Prendersi cura dell’altro: l’evoluzione di una civiltà

Condivido affinchè sia motivo di riflessione.

“Un giorno, uno studente chiese all’antropologa Margaret Mead quale fosse il primo segno di civiltà in una cultura. Tutti nell’aula si aspettavano che la Professoressa rispondesse parlando del fuoco, di ami, pentole di terracotta, macine per il grano al limite lance, frecce o clave.

Invece la Mead disse che il primo segno di civiltà nel mondo era un femore rotto, poi guarito. Spiegò che nel regno animale, chi si rompe una gamba, muore. Non può più cacciare, né scappare dal pericolo, andare a bere al fiume. Preda o predatore, con una frattura sei solo carne per gli altri animali che si aggirano intorno a te. Infatti, tranne l’uomo, nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l’osso guarisca.


Quindi un femore guarito è la prova che qualcuno è stato accanto a chi era caduto, ne ha curato la ferita in un luogo sicuro, lo ha aiutato a riprendersi.

Mead concluse dicendo che “aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto preciso in cui la civiltà inizia. Noi siamo al nostro meglio quando serviamo gli altri. Essere civili è questo”.

Perdere peso non è questione di forza di volontà

La perdita di peso spesso richiede cambiamenti nello stile di vita, come una dieta equilibrata e l’esercizio fisico regolare, che possono essere sfidanti da mantenere nel tempo. La forza di volontà può influenzare il processo di perdita di peso:

Resistenza alle tentazioni: La forza di volontà ti aiuta a resistere alle tentazioni alimentari, come cibi ad alto contenuto calorico o poco salutari. Imparare a dire no a queste tentazioni può aiutarti a ridurre l’assunzione di calorie e a mantenere una dieta più sana.

Mantenimento di una routine di allenamento: L’esercizio regolare è importante per bruciare calorie e migliorare la salute generale. La forza di volontà ti aiuta a rimanere fedele alla tua routine di allenamento, anche quando non hai voglia di farlo.

Gestione dello stress: Lo stress può portare a comportamenti alimentari malsani. La forza di volontà ti permette di gestire lo stress in modi più sani, evitando il ricorso a cibi confortanti o a comportamenti alimentari emotivi.

Resistenza ai cambiamenti a lungo termine: La perdita di peso sostenibile richiede spesso cambiamenti duraturi nello stile di vita. La forza di volontà è essenziale per mantenere questi cambiamenti nel tempo, evitando il ritorno alle abitudini alimentari e di vita precedenti.

Insomma basta volerlo? Con la volontà si arriva ovunque? È vero solo in parte!

Se ci affidiamo esclusivamente alla forza di volontà non faremo molta strada. Arriverà il momento in cui saremo sfiniti e tutti i buoni propositi andranno a farsi benedire con ripercussioni a livello fisico e a livello psicologico.

Se ci affidiamo alla forza di volontà l’autostima potrebbe pagarla molto cara. Ad un eccesso si reagisce con sensi di colpa e sensazione di essere inadeguati, incapaci ed inaffidabili!

Allora cosa è veramente importante? Al primo posto metterei sicuramente lo stile di vita. Se ci rendiamo conto del profondo significato di stile di vita il “sacrificio”, la “rinuncia” non avranno lo stesso impatto.

Per  raggiungere il successo nella perdita di peso a lungo termine  dobbiamo mettere in campo fattori come la pianificazione, la motivazione intrinseca, il sostegno sociale senza dimenticare la consulenza professionale. Quest’ultima che sia psicologica o nutrizionale (o entrambe!) non è una scelta secondaria. Ricordate che con il fai da te in questo campo si rischia molto! Errori dal punto di vista nutrizionale creano problemi metabolici e diete drastiche portano a disagi psicofisiologici anche gravi.

La scelta giusta non sta nel “saper resistere”, ma nella consapevolezza di intraprendere un cammino sano. Imparare a fare le scelte corrette per le proprie esigenze ed il proprio fisico, saper abbinare gli alimenti, sono alcuni dei pilastri fondamentali per intraprendere questo cammino. Un’alimentazione corretta e consapevole associata ad un minimo di attività fisica assicura un corpo in forze in grado di affrontare le sfide quotidiane al meglio. Se ti senti bene sei meno stressato, trovi soluzioni, hai una vita personale più soddisfacente.

Bisogna andare oltre al concetto della perdita di peso ed abbracciare uno stile di vita sano che abbracci tutti gli aspetti della nostra vita oltre l’alimentazione, ma partendo da essa!

Gentitori anziani che fare? Le autrici ce lo raccontano in un libro

Genitori anziani, che fare? Una guida per i figli adulti e (im)preparati è il libro di Antonella Brugnola e Claudia Campisi edito da Flaccovio Dario (2022) che tratta un tema attualissimo, visto l’allungamento dell’età media e che non viene facilmente affrontato. L’idea della vecchiaia e della morte sono temi che disarmano e che fino a quando non ci si trova ad affrontare da vicino si cerca sempre di evitare.Il tema “genitori che invecchiano e figli impreparati” è un tabù. Non sempre i figli sanno cosa fare quando vedono le prime avvisaglie della vecchiaia dei cari, né sanno gestire con serenità le situazioni che li soffocano di preoccupazioni.

Vi lascio alle parole delle autrici:

Antonella Brignola: Il libro che ho scritto con Claudia Campisi è dedicato a TUTTI voi, perché per la maggioranza siamo figli adulti, abbiamo (o avremo) a che fare con un genitore anziano e saremo colti alla sprovvista quando realizzeremo le prime avvisaglie della vecchiaia che arriva.

