Binge eating: esci dalla gabbia

Quando soffri di abbuffate il cibo è il tuo pensiero fisso. Non ti godi più nulla talmente sei ossessionata dalle calorie, dagli sgarri e dalle conseguenti restrizioni.

Non potrai mai risolvere il problema se ti concentri solo sul cibo. Ci hai già provato ed hai visto che non funziona. Il problema deve essere affrontato dall’interno e non al di fuori di te.

Abbuffate e restrizioni rappresentano una specie di gabbia dalla quale dvi uscire. Per farlo il cammino deve essere intrapreso un passo alla volta con fiducia e scoprendo se stessi fino ad avere il coraggio per passare all’azione.

Rispondi onestamente alle domande che seguiranno per entrare in contatto con te stesso. Ti consiglio di comprare un quaderno dove annotare il tuo impegno e verificare i progressi. Inizia subito! Se hai letto fino a qui immagino tu sia abbastanza intenzionato ad intraprendere la strada alla scoperta di te stesso e ti auguro con tutto il cuore di raggiungere il “lieto fine”.

Cominciamo?

  • Guarda in faccia l’abbuffata

Da cosa è scaturita?

Hai vissuto un’emozione intensa?

Ti sei sentito svalutato/giudicato?

Hai trasgredito ad una regola che ti eri imposto?

Descrivi il motivo scatenante l’abbuffata e le emozioni vissute con onestà

  • Quali cibi hai scelto?

Cerchi cibi in particolare?

La scelta è casuale?

Vai al supermercato con l’intento di acquistare “schifezze” per la tua abbuffata?

Descrivi cosa e come mangi

  • Come hai vissuto l’abbuffata?

Quali emozioni seguono o accompagnano l’abbuffata?

Provi senso di colpa? Vergogna? Fallimento?

Cerca di vivere l’episodio come un’esperienza per conoscerti un po’ di più e chiediti: cosa posso fare la prossima volta affinchè non accada?

Per invogliarti al cambiamento e guidarti “fuori dalla gabbia” ti invito a farti ancora qualche domanda.

  • Come sarebbe la tua vita senza la mia ossessione per il cibo?

Quanto incidono le abbuffate/restrizioni nel tuo quotidiano?

Nelle uscite con gli amici?

Nel rapporto di coppia?

Nel fare la spesa?

Le restrizioni che seguono le abbuffate sono limitanti. Assegna un punteggio da 1 a 10 per ogni aspetto della vita che hai elencato.

  • Quali sono le regole che ti sei imposto?

Quali sono i cibi di cui ti privi?

Hai giorni od orari in particolare per le abbuffate?

Come le regole che ti sei imposto vincolano le tue scelte.

Quale significato hanno queste regole autoimposte?

Ricorda che la dieta perfetta non esiste. Esiste solo un’alimentazione equilibrata specifica per ogniuno di noi in base al lavoro, al sesso ed all’età. La parola chiave è equilibrio.

Immagina una linea retta che vede al centro l’equilibrio ed ai due estremi le abbuffate e le restrizioni. Chiediti in quale punto della retta ti trovi adesso e cosa puoi fare per raggiungere il centro ovvero il punto di equilibrio.

Il percorso potrebbe essere accidentato, ma incamminarsi verso l’equilibrio ha in sé già un input positivo rispetto ad un atteggiamento passivo in cui ci si sente letteralmente prigionieri del cibo. Scegli di scegliere.

 Scegli te.

Il mio ultimo libro al Premio Angelo Zanibelli

Carissimi,

condivido integralmente la mail ricevuta qualche giorno fa dal mio editore Campi di Carta nella persona di Marcello Rodi che a sua volta l’aveva ricevuta dalla segreteria di un importante Premio e che ora condivido con voi:

Spettabile Associazione Culturale Campi di Carta ,  

giunge alla dodicesima edizione il Premio Letterario “Angelo Zanibelli – La parola che cura” dedicato alle opere di narrativa e saggistica italiane che hanno ad oggetto la salute e tematiche medico-sanitarie

Anche in questa edizionela giuria sarà presieduta da Gianni Letta e vede presenti nomi molto qualificati della società civile e del giornalismo italiano come Candida Morvillo, Maria Latella, Walter Ricciardi, Paola Binetti, Giovanni Malagò ecc. 

