Francesco si racconta nel mio ultimo libro a breve in uscita: Taglia XXXL Autostima S -Campi di Carta editore

Mi presento: sono Francesco. Sono un “ragazzo” di 46 anni A gennaio ho deciso di intraprendere un percorso psicologico per cercare di risolvere il mio problema con il cibo.

Sono cresciuto in una famiglia semplice, di sani principi che mi ha educato tenendo presente sempre il valore e il rispetto sia delle cose materiale che sentimentali.

Sono cresciuto apprezzando quello che avevo e devo dire che sono stato molto fortunato in quanto i miei genitori non mi hanno fatto mancare niente, mettendo in primo piano sempre il concetto che per ottenere qualcosa bisogna guadagnarsela.

Da bambino sono stato sempre un po’ sovrappeso, ero sempre l’ultimo ad arrivare e il primo a mangiare, poi crescendo ho sentito il desiderio di essere più bello esteticamente e ci sono riuscito, dimagrendo e acquistando ancora più sicurezza sociale…………………………

…………………………………………………….Ogni situazione si presentava come una tragedia, avvertivo la paura di non saperla risolvere, e ciò mi creava nervosismo che riversavo nel cibo.

Questo in sintesi è stato il motivo principale che mi ha portato ad essere seguito dalla dottoressa Scanu, ho avvertito la necessità di essere aiutato per riprendere il giusto equilibrio sia alimentare ma anche nel gestire i problemi che la vita ci offre.

Inizialmente avevo grossi dubbi nell’essere seguito da uno psicologo, mi sembrava esagerato e non adeguato, poi con il passare del tempo ho imparato ad aprirmi e raccontare i miei problemi e le mie paure.

Non avere delle direttive severe alimentari che mi costringevano a seguire uno schema obbligato, mi ha aiutato molto; la possibilità di scegliere gli alimenti da mangiare seguendo come unica prerogativa il rispetto del mangiare sano e di qualità mi ha permesso di dimagrire ben 27 kg e di riprendermi la persona che ero, ovvero una persona solare e scherzosa, non angosciante e soprattutto mi ha permesso di affrontare i problemi con una tranquillità maggiore.

Non mi chiedo più se posso fare meglio o peggio; nel momento in cui affronto una situazione problematica reagisco sereno e con filosofia pensando che l’importante è non creare disagio in famiglia anzi facendo risultare il tutto una cosa risolvibile………………………………………………………

………………………………………………………………………………Nonostante il nervoso, i problemi, i brutti pensieri, ho continuato a seguire una giusta e sana alimentazione, anzi ho trovato in questa brutta vicenda la possibilità di dimostrare che sono in grado di superare tutto senza crearmi ulteriori danni. Incredibilmente ho mantenuto una tranquillità famigliare pensando che è bello vivere ogni momento della vita in famiglia, perchè non si può mai sapere cosa ci riserva il futuro, quindi è giusto dare il peso giusto ad ogni cosa, ma soprattutto è giusto affrontare ogni situazione con ottimismo e serenità.

Cara dottoressa la ringrazio tanto per avermi aiutato a tornare e riprendere la mia persona, spero che questa mia sintesi possa esserle di aiuto per il suo libro.

Francesco è l’unico nome non modificato su richiesta dell’interessato che con grande entusiasmo ha voluto contribuire al nuovo libro attualmente in stampa che raccoglie le testimonianza di persone obese o in sovrappeso e delle loro difficoltà. Sarà disponibile anche come e-book, ma a breve vi racconterò tutto!

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Rendi più bella la tua vita con le giuste letture

Tra i libri che ho letto quest’estate c’è Lifefulness  (La pienezza della vita attraverso il Buddismo) di Giuseppe Cloza della Giunti editore. Naturalmente ve lo sto proponendo, non certo perché sono Buddista o mi aspetto che qualcuno di voi lo divenga, ma perché ci sono dei concetti molto vicini alla mia pratica psicologica che condivido e ritengo davvero fondamentali.

Per farvi un’idea vi lascio alcuni passi.

L’annoso problema:

“Perché spesso i nostri tentativi di allontanarci dai meccanismi che ci intrappolano non funzionano?

Perché bisogna tenere in considerazione l’inconscio. E in genere invece non lo facciamo. La nostra vita è un po’ come un iceberg e la parte emersa è quella cosciente, dove opera la razionalità, la volontà. Ma, sommersi a vari livelli di profondità, vengono prima il subconscio e poi l’inconscio. Sono loro a guidarci, in realtà, in qualunque aspetto dell’esistenza; anche nei più piccoli gesti quotidiani.

La maggior parte della nostra vita è guidata da dinamiche invisibili, di cui non ci rendiamo conto. Ad esempio, il nostro sistema nervoso compie un’infinità di operazioni a nostra insaputa; basti pensare al fatto che non dobbiamo comandare al cuore di battere, o ai riflessi di funzionare per farci allontanare una mano dal fuoco….”

