La dieta del tutto o nulla non funziona

Eccoci ad un nuovo inizio settimana, eccoci di nuovo alla rubrica “La dieta comincia sempre di lunedì” e come ogni lunedì pensate che sia quello buono, quello giusto in cui finalmente vedrete i risultati della vostra dieta. Iniziate con grande entusiasmo e siete certi che questo sarà il lunedì giusto… però, però , però ci sono subito dei però! Volete usare vecchie regole, vecchi schemi mentali, vecchie diete pensando che in realtà stiate facendo la differenza! Non è tanto il problema di quale dieta fare, poiché per dimagrire basta esclusivamente mangiare in modo corretto, giusto per la propria fisicità e per il lavoro che si svolge. Tecnicamente se si vuole perdere peso bisogna mangiare poco di meno del fabbisogno giornaliero e incentivare l’attività fisica che non serve solo a bruciare calorie, ma di fatto serve a mantenere attivo il metabolismo specie ad una certa età in cui gli ormoni ci mettono del loro per remare contro.

Tutto o niente: ci si ritrova sempre a fare una dieta cercando di seguirla scrupolosamente in ogni punto: il concetto in sé non è sbagliato, ma la realizzazione si!  A volte si rivolgono a me persone che già dal primo incontro esordiscono così: “Io seguo la dieta del dott. xxx, ma non ce la faccio” Già qui si parte col piede sbagliato nel senso che se le persone mi dicono  “ho questa dieta e voglio seguire questa” il problema per me non è la dieta (che una o un’altra se corretta non cambia!)ma il come si segue una dieta Se noi la abbracciamo in modo molto rigido siamo in grado di mantenere l’attenzione quanto? Due giorni? Tre, cinque, una settimana, dieci giorni se siamo fortunati, ma poi si ricade, perché abbiamo la pretesa che tutto deve essere fatto perfettamente.

Il mio lavoro infatti non consiste nel dare una dieta , il mio lavoro è molto più sottile, poiché prima ancora di valutare quantità, nutrienti e calorie corrette per la persona bisogna imparare a capire quali errori si fanno nell’alimentazione ed è per questo che utilizzo il diario alimentare, verso il quale la maggior parte delle persone ha un astio diciamo immediato, con enormi difficoltà. In realtà è uno strumento di enorme utilità non solo per me come chiave di lettura, ma anche come strumento educativo nei vostri confronti (voi per voi).

Quindi va conosciuta la propria alimentazione, compresi gli errori da correggere, il giusto abbinamento dei cibi e l’aspetto emozionale ad essi collegato .Per dirla in maniera semplice ed immediata: capire perché noi pur avendo mangiato abbiamo bisogno di cercare una cosa piuttosto che un’altra, oppure ci alziamo dieci volte mentre siamo davanti alla tv o al pc andando a sgranocchiare questa o l’altra cosa. Questo aspetto è chiaramente molto importante ed implica tempi anche abbastanza lunghi, quindi per poter perdere peso in una maniera consapevole, sana e produttiva anche nel lungo termine, bisogna compiere determinati  passi.

Quindi quando arrivate a studio dicendo che seguite la dieta del dott. Xxx in realtà mi state mettendo dei limiti perché non mi permettete di farvi comprendere le vostre reali esigenze. La difficoltà a seguire la dieta, che sia sana o meno (in effetti a volte mi presentate diete di moda o pericolose per la salute, spesso non adatte a voi ed alle vostre esigenze o frustranti rispetto alle vostre abitudini ) non è tanto la dieta in sé, ma il vostro atteggiamento al riguardo.  Per questo l’utilizzo del diario alimentare è per me fondamentale, uno strumento su cui non transigo poiché è il mio e vostro alleato migliore. Quindi riuscire a farvi comprendere i vostri tempi- specialmente se non è la prima dieta che cominciate, avete cambiato dietologo, preso pastiglie o addirittura vi siete sottoposti ad intervento di by pass gastrico o altre soluzione chirurgiche più o meno invasive- nel momento in cui vi rivolgete a me è il mio primo obiettivo.

Quello che io propongo è fare le cose con i giusti tempi, che non sono tempi generici, ma i “vostri tempi” una volta per tutte, quindi il diario alimentare è fondamentale perché dobbiamo avere una misura reale di quello che mangiate e comprendere tutte le emozioni ed i disagi legati al cibo e più in generale alla vostra esistenza. Bisogna imparare ad associare i cibi tra di loro anche in base al vostro stile di vita, quindi non potete pensare di fare alcuni tipi di dieta se  fate un tipo di lavoro o un altro, perché solo questo cambia notevolmente le cose. Bisogna anche imparare la pazienza. Uno degli strumenti che utilizzo è la Mindful Eating di cui uno dei pilastri è la pazienza e l’altro pilastro importante su cui mi baso è il non giudizio.

Le persone con sovrappeso tendono a “giudicare a giudicarsi” ed hanno sempre paura di essere giudicati dagli altri e insegnare ad utilizzare questi due pilastri è un altro degli obiettivi.

Come il corretto utilizzo del diario alimentare anche apprendere i segreti della pazienza e del non giudizio sono strumenti di fondamentale importanza che vanno appresi e saranno vostri per sempre e non solo mentre fate “la dieta”. Altrimenti continuate a fare quella e quell’altra dieta, quella che ha fatto l’amica, ma poi riprenderete a mangiare come eravate abituati (che sia mangiare male, non abbinare i cibi correttamente, mangiate di continuo) ed  in breve riprenderete peso, perché non avrete imparato ad ascoltare il proprio corpo.

