La dieta del tutto o nulla non funziona

Eccoci ad un nuovo inizio settimana, eccoci di nuovo alla rubrica “La dieta comincia sempre di lunedì” e come ogni lunedì pensate che sia quello buono, quello giusto in cui finalmente vedrete i risultati della vostra dieta. Iniziate con grande entusiasmo e siete certi che questo sarà il lunedì giusto… però, però , però ci sono subito dei però! Volete usare vecchie regole, vecchi schemi mentali, vecchie diete pensando che in realtà stiate facendo la differenza! Non è tanto il problema di quale dieta fare, poiché per dimagrire basta esclusivamente mangiare in modo corretto, giusto per la propria fisicità e per il lavoro che si svolge. Tecnicamente se si vuole perdere peso bisogna mangiare poco di meno del fabbisogno giornaliero e incentivare l’attività fisica che non serve solo a bruciare calorie, ma di fatto serve a mantenere attivo il metabolismo specie ad una certa età in cui gli ormoni ci mettono del loro per remare contro.

Tutto o niente: ci si ritrova sempre a fare una dieta cercando di seguirla scrupolosamente in ogni punto: il concetto in sé non è sbagliato, ma la realizzazione si!  A volte si rivolgono a me persone che già dal primo incontro esordiscono così: “Io seguo la dieta del dott. xxx, ma non ce la faccio” Già qui si parte col piede sbagliato nel senso che se le persone mi dicono  “ho questa dieta e voglio seguire questa” il problema per me non è la dieta (che una o un’altra se corretta non cambia!)ma il come si segue una dieta Se noi la abbracciamo in modo molto rigido siamo in grado di mantenere l’attenzione quanto? Due giorni? Tre, cinque, una settimana, dieci giorni se siamo fortunati, ma poi si ricade, perché abbiamo la pretesa che tutto deve essere fatto perfettamente.

Il mio lavoro infatti non consiste nel dare una dieta , il mio lavoro è molto più sottile, poiché prima ancora di valutare quantità, nutrienti e calorie corrette per la persona bisogna imparare a capire quali errori si fanno nell’alimentazione ed è per questo che utilizzo il diario alimentare, verso il quale la maggior parte delle persone ha un astio diciamo immediato, con enormi difficoltà. In realtà è uno strumento di enorme utilità non solo per me come chiave di lettura, ma anche come strumento educativo nei vostri confronti (voi per voi).

Quindi va conosciuta la propria alimentazione, compresi gli errori da correggere, il giusto abbinamento dei cibi e l’aspetto emozionale ad essi collegato .Per dirla in maniera semplice ed immediata: capire perché noi pur avendo mangiato abbiamo bisogno di cercare una cosa piuttosto che un’altra, oppure ci alziamo dieci volte mentre siamo davanti alla tv o al pc andando a sgranocchiare questa o l’altra cosa. Questo aspetto è chiaramente molto importante ed implica tempi anche abbastanza lunghi, quindi per poter perdere peso in una maniera consapevole, sana e produttiva anche nel lungo termine, bisogna compiere determinati  passi.

Quindi quando arrivate a studio dicendo che seguite la dieta del dott. Xxx in realtà mi state mettendo dei limiti perché non mi permettete di farvi comprendere le vostre reali esigenze. La difficoltà a seguire la dieta, che sia sana o meno (in effetti a volte mi presentate diete di moda o pericolose per la salute, spesso non adatte a voi ed alle vostre esigenze o frustranti rispetto alle vostre abitudini ) non è tanto la dieta in sé, ma il vostro atteggiamento al riguardo.  Per questo l’utilizzo del diario alimentare è per me fondamentale, uno strumento su cui non transigo poiché è il mio e vostro alleato migliore. Quindi riuscire a farvi comprendere i vostri tempi- specialmente se non è la prima dieta che cominciate, avete cambiato dietologo, preso pastiglie o addirittura vi siete sottoposti ad intervento di by pass gastrico o altre soluzione chirurgiche più o meno invasive- nel momento in cui vi rivolgete a me è il mio primo obiettivo.

Quello che io propongo è fare le cose con i giusti tempi, che non sono tempi generici, ma i “vostri tempi” una volta per tutte, quindi il diario alimentare è fondamentale perché dobbiamo avere una misura reale di quello che mangiate e comprendere tutte le emozioni ed i disagi legati al cibo e più in generale alla vostra esistenza. Bisogna imparare ad associare i cibi tra di loro anche in base al vostro stile di vita, quindi non potete pensare di fare alcuni tipi di dieta se  fate un tipo di lavoro o un altro, perché solo questo cambia notevolmente le cose. Bisogna anche imparare la pazienza. Uno degli strumenti che utilizzo è la Mindful Eating di cui uno dei pilastri è la pazienza e l’altro pilastro importante su cui mi baso è il non giudizio.

Le persone con sovrappeso tendono a “giudicare a giudicarsi” ed hanno sempre paura di essere giudicati dagli altri e insegnare ad utilizzare questi due pilastri è un altro degli obiettivi.

Come il corretto utilizzo del diario alimentare anche apprendere i segreti della pazienza e del non giudizio sono strumenti di fondamentale importanza che vanno appresi e saranno vostri per sempre e non solo mentre fate “la dieta”. Altrimenti continuate a fare quella e quell’altra dieta, quella che ha fatto l’amica, ma poi riprenderete a mangiare come eravate abituati (che sia mangiare male, non abbinare i cibi correttamente, mangiate di continuo) ed  in breve riprenderete peso, perché non avrete imparato ad ascoltare il proprio corpo.

Se vi affidate e fate tesoro degli strumenti a disposizione avrete la possibilità di effettuare una perdita di peso ragionevole, consapevole e definitiva.