Ci avevate mai riflettuto? Ed ancora

A livello profondo operano automatismi consolidati, sui quali la mente razionale e i pensieri consci hanno pochissimo effetto.

Come quando facciamo i buoni propositi, ad esempio per dimagrire: se tu dici che vuoi, ma il tuo inconscio non vuole, vince lui. Questo perché a livello più profondo ci sono dei messaggi che nel tempo si sono radicati, creando una sorta di programma-zione.

Il subconscio, cioè quella parte dell’iceberg che sta poco sotto il pelo dell’acqua e a volte affiora un po’, impara e poi esegue. Ed è bravissimo. Basta pensare a quando si guida la macchina.

All’inizio sembra impossibile gestire tutto con-temporaneamente: usare i due piedi su tre pedali, il volante, i vari comandi, guardare la strada, i cartelli, lo specchietto retrovisore… Ma dopo un po’ di addestramento, il subconscio, che è velocissimo a imparare, “scarica” nella sua memoria il programma da eseguire con le istruzioni per la guida. Da lì in avanti comanda lui”.

 Ecco cosa c’è scritto sulle emozioni, ve ne parlo spesso quindi coglierete le similitudini:

“Senza un equilibrio emozionale le cose non funzionano. Il potere delle emozioni sul corpo è enorme. Anche se uno cerca di prendersene cura (con un’alimentazione sana, l’attività sportiva…), se ha uno squilibrio emozionale perché ad esempio litiga sempre, oppure odia il suo lavoro, o ha una relazione opprimente… perderà comunque energia. Il suo flusso vitale si farà più debole e sarà molto più facile ammalarsi, o difficile guarire da una malattia.

Viceversa, per uno che riesce a essere spiritualmente equilibrato, che riesce a liberare la propria energia dall’oppressione delle opinioni negative, sarà molto più facile rimanere sano. Anche se, paradossalmente, non è meticoloso nella dieta o fa una vita sedentaria.

Gli stati d’animo influenzano anche la cosiddetta coerenza cerebrale, cioè la maggiore o minore sintonia con cui lavorano gli emisferi destro e sinistro del cervello. Il destro è quello della creatività, dell’immaginazione, delle novità, dell’apprendimento, dell’empatia; percepisce un quadro globale, visualizza immagini e trova collegamenti. Il sinistro è analitico, razionale, usa il linguaggio e crea modelli da applicare nell’affrontare le situazioni. Una persona sotto stress – magari da iperattività per raggiungere gli obiettivi di lavoro – avrà una dominanza e un sovraccarico nell’emisfero sinistro. Ma senza la sintonia con il destro, andiamo poco lontani”.

Ho trovato questo libro veramente accogliente, corretto dal punto di vista scientifico e un grande aiuto per spunti di riflessione su temi ai quali magari non si era mai dedicato del tempo. Ecco io qualche momento di qualità con questo libro fossi in voi lo passerei!

Week end lungo, ponte, ferie: i benefici di un cambiamento d’ambiente

Uno dei principali benefici di un break dal lavoro è la possibilità di cambiare ambiente. Questo cambiamento non è solo un’opportunità per esplorare nuovi luoghi e culture, ma ha anche un impatto significativo sul nostro benessere psicologico. Vediamo in dettaglio come il cambiamento di ambiente può influenzare positivamente la nostra mente e il nostro umore.

Interruzione della routine

Cambiare ambiente permette di interrompere le routine quotidiane che spesso possono diventare monotone e stressanti. Questa interruzione può offrire una pausa mentale, riducendo lo stress e fornendo una nuova prospettiva sulla vita. Lasciare temporaneamente il proprio ambiente lavorativo e domestico consente di “resettare” la mente, facilitando una sensazione di freschezza e rinnovamento al ritorno.

Stimolazione mentale

Visitare nuovi luoghi e sperimentare nuove culture stimola la mente in modi che l’ambiente familiare non può fare. Le nuove esperienze attivano la curiosità e l’apprendimento, promuovendo una maggiore attività cerebrale. Questo può migliorare la nostra creatività, aumentare la nostra capacità di risolvere problemi e arricchire la nostra comprensione del mondo.

Riduzione dello stress

Essere in un nuovo ambiente, lontani dalle pressioni e dalle preoccupazioni quotidiane, può ridurre significativamente i livelli di stress. L’esposizione alla natura, in particolare, è stata associata a una riduzione dell’ansia e del cortisolo, l’ormone dello stress. Spiagge, montagne, foreste e altri ambienti naturali offrono una fuga dalla frenesia della vita cittadina, promuovendo un senso di pace e tranquillità.

Miglioramento dell’umore

Il cambiamento di scenario può anche avere effetti positivi sull’umore. Esplorare nuovi luoghi e vivere nuove avventure può indurre una sensazione di eccitazione e felicità. Inoltre, il sole e l’aria aperta, tipici delle vacanze estive, aumentano la produzione di vitamina D, che è stata collegata a miglioramenti dell’umore e a una riduzione del rischio di depressione.