Come sempre la partecipazione al Premio è gratuita e possono concorrere opere dinarrativa, saggistica e illustrati, pubblicate nel corso dell’anno 2023.

Da una ricognizione effettuata abbiamo verificato che nel 2023 avete pubblicato l’opera Dimagrire: una scelta consapevole 2. Il nuovo metodo integrato della Dott.ssa Scanu   di Emanuela Scanu che possiede i requisiti per essere iscritta al Premio e avremmo piacere di averla in gara….

Vi terrò aggiornati sugli sviluppi di questa avventura che credo si concluderà in autunno. Intanto fate il tifo per me?

Nutrire l’anima: come il cibo influisce sulle emozioni

Il legame tra cibo ed emozioni è profondo e complesso. Mentre molte persone considerano il cibo principalmente come una fonte di energia fisica, la sua influenza si estende ben oltre il corpo, arrivando a toccare anche la sfera emotiva e mentale.

Nutrire il corpo, nutrire l’anima

Quando parliamo di cibo, spesso pensiamo solo al suo valore nutrizionale. Tuttavia, il cibo ha un impatto molto più ampio sul nostro benessere complessivo. Oltre a fornire sostentamento fisico, il cibo può anche influenzare il nostro umore, i nostri livelli di energia e persino il nostro stato emotivo.

Gli alimenti e le emozioni

Ci sono alcuni alimenti che sono noti per il loro effetto sulle emozioni. Ad esempio, il cioccolato è spesso associato alla felicità e al piacere, grazie alla sua capacità di innalzare i livelli di serotonina nel cervello, il neurotrasmettitore legato al buonumore. Allo stesso modo, cibi ricchi di zuccheri e carboidrati semplici possono dare una sensazione immediata di comfort e soddisfazione, anche se temporanea.

Il legame tra cibo e stress

Il cibo può anche influenzare la nostra risposta allo stress. Molte persone ricorrono al cibo per trovare conforto durante periodi di stress o ansia, creando così una connessione tra cibo e stato emotivo. Tuttavia, questo tipo di alimentazione emotiva può portare a un circolo vizioso, in cui l’eccesso di cibo spesso porta a sensi di colpa e rimorso, peggiorando ulteriormente lo stato emotivo.

L’importanza di un’alimentazione equilibrata

Per mantenere un equilibrio emotivo sano, è importante adottare un’alimentazione equilibrata che fornisca al corpo i nutrienti di cui ha bisogno senza compromettere il benessere emotivo. Questo significa fare scelte alimentari consapevoli, privilegiando cibi integrali, frutta, verdura e proteine magre, mentre si limitano gli alimenti processati e ricchi di zuccheri aggiunti.

Il rituale del pasto

Inoltre, il modo in cui consumiamo il cibo può avere un impatto sulle nostre emozioni. Condividere un pasto con amici o familiari può essere un’esperienza gratificante e nutriente dal punto di vista emotivo, creando un senso di connessione e appartenenza. Anche prendersi del tempo per preparare un pasto con cura e consapevolezza può essere un atto di auto-cura e gratitudine.

Quindi il cibo ha un impatto significativo sulle nostre emozioni e sul nostro benessere emotivo. Scegliere alimenti nutrienti e adottare pratiche alimentari consapevoli può aiutare a promuovere un equilibrio emotivo sano e nutrire non solo il corpo, ma anche l’anima.

