Equilibrio: cosa ho imparato nella mia vita

Bisognerebbe vivere mille vite per imparare per noi stessi cosa è giusto e cosa non lo è.  Per essere più precisi in psicologia diciamo cosa è funzionale e cosa non lo è. Infatti ciò che per un individuo va bene, non è detto che lo sia per un altro. Eppure ci sono alcuni aspetti della nostra vita abbastanza universali da cui tutti possono trarre beneficio. Vorrei condividere con voi ciò che viene dalla mia esperienza personale.

La parola chiave è raggiungere un equilibrio interiore che permetta di godere delle cose belle, ma anche essere pronti di fronte alle avversità senza abbattersi. Ovvero migliorare la qualità della nostra vita vivendo con maggiore armonia nelle relazioni, nel lavoro, con noi stessi.

Vi propongo una serie di “passi” che ritengo necessari allo scopo:

il primo può sembrare scontato, ma purtroppo non lo è. Prendersi cura di sé partendo da una sana alimentazione, il corretto esercizio fisico e le giuste ore di sonno e riposo. Non è un optional: è la condizione indispensabile da cui tutto parte. Non dico di fare sessioni assurde in palestra, e neanche di stare perennemente a dieta: ricordate la parola equilibrio! Ognuno di noi ha un diverso fabbisogno energetico in base all’età, al sesso e alla tipologia di lavoro svolto. Mangiare “schifezze” non è mai sano anche se si ha un peso forma! Alimenti o bibite extra lo dice la parola stessa dovrebbero essere extra e non avere un utilizzo quotidiano. Se non siete degli “sportivi” o non lo siete mai stati inutile iscriversi in palestra per poi avere ogni giorno la scusa per non andare. Risparmiate soldi ed iniziate a camminare. Non dite che è una attività noiosa. Perché camminando si fa caso a cose che in macchina non si avrebbe la possibilità di notare. Si può camminare facendo delle commissioni a piedi, ma anche raggiungendo un parco cittadino. Non datevi obiettivi assurdi che dimenticherete in due giorni: partite con 15 minuti ad andare e poi tornate indietro (che farà quasi mezz’ora!) ed ogni giorno aumentate di uno o due minuti. Solo così arriverete ad un buon standard di allenamento cucito addosso per voi con benefici fisici e soddisfazione.

Per fare questo dovete però imparare ad amarvi. Qui entra in campo l’autostima. Lo dice la parola stessa: è ciò che noi pensiamo di noi stessi e non dipende dal giudizio altrui come erroneamente a volte si pensa! Bisogna imparare ad accettarvi con pregi e difetti, ma questo non vuol dire “accontentarvi” e non migliorare.

Il terzo passo è quello di avere uno scopo. Ve lo siete mai chiesti? Quale è il vostro scopo? Le vostre passioni? Avete obiettivi da raggiungere? Questo come i precedenti non è un aspetto trascurabile, poiché dà senso ad ogni nostra scelta. La direzione della nostra vita dipende dalla passione e dall’entusiasmo che mettiamo nelle cose ed è qualcosa di così importante che è visibile dall’esterno che viene riconosciuta e ridiventa fonte di energia!

Imparate ad essere curiosi. Per qualcuno è una dotazione di base, ma si può sempre apprendere. Avere la mente aperta sul mondo permette di gustarne a pieno la sua essenza, è stimolante ed è fonte inesauribile di conoscenza e quindi di crescita personale. NB. Non si finisce mai d’imparare! Con questa capacità il mondo sarà sempre nuovo e non sarete apatici in attesa che accada qualcosa nella vostra vita, perché sarete voi a  farla accadere.

Per far questo dovete necessariamente imparare a gestire al meglio il vostro tempo. Smettetela di perdere tempo prezioso non facendo nulla eccetto che lamentarvi di non avere tempo! Stare sul vostro smartphone non è rilassarvi. La vostra mente viene bombardata da migliaia di suoni ed immagini al secondo e quando lo spegnete siete più stanchi di prima. Annaffiate dei fiori, giocate con il vostro animaletto domestico, sistemate quella cosa che da tempo dovete fare e rimandate continuamente: questo è il momento giusto e ne ricaverete soddisfazione. In breve stabilisci delle priorità ed utilizza un’agenda che ti permetterà di tenere traccia delle cose che fai e di quelle da fare. Il riposo va effettuato nei giusti momenti e nel modo corretto.

Una cosa che molti non fanno, e fa la differenza nella vita, è essere grati. Oggi tutti avete la sensazione che tutto vi sia dovuto (specialmente i giovani che sono stati mal educati in tal senso!) La gratitudine rende ogni cosa più allettante e soddisfacente. Permette di apprezzare anche quelle piccole cose che passerebbero inosservate. Ringraziate un amico per un bel gesto, vostro figlio, vostra mamma ecc anche per quelle azioni svolte nel quotidiano che diamo per scontate: non lo sono!