Rafforzamento delle relazioni

Condividere nuove esperienze con amici e familiari in un ambiente diverso può rafforzare i legami. Le vacanze offrono l’opportunità di trascorrere del tempo di qualità insieme, lontani dalle distrazioni quotidiane. Le attività condivise, come esplorare nuovi luoghi, partecipare a eventi culturali o semplicemente rilassarsi insieme, possono creare ricordi duraturi e migliorare le relazioni interpersonali.

Aumento della flessibilità mentale

Affrontare nuove situazioni e adattarsi a nuovi ambienti può aumentare la nostra flessibilità mentale. Questo adattamento migliora la nostra capacità di affrontare cambiamenti e imprevisti, sviluppando una mentalità più resiliente e aperta. La flessibilità mentale è una competenza preziosa nella gestione dello stress e nel miglioramento del benessere generale.

Conclusione

Il cambiamento di ambiente offerto dalle vacanze estive è un potente strumento per migliorare la salute mentale e il benessere psicologico. Interrompendo la routine, stimolando la mente, riducendo lo stress e migliorando l’umore, le vacanze estive ci permettono di ritornare alla vita quotidiana con energia rinnovata e una prospettiva più positiva. Sfruttare al massimo questa opportunità può fare una grande differenza nel nostro equilibrio emotivo e nella nostra qualità della vita.

Ritorno dalle Vacanze: Come Riprendere una Corretta Alimentazione in 7 giorni

Le vacanze estive sono spesso un momento di relax e indulgenza, in cui abbandoniamo le regole alimentari quotidiane per concederci cibi golosi e pasti fuori orario. Al rientro dalle ferie, tuttavia, è importante ristabilire una routine alimentare sana per ritrovare il benessere e mantenere un equilibrio a lungo termine. Questo articolo fornisce una guida pratica per tornare a una routine alimentare sana dopo il periodo di ferie, senza stress o estremismi.

Ecco alcuni consigli pratici per riprendere un’alimentazione corretta dopo le vacanze.

Lunedì: Detox Leggero e Naturale

Dopo un periodo di abbondanza, il nostro corpo potrebbe trarre beneficio da una leggera “detox”. Questo non significa digiuno, ma piuttosto l’introduzione di alimenti freschi, ricchi di vitamine e antiossidanti. Frutta e verdura di stagione, come cetrioli, zucchine, pesche e frutti di bosco, sono ottime opzioni per aiutare il corpo a depurarsi naturalmente.

Martedì: Reidratazione

Durante le vacanze, soprattutto se trascorse in luoghi caldi, è possibile che il nostro corpo abbia perso molti liquidi. È fondamentale reidratarsi correttamente. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno aiuta a ristabilire l’equilibrio idrico, favorisce la digestione e mantiene la pelle idratata e luminosa. Anche tisane e infusi possono essere utili, soprattutto quelli depurativi come il tè verde o il finocchio.

Mercoledì: Porzioni Moderate e Bilanciate

Al rientro dalle ferie, è importante tornare a un regime alimentare con porzioni controllate e bilanciate. Concentrarsi su pasti che includano una buona quantità di proteine magre, carboidrati integrali e grassi sani. Iniziare la giornata con una colazione ricca di nutrienti e non saltare mai i pasti principali è fondamentale per mantenere il metabolismo attivo.

Giovedì: Ridurre Zuccheri e Grassi

Dopo le vacanze, è consigliabile limitare il consumo di zuccheri raffinati e grassi saturi, spesso consumati in eccesso durante i pasti fuori casa. Optare per dolcificanti naturali, come miele o stevia, e scegliere grassi salutari come quelli contenuti nell’olio d’oliva, nell’avocado e nella frutta secca.

Venerdì: Riprendere l’Attività Fisica

Non dimentichiamoci che una corretta alimentazione va di pari passo con un’attività fisica regolare. Riprendere un regime di esercizio fisico, anche leggero, come camminate quotidiane, yoga o nuoto, aiuta a ritrovare il peso forma e a ridurre lo stress accumulato.

Sabato: Mangiare Con Consapevolezza

Una delle chiavi per un’alimentazione equilibrata è mangiare con consapevolezza. Prendersi il tempo per gustare ogni pasto, senza distrazioni come la televisione o il telefono, aiuta a riconnettersi con i segnali di fame e sazietà del proprio corpo, prevenendo eccessi.

Domenica: Stabilire Obiettivi Realistici

Il rientro dalle vacanze non deve essere vissuto con stress o senso di colpa. È importante stabilire obiettivi alimentari realistici e raggiungibili. Piuttosto che puntare a diete drastiche, è preferibile introdurre gradualmente abitudini sane che possano essere mantenute nel tempo.

