Tema del mese di marzo: “vivere nel qui ed ora”

Marzo e mi viene in mente primavera e rinascita. Allora perché non iniziare a pensare in modo nuovo più consapevole e soddisfacente? Cercando di vivere il momento presente evitando l’ansia delle anticipazioni del futuro e senza rimanere ancorati ai pensieri del passato? Di derivazione latina “Hic et nunc” riprende il principio del Carpe Diem di Orazio nel concetto del vivere qui ed ora.

L’idea è quella di introdurvi al concetto di Mindfulness che significa semplicemente consapevolezza (Mindful consapevole): si tratta di uno stato mentale ovvero una modalità dell’essere che permette di vivere nel presente in modo più consapevole. Naturalmente è uno stato concettuale che cercherò di presentarvi, ma che solo provandolo si potrà comprendere: perché le parole sono importanti, ma il vissuto fa la vera differenza!

Cerchiamo di rinnovarci con un nuovo modo di porci di fronte alla vita. Durante il mese affronteremo il tema attraverso articoli, la storia con morale, la segnalazione di alcune letture con lo scopo di avere uno spazio di riflessione sull’argomento.

Vi anticipo che dal mese di aprile inizierò a proporre, oltre al programma del Metodo Integrato (finalizzato alla perdita di peso), anche quello di Mindful Eating per imparare a mangiare in modo consapevole. Il mio ruolo sarà quello di facilitatore per aiutare le persone ad aiutarsi ovvero facilitare il processo di cambiamento senza forzarlo o anticiparlo!

Nel cuore delle case. Viaggio interiore tra case e spazi mentali. Come e perchè scegliamo la nostra abitazione

CASA: luogo fisico dove si incontrano i nostri affetti, si condividono abitudini e che in qualche modo ci riflette. Rendere la nostra casa un luogo del cuore e della mente è uno dei tanti modi per prenderci cura di noi!!

Secondo Donatella Caprioglio nel libro:

“Nel cuore delle case. Viaggio interiore tra case e spazi mentali. Come e perchè scegliamo la nostra abitazione”

un libro per confrontarsi e riflettere / editore Il punto d’incontro

…Nulla più di una casa è in grado di rivelare come siamo: è la metafora del nostro mondo interiore. Da come la abitiamo si può capire il legame che abbiamo con la parte più intima di noi stessi. Troppo piena o troppo vuota, disordinata o ordinata in modo maniacale, essenziale o esageratamente espressiva, la casa parla di noi e della nostra vita. Può proteggerci ma anche guarirci, dare voce al nostro disagio o custodire verità segrete, essere una prigione o un mezzo per sviluppare la creatività. Ci sono case perfette che non lasciano trasparire nulla, altre che affermano nella quantità di mobili e oggetti il bisogno di riempire un vuoto, altre ancora che sottolineano la necessità di preservare il luogo degli affetti. Capire il nostro modo di abitarla può essere l’occasione per liberarci di ricordi ingombranti e respirare in uno spazio nuovo. Donatella Caprioglio ci invita a una passeggiata intima nel cuore delle case, una meditazione che rende consapevoli del legame profondo tra la propria casa e la propria identità. Un viaggio in cui può capitare di riconoscersi e riflettere…

Prendersi cura di sé: Mens sana

Abbiamo appurato che prendersi cura di sé è necessario e quindi dalla teoria passiamo ai fatti. Già è difficile farlo in condizioni normali (la normalità è intesa in modo molto diverso da ognuno di noi!) figuriamoci nei momenti in cui siamo stressati per lavoro, per malattia per problematiche familiari o economiche, eppure proprio in quelle ed altre situazioni è il momento più importante per dedicare a noi del tempo. “Perdere tempo per noi” è il miglior investimento! Se stiamo bene la nostra testa lavora meglio ed il corpo risponde in modo adeguato.

Un corpo trattato bene è importante e lo abbiamo detto in più occasioni e non ne mancheranno per ricordarlo, ma dare attenzione ai nostri pensieri ed emozioni lo è ancora di più!