Se vi affidate e fate tesoro degli strumenti a disposizione avrete la possibilità di effettuare una perdita di peso ragionevole, consapevole e definitiva.

Quando entrate nell’ottica “ecco ho sbagliato, ho sgarrato, non è stata perfetta … tanto ormai”, lì non si va da nessuna parte. Il mio lavoro grande sta proprio qui e io sono terrorizzata quando mi arrivate dicendo : “Ma io faccio questa dieta”, perché mi fate capire che già non avete alcuna intenzione di cambiare i vostri schemi mentali e questo diventa molto limitativo per me, perché si rischia di passare settimane in cui non fate il diario alimentare, non seguite le indicazioni date e le fate come siete abituati a fare, continuate a pesarvi tutti i giorni anche più volte al giorno, anche se vi ho chiesto di non farlo, oppure pretendete risultati in tempi rapidissimi esattamente come sempre avete sempre preteso con quelle diete che avete seguito per 10, 15 o magari anche un mese, ma che poi avete abbandonato nel tempo e che non hanno dato frutti.

Quindi la dieta del tutto o nulla non funziona ,quello che serve davvero è imparare a comprendere le esigenze del proprio corpo, le proprie esigenze in termini emotivi, e comprendere quando e perché si mangia.

Cercate di dare al corpo le giuste risposte in base alle richieste. Se avete sonno o siete stanchi ,mangiare non è la corretta risposta: potete mangiare all’infinito, ma non sarete riposati. La corretta risposta va calibrata in base alla domanda e non è praticamente mai mangiare, eccetto se abbiamo fame! In tutti gli altri casi, ad esempio se siete arrabbiati,il mangiare non fa che ingoiare la rabbia che esploderà nel momento meno opportuno. Così se siete tristi la coppa di gelato, può essere un surrogato li per lì, ma poi? Che ci fate con il senso di colpa che ne deriva? Se ad ogni richiesta del corpo rispondete sempre con mangiare finirete per non comprendere le corrette richieste del corpo. Finirete per non ascoltarvi predisponendovi alla non riuscita della dieta con l’aggravante del senso di colpa che come una spada di Damocle sta continuamente sulla vostra testa.

La soluzione non è una dieta, ma un percorso. I percorsi vanno presi in modo completamente diverso. E’ chiaro che più si è aderenti alla dieta e più il percorso è veloce, ma più che sulla velocità bisogna concentrarsi verso una perdita di peso che sia definitiva, che porti ad un range di peso che sia reale (non il peso che non si è mai avuto, o avuto a 20 o 15 anni!). Un peso che possa essere mantenuto nel tempo senza grossi sacrifici, un peso che permetta di fare le vacanze, passare periodi di festività senza ansia mangiando le cose corrette in base alle proprie esigenze. Può accadere che di tanto in tanto vinca la gola, ma le richieste che fa la gola sono in realtà molto limitate in quanto i segnali emessi dalle papille gustative non sono eterni. Spesso si mangia senza neanche assaporare ed ingoiando direttamente, quindi l’alibi della gola non sta in piedi. Se state mangiando per gola, bisogna assaporare e se si assapora serve poco cibo, se ne avete mangiato troppo è perché avete mangiato velocemente e quindi senza gustarlo davvero. La maggior parte delle persone ingoia senza masticare ed assaporare quello che hanno in bocca.

Il mio consiglio di questa settimana è: valutate quale è il vostro atteggiamento nei confronti di una dieta. Se il vostro atteggiamento è quello del tutto o niente ,bisogna assolutamente rivedere i vostri schemi mentali perché vengono condizionati anche altri aspetti della vostra vita.  Diviene necessario un cambiamento di rotta che vi permetterà di perdere peso nel tempo e naturalmente in salute.

Coltiva la gratitudine

Nel quotidiano siamo sopraffatti da piccoli o grandi problemi, diverse difficoltà o incombenze che a livello percettivo sono per noi davvero pesanti. Il pensiero delle cose da fare e delle emozioni che ne scaturiscono a volte sono davvero troppo. L’ansia generata dalle cose che accadono, o che ancora non sono accadute e forse neanche accadranno, mina la nostra serenità in continuazione e spesso si attuano comportamenti altrettanto inadeguati sfinendoci.

E che dire della continua valutazione generata dal confronto sociale? Siamo sempre meno di questo o quello. Meno capaci, meno validi, meno belli…. Questo crea una enorme dose di ansia fino alla depressione!

Invece di concentrarci, come abbiamo appreso nella maggior parte dei casi, sulle cose negative o fastidiose o pesanti proviamo a spostare la nostra attenzione sugli aspetti positivi delle nostre giornate che sono davvero molti se ci si ferma ad osservare!

“La gratitudine è la memoria del cuore” (Lao Tse)

La parola gratitudine deriva dal latino “gratus”  che possiamo tradurre con i termini piacevole o grato. Definita come un sentimento di affetto e di riconoscenza, il suo significato è molto ampio. Lo psicologo Emerson la definisce come l’apprezzamento di ciò che è prezioso e significativo per sé stessi identificandone due componenti fondamentali:

  • la presenza di cose buone nel mondo e nella propria vita;
  • il riconoscimento che le fonti di questi aspetti positivi siano anche al di fuori di sé stessi.

