Perché la coppia entra in crisi ?

Il termine “coppia” viene inteso come l’unione di due soggetti che per loro libera scelta hanno deciso di formare una unità, regolata da precise condizioni dette e sotto-intese. Ogni coppia è diversa dalle altre, e porta con sé un ideale di amore differente, così come i modi di viverlo e manifestarlo. In generale i partner dovrebbero essere sufficientemente maturi da creare  un legame solido, anche se nel tempo subirà cambiamenti con il il mutare delle esigenze e dei bisogni reciproci.

La vita insieme, la condivisione degli spazi, i cambiamenti della struttura della famiglia con nascite e perdite porta inevitabilmente ad insoddisfazioni e conflitti, che se non gestiti correttamente, possono portare a vere e proprie rotture.

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Ogni fase della vita di coppia può essere contraddistinta da un particolare problema legato alla sfera delle emozioni e della sessualità. Nello specifico, i problemi sessuali sono conseguenti a cause fisiche oppure psicologiche: una diminuzione del desiderio potrebbe derivare da una ridotta produzione femminile di estrogeni nelle donne piuttosto che di testosterone negli uomini. Anche il biologico processo dell’invecchiamento, situazioni di stress e affaticamento fisico o l’ utilizzo di alcuni antidepressivi possono esserne la causa.

E’ possibile incorrere in periodi “no” della coppia, ma se questi sono continuativi nel tempo e si accompagnano all’avversione e all’evitamento del partner, sarà necessario intervenire con una precisa terapia, che vada ad indagare profondamente la sfera delle emozioni, principalmente quelle legate o derivanti da scarsa autostima e fiducia nell’altro, eventuali quadri depressivi, ansiosi, paura della sessualità, sensi di colpa ed eventuali traumi subiti, sia fisici che psicologici.

15 Marzo: Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla contro i disturbi del comportamento alimentare

Il 15 Marzo si terrà la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla lotta ai Disturbi del Comportamento Alimentare.
La giornata è promossa dall’Associazione “Mi Nutro di Vita”, in collaborazione con le altre Associazioni dedicate ai Disturbi Alimentari.
L’evento nasce con lo scopo di sensibilizzare, attraverso le testimonianze di persone che hanno vissuto la malattia in prima persona, l’opinione pubblica sul problema dei disturbi del comportamento alimentare.

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L’iniziativa parte da un padre che a Marzo del 2011 ha visto morire la propria figlia “Giulia” di bulimia all’età di 17 anni. Il Signor Tavilla attualmente Presidente dell’Associazione “Mi Nutro di Vita” ha dato vita alla  Giornata Nazionale del “Fiocchetto Lilla”, simbolo della delicata fragilità di questa condizione e racconta:

“Non può, non deve capitare ad altri. La morte di mia figlia deve servire a tutte le persone e le famiglie che vivono un dramma di questo genere. Il dramma di vedere chi ami che piano piano si spegne, non ride più, non mangia o vomita. Non accetta di farsi curare e a te resta la sensazione di non aver fatto abbastanza”

Ho dedicato 20 anni alla prevenzione ed al supporto dei disturbi dell’alimentazione, quest’anno il  mio contributo sono delle consulenze dignostiche e preventive in convenzione con il centro estetico La Suite a Roma zona Eur (via Antonino Pio,78)

Traning Autogeno

Il training autogeno venne elaborato nel 1932 dal neurologo berlinese J.H. Schultz, il metodo consiste in un percorso di esercizi di distensione che non richiedono sforzi: il terapeuta guida con la sua voce il soggetto verso uno stato di profondo rilassamento stimolando l’ascolto del corpo. Gli esercizi, grazie ad una ripetizione quotidiana a casa, vengono interiorizzati dalla persona che diventa in grado di raggiungere il rilassamento autonomamente senza il terapeuta con l’aiuto del proprio pensiero e della propria concentrazione.

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Questa tecnica si rivolge a tutti coloro che desiderano migliorare la qualità della propria vita raggiungendo uno stato ottimale di benessere psico-fisico o può essere utilizzato come tecnica complementare per risolvere diversi tipi di problematiche (stress di diversa natura, ansia, disturbi psicosomatici a carico dell’apparato digestivo (colite), respiratorio (asma), cardio-vascolare (ipertensione, disturbi dell’irrorazione coronarica, vampate di calore o mani e piedi freddi), genito-urinario (cistiti e vaginiti a base psicosomatica), disturbi funzionali del sonno (insonnia idiopatica), cefalea, eczemi cutanei e dermatiti, etc.