Per i più religiosi la preghiera risulta un momento di raccoglimento e confronto, ma si può provare con la meditazione, gli esercizi di respirazione e di rilassamento. Non storcete il naso fino a quando non avrete davvero provato. Non siate prevenuti e non emettete giudizi prima di essere venuti a contatto con una qualche forma di meditazione. Provate con fiducia lo yoga, ce ne sono di tante forme, la meditazione e le numerose tecniche di rilassamento muscolare attraverso la respirazione:  ce ne sarà sicuramente una che sarà nelle vostre corde!

Importanti sono anche le persone che vi circondano. Sono persone positive o sono succhiatori di energia? Persone negative e giudicanti? Imparate a scegliere le compagnie, e se non potete liberarvene imparate a limitare la loro influenza su di voi!

Imparate a lavorare nei tempi previsti! Non portate il lavoro a casa e se state facendo smartworking spegnete il pc all’orario definito. Liberate la testa smettendo di leggere email a qualsiasi ora. Concedetevi dei momenti di relax come uno spuntino o una pausa caffè. Andate a respirare un po’ d’aria fresca e fate una passeggiata al termine del lavoro in modo da essere più sereni e disponibili quando rientrerete in casa e potete dedicarvi al partner e alla famiglia. Naturalmente le lamentele sono bandite! Non risolvono i problemi ed aumentano il carico emotivo!

Organizzate le serate non solo nel fine settimana, rendetele piacevoli magari cucinando insieme al partener o ai figli oppure organizzate una serata di gioco in famiglia o con gli amici. Niente di difficile o impegnativo, ma un modo semplice per curare gli affetti ed evitare di utilizzare il tempo esclusivamente davanti alla tv, spesso senza dirsi una parola.

Infine la cosa più importante: imparate a dire di no! Dire sempre sì alle cose che non interessano, disturbano o spesso contrariano significa sempre fare qualcosa di malavoglia e se pensiamo che basti dire sì ad un altro per accontentarlo avete sbagliato di brutto: nella migliore delle ipotesi finirà con una litigata e sarebbe bello non doversi dire: perché mai l’ho fatto? Perché non ho detto di no?

Prendersi cura di sé non solo attraverso il cibo

Sono tante le azioni che giornalmente possiamo compiere per dire a noi stessi che ci vogliamo bene. Vediamone alcune:

Parola d’ordine organizzazione: se siamo organizzati e ci imponiamo una routine giornaliera, che lasci spazio anche agli imprevisti, vivremo sicuramente con meno ansia e a fine giornata avremo la meravigliosa sensazione di aver concluso qualcosa! Dalla scrivania, alla cucina alla sala hobby : “un posto per ogni cosa ed ogni cosa al suo posto” deve essere il vostro mantra!

Dedicate del tempo alla cura del corpo: un bagno rilassante o una beauty routine serale o mattutina (perché no entrambe se ci prendete gusto!) vi fa avvicinare al vostro corpo. E’ importante osservarsi e sentirsi.

Tenete un diario in cui annotare i successi, ma anche gli insuccessi perché possiate apprendere qualcosa anche dagli errori. Vale anche per tenere sotto controllo l’alimentazione in caso di sovrappeso o alimentazione squilibrata.

Attivate le endorfine naturali con un po’ di attività fisica. Un’ora al giorno sarebbe fantastico, ma se non potete non rinunciate: possono bastare anche 10 minuti per avere la sensazione di non esservi messi da parte per via del poco tempo a disposizione, quando potrete dedicare più tempo sarete ancora più soddisfatti. Non sottovalutate attività come lo yoga e la meditazione. Sono fondamentali per le connessioni mente/corpo.

Dedicate tempo e spazio ai pasti. Non mangiate quello che capita. Pianificate un menù settimanale e fate la spesa carta alla mano per non sprecare e avere tutto a disposizione quando arriva l’ora di cucinare. Dedicate del tempo anche all’apparecchiatura della tavola e alla scelta delle stoviglie. E’ un modo per dirvi che valete la pena!

