.), ma è verso di noi che fa la differenza.

In effetti più stiamo bene con noi stessi e abbiamo con gli altri più energia, pazienza ed ottimismo. Facendolo ogni giorno conquisteremo la libertà mentale, la leggerezza dal giudizio e la soddisfazione personale.

Dalla cura del nostro abbigliamento, alla scelta dei cibi che dobbiamo mangiare, ai dettagli della nostra casa. Sono infiniti gli ambiti in cui possiamo vivere al meglio. Circondarsi di cose belle (che non vuol dire per forza costose!) è un modo semplice per prendersi cura di Sé. Può bastare una pianta su un davanzale, degli aromi vaporizzati in casa, un maglione di lana morbida i cui avvolgersi, passare del tempo con le amiche o fare yoga.

Tutti o nessuno di questi. La lista è la vostra, solo voi sapete cosa vi fa stare bene!

Realizzazione personale: il segreto è fare ciò che ami!

Non tutti hanno la fortuna di fare il lavoro della loro vita, alcuni non riescono a vivere al meglio le proprie giornate. Spesso non si ha avuto il coraggio di seguire le proprie passioni. A volte ci hanno fatto credere che non ne saremmo stati capaci o che non fosse roba per noi. Eppure il segreto della realizzazione personale, ciò che ci permette di superare i nostri limiti e non ci fa sentire il peso di un impegno, è proprio fare ciò che si ama di più. Certo ci vuole coraggio. Accettare il rischio di non riuscire è già di per sé una vittoria rispetto a chi si ferma al primo ostacolo invece di cambiare strategia o non ci prova affatto!

Realizzare se stessi è un cammino impegnativo e può durare una vita intera. Gli ostacoli da superare sono molti. Uno di questi è la pigrizia. Tante persone vorrebbero dimagrire, laurearsi, imparare a cucinare o avere un fisico scultoreo, ma non sono disposti a fare sacrifici. Vi svelo un segreto: non si ottiene nulla lamentandosi sdraiati sul divano con un bicchiere di Nutella in mano!

Quindi fare ciò che piace non vuole dire una vita spesa nella nullafacenza, ma realizzare le proprie aspirazioni o dare possibilità alle nostre capacità.

Per qualcuno è anche difficile capire cosa è più congeniale a se stesso. Non si può programmare tutta la propria vita nei particolari anche perché ciò che pensiamo e crediamo a 15 anni è spesso molto diverso da quello che pensiamo e crediamo a 30, figuriamoci a 50!

Quando pensiamo alla realizzazione di noi stessi la correlazione con la produttività è immediata, perché ci dà la misura del nostro impegno. Se ci siamo impegnati nello studio è molto probabilmente che avremo un bel voto all’esame, se abbiamo fatto bene la dieta vedremo spostare l‘ago della bilancia, se avremo sudato in palestra la possibilità di avere la fantomatica “tartaruga” è più fattibile. A patto che lo stiamo facendo con amore. Ognuna di queste ed altre cose, per darci risultati apprezzabili e non venirne sopraffatti, vanno fatte con il cuore. Se ambiamo ad un certo risultato la fatica viene meno se lo facciamo con entusiasmo.

La determinazione non viene dal sacrificio, ma dalla passione! Il sacrificio è inutile se non fatto con il cuore: perde il suo valore!

Aristotele parlava di BEN VIVERE come capacità di mantenersi, autosostenersi ed essere autonomi. La soddisfazione e realizzazione personali derivano quindi dalle nostre capacità a raggiungere gli obiettivi con la gioia di farlo!

PEAK STATE  (STATO DI PICCO)

Quel particolare stato d’animo in cui si è fermamente ed euforicamente determinati ad agire al fine di raggiungere i propri obiettivi, a discapito delle proprie paure, quali che esse siano, e comunque in generale si approccia ogni situazione con mentalità prolifica.(Fonte Web)

Sembra davvero fantastico, ma quante volte ci sentiamo così? Esiste un modo per vivere sempre al meglio?

La situazione in cui ci troviamo oggi e come agiamo è determinata da come ci sentiamo ovvero dalle emozioni che proviamo. Se abbiamo una visione negativa della vita, se tendiamo a vedere sempre tutto nero agiremo sempre in modo negativo e vivremo giornate sempre più nere. Se cerchiamo di aprirci al mondo guardando in modo positivo oltre l’orizzonte (oltre alle eventuali difficoltà del momento!) il cambiamento potrebbe essere immenso.