Questo ha a che fare con la gentilezza. Essere gentili significa essere attenti verso gli altri. E’ un fatto di educazione? Anche, ma nasce dal rispetto per gli altri. (La base dell’educazione sta nel rispetto e a volte appare in disuso!) essere gentili è contagioso. Provate ad esserlo e vi sorprenderà ciò che accadrà attorno a voi.

Nella vita il cambiamento è sempre alle porte e a nessuno piace cambiare le proprie abitudini. A tutti piace stare nella propria zona di confort, ma il cambiamento è spesso necessario, spesso è un’opportunità. Imparate ad abbracciare il cambiamento quando arriva. Non respingetelo, non andate in opposizione. Provate a guardare il cambiamento da un’altra angolazione. Probabilmente vi sorprenderà.

Imparare a vivere nel presente aiuta moltissimo. Dal passato dobbiamo imparare e non rimuginare ed il futuro arriverà non è necessario creare ansie per ciò che ancora non è avvenuto e magari neanche accadrà. Vivere nel presente migliora la qualità della nostra vita facendoci vedere le cose con maggiore felicità.

Riassumendo in poche righe ciò che ho condiviso fino ad ora si vive bene quando amiamo noi stessi e ci rispettiamo, ovvero riconosciamo il nostro valore, quando siamo gentili con gli altri, quando siamo grati per ciò che riceviamo, ma anche quando mettiamo impegno per raggiungere un obiettivo e lo facciamo con passione, quando abbracciamo il cambiamento e siamo curiosi della vita. Se comprendi questo sei sulla giusta strada per vivere in armonia con te stesso e gli altri. Ma nulla è scontato ti devi impegnare. L’equilibrio si ottiene con il bilanciamento delle forze quindi con il movimento non con l’immobilità!

Notte prima degli esami

Domani inizieranno gli esami di maturità. Chi non ricorda le ansie, le paure ed i dubbi, ma anche l’entusiasmo per questa avventura? Anche da adulti è un pensiero che ti riporta a forti emozioni. Ogni anno siamo un pò tutti curiosi di conoscere le tracce della maturità ed in qualche modo pensiamo ai maturandi che siedono a quel banco davanti ad un foglio bianco che farà da spartiacque tra la vita adulta e la giovinezza. Si è ancora abbastanza inconsapevoli dell’importanza di quei momenti e si scoprirà solo molto più tardi.

Stasera vorrei fare i miei migliori auguri, in modo speciale, ai maturandi dei corsi serali che ho avuto modo di conoscere durante questi ultimi mesi dell’anno scolastico appena trascorso nella mia attività di mentoring, perchè per loro è stato molto più difficile partecipare alle lezioni dovendo accudire un bambino piccolo o lavorando di giorno o gestendo difficili situazioni familiari.

Vorrei dare a tutti i giovani qualche piccolo consiglio per arrivare al meglio a questo importante appuntamento.

Cominciamo da questa sera: cena sana ed equilibrata. evitate “schifezze”, alcolici e fumo. Preparate gli abiti che vorreste indossare per evitare inutili corse ed ansie domani mattina. Andate a dormire entro le 23 e spegnete il cellulare. Evitate tassativamente di fare le 4 del mattino cercando notizie sulle tracce del tema o chattando con gli amici. Vi farebbe solo perdere ore di sonno utili e aumenterebbe l’ansia.

A colazione previlegiate una scelta proteica con un toast al formaggio o prosciutto con l’aggiunta di un frutto o una spremuta ed un caffè se siete abituati a berlo. Preparate una merenda semplice quale un pacchetto di biscotti o crakers ed una bottiglietta di acqua. Arrivate per tempo ed andate in bagno. Non potrete andarci prima che siano tarscorse due ore.

Appena avete le tracce leggetele bene e scegliete quella su cui avete più dimestichezza e materiale. Ricordate che è gradito sia un approccio che contenga più materie sia che facciate un esempio personale che sia un pensiero o una esperienza. Non iniziate una traccia per poi lasciarla e cominciarne un’altra! ricordate che dovrete consegnare anche la brutta copia per cui non è bello far vedere che avete cambiato idea, vi fa apparire insicuri, ed inoltre avrete perso tempo prezioso.

Il tempo va usato tutto! non abbiate fretta di consegnare! rileggete e rileggete!

In bocca al lupo cari ragazzi.

Kintsukuroi: l’arte giapponese di curare le ferite dell’anima

Kintsukuroi più conosciuta come Kintugi è un’antica arte giapponese che serve per riparare con l’oro le fratture di un oggetto. Lo psicologo spagnolo Tomas Navarro, fondatore del centro per il benessere emotivo, nel suo avvincente libro racconta di come questa arte possa essere utilizzata per curare le ferite dell’anima. Una lettura impegnata, ma coinvolgente in cui si troverà un qualche esempio che può colpire la nostra anima. Tra le pagine possiamo conoscere il dolore attraverso le sue manifestazioni, ma anche i modi per integrarlo nel nostro quotidiano. Si può scoprire l’origine della sofferenza ed i motivi per cui si soffre: avversità, frustrazione, delusione sono solo alcuni di questi. Con il dott. Navarro possiamo addentrarci anche sulle difficoltà e limiti di un cambiamento, ma anche comprendere i danni del pregiudizio e delle proiezioni. Possiamo ricorrere a tante strategie alcun più o meno valide per fuggire al dolore e alla sofferenza, ma possiamo imparare ad utilizzare in modo positivo e riconoscere la nostra forza emozionale.

