Conosci la cucina terapeutica?

Oggi voglio porre l’attenzione ad un approccio particolare che vede il cibo non solo come nutrimento, ma come strumento di benessere e terapia per migliorare la salute fisica, mentale ed emotiva:  sto parlando della cucina terapeutica!

Questo concetto si fonda sull’idea che scegliere, preparare e consumare determinati alimenti in maniera consapevole possa influire positivamente su varie condizioni di salute, aiutando le persone a sentirsi meglio sia nel corpo che nella mente.

Conosciamo la cucina terapeutica punto per punto:

1. Cibo come medicina: la base della cucina terapeutica

L’antica tradizione di considerare il cibo come una medicina è alla base della cucina terapeutica. Da secoli, in varie culture, l’alimentazione è stata usata come mezzo per prevenire e curare malattie. L’Ayurveda e la medicina cinese, ad esempio, si basano su principi secondo cui i cibi hanno proprietà specifiche che influenzano l’equilibrio del corpo e della mente. Anche nella dieta mediterranea – oggi riconosciuta come una delle più sane al mondo – sono presenti alimenti che aiutano a combattere le infiammazioni, proteggono il cuore e sostengono il sistema immunitario.

2. Le basi della cucina terapeutica: ingredienti funzionali

La cucina terapeutica si focalizza sull’uso di ingredienti funzionali – alimenti che possiedono composti benefici per la salute – come antiossidanti, fibre, vitamine e minerali. Ecco alcuni esempi di cibi usati in cucina terapeutica:

  • Curcuma: nota per le sue proprietà anti-infiammatorie e antiossidanti, è spesso utilizzata per migliorare le condizioni artritiche e la salute del cervello.
  • Zenzero: ottimo per il sistema digestivo, contribuisce ad alleviare nausea, gonfiore e indigestione, ed è un anti-infiammatorio naturale.
  • Frutti di bosco: ricchi di antiossidanti, proteggono le cellule dai danni ossidativi e favoriscono la salute cardiaca e cerebrale.
  • Legumi: contengono fibre e proteine vegetali che regolano i livelli di zucchero nel sangue e riducono il rischio di malattie cardiovascolari.

3. Cucina terapeutica per la salute mentale

La connessione tra cibo e salute mentale è un campo di ricerca in rapida crescita. Oggi sappiamo che l’alimentazione ha un ruolo chiave nel sostenere la salute mentale. Alcuni nutrienti possono infatti influenzare l’umore, la memoria e la capacità di concentrazione. Ad esempio:

  • Acidi grassi Omega-3: presenti nel pesce azzurro, semi di lino e noci, contribuiscono alla salute del cervello e possono ridurre i sintomi di depressione e ansia.
  • Vitamina D: è associata al miglioramento dell’umore e alla prevenzione della depressione stagionale.
  • Probiotici: questi batteri benefici, presenti in yogurt e altri alimenti fermentati, migliorano la salute intestinale, influenzando positivamente anche la produzione di neurotrasmettitori come la serotonina.

4. Il potere della cucina consapevole

Preparare cibi terapeutici può diventare un atto di consapevolezza e di connessione. La preparazione e il consumo consapevole dei cibi non solo ci aiutano a scegliere ingredienti più sani, ma ci portano anche a essere più presenti nel momento. Questa connessione tra mente e corpo è alla base di molte pratiche olistiche. Si è osservato che chi pratica la cucina consapevole, prestando attenzione ai colori, alle consistenze e ai profumi degli ingredienti, riesce a ridurre lo stress e a migliorare la propria qualità della vita.

5. Cucina terapeutica per disturbi specifici

Alcuni programmi di cucina terapeutica vengono personalizzati per aiutare chi soffre di malattie croniche, come diabete, sindrome metabolica e disturbi gastrointestinali. In questi casi, la cucina terapeutica diventa un mezzo per ridurre l’uso di farmaci o migliorare l’efficacia delle terapie tradizionali. Ad esempio:

  • Diabete di tipo 2: alimenti a basso indice glicemico, come i cereali integrali, le verdure a foglia verde e le proteine magre, possono aiutare a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue.
  • Malattie autoimmuni: si consiglia di limitare alimenti pro-infiammatori, come zuccheri raffinati e grassi saturi, e di favorire cibi ricchi di antiossidanti, vitamine e minerali.
  • Sindrome dell’intestino irritabile (IBS): una dieta ricca di fibre solubili e probiotici, e povera di grassi e alimenti processati, può alleviare i sintomi.