Conclusione

Un piccolo passo al giorno per raggiungere importanti obiettivi: riprendere una corretta alimentazione dopo le vacanze è essenziale per ristabilire un equilibrio psicofisico e affrontare con energia la ripresa delle attività quotidiane. Con piccoli accorgimenti e un po’ di pazienza, sarà possibile ritrovare il benessere e mantenere uno stile di vita sano e appagante.

Intelligenza emotiva: pensate di poterne fare a meno?

Erroneamente tendiamo ad essere pragmatici, a risolvere ogni cosa cognitivamente, in qualche modo la società ci insegna che usare le emozioni è segno di debolezza. Eppure l’intelligenza emotiva è una grande risorsa e dovrebbe essere sostenuta da quando siamo piccoli. Nelle prossime righe cercherò di illustrarvela al meglio.

L’intelligenza emotiva è un concetto psicologico che si riferisce alla capacità di riconoscere, comprendere, gestire e utilizzare efficacemente le proprie emozioni e quelle degli altri. Questa capacità è considerata cruciale per il successo personale e professionale, poiché influisce sulla nostra capacità di comunicare, risolvere i conflitti, gestire lo stress e prendere decisioni informate.

Il concetto è stato reso popolare da Daniel Goleman negli anni ’90, che ha identificato cinque componenti principali dell’intelligenza emotiva:

  1. Consapevolezza di sé (Self-awareness): La capacità di riconoscere e comprendere le proprie emozioni, nonché il loro effetto sugli altri. Include l’autovalutazione accurata delle proprie forze e debolezze e una sana fiducia in sé stessi.
  2. Autoregolazione (Self-regulation): La capacità di controllare o reindirizzare gli impulsi e le emozioni negative, mantenendo la calma e la compostezza anche in situazioni stressanti. Comprende anche la capacità di pensare prima di agire e di gestire i cambiamenti.
  3. Motivazione (Motivation): La spinta interna a perseguire obiettivi per motivi intrinseci piuttosto che per gratificazione esterna. Le persone emotivamente intelligenti tendono ad essere più orientate agli obiettivi, resilienti e pronte a lavorare duramente per il successo.
  4. Empatia (Empathy): La capacità di comprendere le emozioni degli altri e di rispondere in modo appropriato. Questo aiuta nelle interazioni sociali, poiché permette di costruire relazioni migliori, risolvere conflitti e promuovere un ambiente collaborativo.
  5. Abilità sociali (Social skills): Le competenze necessarie per gestire le relazioni e costruire reti sociali efficaci. Questo include la capacità di comunicare chiaramente, influenzare gli altri, gestire i conflitti e lavorare in team.

Importanza dell’Intelligenza Emotiva

L’intelligenza emotiva è cruciale in vari contesti, tra cui:

  • Ambito lavorativo: Le persone con alta intelligenza emotiva tendono ad essere leader migliori, capaci di motivare i loro team e gestire conflitti in modo efficace. Sono anche più adattabili ai cambiamenti e in grado di gestire lo stress in modo più efficiente.
  • Relazioni personali: Migliora la capacità di comprendere e rispondere ai bisogni e ai sentimenti degli altri, contribuendo a costruire relazioni più forti e significative.
  • Benessere personale: Essere consapevoli delle proprie emozioni e sapere come gestirle può portare a una maggiore soddisfazione personale e a una riduzione dello stress e dell’ansia.

Come Sviluppare l’Intelligenza Emotiva

  1. Praticare la consapevolezza di sé: Tenere un diario delle emozioni, riflettere sulle proprie reazioni emotive e cercare di capire le cause sottostanti.
  2. Lavorare sull’autoregolazione: Imparare tecniche di gestione dello stress come la meditazione, la respirazione profonda e la pratica della mindfulness.
  3. Motivarsi internamente: Stabilire obiettivi personali significativi e lavorare per raggiungerli, mantenendo una mentalità positiva.
  4. Sviluppare l’empatia: Ascoltare attivamente gli altri, cercare di vedere le cose dal loro punto di vista e rispondere con gentilezza e comprensione.
  5. Migliorare le abilità sociali: Lavorare sulla comunicazione efficace, imparare a risolvere i conflitti in modo costruttivo e costruire relazioni positive.

Sviluppare l’intelligenza emotiva è un processo continuo che richiede consapevolezza e pratica costante ed i benefici che ne derivano possono avere un impatto significativo e positivo su tutti gli aspetti della vita.

Provare per credere!

Ozempic per dimagrire: il farmaco della discordia

Chi deve perdere peso è sempre alla ricerca della pillola della felicità. Attende con ansia ogni piccola possibilità di accedere al sogno di mangiare senza misura senza prendere peso. Ultimamente sui social, grazie alla condivisione del “segreto” da parte di numerose star tutti stanno cercando di accedere ad Ozempic o similari.