Il libro nasce a tavolino esaminando una lacuna nella disponibilità di fonti di informazione su questo momento della vita: esistono centinaia di manuali su come diventare genitori, provette neomamme, gestire figli adolescenti, ma quasi nulla su come affrontare con ansia controllata la fase in cui noi diventiamo i “genitori” dei nostri genitori, peraltro con l’aspettativa di un periodo lungo e nebuloso da affrontare.

E’ il frutto di una lunga esperienza personale e della voglia di tradurre in suggerimenti pratici il vissuto e gli errori in cui sono passata, con l’interpretazione psicologica di Claudia che spiega cosa succede alle due parti in gioco.

Come affrontare la 4’ età è ormai un’urgenza nazionale, considerato l’allungamento della vita media e il numero crescente di over 65. Si parla della generazione sandwich, di gestione di imprevisti e assistenza per tanti anni, di impatto sulla vita di due famiglie e di inevitabile isolamento e disagio.

Diversi contributor esperti hanno partecipato con i loro punti di vista e le proposte innovative per la terza età: Luca Foresti, Maria Cristina Bombelli, l’avv. Livia Passalacqua con Formula Terza Età, Michela Conti di UGO, servizi di assistenza.

Nella foto la dottoressa Campisi con una copia del libro

Claudia Campisi: Il libro parla principalmente alle donne, il target per eccellenza, soprattutto dai 35 anni in su. Il testo affronta non solo il tema delle donne sandwich, ma tantissimi aspetti psicologici del processo di trasformazione personale e familiare di figli e genitori. All’apice della carriera o appena agli inizi con una nuova famiglia che nasce ecco che i genitori hanno bisogno di noi. Da considerare una guida, per il doppio livello sviluppato:

– consigli pratici per gestione e organizzazione vita del nostro caro bisognoso di cure realizzati dalla co-autrice Antonella Brugnola.

– psicologico: come cogliere i primi segnali, supporto nella gestione del lutto, rapporti difficili, comunicazione, sessualità a mia cura.

Ho voluto anche parlare di sessualità anche LGBT e di alimentazione con il supporto di un geriatra molto giovane e illuminato.

Concludendo: Questo manuale spiega come affrontare preventivamente la vecchiaia dei nostri cari, in modo semplice, integrando due punti di vista: la visione dell’esperta psicologa Claudia che spiega la dinamica dei sentimenti e comportamenti di figli e genitori e la parte di Antonella con soluzioni e risorse da applicare con il metodo A-M-O-R-E. Il libro è una guida concreta per prendere consapevolezza del fenomeno, iniziare a gestirlo più preparati, evitando di cadere nello sconforto o, cosa peggiore, di isolarsi. È rivolto a chi è figlio, amico, vicino di casa, caregiver, operatore sanitario chiamato ad occuparsi di una persona anziana e che, con la conoscenza e la pianificazione degli interventi, si può organizzare per una maggiore serenità.

Azione e reazione: come reagisci ad un imprevisto?

“Azione” e “reazione” sono due concetti fondamentali nella fisica che sono spesso associati alla terza legge di Newton, nota come la legge dell’azione e reazione.

La legge dell’azione e reazione afferma che per ogni azione c’è una reazione uguale e opposta. In altre parole, se un oggetto A esercita una forza su un oggetto B, allora l’oggetto B eserciterà una forza uguale in grandezza e opposta in direzione sull’oggetto A. Questo principio è spesso espresso con la famosa frase “Per ogni azione c’è una reazione uguale e opposta.”

Ad esempio, se si spinge una palla con una certa forza verso destra (azione), la palla eserciterà una forza uguale e opposta verso sinistra (reazione) sulla mano che la sta spingendo.

La legge dell’azione e reazione è una delle leggi fondamentali della meccanica classica e ha importanti implicazioni nella comprensione del movimento degli oggetti e delle interazioni tra di essi.

azione e reazione in psicologia

Il principio di “azione e reazione” in psicologia non è una terminologia comune o un concetto specifico come lo è in fisica. Tuttavia, è possibile interpretare alcuni concetti psicologici alla luce di questo principio in modo metaforico.

Nella psicologia, l’idea di “azione e reazione” potrebbe essere applicata in vari contesti:

Comportamento e conseguenze: Questo principio può essere applicato alla teoria dell’apprendimento, in particolare al condizionamento operante di B.F. Skinner. In questa prospettiva, un individuo emette un comportamento (azione), che viene seguito da conseguenze (reazioni). Se le conseguenze sono positive o gratificanti, l’individuo è più incline a ripetere il comportamento. Se le conseguenze sono negative o punitive, l’individuo è meno incline a ripetere il comportamento.

Dinamiche relazionali: In psicologia delle relazioni, il principio di azione e reazione potrebbe essere utilizzato per esaminare come le azioni di una persona influenzano le reazioni e le risposte delle altre persone in una relazione. Ad esempio, se una persona mostra affetto e gentilezza (azione) verso un’altra persona, è probabile che riceva reazioni positive in cambio, come affetto e gentilezza da parte dell’altra persona (reazione).

Stress e coping: Nel contesto dello stress e del coping, l’azione potrebbe rappresentare lo stress o gli eventi stressanti a cui una persona è esposta. La reazione potrebbe riflettere le strategie di coping o di adattamento che l’individuo adotta per affrontare lo stress. Quindi, l’effetto di un determinato livello di stress (azione) su una persona dipenderà dalle sue risposte di coping (reazione).