6. Esempio di una giornata di cucina terapeutica

Ecco un esempio di menù di cucina terapeutica pensato per migliorare la salute del corpo e della mente:

  • Colazione: Porridge d’avena con frutti di bosco, semi di chia e un pizzico di cannella.
  • Pranzo: Insalata di quinoa con spinaci, ceci, carote grattugiate, avocado e dressing allo zenzero e limone.
  • Spuntino: Yogurt greco con un cucchiaio di semi di lino e miele.
  • Cena: Salmone al forno con contorno di broccoli e patate dolci arrostite al rosmarino.

7. Il ruolo del professionista della cucina terapeutica

La cucina terapeutica può essere gestita da esperti come nutrizionisti o cuochi specializzati che collaborano con medici per sviluppare piani alimentari personalizzati, in base alle esigenze individuali. Il ruolo del professionista è essenziale per educare le persone a identificare e usare ingredienti funzionali in base alla propria condizione di salute.

Concludendo:

La cucina terapeutica rappresenta un approccio preventivo e curativo, capace di migliorare la qualità della vita attraverso un’alimentazione consapevole e mirata. Integrando i principi di una dieta equilibrata con pratiche di preparazione attente e ingredienti scelti, possiamo non solo nutrire il corpo ma anche supportare la salute mentale e la gestione di disturbi cronici. La cucina diventa così un atto terapeutico, un vero e proprio percorso di benessere da vivere quotidianamente.

Non sai cosa mettere? non è solo una questione di taglia

Ho iniziato a mangiare prima per noia, poi per ansia. L’ansia dovuta a questa continua sensazione di inadeguatezza ed insicurezza. Nel giro di un paio di anni non mi riconoscono più. Ho preso 15 kg e non sono più me stessa quella che andava in ufficio in tailleur ora è diventata quella che indossa vestiti di due taglie di più e camicioni che camuffano un po’.

Non mi sento a mio agio tra la gente. Tutto è stretto e scomodo. Non posso comprare più scarpe e borse e allora mangio. Mi fermo a prendere un pezzo di pizza, poi un altro e quando sono a casa mi dico che farò attenzione, ma finisco in cucina a rovistare nel frigorifero…

Ti ritrovi in queste parole? non sei la sola. Nel mio libro “Taglia XXXL autostima S” edito da Campi di Carta i racconti di chi davanti all’armadio non sa cosa mettere e non è solo una questione di peso!

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Secondo appuntamento con “Aperitivo in salute”

Lunedì 21 ottobre p.v. è previsto il secondo appuntamento con Aperitivo in Salute in zona Giustiniana a Roma presso la parafarmacia FarmaCassia.

Si parlerà di supermercati e scelte consapevoli! La partecipazione è gratuita con prenotazione al numero indicato in locandina per avere modo di accogliervi al meglio. Vi aspetto!

Paura : funzioni adattive e limitanti

Non dobbiamo pensare che la paura sia sempre un’emozione negativa in realtà è fondamentale per la nostra sopravvivenza, ma può capitare che alcune paure siano talmente limitanti da impedirci di vivere in modo sereno.

Nelle righe che seguiranno cercherò di dare qualche spiegazione a questa controversa emozione ed alla fine un’elenco di paure limitanti. Fammi sapere nei commenti qual è quella che ti condiziona di più.

La paura è un’emozione fondamentale in psicologia, ed è considerata una delle emozioni primarie o universali, insieme a gioia, tristezza, rabbia, sorpresa e disgusto. La paura è una risposta naturale e automatica a una percezione di minaccia o pericolo, e svolge un ruolo cruciale per la nostra sopravvivenza. Quando percepiamo una minaccia, il nostro corpo e la nostra mente reagiscono in modo da prepararci a combattere o fuggire da quella situazione, un meccanismo noto come fight or flight (“lotta o fuga”).