Evitate cibi spazzatura, sapete benissimo che la gola non è una scusa, che ogni volta che li comprate (ancor prima di mangiarli!) vi state facendo del male. Relegateli ad occasioni rare e particolari!

Fate in modo che la musica accompagni alcuni dei vostri momenti. Non lasciate che sia la radio a fare la scelta per voi. Chiedetevi cosa vi piace e fate in modo che sia il piacevole sottofondo anche di momenti noiosi della vostra vita. E se vi viene voglia di ballare: fatelo!

A tale riguardo concluderei con la ricerca di un hobby che vada a compensare delle vostre necessità culturali, manuali o sociali. Che sia un corso di bricolage, il club del libro o una partita a pallone deve essere un momento di svago e vissuto con leggerezza che non vuol dire senza impegno!

a breve questo articolo sarà disponibile anche su Romaoggi.eu

Cos’è la Cooking Therapy  di Barbara Volpi

“L’atto del cucinare è strettamente connesso alla cura, al prendersi cura di sé stessi e dell’altro a partire dal gesto primario dell’allattamento tra madre e bambino che è il primo canale di comunicazione e di conoscenza con il mondo degli affetti. Abbiamo conosciuto così il cibo, come trasmissione di affetti, di cura e di amore per l’altro e su questo principio cardine viene strutturato il percorso di terapia in cucina…”dice la dottoressa Barbara Volpi nel suo libro:

Cos’è la Cooking Therapy  di Barbara Volpi Carocci editore

La Cooking Therapy infatti è un percorso di consapevolezza verso l’appropriazione del gesto del cucinare in cui partendo dalla spesa, dall’allestire la cucina in una sorta di laboratorio terapeutico, si attivano le leve mentali di una riflessione interiore, che nel “fare con le mani”, tagliando le verdure, seguendo il sugo che sobbolle in pentola ci si connette con le nostre dimensioni interiori più profonde e dal cucinare si arriva ad altro: ricordi, momenti vissuti, ma anche un nuovo modo di procedere nella vita dando senso e profondità agli atti più semplici ma anche quelli più autentici e profondamente sedimentati nella nostra memoria implicita.

Ne ho parlato su:

Storia con morale (Febbraio 2022)

Nell’ottica dell’importanza di prendersi cura di se stessi, intesa come capacità di volersi bene, questo il racconto con morale di questo mese. Sembra che questa storia sia stata tramandata dai seguaci di Buddha dopo averla ascoltata dalla sua stessa voce!

Un tempo lontano due acrobati, un insegnante ed una apprendista, si esibivano ogni giorno per strada per guadagnarsi da vivere. Il primo era un povero vedovo e Medakathalika l’ apprendista, una ragazzina molto saggia.

Le loro esibizioni comportavano spesso dei rischi,perché l’insegnante doveva tenere in equilibrio sulla propria testa un alto palo di bambù mentre Medakathalika vi si arrampicava sopra.

Per evitare cadute e lesioni durante la performance, i due acrobati dovevano fare molta attenzione e un giorno l’insegnante, credendo di aiutare la studentessa, le consigliò di guardarlo mentre lui avrebbe fatto lo stesso con lei, in modo da aiutarsi a vicenda per mantenere la concentrazione e l’equilibrio, e guadagnare così abbastanza denaro per mangiare.

Ma la piccola Medakathalika gli rispose che era meglio che ognuno di loro guardasse se stesso SENZA DIPENDERE dall’altro perché prendersi cura di sé significa ANCHE prendersi cura di entrambi. In questo modo avrebbero sicuramente evitato incidenti e ottenuto abbastanza soldi per mangiare.