 Alla fine della prima parte più descrittiva/teorica del libro l’autore ricorda che:

Vivere comporta la possibilità di soffrire, ma il nostro corpo lo ha previsto ed è preparato a sanare le ferite fisiche ed emozionali.

Dobbiamo imparare ad essere più forti della vita e capaci di riparare ciò che è rotto.

Non bisogna rimanere ancorati al dolore….

Nella seconda parte si fa il lavoro vero e proprio ed il primo capitolo inizia proprio con queste parole: Dovete recuperare il controllo della vostra vita, delle emozioni e di voi stessi, è la base per riacquistare sicurezza nelle vostre possibilità…

Un inizio molto propositivo in cui passo dopo passo dalla teoria si arriva  alla pratica per sperimentare alcuni passaggi fondamentali per “ricomporre la propria vita”

La vita non si sistemerà mai da sola. Non aspettare che succeda qualcosa. Non basta volerlo bisogna passare all’azione ricorda l’autore esortando di evitare di “toccare il fondo” dal quale poi è più difficile tornare a galla. Tra gli insegnamenti un modo diverso di pensare ed affrontare il dolore, i modi per imparare dal passato e naturalmente la cosa più importante di tutte: imparare a volersi bene!

C’è anche una terza parte, ma non voglio spoilerare altro!

Kintsukuroi di Tomas Navarro Giunti editore

Alla ricerca della felicità: esplorando i suoi misteri ed i suoi segreti

La felicità è stata oggetto di ricerca, dibattito e desiderio umano fin dall’alba della civiltà. È una delle esperienze più universalmente ambite e allo stesso tempo più sfuggenti. Ma cos’è esattamente la felicità? Come possiamo definirla? E, ancora più importante, come possiamo raggiungerla?

La felicità può essere vista come uno stato di benessere soggettivo, caratterizzato da emozioni positive come la gioia, la soddisfazione e il senso di realizzazione. È più di un semplice momento di piacere; è una condizione sostenibile di contentezza e serenità nella vita quotidiana.

Ma trovare la felicità non è sempre facile. La nostra ricerca di felicità è spesso ostacolata da fattori interni ed esterni. Alcuni di questi possono essere affrontati e superati con sforzo e determinazione, mentre altri possono richiedere un cambiamento più profondo nella nostra prospettiva e nel nostro stile di vita.

Uno dei principali ostacoli alla felicità è la nostra stessa mente. Spesso ci troviamo intrappolati in schemi di pensiero negativi, auto-critica e auto-dubbio che ci impediscono di apprezzare pienamente la gioia che la vita ha da offrire. Superare queste tendenze richiede pratica e consapevolezza. Imparare a riconoscere i nostri pensieri distruttivi e sostituirli con pensieri positivi e compassionevoli è un passo cruciale verso la felicità duratura.

Inoltre, la nostra società moderna spesso ci spinge verso un modello di successo basato sull’accumulo di ricchezza, potere e status. Tuttavia, molte ricerche dimostrano che queste cose hanno una correlazione limitata con la felicità. Piuttosto, è la qualità delle nostre relazioni, il senso di scopo e significato nella vita, e la nostra capacità di vivere nel momento presente che sono i veri precursori della felicità.

La pratica della gratitudine è un modo potente per coltivare la felicità. Prendersi il tempo ogni giorno per riflettere su ciò per cui si è grati può cambiare radicalmente la nostra prospettiva e aumentare il nostro benessere emotivo. Dedicare del tempo alle attività che ci appassionano e ci riempiono di gioia, così come coltivare relazioni autentiche e significative con gli altri, può portare a una felicità più profonda e duratura.

È importante ricordare che la felicità non è un obiettivo finale da raggiungere, ma piuttosto un viaggio continuo. È normale sperimentare alti e bassi lungo il percorso, e non c’è una formula universale per la felicità che funzioni per tutti. Ognuno di noi deve trovare il proprio percorso verso la felicità, facendo esperimenti, imparando dagli errori e adattandosi lungo il cammino.

Concludendo la felicità è un obiettivo degno di perseguire, ma non dovremmo mai perderci nella ricerca di essa. È nell’accettare e apprezzare la nostra esperienza attuale, nella pratica della gratitudine e nell’investire nelle nostre relazioni che possiamo sperare di trovare la felicità autentica e duratura che tanto desideriamo.

L’importanza delle emozioni nella vita quotidiana

In questi giorni sto prestando la mia professionalità all’interno di alcune scuole con attività di mentoring. Per chi non sapesse di cosa si tratta ecco una breve descrizione:

Il mentoring è un processo di supporto e guida in cui una persona più esperta e più anziana (il mentore) offre la propria esperienza, conoscenza e consigli a una persona meno esperta o più giovane (allievo) per aiutarla a sviluppare le proprie competenze, raggiungere obiettivi personali o professionali, e crescere sia a livello professionale che personale. Il mentore fornisce orientamento, consigli, feedback e sostegno, aiutandolo a sviluppare capacità, acquisire nuove conoscenze e affrontare sfide.