Psicologia sociale: In psicologia sociale, il principio di azione e reazione potrebbe essere applicato all’analisi delle dinamiche di gruppo e delle interazioni sociali. Ad esempio, l’azione di un individuo in un gruppo, come un comportamento aggressivo o cooperativo, può scatenare reazioni da parte degli altri membri del gruppo, influenzando l’atmosfera sociale e la dinamica complessiva del gruppo.

In breve, il concetto di “azione e reazione” può essere utilizzato in psicologia per esaminare le dinamiche comportamentali, relazionali, di coping e sociali, anche se non è un termine o un concetto specifico nel campo della psicologia come lo è nella fisica. In psicologia, il contesto e le teorie specifiche determineranno come questo principio può essere applicato in modo significativo.

E tu come ti comporti davanti ad un evento improvviso?

Di fronte ad un qualcosa di improvviso di solito abbiamo una reazione negativa (anche se l’evento non è nocivo!), perché va ad intaccare la nostra zona di confort e quindi ci destabilizza.

Abbiamo comunque due modalità per affrontare una situazione non prevista vediamo nel dettaglio i vari significati:

Un’azione è qualcosa  di intenzionale/ragionato, che risponde ad una logica, si ha la possibilità di valutare le varie opzioni e conseguenze, ma a volte a furia di pensarci e ripensarci si rischia di rimanere fermi e non prendere nessuna decisione e si ha la sensazione di essere insicuri.

Una reazione è qualcosa d’istintivo/immediato, di impulsivo che nasce da un flusso emotivo per il quale vorremo essere già oltre il problema. Reagendo si ha la sensazione di essere più decisi e sicuri, ma spesso si prendono decisioni errate.

Qual è la scelta giusta allora? Dipende sicuramente dal nostro carattere, dal problema che dobbiamo affrontare, dalle risorse che abbiamo a disposizione, dal momento personale che stiamo vivendo, ma qualche volta è anche bene ascoltare il proprio istinto.

Stress, emozioni e malattia: vecchi e nuovi rimedi

Era il 1992 quando ho studiato per un esame all’Università il libro del Prof. Paolo Pancheri “Stress, emozioni e malattia” è il libro che aperto la mia visione sulla stretta correlazione tra quello che viviamo e facciamo e le intricate vicende interne alla nostra mente ed al nostro corpo. Tutt’ora il libro è in bella vista nella libreria dello studio e sebbene quelle che allora erano solo intuizioni siano state superate hanno rappresentato l’inizio di ricerche che oggi stanno cambiando radicalmente l’approccio alla malattia e alle cure.

Secondo l’American Institute of Stress la fonte primaria di tutti i problemi di salute è lo stress e quindi oltre ad una breve panoramica degli effetti dello stress in correlazione ai nostri stati emotivi ed alla malattia è mia intenzione portare la vostra attenzione su piccole azioni quotidiane che hanno lo scopo di ridurre lo stress e migliorare quindi la qualità della nostra vita. Io per prima li metto in pratica e spero che possiate anche voi condividerne gli ottimi risultati.

In psicologia, esiste un legame tra stress, emozioni e malattia. Il modo in cui gestiamo lo stress e le nostre emozioni può influenzare la nostra salute fisica e mentale.

Lo stress è una risposta naturale del nostro corpo a una sfida o a una situazione percepita come minacciosa. Quando siamo stressati, il nostro corpo produce ormoni dello stress come il cortisolo, che può avere effetti negativi sulla nostra salute se si verifica in modo cronico. Lo stress prolungato può aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, disturbi del sonno, problemi digestivi e persino ridurre la funzione del sistema immunitario.

Le emozioni svolgono un ruolo chiave nella nostra esperienza dello stress. Eventi stressanti possono scatenare una serie di emozioni come ansia, paura, rabbia, tristezza o frustrazione. Quando queste emozioni non vengono gestite in modo sano, possono contribuire allo sviluppo di problemi di salute fisica o mentale. Ad esempio, l’ansia cronica può portare a disturbi d’ansia, la depressione può influire negativamente sul sistema immunitario e la rabbia non controllata può aumentare il rischio di problemi cardiaci.

Allo stesso tempo, le malattie possono anche causare stress ed emozioni negative. Ricevere una diagnosi medica grave o affrontare una malattia cronica può innescare reazioni emotive come paura, tristezza, disperazione o frustrazione. Queste emozioni possono a loro volta influenzare la salute generale e la capacità di far fronte alla malattia.

La psicologia clinica si occupa di comprendere il rapporto tra stress, emozioni e malattia e di sviluppare strategie di gestione dello stress e di promozione del benessere emotivo per prevenire o affrontare le malattie. L’approccio terapeutico può includere la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia di accettazione e impegno, la gestione dello stress, la terapia di rilassamento e altre tecniche volte a migliorare la capacità di far fronte allo stress e alle emozioni negative.

È importante sottolineare che ogni individuo è unico e la relazione tra stress, emozioni e malattia può variare da persona a persona. È consigliabile cercare il supporto di un professionista della salute mentale per una valutazione personalizzata e un trattamento appropriato, se necessario.

Adesso passiamo ai fatti. A seguire un consiglio al giorno per una settimana. Spero che prenderete sul serio questi esercizi e che possiate trarne giovamento. Fatemi sapere nei commenti che effetti hanno avuto su di voi!

Lunedì

Imparate a tenere in ordine la casa, la scrivania ed ogni spazio che vi circonda. Liberatevi del superfluo. Una buona pulizia della mente parte da una buona pulizia dell’ambiente che vi circonda. Solo così possono nascere nuove idee.

