Ci sono molti falsi miti diffusi riguardo al dimagrimento. Sono responsabili di errori che portano lontano dal traguardo, ovvero la perdita di peso, e spesso fanno perdere le speranze e la fiducia. Andiamo a scoprire i più comuni in modo che se stai leggendo tu possa esserne più consapevole e magari ti aiuterà a cambiare prospettiva.
Dimagrire velocemente è sempre sano: In realtà, perdere peso troppo rapidamente può essere dannoso per il corpo e può portare a perdite di tessuto muscolare e disidratazione.
I carboidrati fanno ingrassare: Non è vero che i carboidrati fanno ingrassare automaticamente. Dipende dal tipo di carboidrati e dalla quantità consumata. Carboidrati complessi come quelli presenti nei cereali integrali possono essere parte di una dieta sana.
Saltare i pasti aiuta a dimagrire: Saltare i pasti può portare a uno scompensamento metabolico e a un rallentamento del metabolismo, rendendo più difficile perdere peso a lungo termine.
Solo gli esercizi cardio aiutano a dimagrire: Gli esercizi cardiovascolari sono importanti per bruciare calorie, ma l’allenamento con i pesi è altrettanto importante. L’aumento della massa muscolare aumenta il metabolismo a riposo, aiutando a bruciare più calorie anche quando non si fa attività fisica.
Perdere peso significa mangiare meno: Dimagrire non si riduce solo a mangiare meno cibo, ma piuttosto a fare scelte alimentari più sane e bilanciate e a mantenere un deficit calorico sostenibile nel tempo.
I cibi “light” sono sempre la scelta migliore per dimagrire: Alcuni cibi “light” possono contenere ancora una quantità significativa di zuccheri o grassi aggiunti. È importante leggere attentamente le etichette e fare scelte informate.
Gli integratori per dimagrire sono sicuri ed efficaci: Molti integratori per dimagrire non sono regolamentati e possono contenere ingredienti dannosi o inefficaci. È importante consultare un professionista sanitario prima di assumere qualsiasi integratore.
Dormire poco aiuta a dimagrire: La mancanza di sonno può influenzare negativamente il metabolismo e aumentare il desiderio di cibi ad alto contenuto calorico. Un sonno di qualità è importante per la salute generale e per il controllo del peso.
Perdere peso è solo una questione di volontà: Anche se la volontà è importante, ci sono molte variabili coinvolte nel processo di dimagrimento, tra cui genetica, ambiente, salute mentale e livelli ormonali.
Hai qualche tua personale convinzione che pensi abbia qualcosa di sbagliato? contattami e vediamo se posso darti un consiglio!
Il consumo consapevole (ovvero, prestare attenzione al nostro cibo, di proposito, momento per momento, senza giudizio) è un approccio al cibo che si concentra sulla consapevolezza sensuale degli individui del cibo e sulla loro esperienza del cibo. Ha poco a che fare con calorie, carboidrati, grassi o proteine. Lo scopo dell’alimentazione consapevole non è dimagrire, anche se è molto probabile che chi adotta questo stile alimentare dimagrisca.
L’intenzione è aiutare le persone ad assaporare il momento e il cibo e incoraggiare la loro piena presenza per l’esperienza culinaria.
Le diete tendono a concentrarsi sulle regole del mangiare (ad esempio, cosa mangiare, quanto mangiare e cosa non mangiare), con la misurazione prevista di risultati specifici. Questi risultati sono molto probabilmente la perdita di peso o, nel caso del diabete ecc. Tutte le diete hanno il potenziale di successo o fallimento in base ai risultati del peso. Le persone possono sapere che i loro risultati dipenderanno dal loro consumo e consumo di calorie e capire che questo ha a che fare con il loro comportamento, ma è raro che le persone sostengano il cambiamento del comportamento senza vedere risultati sui loro risultati. Il loro cambiamento di comportamento sarà soggetto allo stress quotidiano e alle pressioni esterne e quindi difficile da sostenere.