Durante questi incontri mi sono resa conto di quanto sia difficile per i giovani descrivere le loro emozioni. Già il fatto di elencarle li mette in difficoltà. A fatica ne tiriamo fuori da 4 a 6! Pensare che c’è un libro “Atlante delle emozioni umane” di Tiffany Watt Smith in cui se ne elencano oltre 150! Da qui l’idea di prendere in considerazione l’argomento, naturalmente è dedicato ai giovani e non!

Si ha sempre un po’ paura delle emozioni, perché non se ne comprendono a pieno i significati e l’utilità. Ci sono emozioni a cui tendiamo a dare una visione negativa e quindi evitiamo di soffermarci, ma in realtà molte volte hanno lo scopo di proteggerci (rabbia, disgusto, ansia tanto per elencarne alcune).

Nella frenetica corsa della vita moderna, spesso le emozioni vengono trascurate o addirittura represse. Comprendere e accettare le emozioni è fondamentale per condurre una vita soddisfacente e appagante. Le emozioni sono parte integrante dell’esperienza umana, e ignorarle può portare a conseguenze negative sia per la salute mentale che per il benessere complessivo.

  • Le emozioni:
    sono segnali importanti che il nostro corpo e la nostra mente ci inviano riguardo a ciò che stiamo vivendo. Sono un sistema di segnalazione che ci aiuta a comprendere le situazioni e ad adattarci ad esse. Ad esempio, la paura ci avvisa di un pericolo imminente, mentre la gioia ci indica che stiamo vivendo un momento piacevole. Ignorare queste emozioni può portare a decisioni sbagliate o comportamenti dannosi.
  • giocano un ruolo fondamentale nelle relazioni interpersonali. Esprimere le nostre emozioni in modo sano e costruttivo ci consente di stabilire connessioni più profonde con gli altri e di sviluppare relazioni più solide e appaganti. D’altra parte, reprimere le emozioni o comunicarle in modo inadeguato può causare fraintendimenti, conflitti e distanza emotiva.
  • influenzano direttamente la nostra salute mentale e fisica. La ricerca ha dimostrato che lo stress cronico causato dalla repressione delle emozioni può portare a una serie di problemi di salute, tra cui ansia, depressione, disturbi del sonno e persino disturbi cardiaci. Accettare e gestire le proprie emozioni in modo sano può contribuire notevolmente al benessere generale.

Riconoscere le Emozioni: un Viaggio nell’Intelligenza Emotiva

Le emozioni sono una parte essenziale dell’esperienza umana. Ci guidano, influenzano le nostre decisioni e ci permettono di connetterci con gli altri in modi profondi. Abbiamo compreso che riconoscerle può essere un compito complesso. Spesso ci troviamo a fronteggiare un groviglio di sentimenti senza riuscire a districarli. Ecco perché comprendere e riconoscere le nostre emozioni è fondamentale per la nostra salute mentale e relazionale.

Chiariamo innanzitutto che cosa è l’ intelligenza Emotiva

Il termina intelligenza emotiva, è stato coniato dallo psicologo Daniel Goleman, si riferisce alla capacità di comprendere, gestire ed esprimere le proprie emozioni, nonché di interpretare e rispondere alle emozioni degli altri. È una competenza chiave che contribuisce al successo personale e interpersonale.

Qualche esempio pratico per venire a contatto con le proprie emozioni:

  • Mettiti in Ascolto: Prenditi del tempo per riflettere sulle tue esperienze emotive. Sintonizzati con ciò che stai provando senza giudizio. Chiediti: “Che emozione sto sperimentando in questo momento?”
  • Riconosci i Segnali Fisici: Le emozioni spesso si manifestano attraverso sensazioni fisiche. Ad esempio, l’ansia può manifestarsi con il battito accelerato del cuore o una sensazione di oppressione al petto. Diventa consapevole di queste sensazioni e impara a collegarle alle tue emozioni.
  • Osserva i Pensieri e i Comportamenti: Le emozioni influenzano i nostri pensieri e comportamenti. Se ti senti irritato, potresti notare pensieri negativi o una maggiore propensione a reagire in modo brusco. Osserva queste reazioni e chiediti quale emozione potrebbe esserne la causa.
  • Esplora le Radici delle Emozioni: Le emozioni non sorgono dal nulla; sono spesso il risultato di pensieri, esperienze passate o situazioni attuali. Rifletti su ciò che potrebbe aver scatenato un’emozione specifica e approfondisci per capire meglio le tue reazioni emotive.
  • Usa il Linguaggio Emotivo: Impara a esprimere le tue emozioni attraverso il linguaggio. Piuttosto che dire semplicemente di essere “arrabbiato”, potresti descrivere la tua emozione come “frustrazione” o “delusione”. Questo ti aiuta a chiarire e comprendere meglio ciò che stai provando.