Fonte web

La moda fa prevenzione con la performance LE CICATRICI PREZIOSE

Nella Giornata mondiale per la lotta contro il cancro sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha lo scopo di sensibilizzare, prevenire e sostenere la ricerca, condivido una bella iniziativa che ha coinvolto le donne in rosa, donne operate al seno e la Komen Italia. Inserito nel calendario di AltaRoma un evento /performance molto partecipato. Ve lo racconto con foto e parole.

le bellissime donne in rosa: foto di Carlo Maria Viola

Tutto esaurito per la performance-evento “Le cicatrici preziose” che ha avuto luogo nella galleria Plus Arte Puls di Francesca Barbi Marinetti a Roma “Le cicatrici preziose”, inserita tra gli eventi In Town della Roma Fashion Week, organizzata da Altaroma.

Moda, arte, poesia, gioielli preziosi in un evento con una grande valenza sociale, legato anche alla prevenzione e alla lotta ai tumori,  rappresentato dalla presenza di Susan G. Komen Italia.

stand della Komen Italia

Un concept che è nato dalla creatività e da un’idea originale dell’hair stylist Alessandro Messina, dell’attrice e regista Eleonora Albrecht, del giornalista e poeta Paolo Gambi,  fondatore del movimento Rinascimento Poetico, prodotto ed organizzato da Gabriella Carlucci, madrina dell’evento.

Un nutrito parterre ha accompagnato l’evento.  Tra i volti noti: Andrea Roncato e la moglie Nicole Moscariello, Maria Rosaria Omaggio, gli attori e attrici Antonella Ponziani,  Camilla Petrocelli, Graziano Scarabicchi, Luca Paniconi e Gabriele Rossi, il cantante Lorenzo Licitra e la cantante Alma Manera, la conduttrice, modella ed attrice Eleonora Pieroni, Roberta BetaAdriano Franchi Direttore Generale di Altaroma, i fashion designer  Italo Marseglia e Simone Cangelmi, il jewelry designer Luciano Fochini.

Un’attenzione e una visione artistica sulla donna, sui percorsi bui e dolorosi che, partendo dalla malattia oncologica, dai segni indelebili che lasciano sul corpo e nella psiche di ognuna di noi, ci portano fino alla rinascita, ad una ritrovata consapevolezza, prendendo ad esempio l’antica arte del Kintsugi

la locandina dell’evento.

La rottura di un oggetto non ne rappresenta la fine. Le sue fratture diventano trame preziose. Si deve tentare di recuperare, e nel farlo ci si guadagna. È l’essenza della resilienza.

Otto donne, tra le quali la soprano Maristella Mariani hanno indossato le creazioni di Mariel Alta Moda e Arte di Marilena Spiridigliozzi e i gioielli dei designer di Officine di Talenti Preziosi per dare vita ad una coreografia, minuziosamente orchestrata da Eleonora Albrecht.

Le poesie di Paolo Gambi, sono state il leitmotiv della performance che si è conclusa con lo stesso poeta che ha letteralmente “scritto” sul corpo di tre modelle i suoi versi, come fossero un frammento di vita, di dolore e di rinascita. Uno sguardo al passato per poi volare al futuro, in una visione universale di rinascita.

foto di Carlo Maria Viola

L’evento ha voluto essere un messaggio importante di positività, di rinfrancante ottimismo, perchè l’arte, la poesia e la bellezza, nella loro semplicità, saranno e sono quella marcia in più per salvare il mondo.

Prendersi cura di Sé

Eccoci al primo appuntamento del mese dedicato a questo importante argomento. Abbiamo bisogno ogni giorno di piccole attenzioni, di sentirci importanti, accettati ed amati. Una persona su tutte conosce i nostri limiti, capacità e bisogni e siamo noi stessi.

Sarebbe bello essere sempre forti e capaci? Certo, ma non è qualcosa che arriva dal nulla. La prima regola è volersi bene…intendo sul serio. E’ ciò che chiamo da sempre il sano egoismo: la capacità di mettersi al centro. Di cosa? Dei propri desideri, aspirazioni e bisogni.

Ci aspettiamo sempre che siano i famigliari, i colleghi, gli amici a cambiare la nostra vita ed invece no: solo noi possiamo farlo.