Tutto è cominciato con Elon Musk e la sua trasformazione  condivisa sui social e a ruota Rebel Wiilson, Whoopi Goldberg, Kelly Clarkson, Khloè Kardashian ed altri. La cosa incredibile è che si sono convertite all’uso del farmaco anche quelle celebrities che fino ad un certo momento hanno combattuto per l’integrazione e l’accettazione di chi ha qualche kg in più con il movimento della Body positivity! (alla faccia della coerenza!)

Risultati tangibili? Sì ma ci sono molti ma: conosciamoli meglio da vicino.

Il farmaco in questione in realtà è nato per ridurre le problematiche del Diabete di tipo 2, anche se alcuni medici hanno iniziato ad utilizzarlo sfruttando gli effetti collaterali del suddetto farmaco, in pazienti francamente obesi.

Il meccanismo che viene sfruttato è il seguente: aumento della produzione di insulina che riduce il livello di zucchero nel sangue e quindi tengono sotto controllo la glicemia. Inoltre rallentano lo svuotamento gastrico ciò permette l’invio al cervello di segnali di sazietà contribuendo a ridurre l’apporto di cibo.

Il farmaco nato per Diabete di tipo 2 ed utilizzato contro l’obesità  è quindi un “off label”.  La società produttrice ne ha richiesto l’autorizzazione all’uso negli Stati Uniti e all’Unione Europea come rimedio per l’obesità ottenendolo rispettivamente nel 2021 e 2022 cambiando nome e dosaggio. Attualmente viene venduto sotto prescrizione con nomi diversi. Se non in caso di Diabete 2 il farmaco non è mutuabile. Il costo si aggira a 200 euro per un trattamento di un mese (4 pezzi)

Ps. Non è una pillola, ma una puntura che si fa una volta a settimana sulla pancia!

La prescrizione è permessa solo in caso di obesità, ovvero con Indice di massa corporea superiore a 30, per quelle persone il cui rischio cardiovascolare è elevato, ma nel momento in cui si sospende il farmaco si riprende l’aumento di peso ed i rischi di problematiche metaboliche sono elevate.

I rischi sulla salute conseguenti ad una veloce perdita di peso sono numerosi, ma non meno importanti sono quelli legati agli aspetti psicologici. Il corpo cambia, il viso cambia. Si perde massa magra. Per contrastare questi effetti si iniziano altri trattamenti. Insomma cambiamenti continui che non fanno bene. Non ascoltare le esigenze ed i ritmi del corpo fa vivere come se corpo e testa non fossero un tutt’uno.

Come dico e scrivo sempre le scorciatoie per perdere peso non esistono se non con costi fisici e psicologici elevati e alla fine si riprendono comunque i kg persi con conseguenze sull’autostima e l’immagine di Se disastrosi! Pensateci bene!

Fonte: Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri IRCCS

Ulteriori approfondimenti: https://www.marionegri.it/magazine/ozempic-semaglutide-farmaci-per-dimagrire-effetti-collaterali

Gestisci al meglio le tue energie

Hai spesso la sensazione di non aver concluso nulla? La sera ti accorgi di non aver fatto neanche la metà di ciò che ti eri proposto? Hai mai fatto caso a quanto tempo ed energie sprechi durante il giorno?

Ti dimostrerò in pochi punti in quanti momenti della giornata sprechi tempo senza che te ne accorgi….

Ti preoccupi troppo per quello che dicono gli altri. Spendi tempo ed energie a compiere azioni o dire cose che possano non metterti in cattiva luce anche andando contro la tua volontà o necessità. Questo non fa bene. Se te ne preoccupi vuol dire che sei il primo che giudica quindi fai attenzione. Del giudizio puoi tenerne conto solo se ti aiuta a migliorare altrimenti non prenderlo in considerazione.

Procrastini: Rimandi in continuazione le cose importanti per dedicarti a quelle urgenti! Impara a gestire le priorità! Se sei stanco inutile continuare a lavorare: farai errori e perderai un sacco di tempo.

Ti lamenti Lamentarsi puòrappresentare uno sfogo, ma dilungarsi troppo in lamentele senza trovare soluzioni non è utile. Dà una visione di te stesso inconcludente mentre attivarsi dà una sferzata all’autostima.

Tempo al telefono e sui social: A meno che non sia parte del tuo lavoro non stare al telefono oltre le due ore al giorno! Vivere le vite degli altri sui social non è vita. Non credere che ti stai rilassando: il tuo cervello sta ricevendo migliaia di input al secondo tra immagini, luci e suoni.

Rimuginare su cose di cui non hai il controllo: Ci sono situazioni di cui dobbiamo semplicemente prendere atto, integrarle e accettarle se non possiamo fare altrimenti. Inutile perdere tempo e riempirsi di angosce su cose che non possiamo modificare Cercare soluzioni o adattarsi al meglio è sicuramente più utile.

Questi sono solo alcuni dei comportamenti che riscontro spesso nelle persone. Ce ne sono di altri, ma questi sicuramente sono i più presenti.