Martedì

Fate esercizio fisico ogni giorno. Il moto permette di rilasciare l’endorfina anche detto l’ormone della felicità. Può bastare una passeggiata, un po’ di stretching o dei bei respiri profondi, ma se potete fare di più è meglio!

Mercoledì

Create una sana routine da seguire tutti i giorni godendo dell’energia della mattina fino al relax della sera.

Giovedì

Mangiate in modo  sano ed equilibrato e consumate la cena almeno 3/4 ore prima di dormire per permettere una corretta digestione e di conseguenza un sonno ristoratore.

Venerdì

La sera un bagno caldo e piccoli massaggi alla testa facendo pressione con i polpastrelli delle dita.

Sabato

Imparate a praticare la meditazione. Quando sarete allenati potrà bastare anche un solo minuto al giorno per riconnettere il vostro corpo con la vostra mente.

Domenica

Prima di dormire ringraziate per la giornata appena trascorsa e respirate profondamente sentendo l’aria che entra ed esce dal vostro corpo in modo calmo e regolare.

Velocità VS Qualità

Questo venerdì vorrei iniziarlo con una riflessione su velocità e qualità che spero possa esservi d’ispirazione per il week end in arrivo affinchè non trascuriate la qualità della vostra vita. Buona lettura!

Non è questione (solo) di tecnologia, ma di cambiamenti culturali importanti nel nostro modo di vivere quotidiano. “Attesa” parola ormai sconosciuta, “pazienza” lo stesso. Parole con un loro posto nel vocabolario e nelle poesie dell’800 che mal si adattano alla nostra vita odierna.

Dal cavallo, al carro, alla macchina fino all’aereo nella nostra storia cerchiamo di fare le cose con sempre meno fatica e sempre più velocemente. Fino a circa 20 anni fa i tempi tecnici per effettuare un passaggio da una tecnologia all’altra erano bastanza lenti per metterci di adattarci al meglio, oggi non è così. Pensate all’introduzione dei “telefonini” fino ai moderni smartphone oggi strumenti che effettuano una infinità di funzioni a cui una grande parte della popolazione non riesce ad accedere o solo parzialmente, ma questa è un’altra storia!

I giovani non sanno aspettare, non glielo abbiamo insegnato, non abbiamo avuto modo, non ne siamo stati capaci e così invece di studiare la storia si chiede ad internet, se bisogna andare da qualche parte si chiede a google.

Se le banche dati del mondo andassero in tilt o mancasse la luce il mondo si fermerebbe, ma chi ha studiato ed imparato ad orientarsi qualche soluzione, a mio parere, la troverebbe, ma i giovani d’oggi sarebbero perduti!

Pratico ed insegno il “qui ed ora” perché non c’è passato né futuro se non viviamo in pieno ogni attimo della nostra vita. Molte persone non riescono a valutare una situazione lavorativa o sentimentale con obiettività perché non si ascoltano e perdono il piano di realtà. Agiscono come se si fosse già oltre, ma la vita è adesso ed in ogni istante. Certo che bisogna pensare al futuro (io ho 3 agende!!!), ma se non si vive l’attimo e gli infiniti attimi con amore e passione non si sta vivendo davvero.

La qualità ha sempre un suo perché e nel mondo moderno la sfida con la velocità è in corso!

Nell’era digitale, la società si è abituata a ottenere informazioni e servizi in modo rapido e immediato. La velocità è diventata un fattore chiave nelle nostre vite frenetiche, ma a volte, nel perseguire la velocità, siamo disposti a sacrificare la qualità. La tensione tra qualità e velocità è una sfida comune che si presenta in molti settori, come l’industria, il giornalismo, l’istruzione e persino nella vita quotidiana. E’ importante cercare di trovare un equilibrio tra i due.

Quando si tratta di prodotti o servizi, la qualità svolge un ruolo fondamentale. Una qualità superiore può garantire un’esperienza migliore per i consumatori e, nel lungo termine, può portare a un maggiore successo aziendale. Tuttavia, la produzione di beni di alta qualità richiede tempo. I processi devono essere attentamente pianificati, i materiali devono essere selezionati con cura e il controllo della qualità deve essere rigoroso. Questi passaggi richiedono tempo e pazienza, ma sono essenziali per fornire prodotti eccellenti. Quando si sacrifica la qualità per la velocità, si rischia di produrre merce difettosa o di offrire servizi scadenti, il che può danneggiare la reputazione di un’azienda nel lungo periodo.

Nel giornalismo, l’attenzione all’urgenza spesso può portare a errori e a una mancanza di completezza nelle notizie riportate. Nel tentativo di essere i primi a riportare una storia, i giornalisti possono trascurare l’accuratezza delle informazioni, dando luogo a notizie false o distorte. Questo non solo danneggia la credibilità dei media, ma può anche influenzare negativamente l’opinione pubblica. La qualità giornalistica, con una ricerca accurata e una verifica delle fonti, è fondamentale per fornire una copertura equilibrata e affidabile degli eventi.

Nell’istruzione, la pressione per completare i programmi di studio in tempi brevi può portare a un apprendimento superficiale e alla mancanza di una comprensione approfondita dei concetti. Gli insegnanti possono sentirsi spinti a coprire un gran numero di argomenti senza dedicare abbastanza tempo per consentire agli studenti di interiorizzare le informazioni. Di conseguenza, gli studenti possono ottenere voti elevati senza veramente acquisire una conoscenza duratura. L’istruzione di qualità richiede tempo per la riflessione, la discussione e l’approfondimento dei concetti, consentendo agli studenti di sviluppare una comprensione approfondita dei temi trattati.