Pazienza e buona volontà sono le doti che servono per dimostrarci ogni giorno che “valiamo la pena” ricordandocelo con piccoli o grandi gesti. Sicuramente queste doti le mettiamo a disposizione degli altri (figli, famiglia ecc.), ma è verso di noi che fa la differenza.

In effetti più stiamo bene con noi stessi e abbiamo con gli altri più energia, pazienza ed ottimismo. Facendolo ogni giorno conquisteremo la libertà mentale, la leggerezza dal giudizio e la soddisfazione personale.

Dalla cura del nostro abbigliamento, alla scelta dei cibi che dobbiamo mangiare, ai dettagli della nostra casa. Sono infiniti gli ambiti in cui possiamo vivere al meglio. Circondarsi di cose belle (che non vuol dire per forza costose!) è un modo semplice per prendersi cura di Sé. Può bastare una pianta su un davanzale, degli aromi vaporizzati in casa, un maglione di lana morbida i cui avvolgersi, passare del tempo con le amiche o fare yoga.

Tutti o nessuno di questi. La lista è la vostra, solo voi sapete cosa vi fa stare bene!

La strada per la realizzazione personale

Secondo Maslow realizzare se stessi significa soddisfare i propri bisogni: da quelli primari come nutrirsi o dormire a quelli più elevati come la sicurezza o la protezione. Una volta che abbiamo soddisfatto i bisogni basilari emergono quelli più elevati nella scala sino a raggiungere il “piano” della realizzazione personale. Secondo questo autore tendiamo per tutta la vita ad auto realizzarci  migliorando le nostre capacità.

piramide dei bisogni di Maslow*

Comprendere chi si è, accettarsi fanno parte di questo cammino, perché altrimenti si passa una intera vita a soddisfare i bisogni basici senza mai “elevarsi”. Il rischio è di perdere le proprie capacità o talenti e questo porta a malattia dovuta ad insoddisfazione. Il primo passo è credere che la realizzazione sia possibile e conseguentemente è necessario coltivare i propri talenti nella quotidianità.

Bisogna imparare ad osservarsi senza giudizio. Riuscire a fermarsi di fronte ad un errore imparando dall’esperienza. Naturalmente il percorso non è uguale per tutti così come il modo di considerare la realizzazione personale. Per una donna dedicare la vita ai figli ed alla casa può sembrare appagante per un’altra è vissuta come una situazione limitante o insoddisfacente (tanto per fare un esempio).

C’è anche da segnalare che i bisogni cambiano molto nel corso della vita. Quello che ci sembrava “vitale” in età giovanile è meno interessante in età adulta. Quello che limita molto la realizzazione personale è la paura del cambiamento. Per molti intraprendere una strada nuova, anche se può rappresentare un grande vantaggio è ritenuto pericoloso e si tende ad accontentarsi.

libertà di pensiero ed impegno caratterizzano la realizzazione personale

La zona di confort prevale sull’idea del sacrificio e della rinuncia in molti casi! In cerca del piacere immediato si rischia di passare i modalità basica tutta la vita arrivando al punto di guardarsi indietro e non aver mai realizzato i propri desideri o aspirazioni. Dal leggere un libro all’aver perso peso, se non si è riusciti nell’intento perché non ci si è dedicati abbastanza, fa sentire vuoti e sesso inutili.

Qualsiasi sia la vostra età il segreto è conoscere se stessi (essere) e poi muoversi (fare).

Attenzione alle differenze tra sviluppo personale e realizzazione personale: nel primo caso si rischia di adattarsi a ciò che l’ambiente ci richiese cedendo al conformismo,  nel secondo è una scelta di libertà in cui si rifiutano i compromessi e la propria realtà viene modificata proprio dai vostri comportamenti, scelte ed azioni.

La cosa importante è che l’aspetto legato alla libertà influirà in tutti i settori della nostra vita, da quella familiare a quella lavorativa ecc.