Lascio qualche piccolo consiglio per evitare di sprecare tempo utile cercando di vivere una vita di qualità e non solo vivere!

Sostituisci o alterna lo smartphone con un bel libro, un film o un documentario. Almeno avrai imparato qualche cosa e ti sarai rilassato.

Fai un elenco delle cose che devi assolutamente fare in una giornata e spunta man mano che le fai

Cerca di andare a pranzo e cena fuori solo il fine settimana e gli altri giorni mangia in modo sano.

Non serve fare i forzati del divertimento. Riposa se ne senti il bisogno. La nostra salute è importante non può essere messa sempre all’ultimo posto.

Ferie: ne beneficia la nostra psiche e non solo!

Le ferie estive non sono solo un lusso, ma una necessità per il nostro benessere psicologico. Sfruttando al meglio questo periodo di pausa, possiamo migliorare la nostra salute mentale, rafforzare le nostre relazioni e ritornare alla routine quotidiana con rinnovata energia e motivazione. Quindi, la prossima volta che pianifichi le tue vacanze estive, ricorda di dedicare del tempo a te stesso e al tuo benessere psicologico.

Le ferie estive rappresentano un momento atteso da molti, un periodo dedicato al riposo, al divertimento e alla rigenerazione. Tuttavia, oltre a essere un’opportunità per staccare la spina dalle routine quotidiane e dagli impegni lavorativi, le vacanze estive hanno anche un impatto significativo sulla nostra salute mentale e sul nostro benessere psicologico. Nelle prossime righe vedremo i vari modi in cui le ferie estive possono influenzare la nostra psiche offrendo alcuni suggerimenti per massimizzare i benefici di questo periodo.

L’importanza del riposo

Il riposo è essenziale per la nostra salute mentale e fisica. Durante l’anno, molti di noi accumulano stress e tensione a causa del lavoro, degli impegni familiari e delle altre responsabilità quotidiane. Le vacanze estive offrono l’opportunità di interrompere questi cicli stressanti, permettendo al corpo e alla mente di recuperare e rigenerarsi. Studi hanno dimostrato che il riposo adeguato può migliorare l’umore, aumentare la produttività e ridurre il rischio di malattie mentali come la depressione e l’ansia.

Cambiamento di ambiente

Uno dei principali benefici delle vacanze estive è la possibilità di cambiare ambiente. Visitare nuovi luoghi, esplorare nuove culture e sperimentare nuove attività può stimolare la mente, offrendo nuove prospettive e rompendo la monotonia della vita quotidiana. Questo cambiamento può aiutare a ridurre i livelli di stress e a migliorare il benessere emotivo, contribuendo a una sensazione generale di felicità e soddisfazione.

Tempo di qualità con la famiglia e gli amici

Le ferie estive sono anche un’opportunità per trascorrere del tempo di qualità con la famiglia e gli amici. Questi momenti di connessione sociale sono fondamentali per il nostro benessere psicologico. Le relazioni interpersonali positive possono offrire supporto emotivo, ridurre i sentimenti di isolamento e aumentare il senso di appartenenza e di sicurezza. Le attività condivise durante le vacanze, come i pasti, le escursioni e i giochi, possono rafforzare i legami e creare ricordi duraturi.

Riscoprire se stessi

Le vacanze estive offrono anche un’opportunità per riscoprire se stessi. Lontani dalle pressioni e dalle aspettative quotidiane, possiamo dedicare del tempo a riflettere sui nostri obiettivi, passioni e desideri. Questo tempo di introspezione può essere estremamente benefico per la nostra crescita personale e per la nostra autostima. Inoltre, dedicarsi a hobby e attività che ci appassionano può aumentare il nostro senso di realizzazione e felicità.

Suggerimenti

Pianificare in anticipo: Una buona pianificazione può ridurre lo stress legato all’organizzazione del viaggio e permetterci di goderci al massimo le vacanze.

Disconnettersi dal lavoro: È importante cercare di staccare completamente dal lavoro durante le vacanze, evitando di controllare costantemente email e messaggi.

Matrimonio o convivenza? Parliamone

Oggi facevo sull’argomento queste considerazioni con una ragazza in cerca della sua prima casa con l’attuale “ragazzo”. Si conoscono da due anni, stanno bene insieme, lavorano entrambi è arrivata l’ora di andare a vivere insieme, ma non di sposarsi, perché “tanto è uguale”.

Sarà proprio vero? Dalla mia esperienza in termini psicologici, e a livello di normativa, ho fatto le mie ricerche, in realtà non è proprio la stessa cosa!

Vediamo insieme cosa succede se si decide di sposarsi o andare a convivere.

