Riconoscere il senso di fame tra corpo e mente

Il riconoscimento del senso di fame è importante per mantenere un adeguato equilibrio nutrizionale e una buona salute. Ecco alcuni segnali che possono indicare la fame:

Sensazione di vuoto o “rumore” nello stomaco: Spesso, la fame inizia con una sensazione fisica nello stomaco, che può essere descritta come una sorta di vuoto o una sensazione di leggerezza.

Crampi o dolori allo stomaco: La fame può manifestarsi con crampi o dolori leggeri nello stomaco. Questi sintomi possono variare da persona a persona.

Aumento della salivazione: Quando sei affamato, il tuo corpo può iniziare a produrre più saliva in previsione dell’assunzione di cibo.

Malumore o irritabilità: La fame può influire sul tuo stato d’animo, rendendoti facilmente irritabile o nervoso.

Sensazione di debolezza o spossatezza: Quando il corpo non riceve abbastanza energia attraverso il cibo, può rispondere con una sensazione di debolezza o stanchezza.

Distrazione: Se pensi costantemente al cibo o sei facilmente distratto da pensieri legati al cibo, potrebbe essere un segno di fame imminente.

Craving o desiderio di cibo specifico: A volte, la fame può manifestarsi come un forte desiderio per un cibo particolare.

Sensazione di testa leggera o vertigini: La fame può causare una diminuzione dei livelli di zucchero nel sangue, portando a sensazioni di testa leggera o vertigini.

Difficoltà a concentrarsi: La fame può influire sulla tua capacità di concentrarti su compiti o attività, poiché il tuo corpo cerca energia per funzionare adeguatamente.

È importante ascoltare il tuo corpo e rispondere ai segnali di fame mangiando quando necessario. Fondamentale è distinguere tra la fame fisica e la fame emotiva, poiché quest’ultima può portare a scelte alimentari poco sane. Presta attenzione ai segnali del tuo corpo e cerca di mangiare in modo equilibrato per soddisfare le tue necessità nutrizionali.

Ma cosa definisce la “Fame emotiva” ? E’ un termine che può essere interpretato in diversi modi a seconda del contesto. Evitando di analizzare i dettagli dei singoli contesti che potrebbero essere infiniti, mi concentrerò sui segnali di fame emotiva:

Costante bisogno di approvazione: Una persona con fame emotiva potrebbe cercare costantemente l’approvazione dagli altri. Questo può manifestarsi attraverso la ricerca di elogi, complimenti o attenzione continua.

Paura del rifiuto: Chi sperimenta fame emotiva può essere eccessivamente sensibile al rifiuto o alle critiche. Può avere una paura intensa di essere respinto o giudicato negativamente dagli altri.

Dipendenza dalle relazioni: La fame emotiva può portare a una dipendenza eccessiva dalle relazioni. La persona potrebbe cercare costantemente conferme e affetto dagli altri per sentirsi valida ed amata.

Instabilità emotiva: La fame emotiva può contribuire a uno stato emotivo instabile. La persona potrebbe sperimentare frequenti alti e bassi emotivi, spesso legati alla percezione di come gli altri la vedono.

Competizione e confronto costante: Chi vive con fame emotiva potrebbe confrontarsi continuamente con gli altri, cercando di primeggiare per sentirsi migliore e più apprezzato. Attenzione del giudizio, giudicare e giudicarsi ne abbiamo parlato più volte!

Difficoltà nell’autostima: La fame emotiva è spesso correlata a problemi di autostima. La persona potrebbe basare il proprio senso di valore interno su ciò che gli altri pensano di lei.

Come avrete capito c’è un enorme differenza tra fame del corpo e fame delle emozioni e vanno affrontate in modi diversi. La fame emotiva mette in ballo tantissimi aspetti personali e relazionali e quindi affrontarla da soli anche se si ha una buona rete familiare o di amici potrebbe non bastare. Il lavoro sul cibo non dà risultati come invece lavorare sull’autostima, sulla consapevolezza emotiva e sullo sviluppo di relazioni sane. Solo questo lavoro profondo può contribuire a mitigare la fame emotiva e promuovere il benessere emotivo.

Riconosci il disagio psicologico

Il disagio psicologico si riferisce a uno stato di malessere emotivo o psicologico che può manifestarsi attraverso una varietà di sintomi e disturbi. Questo termine è ampio e può includere diversi livelli di sofferenza mentale, dall’ansia e la tristezza occasionali fino a condizioni più gravi come la depressione, l’ansia cronica, i disturbi dell’umore o altre condizioni psicologiche.