Le emozioni hanno la capacità di controllare la nostra vita: quello che viviamo, facciamo e diciamo. La vita non è mai facile, ma lo diventa se impariamo a metterci sulla giusta corsia. Naturalmente per agire in modo positivo bisogna mettersi in uno stato d’animo positivo.

Come può essere possibile un cambio di rotta? Agendo su tre aspetti: quello fisiologico, la comunicazione e la concentrazione.

La nostra mente ed il corpo sono interconnessi. Non dobbiamo pensarli come due unità separate e sconnesse. La nostra mente influenza lo stato del corpo e le sensazioni del nostro corpo influenzano le nostre sensazioni e di conseguenza le nostre azioni. Se ci alziamo dal letto “acciaccati” probabilmente inizieremo a lamentarci e saremo nervosi per tutta la giornata e questo condizionerà inevitabilmente la nostra giornata. Verifichiamo se il materasso è adatto alla nostra schiena, se abbiamo mangiato poco o male la sera prima di andare a dormire, se avevamo pensieri su ciò che era successo durante la giornata o per quello che doveva accadere il giorno dopo e cercate di rimediare. Nell’ordine: comprando un materasso migliore, mangiando le giuste quantità e qualità di alimenti la sera prima e magari prendendo una piccola quantità di melatonina per migliorare la qualità del sonno.

Quello che farà davvero la differenza sarà come affronterete proprio i primi minuti della giornata: se iniziate con un bel respiro ed un po’ di stretching (ci sono tantissimi video gratuiti on line!) già la giornata prenderà un andazzo diverso. Migliori sensazioni muscolari, maggiore ossigenazione ovvero pensieri più leggeri e positivi.

Un altro aspetto da tenere sotto controllo è sicuramente l’attenzione su ciò che facciamo. Quante volte mentre state facendo una cosa la interrompete, ne cominciate un’altra o fate controvoglia qualcosa che rimane a metà ed a fine giornata avete la sensazione di non aver concluso nulla?

Mettersi i giusti obiettivi e calcolare i giusti tempi tra impegno e recupero è fondamentale. Cercate di finire un compito prima di cominciarne un altro, tenete duro fino alla fine e poi prendetevi una ricompensa. Una pausa per il caffè, per una passeggiata. Se l’impegno fisico o mentale è elevato dividete il lavoro a metà e non andate per forza oltre le vostre possibilità. Potreste fare errori che vi farebbero perdere tempo e darvi la sensazione di non saper far nulla. Quindi programmare una serie di azioni con le relative priorità vi aiuterà a mantenervi concentrati ed avere ottime performance nel lavoro e nella vostra vita privata.

Non si può programmare ogni cosa della propria vita, ma avere una programmazione settimanale, giornaliera e delle prossime ore a venire permette di usare il tempo nel migliore dei modi con relativa soddisfazione e sensazioni positive.

Ultimo aspetto, ma non per questo meno importante è il linguaggio che avete verso voi stessi e gli altri. Forse non ve ne accorgete, ma durante la giornata parlate tantissimo tra voi e voi e spesso non siete gentili! Vi potete buttare giù dicendo: “ma capitano tutte a me, sono sfortunato ecc.” o auto- sostenervi dicendo: “ok cosa ho sbagliato? come posso farlo al meglio?” Non cambia la situazione, ma influirà sul risultato e sulle energie che metterete per uscire da quella situazione.

Scegliete le giuste parole con voi stessi e con gli altri e questo condizionerà moltissimo le vostre emozioni. Ricordate le parole che hanno effetto su di voi e vi sostengono ed imparate ad utilizzarle più spesso.

Imparate a riconoscere le frasi negative e cambiale. Fate in modo che non possano influenzarvi.

Se sarete riusciti a fare questo e lo farete ogni giorno raggiungerete quello che Anthony Robbins chiama “Peak State”, una sensazione in cui vi sentite pieni di entusiasmo e propositivi. Se imparerete ad ascoltare il vostro corpo, a controllare le vostre parole e sarete organizzati potrete far fronte ad ogni situazione perché sarete in grado di gestire le emozioni a vostro vantaggio e a prendere decisioni che vi porteranno al successo personale e professionale.

Per approfondire: Peak State di Giacomo Bruno /Bruno editore

Realizzazione Personale: di cosa parliamo?

Prima di tutto analizziamo cosa non è la Realizzazione Personale: non è un trofeo da esibire dopo una carriera, qualcosa che si ottiene come ricompensa, un qualcosa di dovuto o che capita da un momento all’altro. Messi i dovuti puntini sulle i cerchiamo di capire invece cosa è: un processo lungo che può durare tutta la vita e non sempre si può dire di averla raggiunta. E’ un fatto personale prima ancora che sociale. E’ riuscire a realizzare le proprie aspirazioni, ovvero ciò che veramente si desidera e rappresenta chi veramente si è.