Aspetti principali della paura in psicologia:

  1. Funzione adattiva: La paura è utile perché ci aiuta a evitare situazioni pericolose e potenzialmente letali. Grazie alla paura, gli esseri umani e altri animali si tengono lontani da minacce fisiche come predatori o pericoli ambientali.
  2. Fisiologia della paura: Quando si prova paura, il sistema nervoso autonomo si attiva, in particolare il sistema simpatico. Questo porta a cambiamenti fisiologici come:
    • Aumento del battito cardiaco.
    • Accelerazione della respirazione.
    • Dilatazione delle pupille.
    • Aumento della tensione muscolare.
    • Rilascio di ormoni come l’adrenalina e il cortisolo, che preparano il corpo ad agire rapidamente.
  3. Paura e cervello: La paura è principalmente associata all’amigdala, una piccola struttura nel cervello che elabora emozioni e segnali di pericolo. Quando l’amigdala rileva una minaccia, invia segnali ad altre aree del cervello per attivare risposte corporee rapide. Altre aree coinvolte includono l’ipotalamo, che regola le risposte fisiologiche, e la corteccia prefrontale, che aiuta a valutare razionalmente il pericolo.
  4. Paura appresa e innata: Alcune paure sono innate, come la paura dei suoni forti o delle cadute, che sono presenti fin dalla nascita. Tuttavia, molte paure sono apprese attraverso l’esperienza o l’osservazione, come la paura di serpenti o di situazioni sociali. Questo tipo di apprendimento può avvenire anche tramite il condizionamento classico, come dimostrato dall’esperimento di Pavlov e successivamente da studi sul condizionamento della paura (es. l’esperimento del “Piccolo Albert” di Watson e Rayner).
  5. Disturbi legati alla paura: La paura, se eccessiva o sproporzionata, può portare a disturbi psicologici, come:
    • Disturbo d’ansia: quando la paura diventa cronica e generalizzata, non legata a un pericolo immediato, può portare a sintomi di ansia.
    • Fobie: paure intense e irrazionali verso oggetti o situazioni specifiche (es. aracnofobia – paura dei ragni).
    • Disturbo post-traumatico da stress (PTSD): può verificarsi in seguito a eventi traumatici, in cui il soggetto rivive continuamente l’esperienza della paura e del pericolo.
  6. Modelli teorici della paura: Esistono diversi modelli teorici per spiegare la paura:
    • Teoria cognitivo-comportamentale: suggerisce che la paura è il risultato di schemi di pensiero distorti o appresi. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) cerca di correggere questi schemi per ridurre la paura.
    • Teoria evolutiva: suggerisce che la paura si è evoluta come un meccanismo di sopravvivenza per proteggerci da pericoli ambientali e predatori.

Gestione e trattamento della paura:

In psicologia, la paura può essere affrontata tramite diverse tecniche e approcci, come la terapia dell’esposizione, che consiste nel confrontarsi gradualmente con l’oggetto della paura, e la terapia cognitivo-comportamentale, che aiuta a modificare i pensieri disfunzionali legati alla paura. Inoltre, tecniche di rilassamento come la respirazione profonda o la meditazione possono aiutare a gestire le risposte fisiologiche alla paura.

In sintesi, la paura è una componente normale della vita, essenziale per la sopravvivenza, ma può diventare problematica quando è eccessiva o non giustificata, richiedendo così interventi psicologici specifici.

Esistono delle paure molto comuni, ma anche molto limitanti come:

La Paura del cambiamento che ci spinge a perdere molte opportunità.

La Paura della solitudine che ci fa rimanere legati a persone tossiche impedendoci di avere relazioni positive a cominciare da sè stessi.

La Paura di fallire è l’eterno dilemma che blocca nell’evitare i rischi

La Paura del rifiuto ci impedisce di aprirci agli altri.

La Paura dell’incertezza ci spinge a non uscire dalla nostra “comfort-zone”.

La Paura di essere giudicati ci frena dall’essere noi stessi e rischiamo di vivere solo in funzione del giudizio altrui

La Paura di perdere la propria libertà: ci impedisce di impegnarci seriamente in una relazione.

Qual è la tua paura più grande?

Prenota in anteprima la tua copia del mio ultimo libro ad un prezzo speciale!

Il grande giorno è arrivato! Ho la possibilità di offrire, fino al 5 ottobre p.v.,la copia del mio ultimo libro attualmente in stampa ad un prezzo davvero speciale: Euro 12,00 invece che Euro 16,00.