Quando entrate nell’ottica “ecco ho sbagliato, ho sgarrato, non è stata perfetta … tanto ormai”, lì non si va da nessuna parte. Il mio lavoro grande sta proprio qui e io sono terrorizzata quando mi arrivate dicendo : “Ma io faccio questa dieta”, perché mi fate capire che già non avete alcuna intenzione di cambiare i vostri schemi mentali e questo diventa molto limitativo per me, perché si rischia di passare settimane in cui non fate il diario alimentare, non seguite le indicazioni date e le fate come siete abituati a fare, continuate a pesarvi tutti i giorni anche più volte al giorno, anche se vi ho chiesto di non farlo, oppure pretendete risultati in tempi rapidissimi esattamente come sempre avete sempre preteso con quelle diete che avete seguito per 10, 15 o magari anche un mese, ma che poi avete abbandonato nel tempo e che non hanno dato frutti.

Quindi la dieta del tutto o nulla non funziona ,quello che serve davvero è imparare a comprendere le esigenze del proprio corpo, le proprie esigenze in termini emotivi, e comprendere quando e perché si mangia.

Cercate di dare al corpo le giuste risposte in base alle richieste. Se avete sonno o siete stanchi ,mangiare non è la corretta risposta: potete mangiare all’infinito, ma non sarete riposati. La corretta risposta va calibrata in base alla domanda e non è praticamente mai mangiare, eccetto se abbiamo fame! In tutti gli altri casi, ad esempio se siete arrabbiati,il mangiare non fa che ingoiare la rabbia che esploderà nel momento meno opportuno. Così se siete tristi la coppa di gelato, può essere un surrogato li per lì, ma poi? Che ci fate con il senso di colpa che ne deriva? Se ad ogni richiesta del corpo rispondete sempre con mangiare finirete per non comprendere le corrette richieste del corpo. Finirete per non ascoltarvi predisponendovi alla non riuscita della dieta con l’aggravante del senso di colpa che come una spada di Damocle sta continuamente sulla vostra testa.

La soluzione non è una dieta, ma un percorso. I percorsi vanno presi in modo completamente diverso. E’ chiaro che più si è aderenti alla dieta e più il percorso è veloce, ma più che sulla velocità bisogna concentrarsi verso una perdita di peso che sia definitiva, che porti ad un range di peso che sia reale (non il peso che non si è mai avuto, o avuto a 20 o 15 anni!). Un peso che possa essere mantenuto nel tempo senza grossi sacrifici, un peso che permetta di fare le vacanze, passare periodi di festività senza ansia mangiando le cose corrette in base alle proprie esigenze. Può accadere che di tanto in tanto vinca la gola, ma le richieste che fa la gola sono in realtà molto limitate in quanto i segnali emessi dalle papille gustative non sono eterni. Spesso si mangia senza neanche assaporare ed ingoiando direttamente, quindi l’alibi della gola non sta in piedi. Se state mangiando per gola, bisogna assaporare e se si assapora serve poco cibo, se ne avete mangiato troppo è perché avete mangiato velocemente e quindi senza gustarlo davvero. La maggior parte delle persone ingoia senza masticare ed assaporare quello che hanno in bocca.

Il mio consiglio di questa settimana è: valutate quale è il vostro atteggiamento nei confronti di una dieta. Se il vostro atteggiamento è quello del tutto o niente ,bisogna assolutamente rivedere i vostri schemi mentali perché vengono condizionati anche altri aspetti della vostra vita.  Diviene necessario un cambiamento di rotta che vi permetterà di perdere peso nel tempo e naturalmente in salute.

I miei consigli per “Sempre più in forma green” su Radio RID 96.8

Da FASHION NEWS MAGAZINE

Ringrazio Barbara Molinario e FNM per l’intervista e la redazione di RID 96.8 per la calorosa accoglienza!!

qualche foto della diretta:

Emanuela Scanu, Psicologa alimentare e fondatrice di Es Immagine Blog a “Sempre più in Forma Green”

Nella puntata di martedì 30 maggio a “Sempre più in Forma Green” Emanuela Scanu, Psicologa alimentare e fondatrice di Es Immagine Blog.

Durante la puntata di martedì 30 maggio per RID 96.8 FM. ho avuto il piacere di intervistare Emanuela Scanu, Psicologa alimentare e fondatrice di Es Immagine Blog.

Ti occupi di immagine da oltre venti anni, hai un blog di immagine e ti sei da pochissimo specializzata anche come consulente di immagine. Sei esperta specializzata in disturbi alimentari come coach e come psicologa. Affronti questi problemi con le tue pazienti e questa parte legata all’abbigliamento e alla consulenza ti è venuta praticamente naturale…

È stato un percorso che si è costruito nel tempo perché come psicologa mi sono quasi sempre occupata di disturbi dell’alimentazione. Mi occupo con precisione delle persone che devono perdere peso, persone che hanno difficoltà a seguire una dieta, quindi chiaramente tutte persone che hanno un rapporto con il proprio corpo abbastanza drammatico. Prima di affrontare il problema alla radice dal punto di vista psicologico, a volte cerco di dargli anche dei consigli pratici su come valorizzarsi. Negli anni da psicologa sono diventata anche coach alimentare, perché molte volte prima della dieta bisogna insegnare a mangiare bene. Questo è stato il secondo step fino a che piano piano i miei pazienti iniziavano a chiedermi sempre più consigli anche su come presentarsi in pubblico, come accompagnare i figli a scuola, come andare a una cena, e quindi è stata una conseguenza quella poi di diventare consulente di immagine”.

Ti va di raccontarmi un aneddoto su quale tuo paziente?