Nella vita quotidiana, la frenesia del mondo moderno spesso ci spinge a fare tutto in fretta, compresi pasti veloci e scelte alimentari poco salutari. Mangiare velocemente può portare a problemi di digestione e può influire sulla nostra salute generale. Prendersi il tempo per preparare pasti sani e mangiare in modo consapevole può migliorare la qualità della nostra alimentazione e il nostro benessere complessivo e di questo ve ne ho parlato allo sfinimento, ma credo che ancora l’argomento non abbia ricevuto l’adeguata attenzione!

È importante ricordare che la qualità non deve necessariamente essere in conflitto con la velocità. Trovare un equilibrio tra i due è essenziale. Ad esempio, un processo di produzione efficiente può garantire sia la qualità che la velocità. Nell’istruzione, gli insegnanti possono adottare metodi di insegnamento creativi che consentono di coprire gli argomenti in modo approfondito senza rinunciare alla velocità. Nel giornalismo, le nuove tecnologie possono essere utilizzate per fornire notizie in tempo reale senza compromettere la precisione.

In conclusione, la qualità e la velocità sono entrambe importanti nella società moderna, ma trovare un equilibrio tra le due è fondamentale. Dobbiamo evitare di sacrificare la qualità a favore della velocità, poiché ciò può portare a conseguenze negative a lungo termine. Investire tempo ed energie per garantire la qualità nei prodotti, nei servizi, nel giornalismo e nell’istruzione è essenziale per costruire una società migliore e più sostenibile e nello spazio privato di ognuno di noi va garantita sempre la qualità della vita che a volte stride con la velocità del mondo in cui viviamo. Sta a noi dare un freno o saper dire no quando necessario.

Cambiare senza paura

*Nel 2015 ho scritto un libro i cui concetti, come il buon vino, anno dopo anno hanno acquistato sempre più valore ed importanza.

In un periodo di cambiamenti sempre più veloci, meteore e novità dall’oggi al domani…il mio libro “Cambiare senza Paura” è straordinariamente attuale oggi, molto più di 8 anni fa quando è stato pubblicato.

Come si cambia senza Paura?

Innanzitutto devo rimproverarmi il titolo dato a questo libro, perché uno più azzeccato sarebbe potuto essere “Cambiare NONOSTANTE la paura”

Sì, perché cambiare senza paura è praticamente impossibile.

Il timore del cambiamento è nel nostro DNA, perché significa abbandonare una cosa conosciuta (che può essere anche nociva e dolorosa) e abbracciare un qualcosa di nuovo e sconosciuto. Le persone temono di non essere in grado di prevedere o controllare il risultato del cambiamento, e ciò può causare ansia e preoccupazione.

E poi la paura non è una cosa che va scacciata o evitata. 
Ci aiuta a identificare situazioni in cui potremmo essere a rischio e a prendere misure per proteggerci, come fuggire, combattere o cercare aiuto.

Tuttavia è importante che la paura non sia un LIMITE alla nostra evoluzione. Quando questo accade si parla di RESISTENZA AL CAMBIAMENTO.” (*Roberto Re)

In Cambiare senza paura Roberto Re accompagna il lettore in un viaggio guidato, ricco di esercizi ed esempi presi dalla vita personale e professionale, durante il quale apprenderà come liberarsi dagli ostacoli che si oppongono al cambiamento e contemporaneamente come acquisire strumenti pratici per lanciarsi con determinazione nelle nuove scelte.

La sfida del cambiamento non prevede pareggio: o si vince o si perde! Nel mondo attuale, chi rifiuta il cambiamento è destinato a vivere in una sorta di inferno, fatto di paure, delusioni, frustrazioni, povertà. Chi invece decide di cavalcarlo ha la possibilità di accedere a un vero e proprio paradiso fatto di opportunità di crescita e ricchezza come mai ce ne sono state. Sul lavoro, nelle relazioni, nel rapporto tra genitori e figli, tutto è cambiato nel corso di pochi anni.

I vecchi schemi mentali risultano inefficaci quando proviamo ad applicarli alle novità che emergono ogni giorno. Eppure, anche se prendiamo consapevolezza dell’ineluttabilità delle trasformazioni, ugualmente ne siamo spaventati. A quanto pare, la paura del cambiamento è altrettanto inevitabile del cambiamento stesso.

La dieta del tutto o nulla non funziona

Eccoci ad un nuovo inizio settimana, eccoci di nuovo alla rubrica “La dieta comincia sempre di lunedì” e come ogni lunedì pensate che sia quello buono, quello giusto in cui finalmente vedrete i risultati della vostra dieta. Iniziate con grande entusiasmo e siete certi che questo sarà il lunedì giusto… però, però , però ci sono subito dei però! Volete usare vecchie regole, vecchi schemi mentali, vecchie diete pensando che in realtà stiate facendo la differenza! Non è tanto il problema di quale dieta fare, poiché per dimagrire basta esclusivamente mangiare in modo corretto, giusto per la propria fisicità e per il lavoro che si svolge. Tecnicamente se si vuole perdere peso bisogna mangiare poco di meno del fabbisogno giornaliero e incentivare l’attività fisica che non serve solo a bruciare calorie, ma di fatto serve a mantenere attivo il metabolismo specie ad una certa età in cui gli ormoni ci mettono del loro per remare contro.