La gratitudine apre il cuore e permette di orientare la mente verso ciò che nella vita è positivo e buono, costituendo quindi un buon antidoto alla tendenza naturale della nostra mente a indugiare su tutto ciò che è assente o imperfetto. È anche un sentimento che nasce dalla consapevolezza dei doni che la vita ci mette continuamente a disposizione, riconoscendo il buono dei nostri scambi col mondo e quanto nutrimento riceviamo. Tramite la gratitudine entriamo in connessione più profonda con gli altri, la natura, il mondo. Senza gratitudine tutto quello che accade intorno passerebbe quasi inosservato. Provare l’emozione della gratitudine coinvolge una serie di fattori importanti per il nostro sviluppo psicologico. *(fonte Istituto Mente e Corpo)

Anche le neuroscienze evidenziano come la gratitudine influisca sul nostro benessere migliorando l’ottimismo e le relazioni sociali diminuendo l’attenzione verso aspetti negativi o mancanze. Immaginiamo la gratitudine come ad un seme che va innaffiato ogni giorno! Per poter crescere e dare frutti  questo seme ha bisogno del nostro impegno. Come si coltiva la gratitudine?

Il Professor  Ronald Siegel, Psicologo e Assistant Clinical Professor of Psychology presso la Harvard Medical School, esperto di meditazione consapevole con numerose pubblicazioni alle spalle, propone delle tecniche perimparare a coltivare la gratitudine.

Vediamone alcune insieme, con qualche mia personale modifica, per poterle applicare ogni giorno e cambiare il modo di approcciarci alla nostra vita al meglio nel quotidiano.

Una settimana insieme per praticare la fiducia e l’autocompassione, per riuscire a divenire grati a noi stessi ed aiutare ad affrontare quei sentimenti negativi quali il fallimento o il rifiuto o la vergogna con nuove energie e consapevolezza che il bello ed il buono ci sono sempre se si hanno occhi per vederlo!

  • Inizia la tua giornata con il sorriso e ringrazia per tutto ciò che il nuovo giorno ti porterà! È un inizio positivo che predispone alle cose buone e dice alla tua mente che accadrà sicuramente qualcosa di speciale e meraviglioso.
  • Osserva con occhi nuovi il percorso che fai per andare al lavoro. Nulla è scontato cerca di aprire la mente ed il cuore per vedere oltre le barriere che ti sei posto. Se ti annoia cambia strada o almeno una parte di essa e cerca di capire cosa ti piace della novità.
  • Una volta alla settimana, prenditi qualche minuto per riflettere sui doni che hai ricevuto nella tua vita: potrebbe essere un caro amico, una propria capacità personale o anche una esperienza. Ricorda che nulla di tutto ciò è scontato e quindi sii grato per questo o questi doni se hai la fortuna di averne più di uno nel tuo elenco!
  • Annota i diversi doni che ti vengono in mente dividendoli per categorie: un giorno pensa alla dimensione familiare o affettiva, un altro al lavoro o a quello che fai con passione.
  • Descrivi i sentimenti che emergono quanto pensi ai doni precedentemente elencati relativi alle relazioni. Cosa accadrebbe se queste persone non facessero parte della tua vita? Sii grato perché ti sono accanto o anche solo nel cuore.
  • Quando sei al lavoro cerca di apprendere cose nuove: non dare mai nulla per scontato oppure prova a fare una cosa in modo diverso. Non darti limiti e sii grato per poter provare.
  • La sera prima di dormire ringrazia per quello che hai ricevuto anche per quello che i tuoi occhi non hanno visto pensando che il giorno dopo con occhi nuovi proverai a riconoscere quei doni che ti erano sfuggiti.

Festeggia le tue vittorie

Fondamentale per un buon livello di autostima è quello di festeggiare ogni vittoria. E se si sbaglia? Impariamo da Elon Musk ;

“La cosa più preziosa che puoi fare è un’errore, puoi imparare moltissimo da esso!”

Nel corso della giornata tutti noi veniamo a contatto con dei risualtati: a volte sono buoni, altri eccezionali, altri ancora mediocri. Spesso ci si focalizza solo sulle sconfitte o si aspetta l’evento di incredibile portata tipo : vincere alla lotteria! In realtà dobbiamo imparare ad osservare tutte quelle piccole cose che ci accadono giornalmente infatti da ogni piccola vittoria si raggiungono i grandi obiettivi.

Ogni vittoria è sacra ci permette di vivere con pienezza e consapevolezza la nostra vita e cosa più importante accende l’entusiasmo! L’entusiasmo è importante ci dà la carica per camminare nella giusta direzione anche se a volte può essere più difficile.

Si può infatti sbagliare o inciampare, ma proprio da questi si drizza il percorso imparando cose nuove. Spesso si sta a rimuginare ore, giorni o peggio una intera vita per errori commessi e questo non fa progredire. Impedisce di crescere ed evolversi. Il modo migliore per raggiungere ottimi risultat è quello di imparare la lezione e riuscire a metterla in pratica appena la situazione lo rende necessario.

Sono certa che molte volte nella vita chiunque ha fatto cose che alcune persone gli avevano detto non sarebbe stato in grado di fare, ha fatto cose che lui stesso non sapeva di saper fare e quindi ….siatene fieri , riconoscete le vostre vittorie senza darle per scontate. Riconoscete a voi stessi le qualità che vi hanno permesso di raggiungere quei piccoli o grandi obiettivi, siate soddisfatti, non paragonatevi agli altri. Il paragone è solo con se stesso: alzate l’asticella e migliorate voi stessi ogni giorno.