Non soffocate il dolore

La società giudica una persona sofferente come debole, incapace di rialzarsi. Spesso chi sputa queste sentenze sta anch’egli soffrendo ma, semplicemente, non vuole farlo vedere. Giudicare il dolore altrui ci fa sentire forti, superiori. Ma non lo siamo.

Non nascondete la sofferenza, non vergognatevene. Non siete deboli, al contrario, siete più forti di quelli che vi danno dei falliti. Smettete di ignorare ciò che reclama la vostra attenzione: so che è più facile distrarsi, guardare dall’altra parte, ma bisogna smettere di soffocare il dolore e affrontarlo alla radice.

Altrimenti ci sentiremo sempre incompleti, smaniosi di acquisire nuovi beni e successi che ci aiutino ad attenuare il dolore. Ma finché non cambieremo mentalità, non smetteremo mai di soffrire. La nostra natura non ci impone di essere completi, ma di prendere decisioni, entrare in connessione con la nostra forza emozionale e godere del presente.

DA NON DIMENTICARE…

* Non fuggite dalle avversità.

* Non isolatevi.

* Non rassegnatevi all’impotenza.

* L’avversità presuppone un cambiamento.

* Pensate di avere di fronte una sfida.

Concentrate l’attenzione sul lungo periodo.

Indirizzate l’energia sul breve periodo.

Cambiate ciò che si può, accettate il resto.

Analizzate il vostro dialogo interiore.

Trasmettete serenità a chi vi circonda.

Prendete personalmente le vostre decisioni.

Coltivate l’ottimismo.

Considerate l’avversità come un’opportunità per cambiare la stra vita.

Trovate una valvola di sfogo per le vostre emozioni.

Non correte rischi inutili.

Tratto dal libro Kintsukuroi di Tomas Navarro. Ve ne ho parlato su questo blog!

Kintsukuroi: l’arte giapponese di curare le ferite dell’anima

Kintsukuroi più conosciuta come Kintugi è un’antica arte giapponese che serve per riparare con l’oro le fratture di un oggetto. Lo psicologo spagnolo Tomas Navarro, fondatore del centro per il benessere emotivo, nel suo avvincente libro racconta di come questa arte possa essere utilizzata per curare le ferite dell’anima. Una lettura impegnata, ma coinvolgente in cui si troverà un qualche esempio che può colpire la nostra anima. Tra le pagine possiamo conoscere il dolore attraverso le sue manifestazioni, ma anche i modi per integrarlo nel nostro quotidiano. Si può scoprire l’origine della sofferenza ed i motivi per cui si soffre: avversità, frustrazione, delusione sono solo alcuni di questi. Con il dott. Navarro possiamo addentrarci anche sulle difficoltà e limiti di un cambiamento, ma anche comprendere i danni del pregiudizio e delle proiezioni. Possiamo ricorrere a tante strategie alcun più o meno valide per fuggire al dolore e alla sofferenza, ma possiamo imparare ad utilizzare in modo positivo e riconoscere la nostra forza emozionale.

 Alla fine della prima parte più descrittiva/teorica del libro l’autore ricorda che:

Vivere comporta la possibilità di soffrire, ma il nostro corpo lo ha previsto ed è preparato a sanare le ferite fisiche ed emozionali.

Dobbiamo imparare ad essere più forti della vita e capaci di riparare ciò che è rotto.

Non bisogna rimanere ancorati al dolore….

Nella seconda parte si fa il lavoro vero e proprio ed il primo capitolo inizia proprio con queste parole: Dovete recuperare il controllo della vostra vita, delle emozioni e di voi stessi, è la base per riacquistare sicurezza nelle vostre possibilità…

Un inizio molto propositivo in cui passo dopo passo dalla teoria si arriva  alla pratica per sperimentare alcuni passaggi fondamentali per “ricomporre la propria vita”

La vita non si sistemerà mai da sola. Non aspettare che succeda qualcosa. Non basta volerlo bisogna passare all’azione ricorda l’autore esortando di evitare di “toccare il fondo” dal quale poi è più difficile tornare a galla. Tra gli insegnamenti un modo diverso di pensare ed affrontare il dolore, i modi per imparare dal passato e naturalmente la cosa più importante di tutte: imparare a volersi bene!