La consapevolezza è un comportamento orientato al processo, piuttosto che al risultato. Si basa sull’esperienza individuale del momento. L’individuo si concentra sull’apprezzamento dell’esperienza del cibo e non si preoccupa di limitarne l’assunzione. Chi mangia sceglie cosa e quanto consumare. Non è un caso che, all’interno di un approccio consapevole, le scelte della persona siano spesso quella di mangiare di meno, assaporare il mangiare di più e selezionare cibi coerenti con i benefici per la salute desiderabili.
Mangiare consapevolmente
Mangiare consapevolmente significa portare piena consapevolezza a ogni piatto o boccone di cibo. Inizia con il primo pensiero sul cibo e dura fino a quando l’ultimo boccone viene ingoiato e si sperimentano le conseguenze dell’episodio. Alcuni dei seguenti suggerimenti saranno utili per insegnare i metodi per mangiare consapevolmente:
Prima di raggiungere automaticamente qualcosa, fermati e prenditi un momento per notare cosa stai provando e cosa potresti voler riempirti. Sei stressato, annoiato, arrabbiato o triste? Sei solo? Oppure hai davvero fame fisica? Sii consapevole della tua reattività e fai invece una scelta.
Se il tuo desiderio non riguarda la fame, fai qualcosa di più appropriato per il desiderio.
Mangia intenzionalmente e mangia solo. Metti da parte altre distrazioni e presta attenzione al cibo.
Oltre a come sperimenti un alimento, considera cosa ci è voluto per portartelo. Chi è stato coinvolto nel processo di coltivazione e produzione? Considera il sole e il terreno che ci sono voluti per far crescere gli ingredienti e chiediti da dove vengono. Apprezza tutto ciò che è servito per portarlo nel tuo piatto.
Assapora ogni boccone come hai fatto con l’uvetta nell’esercizio precedente.
Dopo ogni boccone, controlla il tuo corpo per vedere come ti senti. Ne hai avuto abbastanza? Hai bisogno di più? È ora di smettere? Quindi passa a ciò che hai scelto.
Mangiare consapevolmente è una pratica che richiede un impegno a cambiare comportamento simile a quello necessario per qualsiasi dieta o piano alimentare; al centro di una dieta c’è la necessità di prestare attenzione.
È importante ribadire che il principale vantaggio dell’alimentazione consapevole non è la perdita di peso. Tuttavia, è molto probabile che le persone che adottano un’alimentazione consapevole come pratica regolare perdano il peso in eccesso e lo mantengano alla larga.
Il consumo consapevole supporta il senso di chi sono i praticanti assicurando loro che stanno bene in modo non giudicante e auto-accettante. Li incoraggia ad apprezzare il cibo piuttosto che limitarlo e morire di fame, avendo una mente da principiante e apprezzando pazientemente ogni momento con piena consapevolezza. Li incoraggia a fidarsi delle proprie decisioni piuttosto che essere limitati da regole su cosa e quando mangiare. La consapevolezza incoraggia i praticanti a vivere pienamente in ogni momento e ad apprezzare la loro vita così com’è.
Tratto da aggiornamento FCP (Formazione continua in psicologia)
Ho dedicato al diario alimentare un intero capitolo, il sesto ad essere precisi, del mio ultimo libro “Dimagrire una celta consapevole 2/ Il NUOVO Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu” edito da Campi di Carta lo scorso dicembre e presentato a La Nuvola all’EUR durante la manifestazione Più libri, più liberi precisamente l’8 dicembre 2023. Da ciò si evince come il Diario alimentare nel mio metodo sia di fondamentale importanza. Uno strumento semplice ed immediato che non controlla solo la quantità dei cibi, ma monitora anche tutte le emozioni o le situazioni in cui ci si trova a mangiare troppo e/o male rispetto al proprio fabbisogno nutrizionle.
L’utilizzo del diario ha principalmente una doppia valenza. Come coach alimentare mi permette di comprendere i principali errori della vostra dieta e mi permette di proporvi alternative valide dal punto nutrizionale correggendo azioni che ripetete pensando spesso di essere nel giusto. Dal punto di vista psicologico viene effettuata una sorta di fotografia che evidenzia quali sono le situazioni a rischio in cui gli extra si ripetono e sfuggono al controllo.
