L’Arte di farsi rispettare (ovvero trattato sull’onore)

Per l’argomento del venerdì “Benessere e Libri” ho scelto un libricino edito da Adelphi del filosofo Arthur Schopenhauer. In 14 massime l’autore esprime la sua visione alla luce di pubblicazioni precedenti, norme cavalleresche, testi giuridici ed anche trattati dell’antica Grecia, sul rispetto ottenuto o dato ad una persona.

Nell’introduzione di Franco Volpi si specifica il perché questo testo sia ancora attuale e d’interesse:

“L’attrattiva del presente testo sull’onore risiede dunque nella prospettiva empirico-pragmatica da cui è affrontato il problema in esame, al quale – è lecito supporre – tutti dovrebbero essere interessati. L’onore, o la rispettabilità, è infatti un sentimento fondamentale che tocca ciò che ciascuno è, o appare, nella mente degli altri, e tutti presto o tardi…

L’onore è l’opinione che gli altri hanno di noi, cioè l’opinione generale di coloro che sanno d noi; più precisamente è l’opinione generale che coloro che ci conoscono hanno del nostro valore sotto un qualche aspetto che viene preso in seria considerazione, e che determina i diversi generi dell’onore. In questo senso si può definire l’onore come il rappresentante del nostro valore nei pensieri altrui….”

A prima vista ciò che determina l’opinione generale che gli altri hanno di noi, cioè l’onore, non è la nostra vera natura, ma quella apparente. In realtà onore e rispetto vanno a braccetto. Se una persona non si comporta “con rettitudine” non merita rispetto. Certo il concetto di rispetto ed onore variano molto da un contesto sociale all’altro, ma sicuramente abbiamo tutti molto chiaro in mente cosa intendiamo per una persona corretta o scorretta.

E qui veniamo al dunque della scelta di questo tema. Io osservo ogni giorno un crescente disinteresse verso il concetto di onore e rispetto. Viene sempre meno il rispetto di se stessi con modi di vita che mettono a repentaglio la salute fisica e psicologica e di conseguenza non si rispetta più l’altro nei suoi bisogni. Si vive in una modalità a senso unico dove vige solo l’Io. Una generazione di adulti egocentrici che non conoscono limiti e rispetto. Il limite che ognuno dovrebbe rispettare per le cose o gli altri è qualcosa che nessuno insegna più sembra obsoleto eppure è ciò che ha permesso alle società civili di evolvere. Il rispetto del lavoro altrui, il sacrificio di una madre, l’impegno ad arrivare puntuali al lavoro o presentarsi ad un appuntamento o avvertire per tempo se si è impossibilitati ad arrivare sono solo alcuni degli infiniti esempi che posso fare in materia. E’ molto triste constatare che quegli adulti egocentrici fermi all’età mentale dei 2 anni in cui tutto “è mio!” non sono in grado di dare i giusti spazi mentali neanche ai propri figli che a loro volta nella loro egocentricità non si rendono conto dei sacrifici necessari per lo studio, per un’attività fisica e nei rapporti. Tutto e subito e dovuto in cambio di nulla. Le parole onore o disonore al pari di diritto e dovere, di lecito ed illecito sono tutte in un calderone senza senso, per questo la nostra società sta subendo un enorme tracollo dal punto di vista umano. Pensiamo alle misure che le procure hanno dovuto mettere in atto negli ospedali a causa dei continui attacchi di pazienti e parenti al personale sanitario una cosa che solo due anni fa era impensabile. Anche qui gli esempi in materia potrebbero essere veramente tanti, ma il concetto è lo stesso non esiste onore e di conseguenza non esiste rispetto. Forse sarebbe il caso di ridare importanza a questi termini non solo nelle parole, ma nei fatti. La correttezza non si insegna a parole, ma con i fatti. E’ l’esempio dei padri e della società che plasma le giovani generazioni. Se ci sono regole che non vengono rispettate e se non c’è punizione (il limite legale!) per il non rispetto sarebbe come vivere con la legge della giungla dove regna il più forte o il più prepotente non il più capace o quello con più senno.

Lo vediamo anche nella politica dove governa chi ha processi legali in corso, chi non ha titoli di studio o non conosce le lingue a fronte della politica della prima repubblica (ma non è un problema solo italiano!) dove la percentuale dei laureati era il 90% contro il 30% di oggi e già questo ci dovrebbe far riflettere su chi deve prendere le decisioni al nostro posto. Cosa più importante i giovani ricevono un brutto esempio: a cosa serve studiare, impegnarsi o fare sacrifici? Posso anche io come loro. Veniamo anche al mondo dei social dove questi ipotetici influencer da milioni di follower fanno credere che per diventare famosi e “fare i soldi” basta fare due moine sul cellulare ed i giovani ci credono. E’ facile credere che sia possibile in un mondo virtuale, ma non è così nella realtà. Chi sa gestire i social in modo da farne un lavoro, non lo fa a tempo perso. Investe tempo e soldi in apparecchiature, sa gestire il suo tempo e programmare non sta a giocherellare sul cellulare a tempo perso, ma questo è un altro discorso che ne apre altri. Il concetto di rispetto per voi stessi è qualcosa di necessario ed urgente e non attenderei oltre per metterlo in pratica!

Non mettere “la perdita di peso” sulla lista dei buoni propositi 2024

Come per ogni fine anno ecco che siamo di fronte alla lista dei buoni propositi per quello che sta per avere inizio. Sono certa che anche tu, e come te molti altri, rimetterai le stesse cose dell’anno precedente, perché durante quest’anno non sei riuscito nell’intento. Le motivazioni possono essere molteplici, e credo che starai dando la colpa a questa o quella evenienza, ma forse qualche domanda sarebbe opportuno farsela. Tenevo davvero a quell’obiettivo? Cosa avrei dovuto fare e non ho fatto? Ho sottovalutato l’impegno necessario?