Partiamo dai Significati:

matrimonio: secondo l’autorevole Treccani: Unione fisica, morale e legale dell’uomo (marito) e della donna (moglie) in completa comunità di vita, al fine di fondare la famiglia e perpetuare la specie. La parola matrimonio deriva dalla parola latina matrimonium, che, a sua volta, è un derivato della parola mater, che significa madre.(dal web)

convivenza: Vivere insieme, abitare nella stessa casa. Fare vita comune come marito e moglie pur non essendo sposati

Sebbene dal punto di vista affettivo, se ci si ama, il fatto di essere sposati o meno non fa la differenza, dal punto di vista psicologico non è proprio così e neanche dal punto di vista sociale.

IL MATRIMONIO

Il matrimonio è un rito di passaggio nel quale i due fidanzati acquisiscono uno status ufficiale condiviso dalla collettività e diventano famiglia. La cerimonia sancisce il momento e simboli come la fede nunziale ne permettono il riconoscimento dello status a livello sociale. A livello psicologico sposarsi può essere considerato rassicurante come il momento in cui si finisce di cercare e si decide di stare con quella persona per sempre, ma ricordate che non è una data di fine (come nelle favole) ma una data di inizio. Non bisogna pensare solo alla festa, ma a ciò che significa e a ciò che segue. Ci vuole impegno, pazienza e amore affinchè un matrimonio funzioni. Insieme a valori condivisi, all’accettazione dell’altro e all’idea che spesso i sacrifici sono necessari.

LA CONVIVENZA

Nella convivenza il riconoscimento del legame è un fatto personale della coppia, non avviene alcun riconoscimento dall’esterno. Il passaggio da “io e te” a “Noi” non è sancito da un “rito di passaggio” che definisce un momento dall’altro nella vita di due persone.

Diritti e doveri si definiscono autonomamente in base alle proprie caratteristiche personali e non vengono imposte da un contratto. Dal punto di vista sociale è spesso considerato come un rapporto di serie B.

Dal punto di vista strettamente psicologico, perché si dovrebbe scegliere la convivenza? -Per sentirsi più liberi- -Per non pagare gli avvocati in caso di incomprensioni – sono le risposte più frequenti.  Ma io credo che si sia di più. Forse non si è certi del legame? Forse si cerca una via di fuga al bisogno? Forse ci si dà un’altra possibilità se si cambia idea?

Credo sia necessario essere onesti nel rispondere anche ad altre domande come:

-Sono in grado di prendermi un impegno nel lungo termine?- –  Penso di arrendermi alla prima difficoltà o voglio lottare per il mio rapporto?-


Quindi sposarsi o convivere?

Vediamo cosa succede se ci sono figli.

Per il bambino se i genitori convivono o sono sposati per il suo sviluppo non c’è alcuna differenza. Per un bambino conta solo come si trattano la mamma ed il papà, se si amano, se lo amano e se c’è serenità in casa. Anche dal punto di vista dei diritti essere figli naturali o legittimi è lo stesso infatti sussiste l’obbligo al mantenimento e all’istruzione per entrambi i genitori.

La differenza, riguarda la parentela con le famiglie d’origine dei genitori. Un figlio naturale non ha legami di parentela con i fratelli dei genitori e con i loro figli: attenzione “per la legge” il bambino non ha né zii nè cugini. Il vincolo di parentela, a livello giuridico, si ha solo in linea diretta ovvero con i nonni. Questo comporta inevitabilmente anche delle differenze per i diritti di successione: il figlio naturale eredita solo dai genitori e dai nonni, mentre il figlio legittimo eredita da tutti i parenti fino al sesto grado di parentela. Sono in corso delle variazioni giuridiche, ma attualmente questa è la situazione.

Altre cose da considerare: se il bimbo nato al di fuori del matrimonio non viene riconosciuto dal padre, solo la mamma ha dei doveri verso di lui. Se i neogenitori dovessero lasciarsi, se il papà non contribuisce al suo mantenimento bisognerà rivolgersi al Tribunale dei Minorenni. Il  riconoscimento è importante anche per tutelare il diritto del papà nel visitare il suo bambino e partecipare alla sua educazione.

Inoltre se la coppia è sposata automaticamente il bambino acquisisce il cognome del padre e la denuncia di nascita può essere effettuate indifferentemente dalla mamma o dal papà alla direzione sanitaria dell’ospedale di nascita oppure all’ufficio anagrafe del comune di residenza mentre in caso di convivenza devono recarsi entrambi.

Da ricordare che l’articolo 143 del Codice Civile sancisce diritti e doveri della coppia sposata.   Tra gli obblighi troviamo la fedeltà, la reciproca assistenza, la collaborazione e la coabitazione. Entrambi sono tenuti, in base alle proprie capacità personali ed economiche a contribuire ai bisogni della famiglia.

Questo significa che nella convivenza la donna (in alcuni casi l’uomo) non è tutelata.

Ad esempio se nasce un figlio e ci si lascia il padre non è obbligato ad aiutare economicamente la donna che magari ha lasciato il lavoro per accudire proprio il figlio! DI QUESTE STORIE VE NE POSSO RACCONTARE A DECINE, ma non voglio essere di parte per cui continuo a dare informazioni in modo obiettivo. In caso di separazione legale invece il coniuge con più disponibilità economiche è obbligato ad aiutare il partner e non solo ad accudire il figlio.