Ciò che rende l’utilizzo del diario un’ottimo strumento è naturalmente la sua compilazione. Non è ovvio come sembra. Non basta acquistare un quadernino e tenerlo in borsa,(possono bastare anche le note del telefono per i più tecnologici!), ma la cosa più importante è scrivere ogni cosa che si ingerisce, compresa una caramella o un bicchiere di acqua. Nulla è inutile e nulla è superfluo o scontato.
La compilazione completa e corretta è l’unica alternativa. Scrivere in modo frammentario o peggio trascrivere la dieta che vi ha rilasciato la nutrizionista, (è capitato più di una volta credetemi!) non mi è di nessuna utilità se devo aiutarvi. Se non scrivete che vi alzate di notte o che per tornare a casa fate una certa strada perchè c’è il supermercato dove fate “rifornimento” a nascondete le prove del misfatto io non posso aiutarvi. L’onestà è un requisito fondamentale così come l’immediatezza.
Se avete chiesto aiuto è chiaro che da soli non riuscite nella perdita di peso e quindi è abbastanza stupido evitare di scrivere i vostri extra. Io so che li avete fatti, ma non ho misura del reale problema se non scrivete. Io non faccio nè il gendarme, nè il giudice per cui se non mi vengono convise le giuste azioni non posso aiuravi in modo accurato ed anche il mio lavoro diventa “circa quasi” ed io non lavoro così. Inoltre se non scrivete subito e vi ci mettete la sera vi assicuro che avrete dimenticato un buon 30% di quello che avete ingerito, ma il vosro corpo il conteggio delle calorie lo fa comunque!
Quindi iniziate a pensare al diario alimentare come un prezioso alleato e non una tortura, ciò vi restituirà la misura del vostro impegno ed evidenzierà i vostri sacrifici, ma anche i vostri successi.
Nel libro c’è un fax simile per iniziare a tenere traccia del cibo ingerito e delle emozioni correlate se non lo avete scrivetemi attraverso la mail:
emanuelascanu@libero.it e sarò lieta di inviarvene una copia.
Come per ogni fine anno ecco che siamo di fronte alla lista dei buoni propositi per quello che sta per avere inizio. Sono certa che anche tu, e come te molti altri, rimetterai le stesse cose dell’anno precedente, perché durante quest’anno non sei riuscito nell’intento. Le motivazioni possono essere molteplici, e credo che starai dando la colpa a questa o quella evenienza, ma forse qualche domanda sarebbe opportuno farsela. Tenevo davvero a quell’obiettivo? Cosa avrei dovuto fare e non ho fatto? Ho sottovalutato l’impegno necessario?
Sicuramente non è stata fatta una valutazione appropriata di come approcciarsi all’obiettivo, oppure come è molto probabile, hai rimesso in campo le stesse modalità utilizzate in altre situazioni. Se non hanno funzionato prima, non si può pretendere che funzionino poi!
Se anche questo 30 dicembre ti trovi sconfitta nella perdita di peso forse devi cambiare prospettiva, perché già da lì stai facendo un errore. Vediamone insieme alcuni confrontando il pensiero errato con il giusto atteggiamento.
Sbagliato
Controllo continuamente il mio peso e le mie misure
Aumento l’attività fisica per perdere peso
Elimino tutte le schifezze da casa
Da gennaio dieta restrittiva
Non devo sgarrare
Devo perdere peso
Giusto
Impara ad ascoltare le tue emozioni, fidati del tuo sesto senso. Lascia stare la bilancia ascoltati.
Va bene aumentare l’attività fisica, ma per il senso di benessere che ne deriva portando salute al corpo che funzionerà al meglio
E’ una cosa pericolosa, perché il giorno che ne hai voglia e non ne hai mangerai di tutto per sopperire a quel desiderio! Impara ad avere un rapporto equilibrato con il cibo senza eccessi
Atteggiamento che vi porterà a sforare in modo eccessivo in questi giorni di festa e produrrà sovraccarico a tutti gli organi. Imparate ad ascoltare i vostri bisogni.