Sicuramente non è stata fatta una valutazione appropriata di come approcciarsi all’obiettivo, oppure come è molto probabile, hai rimesso in campo le stesse modalità utilizzate in altre situazioni. Se non hanno funzionato prima, non si può pretendere che funzionino poi!

Se anche questo 30 dicembre ti trovi sconfitta nella perdita di peso forse devi cambiare prospettiva, perché già da lì stai facendo un errore. Vediamone insieme alcuni confrontando il pensiero errato con il giusto atteggiamento.

Sbagliato  

Controllo continuamente il mio peso e le mie misure  

Aumento l’attività fisica per perdere peso    

Elimino tutte le schifezze da casa      



Da gennaio dieta restrittiva      



Non devo sgarrare        



Devo perdere peso
Giusto  

Impara ad ascoltare le tue emozioni, fidati del tuo sesto senso. Lascia stare la bilancia ascoltati.  


Va bene aumentare l’attività fisica, ma per il senso di benessere che ne deriva portando salute al corpo che funzionerà al meglio  

E’ una cosa pericolosa, perché il giorno che ne hai voglia e non ne hai mangerai di tutto per sopperire a quel desiderio! Impara ad avere un rapporto equilibrato con il cibo senza eccessi  

Atteggiamento che vi porterà a sforare in modo eccessivo in questi giorni di festa e produrrà sovraccarico a tutti gli organi. Imparate ad ascoltare i vostri bisogni.  

Impara ad ascoltare il tuo corpo e comprendere di cosa ha bisogno. Lavora sul significato dei sensi di colpa per te.  

A volte non sono i kg in eccesso quelli da cui dovete liberarvi, ma persone e relazioni tossiche quelle che dovete riconoscere e da cui dovete prendere le distanze

Credo che già da questi punti hai molte riflessioni da fare. Certamente da soli è molto difficile, perchè inevitabilmente si insinuano atteggiamenti antichi che vi faranno deragliare più volte. Imparare ad ascoltare il proprio corpo ed i propri bisogni prima di canoni estetici è il primo passaggio. La mindful aiuta molto imparando i giusti atteggiamenti relativi al qui ed ora ed alla pazienza. Se hai fallito varie volte chiedi aiuto. Ti darò gli strumenti giusti per approcciarti al tuo stile di vita in maniera soddisfacente imparando a lasciar andare tutte le zavorre che non ti permettono di progredire.

Dimagrire una scelta consapevole 2 presentazione a Roma nord

Sarà la Parafarmacia Farmacassia in Via della Giustiniana 1222b ad ospitare l’evento di domani 16 dicembre alle h.11.00 per la presentazione del libro “Dimagrire una scelta consapevole 2/ il NUOVO Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu”. Modera il dibattito la giornalista RAI Antonietta di Vizia. Presenti l’autrice Dott.ssa Emanuela Scanu e lo scrittore Marcello Loprencipe della Casa Editrice Campi di Carta.

Durante l’incontro ampio spazio agli interventi del pubblico per quel che riguarda la difficoltà del perdere peso e di seguire una dieta. Molti consigli pratici, la condivisione di testimonianza ed al termine un brindisi anche per i consueti saluti prima delle Festività Natalizie.

Vi aspettiamo numerosi domani! i partecipanti riceveranno un piccolo omaggio e sarà possibile acquistare una copia autografata e con dedica direttamente in loco. Gradita conferma di partecipazione.

Eleganza oltre la taglia

Siamo in prossimità delle Feste ed invece di darvi consigli sul cosa e come mangiare vorrei regalarvi qualche perla di saggezza per far sì che di fronte all’armadio non abbiate mancamenti e possiate sfruttare al meglio il vostro guardaroba anche se con qualche kg in più.

Quando si hanno kg in più è difficile vestirsi bene. Quando si hanno kg in più non si possono indossare certe cose. Quando si hanno kg in più sta male tutto.

Anche tu parli in questo modo? Anche tu credi a queste affermazioni? Allora che fai? Ti arrendi? Lasci stare? Ti lamenti tutto il giorno? Oppure ti dai una possibilità? Rimboccati le maniche e vai davanti al guardaroba: sono pronta a darti dei consigli perché essere in sovrappeso non deve necessariamente voler dire indossare tute, essere in soprappeso non significa trascurarsi. Prima di cominciare chiariamo qualche punto.

Valorizzare le donne in sovrappeso richiede sensibilità, rispetto e considerazione. Non dovresti giudicarti o etichettarti in base al tuo peso. Invece, cerca di promuovere l’autostima, l’accettazione e il benessere generale come sottolineato nei capitoli precedenti. Ecco alcuni consigli pratici per farlo:

  • Usa un linguaggio rispettoso e gentile quando ti rivolgi a te;
  • Non fare commenti critici o umilianti sul tuo peso o sul tuo aspetto fisico;
  • Valorizza le tue qualità personali, come l’intelligenza, l’umorismo, la gentilezza e la creatività, anziché concentrarti sul peso;
  • Promuovi la tua autostima complimentandoti con te stessa per i successi piccoli o grandi della giornata, non dare mai nulla per scontato;
  • Invece di concentrarti solo sul peso, incoraggia uno stile di vita attivo e salutare;
  • Lotta contro la discriminazione: sii un alleato nella lotta contro la discriminazione basata sul peso. Influenza positivamente la cultura e le norme sociali per promuovere l’accettazione e l’uguaglianza.
  • Sii un modello positivo: mostra attraverso il tuo comportamento che le persone dovrebbero essere giudicate per la loro personalità, le loro azioni e i loro valori, non per il loro aspetto fisico.