L’abbigliamento a volte influisce sulla percezione di sé e quando si hanno tanti chili in più purtroppo non ci si può vestire con qualsiasi cosa si abbia nell’armadio, ma bisogna un po’ adattarsi. Molte volte le persone vengono a studio completamente vestite di nero o molto trasandate, invece la prima cosa che dico loro è di venire la prossima volta con indosso vestiti colorati. È una cosa su cui rimangono sempre molto disturbati lì per lì, ma poi si rendono conto di quanto è importante. Approcciarsi ad un percorso di tipo psicologico non è sempre facile, e quindi io cerco di dargli dei risultati un po’ più immediati anche partendo da quello che è l’esterno, tutta la parte che può essere modificata più velocemente rispetto a dei processi interni e psicologici che chiaramente hanno dei tempi che sono diversi da persona a persona. Ti racconto un aneddoto simpatico: una signora che aveva già fatto tantissime diete, non era mai riuscita ad andare avanti, aveva fatto uso addirittura di anfetamine più volte che chiaramente non funzionavano più, è venuta da me e si è presentata appunto con la tuta tutta vestita di scuro, con capelli molto corti. Io le avevo detto che avremmo cambiato alcune cose. La seduta successiva io la rimandai a casa perché la regola era che doveva venire vestita con qualche colore chiaro. La terza volta è venuta vestita diversa e nel giro di due o tre mesi il percorso poi ha preso piede, e ha iniziato ad avere dei risultati. Tempo dopo ho incontrato casualmente il figlio per strada che mi conosceva, salutandomi mi chiese che cosa avevo fatto a sua madre. Io lì per lì non riuscivo a capire, poi lui mi disse che suo padre era diventato geloso della mamma per il fatto che sua moglie si vestiva con colori accessi e andava addirittura dal parrucchiere. Quindi il padre si era preoccupato. In realtà il percorso aveva semplicemente funzionato”.

Vuoi dare qualche consiglio ai nostri ascoltatori rispetto proprio all’abbigliamento? Non c’è bisogno di spendere grandi cifre per acquistare capi dell’ultimo momento, ma bastano davvero piccoli accorgimenti, come anche andare ad un mercatino…

Assolutamente sì, nella zona dove ho lo studio il lunedì c’è un mercatino dove invito tutte le mie pazienti ad andare a fare un giretto, perché ci sono dei banchetti con dei foulard, con delle collane anche molto appariscenti, ma a prezzi veramente basici. Spesso consiglio loro di utilizzare alcune cose colorate da aggiungere all’abbigliamento. Per esempio un foulard colorato non si mette solo al collo, ma si può mettere in testa, lo possiamo legare alla borsa, lo possiamo usare come braccialetto. Ci sono quei piccoli tocchi un po’ glamour che uno può inserire senza spendere tanto, magari riciclando qualcosa che si ha in casa, oppure andando appunto a dei mercatini. Anche io combatto un po’ il fast fashion, quindi da questo punto di vista non voglio esagerare, però a volte non bisogna neanche spendere cifre assurde per avere oggetti che magari li userai una volta sola o due”.

Ti ho visto molte volte ad eventi mondani che indossi dei pezzi unici realizzati da degli artigiani che si occupano di recuperare i materiali. Potrebbe essere anche questo un consiglio, cioè acquistare questi pezzi unici realizzati appunto con il recupero dei materiali…

Io per prima sono stata una di quelle che ha riciclato molto. Avevo delle zie che erano un po’ le signore dei salotti romani negli anni ’50 e ‘60, vestivano nelle sartorie, nelle cappellerie dell’epoca, e io ho ereditato tantissimo, non solo il loro stile, ma anche tanti pezzi che oggi tutt’ora utilizzo mischiandoli con quelli più moderni”.

È questo il segreto, creare il proprio stile, non seguire le mode del momento che magari non stanno davvero bene a tutti, ma anzi in ambito della sostenibilità utilizzare tutto quello che abbiamo nell’armadio o comunque il recuperare, oppure fare dei bei swap party che adesso vanno tanto di moda tra amiche…

Durante questo corso di consulente di immagine ho scoperto che noi donne nei nostri armadi dove non abbiamo mai nulla da mettere, in realtà il 70% di quello che abbiamo non lo utilizziamo o lo utilizziamo male, mentre gli uomini su questo sono più bravi, loro hanno solo un 30% di cose che non utilizzano”.

Tu sei una psicologa e una coach alimentare, non posso che chiederti anche dell’alimentazione…

Mi piace molto citare una frase di Virginia Woolf che dice che noi non pensiamo bene se non mangiamo bene e non dormiamo bene. Sicuramente la prima cura che la persona deve avere verso se stessa è nel mangiare, che non vuol dire mangiare poco, vuol dire mangiare sano. Noi abbiamo l’opportunità sia in città che appena fuori città di usufruire di gruppi solidali, di alimentari, rivenditori che hanno la frutta e la verdura di stagione, che hanno tutti gli elementi importanti per la nostra crescita, per la nostra salute, per far sì che il nostro corpo funziona al meglio”.

A volte è solo questione di abitudine…

Abbiamo sempre molta fretta per cui si va di corsa al supermercato, si prendono le prime cose, a volte non vediamo neanche quanto costano o la data di scadenza, molte volte si comprano cose che si tengono nel frigorifero e ce le dimentichiamo, le lasciamo deperire, quindi ben venga anche le tue ricette per poter sfruttare al meglio anche quello che rimane dimenticato nel frigorifero”.

Vogliamo dare tutti i tuoi contatti per chi vuole approcciarsi con te e chiederti dei consigli o comunque seguire il tuo blog?

Mi trovate con il nome di Es Image Blog dove si parla di immagine a tutto tondo, si parla dello stile, della psicologia, di quello che accade un po’ nel mondo. Sono su tutti i social sia su Facebook che su Instagram, e poi

www.emanuelascanupsicologa.com sia su www.esimmagineblog.com”.