Allontanatevi da ogni situazioni che vivete in modo opprimente, ogni situazione che vi spegne, ogni situazione giudicante: non è fuggire, ma la strada per la salvezza della vostra energia emotiva positiva.

Non possiamo scegliere dove nascere e tantomeno la famiglia in cui vivere, ma possiamo sempre scegliere dove andare e cosa più importante possiamo sempre scegliere chi essere!

Siamo fatti per vivere e non spravvivere! Abbiamo in noi la forza ed il coraggio per andare avanti, ma il motore sta nell’entusiasmo che mettiamo nel fare le cose anche piccole del nostro quotidiano e quell’entusiasmo si accende ogni volta che ci diciamo bravi, ma anche ogni volta che cadendo abbiamo imparato qualcosa! Ogni giorno può essere un nuovo inizio.

Un piccolo esercizio per te che stai leggendo:

Se fossi sicuro della riuscita avresti un sogno nel cassetto? un progetto che vorresti realizzare? scrivilo sul tuo quadernino di crescita personale iniziato i primi mesi di quest’ anno! Fra qualche tempo controlla se lo hai realizzato o se è rimasto un sogno. Nel caso cerca di capire il perchè: datti risposte oneste!

I miei consigli per “Sempre più in forma green” su Radio RID 96.8

Da FASHION NEWS MAGAZINE

Ringrazio Barbara Molinario e FNM per l’intervista e la redazione di RID 96.8 per la calorosa accoglienza!!

qualche foto della diretta:

Emanuela Scanu, Psicologa alimentare e fondatrice di Es Immagine Blog a “Sempre più in Forma Green”

Nella puntata di martedì 30 maggio a “Sempre più in Forma Green” Emanuela Scanu, Psicologa alimentare e fondatrice di Es Immagine Blog.

Durante la puntata di martedì 30 maggio per RID 96.8 FM. ho avuto il piacere di intervistare Emanuela Scanu, Psicologa alimentare e fondatrice di Es Immagine Blog.

Ti occupi di immagine da oltre venti anni, hai un blog di immagine e ti sei da pochissimo specializzata anche come consulente di immagine. Sei esperta specializzata in disturbi alimentari come coach e come psicologa. Affronti questi problemi con le tue pazienti e questa parte legata all’abbigliamento e alla consulenza ti è venuta praticamente naturale…

È stato un percorso che si è costruito nel tempo perché come psicologa mi sono quasi sempre occupata di disturbi dell’alimentazione. Mi occupo con precisione delle persone che devono perdere peso, persone che hanno difficoltà a seguire una dieta, quindi chiaramente tutte persone che hanno un rapporto con il proprio corpo abbastanza drammatico. Prima di affrontare il problema alla radice dal punto di vista psicologico, a volte cerco di dargli anche dei consigli pratici su come valorizzarsi. Negli anni da psicologa sono diventata anche coach alimentare, perché molte volte prima della dieta bisogna insegnare a mangiare bene. Questo è stato il secondo step fino a che piano piano i miei pazienti iniziavano a chiedermi sempre più consigli anche su come presentarsi in pubblico, come accompagnare i figli a scuola, come andare a una cena, e quindi è stata una conseguenza quella poi di diventare consulente di immagine”.

Ti va di raccontarmi un aneddoto su quale tuo paziente?

L’abbigliamento a volte influisce sulla percezione di sé e quando si hanno tanti chili in più purtroppo non ci si può vestire con qualsiasi cosa si abbia nell’armadio, ma bisogna un po’ adattarsi. Molte volte le persone vengono a studio completamente vestite di nero o molto trasandate, invece la prima cosa che dico loro è di venire la prossima volta con indosso vestiti colorati. È una cosa su cui rimangono sempre molto disturbati lì per lì, ma poi si rendono conto di quanto è importante. Approcciarsi ad un percorso di tipo psicologico non è sempre facile, e quindi io cerco di dargli dei risultati un po’ più immediati anche partendo da quello che è l’esterno, tutta la parte che può essere modificata più velocemente rispetto a dei processi interni e psicologici che chiaramente hanno dei tempi che sono diversi da persona a persona. Ti racconto un aneddoto simpatico: una signora che aveva già fatto tantissime diete, non era mai riuscita ad andare avanti, aveva fatto uso addirittura di anfetamine più volte che chiaramente non funzionavano più, è venuta da me e si è presentata appunto con la tuta tutta vestita di scuro, con capelli molto corti. Io le avevo detto che avremmo cambiato alcune cose. La seduta successiva io la rimandai a casa perché la regola era che doveva venire vestita con qualche colore chiaro. La terza volta è venuta vestita diversa e nel giro di due o tre mesi il percorso poi ha preso piede, e ha iniziato ad avere dei risultati. Tempo dopo ho incontrato casualmente il figlio per strada che mi conosceva, salutandomi mi chiese che cosa avevo fatto a sua madre. Io lì per lì non riuscivo a capire, poi lui mi disse che suo padre era diventato geloso della mamma per il fatto che sua moglie si vestiva con colori accessi e andava addirittura dal parrucchiere. Quindi il padre si era preoccupato. In realtà il percorso aveva semplicemente funzionato”.