Ed ora cominciamo: fisico a mela, a pera, clessidra …. Quanto è difficile darsi una valutazione corretta? Come si capiscono le differenze? Le forme del corpo umano possono essere generalmente suddivise in quattro categorie principali: pera, mela, clessidra e rettangolo. Qui di seguito ti spiego come distinguerle.

Fisico a pera:

Caratteristiche: il fisico a pera è caratterizzato da spalle più strette rispetto all’anca. Le persone con questa forma del corpo tendono ad accumulare peso nella parte inferiore del corpo, inclusi fianchi, cosce e glutei.

Indizi per riconoscerlo: noterai che le spalle sono più strette rispetto all’anca, e potresti avere una vita definita. La parte superiore del corpo è generalmente più snella rispetto alla parte inferiore.

Fisico a mela:

Caratteristiche: il fisico a mela è caratterizzato da una distribuzione del peso concentrata principalmente nella parte superiore del corpo. Le persone con questa forma del corpo tendono ad avere spalle larghe, un busto più pieno e una vita meno definita.

Indizi per riconoscerlo: noterai spalle ampie e una linea della vita meno definita. Il peso tende ad accumularsi nella zona dell’addome e della parte superiore delle braccia.

Fisico a clessidra:

Caratteristiche: il fisico a clessidra è spesso considerato il fisico “ideale” in quanto è caratterizzato da spalle e fianchi bilanciati con una vita ben definita. Le persone con questa forma del corpo hanno generalmente una distribuzione uniforme del peso.

Indizi per riconoscerlo: noterai che le spalle e l’anca sono approssimativamente della stessa larghezza e che c’è una curva naturale alla vita.

Fisico a rettangolo:

Caratteristiche: il fisico è caratterizzato da proporzioni in cui la larghezza delle spalle e quella dei fianchi coincidono.

Indizi per riconoscerlo: la linea della vita è meno definita. La transizione tra busto e anca può essere meno marcata. Le gambe possono essere una caratteristica distintiva in quanto spesso sono slanciate e snodabili. Il peso può essere distribuito in modo uniforme su tutto il corpo, c’è una mancanza di curve accentuate.

È importante sottolineare che la forma del corpo può variare notevolmente da persona a persona, e molte persone non rientrano perfettamente in una sola categoria. Puoi anche avere una combinazione di caratteristiche appartenenti a diverse forme del corpo. L’obiettivo principale è capire la tua forma del corpo per poter scegliere abiti che mettano in risalto i tuoi punti di forza e ti facciano sentire sicura e a tuo agio.

Ecco un modo facile per potersi valorizzare anche se non ci si vede rappresentati da nessuna categoria. Pensa ad una S. Se consideri la S vedrai che c’è armonia sulla parte superiore della lettera che equivale alle spalle e la parte inferiore che equivale ai fianchi. Quando ti vesti fai in modo che la parte sopra e la parte sotto del tuo corpo siano in equilibrio. Ad esempio se il tuo bacino è più grosso evita ruches o righe orizzontali che rischiano di enfatizzarlo.

Fine moduloL’obiettivo è quello di farti sentire a tuo agio con te stessa indipendentemente dal peso corporeo. Ecco alcuni consigli su come vestirsi con kg in più in modo elegante e sicuro:

  • Scopri il tuo stile personale: ognuno ha un proprio stile che riflette la personalità e il gusto individuale. Trova ciò che ti fa sentire a tuo agio e sicura di te.
  • Vestibilità: scegli indumenti che ti calzano bene e che mettano in risalto i tuoi punti di forza. Evita capi troppo larghi o troppo aderenti.
  • Scegli materiali e tessuti adatti: tessuti leggeri e fluidi possono essere più comodi e adattabili a diverse forme del corpo. Evita tessuti rigidi o troppo stretti, che potrebbero creare fastidi.
  • Punta su colori e motivi che ti valorizzino: i colori scuri tendono a slanciare la figura, mentre i motivi e le stampe possono nascondere imperfezioni. Tuttavia, non avere paura di sperimentare con colori e stampe che ti piacciono, anche se sono vivaci.
  • Cura dei dettagli: accessori come cinture, gioielli, sciarpe e borse possono aggiungere stile e personalità al tuo outfit. Scegli dettagli che attirino l’attenzione verso le parti del corpo che ti piacciono di più.
  • Vestiti su misura: in alcuni casi, investire in abiti su misura può fare una grande differenza nell’aspetto e nella comodità. Un sarto esperto può creare capi che si adattano perfettamente alla tua forma.
  • Sii sicura di te: la fiducia in se stessi è fondamentale per apparire attraenti indipendentemente dalla taglia. Se ti senti bene con te stessa, trasmetterai una bellezza interiore che si rifletterà anche all’esterno.
  • Ignora le critiche negative: non preoccuparti delle opinioni negative degli altri. Ogni corpo è unico, e l’importante è come ti senti tu stessa. Concentrati sul tuo benessere e sulla tua autostima.
  • Shopping consapevole: quando fai shopping, cerca negozi che offrono una varietà di taglie e stili. Non accontentarti di abiti che non ti piacciono solo perché sono l’unica opzione disponibile.

Tratto da Dimagrire una scelta consapevole 2 edito da Campi di Carta

Per richiedere la tua copia con dedica e spedizione gratuita usa il modulo del link

https://forms.gle/gQDuyfp5a7whDxsm8

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Ancora una volta ci troviamo a ricordare una lunga e triste lista di nomi di donne massacrate per voler essere libere, di scegliere, di parlare e di amare.