Se vuoi ascoltarmi clicca qui: https://open.spotify.com/show/1JCMVg764w1EeObIanBVua

Al diavolo la bilancia

Il titolo di questo articolo doveva essere “Non dare peso al peso”, ma poi rileggendolo ho pensato fosse utile essere più incisiva. La bilancia, strumento odiato e temuto, è stata creata nell’antichità con lo scopo di evitare inganni nel commercio. Da tempi remoti fino ad oggi è considerato un simbolo di giustizia eppure il momento di salire sulla bilancia per qualcuno è un momento vissuto con enorme ansia e/o disagio.

Quando è cominciato tutto questo? In un tempo passato, non troppo remoto, per la maggior parte della popolazione riuscire a mettere insieme il pranzo e la cena era una vera peripezia.

Oggi non è più così, eccetto purtroppo ancora per alcune minoranze. Il cibo è sempre disponibile, ci sono negozi aperti anche durante la notte e con una semplice App ci portano il nostro alimento preferito a casa.

Con tutta questa disponibilità di cibo dovevamo essere sereni eppure noi esseri umani sempre insoddisfatti abbiamo creato un altro problema: l’ideale del corpo perfetto!

Ecco quindi il grande divario tra disponibilità di cibo e la possibilità di aumentare di peso. Chiunque, se mangia troppo e male, oltre ad avere problemi di colesterolo, pressione arteriosa alta, disfunzioni intestinali può aumentare di peso. Sono pochi i fortunati dotati di super metabolismo che impedisce loro di prendere peso, ma che non garantisce la salute gastro intestinale o cardiovascolare!

Come sappiamo non basta la disponibilità di cibo per prendere peso altrimenti saremmo tutti obesi. Il cibo spesso diventa il rifugio dopo giornate storte, dopo amori falliti, il compagno se ci si sente soli e la coccola che ci è mancata magari nell’infanzia. Si può essere golosi è vero, ma dopo una certa quantità dello stesso cibo il gusto non viene percepito allo stesso modo perché le papille gustative ormai sature non inviano più i segnali al cervello affinché possa trarre gusto da quel particolare cibo quindi questa è solo una scusa.

Per molti il rapporto con il cibo è un rapporto complicato. Non starò in questa sede a spiegare i perché ed i per come visto che ne parliamo tutte le settimane! Vi dico solo che aumentare di peso diventa un problema perché il corpo non risponde ai canoni che la società ha creato.

Non solo la società, il gruppo in cui siamo inseriti, ma anche l’immenso mondo virtuale sempre pronto a dare giudizi e sempre pronto a demonizzare chi non si adegua al modello.

La body positivity sembra quasi un contentino creato per una sorta di politicamente corretto più che per reale convinzione perché una persona in sovrappeso viene sempre vista con disgusto.

Ma torniamo alla dannata bilancia. Non deve essere un problema se non lo volete. Se accettate il vostro corpo e la vostra vita vi sta bene così al diavolo la bilancia (abbiate solo riguardo per la salute mi raccomando!) Non dovete essere a dieta per sempre se non è quello che volete e gli abiti si vendono di tutte le taglie e a qualsiasi prezzo!

Se non volete stare a dieta non fatelo, se sono gli altri a spingervi in questa direzione non fatelo. Fatelo solo se è una vostra scelta

Se il corpo in cui vivete non è quello che vi rappresenta (e non quello dei vostri sogni mi raccomando questo è importante!) vi sentite goffe o inadeguate allora una perdita di peso è necessaria. La bilancia non deve essere il giudice severo, ma l’indicatore se si sta facendo bene o meno un determinato cammino.

Se il numero che vedete sulla bilancia influenza il vostro umore e la vostra autostima, non esitare a chiedere aiuto. Siete molto di più di ciò che mangiate, è importante la consapevolezza su ciò che mangiate, ma anche il vostro benessere e la vostra serenità (a tavola o no!)

Se non c’è il numerino tanto atteso possono essere tanti i motivi: da un errore della bilancia a variazioni di peso casuali. Per questo in genere bisogna pesarsi non più di una volta a settimana a digiuno ! Quando ci si pesa e si scopre che non è cambiato niente, ci si deprime inutilmente. Un aumento di peso non significa sempre aumento del grasso corporeo così come una diminuzione non è una diminuzione di grasso! Le fluttuazioni di peso sono fisiologiche e sono influenzate da tantissimi fattori quali interventi ormonali, farmaci, temperatura esterna, attività fisica. Se state facendo tutto bene, alimentazione corretta e attività fisica, non ci sono motivi per non perdere peso!

Invece di delegare il vostro stato di salute alla bilancia imparate ad ascoltarvi ed osservarvi: la pancia è più sgonfia? Vi sentite più leggeri? Le scarpe entrano meglio? La cinta va larga? Il pantalone si chiude con meno difficoltà? Avete meno fiatone? Vi sentite pieni di energia? Questi sono gli unici parametri da tenere in considerazione!

Se ci si pesa tutti i giorni , o più volte al giorno, cercando conferme è doveroso chiedersi cosa faccia davvero paura : il numerino che vedete scritto o il valore che la società in cui vivete gli dà?

Vi ricordo che solo voi siete autorizzati a darvi un valore e non la bilancia!

Finalmente mi vedo

Le parole che seguono sono di C.

Il percorso intrapreso con me le sta facendo vedere la vita in modo diverso a cominciare dal rapporto con il proprio corpo e vuole condivide la sua esperienza con tutte le persone che sono in difficoltà a seguire una dieta, che odiano il momento di vestirsi o quello di passare davanti ad uno specchio. Non è facile, ma… ne vale la pena!