Essere Donna …diventare Madre

E’ luogo comune affermare che nella maternità si compia il destino biologico della Donna, ma se accettiamo che essere Donna non è soltanto un destino e prendendo spunto dalle parole di Simone de Beauvoir “Donna non si nasce si diventa”, allora il processo che trasforma una persona di sesso femminile in Donna tocca il punto massimo proprio nella maternità.

nascere dietro i colori

Malgrado lo sviluppo della scienza, i contributi della psicanalisi, della medicina psicosomatica, dell’antropologia, il parto è ancora oggi un evento oscuro e difficile da padroneggiare. Ognuna delle diverse discipline ha cercato di dare un’interpretazione particolare sia la gravidanza sia al parto, ma sono tutte visioni parziali che non riescono ad inglobare un evento così complesso. Anche se può apparire naturale esso è invece sovraccarico di cultura. La nascita di per sè non è traumatica, ma lo diventa perchè le nuove tecnologie, i nuovi farmaci hanno dato una connotazione medicalizzata all’evento. Il contenuto di ogni gestante è carico di emozioni, attese, memorie, pulsioni, conflitti… Si sta per diventare madre, per occupare il posto della propria madre, nello stesso tempo si regredisce fin quasi alla nascita, si ritorna in qualche modo bambina. La pienezza e lo svuotamento, la felicità e l’infelicità, il corpo più vissuto ed estraneo in un saliscendi continuo. Spesso risulta difficile per la Donna tramutare in parole i tanti contrastanti sentimenti.

Riflessioni dal libro “Nascere dietro i colori” Ed. Mediterranee

Il gioco simbolico

Rappresenta un momento importante nello sviluppo del bambino che lo psicologo Jean Piaget identifica nella fase del Pensiero Preoperatorio tra i 2 ed i 7 anni. In questo periodo i bambini cominciano ad usare il pensiero simbolico poichè acquisiscono la capacità rappresentativa. Strumento fondamentale , il gioco simbolico,  proietta il bambino nel mondo degli adulti che imita “facendo finta che”.

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Realtà e finzione si mescolano e il bambino si mette alla prova in una dimensione protetta che riesce a dominare e gestire, sentendosi già grande. Il bambino ama sognare e lo fa senza confini, spinto dalle sue emozioni. Non bisogna avere fretta di dirgli che la realtà è ben altra cosa e svalorizzare la fantasia. Durante l’età adulta infatti creatività ed immaginazione possono dare una marcia in più sul lavoro e nelle relazioni con gli altri e si troveranno svantaggiati quegli adulti ai quali da bambini non veniva data la possibilità di fantasticare e creare. Se un genitore sprona alla creatività e alla fantasia crescerà sicuramente un adulto fiducioso nei confronti di sè stesso

La personalità

L’organismo umano non è sostanzialmente cambiato negli ultimi mille anni ed il cervello non è molto diverso da quello dei nostri antenati, ma il controllo che esercitiamo sul sul nostro corpo ed il modo di utilizzare il cervello sono sicuramente più ampi. Quando parliamo di personalità ci riferiamo ad una sorta di contenitore ed organizzatore di affetti, emozioni, bisogni, desideri, scopi. E’ ad essa che facciamo riferimento per comprendere la persona nella sua totalità ed unicità. La sua organizzazione ci permette di capire cosa la persona pensa e sente,  come agisce, cosa vuole diventare.

La capacità di valutare e comprendere ciò che è unico o comune nei diversi individui non è prerogativa degli psicologi, ma è un’esigenza per chiunque. Se non potessimo contare su una qualche conoscenza di come la nostra e l’altrui mente funziona sarebbe impossibile mantenere una qualsiasi relazione con l’altro e comprenderne  umori e condotte. Disponiamo al riguardo anche un lessico condiviso come altruismo, apertura mentale, coscienzioso ecc che ci permettono  di relazionarci con gli altri valutando impressioni, previsioni, decisioni.

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Tra le proprietà della specie umana c’è quella di apprendere dall’esperienza propria ed altrui e sappiamo che le condizioni di vita e le opportunitò hanno un ruolo decisivo nel liberare le potenzialità dell’individuo e nel promuovere lo sviluppo della personalità. La personalità è dunque un sistema emergente dalla confluenza di eredità ed esperienza ed indica ciò che è unico di ciascun individuo e ciò che è condiviso da tutti gli individui e che ne rende possibili le relazioni.

Quando definiamo una persona di “forte personalità” ne sottolineiamo la sua singolarità, quando indichiamo una persona come estroversa, altruista, coscienziosa automaticamente  facciamo riferimento a caratteristiche comuni a molti  e contenute in quell’individuo in una certa misura.

 

Fonte : Motivare e riuscire G.V.Caprara ed. Il Mulino

Cosa vuoi fare da grande?

Una domanda sicuramente non banale che offre ai bambini la possibilità di esprimersi. Una domanda utile per intavolare un dialogo scherzoso che potrebbe rivelare sogni ed aspirazioni come solo fantasie!I desideri ed i sogni espressi dal bambino non andrebbero mai sottovalutati e sono fondamentali per comprenderlo e conoscerlo meglio. In ogni caso il bambino non va mai “forzato” a dare una risposta e non devono essere svalutate eventuali sue risposte. Quando le rivelazioni sono spontanee si può tentare un approfondimento facendo altre domande, anche se l’argomento non aderisce alla realtà.

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Rispettare il mondo fantastico del bambino è importante poichè nella fantasia è possibile ogni cosa. Compito fondamentale dei genitori è quello di aiutare il bambino a capire come poter concretizzare le sue passione collegandole alle esigenze del mondo reale. Quindi accompagnare senza giudicare cercando di rassicurare e capire.Il corretto supporto genitoriale permette al bambino di esprimere liberamente i suoi desideri, lo renderà curioso e  fiducioso delle sue capacità.