Dibattiti, seminari, protocolli d’intesa, ma poi siamo sempre allo stesso punto. Si dice che bisognerebbe istituire nelle scuole lezioni di educazione al sentimento. Io personalmente credo che bisognerebbe insegnare ai genitori a dire più NO. Ad insegnare che non si può avere sempre tutto e subito. Che se si vuole un bel voto a scuola si ottiene studiando e quindi qualche volta bisogna rinunciare a fare qualcosa che piace. Non serve essere invidiosi o dare dello “sfigato” a quello che fa il suo dovere. Una volta si diceva prima il dovere e poi il piacere, ma è un detto ormai dimenticato anche dai genitori che stanno ore al cellulare, che si scocciano se i figli chiedono aiuto e cui viene più facile comprare la cena pronta che cucinare insieme con amore. Potrei continuare all’infinito a parlare di bambini e ragazzi “annoiati” che rubano pur non avendone bisogno perché non sanno cosa fare e genitori che invece di punirli al commissariato se la prendono con gli agenti e negano anche di fronte all’evidenza di video girati dai loro piccoli geni che si gloriano delle loro azioni. Che dire di quei padri che entrando in macchina sono orgogliosi dei loro figli e gli dicono, ma la prossima volta non ti far beccare? Ecco inizia tutto da qui. Mancanza di valori, di famiglia che educa, di famiglia che dà il buon esempio.

Poi tutti bravi a mettere like su post che parlano del nuovo femminicidio, tutti pronti a dire cosa è giusto o non giusto fare, nessuno che fa mea culpa e prova a cambiare qualcosa. Personalmente se vedo una cosa storta intervengo. Intervengo a mio rischio. Sono stata educata al rispetto per i più grandi e alla protezione dei più deboli. Non posso fare altrimenti ormai fa parte del mio DNA. Ogni volta che si presenterà l’occasione farò del mio meglio e sicuramente non starò zitta di fronte ad un sopruso che sia verbale o fisico verso una donna o una bambina.

Questi i miei consigli pratici a tutte le ragazze/donne che vivono anche solo una di queste situazioni in un rapporto: troncate, non guardatevi indietro, non date altre occasioni!

Se si arrabbia spesso e colpisce gli oggetti attorno a lui, prende a calci mobili o auto

Se ti ferisce con le parole, o fisicamente (non esiste è capitato solo una volta!)

Se ti fa sentire strana, folle

Se non ti senti libera, se vuole sapere ogni cosa che fai

Se hai paura

Se eviti di dire o fare cose per evitare che si arrabbi

Se ti chiede scusa, ma ti dà la colpa del suo comportamento

Se smetti di vedere le amiche o fare quello che ti piace, perchè ti fase sentire in colpa o possa arrabbiarsi

Se ti svaluta, se svaluta i tuoi amici, se svaluta la tua famiglia, se svaluta i tuoi successi

Se ti dice che non meriti l’amore di nessuno e che solo lui sa amarti.

……………………………………………………………………………………………………………………………….

Ma prima di ricordare tutti i nomi delle vite spezzate solo in questo anno in Italia vorrei ricordare perché si celebra questa data e da quando.

E’ stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 attraverso la risoluzione 54/134.  Questa data è stata scelta in memoria delle tre sorelle Mirabal deportate, violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana. Attiviste politiche massacrate per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo, un crimine diventato tristemente “simbolico” per modalità e contesto in cui è stato compiuto.

…………………………………………………………………………………………………………………………………

Nella speranza che il prossimo anno questo elenco sia più breve e che chi deve fare faccia!