Una voce dentro dettata dal coraggio e dalla curiosità mi accompagna verso uno specchio più grande in casa mia. Il coraggio mi sussurra che posso farcela, che la mia perdita di peso, la mia ri-educazione alimentare, le mie glicemie stabili e la mia nuova immagine hanno fatto germogliare una bellezza in me che non conoscevo. La curiosità mi suggerisce i punti e le linee da osservare della mia fisicità, da quelle più apprezzate alle più temute: la geometria del mio corpo ha delle nuove formule.

Così mi vedo.

Il tragitto dei miei occhi su di me è ora una passeggiata piacevole. Guardo i lievi segni dei muscoli sull’addome, le spalle si sono fatte più piccole e con loro le braccia e le gambe. Le linee del mio corpo disegnano una figura che mi piace per il suo essere pù esile, minuta, fresca. Le mani sui fianchi accompagnano il sentiero delle ciglia e parlano laddove la bocca tocca delle parole gentili. Mi accarezzo le gambe per chiedere loro scusa per tutta la pesantezza e i gonfiori causati dalle mie abitudini sbagliate e per averle sempre disprezzate e coperte. Le mani sfiorano anche la pancia per scusarsi di tutti i miei giudizi amari, sempre coperta dalle maglie troppo morbide e sofferta nei pantaloni e gonne sbagliati.

Allora mi vedo.

Sono ferma nel mio riflesso. Ci sono dei movimenti che tendevo a fare in questi momenti che ora non si ripetono pù: ritirare in dentro la pancia per rimpicciolire il suo volume, stendere le gambe per vederle più minute, sollevare i gomiti per vedere le braccia più toniche. Questi movimenti non sono più necessari, ora. Li porto nel cassetto più buio della mia memoria assieme a tutte le sensazioni orribili sulla mia immagine che mi hanno resa insicura e arresa all’idea di dover abitare dove non si vuole.

Poi mi volto e gli occhi continuano a cercare le parti del mio corpo che più tendevo a giudicare. Prima i fianchi, poi il resto delle gambe. Le dita prendono ancora i segni in più dei fianchi che non sono stati ancora smaltiti come vorrei ma il loro tocco è di speranza e di affetto, non più disprezzo. Le strade dei miei capillari sulle gambe sono fiumi limpidi di soddisfazione e tenacia.

Sorrido di lato, sorrido verso lo specchio, faccio varie smorfie e canto.

Ballo un pò timidamente, un pò pazza, un pò cauta.

C’è ancora della strada da fare per amarmi ma la sto percorrendo già da un pò e me ne sono innamorata, con tutte le sue alture e frane, sentieri e paesaggi.

Sorrido ancora con gli occhi,ancora canto.

Finalmente mi vedo.

Rispondi con onestà: perché vuoi iniziare una dieta?

La domanda un po’ a bruciapelo serve a prendervi alla sprovvista e a far si che rispondiate d’impulso, con sincerità. La risposta può sembrare ovvia: per perdere peso, ma per ogni persona questa condizione ha significati diversi.

Se ci si fa le domande giuste, a patto di essere sinceri, si può prevedere l’esito della vostra dieta ancor prima che iniziate. Se avete dubbi, se non vi sentite pronti, se la spinta viene dall’esterno, se cercate una strada facile e veloce, se solo l’idea vi provoca frustrazione lasciate perdere!

Vediamo insieme le domande necessarie prima di cominciare un programma di dimagrimento ed in base alle vostre risposte cerchiamo di comprendere quali sono i reali motivi e se ci sono aspetti ai quali possiamo appoggiarci per garantirne il successo.

Prendersi cura di se stessi dovrebbe essere un’occasione che genera entusiasmo non disperazione!

Innanzitutto pensate al perché avete preso peso ed in quanto tempo. Siete sempre stati rotondetti? In famiglia sono tutti un po’ in sovrappeso? Vi hanno insegnato a non lasciare nulla nel piatto?

La cultura familiare sul cibo è molto condizionante ed è possibile che siate stati esposti da sempre a certe visioni su cosa, quanto e quando mangiare. Sono condizionamenti importanti legati alla sfera affettiva per cui se iniziate un programma per perdere peso ne dovrete tenere conto e la dieta non basta serve anche un percorso psicologico e rieducativo personalizzato. Se invece avete vissuto un periodo stressante o avete appena partorito con poco impegno tornerete al peso di sempre e troverete la giusta via tra gusto e rinuncia. La cosa importante è stabilire una data di inizio ed una di fine ed essere ligi negli step intermedi.

Chiarito questo punto bisogna anche chiedersi perché si vuole perdere peso. La risposta dovrebbe essere sentirsi a proprio agio, poter vestire senza troppi limiti, maggiore sicurezza. Se invece pensate al fatto che qualcuno vi giudica per il vostro peso dovete mettere da parte questo aspetto e concentrarvi solo ed esclusivamente su ciò che desiderate voi per il vostro corpo ed il vostro spirito.

Avete qualcuno che vi aiuterebbe o appoggerebbe in un percorso dietetico? Avete paura di fallire? Pensate di evitare tutte le situazioni sociali mentre siete a dieta per evitare sgarri? Non serve ed è impossibile. Dovrete imparare a fare le scelte giuste per voi e non solo vivere il tutto come una rinuncia. Non aspettate di vivere fino al momento di essere magri, che nella vostra testa corrisponde anche al momento di essere felici, ma concedetevi momenti belli da soli, con amici o parenti che non corrisponde necessariamente al mangiare!

Capire cosa rappresenta il cibo: se placa l’ansia, lo stress, se vi ritenete golosi, se non sapete dire di no è un’altra domanda importante. A volte è anche molto difficile darsi una risposta perché non siamo abituati ad ascoltare il nostro corpo, i segnali che ci invia e le sue reali necessità. Scappiamo dalle emozioni, le vogliamo azzittire? Non capiamo quando siamo sazi? Pienezza e sazietà sono segnali che non distinguete? Avete dei cibi trigger o dei momenti o delle situazioni in cui mangereste qualsiasi cosa? In questo caso se le risposte tardano a venire o vi trovano confusi un percorso di mindfulness eating potrebbe risolvere il problema ancor prima di mettersi a dieta.