C’è anche una terza parte, ma non voglio spoilerare altro!

Kintsukuroi di Tomas Navarro Giunti editore

All’azione con la filosofia Mottainai

Vi invito a unirvi alla «filosofia» mottainai! È un concetto giapponese che si riferisce alla pena e alla tristezza che proviamo quando perdiamo una risorsa (materiale o meno) di grande valore, come un insegnamento, il tempo, un’esperienza, un sogno, un’emozione, un’idea o anche un pensiero. D’altro canto, ha anche un’accezione positiva, poiché indica il desiderio di godere, di vivere una seconda vita e di non disperdere ciò che è prezioso. Forse si tratta solo di una mia interpretazione, ma mi sembra un insegnamento di fondamentale importanza. Quando vi accorgete che state perdendo qualcosa, potete cercare di trattenerlo o, almeno, trattenere una traccia di ciò che se ne va sotto forma di preziosissima esperienza.

Ora sapete cosa significa il termine «mottainai», ma sarà l’applicazione di questa conoscenza ad aiutarvi. Spesso accumuliamo dati, leggiamo e ci documentiamo, ma non passiamo all’azione, come se avere una nuova opportunità quasi ci spaventasse. Quanto ci sbagliamo!

Avete tutto il diritto a ricominciare, e stavolta non partirete da zero, ma dalla saggezza accumulata con l’ esperienza. La vita è una successione di cadute e di ritorni in pista. Non importa quante volte cadrete, perché vi rialzerete ogni volta…

Tratto dal libro Kintsukuroi di cui vi parlerò il prossimo venerdì: rimanete sintonizzati!

Mottainai ed il pianeta….

“Mottainai” è una parola giapponese che esprime un sentimento di rammarico o pentimento per lo spreco. È usata per trasmettere l’idea che qualcosa sia troppo prezioso per essere sprecato. La filosofia dietro al termine Mottainai enfatizza l’importanza di utilizzare le risorse in modo efficiente e sostenibile, evitando lo spreco e valorizzando ciò che già abbiamo.

Questa filosofia è radicata nella cultura giapponese e ha implicazioni non solo ambientali, ma anche sociali ed economiche. Promuove l’idea di rispetto per le risorse naturali, incoraggia il riutilizzo e il riciclo e sottolinea l’importanza di prendersi cura dell’ambiente per le generazioni future.

Nel mondo contemporaneo, dove il consumo e lo spreco eccessivi sono problemi globali, la filosofia Mottainai offre una prospettiva preziosa su come possiamo vivere in modo più sostenibile e consapevole.

I quattro pensieri che non ti fanno perdere peso

Vi svelo ciò che ho scoperto nella mia pratica clinica: i pensieri più comuni che non fanno perdere peso. Malgrado le numerose differenze individuali quali sesso, età, cultura si ripresentano sempre i soliti pensieri. Vediamoli insieme per riconoscerli e modificarli.

Tanto ormai

Il tuo pensiero: Hai sgarrato tutto il pomeriggio e la sera invece di fare attenzione a quello che mangi ti dici che tanto vale continuare a mangiare. Il danno è fatto. La  dieta si ricomincia domani.

Lo so ti sei riconosciuto in quelle parole ed in quelle azioni. Deleterie. Continuando a mangiare oltre il limite non solo si ingrassa, ma si innescano sensi di colpa pericolosi per l’autostima.  Tipico del pensiero del tutto o nulla. O si fa la dieta perfetta o si sgarra, non c’è un equilibrio.

Il mio consiglio: mangia in modo regolare e non seguire diete troppo rigide. Se capita uno sgarro invece di continuare a mangiare regolati con il pasto seguente in modo da arginare gli eccessi. Sarai più soddisfatto di te malgrado l’errore.