Tutto o niente: ci si ritrova sempre a fare una dieta cercando di seguirla scrupolosamente in ogni punto: il concetto in sé non è sbagliato, ma la realizzazione si!  A volte si rivolgono a me persone che già dal primo incontro esordiscono così: “Io seguo la dieta del dott. xxx, ma non ce la faccio” Già qui si parte col piede sbagliato nel senso che se le persone mi dicono  “ho questa dieta e voglio seguire questa” il problema per me non è la dieta (che una o un’altra se corretta non cambia!)ma il come si segue una dieta Se noi la abbracciamo in modo molto rigido siamo in grado di mantenere l’attenzione quanto? Due giorni? Tre, cinque, una settimana, dieci giorni se siamo fortunati, ma poi si ricade, perché abbiamo la pretesa che tutto deve essere fatto perfettamente.

Il mio lavoro infatti non consiste nel dare una dieta , il mio lavoro è molto più sottile, poiché prima ancora di valutare quantità, nutrienti e calorie corrette per la persona bisogna imparare a capire quali errori si fanno nell’alimentazione ed è per questo che utilizzo il diario alimentare, verso il quale la maggior parte delle persone ha un astio diciamo immediato, con enormi difficoltà. In realtà è uno strumento di enorme utilità non solo per me come chiave di lettura, ma anche come strumento educativo nei vostri confronti (voi per voi).

Quindi va conosciuta la propria alimentazione, compresi gli errori da correggere, il giusto abbinamento dei cibi e l’aspetto emozionale ad essi collegato .Per dirla in maniera semplice ed immediata: capire perché noi pur avendo mangiato abbiamo bisogno di cercare una cosa piuttosto che un’altra, oppure ci alziamo dieci volte mentre siamo davanti alla tv o al pc andando a sgranocchiare questa o l’altra cosa. Questo aspetto è chiaramente molto importante ed implica tempi anche abbastanza lunghi, quindi per poter perdere peso in una maniera consapevole, sana e produttiva anche nel lungo termine, bisogna compiere determinati  passi.

Quindi quando arrivate a studio dicendo che seguite la dieta del dott. Xxx in realtà mi state mettendo dei limiti perché non mi permettete di farvi comprendere le vostre reali esigenze. La difficoltà a seguire la dieta, che sia sana o meno (in effetti a volte mi presentate diete di moda o pericolose per la salute, spesso non adatte a voi ed alle vostre esigenze o frustranti rispetto alle vostre abitudini ) non è tanto la dieta in sé, ma il vostro atteggiamento al riguardo.  Per questo l’utilizzo del diario alimentare è per me fondamentale, uno strumento su cui non transigo poiché è il mio e vostro alleato migliore. Quindi riuscire a farvi comprendere i vostri tempi- specialmente se non è la prima dieta che cominciate, avete cambiato dietologo, preso pastiglie o addirittura vi siete sottoposti ad intervento di by pass gastrico o altre soluzione chirurgiche più o meno invasive- nel momento in cui vi rivolgete a me è il mio primo obiettivo.

Quello che io propongo è fare le cose con i giusti tempi, che non sono tempi generici, ma i “vostri tempi” una volta per tutte, quindi il diario alimentare è fondamentale perché dobbiamo avere una misura reale di quello che mangiate e comprendere tutte le emozioni ed i disagi legati al cibo e più in generale alla vostra esistenza. Bisogna imparare ad associare i cibi tra di loro anche in base al vostro stile di vita, quindi non potete pensare di fare alcuni tipi di dieta se  fate un tipo di lavoro o un altro, perché solo questo cambia notevolmente le cose. Bisogna anche imparare la pazienza. Uno degli strumenti che utilizzo è la Mindful Eating di cui uno dei pilastri è la pazienza e l’altro pilastro importante su cui mi baso è il non giudizio.

Le persone con sovrappeso tendono a “giudicare a giudicarsi” ed hanno sempre paura di essere giudicati dagli altri e insegnare ad utilizzare questi due pilastri è un altro degli obiettivi.

Come il corretto utilizzo del diario alimentare anche apprendere i segreti della pazienza e del non giudizio sono strumenti di fondamentale importanza che vanno appresi e saranno vostri per sempre e non solo mentre fate “la dieta”. Altrimenti continuate a fare quella e quell’altra dieta, quella che ha fatto l’amica, ma poi riprenderete a mangiare come eravate abituati (che sia mangiare male, non abbinare i cibi correttamente, mangiate di continuo) ed  in breve riprenderete peso, perché non avrete imparato ad ascoltare il proprio corpo.

Se vi affidate e fate tesoro degli strumenti a disposizione avrete la possibilità di effettuare una perdita di peso ragionevole, consapevole e definitiva.

Quando entrate nell’ottica “ecco ho sbagliato, ho sgarrato, non è stata perfetta … tanto ormai”, lì non si va da nessuna parte. Il mio lavoro grande sta proprio qui e io sono terrorizzata quando mi arrivate dicendo : “Ma io faccio questa dieta”, perché mi fate capire che già non avete alcuna intenzione di cambiare i vostri schemi mentali e questo diventa molto limitativo per me, perché si rischia di passare settimane in cui non fate il diario alimentare, non seguite le indicazioni date e le fate come siete abituati a fare, continuate a pesarvi tutti i giorni anche più volte al giorno, anche se vi ho chiesto di non farlo, oppure pretendete risultati in tempi rapidissimi esattamente come sempre avete sempre preteso con quelle diete che avete seguito per 10, 15 o magari anche un mese, ma che poi avete abbandonato nel tempo e che non hanno dato frutti.