Le cause del disagio psicologico possono essere molteplici e complesse e spesso coinvolgono fattori biologici, psicologici e sociali. Eventi traumatici, stress e pressioni quotidiane, predisposizione genetica, squilibri chimici nel cervello e fattori ambientali possono contribuire al manifestarsi del disagio psicologico.

È importante sottolineare che il disagio psicologico è un concetto molto ampio e può variare da persona a persona. Ciò che può essere considerato fonte di disagio per una persona potrebbe non esserlo per un’altra.


Pur manifestandosi con una grande varietà di sintomi  che variano da persona a persona e dipendono dalla natura e dalla gravità del problema il disagio psicologico si manifesta in prevalenza attraverso:

Cambiamenti nell’umore: Tristezza persistente. Ansia e preoccupazione eccessive. Irritabilità. Depressione.

Cambiamenti nel comportamento: Isolamento sociale e ritiro dalle attività sociali. Cambiamenti nell’appetito o nel peso. Difficoltà a concentrarsi o prendere decisioni. Disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia). Abuso di sostanze (alcol, droghe, farmaci).

Sintomi fisici: Mal di testa frequenti. Dolori muscolari o tensione. Disturbi gastrointestinali. Affaticamento e mancanza di energia. Pensieri e emozioni:

Pensieri ossessivi o ricorrenti. Sensazioni di paura o panico. Sensazioni di colpa o inadeguatezza. Idee suicidarie o autodistruttive.

Cambiamenti nelle relazioni: Difficoltà nei rapporti interpersonali. Comportamenti aggressivi o impulsivi. Isolamento dalle persone care.

Sintomi cognitivi: Pensieri disorganizzati. Deliri o allucinazioni (in alcuni casi). Difficoltà di memoria e concentrazione.

È importante notare che questi sintomi possono variare in intensità e durata e che la presenza di uno o più di essi potrebbe indicare la necessità di un supporto psicologico o psichiatrico. Se tu o qualcuno che conosci sta sperimentando questi sintomi o altri segnali di disagio psicologico, è fondamentale cercare aiuto da uno specialista della salute mentale. Il trattamento adeguato può contribuire notevolmente al miglioramento della salute mentale e al benessere complessivo.

2 ottobre: Festa dei Nonni

Oggi è la festa dei Nonni vi invito a festeggiarli. Chi ha ancora un nonno da festeggiare non sa quanto è fortunato. I nonni vanno celebrati per la loro esperienza e la loro saggezza. E’ vero non sono tuttologi, ma quante cose hanno da raccontarci, quante soluzioni conoscono a grandi e piccoli problemi! Quando ero piccola ogni volta che c’era bisogno di un consiglio o non si sapeva qualcosa si diceva : “chiedilo a nonno”.

Oggi i nostri giovani chiedono ad internet, ma non è la stessa cosa! Oggi chiedere ad internet non significa apprendere qualcosa di nuovo. Viene fatto in modo meccanico. Si utilizza un’informazione, ma non viene inglobata al proprio sapere perché l’informazione viene trasferita senza emozioni e quindi è molto difficile da trattenere in memoria.

Oggi poi non c’è tempo per sentire le storie dei “vecchi” eppure dovremmo tutti trovare un pò di tempo e dare senso e valore a quel tempo condiviso.

Quando si chiedeva ad un nonno questo trasmetteva tutta la sua esperienza con amore, con pazienza, con calore e tutte quelle cose che abbiamo appreso attraverso quegli insegnamenti fanno ancora parte di noi. Quel rapporto fa sì che gli scambi abbiano un valore maggiore, un valore aggiunto e credo che in questa giornata dovremmo ricordare e riconoscere tutto questo!

Una curiosità : La scelta del 2 ottobre come data per la Festa dei Nonni è particolarmente significativa. È il giorno in cui, nella tradizione cattolica, si celebravano gli Angeli Custodi, simbolo di protezione e guida divina.

Crescita personale in pratica

Abbiamo parlato tante volte di quanto sia importante la crescita personale e analizzato alcune strategie vincenti per raggiungere l’obiettivo. Oggi vorrei proporre delle idee pratiche da sfruttare da subito!