Vuoi dare qualche consiglio ai nostri ascoltatori rispetto proprio all’abbigliamento? Non c’è bisogno di spendere grandi cifre per acquistare capi dell’ultimo momento, ma bastano davvero piccoli accorgimenti, come anche andare ad un mercatino…

Assolutamente sì, nella zona dove ho lo studio il lunedì c’è un mercatino dove invito tutte le mie pazienti ad andare a fare un giretto, perché ci sono dei banchetti con dei foulard, con delle collane anche molto appariscenti, ma a prezzi veramente basici. Spesso consiglio loro di utilizzare alcune cose colorate da aggiungere all’abbigliamento. Per esempio un foulard colorato non si mette solo al collo, ma si può mettere in testa, lo possiamo legare alla borsa, lo possiamo usare come braccialetto. Ci sono quei piccoli tocchi un po’ glamour che uno può inserire senza spendere tanto, magari riciclando qualcosa che si ha in casa, oppure andando appunto a dei mercatini. Anche io combatto un po’ il fast fashion, quindi da questo punto di vista non voglio esagerare, però a volte non bisogna neanche spendere cifre assurde per avere oggetti che magari li userai una volta sola o due”.

Ti ho visto molte volte ad eventi mondani che indossi dei pezzi unici realizzati da degli artigiani che si occupano di recuperare i materiali. Potrebbe essere anche questo un consiglio, cioè acquistare questi pezzi unici realizzati appunto con il recupero dei materiali…

Io per prima sono stata una di quelle che ha riciclato molto. Avevo delle zie che erano un po’ le signore dei salotti romani negli anni ’50 e ‘60, vestivano nelle sartorie, nelle cappellerie dell’epoca, e io ho ereditato tantissimo, non solo il loro stile, ma anche tanti pezzi che oggi tutt’ora utilizzo mischiandoli con quelli più moderni”.

È questo il segreto, creare il proprio stile, non seguire le mode del momento che magari non stanno davvero bene a tutti, ma anzi in ambito della sostenibilità utilizzare tutto quello che abbiamo nell’armadio o comunque il recuperare, oppure fare dei bei swap party che adesso vanno tanto di moda tra amiche…

Durante questo corso di consulente di immagine ho scoperto che noi donne nei nostri armadi dove non abbiamo mai nulla da mettere, in realtà il 70% di quello che abbiamo non lo utilizziamo o lo utilizziamo male, mentre gli uomini su questo sono più bravi, loro hanno solo un 30% di cose che non utilizzano”.

Tu sei una psicologa e una coach alimentare, non posso che chiederti anche dell’alimentazione…

Mi piace molto citare una frase di Virginia Woolf che dice che noi non pensiamo bene se non mangiamo bene e non dormiamo bene. Sicuramente la prima cura che la persona deve avere verso se stessa è nel mangiare, che non vuol dire mangiare poco, vuol dire mangiare sano. Noi abbiamo l’opportunità sia in città che appena fuori città di usufruire di gruppi solidali, di alimentari, rivenditori che hanno la frutta e la verdura di stagione, che hanno tutti gli elementi importanti per la nostra crescita, per la nostra salute, per far sì che il nostro corpo funziona al meglio”.

A volte è solo questione di abitudine…

Abbiamo sempre molta fretta per cui si va di corsa al supermercato, si prendono le prime cose, a volte non vediamo neanche quanto costano o la data di scadenza, molte volte si comprano cose che si tengono nel frigorifero e ce le dimentichiamo, le lasciamo deperire, quindi ben venga anche le tue ricette per poter sfruttare al meglio anche quello che rimane dimenticato nel frigorifero”.

Vogliamo dare tutti i tuoi contatti per chi vuole approcciarsi con te e chiederti dei consigli o comunque seguire il tuo blog?

Mi trovate con il nome di Es Image Blog dove si parla di immagine a tutto tondo, si parla dello stile, della psicologia, di quello che accade un po’ nel mondo. Sono su tutti i social sia su Facebook che su Instagram, e poi

www.emanuelascanupsicologa.com sia su www.esimmagineblog.com”.

Se vuoi ascoltarmi clicca qui: https://open.spotify.com/show/1JCMVg764w1EeObIanBVua

Il valore della libertà

Tra le fiabe più famose di Febro ne ho individuata una molto importante sul concetto di libertà che condivido con voi, perché ancora molto attuale ed importante dal punto di vista pedagogico.

Una delle tante edizioni disponibili delle famose favole

“Un lupo magro e affamato incontra un cane ben pasciuto.

“Da dove vieni così lucido e bello ? Cosa mangi per mantenerti così ?  Io sono più forte ma patisco la fame”

“Puoi star bene anche tu se vuoi, basta che presti lo stesso servizio al padrone”

“Quale servizio ?”

“Custodire la casa di notte e spaventare i ladri”

“Ma io ci sto ! Sono stanco di questa vita di stenti. Deve essere bello avere un tetto e riempirsi la pancia senza cacciare. Vengo con te.”

Cammin facendo il lupo vide che il collo del cane era un po’ segnato: “Cos’è quel segno ? “

“Oh .. non è niente”  

“Mi interessa sapere”

“Qualche volta, mi tengono legato, perché possa riposare durante il giorno, e rimanere sveglio durante la notte. Ma alla sera posso girare liberamente, e mi danno da mangiare”

“Ma se si ha voglia di uscire si ha il permesso ?”

“Ogni volta che si vuole … no.”

“Addio amico, preferisco mangiar poco in libertà che molto in prigionia”. “

Quanto è importante la libertà? Ognuno dovrebbe essere libero di scegliere “quanto avere la pancia piena e stare a catena” o “quanto essere libero con dei disagi”.

A volte si trova la via di mezzo a volte no, ma cerchiamo di essere consapevoli delle nostre scelte e capire cosa è più importante per noi.

Fonte: https://trieste.unicusano.it/universita/favole-di-fedro/

Al link puoi trovare altre famose favole di Fedro

Non parlare male di te neanche per scherzo!