Le aspettative sono importanti per cui anche chiedersi cosa ci si spetta da una dieta non è affatto una domanda fuori luogo!

Costanza, pazienza, nuove abitudini e nuovi schemi mentali indispensabili per raggiungere l’obiettivo che devono essere previsti a grandi dosi ed immaginarsi nelle sensazioni di essere già al giusto peso rende tutto molto più…leggero!

Altro annoso problema è quale sarà la dieta più efficace. Si pensa sempre che più la dieta è rigida e più darà risultati: mi spiace dirvelo, ma ciò non corrisponde a verità. Più la dieta è rigida e più facile arrivare allo sgarro. E con lo sgarro partono i pensieri del tutto o nulla! deleteri e non funzionali! L’unica dieta è quella sana, variegata, adatta alle nostre necessità. Un consiglio: imparate prima di tutto ad abbinare gli alimenti, a cucinare in modo semplice ed evitare cibi elaborati. I dolci relegateli solo ad occasioni speciali: non sono necessari alla nostra alimentazione e sono responsabili di sbalzi ormonali! Le diete sane funzionano sempre: l’importante è seguirle e non basta attaccarle al frigorifero!

Imparate che uno sgarro ogni tanto non inficia irrimediabilmente la dieta. Uno o più sgarri al giorno invece si! Per questo faccio compilare un diario alimentare. E’ importante tenere nota dei successi quanto dei fallimenti per poter migliorare un poco alla volta in base ai propri tempi.

Non guardate la bilancia con ansia. Misura solo il vostro peso, non il vostro valore come persona, Se intendete iniziare una dieta dovete sapere che il peso durante la giornata subisce spesso dei cambiamenti per vari motivi e che il peso giusto è determinato da una media per cui basta pesarsi a digiuno una volta a settimana nelle stesse condizioni ed orario. Infine pensa alla dieta come un momento di grandi scelte e quindi di opportunità per piacerti di più ed imparare più cose di te. La qualità della tua vita passa anche da come vivi il tuo corpo e da come ti senti con te stessa e con gli altri.

Iniziare una dieta di lunedì aumenta davvero le probabilità di successo?

Non è un luogo comune, recenti studi confermano che il lunedì, essendo il primo giorno della settimana, innesca una sorta di reset nella nostra mente, è vissuto come un nuovo inizio a cui affidare i nostri buoni propositi. Nel caso della dieta passati i “bagordi” del fine settimana ci si sente a posto con la coscienza se iniziamo uno stile alimentare più sano!

Approfondiamo questo tema:

il nuovo anno, gennaio ed anche il lunedì sono vissuti come nuovi inizi. Momenti in cui è possibile lasciarsi il passato alle spalle, si ha l’entusiasmo e l’illusione che si possano fare i veri cambiamenti e ci si crede davvero! I buoni propositi del nuovo anno in genere a fine gennaio sono già dimenticati, quelli del mese, in genere sono a gennaio o a settembre (per qualcuno il vero inizio dopo le ferie estive), giorno per giorno perdono di efficacia e quindi non rimane che appellarsi al lunedì che si presenta settimana per settimana per rinnovare le buone intenzioni! Ma anche in questo caso quanto dura riuscire ad evitare gli sgarri? L’avvicinarsi del fine settimana fa vacillare anche la persona più convinta fino a naufragare in un mare di sensi di colpa aggiustati il lunedì seguente!

Nel lungo termine questi nuovi inizi, che non hanno un riscontro, possono rappresentare una frustrazione ed uno stress.

Allora non c’è un giorno in cui avere più probabilità di successo?

Non sono le convenzioni sociali a farci raggiungere gli obiettivi, ma il sì che diciamo a noi stessi! Quando quel sì arriva non è importante il giorno della settimana, il mese o l’anno! La differenza sta nella scelta che facciamo per noi: volere fa rima con potere! Se invece “dobbiamo” è un’imposizione che non ci porterà da nessuna parte. Lavoriamo sul positivo facciamoci trascinare dall’entusiasmo per una nuova casa, un nuovo lavoro, una promozione  per cominciare un’alimentazione corretta per noi come regalo da fare a noi stessi in un buon momento e non come un sacrificio!

Concludendo è importante che ogni inizio vada affrontato con lo spirito giusto e solo quando ci si sente pronti, ma fate attenzione anche al procrastinare (lo fate con tutto non solo con la dieta fateci caso!) allontana sempre più l’obiettivo, rende nervosi, insoddisfatti ed allunga irrimediabilmente la strada da percorrere aumentando il disagio verso il proprio corpo, l’aumento della predisposizione a patologie e la considerazione di non esserne capaci con svilimento dell’autostima. Quindi il miglior momento è: ADESSO!

Gennaio: indispensabile la “remise en forme”

Non trovate la scusa dei dolcetti che ancora girano per casa e non arrivate a febbraio con il corpo appesantito dagli stravizi delle festività. Non mantenete il corpo in sovraccarico oltre il dovuto perché la bella stagione è dietro l’angolo e rischiate di fare i soliti errori con le diete devastanti i 10 gg prima delle ferie!

Anche i più bravi qualche extra lo hanno fatto e tra i buoni propositi dell’anno sicuramente rimettere il corpo a regime è fondamentale. Dopo due periodi natalizi in semi lock down è stata importante anche la ritrovata convivialità,  ma tra ore di sonno perdute e quelle passate a tavola  dobbiamo fare i conti con una corretta “remise en forme”.