Ecco alcuni spunti pratici per svilupparti, migliorare le tue abilità e raggiungere gli obiettivi di vita:

Leggere di più: La lettura è un modo eccellente per espandere la tua conoscenza e migliorare la tua comprensione del mondo. Leggere libri su vari argomenti può aiutarti a sviluppare nuove prospettive e idee.

Imparare una nuova abilità: Scegli qualcosa che ti interessi e impara una nuova abilità. Potrebbe essere suonare uno strumento musicale, cucinare piatti gourmet, imparare una nuova lingua o programmazione informatica.

Allenarsi e mantenersi in forma: L’esercizio fisico regolare non solo migliora la tua salute fisica, ma anche quella mentale. Trova un’attività fisica che ti piaccia, che sia nuoto, yoga, corsa o qualsiasi altra cosa, e mantienila costante.

Praticare la mindfulness: La mindfulness è una tecnica che ti aiuta a vivere il momento presente in modo consapevole. La meditazione e la respirazione profonda possono aiutarti a ridurre lo stress e migliorare la tua concentrazione.

Imparare a gestire lo stress: Impara a gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento come la meditazione, il tai chi o lo yoga. Anche l’organizzazione e la pianificazione possono ridurre lo stress.

Imparare a gestire il tempo: La gestione del tempo efficace ti consente di essere più produttivo e avere più tempo per le attività che ti interessano. Crea una lista delle attività da fare e pianifica il tuo tempo in modo efficiente.

Imparare a gestire le emozioni: Migliorare la tua intelligenza emotiva può migliorare le tue relazioni personali e professionali. Impara a riconoscere, comprendere e gestire le tue emozioni e quelle degli altri.

Espandere la tua rete sociale: Connettersi con persone nuove può portare nuove opportunità e prospettive nella tua vita. Partecipa a eventi sociali, unisciti a gruppi di interesse e cerca opportunità per incontrare persone nuove.

Imparare a stabilire obiettivi: Impara a definire obiettivi chiari e realistici per te stesso. Pianifica come raggiungerli e fai progressi costanti verso il loro raggiungimento.

Volontariato e aiuto agli altri: Contribuire alla comunità o fare volontariato per cause benefiche può darti una sensazione di realizzazione e scopo nella vita.

Continuare l’istruzione: La formazione continua è essenziale per rimanere aggiornati nelle tue competenze e conoscenze professionali. Partecipa a corsi o seminari per espandere le tue competenze.

Mantenere un diario: Tenere un diario personale può aiutarti a riflettere sulle tue esperienze, emozioni e obiettivi. Può anche essere utile per tracciare il tuo progresso nella crescita personale.

Avere un mentore: Trova una persona più esperta o esperta in un campo che ti interessa e cerca di imparare da loro. Un mentore può offrirti consigli preziosi e orientamento.

Abbracciare il fallimento: Non avere paura di fallire, poiché i fallimenti possono essere preziose lezioni di vita. Impara dagli errori e usa le esperienze negative per crescere.

Avere una mentalità aperta: Sii aperto alle nuove idee, prospettive e culture. La curiosità e l’apertura mentale possono arricchire la tua crescita personale.

Ricorda che la crescita personale è un processo continuo e individuale. Scegli le idee che ti sembrano più adatte ai tuoi obiettivi e alle tue passioni, e lavora costantemente su di esse per migliorare te stesso e la tua vita.

I punti chiave per la perdita di peso!

Non esistono formule magiche e sono certa che vi aspettiate chissà quali rivelazioni fantascientifiche. C’è solo un modo (ovvero un insieme di azioni e predisposizioni mentali) per perdere o mantenere il proprio peso corporeo nel tempo. Desiderarlo davvero! Solo così avrai l’atteggiamento giusto per seguire le regole che seguiranno! Perdere peso in modo sano ed efficace richiede un approccio equilibrato che coinvolga una combinazione di dieta, esercizio fisico e cambiamenti nello stile di vita.

Andiamo per gradi e vediamoli insieme:

Consulta un professionista della salute: Prima di iniziare qualsiasi programma di perdita di peso, è importante consultare un medico o un dietologo. Possono aiutarti a stabilire obiettivi realistici e pianificare un programma adatto alle tue esigenze individuali.

Crea un deficit calorico: Per perdere peso, devi bruciare più calorie di quelle che consumi. Puoi farlo mangiando meno calorie di quelle che il tuo corpo ha bisogno per funzionare normalmente o aumentando il tuo livello di attività fisica per bruciare più calorie.