Teresa Spanò 2 Gennaio

Giulia Donato 4 Gennaio

Martina Scialdone 13 Gennaio

Oriana Brunelli 14 Gennaio

Teresa Di Tondo 15 Gennaio

Alina Cristina Cozac 22 Gennaio

Giuseppina Faiella 28 Gennaio

Yana Malayko 1 Febbraio

Margherita Margani 4 Febbraio

Antonia Vacchelli 6 Febbraio

Melina Marino 11 Febbraio

Santa Castorina 11 Febbraio

Cesina Bambina Damiani 12 Febbraio

Rosina Rossi 16 Febbraio

Chiara Carta 18 Febbraio

Sigrid Grober 19 Febbraio

Maria Luisa Sassoli 23 Febbraio

Giuseppina Traini 25 Febbraio

Caterina Martucci 1 Marzo

Rosalba Dell’Albani 4 Marzo

Iolanda Pierazzo 6 Marzo

Iulia Astafieya 7 Marzo

Rossella Maggi 8 Marzo

Petronilla De Santis 9 Marzo

Rubina Kousar 9 Marzo

Maria Febronia Buttò 10 Marzo

Pinuccia Contin 16 Marzo

Francesca Giornelli 28 Marzo

Agnese Oliva 29 Marzo

Zenepe Uruci 30 Marzo

Carla Pasqua 31 Marzo

Alessandra Vicentini 31 Marzo

Sara Ruschi 13 Aprile

Brunetta Ridolf 13 Aprile

Rosa Gigante 18 Aprile

Anila Ruci 19 Aprile

Stefania Rota 21 Aprile

Barbara Capovani 23 Aprile

Wilma Vezzaro 25 Aprile

Antonella Lopardo 2 Maggio

Rosanna Trento 3 Maggio

Danjela Neza 6 Maggio

Jessica Malaj 7 Maggio

Anica Panfile 21 Maggio

Yirel Natividad Peña Santana 27 Maggio

Ottavina Maestripieri 1 Giugno

Giulia Tramontano 1 Giugno

Pierpaolo Romano 1 Giugno

Giuseppina De Francesco 8 Giugno

Maria Brigida Pesacane 8 Giugno

Floriana Floris 9 Giugno

Cettina De Bormida 10 Giugno

Rosa Moscatiello 12 Giugno

Svetlana Ghenciu 19 Giugno

Margherita Ceschin 24 Giugno

Laura Pin 28 Giugno

Maria Michelle Causo 28 Giugno

Ilenia Bonanno 6 Luglio

Benita Gasparini 19 Luglio

Mariella Marino 20 Luglio

Norma 22 Luglio

Vera Maria Icardi 24 Luglio

Marina Luzi 25 Luglio

Angela Gioiello 28 Luglio

Mara Fait 28 Luglio

Sofia Castelli 29 Luglio

Iris Setti 6 Agosto

Maria Costantini 9 Agosto

Celine Frei Matzohl 13 Agosto

Anna Scala 17 Agosto

Vera Schiopu 19 Agosto

Francesca Renata Marasco 28 Agosto

Rossella Nappini 4 Settembre

Marisa Leo 6 Settembre

Nerina Fontana 16 Settembre

Cosima D’Amato 20 Settembre

Maria Rosa Troisi 20 Settembre

Rosaria Di Marino 20 Settembre

Liliana Cojita 21 Settembre

Manuela Bittante 25 Settembre

Anna Elisa Fontana 25 Settembre

Carla Schiffo 27 Settembre

Monica Berta 27 Settembre

Klodiana Vefa 28 Settembre

Egidia Barberio 30 Settembre

Anna Malmusi 1 Ottobre

Piera Paganelli 4 Ottobre

Eleonora Moruzzi 5 Ottobre

Silvana Aru 13 Ottobre

Concetta Marruocco 14 Ottobre

Marta Di Nardo 20 Ottobre

Antonella Iaccarino 21 Ottobre

Giuseppina Lamarina 24 Ottobre

Pinuccia Anselmino 25 Ottobre

Annalisa D’Auria 28 Ottobre

Etleva Kanolija 29 Ottobre

Michele Faiers Dawn 1 Novembre

Patrizia Vella Lombardi 14 Novembre

Francesca Romeo 18 Novembre

Giulia Cecchetin 18 Novembre

A “Più libri più liberi” il 9 dicembre “Dimagrire una scelta consapevole 2”: l’uscita ufficiale

Comunicato stampa 17 novembre 2023

A “Più libri più liberi” il 9 dicembre “Dimagrire una scelta consapevole 2”: l’uscita ufficiale

Nel decennale della pubblicazione di Dimagrire una scelta Consapevole/ il Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu viene pubblicata una nuova edizione completamente rinnovata ed aggiornata del volume edito da Campi di Carta. È la quarta fatica letteraria per la psicologa/scrittrice che pubblica per la terza volta con il suo editore.

“Dimagrire una scelta consapevole 2/ Il NUOVO Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu doveva essere solo un’appendice aggiuntiva invece ne è nato un intero libro in quanto il metodo si è molto evoluto in questi dieci anni…Alcune parti della prima edizione del libro sono state volontariamente incorporate in questo per creare una sorta di continuità.  Uso un linguaggio molto diretto. Credo che questo sia un pregio. Non voglio che le mie parole sembrino artefatte. Voglio che mentre leggete abbiate l’impressione che io sia di fronte a voi” dice l’autrice nella prefazione.

 “Più libri più liberi” La Nuvola Stand A36

Sabato 9 dicembre dalle 10.00 alle 14.00

(sarà possibile incontrare l’autrice che firmerà le copie del libro)

Non è un libro sulle diete, ma un libro che vuole parlare di cambiamenti: quelli necessari per acquisire maggiore consapevolezza di sé non solo nell’alimentazione, ma in ogni campo della vita. Con il Metodo Integrato si lavora sull’educazione alimentare, sulla realizzazione personale, principalmente si fa un lavoro di testa.

“Con una dieta e basta non cambi nulla della tua vita: è per questo che dopo poco tempo si riprende il peso. Con il mio metodo NO. Il cambiamento è necessario e non è un’opzione, ma è la condizione indispensabile per il lavoro che affronteremo insieme” sottolinea l’autrice nella prefazione

Insieme non è solo una bella parola. Nell’applicazione del metodo acquisisce un profondo significato in quanto ogni paziente riceve un trattamento studiato esclusivamente per lui/lei. Per la sua età, per la sua storia, per il suo peso, che tenga conto dei suoi limiti, delle sue difficoltà e delle sue risorse.

“È necessario riprendere in mano la propria vita, riappropriandosi del proprio corpo “passo dopo passo”, scoprire in che cosa credi davvero, fare attenzione a come ti comporti e a quello che fai quando le cose non vanno per il verso giusto. A cosa dedichi tempo e come lo fai, ma anche a come spendi i soldi ed infine a come mangi. Non è una questione di kg. anche se i kg c’entrano eccome! Ciò che sei sta nel tuo piatto, il tuo rapporto con il cibo dice tutto dell’atteggiamento che hai nei confronti della vita: mangi nello stesso modo in cui vivi. Le abbuffate o le privazioni continue s’intrecciano ad esigenze intime e assolute che vanno al di là del rapporto con la bilancia o con l’immagine esteriore. Ad attivarsi è ben altro: la dose di gioia e di benessere o la soddisfazione a cui credi di aver diritto”.

Parole impegnative, ma efficaci della dott.ssa Scanu, psicologa e coach alimentare, che si occupa di disturbi dell’alimentazione da oltre venti anni. Tra le grandi novità di questo libro abbiamo l’introduzione della Mindful Eating a cui è dedicato un intero capitolo. L’alimentazione consapevole è uno dei primi cavalli di battaglia che la dottoressa mette in campo con i suoi pazienti. Non parla mai di diete, ma di sana alimentazione. Il primo passo è l’educazione alimentare e la correzione dei principali errori che frequentemente ed inconsapevolmente si fanno.

“Se fosse facile intraprendere una dieta e seguirla, non ci sarebbero così tante persone obese o in sovrappeso che ad ogni fallimento si sentono sempre più inadeguate e sconfitte. Con il mio Metodo io partecipo in modo attivo, specie nei primi giorni, alle scelte, alle difficoltà e alle cadute. Analizzo gli schemi mentali che sottostanno alle azioni, ai dubbi e utilizzando le risorse delle persone, propongo soluzioni nuove per affrontare responsabilmente i cambiamenti: insomma la persona non si sente sola, ma può contare su un punto di riferimento” leggiamo ancora nella prefazione.