Molti hanno già ricominciato le attività a pieno regime, i bambini/ragazzi sono a scuola e quindi con i ritrovati ritmi sarà più semplice rimettersi in riga.

Iniziamo dal sonno. Non tutti possono permettersi le classiche 8 ore, ma sicuramente non state al di sotto delle 6 ore. Decidete un orario consono per andare a dormire  in base ai vostri orari lavorativi. Se non riuscite a prendere sonno, mettetevi a leggere un libro, ma non usate il cellulare che tiene il cervello “acceso” sfavorendo il riposo. Una tisana calda concilia la calma e favorisce il sonno, ma se avete ulteriori difficoltà provate con la melatonina. Per consigli d’uso e dosaggio affidatevi al vostro farmacista di fiducia.

Secondo punto debole è l’attività fisica. Se ancora non vi siete iscritti in palestra ed è qualcosa che state rimandando da settembre, bè è il momento giusto per farlo. Personalmente ritengo che una bella camminata di almeno 40 minuti al giorno possa bastare, ma anche tapis roulant o cyclette in casa (stesso tempo minimo!) possono andare bene. Se vi piace la musica esistono tantissime attività sportive che la includono e se vi annoiate ad allenarvi da soli cercate un amico che venga con voi o fate amicizia in palestra con le persone del vostro corso. Unica parola d’ordine è non tergiversate e cominciare da subito. Un’attività fisica continuativa permette il rilascio di endorfine che vi farà sentire bene dal primo giorno e che procurerà una sensazione piacevole nell’esecuzione. Il patto è che facciate almeno un po’ ogni giorno per mantenere questa sensazione che vi permetterà di inserire l’attività fisica tra le vostre attività giornaliere.

Infine l’alimentazione. Per ridurre le sensazioni di gonfiore addominale, reflusso o irregolarità intestinali è necessario riprendere un’alimentazione equilibrata, per chi ancora non è entrato in quest’ottica è il momento giusto per cominciare!

Parola d’ordine è disintossicarsi.

Via libera ad acqua e tisane ed infusi. Una tisana al finocchio è perfetta per la digestione e ridurre il gonfiore addominale. Camomilla, malva, tiglio, biancospino sono lenitive per la mucosa gastro intestinale e calmanti.

Non si tratta di perdere eventuali kg acquisiti durante le feste, ma portare il corpo a lavorare al meglio. Con i cibi ricchi di fibre quali alimenti integrali, frutta e verdura favoriamo il tratto intestinale e introduciamo vitamine e sali minerali fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Evitate sale e condimenti grassi. Usate olio EVO  a crudo ed eventualmente insaporite con spezie. I dolci sono assolutamente aboliti. Se proprio avete avanzi di panettone mangiatelo a colazione e poi scordatelo fino al giorno dopo. Altri dolci quali biscotti, frutta secca o torroni possono diventare il vostro extra nel fine settimana. Non vi preoccupate non scadono a breve e quindi niente scuse!

Anche i metodi di cottura sono importanti. Sempre, ma in particolare adesso per mettere a riposo il corpo. Piastra e vapore sono i metodi perfetti.

Diete e miracoli: un fatto di marketing!

Sempre sensibili al richiamo dell’ultima dieta, specie se sponsorizzata da qualche personaggio famoso, si fanno spesso sacrifici economici per illudersi che questa sarà la volta buona.  Su Instagram un tripudio di offerte correlata da foto del prima e dopo che non lasciano dubbi. Promesse di felicità al raggiungimento del peso desiderato.

Tutti magri nel nome dell’ultimo preparato che garantisce essere formulato con ingredienti naturali e senza controindicazioni. No non è in vendita in farmacia, ma tutto è regolare confermano! Sappiamo che i miracoli non esistono e neanche le pillole miracolose e le bacchette magiche, ma il marketing sì i miracoli li fa davvero e sa convincerci su temi a cui siamo veramente sensibili.

Efficacia e validità scientifica superati ci si illude dietro quel barattolo di polvere o pillole da prendere rigorosamente ad orari e che dire dei rinforzi psicologici? “Volersi bene”. “La regola delle 6 esse”, “Vinci tu”, “la strada per il successo” insomma psicologia spicciola a cui ci si aggrappa con tutte le forze basta che non si parli di sacrifici e di non mangiare!

Sento parlare di diete da anni dalla mitica “Weight Watchers” alla temibile “Dukan”!  Il fallimento di questi programmi sta nell’illusione che si possano ottenere risultati rapidi e duraturi senza particolare impegno. E’vero spesso andiamo di corsa ed è comodo inserire la cena nel forno a microonde o passare a prendere una pizza. Non è per tutti passare dal contadino o al mercato rionale per acquistare i prodotti di stagione che devono essere puliti, lavati e cotti! Così abituati a tutto e subito anche in caso di perdita di peso si pensa si possa ottenere, ma non funziona così! Ecco sempre in prima linea le diete drastiche del post festività o del prima delle ferie che fanno solo perdere acqua e massa magra con l’ago della bilancia che si muove e ci illude che sta andando tutto bene.

Ricordatevi di ciò quando sarete tentati dopo le feste.

Spesso ci si concentra su alimento o su un gruppo di alimenti, a restrizioni infondate basate solo sulla moda del momento. In realtà bisogna andare oltre. Bisogna comprendere cosa ci porta a mangiare troppo o male, a trovare strategie che migliorino la qualità della nostra vita. A fare pace con il cibo relegandolo a quello che in realtà è: carburante per il nostro corpo e non la panacea di ogni male. Mettere in linea corpo e mente con l’aiuto di uno psicologo e di un nutrizionista qualificato facendo attenzione a tutti quei coach che si spacciano tali solo per vendere i loro prodotti di dubbia utilità.