Riconoscere le proprie emozioni porta numerosi vantaggi:

Migliore Autocomprensione: Essere consapevoli delle proprie emozioni aiuta a comprendere meglio se stessi, i propri bisogni e desideri.

Migliori Relazioni: Quando siamo in grado di riconoscere ed esprimere le nostre emozioni in modo sano, siamo più capaci di comunicare efficacemente con gli altri e di costruire relazioni più profonde e significative.

Gestione dello Stress: L’essere consapevoli delle proprie emozioni consente di gestire meglio lo stress e le situazioni difficili, riducendo l’impatto negativo sul benessere mentale.

Concludendo:

Riconoscere le emozioni è un processo che richiede pratica e consapevolezza. Investire tempo ed energia nello sviluppo di questa competenza è fondamentale per la nostra crescita personale e il nostro benessere emotivo. Con il tempo, diventeremo più abili nel comprendere e gestire le nostre emozioni, migliorando così la nostra qualità di vita complessiva.

Fammi sapere nei commenti se i miei consigli ti sono stati utili e nelle prossime settimane analizzeremo le principali emozioni.

La dieta comincia sempre di lunedì

A volte l’equilibrio tra come siamo e come vorremo essere è difficile da ottenere: quanti tra noi, ciclicamente, cercano la formula magica che ci doni all’istante una forma fisica migliore attraverso la quale sentirsi più belli, più sani, più forti?

Non sentirsi bene con noi stessi ci può trascinare in un vortice dal quale è difficile uscire, nel quale ci sentiamo inadeguati poiché pensiamo che ciò che ci manca (che può essere un lavoro migliore, o la stima dei colleghi o il non avere abbastanza “successo” nella vita sociale) dipenda dal nostro corpo, che non è come vorremmo.

Succede poi che il fatto di non riuscire ad ottenere quel cambiamento ci fa sprofondare in una tristezza che si auto alimenta (non mi piaccio, sono cupo, vorrei cambiare ma non riesco, nessuno mi vuole bene veramente perché io stessa non mi piaccio).

Mi sono imbattuta in Dimagrire, una scelta consapevole di Emanuela Scanu, edito da Campi di Carta, che non è uno dei soliti testi che reclamizzano diete miracolose. Ha un approccio al tema dei chili in eccesso, e soprattutto del non piacersi, che non parte da ciò che siamo abituati a mangiare, ma che ci porta, capitolo dopo capitolo, ad una conoscenza più profonda di noi, delle nostre debolezze e dei nostri punti di forza.

L’obiettivo è migliorare l’autostima per poter iniziare il cammino verso un cambiamento che ci renda più sereni. 

Credo che tanti di noi abbiano sperimentato che se facciamo una dieta per perdere chili l’effetto tende a non essere duraturo.

Se leggerete questo libro, scritto da una psicologa e non da una dietologa, scoprirete che essere consapevoli di ciò che mangiamo, di come mangiamo e del perché mangiamo cambia totalmente il rapporto con il cibo, scoprirete che occorre “gustare” ciò che si mangia, che il cibo non può essere “consolatorio” ma che costituisce un approccio sano alla vita.

Un sentito grazie a Marina Asperti per questa bellissima recensione del mio libro!

Vi invito a seguirla qui:

Sei il tuo peggior nemico

Sì hai capito bene, non sono gli eventi esterni o gli “altri” a remarti contro, ma la tua mente! (almeno nella maggior parte dei casi)

Andiamo per ordine. Quante volte ti sei detto non ce la faccio? Quante volte hai rinunciato ancor prima di cominciare? Vediamo insieme quali pensieri ti rendono il peggior nemico di te stesso!

Dubbi, paure, incertezze di ogni sorta sono sempre lì in agguato a dirti non sei capace, non ce la farai, ma chi ti credi di essere. Queste frasi non ti permettono di raggiungere i tuoi obiettivi nel lavoro, come nella vita personale. Che si tratti di avere una promozione o di seguire una dieta metti in atto una serie di azioni che vanno contro i tuoi interessi. Ti remi contro. Perché una persona che vorrebbe raggiungere un obiettivo poi è incapace ad agire? Perché il “beneficio secondario”, spesso semplicemente non togliersi dalla zona di confort,  risulta alla mente più rassicurante?

In un libro ho letto una storia che vorrei condividere poiché spiega alcuni di questi meccanismi. Un gruppo di amici stava facendo un picnik. Giornata stupenda, tutti si stavano divertendo. A metà del pranzo uno degli amici inizia a grattarsi insistentemente tanto da portare gli altri commensali a chiedere cosa stesse accadendo. Era seduto vicino ad un formicaio e le formiche attirate dal cibo gli stavano camminando addosso. Questa situazione si protrae per oltre mezz’ora tanto da portare uno di loro a chiedergli: “ma perché non ti sposti invece di grattarti ed imprecare?” un altro del gruppo rispose per lui: “perché non lo hanno morso abbastanza!”