Il Metodo è sempre in aggiornamento, perché continuano a crearsi situazioni nuove che impongono variazioni e diversi punti di vista: nuove scoperte scientifiche che sostituiscono le precedenti, la diffusione delle intolleranze alimentari, il crescendo di uno stile di vita sempre più dinamico e competitivo che innalza a dismisura i livelli di stress ed insoddisfazione, le incertezze economiche e lavorative, l’aumento di persone che scelgono il biologico o fanno la scelta di vita vegetariana o vegana.

Il Metodo Integrato non è un vestito a taglia unica per tutte le stagioni che può essere indossato da chiunque in qualsiasi momento. Non è un modello statico ma dinamico, come conferma l’uscita di questo nuovo volume con tanti nuovi contenuti.

Particolare attenzione è dedicata ad analizzare le situazioni psicologiche che portano ad un aumento di peso e le influenze della famiglia come viene sottolineato nel capitolo “La tua storia ti condiziona”. Il Metodo Integrato si propone come alternativa al pensiero del “tutto o nulla” che causa spesso gli effetti yo-yo deleteri per la saluta fisica e mentale. Il capitolo dedicato all’autostima è molto interessante con esempi pratici ed i consigli per imparare a rivolgersi a se stessi con le parole giuste. A conferma che si tratta di un vero METODO INTEGRATO un intero capitolo dedicato alla cura di sé. La Dottoressa è infatti anche Consulente d’Immagine, un titolo resosi necessario per valorizzare tutte quelle donne in sovrappeso che tendono a trascurarsi. Consigli pratici e veloci per vedersi al meglio anche con qualche kg in più in attesa di perdere peso.

Il libro termina con delle testimonianze spontanee raccolte negli anni e con una poesia che una giovane paziente dedica a tutti i nuovi lettori e a chi sta per intraprendere il cammino con il Metodo Integrato come buon auspicio e speranza, e con molta grazia, per chi si è sempre sentito sconfitto nella perdita di peso e nella sua autostima.

Se vuoi riservare un momento a te dedicato in cui la Dott.ssa Scanu può rispondere alle tue domande puoi farne richiesta tramite WhatsApp al numero 333 8467496

Mangiare consapevolmente definizione e metodo

Mangiare consapevolmente, noto anche come “Mindful Eating” in inglese, è un approccio che coinvolge l’atto di mangiare con consapevolezza e attenzione. L’obiettivo è focalizzarsi sul momento presente durante i pasti, prestare attenzione ai propri pensieri e sensazioni legati all’atto del mangiare, senza giudizio. Questo approccio si basa sui principi della mindfulness, una pratica che promuove la consapevolezza e l’accettazione del momento presente.

Ecco cinque punti fondamentali del mangiare consapevolmente:

  1. Consapevolezza del cibo:

Esplorazione sensoriale: Prestare attenzione ai colori, ai profumi, alle texture e ai sapori del cibo. Riconoscere la varietà di sensazioni che accompagnano il mangiare. Per avere un’esperienza gustativa completa ogni boccone deve passare in punti diversi della bocca in modo che ogni papilla gustativa possa inviare i corretti segnali. Molte volte si ingoia senza masticare abbastanza e questo toglie moltissimo all’esperienza del mangiare.

  • Consapevolezza del corpo:

Riconoscere il segnale della fame e della sazietà: Essere consapevoli dei segnali del corpo che indicano la fame e la sazietà. Imparare a distinguere tra fame fisica e fame emotiva. Ascoltate il vostro corpo: smettete di mangiare quando avvertite la sensazione di sazietà, rispettate i segnali che il corpo vi invia. Spesso ci si ferma quando i pantaloni iniziano a stare stretti. A quel punto abbiamo già superato il senso di pienezza, ma non è detto che siamo sazi, perché? A volte mangiamo molto “riempiendoci la pancia”, ma non sempre ci stiamo nutrendo ovvero ingerendo corretti principi nutritivi. La sensazione di pienezza è un fatto meccanico, la sensazione di sazietà è un fatto chimico, non bisogna considerarli allo stesso modo.

  • Consapevolezza delle emozioni:

Riconoscere le emozioni legate al cibo: Essere consapevoli delle emozioni che influenzano il desiderio di mangiare e il comportamento alimentare. Imparare a gestire le emozioni senza ricorrere al cibo come unico mezzo di conforto. Se avete mangiato da poco e vi ritrovate con il barattoli della Nutella in mano sdraiati sul divano forse è meglio che vi chiediate di cosa avete davvero bisogno.

  • Consapevolezza dell’ambiente:

Mangiare senza distrazioni: Evitare di mangiare davanti alla televisione, al computer o con il telefono in mano. Concentrarsi sul cibo e sull’atto di mangiare. Il cervello se stiamo lavorando non si focalizza sul mangiare. Mangiare spesso è un fatto automatico. Il cervello presta più attenzione ad altre azioni e quindi se state mangiando un panino in macchina molto probabilmente dopo poco avrete voglia di mangiare ancora o avrete la sensazione di non aver mangiato. Il cervello però ricorderà tutte le calorie ingerite!!

  • Consapevolezza delle porzioni:

Riconoscere le dimensioni delle porzioni: Essere consapevoli delle dimensioni adeguate delle porzioni e imparare a evitare il sovraffollamento del piatto. Pesate alcune verdure a crudo e vi renderete conto di quanto spesso mangiamo di più inconsapevolmente. Fate la prova con una manciata di riso, con delle fettine di pane e vi renderete conto che pesano molto più di quello che pensate!