Le novità non finiscono qui infatti potete ricevere, se siete di fuori Roma, il libro gratuitamente presso l’indirizzo che indicherete con dedica personalizzata sia che sia per voi sia che vogliate farne dono ad una persona speciale.

Per i lettori di Anguillara e zona Lago di Bracciano e Roma nord potrete ritirare la vostra copia personalizzata presso i miei studi di Anguillara, Roma Giustiniana e Roma Aurelia Boccea sarà un’occasione per conoscerci, darti dei consigli e magari fare una foto insieme!

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Il grande giorno è arrivato!
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Puoi richiedere la tua copia autografata nei commenti e ti dirò come!

Aperitivo in salute a FarmaCassia

Dal prossimo 30 settembre prendono il via una serie di incontri psico-educativi sul tema di salute ed alimentazione. Se pensi di non conoscere le correlazioni tra cibo ed emozioni, il perchè spesso una dieta fallisce o vuoi scoprire le insidie del supermercato quando fai la spesa, come leggere le etichette ed altro ancora ti invito a partecipare agli incontri presso FarmaCassia (Roma Nord/Giustiniana)

Gli incontri avvengono il lunedì gustando una deliziosa tisana, la partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria per questioni organizzative.

Di seguito la locandina con le date. Vi invito fin d’ora a prenotare uno o più incontri al numero indicato!

Via della Giustiniana, 1222 ROMA

Week end lungo, ponte, ferie: i benefici di un cambiamento d’ambiente

Uno dei principali benefici di un break dal lavoro è la possibilità di cambiare ambiente. Questo cambiamento non è solo un’opportunità per esplorare nuovi luoghi e culture, ma ha anche un impatto significativo sul nostro benessere psicologico. Vediamo in dettaglio come il cambiamento di ambiente può influenzare positivamente la nostra mente e il nostro umore.

Interruzione della routine

Cambiare ambiente permette di interrompere le routine quotidiane che spesso possono diventare monotone e stressanti. Questa interruzione può offrire una pausa mentale, riducendo lo stress e fornendo una nuova prospettiva sulla vita. Lasciare temporaneamente il proprio ambiente lavorativo e domestico consente di “resettare” la mente, facilitando una sensazione di freschezza e rinnovamento al ritorno.

Stimolazione mentale

Visitare nuovi luoghi e sperimentare nuove culture stimola la mente in modi che l’ambiente familiare non può fare. Le nuove esperienze attivano la curiosità e l’apprendimento, promuovendo una maggiore attività cerebrale. Questo può migliorare la nostra creatività, aumentare la nostra capacità di risolvere problemi e arricchire la nostra comprensione del mondo.

Riduzione dello stress

Essere in un nuovo ambiente, lontani dalle pressioni e dalle preoccupazioni quotidiane, può ridurre significativamente i livelli di stress. L’esposizione alla natura, in particolare, è stata associata a una riduzione dell’ansia e del cortisolo, l’ormone dello stress. Spiagge, montagne, foreste e altri ambienti naturali offrono una fuga dalla frenesia della vita cittadina, promuovendo un senso di pace e tranquillità.

Miglioramento dell’umore

Il cambiamento di scenario può anche avere effetti positivi sull’umore. Esplorare nuovi luoghi e vivere nuove avventure può indurre una sensazione di eccitazione e felicità. Inoltre, il sole e l’aria aperta, tipici delle vacanze estive, aumentano la produzione di vitamina D, che è stata collegata a miglioramenti dell’umore e a una riduzione del rischio di depressione.

Rafforzamento delle relazioni

Condividere nuove esperienze con amici e familiari in un ambiente diverso può rafforzare i legami. Le vacanze offrono l’opportunità di trascorrere del tempo di qualità insieme, lontani dalle distrazioni quotidiane. Le attività condivise, come esplorare nuovi luoghi, partecipare a eventi culturali o semplicemente rilassarsi insieme, possono creare ricordi duraturi e migliorare le relazioni interpersonali.

Aumento della flessibilità mentale

Affrontare nuove situazioni e adattarsi a nuovi ambienti può aumentare la nostra flessibilità mentale. Questo adattamento migliora la nostra capacità di affrontare cambiamenti e imprevisti, sviluppando una mentalità più resiliente e aperta. La flessibilità mentale è una competenza preziosa nella gestione dello stress e nel miglioramento del benessere generale.