Recentemente un mio formatore, Roberto Re, ha messo in evidenza questa affermazione che condivido anche io nella mia vita e nella pratica clinica:

“Non parlare negativamente di te stesso, nemmeno per scherzo.

Il tuo corpo non conosce la differenza.

Cambia il modo in cui parli e cambierai la tua vita.

Quello che tu non cambi, è una tua scelta.”

Questa citazione è di Bruce Lee famoso per le arti marziali, ma di fatto un vero filosofo. Con questa frase ci esorta a comprendere il grande potere delle parole nella nostra vita e sottolinea l’importanza di non parlare mai male di se stessi.

Se fino ad ora non ti sei mai soffermato a pensare a quanto le parole influenzano la tua vita questo è il momento di farlo.
Il modo in cui percepisci te stesso ha un impatto diretto sui tuoi pensieri, azioni e quindi sui risultati che ottieni.

Come le affermazioni positive, se usate in modo efficace, hanno l’incredibile capacità di aumentare la tua fiducia e la considerazione che hai di te stesso, il parlare male di te, anche solo per scherzo, può ostacolare i tuoi successi.

Pensa a quanta energia avresti a disposizione se iniziassi la giornata con fiducia e convinzione rispetto alle tue capacità. Quanto sarebbe più semplice affrontare i problemi ed accogliere nuove opportunità senza il peso del dubbio e della negatività.
Parlarti in modo positivo ha questo incredibile effetto. Parlare a se stesso usando affermazioni positive permette di modellare la realtà migliorando soddisfazione e realizzazione personale. Per fare questo è importante sbloccare il proprio potenziale usando il potere delle parole positive a scapito di quelle negative.

E’ importante comprendere come le parole con cui ti parli hanno l’immenso potere di rimodellare e tuoi pensieri e quindi le tue azioni e di conseguenza i tuoi risultati.

Le affermazioni positive possono davvero allineare i tuoi pensieri e portarli a realizzare sogni e obiettivi.

La PNL a questo riguardo è un valido aiuto perché permette una sorta di riprogrammazione del proprio inconscio, a far sviluppare una mentalità in divenire utile per la realizzazione dei propri obiettivi e bloccare tutte quelle convinzioni limitanti o auto sabotanti che impediscono di intraprendere qualsiasi cammino. Imparare a parlare in modo positivo a se stessi crea una base solida per la crescita personale e professionale se vuoi evitare di remarti contro è importante da subito iniziare un dialogo interiore onesto e senza pregiudizi aprendo i propri orizzonti con …positività.

Sofferenza: parliamone!

Tutti gli uomini soffrono. Si soffriva nel passato e si soffrirà nel futuro. Soffrono i ricchi ed i poveri. La sofferenza accumuna tutti e non fa sconti a nessuno. In Occidente abbiamo un modo molto particolare di affrontare la sofferenza: tendiamo a chiuderci. Tendiamo ad identificarci con la sofferenza:  “Io soffro, io soffro molto, ho avuto tante sofferenze nella mia vita” sono alcune delle frasi che si ripetono nella testa. Si inizia a pensare alla propria vita fino alla propria infanzia in cui l’identificazione con la sofferenza prende una posizione predominante: “perché proprio a me, perché devo soffrire? Invecchiare? Morire?”

Lasciarsi andare a questi pensieri porta a seri problemi di personalità!

La sofferenza va lasciata andare e non trattenuta. Dobbiamo esserne coscienti, vedendo la sofferenza e non identificandosi con la sofferenza. C’è un problema, bisogna riconoscerlo, ma senza identificarsi altrimenti tutto diventa confuso. Bisogna distinguere tra: i miei problemi /sofferenza ed i miei pensieri sulla mia sofferenza   altrimenti tutto nello stesso calderone porta ad ulteriori pensieri deleteri con critica e giudizio.

Quando siamo colpiti dalla sofferenza il primo istinto è che vogliamo eliminarla. Arriva il problema e ce ne dobbiamo sbarazzare più in fretta possibile. Vogliamo essere contornati solo da cose belle e neghiamo a noi stessi che esiste la sofferenza, la noia, la vecchiaia. Viviamo continuamente negando queste realtà e quando accadono fatti che ce le fanno incontrare non siamo pronti.

Bisogna imparare a guardare la sofferenza ad accettarla: con-prendere. Spesso tendiamo a dare la colpa ad altri della nostra sofferenza. E’ possibile che oggi come in passato qualcuno ci abbia arrecato danno e dolore, ma il pensiero che sta dietro spesso non è la sofferenza, ma l’odio o la rabbia. In una giornata sono mille le cose che ci danno “urto” . Cose assolutamente innocue del genere: come parla una persona, come cammina o come ci guarda. Quella persona di fatto non ci ha fatto alcun male, eppure ci stiamo soffrendo.

Questo è un esempio in cui la sofferenza per un pensiero o un’azione deve essere distinta! A volte soffriamo per cose che sono solo nella nostra testa e quella persona che parlava, guardava  o camminava magari non ci ha neanche visto.