Mantieni una dieta equilibrata: Concentrati su una dieta ricca di frutta, verdura, proteine magre, cereali integrali e grassi sani. Riduci al minimo il consumo di cibi ad alto contenuto calorico, zuccheri aggiunti e alimenti processati.

Controlla le porzioni: Le dimensioni delle porzioni possono avere un impatto significativo sulle calorie totali che consumi. Usa piatti più piccoli e presta attenzione alle dimensioni delle porzioni per evitare il sovraconsumo.

Esercizio fisico regolare: L’attività fisica è fondamentale per bruciare calorie e migliorare la salute generale. Cerca di fare almeno 150 minuti di attività aerobica moderata o 75 minuti di attività intensa alla settimana, insieme a esercizi di forza per rafforzare i muscoli.

Bevi acqua: L’acqua è essenziale per il funzionamento del corpo e può aiutarti a sentirti sazio. Bevi abbastanza acqua durante il giorno per evitare la disidratazione.

Dormi a sufficienza: Il sonno è importante per la regolazione dell’appetito e il metabolismo. Cerca di dormire dalle 7 alle 9 ore a notte.

Gestisci lo stress: Lo stress può portare a cattive abitudini alimentari. Pratica tecniche di gestione dello stress come il rilassamento, la meditazione o lo yoga.

Monitora il tuo progresso: Tieni un diario alimentare per registrare cosa mangi e quanto esercizio fai. Questo può aiutarti a identificare aree in cui puoi migliorare.

Sii paziente e costante: La perdita di peso sana è un processo a lungo termine. Non aspettarti risultati immediati, e cerca di mantenere la motivazione nel corso del tempo.

Ricorda che è importante perseguire la perdita di peso in modo sano, evitando di ricorrere a diete estreme o a metodi non sostenibili. Un approccio equilibrato e sostenibile è la chiave per ottenere risultati duraturi e mantenere una buona salute e non recare danni all’autostima!

Leggere fa bene alla salute: scopri come in 10 passi

Sì, leggere può avere numerosi benefici per la salute mentale e fisica. Ecco alcuni dei modi in cui la lettura può influire positivamente sulla salute:

Riduzione dello stress: La lettura può essere una forma efficace di svago che aiuta a ridurre lo stress e l’ansia. Immergersi in un buon libro può far dimenticare i problemi quotidiani e fornire un’occasione per rilassarsi.

Miglioramento del sonno: La lettura prima di andare a letto può favorire un sonno migliore. Leggere un libro rilassante può aiutare a staccare da pensieri stressanti e a preparare la mente per il riposo.

Espansione del vocabolario e del pensiero critico: La lettura regolare espande il vocabolario e aiuta a sviluppare il pensiero critico. Queste abilità possono migliorare la comunicazione e la risoluzione dei problemi nella vita quotidiana.

Aumento dell’empatia: Leggere storie che raccontano le esperienze degli altri può aumentare l’empatia, la capacità di comprendere e condividere i sentimenti degli altri. Questo può migliorare le relazioni interpersonali.

Mantenimento della salute mentale: La lettura può essere una forma di evasione e un modo per affrontare i momenti difficili. I libri che trattano temi di salute mentale possono essere particolarmente utili per chi cerca supporto e comprensione.

Stimolazione cognitiva: La lettura stimola il cervello e può aiutare a prevenire la diminuzione delle funzioni cognitive legate all’invecchiamento. Mantenere la mente attiva attraverso la lettura può contribuire a mantenere una mente più acuta.

Apprendimento continuo: La lettura costante consente di apprendere nuove informazioni, sviluppare nuove competenze e mantenere l’interesse per il mondo circostante.

Riduzione del rischio di demenza: Studi hanno suggerito che la lettura regolare e l’attività mentale impegnativa possono contribuire a ridurre il rischio di sviluppare demenza in età avanzata.

Flessibilità cognitiva: Leggere una varietà di generi letterari può esporre a diverse prospettive e punti di vista, aumentando la flessibilità cognitiva e la comprensione del mondo.

Aumento della felicità: La lettura può portare gioia e soddisfazione personale. Trovare piacere nella lettura può contribuire al benessere generale.

Ricorda che la quantità e il tipo di lettura possono variare da persona a persona. L’importante è trovare ciò che ti appassiona e ti interessa di più. Anche se leggere può offrire numerosi vantaggi per la salute, è importante bilanciarlo con altre attività fisiche e sociali per un benessere completo.