Conclusione

Il cambiamento di ambiente offerto dalle vacanze estive è un potente strumento per migliorare la salute mentale e il benessere psicologico. Interrompendo la routine, stimolando la mente, riducendo lo stress e migliorando l’umore, le vacanze estive ci permettono di ritornare alla vita quotidiana con energia rinnovata e una prospettiva più positiva. Sfruttare al massimo questa opportunità può fare una grande differenza nel nostro equilibrio emotivo e nella nostra qualità della vita.

Ritorno dalle Vacanze: Come Riprendere una Corretta Alimentazione in 7 giorni

Le vacanze estive sono spesso un momento di relax e indulgenza, in cui abbandoniamo le regole alimentari quotidiane per concederci cibi golosi e pasti fuori orario. Al rientro dalle ferie, tuttavia, è importante ristabilire una routine alimentare sana per ritrovare il benessere e mantenere un equilibrio a lungo termine. Questo articolo fornisce una guida pratica per tornare a una routine alimentare sana dopo il periodo di ferie, senza stress o estremismi.

Ecco alcuni consigli pratici per riprendere un’alimentazione corretta dopo le vacanze.

Lunedì: Detox Leggero e Naturale

Dopo un periodo di abbondanza, il nostro corpo potrebbe trarre beneficio da una leggera “detox”. Questo non significa digiuno, ma piuttosto l’introduzione di alimenti freschi, ricchi di vitamine e antiossidanti. Frutta e verdura di stagione, come cetrioli, zucchine, pesche e frutti di bosco, sono ottime opzioni per aiutare il corpo a depurarsi naturalmente.

Martedì: Reidratazione

Durante le vacanze, soprattutto se trascorse in luoghi caldi, è possibile che il nostro corpo abbia perso molti liquidi. È fondamentale reidratarsi correttamente. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno aiuta a ristabilire l’equilibrio idrico, favorisce la digestione e mantiene la pelle idratata e luminosa. Anche tisane e infusi possono essere utili, soprattutto quelli depurativi come il tè verde o il finocchio.

Mercoledì: Porzioni Moderate e Bilanciate

Al rientro dalle ferie, è importante tornare a un regime alimentare con porzioni controllate e bilanciate. Concentrarsi su pasti che includano una buona quantità di proteine magre, carboidrati integrali e grassi sani. Iniziare la giornata con una colazione ricca di nutrienti e non saltare mai i pasti principali è fondamentale per mantenere il metabolismo attivo.

Giovedì: Ridurre Zuccheri e Grassi

Dopo le vacanze, è consigliabile limitare il consumo di zuccheri raffinati e grassi saturi, spesso consumati in eccesso durante i pasti fuori casa. Optare per dolcificanti naturali, come miele o stevia, e scegliere grassi salutari come quelli contenuti nell’olio d’oliva, nell’avocado e nella frutta secca.

Venerdì: Riprendere l’Attività Fisica

Non dimentichiamoci che una corretta alimentazione va di pari passo con un’attività fisica regolare. Riprendere un regime di esercizio fisico, anche leggero, come camminate quotidiane, yoga o nuoto, aiuta a ritrovare il peso forma e a ridurre lo stress accumulato.

Sabato: Mangiare Con Consapevolezza

Una delle chiavi per un’alimentazione equilibrata è mangiare con consapevolezza. Prendersi il tempo per gustare ogni pasto, senza distrazioni come la televisione o il telefono, aiuta a riconnettersi con i segnali di fame e sazietà del proprio corpo, prevenendo eccessi.

Domenica: Stabilire Obiettivi Realistici

Il rientro dalle vacanze non deve essere vissuto con stress o senso di colpa. È importante stabilire obiettivi alimentari realistici e raggiungibili. Piuttosto che puntare a diete drastiche, è preferibile introdurre gradualmente abitudini sane che possano essere mantenute nel tempo.

Conclusione

Un piccolo passo al giorno per raggiungere importanti obiettivi: riprendere una corretta alimentazione dopo le vacanze è essenziale per ristabilire un equilibrio psicofisico e affrontare con energia la ripresa delle attività quotidiane. Con piccoli accorgimenti e un po’ di pazienza, sarà possibile ritrovare il benessere e mantenere uno stile di vita sano e appagante.