Già qui incontriamo il primo intoppo: molte persone non sanno cosa desiderano o chi sono: mangiano, vanno al lavoro e programmano le vacanze in un’incessante quotidianità che non li rappresenta, ma di cui sono ignari. Per altri il desiderio di realizzazione è molto forte e prima di trovare la giusta strada spesso devono fare deviazioni o hanno incidenti di percorso.

La realizzazione personale si identifica nel tuo grado di libertà: quanto sei libero nei tuoi pensieri, nelle cose che fai, nelle persone che frequenti? Oppure cose, persone e situazioni limitano la tua libertà personale? Compreso ciò che si è e ciò che si desidera per ottenere un certo grado di soddisfazione personale bisogna liberarsi da pesi che non ci appartengono. Spesso risultato di un certo tipo di educazione o esperienze, i nostri pensieri ed i nostri ideali può capitare che non ci rappresentino ed abbiamo il dovere di identificarli ed allontanarci da tutto ciò che non è buono per noi.

Poter essere “felici” in una vita che ci rappresenta significa essere onesti con se stessi e di conseguenza con gli altri. Possiamo pensare di realizzarci su un piano personale, ma anche spirituale ed infine sociale.

Sperando sia chiaro il concetto spero di aiutarvi nel vostro cammino con i prossimi articoli e curiosità durante il mese di gennaio.

Vivere senza pesi mentali. Come liberarsi da rimpianti, rancori e sensi di colpa di Raffaele Morelli

Dedicato a tutti quelli che della ruminazione ne fano la loro ragione di vita, per imparare ad affrontare pensieri e situazioni in modo più semplice e leggero.

Edito da Mondadori in quest’anno (2021) nel suo linguaggio semplice e diretto Morelli spiega nel suo ultimo libro, perché ci si tormenta con rimpianti, rancori e sensi di colpa e come liberarsi dai pesi mentali che opprimono e rendono pesante le nostre vite.

«La mente tormentata nasce e si forma dal ragionamento continuo sugli affetti, le emozioni, i sentimenti, sui traumi che ci sono capitati, gli amori finiti, i fallimenti, gli abbandoni. Passiamo il tempo a dirci come dobbiamo essere, che cosa abbiamo sbagliato, a rimpiangere il passato, a vivere di sensi di colpa, a cercare di essere perfetti. Così la mente si riempie di zavorre, di “pesi mentali”, che finiscono per gravare sulla nostra vita interiore, per condizionarci e farci credere che siamo solo i disagi che viviamo.» Questo libro è un percorso per alleggerirsi dai pesi mentali grazie a una serie di passaggi che derivano da anni di lavoro con i pazienti. Scardina molti luoghi comuni del pensiero, molte idee ripetute in psicoterapia ma lontane dai codici dell’anima. Pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, lasciamo a terra le zavorre, si dissolve il piombo che ci inquina, ci avviciniamo al nostro Sé profondo, ci sentiamo più leggeri, più autentici, più felici.

Storia breve con morale /dicembre

Un giovane domanda al più saggio di tutti gli uomini il segreto della felicità. Il saggio suggerì al giovane di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore.
“Solo ti chiedo un favore” concluse il saggio, consegnandogli un cucchiaino su cui versi due gocce d’olio. “Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza versare l’olio”. Dopo due ore il giovane tornò e il saggio gli chiese: ”Hai visto gli arazzi della mia sala da pranzo? Hai visto i magnifici giardini? Hai notato le belle pergamene?”. Il giovane, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d’olio. “Torna in dietro e guarda le meraviglie del mio mondo” disse il saggio.

Il giovane prese il cucchiaino e di nuovo si mise a passeggiare, ma questa volta osservò tutte le opere d’arte. Notò i giardini, le montagne, i fiori. Tornò dal saggio e riferì particolareggiatamente tutto quello che aveva visto. “Ma dove sono le due gocce d’olio che ti ho affidato?” domandò il saggio. Guardando il cucchiaino il ragazzo si accorse di averle versate. “E bene, questo è l’unico consiglio che ho da darti” concluse il saggio, “Il segreto della felicità consiste
nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza mai dimenticare le due gocce d’olio nel cucchiaino”

Per guardare tutte le meraviglie del mondo senza ma dimenticarti le due gocce d’olio devi imparare a vivere nel “qui e ora”.