Prendersi cura dell’altro: l’evoluzione di una civiltà

Condivido affinchè sia motivo di riflessione.

“Un giorno, uno studente chiese all’antropologa Margaret Mead quale fosse il primo segno di civiltà in una cultura. Tutti nell’aula si aspettavano che la Professoressa rispondesse parlando del fuoco, di ami, pentole di terracotta, macine per il grano al limite lance, frecce o clave.

Invece la Mead disse che il primo segno di civiltà nel mondo era un femore rotto, poi guarito. Spiegò che nel regno animale, chi si rompe una gamba, muore. Non può più cacciare, né scappare dal pericolo, andare a bere al fiume. Preda o predatore, con una frattura sei solo carne per gli altri animali che si aggirano intorno a te. Infatti, tranne l’uomo, nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l’osso guarisca.


Quindi un femore guarito è la prova che qualcuno è stato accanto a chi era caduto, ne ha curato la ferita in un luogo sicuro, lo ha aiutato a riprendersi.

Mead concluse dicendo che “aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto preciso in cui la civiltà inizia. Noi siamo al nostro meglio quando serviamo gli altri. Essere civili è questo”.

Perdere peso non è questione di forza di volontà

La perdita di peso spesso richiede cambiamenti nello stile di vita, come una dieta equilibrata e l’esercizio fisico regolare, che possono essere sfidanti da mantenere nel tempo. La forza di volontà può influenzare il processo di perdita di peso:

Resistenza alle tentazioni: La forza di volontà ti aiuta a resistere alle tentazioni alimentari, come cibi ad alto contenuto calorico o poco salutari. Imparare a dire no a queste tentazioni può aiutarti a ridurre l’assunzione di calorie e a mantenere una dieta più sana.

Mantenimento di una routine di allenamento: L’esercizio regolare è importante per bruciare calorie e migliorare la salute generale. La forza di volontà ti aiuta a rimanere fedele alla tua routine di allenamento, anche quando non hai voglia di farlo.

Gestione dello stress: Lo stress può portare a comportamenti alimentari malsani. La forza di volontà ti permette di gestire lo stress in modi più sani, evitando il ricorso a cibi confortanti o a comportamenti alimentari emotivi.

Resistenza ai cambiamenti a lungo termine: La perdita di peso sostenibile richiede spesso cambiamenti duraturi nello stile di vita. La forza di volontà è essenziale per mantenere questi cambiamenti nel tempo, evitando il ritorno alle abitudini alimentari e di vita precedenti.

Insomma basta volerlo? Con la volontà si arriva ovunque? È vero solo in parte!

Se ci affidiamo esclusivamente alla forza di volontà non faremo molta strada. Arriverà il momento in cui saremo sfiniti e tutti i buoni propositi andranno a farsi benedire con ripercussioni a livello fisico e a livello psicologico.

Se ci affidiamo alla forza di volontà l’autostima potrebbe pagarla molto cara. Ad un eccesso si reagisce con sensi di colpa e sensazione di essere inadeguati, incapaci ed inaffidabili!

Allora cosa è veramente importante? Al primo posto metterei sicuramente lo stile di vita. Se ci rendiamo conto del profondo significato di stile di vita il “sacrificio”, la “rinuncia” non avranno lo stesso impatto.

Per  raggiungere il successo nella perdita di peso a lungo termine  dobbiamo mettere in campo fattori come la pianificazione, la motivazione intrinseca, il sostegno sociale senza dimenticare la consulenza professionale. Quest’ultima che sia psicologica o nutrizionale (o entrambe!) non è una scelta secondaria. Ricordate che con il fai da te in questo campo si rischia molto! Errori dal punto di vista nutrizionale creano problemi metabolici e diete drastiche portano a disagi psicofisiologici anche gravi.

La scelta giusta non sta nel “saper resistere”, ma nella consapevolezza di intraprendere un cammino sano. Imparare a fare le scelte corrette per le proprie esigenze ed il proprio fisico, saper abbinare gli alimenti, sono alcuni dei pilastri fondamentali per intraprendere questo cammino. Un’alimentazione corretta e consapevole associata ad un minimo di attività fisica assicura un corpo in forze in grado di affrontare le sfide quotidiane al meglio. Se ti senti bene sei meno stressato, trovi soluzioni, hai una vita personale più soddisfacente.