Il corpo ci “parla” ascoltiamolo con la mindfulness

Quante volte volete dire no ed invece dite sì? Quante volte non vorreste essere in un posto e poi vi trovate ad arrivare anche 10 minuti prima? Quante volte avete letteralmente ingoiato delle parole per non farle uscire? Quante volte avete soffocato i vostri reali sentimenti?

Vi sarà capitato moltissime volte nel corso della vita ed a qualcuno sarà capitato più frequentemente di altri. Pensate che questo vi faccia “sopravvivere”. Pensate che vi faccia amare di più, stimare di più, considerate delle persone buone o tranquille, ma ogni volta che soffocate le vostre emozioni rinnegate voi stessi e vi fate del male. In queste situazioni è proprio il fisico a pagarne le conseguenze, ma se imparate ad ascoltarlo potete attuare dei comportamenti che non vi facciano soffrire nel corpo e nella mente!

Dovete imparare ad esprimere in modo adeguato le vostre emozioni prima di tutto permettendovi di ascoltarle e dare loro un nome e cognome ovvero vivendole ed assecondandole. Fate attenzione a non reprimerle o a provare ad ignorarle perché vi troverete inesorabilmente a soffocarle con il cibo, alcool o con comportamenti anestetizzanti tipo buttarsi davanti alla televisione o stando perennemente attaccati al vostro smartphone!

Quali segnali ci manda il corpo?

Se siamo arrabbiati con un amico, il compagno o in ufficio e non abbiamo il coraggio di dire davvero come la pensiamo possiamo arrivare ad essere talmente tesi da creare stati di tensione permanenti che portano a posture sbagliate e quindi a dolori cronici articolari, problemi alla cervicale o a livello lombare, ma anche le ginocchia sono a rischio, le dita delle mani e dei piedi.

Se viviamo stati di continua ansia e preoccupazione nel nostro corpo che era stato in origine preposto a rispondere ad eventi pericolosi in modo efficiente, si accumula un quantità enorme di cortisolo che va ad creare disordine anche con altri ormoni (tipo l’insulina)  alterando il nostro metabolismo causando problemi dell’apparato gastrointestinale, ritenzione idrica ed aumento di peso …nel migliore dei casi!

Consiglio sempre di imparare a rispondere alle vostre emozioni in modo adeguato. Chiarire situazioni in cui non ci troviamo d’accordo ed essere onesti con se stessi. Vi ho parlato tante volte del sano egoismo e quindi prendete qualche spunto!

Se vi siete resi conto di aver imparato ad usare il cibo per non sentire, soffocare, ignorare le vostre emozioni è importante fare un lavoro integrato sul corpo e sulla mente e vi propongo un percorso di mindful eating che vi permetterà di fare pace con il cibo, ma anche imparare tante cose di voi che probabilmente ad oggi ignorate!

Da ottobre incontri di gruppo in piattaforma per uomini e donne dai 18 anni in poi. Chiedimi come!

Sono pieno e mangio ancora…perché?

Perché sazietà e pienezza non sono la stessa cosa. Sottostanno a processi fisiologici diversi: uno riguarda un aspetto chimico e l’altro un aspetto meccanico!

Quando siamo sazi vuol dire che abbiamo appagato la fame ed i relativi bisogni del corpo in termini di  nutrienti ed energia ed in genere si raggiunge con cibi considerati sani dal nostro corpo. Può accadere invece di sentirci pieni, e non sazi, dopo aver mangiato alimenti che letteralmente si gonfiano nel nostro stomaco, ma da cui traiamo pochi elementi nutritivi adeguati. Accade perché ad un certo punto la distensione delle pareti dello stomaco aumenta per la presenza di cibo e la sensazione di pienezza varia tremendamente secondo il genere di alimento consumato. Ci sono occasioni in cui si supera il livello abituale di pienezza, come a Natale o eventi particolari dove ci si sente “autorizzati” a mangiare di più del necessario.

Per alcune persone la sensazione di pienezza deve essere raggiunta ad ogni pasto. Gran parte della nostra percezione del gusto e della pienezza ha origine dai ricordi e dalle esperienze passate. In alcune famiglie non c’era cibo sufficiente e alcuni hanno appreso che abbondare nelle porzioni  “di più è meglio” altri che non potevano accedere ad alcuni cibi perché severamente vietati in casa si rivolgono a quei cibi fino allo sfinimento.

Utilizzando la consapevolezza, e per questo un grande aiuto proviene dalla Mindful Eating, ci si può rendere conto che continuare a mangiare (che sia in un pasto a tavola o in piedi davanti alla credenza) spesso ha a che fare con altri problemi che non sono soltanto il desiderio di sentirti pieno. C’è la pressione sociale del gruppo, volere integrarsi nella festa, oppure cedere (più volte) all’incoraggiamento di prenderne ancora. Oppure puoi diventare consapevole di usare il cibo per ammazzare la noia o altre emozioni, se non addirittura per esprimere il tuo Sé ribelle. 

Notare questi pensieri abituali e queste abitudini può aiutarti a sintonizzarti e regolare la quantità corretta di cibo. E non esiste affatto un’unica risposta giusta. Un piccolo spuntino  ha senso se mangerai un pasto completo entro una o due ore; un pasto più pesante può   avere senso se sai che dovrà sostenerti fino a cena. Sintonizzandoti con la pienezza di stomaco, potrai avvertire meglio l’arrivo della pienezza  dopo ogni boccone, quindi puoi terminare i pasti sentendoti bene e non fastidiosamente pieno. Con il tempo apprenderai anche come certi alimenti hanno effetto sulle sensazioni di pienezza nel bene o nel male. Questa informazione ti permetterà di prendere decisioni più sagge su cosa mangiare, quanto e quando fermarti.

Ispirato da Jean Kristeller