E’ importate riflettere sulle cose che suscitano in noi indignazione o rabbia e chiedersi: ma c’è davvero qualcosa di sbagliato? Molte volte siamo noi stessi causa della nostra sofferenza perché non distinguiamo gli stati interni dalla reale situazione esterna. Riusciamo a creare processi così complicati e tornate lì con i pensieri e a specularci sopra fino a farli diventare insopportabili. Si rimuginano pensieri ed azioni correlate e si giudicano. Questo modo di fare riporta sempre alla sofferenza da cui noi stessi non ci permettiamo di uscirne. Nella cultura occidentale abbiamo da una parte la cultura del piacere che porta ad una ricerca del piacere fine a se stesso e a negare le sofferenze e da un’altra parte la cultura religiosa che dice che per raggiungere qualsiasi soddisfazione dobbiamo fare sacrifici e soffrire!

Come uscire da questo loop? Dobbiamo riuscire ad essere consapevoli delle varie situazioni della vita nella loro interezza e nei loro opposti : eccitazione e noia, vita e morte, piacere e dolore, speranza e disperazione…

Dovremmo apprezzare e gioire alla vita con le sue innumerevoli sorprese con la stessa intensità in cui soffriamo in caso di malattia solo così c’è un equilibrio. Invece diamo per scontate le cose di tutti i giorni e ci disperiamo quando queste non ci sono; in questo non c’’è equilibrio, ma profonda tristezza e sensazione di vuoto. Spesso ci complichiamo la vita con pensieri altamente critici verso noi stessi e le nostre incapacità. Diamo precedenza ai dovrei ed ai non dovrei, ma non ci ascoltiamo mai veramente per capire di cosa abbiamo davvero bisogno per essere felici. A volte ci diamo rispose semplicistiche o diamo colpa agli altri per nostre scelte ed anche questo ci riempie di rabbia e sofferenza. Mantenendo vecchi schemi mentali si rimane risucchiati in un vortice inutilmente doloroso che non ci fa né gioire né vedere le cose positive che ci accadono.

Alcune cose accadono, perchè accadono ed i pensieri non possono diventare ossessioni perché questi ci impediscono poi di lasciare andare.

Migliora la tua autostima in 7 giorni

Abbiamo affrontato questo tema sotto molti punti di vista. Pensiamo sempre all’autostima come qualcosa di definitivo, ma in realtà cambia molto nel corso della nostra vita. Tema sempre molto sentito è una componente fondamentale del benessere psicologico e del successo personale.

Invece di affrontarlo dal punto di vista teorico proviamo ad affrontarlo in modo pratico!

Vi propongo una serie di esercizi che potete provare a partire dal primo giorno della settimana!

Il lunedì, come l’inizio di un mese o dell’anno, è visto in modo scaramantico da molti di noi per cui sembra il momento migliore per cominciare qualcosa di nuovo. Si lascia il vecchio e si ricomincia pieni di entusiasmo e di aspettative.

Siete pronti a provate a migliorare la vostra autostima con semplici esercizi? Affrontate un punto alla volta senza fretta. Comprate un quadernino ed annotate le vostre risposte giorno per giorno e rivedetele nel corso della settimana e poi del mese. L’obiettivo è quello di lavorare sui vostri punti di forza senza lasciarvi andare ad espressioni quali : “non sono capace, non ce la farò mai, tanto non valgo nulla…”

Qui si lavora per migliorare non per fare del vittimismo ok? Non siate prevenuti nei vostri confronti, lasciate andare le credenze su di voi e le vostre capacità ed affrontate la sfida con un po’ di grinta un punto alla volta! Vedrete che sarà più semplice di quello che pensate.


lunedì “Fai una lista dei tuoi successi passati”

Prenditi del tempo per riflettere sui tuoi successi passati, grandi o piccoli che siano. Scrivi una lista di questi successi e ricorda come ti sei sentito quando li hai raggiunti.


martedì “Identifica i tuoi punti di forza”

Fai una lista dei tuoi punti di forza e delle tue qualità positive. Concentrati su ciò che sai fare bene e su ciò che gli altri ti hanno detto di apprezzare in te.

mercoledì “Impara a gestire le critiche”

Impara a gestire le critiche in modo costruttivo e a non prendertela troppo a cuore. Cerca di capire se c’è qualcosa di vero in ciò che ti viene detto e, se sì, cerca di migliorare su quello specifico punto. E’ importante anche valutare da dove provengono le critiche! Se è una persona che non stimi lascia correre! Se non la stimi non vale la pena starci male. Non usare due pesi e due misure quando fai le tue valutazioni.


giovedì “Cerca di fare almeno una cosa positiva per te stesso ogni giorno”

Fai qualcosa che ti piace ogni giorno, anche se è solo per pochi minuti. Potrebbe essere leggere un libro, fare una passeggiata o guardare un film. Su questo punto potete davvero sbizzarrirvi!


venerdì “Sperimenta cose nuove”

Sperimenta cose nuove e mettiti alla prova. Ciò ti aiuterà a scoprire nuovi talenti e a sentirti più sicuro di te stesso. Può bastare cambiare strada rispetto al percorso che fai abitualmente per andare al lavoro o quando ti rechi da un amico o a fare una passeggiata. Ciò ti permetterà di aprire i tuoi orizzonti.


sabato “Ascolta la tua voce interiore”

Cerca di prestare attenzione alla tua voce interiore e di sostituire i pensieri negativi con pensieri positivi. Ad esempio, invece di pensare “non sono abbastanza bravo per questo lavoro”, pensa “posso fare del mio meglio e imparare dalle mie esperienze”.


domenica “Cerca il supporto degli amici e della famiglia”

Sono certa che anche tu spesso ti chiudi o ti lamenti perché le persone non “ti capiscono” o non “ti aiutano”. Cerca il supporto degli amici e della famiglia e parla con loro dei tuoi sentimenti. Non ammorbarli con le tue insicurezze, ma chiedi un supporto attivo ad esempio facendoti notare quando stai facendo un buon lavoro o quando notano un cambiamento positivo in te.