Quando finisco la dieta

Il tuo pensiero: Vai dalla nutrizionista e chiedi la dieta più restrittiva perché vuoi perdere peso in breve tempo. La segui alla lettera e poi raggiunto il peso in breve lo riacquisti. Succede perché non hai imparato a mangiare in modo corretto per te e non hai acquisito le abitudini giuste per cui terminata la dieta la tua modalità di approccio al cibo ritornerà come prima della dieta. Consideri la dieta come un periodo ristretto della tua vita. E’ come se trattenessi il fiato fino a quando l’ago della bilancia si sposta e poi…tana libera tutti!

Il mio consiglio: Pensa alla dieta come un processo per imparare a prenderti cura di te attraverso il cibo. Non pensare alla restrizione, ma ai benefici di cui usufruirai nel tempo. Devi passare dall’idea limitante di una dieta a quella più ampia di intraprendere un cammino per un corretto stile di vita. Il solo che ti garantisce salute, soddisfazione e peso corretto.

Procrastinare

Il tuo pensiero: Comincio lunedì. Aspetto la fine delle vacanze. Ma la prossima settimana c’è quella cena…riconosci qualcuna di queste frasi? Non sei l’unico a procrastinare l’inizio di una dieta. A furia di rimandare passano i mesi e aumentano i kg.

Il mio consiglio: quando hai deciso hai deciso. Non importa che sia lunedì, Natale o il fine settimana. La verità è sempre nel mezzo per cui il momento giusto per rimetterti in forma è adesso!

Evitamento

Il tuo pensiero: che sia lo specchio, la bilancia o le uscite quando hai quei kg di troppo che rendono difficile chiudere la zip e mettono in evidenza i rotolini o la pancia l’evitamento è la strategia più diffusa. Peccato che sia un po’ quello che fanno gli struzzi mettendo la testa sotto la sabbia!

Il mio consiglio: Se non vuoi pensarti uno struzzo affronta la bilancia e lo specchio sii consapevole e prendi in mano la tua vita senza se e senza ma!

Il Benessere in Primavera: come rivitalizzare Mente e Corpo con il cambio di stagione

La primavera porta con sé una sensazione di rinascita e rinnovamento. Con l’allungarsi delle giornate e l’abbassarsi delle temperature, molte persone trovano nuova energia e vitalità. Tuttavia, il passaggio dalla stagione fredda all’arrivo della primavera può essere un momento delicato per il benessere mentale e fisico. In cinque punti chiave esploreremo come approcciare la primavera con il giusto atteggiamento per massimizzare il benessere.

1. Connettiti con la natura: La primavera è il momento ideale per trascorrere del tempo all’aperto e riconnettersi con la natura. Fare passeggiate nei parchi, fare giardinaggio o semplicemente sedersi all’ombra di un albero possono avere effetti benefici sulla salute mentale. La luce solare e l’aria fresca possono aiutare a ridurre lo stress e migliorare l’umore.

2. Alimentazione fresca e leggera: Con l’arrivo della primavera, è il momento ideale per fare una pulizia nella dieta e introdurre cibi freschi e leggeri. Frutta e verdura di stagione, ricche di antiossidanti e vitamine, possono aiutare a rivitalizzare il corpo dopo i mesi invernali. Ridurre il consumo di cibi processati e zuccherati può favorire anche la perdita di peso e migliorare l’energia.

3. Attività fisica all’aria aperta: La primavera offre condizioni ottimali per praticare attività fisica all’aperto. Fare jogging, andare in bicicletta o partecipare a lezioni di yoga all’aperto possono essere modi eccellenti per migliorare la forma fisica e godersi il bel tempo. L’esercizio fisico non solo migliora la salute fisica, ma può anche ridurre lo stress e migliorare l’umore.