“Eroine / come i personaggi delle serie TV possono aiutarci a fiorire” di Marina Pierri

“Il femminismo è una pratica quotidiana che si esercita anche nell’infinità e nell’amore nei confronti di se stesse, oltre che nel mondo esterno.”

È una delle frasi che più mi ha colpito del libro EROINE e sono d’accordo con Maura Gangitano che ha curato la prefazione, che si tratti di un libro insolito.

Non fatevi trarre in inganno da titolo e copertina accattivanti: è molto più complesso ti quanto ci si aspetti.

Le serie TV non sono solo “prodotti di intrattenimento” e le varie figure femminili che vi ruotano incarnano numerosi archetipi femminili su cui ci dobbiamo interrogare e riflettere.

Arrivano ad un pubblico vastissimo in un tempo breve e creano un profondo coinvolgimento emotivo. Vanno ad agire su quello che Carl Gustav Jung chiamava “inconscio collettivo”.

Una serie TV può cambiare la nostra percezione di una nazione, di tematiche politiche e sociali attraverso l’incarnazione di realtá, stereotipi e psicologia del profondo.

Le donne delle serie TV incarnano gli archetipi più disparati: eroine su più fronti vanno a smantellare molte delle idee patriarcali che stanno “collassando su se stesse”.

Queste eroine stanno uscendo dalle serie ed iniziano ad imporre la loro presenza ed effettuare i cambiamenti nella nostra realtà.

“Eroine / come i personaggi delle serie TV possono aiutarci a fiorire” di Marina Pierri

Editore Tlon 2020

Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne

Noi donne sappiamo arrangiarci quando dobbiamo cambiare una ruota bucata alla macchina, o aprire il cofano e riempire il liquido lavavetri, al bisogno. 

Ci carichiamo di casse d’acqua, quando finisce e ce le incolliamo fino a casa.

Compriamo la scarpiera all’Ikea? Niente panico! Leggiamo le istruzioni e ce la montiamo.

Se c’è un insetto in casa troviamo il modo di buttarlo fuori.

Se dobbiamo aprire un barattolo facciamo leva con un coltello facendo entrare l’aria, e lo apriamo in un secondo, perché oltre alla forza sappiamo usare il cervello. 

Siamo estremamente indipendenti, noi donne. 

Siamo anche iper gelose della nostra indipendenza (o almeno, io lo sono)! 

Se decidiamo – perché altro non è che una SCELTA – di avere un uomo, è perché

quest’ uomo deve darci un valore aggiunto. Non perché ne abbiamo materialmente bisogno.

Scegliamo di avere un uomo perché abbiamo voglia di lasciarci andare, di sentirci libere di essere stanche avendo la consapevolezza che di fame non moriamo, perché il nostro uomo si preoccuperà della cena al posto nostro. Scegliamo di condividere il nostro tempo perché esso sia migliore, se condiviso. Scegliamo un uomo perché vogliamo sentirci protette pur sapendo che possiamo proteggerci da sole.

Scegliamo una persona perché è un “plus”.

Perché migliora la nostra vita e rende più leggero il tempo.

Perché noi donne ci amiamo da morire, ma l’uomo che vuole starci accanto, è perché ci ama un briciolo di più.

Perché ci fa sentire libere di cedere e di abbandonarci in un abbraccio che non ha il retrogusto di una pugnalata.

Perché difende la nostra dignità davanti a tutti e a tutte.

Perché a parole ci sappiamo fare e sappiamo difenderci benissimo da sole, ma lui sta sempre un passo dietro di noi, qualora dovessimo averne bisogno.

Scegliamo una persona al nostro fianco perché migliora la qualità del nostro tempo che, se fossimo da sole, comunque sarebbe già eccellente.

Perché senza quella persona ce la faremmo egregiamente da sole, ma non vogliamo. 

È diverso, parecchio diverso 

Perché l’amore è anche una scelta. 

Coraggiosa, ma pur sempre una scelta.

E nessuno sceglierebbe per sé qualcosa che non fa stare bene, giusto? 

Per cui se decidete di avere una persona al vostro fianco, dovete trarne beneficio. 

Altrimenti si chiama “masochismo”.

È perché “l’amore é cieco” vale solo all’inizio, nella fase dell’innamoramento.

Svanita quella, quando di fronte vediamo esattamente quello che abbiamo, diventa una scelta.

 Paola Ciccarelli

Avevo tenuto questo post della coraggiosa amica Paola per condividerlo proprio nella giornata sulla violenza sulle donne, perché esprime al meglio quanto noi donne siamo in gamba e che l’amore ed una relazione deve essere sempre una scelta.