Impara ad ascoltare il tuo corpo e comprendere di cosa ha bisogno. Lavora sul significato dei sensi di colpa per te.
A volte non sono i kg in eccesso quelli da cui dovete liberarvi, ma persone e relazioni tossiche quelle che dovete riconoscere e da cui dovete prendere le distanze
Credo che già da questi punti hai molte riflessioni da fare. Certamente da soli è molto difficile, perchè inevitabilmente si insinuano atteggiamenti antichi che vi faranno deragliare più volte. Imparare ad ascoltare il proprio corpo ed i propri bisogni prima di canoni estetici è il primo passaggio. La mindful aiuta molto imparando i giusti atteggiamenti relativi al qui ed ora ed alla pazienza. Se hai fallito varie volte chiedi aiuto. Ti darò gli strumenti giusti per approcciarti al tuo stile di vita in maniera soddisfacente imparando a lasciar andare tutte le zavorre che non ti permettono di progredire.
Mangiare consapevolmente, noto anche come “Mindful Eating” in inglese, è un approccio che coinvolge l’atto di mangiare con consapevolezza e attenzione. L’obiettivo è focalizzarsi sul momento presente durante i pasti, prestare attenzione ai propri pensieri e sensazioni legati all’atto del mangiare, senza giudizio. Questo approccio si basa sui principi della mindfulness, una pratica che promuove la consapevolezza e l’accettazione del momento presente.
Ecco cinque punti fondamentali del mangiare consapevolmente:
Consapevolezza del cibo:
Esplorazione sensoriale: Prestare attenzione ai colori, ai profumi, alle texture e ai sapori del cibo. Riconoscere la varietà di sensazioni che accompagnano il mangiare. Per avere un’esperienza gustativa completa ogni boccone deve passare in punti diversi della bocca in modo che ogni papilla gustativa possa inviare i corretti segnali. Molte volte si ingoia senza masticare abbastanza e questo toglie moltissimo all’esperienza del mangiare.
Consapevolezza del corpo:
Riconoscere il segnale della fame e della sazietà: Essere consapevoli dei segnali del corpo che indicano la fame e la sazietà. Imparare a distinguere tra fame fisica e fame emotiva. Ascoltate il vostro corpo: smettete di mangiare quando avvertite la sensazione di sazietà, rispettate i segnali che il corpo vi invia. Spesso ci si ferma quando i pantaloni iniziano a stare stretti. A quel punto abbiamo già superato il senso di pienezza, ma non è detto che siamo sazi, perché? A volte mangiamo molto “riempiendoci la pancia”, ma non sempre ci stiamo nutrendo ovvero ingerendo corretti principi nutritivi. La sensazione di pienezza è un fatto meccanico, la sensazione di sazietà è un fatto chimico, non bisogna considerarli allo stesso modo.
Consapevolezza delle emozioni:
Riconoscere le emozioni legate al cibo: Essere consapevoli delle emozioni che influenzano il desiderio di mangiare e il comportamento alimentare. Imparare a gestire le emozioni senza ricorrere al cibo come unico mezzo di conforto. Se avete mangiato da poco e vi ritrovate con il barattoli della Nutella in mano sdraiati sul divano forse è meglio che vi chiediate di cosa avete davvero bisogno.
Consapevolezza dell’ambiente:
Mangiare senza distrazioni: Evitare di mangiare davanti alla televisione, al computer o con il telefono in mano. Concentrarsi sul cibo e sull’atto di mangiare. Il cervello se stiamo lavorando non si focalizza sul mangiare. Mangiare spesso è un fatto automatico. Il cervello presta più attenzione ad altre azioni e quindi se state mangiando un panino in macchina molto probabilmente dopo poco avrete voglia di mangiare ancora o avrete la sensazione di non aver mangiato. Il cervello però ricorderà tutte le calorie ingerite!!
Consapevolezza delle porzioni:
Riconoscere le dimensioni delle porzioni: Essere consapevoli delle dimensioni adeguate delle porzioni e imparare a evitare il sovraffollamento del piatto. Pesate alcune verdure a crudo e vi renderete conto di quanto spesso mangiamo di più inconsapevolmente. Fate la prova con una manciata di riso, con delle fettine di pane e vi renderete conto che pesano molto più di quello che pensate!