Cosa succede se uno dei due coniugi viene a mancare? Se si è sposati l’altro coniuge e figli legittimi ereditano direttamente, mentre in caso di convivenza bisogna redigere un testamento. Solo per le coppie sposate poi è possibile beneficiare della reversibilità della pensione.

Anche nei confronti del fisco le cose non sono le stesse. Se si è sposati ed uno dei due coniugi non lavora può essere a carico del partner lavoratore ed avere dei benefici fiscali, come poter detrarre eventuali spese mediche, mentre ciò non è previsto per il convivente.

Recentemente sono avvenute alcune modifiche al Codice Civile riconoscendo alcuni diritti alle coppie di fatto.

Tra i più rappresentativi evidenzio:

La legge 40 del 2004 ha previsto l’accesso al percorso della procreazione medicalmente assistita anche ai conviventi. Inoltre il garante della privacy nel 2005 ha riconosciuto il diritto di un convivente ad avere notizie di salute sul partner e, in caso di ricovero ospedaliero, di richiedere la sua cartella clinica.

Recenti sentenze della Corte Costituzionale hanno sancito il diritto del convivente a succedere al partner (in caso di decesso) nel contratto di locazione della comune abitazione e, sempre in caso di disgrazia, di chiedere un risarcimento danni, proprio come accade per le coppie sposate.

Ad ulteriore tutela della donna nell’articolo (342 bis) del Codice Civile, si dispone l’allontanamento dalla casa della coppia del convivente che dovesse comportarsi male nei confronti della compagna, mettendo a rischio la sua integrità fisica e/o morale o la sua libertà.

Estate: alimentazione e psicologia

L’alimentazione e la psicologia in estate sono strettamente interconnesse, poiché i cambiamenti stagionali possono influenzare sia le abitudini alimentari che lo stato emotivo e mentale.

Ecco alcuni punti chiave su come l’estate può influenzare queste aree:

Alimentazione in Estate

  1. Aumento del Consumo di Frutta e Verdura:
    • La disponibilità di frutta e verdura fresca aumenta in estate. Questo non solo aiuta a mantenere una dieta equilibrata, ma fornisce anche vitamine e minerali essenziali che supportano il benessere generale.
  2. Idratazione:
    • Le alte temperature richiedono un maggiore consumo di liquidi. Oltre all’acqua, bevande come succhi naturali, frullati e infusi di erbe possono aiutare a mantenere un buon livello di idratazione.
  3. Diminuzione dell’Appetito:
    • Il caldo può ridurre l’appetito. In queste condizioni, i pasti leggeri e frequenti possono essere più adatti rispetto ai pasti pesanti e abbondanti.
  4. Cibi Rinfrescanti:
    • L’assunzione di cibi freschi e rinfrescanti, come insalate, yogurt e gelati, può essere più comune durante l’estate, contribuendo a una sensazione di sollievo dal caldo.

Psicologia in Estate

  1. Miglioramento dell’Umore:
    • La maggiore esposizione alla luce solare può aumentare i livelli di serotonina, migliorando l’umore e riducendo i sintomi di depressione stagionale.
  2. Maggiore Attività Fisica:
    • Le giornate più lunghe e il clima mite incentivano le attività all’aperto, come camminate, nuoto e sport. L’esercizio fisico ha benefici comprovati sulla salute mentale, inclusa la riduzione dello stress e dell’ansia.
  3. Ritmi Circadiani:
    • L’aumento delle ore di luce può influenzare i ritmi circadiani, portando a cambiamenti nei modelli di sonno. È importante mantenere una routine regolare per evitare problemi di insonnia o stanchezza.
  4. Socializzazione:
    • Le vacanze estive e le attività sociali possono migliorare le relazioni interpersonali e fornire supporto emotivo. Partecipare a eventi sociali può ridurre il senso di isolamento e migliorare il benessere psicologico.

Suggerimenti Pratici

  • Pianificazione dei Pasti: Organizzare i pasti in modo da includere una varietà di alimenti freschi e nutrienti.
  • Bere Abbastanza: Assicurarsi di bere acqua regolarmente e consumare alimenti ad alto contenuto di acqua.
  • Attività Fisica: Sfruttare il bel tempo per fare esercizio fisico all’aperto, come passeggiate al parco o nuotate.
  • Gestione dello Stress: Praticare tecniche di rilassamento come lo yoga o la meditazione per mantenere un buon equilibrio mentale.
  • Routine del Sonno: Mantenere orari di sonno regolari per favorire un buon riposo notturno.

In sintesi, l’estate offre molte opportunità per migliorare sia l’alimentazione che il benessere psicologico. Sfruttare al meglio questa stagione può portare a benefici duraturi per la salute fisica e mentale.