4. Pratica della mindfulness: La primavera può essere un momento frenetico, con molte persone impegnate nel lavoro e nelle attività all’aperto. Tuttavia, è importante trovare anche momenti di calma e riflessione. La pratica della mindfulness, come la meditazione o la respirazione consapevole, può aiutare a ridurre lo stress e favorire una maggiore consapevolezza del momento presente.

5. Dormire bene: Con l’allungarsi delle giornate, può essere facile trascurare il sonno a favore di attività all’aperto e socializzazione. Tuttavia, il sonno è fondamentale per il benessere generale. Fare in modo di mantenere una routine regolare del sonno e creare un ambiente rilassante nella camera da letto può favorire un sonno riposante e rigenerante.

La primavera è un momento meraviglioso per rinvigorire mente e corpo. Approfittare delle belle giornate per connettersi con la natura, seguire una dieta sana, praticare attività fisica all’aperto, coltivare la mindfulness e garantire un sonno di qualità possono contribuire a massimizzare il benessere in questa stagione di rinascita. Con il giusto approccio, la primavera può diventare una stagione di crescita e trasformazione personale.

Adolescenti: comprenderli per guidarli

Da qualche mese presto la mia opera all’interno di un grande liceo. Dopo tanti anni sono tornata, con un progetto europeo di mentoring, all’interno della scuola. Il primo giorno sono tornata a casa distrutta. Malgrado i miei mille e mille argomenti attirare l’attenzione dei giovani era stata impresa ardua. Sono tornata il giorno dopo e quello dopo ancora. Anche da quelle classi in cui il mio lavoro sembrava non aver avuto alcun impatto sono venuti a chiedermi aiuto. Oggi mi salutano nei corridoi. Sono il loro consigliere non giudicante, la persona di fiducia, ma alla mano, che mette a proprio agio, ma che si rispetta.

Come nella famosa parabola ho lanciato tanti semini. Alcuni sono finiti nell’asfalto, ma molti altri sono nuove piantine. Mi piace pensarmi così: qualcuno che con fiducia è rimasto disponibile con correttezza ed in paziente attesa e inizio a vedere i primi risultati.

L’adolescenza è un periodo difficile, ci siamo passati tutti, bene o male, ma sembra che poi crescendo dimentichiamo quei momenti di vuoto, di solitudine, di inadeguatezza, di bisogno di libertà, ma anche di regole, di esempi e non solo di parole.

Credo che prima di poter guidare un giovane bisognerebbe far pace con la propria adolescenza e fare di quei ricordi un materiale prezioso. Cercherò di elencare alcuni dei punti difficili per gli adolescenti in modo che possiate comprenderli prima ancora di aiutarli.

In questo mondo sempre più veloce ad opera della tecnologia non dimentichiamo che a livello evolutivo siamo esattamente come 100 anni fa e quindi ricordare e comprendere le sfide psicologiche dell’adolescenza è fondamentale per aiutarli ad attraversare questo periodo delicato.

Non dimentichiamo che gli adolescenti sperimentano significativi cambiamenti fisici e ormonali, che possono influenzare il loro stato d’animo, il corpo e la percezione di sé stessi.

Durante l’adolescenza, si sviluppa e si forma l’identità personale. Gli adolescenti possono lottare per comprendere chi sono e quale sia il loro posto nel mondo, con conseguenti sfide legate all’autostima.

Il gruppo di pari diventa significativo,  e gli adolescenti possono affrontare difficoltà nel navigare le dinamiche sociali, sviluppare amicizie, e gestire le relazioni romantiche.

Non va meglio con la ricerca dell’Indipendenza.  Gli adolescenti iniziano a cercare autonomia e indipendenza, il che può portare a conflitti con i genitori mentre cercano di stabilire la propria identità e gestire responsabilità crescenti.

Il periodo adolescenziale è spesso caratterizzato da emozioni intense e fluttuanti. Gli adolescenti possono sperimentare ansia, depressione e confusione emotiva mentre cercano di capire il loro ruolo nel mondo. Viene riconosciuta una sorta di depressione dell’adolescente abbastanza nella norma e frequente.