Il mangiare consapevolmente può contribuire a sviluppare una relazione più sana con il cibo, promuovere il controllo del peso e migliorare il benessere emotivo. La pratica richiede tempo e costanza, ma molti individui trovano beneficio nell’approccio consapevole al cibo e all’alimentazione. Ecco altri piccoli consigli:
Masticare lentamente: Prendersi il tempo per masticare il cibo lentamente e apprezzare appieno il processo digestivo. Questo può aiutare a evitare il sovrappeso e migliorare la digestione.
Apprezzamento del cibo: Coltivare un senso di gratitudine per il cibo, riconoscendo il lavoro necessario per portare il cibo sulla tavola e apprezzando il privilegio di avere cibo disponibile.
Praticare la respirazione profonda: Utilizzare la respirazione profonda per ridurre lo stress e la tensione durante i pasti.
Il riconoscimento del senso di fame è importante per mantenere un adeguato equilibrio nutrizionale e una buona salute. Ecco alcuni segnali che possono indicare la fame:
Sensazione di vuoto o “rumore” nello stomaco: Spesso, la fame inizia con una sensazione fisica nello stomaco, che può essere descritta come una sorta di vuoto o una sensazione di leggerezza.
Crampi o dolori allo stomaco: La fame può manifestarsi con crampi o dolori leggeri nello stomaco. Questi sintomi possono variare da persona a persona.
Aumento della salivazione: Quando sei affamato, il tuo corpo può iniziare a produrre più saliva in previsione dell’assunzione di cibo.
Malumore o irritabilità: La fame può influire sul tuo stato d’animo, rendendoti facilmente irritabile o nervoso.
Sensazione di debolezza o spossatezza: Quando il corpo non riceve abbastanza energia attraverso il cibo, può rispondere con una sensazione di debolezza o stanchezza.
Distrazione: Se pensi costantemente al cibo o sei facilmente distratto da pensieri legati al cibo, potrebbe essere un segno di fame imminente.
Craving o desiderio di cibo specifico: A volte, la fame può manifestarsi come un forte desiderio per un cibo particolare.
Sensazione di testa leggera o vertigini: La fame può causare una diminuzione dei livelli di zucchero nel sangue, portando a sensazioni di testa leggera o vertigini.
Difficoltà a concentrarsi: La fame può influire sulla tua capacità di concentrarti su compiti o attività, poiché il tuo corpo cerca energia per funzionare adeguatamente.
È importante ascoltare il tuo corpo e rispondere ai segnali di fame mangiando quando necessario. Fondamentale è distinguere tra la fame fisica e la fame emotiva, poiché quest’ultima può portare a scelte alimentari poco sane. Presta attenzione ai segnali del tuo corpo e cerca di mangiare in modo equilibrato per soddisfare le tue necessità nutrizionali.
Ma cosa definisce la “Fame emotiva” ? E’ un termine che può essere interpretato in diversi modi a seconda del contesto. Evitando di analizzare i dettagli dei singoli contesti che potrebbero essere infiniti, mi concentrerò sui segnali di fame emotiva:
Costante bisogno di approvazione: Una persona con fame emotiva potrebbe cercare costantemente l’approvazione dagli altri. Questo può manifestarsi attraverso la ricerca di elogi, complimenti o attenzione continua.
Paura del rifiuto: Chi sperimenta fame emotiva può essere eccessivamente sensibile al rifiuto o alle critiche. Può avere una paura intensa di essere respinto o giudicato negativamente dagli altri.
Dipendenza dalle relazioni: La fame emotiva può portare a una dipendenza eccessiva dalle relazioni. La persona potrebbe cercare costantemente conferme e affetto dagli altri per sentirsi valida ed amata.
Instabilità emotiva: La fame emotiva può contribuire a uno stato emotivo instabile. La persona potrebbe sperimentare frequenti alti e bassi emotivi, spesso legati alla percezione di come gli altri la vedono.