Molti a questo punto diranno che la loro famiglia non li appoggia o che sono proprio la causa della percezione di una pessima autostima. Sicuramente avrete un amico o una coppia di amici abbastanza obiettivi chiedete aiuto a loro, ma solo se li sentite sinceri ed onesti. Quello che le persone vicine pensano di noi è importante, ma vi chiedo di fare uno sforzo ed avere una vostra visione personale il più possibile obiettiva. Per migliorare dove c’è da migliorare o non arrendersi o piangersi addosso!

Questi esercizi possono aiutare a migliorare la propria autostima, ma è importante essere costanti e pazienti, in quanto i risultati non si vedono necessariamente immediatamente. Tieni nota dei tuoi progressi e vedrai che passo dopo passo ti sentirai molto più sicuro e ti vedrai in modo diverso!

Finalmente mi vedo

Le parole che seguono sono di C.

Il percorso intrapreso con me le sta facendo vedere la vita in modo diverso a cominciare dal rapporto con il proprio corpo e vuole condivide la sua esperienza con tutte le persone che sono in difficoltà a seguire una dieta, che odiano il momento di vestirsi o quello di passare davanti ad uno specchio. Non è facile, ma… ne vale la pena!

Una voce dentro dettata dal coraggio e dalla curiosità mi accompagna verso uno specchio più grande in casa mia. Il coraggio mi sussurra che posso farcela, che la mia perdita di peso, la mia ri-educazione alimentare, le mie glicemie stabili e la mia nuova immagine hanno fatto germogliare una bellezza in me che non conoscevo. La curiosità mi suggerisce i punti e le linee da osservare della mia fisicità, da quelle più apprezzate alle più temute: la geometria del mio corpo ha delle nuove formule.

Così mi vedo.

Il tragitto dei miei occhi su di me è ora una passeggiata piacevole. Guardo i lievi segni dei muscoli sull’addome, le spalle si sono fatte più piccole e con loro le braccia e le gambe. Le linee del mio corpo disegnano una figura che mi piace per il suo essere pù esile, minuta, fresca. Le mani sui fianchi accompagnano il sentiero delle ciglia e parlano laddove la bocca tocca delle parole gentili. Mi accarezzo le gambe per chiedere loro scusa per tutta la pesantezza e i gonfiori causati dalle mie abitudini sbagliate e per averle sempre disprezzate e coperte. Le mani sfiorano anche la pancia per scusarsi di tutti i miei giudizi amari, sempre coperta dalle maglie troppo morbide e sofferta nei pantaloni e gonne sbagliati.

Allora mi vedo.

Sono ferma nel mio riflesso. Ci sono dei movimenti che tendevo a fare in questi momenti che ora non si ripetono pù: ritirare in dentro la pancia per rimpicciolire il suo volume, stendere le gambe per vederle più minute, sollevare i gomiti per vedere le braccia più toniche. Questi movimenti non sono più necessari, ora. Li porto nel cassetto più buio della mia memoria assieme a tutte le sensazioni orribili sulla mia immagine che mi hanno resa insicura e arresa all’idea di dover abitare dove non si vuole.

Poi mi volto e gli occhi continuano a cercare le parti del mio corpo che più tendevo a giudicare. Prima i fianchi, poi il resto delle gambe. Le dita prendono ancora i segni in più dei fianchi che non sono stati ancora smaltiti come vorrei ma il loro tocco è di speranza e di affetto, non più disprezzo. Le strade dei miei capillari sulle gambe sono fiumi limpidi di soddisfazione e tenacia.

Sorrido di lato, sorrido verso lo specchio, faccio varie smorfie e canto.

Ballo un pò timidamente, un pò pazza, un pò cauta.

C’è ancora della strada da fare per amarmi ma la sto percorrendo già da un pò e me ne sono innamorata, con tutte le sue alture e frane, sentieri e paesaggi.

Sorrido ancora con gli occhi,ancora canto.

Finalmente mi vedo.

Storia con morale: sei lago o bicchiere?

Si narra che un giorno un vecchio maestro fosse stanco delle continue lamentele del suo allievo, perciò un mattino lo spedì a prendere un po’ di sale.
Quando l’allievo tornò, il maestro lo pregò di mescolarne una manciata in un bicchiere d’acqua e di berla.
“Com’è?”, domandò il maestro.
“Salata!”, rispose l’allievo, facendo una smorfia.
Il maestro rise e invitò il ragazzo a mescolare la stessa manciata di sale nel vicino lago.


I due si recarono in silenzio fino alla riva e dopo che l’allievo ebbe versato la manciata nell’acqua, il maestro disse: “Adesso bevi dal lago”.
L’allievo obbedì e di nuovo il maestro domandò: “Com’è?”.
“Fresca”, rispose l’allievo.
“Hai sentito il sapore del sale?”, domandò il maestro.
“No”, rispose il giovane.

Quando i due si sedettero insieme, il maestro disse all’allievo: “L’amarezza della vita è, né più e né meno, come il sale puro. La quantità di amarezza nella vita rimane esattamente la stessa. Tuttavia la quantità di amarezza che avvertiamo dipende dal contesto in cui la proviamo. Se avverti amarezza, dunque, l’unica cosa che puoi fare è ampliare il senso delle cose. Smetti di essere un bicchiere. Sii un lago”. 

Fonte WEB