Bisogna andare oltre al concetto della perdita di peso ed abbracciare uno stile di vita sano che abbracci tutti gli aspetti della nostra vita oltre l’alimentazione, ma partendo da essa!

Gentitori anziani che fare? Le autrici ce lo raccontano in un libro

Genitori anziani, che fare? Una guida per i figli adulti e (im)preparati è il libro di Antonella Brugnola e Claudia Campisi edito da Flaccovio Dario (2022) che tratta un tema attualissimo, visto l’allungamento dell’età media e che non viene facilmente affrontato. L’idea della vecchiaia e della morte sono temi che disarmano e che fino a quando non ci si trova ad affrontare da vicino si cerca sempre di evitare.Il tema “genitori che invecchiano e figli impreparati” è un tabù. Non sempre i figli sanno cosa fare quando vedono le prime avvisaglie della vecchiaia dei cari, né sanno gestire con serenità le situazioni che li soffocano di preoccupazioni.

Vi lascio alle parole delle autrici:

Antonella Brignola: Il libro che ho scritto con Claudia Campisi è dedicato a TUTTI voi, perché per la maggioranza siamo figli adulti, abbiamo (o avremo) a che fare con un genitore anziano e saremo colti alla sprovvista quando realizzeremo le prime avvisaglie della vecchiaia che arriva.

Il libro nasce a tavolino esaminando una lacuna nella disponibilità di fonti di informazione su questo momento della vita: esistono centinaia di manuali su come diventare genitori, provette neomamme, gestire figli adolescenti, ma quasi nulla su come affrontare con ansia controllata la fase in cui noi diventiamo i “genitori” dei nostri genitori, peraltro con l’aspettativa di un periodo lungo e nebuloso da affrontare.

E’ il frutto di una lunga esperienza personale e della voglia di tradurre in suggerimenti pratici il vissuto e gli errori in cui sono passata, con l’interpretazione psicologica di Claudia che spiega cosa succede alle due parti in gioco.

Come affrontare la 4’ età è ormai un’urgenza nazionale, considerato l’allungamento della vita media e il numero crescente di over 65. Si parla della generazione sandwich, di gestione di imprevisti e assistenza per tanti anni, di impatto sulla vita di due famiglie e di inevitabile isolamento e disagio.

Diversi contributor esperti hanno partecipato con i loro punti di vista e le proposte innovative per la terza età: Luca Foresti, Maria Cristina Bombelli, l’avv. Livia Passalacqua con Formula Terza Età, Michela Conti di UGO, servizi di assistenza.

Nella foto la dottoressa Campisi con una copia del libro

Claudia Campisi: Il libro parla principalmente alle donne, il target per eccellenza, soprattutto dai 35 anni in su. Il testo affronta non solo il tema delle donne sandwich, ma tantissimi aspetti psicologici del processo di trasformazione personale e familiare di figli e genitori. All’apice della carriera o appena agli inizi con una nuova famiglia che nasce ecco che i genitori hanno bisogno di noi. Da considerare una guida, per il doppio livello sviluppato:

– consigli pratici per gestione e organizzazione vita del nostro caro bisognoso di cure realizzati dalla co-autrice Antonella Brugnola.

– psicologico: come cogliere i primi segnali, supporto nella gestione del lutto, rapporti difficili, comunicazione, sessualità a mia cura.

Ho voluto anche parlare di sessualità anche LGBT e di alimentazione con il supporto di un geriatra molto giovane e illuminato.

Concludendo: Questo manuale spiega come affrontare preventivamente la vecchiaia dei nostri cari, in modo semplice, integrando due punti di vista: la visione dell’esperta psicologa Claudia che spiega la dinamica dei sentimenti e comportamenti di figli e genitori e la parte di Antonella con soluzioni e risorse da applicare con il metodo A-M-O-R-E. Il libro è una guida concreta per prendere consapevolezza del fenomeno, iniziare a gestirlo più preparati, evitando di cadere nello sconforto o, cosa peggiore, di isolarsi. È rivolto a chi è figlio, amico, vicino di casa, caregiver, operatore sanitario chiamato ad occuparsi di una persona anziana e che, con la conoscenza e la pianificazione degli interventi, si può organizzare per una maggiore serenità.