Intelligenza emotiva: pensate di poterne fare a meno?

Erroneamente tendiamo ad essere pragmatici, a risolvere ogni cosa cognitivamente, in qualche modo la società ci insegna che usare le emozioni è segno di debolezza. Eppure l’intelligenza emotiva è una grande risorsa e dovrebbe essere sostenuta da quando siamo piccoli. Nelle prossime righe cercherò di illustrarvela al meglio.

L’intelligenza emotiva è un concetto psicologico che si riferisce alla capacità di riconoscere, comprendere, gestire e utilizzare efficacemente le proprie emozioni e quelle degli altri. Questa capacità è considerata cruciale per il successo personale e professionale, poiché influisce sulla nostra capacità di comunicare, risolvere i conflitti, gestire lo stress e prendere decisioni informate.

Il concetto è stato reso popolare da Daniel Goleman negli anni ’90, che ha identificato cinque componenti principali dell’intelligenza emotiva:

  1. Consapevolezza di sé (Self-awareness): La capacità di riconoscere e comprendere le proprie emozioni, nonché il loro effetto sugli altri. Include l’autovalutazione accurata delle proprie forze e debolezze e una sana fiducia in sé stessi.
  2. Autoregolazione (Self-regulation): La capacità di controllare o reindirizzare gli impulsi e le emozioni negative, mantenendo la calma e la compostezza anche in situazioni stressanti. Comprende anche la capacità di pensare prima di agire e di gestire i cambiamenti.
  3. Motivazione (Motivation): La spinta interna a perseguire obiettivi per motivi intrinseci piuttosto che per gratificazione esterna. Le persone emotivamente intelligenti tendono ad essere più orientate agli obiettivi, resilienti e pronte a lavorare duramente per il successo.
  4. Empatia (Empathy): La capacità di comprendere le emozioni degli altri e di rispondere in modo appropriato. Questo aiuta nelle interazioni sociali, poiché permette di costruire relazioni migliori, risolvere conflitti e promuovere un ambiente collaborativo.
  5. Abilità sociali (Social skills): Le competenze necessarie per gestire le relazioni e costruire reti sociali efficaci. Questo include la capacità di comunicare chiaramente, influenzare gli altri, gestire i conflitti e lavorare in team.

Importanza dell’Intelligenza Emotiva

L’intelligenza emotiva è cruciale in vari contesti, tra cui:

  • Ambito lavorativo: Le persone con alta intelligenza emotiva tendono ad essere leader migliori, capaci di motivare i loro team e gestire conflitti in modo efficace. Sono anche più adattabili ai cambiamenti e in grado di gestire lo stress in modo più efficiente.
  • Relazioni personali: Migliora la capacità di comprendere e rispondere ai bisogni e ai sentimenti degli altri, contribuendo a costruire relazioni più forti e significative.
  • Benessere personale: Essere consapevoli delle proprie emozioni e sapere come gestirle può portare a una maggiore soddisfazione personale e a una riduzione dello stress e dell’ansia.

Come Sviluppare l’Intelligenza Emotiva

  1. Praticare la consapevolezza di sé: Tenere un diario delle emozioni, riflettere sulle proprie reazioni emotive e cercare di capire le cause sottostanti.
  2. Lavorare sull’autoregolazione: Imparare tecniche di gestione dello stress come la meditazione, la respirazione profonda e la pratica della mindfulness.
  3. Motivarsi internamente: Stabilire obiettivi personali significativi e lavorare per raggiungerli, mantenendo una mentalità positiva.
  4. Sviluppare l’empatia: Ascoltare attivamente gli altri, cercare di vedere le cose dal loro punto di vista e rispondere con gentilezza e comprensione.
  5. Migliorare le abilità sociali: Lavorare sulla comunicazione efficace, imparare a risolvere i conflitti in modo costruttivo e costruire relazioni positive.

Sviluppare l’intelligenza emotiva è un processo continuo che richiede consapevolezza e pratica costante ed i benefici che ne derivano possono avere un impatto significativo e positivo su tutti gli aspetti della vita.

Provare per credere!