La persona realizzata attira le altre persone e porta a legami affettivi soddisfacenti. In campo lavorativo trova la strada giusta in cui misurarsi ogni giorno. La persona realizzata si ammala di meno, perché lo stato di benessere influenza il sistema immunitario in modo positivo.

*LA PIRAMIDE DEI BISOGNI DI A. MASLOW

Nel 1954 lo psicologo Abraham Maslow propose un modello motivazionale dello sviluppo umano basato su una gerarchia di bisogni, disposti a piramide, in base alla quale la soddisfazione dei bisogni più elementari è condizione necessaria per fare emergere quelli di ordine superiore.

I bisogni fondamentali, una volta soddisfatti, tendono a non ripresentarsi, mentre i bisogni sociali e relazionali rinascono con nuovi e più ambiziosi obiettivi da raggiungere. Ne consegue che l’insoddisfazione, sia sul lavoro, sia nella vita pubblica e privata, è un fenomeno molto diffuso che può trovare una sua causa nella mancata realizzazione delle proprie potenzialità. Per Maslow, infatti, l’autorealizzazione richiede una serie di caratteristiche di personalità, competenze sociali e capacità tecniche.

Alla base della piramide ci sono i bisogni essenziali alla sopravvivenza, mentre salendo verso il vertice si incontrano i bisogni più immateriali.

Definizione da: https://www.psicologiadellavoro.org/la-piramide-dei-bisogni-di-maslow/

Realizzazione personale: il segreto è fare ciò che ami!

Non tutti hanno la fortuna di fare il lavoro della loro vita, alcuni non riescono a vivere al meglio le proprie giornate. Spesso non si ha avuto il coraggio di seguire le proprie passioni. A volte ci hanno fatto credere che non ne saremmo stati capaci o che non fosse roba per noi. Eppure il segreto della realizzazione personale, ciò che ci permette di superare i nostri limiti e non ci fa sentire il peso di un impegno, è proprio fare ciò che si ama di più. Certo ci vuole coraggio. Accettare il rischio di non riuscire è già di per sé una vittoria rispetto a chi si ferma al primo ostacolo invece di cambiare strategia o non ci prova affatto!

Realizzare se stessi è un cammino impegnativo e può durare una vita intera. Gli ostacoli da superare sono molti. Uno di questi è la pigrizia. Tante persone vorrebbero dimagrire, laurearsi, imparare a cucinare o avere un fisico scultoreo, ma non sono disposti a fare sacrifici. Vi svelo un segreto: non si ottiene nulla lamentandosi sdraiati sul divano con un bicchiere di Nutella in mano!

Quindi fare ciò che piace non vuole dire una vita spesa nella nullafacenza, ma realizzare le proprie aspirazioni o dare possibilità alle nostre capacità.

Per qualcuno è anche difficile capire cosa è più congeniale a se stesso. Non si può programmare tutta la propria vita nei particolari anche perché ciò che pensiamo e crediamo a 15 anni è spesso molto diverso da quello che pensiamo e crediamo a 30, figuriamoci a 50!

Quando pensiamo alla realizzazione di noi stessi la correlazione con la produttività è immediata, perché ci dà la misura del nostro impegno. Se ci siamo impegnati nello studio è molto probabilmente che avremo un bel voto all’esame, se abbiamo fatto bene la dieta vedremo spostare l‘ago della bilancia, se avremo sudato in palestra la possibilità di avere la fantomatica “tartaruga” è più fattibile. A patto che lo stiamo facendo con amore. Ognuna di queste ed altre cose, per darci risultati apprezzabili e non venirne sopraffatti, vanno fatte con il cuore. Se ambiamo ad un certo risultato la fatica viene meno se lo facciamo con entusiasmo.

La determinazione non viene dal sacrificio, ma dalla passione! Il sacrificio è inutile se non fatto con il cuore: perde il suo valore!

Aristotele parlava di BEN VIVERE come capacità di mantenersi, autosostenersi ed essere autonomi. La soddisfazione e realizzazione personali derivano quindi dalle nostre capacità a raggiungere gli obiettivi con la gioia di farlo!