Un nuovo problema da affrontare è quello che riguarda il rapporto con i social. Sebbene la maggior parte degli adolescenti sia un fruitore passivo (guardano la vita altrui, non si espongono, non pubblicano, né commentano) instaurano una sempre più crescente dipendenza dalla tecnologia. L’uso e abuso intensivo dei social media può influenzare la percezione del mondo degli adolescenti, contribuendo a problemi come la dipendenza, il cyberbullismo e la pressione sociale online. Io ho notato anche una cosa abbastanza inquietante non sanno riconoscere e denominare le proprie emozioni. Vivono le “emozioni” altrui nei social, ma non le riconoscono per loro stessi. Queste difficoltà non sono comprese all’interno della famiglia che tende a sminuire o svalorizzare alcune percezioni o sono causa di conflitto spesso acceso.

È importante notare che l’esperienza dell’adolescenza può variare notevolmente da persona a persona. Molti adolescenti affrontano queste sfide con successo, mentre altri possono richiedere un sostegno più specifico da parte dei genitori, degli educatori o di professionisti della salute mentale. Ascoltiamoli senza giudicarli se vogliamo essere di aiuto.

La dieta mediterranea e gli effetti sul sonno

Recentemente sono stata incuriosita da un articolo scientifico che prende in esame degli studi che mettono in correlazione cibo e qualità del sonno e sembra che il nostro modo di mangiare scorretto ed in eccesso lo possa influenzare. Lo condivido con voi.

La prevalenza dei disturbi del sonno, caratterizzati da problemi relativi alla qualità, ai tempi e alla durata del sonno, sta aumentando a livello globale. Tra i fattori di rischio modificabili, è stato suggerito che la qualità della dieta influenzi le caratteristiche del sonno. La dieta mediterranea è considerata un modello alimentare fondamentale in termini di qualità ed effetti sulla salute umana. Tuttavia, le abitudini alimentari caratterizzate da questo patrimonio culturale dovrebbero essere considerate anche nel contesto dei comportamenti generali dello stile di vita, comprese le abitudini del sonno. Questo studio mirava a rivedere sistematicamente la letteratura relativa all’adesione alla dieta mediterranea e alle caratteristiche del sonno negli studi osservazionali. La revisione sistematica comprende 23 studi nei quali viene descritta la relazione tra l’adesione alla dieta mediterranea e le diverse caratteristiche del sonno, tra cui la qualità del sonno, la durata del sonno, la sonnolenza diurna e i sintomi dell’insonnia. La maggior parte degli studi inclusi nella revisione sono stati condotti nel bacino del Mediterraneo e hanno riportato un’associazione significativa tra una maggiore aderenza alla dieta mediterranea e una minore probabilità di avere scarsa qualità del sonno, durata del sonno inadeguata, eccessiva sonnolenza diurna o sintomi di insonnia. È interessante notare che anche studi condotti al di fuori del bacino del Mediterraneo hanno mostrato una relazione tra l’adozione di una dieta di tipo mediterraneo e la qualità del sonno, suggerendo che potrebbero esistere meccanismi biologici a sostegno di tale associazione. In conclusione, le prove attuali suggeriscono una relazione tra l’adesione alla dieta mediterranea e la qualità complessiva del sonno e i diversi parametri del sonno. La plausibile associazione bidirezionale dovrebbe essere ulteriormente studiata per capire se la promozione di una dieta sana possa essere utilizzata come strumento per migliorare la qualità del sonno.

FONTE

Justyna GodosRaffaele FerriGiuseppe LanzaFilippo CaraciAngel Olider Rojas VistorteVanessa Yelamos TorresGiuseppe GrossoSabrina Castellano 

Mediterranean Diet and Sleep Features: A Systematic Review of Current Evidence” Nutrients. 2024;16(2):282.doi : 10.3390/nu16020282.