Quindi la dieta del tutto o nulla non funziona ,quello che serve davvero è imparare a comprendere le esigenze del proprio corpo, le proprie esigenze in termini emotivi, e comprendere quando e perché si mangia.

Cercate di dare al corpo le giuste risposte in base alle richieste. Se avete sonno o siete stanchi ,mangiare non è la corretta risposta: potete mangiare all’infinito, ma non sarete riposati. La corretta risposta va calibrata in base alla domanda e non è praticamente mai mangiare, eccetto se abbiamo fame! In tutti gli altri casi, ad esempio se siete arrabbiati,il mangiare non fa che ingoiare la rabbia che esploderà nel momento meno opportuno. Così se siete tristi la coppa di gelato, può essere un surrogato li per lì, ma poi? Che ci fate con il senso di colpa che ne deriva? Se ad ogni richiesta del corpo rispondete sempre con mangiare finirete per non comprendere le corrette richieste del corpo. Finirete per non ascoltarvi predisponendovi alla non riuscita della dieta con l’aggravante del senso di colpa che come una spada di Damocle sta continuamente sulla vostra testa.

La soluzione non è una dieta, ma un percorso. I percorsi vanno presi in modo completamente diverso. E’ chiaro che più si è aderenti alla dieta e più il percorso è veloce, ma più che sulla velocità bisogna concentrarsi verso una perdita di peso che sia definitiva, che porti ad un range di peso che sia reale (non il peso che non si è mai avuto, o avuto a 20 o 15 anni!). Un peso che possa essere mantenuto nel tempo senza grossi sacrifici, un peso che permetta di fare le vacanze, passare periodi di festività senza ansia mangiando le cose corrette in base alle proprie esigenze. Può accadere che di tanto in tanto vinca la gola, ma le richieste che fa la gola sono in realtà molto limitate in quanto i segnali emessi dalle papille gustative non sono eterni. Spesso si mangia senza neanche assaporare ed ingoiando direttamente, quindi l’alibi della gola non sta in piedi. Se state mangiando per gola, bisogna assaporare e se si assapora serve poco cibo, se ne avete mangiato troppo è perché avete mangiato velocemente e quindi senza gustarlo davvero. La maggior parte delle persone ingoia senza masticare ed assaporare quello che hanno in bocca.

Il mio consiglio di questa settimana è: valutate quale è il vostro atteggiamento nei confronti di una dieta. Se il vostro atteggiamento è quello del tutto o niente ,bisogna assolutamente rivedere i vostri schemi mentali perché vengono condizionati anche altri aspetti della vostra vita.  Diviene necessario un cambiamento di rotta che vi permetterà di perdere peso nel tempo e naturalmente in salute.

Coltiva la gratitudine

Nel quotidiano siamo sopraffatti da piccoli o grandi problemi, diverse difficoltà o incombenze che a livello percettivo sono per noi davvero pesanti. Il pensiero delle cose da fare e delle emozioni che ne scaturiscono a volte sono davvero troppo. L’ansia generata dalle cose che accadono, o che ancora non sono accadute e forse neanche accadranno, mina la nostra serenità in continuazione e spesso si attuano comportamenti altrettanto inadeguati sfinendoci.

E che dire della continua valutazione generata dal confronto sociale? Siamo sempre meno di questo o quello. Meno capaci, meno validi, meno belli…. Questo crea una enorme dose di ansia fino alla depressione!

Invece di concentrarci, come abbiamo appreso nella maggior parte dei casi, sulle cose negative o fastidiose o pesanti proviamo a spostare la nostra attenzione sugli aspetti positivi delle nostre giornate che sono davvero molti se ci si ferma ad osservare!

“La gratitudine è la memoria del cuore” (Lao Tse)

La parola gratitudine deriva dal latino “gratus”  che possiamo tradurre con i termini piacevole o grato. Definita come un sentimento di affetto e di riconoscenza, il suo significato è molto ampio. Lo psicologo Emerson la definisce come l’apprezzamento di ciò che è prezioso e significativo per sé stessi identificandone due componenti fondamentali:

  • la presenza di cose buone nel mondo e nella propria vita;
  • il riconoscimento che le fonti di questi aspetti positivi siano anche al di fuori di sé stessi.

La gratitudine apre il cuore e permette di orientare la mente verso ciò che nella vita è positivo e buono, costituendo quindi un buon antidoto alla tendenza naturale della nostra mente a indugiare su tutto ciò che è assente o imperfetto. È anche un sentimento che nasce dalla consapevolezza dei doni che la vita ci mette continuamente a disposizione, riconoscendo il buono dei nostri scambi col mondo e quanto nutrimento riceviamo. Tramite la gratitudine entriamo in connessione più profonda con gli altri, la natura, il mondo. Senza gratitudine tutto quello che accade intorno passerebbe quasi inosservato. Provare l’emozione della gratitudine coinvolge una serie di fattori importanti per il nostro sviluppo psicologico. *(fonte Istituto Mente e Corpo)

Anche le neuroscienze evidenziano come la gratitudine influisca sul nostro benessere migliorando l’ottimismo e le relazioni sociali diminuendo l’attenzione verso aspetti negativi o mancanze. Immaginiamo la gratitudine come ad un seme che va innaffiato ogni giorno! Per poter crescere e dare frutti  questo seme ha bisogno del nostro impegno. Come si coltiva la gratitudine?