Credo che anche tu non sei stato “morso” abbastanza. L’idea di alzarti per evitare che le formiche ti mordano risulta più faticosa di stare a grattarsi. Non sei in grado di sopportare un piccolo sforzo per andare verso una situazione migliore. Da chi dipende? Dalle formiche verso cui stai imprecando? Dagli amici che ti sollecitano ad alzarti? O a te stesso? Ecco credo che nella tua vita tu abbia vissuto varie volte questa situazione. Allora che cosa sta remando contro il tuo benessere? La tua promozione o la perdita di peso?

Uno dei pensieri più pericolosi è la paura di fare errori. Evitando di affrontare cambiamenti e di fare scelte si arriva a procrastinare e ciò porta ad un accumulo di compiti difficilissimi poi da evadere aumentando la sensazione di incapacità. Ti stai auto sabotando. In fondo in fondo dentro di te credi di non essere abbastanza, di non meritarlo. Certo ci sono le influenze familiari e culturali che possono spingerci a credere questo, ma poi nell’età adulta dovremmo tutti andare oltre. Probabilmente da piccolo ti sei sentito dire che non eri capace, che non eri buono o addirittura che eri brutto. Questo può avere avuto un peso sulle tue scelte personali? Sicuramente sì. Ho avuto una paziente che aveva subito una decina di interventi di chirurgia estetica alcuni anche molto invasivi e non era mai soddisfatta. Dai colloqui risultò che il padre da piccola le diceva che era brutta. Questo aveva creato un senso di insoddisfazione e la ricerca di conferme esterne che l’hanno portata a difficoltà finanziarie, a rischiare la vita, ad una grande depressione.

Molte volte abbiamo avuto chi ha sempre preso decisioni per noi e quindi quando ci si trova a dover prenderle da soli ci si sente impreparati ed incapaci. Probabilmente ti hanno insegnato che bisogna fare le cose perfettamente o è meglio non farle. Va da sé che essendo la perfezione inarrivabile si eviti proprio di provarci. Se chi ha inventato la lampadina, il motore a scoppio, i satelliti avesse avuto la paura di sbagliare saremmo ancora all’età della pietra. L’errore è umano, è dagli errori che si apprendono cose nuove e che si vedono le stesse cose da vari punti di vista. Molti di voi avranno sentito la frase/barzelletta “non ho sbagliato ho scoperto un nuovo modo in cui non deve essere fatto” Una posizione positiva di fronte ad un errore che fa vivere la situazione come sfida e non come fallimento.

Poi c’è il caos. Sei anche tu uno di quelli che non sa gestire il proprio tempo? Che non sa come organizzarsi o mette “troppa carne al fuoco”? Una gestione inefficace del tempo porta ad errori, a dimenticanze ed ad una sensazione di inadeguatezza terribile

Riassumendo se ti stai remando contro probabilmente stai seguendo questi processi mentali:

  • Hai paura di sbagliare
  • Pensi di non meritarlo
  • Tendi al perfezionismo
  • Procrastini continuamente
  • Non gestisci bene il tuo tempo, il tuo spazio, le tue risorse economiche o quelle emotive

ti invito a rifletterci!

Cosa metti nel carrello?

Si può fare una spesa davvero intelligente scegliendo cibo di qualità che nutra il nostro corpo e guardi anche alla salvaguardia del pianeta? Sono certa di sì! Ti propongo dei passaggi semplici e ti chiedo di non darli per scontati, perché forse li conosci, ma non li segui a dovere per pigrizia, per fretta o altro. Siamo in un momento storico in cui ogni singola scelta è importante quindi sei pronto a cominciare?

Preferire Prodotti Biologici: Opta per frutta, verdura e altri prodotti biologici che sono coltivati senza l’uso di pesticidi nocivi. Questi alimenti sono spesso più nutrienti e supportano pratiche agricole rispettose dell’ambiente.

Scegliere Cibi di Stagione: Acquista frutta e verdura di stagione per assicurarti che gli alimenti siano freschi, nutrienti e prodotti localmente. In questo modo, riduci l’impatto ambientale legato al trasporto di alimenti da regioni distanti.

Varietà di Colori sul Tuo Piatto: Garantisci una varietà di colori nel tuo carrello della spesa. I diversi colori nelle verdure e nella frutta indicano la presenza di nutrienti diversi, offrendoti una gamma completa di benefici per la salute.

Legumi e Cereali Integrali: Integra legumi come lenticchie, ceci e fagioli nella tua dieta per una fonte di proteine vegetali. Scegli anche cereali integrali, come quinoa e farro, per un apporto di fibre e nutrienti essenziali.

Pesce Sostenibile: Quando acquisti pesce, cerca opzioni sostenibili etichettate con il logo MSC (Marine Stewardship Council). Ciò aiuta a preservare le risorse ittiche e a sostenere la pesca responsabile.

Evita Alimenti Altamente Processati: Riduci al minimo il consumo di cibi confezionati e altamente processati. Opta per cibi freschi e preparati in casa per avere il controllo sugli ingredienti e ridurre l’assunzione di additivi nocivi.