Stress, emozioni e malattia: vecchi e nuovi rimedi

Era il 1992 quando ho studiato per un esame all’Università il libro del Prof. Paolo Pancheri “Stress, emozioni e malattia” è il libro che aperto la mia visione sulla stretta correlazione tra quello che viviamo e facciamo e le intricate vicende interne alla nostra mente ed al nostro corpo. Tutt’ora il libro è in bella vista nella libreria dello studio e sebbene quelle che allora erano solo intuizioni siano state superate hanno rappresentato l’inizio di ricerche che oggi stanno cambiando radicalmente l’approccio alla malattia e alle cure.

Secondo l’American Institute of Stress la fonte primaria di tutti i problemi di salute è lo stress e quindi oltre ad una breve panoramica degli effetti dello stress in correlazione ai nostri stati emotivi ed alla malattia è mia intenzione portare la vostra attenzione su piccole azioni quotidiane che hanno lo scopo di ridurre lo stress e migliorare quindi la qualità della nostra vita. Io per prima li metto in pratica e spero che possiate anche voi condividerne gli ottimi risultati.

In psicologia, esiste un legame tra stress, emozioni e malattia. Il modo in cui gestiamo lo stress e le nostre emozioni può influenzare la nostra salute fisica e mentale.

Lo stress è una risposta naturale del nostro corpo a una sfida o a una situazione percepita come minacciosa. Quando siamo stressati, il nostro corpo produce ormoni dello stress come il cortisolo, che può avere effetti negativi sulla nostra salute se si verifica in modo cronico. Lo stress prolungato può aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, disturbi del sonno, problemi digestivi e persino ridurre la funzione del sistema immunitario.

Le emozioni svolgono un ruolo chiave nella nostra esperienza dello stress. Eventi stressanti possono scatenare una serie di emozioni come ansia, paura, rabbia, tristezza o frustrazione. Quando queste emozioni non vengono gestite in modo sano, possono contribuire allo sviluppo di problemi di salute fisica o mentale. Ad esempio, l’ansia cronica può portare a disturbi d’ansia, la depressione può influire negativamente sul sistema immunitario e la rabbia non controllata può aumentare il rischio di problemi cardiaci.

Allo stesso tempo, le malattie possono anche causare stress ed emozioni negative. Ricevere una diagnosi medica grave o affrontare una malattia cronica può innescare reazioni emotive come paura, tristezza, disperazione o frustrazione. Queste emozioni possono a loro volta influenzare la salute generale e la capacità di far fronte alla malattia.

La psicologia clinica si occupa di comprendere il rapporto tra stress, emozioni e malattia e di sviluppare strategie di gestione dello stress e di promozione del benessere emotivo per prevenire o affrontare le malattie. L’approccio terapeutico può includere la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia di accettazione e impegno, la gestione dello stress, la terapia di rilassamento e altre tecniche volte a migliorare la capacità di far fronte allo stress e alle emozioni negative.

È importante sottolineare che ogni individuo è unico e la relazione tra stress, emozioni e malattia può variare da persona a persona. È consigliabile cercare il supporto di un professionista della salute mentale per una valutazione personalizzata e un trattamento appropriato, se necessario.

Adesso passiamo ai fatti. A seguire un consiglio al giorno per una settimana. Spero che prenderete sul serio questi esercizi e che possiate trarne giovamento. Fatemi sapere nei commenti che effetti hanno avuto su di voi!

Lunedì

Imparate a tenere in ordine la casa, la scrivania ed ogni spazio che vi circonda. Liberatevi del superfluo. Una buona pulizia della mente parte da una buona pulizia dell’ambiente che vi circonda. Solo così possono nascere nuove idee.

Martedì

Fate esercizio fisico ogni giorno. Il moto permette di rilasciare l’endorfina anche detto l’ormone della felicità. Può bastare una passeggiata, un po’ di stretching o dei bei respiri profondi, ma se potete fare di più è meglio!

Mercoledì

Create una sana routine da seguire tutti i giorni godendo dell’energia della mattina fino al relax della sera.

Giovedì

Mangiate in modo  sano ed equilibrato e consumate la cena almeno 3/4 ore prima di dormire per permettere una corretta digestione e di conseguenza un sonno ristoratore.

Venerdì

La sera un bagno caldo e piccoli massaggi alla testa facendo pressione con i polpastrelli delle dita.

Sabato

Imparate a praticare la meditazione. Quando sarete allenati potrà bastare anche un solo minuto al giorno per riconnettere il vostro corpo con la vostra mente.

Domenica

Prima di dormire ringraziate per la giornata appena trascorsa e respirate profondamente sentendo l’aria che entra ed esce dal vostro corpo in modo calmo e regolare.