Il Professor  Ronald Siegel, Psicologo e Assistant Clinical Professor of Psychology presso la Harvard Medical School, esperto di meditazione consapevole con numerose pubblicazioni alle spalle, propone delle tecniche perimparare a coltivare la gratitudine.

Vediamone alcune insieme, con qualche mia personale modifica, per poterle applicare ogni giorno e cambiare il modo di approcciarci alla nostra vita al meglio nel quotidiano.

Una settimana insieme per praticare la fiducia e l’autocompassione, per riuscire a divenire grati a noi stessi ed aiutare ad affrontare quei sentimenti negativi quali il fallimento o il rifiuto o la vergogna con nuove energie e consapevolezza che il bello ed il buono ci sono sempre se si hanno occhi per vederlo!

  • Inizia la tua giornata con il sorriso e ringrazia per tutto ciò che il nuovo giorno ti porterà! È un inizio positivo che predispone alle cose buone e dice alla tua mente che accadrà sicuramente qualcosa di speciale e meraviglioso.
  • Osserva con occhi nuovi il percorso che fai per andare al lavoro. Nulla è scontato cerca di aprire la mente ed il cuore per vedere oltre le barriere che ti sei posto. Se ti annoia cambia strada o almeno una parte di essa e cerca di capire cosa ti piace della novità.
  • Una volta alla settimana, prenditi qualche minuto per riflettere sui doni che hai ricevuto nella tua vita: potrebbe essere un caro amico, una propria capacità personale o anche una esperienza. Ricorda che nulla di tutto ciò è scontato e quindi sii grato per questo o questi doni se hai la fortuna di averne più di uno nel tuo elenco!
  • Annota i diversi doni che ti vengono in mente dividendoli per categorie: un giorno pensa alla dimensione familiare o affettiva, un altro al lavoro o a quello che fai con passione.
  • Descrivi i sentimenti che emergono quanto pensi ai doni precedentemente elencati relativi alle relazioni. Cosa accadrebbe se queste persone non facessero parte della tua vita? Sii grato perché ti sono accanto o anche solo nel cuore.
  • Quando sei al lavoro cerca di apprendere cose nuove: non dare mai nulla per scontato oppure prova a fare una cosa in modo diverso. Non darti limiti e sii grato per poter provare.
  • La sera prima di dormire ringrazia per quello che hai ricevuto anche per quello che i tuoi occhi non hanno visto pensando che il giorno dopo con occhi nuovi proverai a riconoscere quei doni che ti erano sfuggiti.

Festeggia le tue vittorie

Fondamentale per un buon livello di autostima è quello di festeggiare ogni vittoria. E se si sbaglia? Impariamo da Elon Musk ;

“La cosa più preziosa che puoi fare è un’errore, puoi imparare moltissimo da esso!”

Nel corso della giornata tutti noi veniamo a contatto con dei risualtati: a volte sono buoni, altri eccezionali, altri ancora mediocri. Spesso ci si focalizza solo sulle sconfitte o si aspetta l’evento di incredibile portata tipo : vincere alla lotteria! In realtà dobbiamo imparare ad osservare tutte quelle piccole cose che ci accadono giornalmente infatti da ogni piccola vittoria si raggiungono i grandi obiettivi.

Ogni vittoria è sacra ci permette di vivere con pienezza e consapevolezza la nostra vita e cosa più importante accende l’entusiasmo! L’entusiasmo è importante ci dà la carica per camminare nella giusta direzione anche se a volte può essere più difficile.

Si può infatti sbagliare o inciampare, ma proprio da questi si drizza il percorso imparando cose nuove. Spesso si sta a rimuginare ore, giorni o peggio una intera vita per errori commessi e questo non fa progredire. Impedisce di crescere ed evolversi. Il modo migliore per raggiungere ottimi risultat è quello di imparare la lezione e riuscire a metterla in pratica appena la situazione lo rende necessario.

Sono certa che molte volte nella vita chiunque ha fatto cose che alcune persone gli avevano detto non sarebbe stato in grado di fare, ha fatto cose che lui stesso non sapeva di saper fare e quindi ….siatene fieri , riconoscete le vostre vittorie senza darle per scontate. Riconoscete a voi stessi le qualità che vi hanno permesso di raggiungere quei piccoli o grandi obiettivi, siate soddisfatti, non paragonatevi agli altri. Il paragone è solo con se stesso: alzate l’asticella e migliorate voi stessi ogni giorno.

Allontanatevi da ogni situazioni che vivete in modo opprimente, ogni situazione che vi spegne, ogni situazione giudicante: non è fuggire, ma la strada per la salvezza della vostra energia emotiva positiva.

Non possiamo scegliere dove nascere e tantomeno la famiglia in cui vivere, ma possiamo sempre scegliere dove andare e cosa più importante possiamo sempre scegliere chi essere!

Siamo fatti per vivere e non spravvivere! Abbiamo in noi la forza ed il coraggio per andare avanti, ma il motore sta nell’entusiasmo che mettiamo nel fare le cose anche piccole del nostro quotidiano e quell’entusiasmo si accende ogni volta che ci diciamo bravi, ma anche ogni volta che cadendo abbiamo imparato qualcosa! Ogni giorno può essere un nuovo inizio.

Un piccolo esercizio per te che stai leggendo:

Se fossi sicuro della riuscita avresti un sogno nel cassetto? un progetto che vorresti realizzare? scrivilo sul tuo quadernino di crescita personale iniziato i primi mesi di quest’ anno! Fra qualche tempo controlla se lo hai realizzato o se è rimasto un sogno. Nel caso cerca di capire il perchè: datti risposte oneste!