Il mangiare consapevolmente può contribuire a sviluppare una relazione più sana con il cibo, promuovere il controllo del peso e migliorare il benessere emotivo. La pratica richiede tempo e costanza, ma molti individui trovano beneficio nell’approccio consapevole al cibo e all’alimentazione. Ecco altri piccoli consigli:

Masticare lentamente: Prendersi il tempo per masticare il cibo lentamente e apprezzare appieno il processo digestivo. Questo può aiutare a evitare il sovrappeso e migliorare la digestione.

Apprezzamento del cibo: Coltivare un senso di gratitudine per il cibo, riconoscendo il lavoro necessario per portare il cibo sulla tavola e apprezzando il privilegio di avere cibo disponibile.

Praticare la respirazione profonda: Utilizzare la respirazione profonda per ridurre lo stress e la tensione durante i pasti.

La lettura, la sofferenza e la condivisione

In questi giorni mi è ricapitato tra le mani un grazioso libricino di cui voglio oggi condividere alcune righe e fare delle considerazioni con voi. Abbiamo visto in precedenza come la lettura sia importante e “salvifica” per l’anima umana, la cultura, nonché la comprensione del mondo. Questo libricino è edito da “Il Saggiatore”  e s’intitola “Piccolo galateo illustrato per il corretto utilizzo dei libri”. Da diligente e curiosa lettrice non me lo sono fatto scappare perché avevo intuito che dietro quella copertina e quel titolo c’era molto e di più profondo di quanto apparisse al primo sguardo. C’è un capitolo in particolare su cui mi vorrei soffermare perché parla di sofferenza. Sofferenza ed emozioni. L’autore racconta:

“…per strane ragioni gli usi e i costumi della società in cui cresciamo hanno individuato nella sofferenza, nel pianto, nel dolore, dei sinonimi di fragilità e debolezza. Eppure, non è stato sempre così.

All’inizio della letteratura occidentale, nell’Iliade e nell’Odissea, il rapporto con il pianto era decisamente diverso. E lo spiega benissimo Helene Monsacrè nel suo splendido saggio, le Lacrime di Achille, in cui descrive attentamente tutte le occasioni in cui i fieri eroi immaginati da Omero piangono a dirotto: Achille, Ettore, Ulisse. Nessuno è risparmiato dalle lacrime, ma questo non testimonia mancanza di forza: anzi, dà segno dell’estrema vitalità che li anima… sembra che Omero abbia voluto dirci che solo i veri eroi sanno piangere…I tempi cambiano e su molte piattaforme social la categoria “Books that make you sob” (libri che fanno piangere) sta prendendo largo spazio…alcuni libri insegnano a dire il dolore, a dargli una forma, che ci restituiscono l’orgoglio delle ferite che ci portiamo addosso. Sono libri che ci aiutano a confessarlo innanzitutto alle pagine, intime di qualche lacrima, e poi al mondo. Come forma necessaria di catarsi…attraverso le ferite e il dolore, troviamo spesso la giusta occasione per comprendere qualcosa di più di noi, su come muoverci in questo universo dalla più varia umanità e dai più variopinti oggetti…quel dolore ci appartiene. Appartiene alla letteratura quanto all’umanità, perché entrambe condividono le stesse ferite. Il nostro essere umani ci permette di viverlo, la letteratura ci permettere di riconoscerlo…

Leggere rispecchia la nostra esigenza di avere qualcosa in più rispetto alla nostra semplice vita, rispecchia la nostra esigenza di somigliare agli altri, riuscire a essere anche un po’ di loro, per vivere più intensamente il mondo che abitiamo. E per questo non bisogna avere paura. Né di vivere, né di leggere”.

Non avrei saputo dirlo meglio, spero che risuoni dentro di voi.

I nostri genitori ci hanno insegnato l’indipendenza?

Diventando “grandi” diamo per scontato di essere maturi ed indipendenti eppure non sono processi scontati. Da quando nasciamo è una lotta continua verso l’indipendenza: mangiare da soli, vestirsi da soli, camminare da soli, anche dormire nel proprio lettino è una delle prime conquiste verso l’indipedenza. In fondo è un processo sempre in divenire ed è assai complesso. Conquistare l’indipendenza coinvolge vari aspetti della vita di una persona, inclusi quelli psicologici, alcuni dei quali hanno una posizione chiave e possono influenzare il percorso verso l’indipendenza. Vediamoli insieme:

1. Autostima:

L’autostima gioca un ruolo cruciale nella capacità di diventare indipendenti. Un senso di autovalutazione positivo può motivare una persona a cercare nuove sfide e ad affrontare le difficoltà con resilienza.

2. Autonomia emotiva:

Sviluppare la capacità di gestire le proprie emozioni in modo sano è fondamentale. L’indipendenza emotiva implica essere in grado di affrontare lo stress e le sfide senza dipendere eccessivamente dagli altri.

3. Autoefficacia:

La convinzione nella propria capacità di raggiungere obiettivi è un fattore chiave. L’autoefficacia influisce sulla volontà di affrontare nuove sfide e di perseverare nonostante gli ostacoli.

4. Capacità decisionali:

Diventare indipendenti richiede la capacità di prendere decisioni autonome. Ciò implica la riflessione critica, la valutazione delle opzioni e la gestione delle conseguenze delle scelte.

5. Adattabilità:

L’indipendenza spesso richiede la capacità di adattarsi a nuove situazioni e affrontare l’incertezza con flessibilità mentale.

6. Motivazione intrinseca:

La motivazione derivante da valori personali e obiettivi interni è più sostenibile nel lungo termine rispetto a quella esterna. La capacità di definire e perseguire obiettivi personali è un elemento fondamentale dell’indipendenza.

7. Capacità relazionali:

Saper costruire relazioni sane è importante per l’indipendenza psicologica. Ciò implica stabilire confini, comunicare in modo efficace e coltivare legami che supportino anziché ostacolare l’indipendenza.