Prodotti Locali: Supporta i produttori locali acquistando frutta, verdura e altri prodotti alimentari provenienti dalla tua regione. Questo non solo riduce l’impronta ecologica, ma contribuisce anche all’economia locale.

Snack Salutari: Scegli snack sani come frutta secca, yogurt greco o verdure crude con hummus. Queste opzioni forniscono energia duratura e nutrienti senza aggiunta di zuccheri e grassi saturi.

Acqua Come Bevanda Principale: Riduci il consumo di bevande zuccherate e privilegia l’acqua come bevanda principale. L’acqua è essenziale per il benessere generale e contribuisce a mantenere il corpo idratato.

Spreco Zero: Riduci gli sprechi pianificando i pasti, conservando gli alimenti correttamente e utilizzando gli avanzi in nuove preparazioni. Questo non solo aiuta a risparmiare denaro, ma contribuisce anche a ridurre la produzione di rifiuti alimentari.

Concludendo: una spesa sana non riguarda solo ciò che mangiamo, ma anche come scegliamo i nostri alimenti. Seguendo queste idee per una spesa sana e sostenibile, non solo nutrirai il tuo corpo ma contribuirai anche a preservare il nostro prezioso pianeta.

The journal: imparare a compilarlo

La scorsa settimana abbiamo introdotto il perché sia così importante annotare i propri pensieri tenendo un “Journal”e quanti importanti personaggi lo abbiano fatto in modo fruttuoso in passato e ti ho invitato a provare a farlo specificando che l’argomento sarebbe stato ripreso in modo più approfondito.

Oggi infatti dopo aver chiarito l’importanza di questo strumento vorrei darti alcune indicazioni su come compilarlo in modo opportuno in modo che possa svolgere la sua funzione al meglio.

Innanzitutto una raccomandazione: fai fluire i pensieri senza limitazioni, senza filtri e senza fretta. Se riuscirai ad essere onesto ti stupirai dei meravigliosi pensieri che hai dentro di te. Conoscere e riconoscere i tuoi pensieri ti permetterà di scoprire molte cose di te e questo ti permetterà di sincronizzare a meglio anche le tue azioni che spesso probabilmente non sai neanche perché le compi o almeno non ti soffermi a capirlo.

Per prima cosa quali sono le categorie che vanno esplorate? Probabilmente le intuisci, ma il mio compito è quello di darti le corrette indicazioni. Le relazioni di amore di amicizia hanno un significato importante nella vita di ognuno di noi perché ci aiutano a mantenere un buon equilibrio emotivo e sono quindi la prima categoria in cui ti concentrerai. E’ importante comprendere se le relazioni che hai instaurato sono soddisfacenti o addirittura hanno smesso o forse non sono mai state sane. Chiediti se ti senti soddisfatto, se ti senti amato, rispettato. Sii sincero. Ti auguro che le tue relazioni, anche se possono essere migliorate, siano per te supportive e significative.

Altra categoria che invade la nostra vita è il lavoro o lo studio. I pensieri al riguardo possono essere molteplici. Non fermarti a conoscerli in modo superficiale, ma approfondisci le tue sensazioni al riguardo in modo di rendere le azioni più esaustive e non casuali.

Evolviamo per tutta la vita per cui qualsiasi sia la tua età avrai degli obiettivi di vita ed una necessità di crescita personale Se entri in contatto con i tuoi pensieri più profondi potrai riconoscere i tuoi punti di forza che, se stai in un momento delicato forse non riesci neanche a vederli, e ti possono essere di aiuto ad uscire da una situazione non soddisfacente dandoti il coraggio di reagire.

L’autoriflessione ti permetterà di imparare molto di te o quello che vorresti essere. Imparare di più di te stesso permette anche di credere di più in te e ti insegna a non sottovalutarti.

Qualche altra considerazione: scrivi solo quando ne hai voglia e senti di avere qualcosa da dire a te stesso. Non giudicare mai ciò che metti su carta. Prenditi tutto lo spazio fisico e mentale di cui hai bisogno. Rivedi ciò che hai scritto. Vedi lo scrivere il tuo journal come un viaggio in cui lasciare traccia di te. Prima di cominciare chiediti perché vuoi iniziare questo viaggio e dove vorresti che ti porti senza dimenticare di annotare come ti senti al riguardo, inizia ad essere sincero e guardarti dentro da subito.

INIZIAMO?

Quali parole pensi dimostrino amore? Sei solito usarle? Qualcuno le usa con te? Quali gesti ritieni amorevoli? A chi rivolgi le tue attenzioni? Da chi ti aspetti di ricevere attenzioni? Come ti fa sentire la persona amata?

Hai amici fidati? Chi sono? Cosa ti piace di loro? hai imparato qualcosa dalla loro vicinanza? Come ti comporti con loro?

Ecco alcune domande che devi farti per cominciare ed iniziare ad ascoltarsi in profondità. Ed ora via libera ai pensieri.

liberamente ispirato a Mykigai Journal

L’Arte di farsi rispettare (ovvero trattato sull’onore)

Per l’argomento del venerdì “Benessere e Libri” ho scelto un libricino edito da Adelphi del filosofo Arthur Schopenhauer. In 14 massime l’autore esprime la sua visione alla luce di pubblicazioni precedenti, norme cavalleresche, testi giuridici ed anche trattati dell’antica Grecia, sul rispetto ottenuto o dato ad una persona.