8. Resilienza:

L’indipendenza psicologica implica la capacità di affrontare le sfide e imparare dalle esperienze difficili. La resilienza aiuta a superare gli ostacoli senza essere scoraggiati.

9. Autoconsapevolezza:

Conoscere se stessi, comprese le proprie forze e debolezze, è essenziale. L’autoconsapevolezza facilita la pianificazione di obiettivi realistici e la crescita personale continua.

10. Pianificazione a lungo termine:

L’indipendenza spesso richiede una visione a lungo termine e la capacità di pianificare strategie per raggiungere gli obiettivi desiderati nel tempo.

11. Autocontrollo:

Essere in grado di gestire impulsività e ritardare la gratificazione immediata contribuisce all’indipendenza psicologica.

L’indipendenza è un percorso individuale e può richiedere tempo e sforzi costanti. SE ci si accorge di non aver raggiunto alcuni dei punti menzionati potrebbe essere utile una consulenza psicologica. L ’aiuto di uno psicologo può essere un supporto prezioso per affrontare le sfide psicologiche legate a questo complesso processo. Se invece sei un genitore e ti stai chiedendo come fare per rendere i figli indipendenti ecco qualche consiglio:

Rendere i figli indipendenti è un processo che richiede tempo, pazienza e una combinazione di approcci educativi. Ecco alcune linee guida che i genitori possono seguire:

Insegnare le competenze pratiche:

Autonomia domestica: Insegnare ai bambini a fare le faccende domestiche, cucinare semplici pasti e gestire il proprio spazio.

Gestione del tempo: Aiutare i bambini a organizzare il loro tempo, a pianificare compiti e a rispettare scadenze.

Sviluppare l’autodisciplina:

Impostare regole chiare: Definire regole e limiti in modo coerente, in modo che i bambini imparino la disciplina e la responsabilità.

Risolvere problemi in modo indipendente: Incentivare i bambini a risolvere i propri problemi piuttosto che risolverli al loro posto.

Promuovere la presa di decisioni:

Coinvolgere i bambini nelle decisioni familiari: Includere i bambini nelle discussioni e nelle decisioni familiari, quando possibile, per sviluppare la loro capacità di prendere decisioni informate.

Accettare le conseguenze: Far capire che ogni decisione comporta delle conseguenze, positive o negative, e aiutarli a imparare da esse.

Incentivare l’iniziativa:

Supportare i loro interessi: Sostenere le passioni e gli interessi dei bambini, incoraggiandoli a esplorare e a sviluppare le proprie competenze.

Promuovere l’autoapprendimento: Insegnare loro come imparare in modo autonomo, incoraggiandoli a cercare risposte, fare ricerche e affrontare nuove sfide.

Fornire un esempio positivo:

Essere modelli di comportamento: Essere un esempio di comportamento indipendente e responsabile, in modo che i bambini possano apprendere attraverso l’osservazione.

Coltivare la fiducia:

Inculcare fiducia in se stessi: Sostenere l’autostima e la fiducia dei bambini, incoraggiandoli a sperimentare nuove cose e a superare le sfide.

Comunicazione aperta:

Ascoltare attentamente: Creare un ambiente in cui i bambini si sentano liberi di esprimere le proprie opinioni e preoccupazioni, favorendo una comunicazione aperta e onesta.

Fornire supporto emotivo: Essere lì per supportare i bambini attraverso alti e bassi, aiutandoli a gestire le emozioni.

Gradualità nel rilascio del controllo:

Concedere autonomia progressivamente: Aumentare gradualmente la quantità di responsabilità e autonomia in base all’età e alla maturità del bambino.

Insegnare competenze finanziarie:

Budget e risparmio: Insegnare l’importanza del risparmio, la gestione di un budget e la responsabilità finanziaria.

Ogni bambino è un individuo unico, quindi è importante adattare questi suggerimenti in base alle esigenze specifiche dei propri figli. Il processo di rendere i figli indipendenti richiede tempo e costanza, ma nel lungo periodo porterà a individui più sicuri e autosufficienti.

Inizio prevendita!

Il grande giorno è arrivato!


Con emozione inizia la prevendita del mio nuovo libro: “Dimagrire una scelta consapevole 2/ Il Nuovo Metodo Integrato”

Vi regalo alcune frasi tratte dal primo capitolo (cap 1 Il Metodo Integrato l’alternativa al pensiero del tutto o nulla)


….Non sono le convenzioni sociali a farci raggiungere gli obiettivi, ma il SI’ che diciamo a noi stessi. Quando quel SI’ arriva non è importante il giorno della settimana, il mese o l’anno. La differenza sta nella scelta che facciamo per noi: volere fa rima con potere! Se invece “dobbiamo” è un’imposizione che non ci porterà da nessuna parte. Lavoriamo sul positivo, facciamoci trascinare dall’entusiasmo per cominciare un’alimentazione corretta per noi, come regalo da fare a noi stessi in un buon momento e non come un sacrificio.
Concludendo è importante che ogni inizio vada affrontato con lo spirito giusto e solo quando ci si sente pronti. Ma fai attenzione anche al procrastinare (lo fai con tutto non solo con la dieta facci caso): allontana sempre più l’obiettivo, rende nervosi, insoddisfatti ed allunga irrimediabilmente la strada da percorrere aumentando il disagio verso il proprio corpo, la predisposizione a patologie e la considerazione di non essere all’altezza del compito prefissato, con svilimento dell’autostima. Quindi il miglior momento è: ADESSO!…


Se queste frasi hanno avuto in te una certa risonanza ti invito a prenotare il libro che ti aiuterà nel cambiamento (e naturalmente nella perdita di peso!)
Ascolta i tuoi ritmi, ma tenendo bene a mente l’obiettivo… inizia!
Questo il link:
https://forms.gle/xJztXZ2zAeBXH2uV9