Nell’introduzione di Franco Volpi si specifica il perché questo testo sia ancora attuale e d’interesse:

“L’attrattiva del presente testo sull’onore risiede dunque nella prospettiva empirico-pragmatica da cui è affrontato il problema in esame, al quale – è lecito supporre – tutti dovrebbero essere interessati. L’onore, o la rispettabilità, è infatti un sentimento fondamentale che tocca ciò che ciascuno è, o appare, nella mente degli altri, e tutti presto o tardi…

L’onore è l’opinione che gli altri hanno di noi, cioè l’opinione generale di coloro che sanno d noi; più precisamente è l’opinione generale che coloro che ci conoscono hanno del nostro valore sotto un qualche aspetto che viene preso in seria considerazione, e che determina i diversi generi dell’onore. In questo senso si può definire l’onore come il rappresentante del nostro valore nei pensieri altrui….”

A prima vista ciò che determina l’opinione generale che gli altri hanno di noi, cioè l’onore, non è la nostra vera natura, ma quella apparente. In realtà onore e rispetto vanno a braccetto. Se una persona non si comporta “con rettitudine” non merita rispetto. Certo il concetto di rispetto ed onore variano molto da un contesto sociale all’altro, ma sicuramente abbiamo tutti molto chiaro in mente cosa intendiamo per una persona corretta o scorretta.

E qui veniamo al dunque della scelta di questo tema. Io osservo ogni giorno un crescente disinteresse verso il concetto di onore e rispetto. Viene sempre meno il rispetto di se stessi con modi di vita che mettono a repentaglio la salute fisica e psicologica e di conseguenza non si rispetta più l’altro nei suoi bisogni. Si vive in una modalità a senso unico dove vige solo l’Io. Una generazione di adulti egocentrici che non conoscono limiti e rispetto. Il limite che ognuno dovrebbe rispettare per le cose o gli altri è qualcosa che nessuno insegna più sembra obsoleto eppure è ciò che ha permesso alle società civili di evolvere. Il rispetto del lavoro altrui, il sacrificio di una madre, l’impegno ad arrivare puntuali al lavoro o presentarsi ad un appuntamento o avvertire per tempo se si è impossibilitati ad arrivare sono solo alcuni degli infiniti esempi che posso fare in materia. E’ molto triste constatare che quegli adulti egocentrici fermi all’età mentale dei 2 anni in cui tutto “è mio!” non sono in grado di dare i giusti spazi mentali neanche ai propri figli che a loro volta nella loro egocentricità non si rendono conto dei sacrifici necessari per lo studio, per un’attività fisica e nei rapporti. Tutto e subito e dovuto in cambio di nulla. Le parole onore o disonore al pari di diritto e dovere, di lecito ed illecito sono tutte in un calderone senza senso, per questo la nostra società sta subendo un enorme tracollo dal punto di vista umano. Pensiamo alle misure che le procure hanno dovuto mettere in atto negli ospedali a causa dei continui attacchi di pazienti e parenti al personale sanitario una cosa che solo due anni fa era impensabile. Anche qui gli esempi in materia potrebbero essere veramente tanti, ma il concetto è lo stesso non esiste onore e di conseguenza non esiste rispetto. Forse sarebbe il caso di ridare importanza a questi termini non solo nelle parole, ma nei fatti. La correttezza non si insegna a parole, ma con i fatti. E’ l’esempio dei padri e della società che plasma le giovani generazioni. Se ci sono regole che non vengono rispettate e se non c’è punizione (il limite legale!) per il non rispetto sarebbe come vivere con la legge della giungla dove regna il più forte o il più prepotente non il più capace o quello con più senno.

Lo vediamo anche nella politica dove governa chi ha processi legali in corso, chi non ha titoli di studio o non conosce le lingue a fronte della politica della prima repubblica (ma non è un problema solo italiano!) dove la percentuale dei laureati era il 90% contro il 30% di oggi e già questo ci dovrebbe far riflettere su chi deve prendere le decisioni al nostro posto. Cosa più importante i giovani ricevono un brutto esempio: a cosa serve studiare, impegnarsi o fare sacrifici? Posso anche io come loro. Veniamo anche al mondo dei social dove questi ipotetici influencer da milioni di follower fanno credere che per diventare famosi e “fare i soldi” basta fare due moine sul cellulare ed i giovani ci credono. E’ facile credere che sia possibile in un mondo virtuale, ma non è così nella realtà. Chi sa gestire i social in modo da farne un lavoro, non lo fa a tempo perso. Investe tempo e soldi in apparecchiature, sa gestire il suo tempo e programmare non sta a giocherellare sul cellulare a tempo perso, ma questo è un altro discorso che ne apre altri. Il concetto di rispetto per voi stessi è qualcosa di necessario ed urgente e non attenderei oltre per metterlo in pratica!