Competizione e confronto costante: Chi vive con fame emotiva potrebbe confrontarsi continuamente con gli altri, cercando di primeggiare per sentirsi migliore e più apprezzato. Attenzione del giudizio, giudicare e giudicarsi ne abbiamo parlato più volte!
Difficoltà nell’autostima: La fame emotiva è spesso correlata a problemi di autostima. La persona potrebbe basare il proprio senso di valore interno su ciò che gli altri pensano di lei.
Come avrete capito c’è un enorme differenza tra fame del corpo e fame delle emozioni e vanno affrontate in modi diversi. La fame emotiva mette in ballo tantissimi aspetti personali e relazionali e quindi affrontarla da soli anche se si ha una buona rete familiare o di amici potrebbe non bastare. Il lavoro sul cibo non dà risultati come invece lavorare sull’autostima, sulla consapevolezza emotiva e sullo sviluppo di relazioni sane. Solo questo lavoro profondo può contribuire a mitigare la fame emotiva e promuovere il benessere emotivo.
Eccoci ad un nuovo inizio settimana, eccoci di nuovo alla rubrica “La dieta comincia sempre di lunedì” e come ogni lunedì pensate che sia quello buono, quello giusto in cui finalmente vedrete i risultati della vostra dieta. Iniziate con grande entusiasmo e siete certi che questo sarà il lunedì giusto… però, però , però ci sono subito dei però! Volete usare vecchie regole, vecchi schemi mentali, vecchie diete pensando che in realtà stiate facendo la differenza! Non è tanto il problema di quale dieta fare, poiché per dimagrire basta esclusivamente mangiare in modo corretto, giusto per la propria fisicità e per il lavoro che si svolge. Tecnicamente se si vuole perdere peso bisogna mangiare poco di meno del fabbisogno giornaliero e incentivare l’attività fisica che non serve solo a bruciare calorie, ma di fatto serve a mantenere attivo il metabolismo specie ad una certa età in cui gli ormoni ci mettono del loro per remare contro.
Tutto o niente: ci si ritrova sempre a fare una dieta cercando di seguirla scrupolosamente in ogni punto: il concetto in sé non è sbagliato, ma la realizzazione si! A volte si rivolgono a me persone che già dal primo incontro esordiscono così: “Io seguo la dieta del dott. xxx, ma non ce la faccio” Già qui si parte col piede sbagliato nel senso che se le persone mi dicono “ho questa dieta e voglio seguire questa” il problema per me non è la dieta (che una o un’altra se corretta non cambia!)ma il come si segue una dieta Se noi la abbracciamo in modo molto rigido siamo in grado di mantenere l’attenzione quanto? Due giorni? Tre, cinque, una settimana, dieci giorni se siamo fortunati, ma poi si ricade, perché abbiamo la pretesa che tutto deve essere fatto perfettamente.
Il mio lavoro infatti non consiste nel dare una dieta , il mio lavoro è molto più sottile, poiché prima ancora di valutare quantità, nutrienti e calorie corrette per la persona bisogna imparare a capire quali errori si fanno nell’alimentazione ed è per questo che utilizzo il diario alimentare, verso il quale la maggior parte delle persone ha un astio diciamo immediato, con enormi difficoltà. In realtà è uno strumento di enorme utilità non solo per me come chiave di lettura, ma anche come strumento educativo nei vostri confronti (voi per voi).
Quindi va conosciuta la propria alimentazione, compresi gli errori da correggere, il giusto abbinamento dei cibi e l’aspetto emozionale ad essi collegato .Per dirla in maniera semplice ed immediata: capire perché noi pur avendo mangiato abbiamo bisogno di cercare una cosa piuttosto che un’altra, oppure ci alziamo dieci volte mentre siamo davanti alla tv o al pc andando a sgranocchiare questa o l’altra cosa. Questo aspetto è chiaramente molto importante ed implica tempi anche abbastanza lunghi, quindi per poter perdere peso in una maniera consapevole, sana e produttiva anche nel lungo termine, bisogna compiere determinati passi.
Quindi quando arrivate a studio dicendo che seguite la dieta del dott. Xxx in realtà mi state mettendo dei limiti perché non mi permettete di farvi comprendere le vostre reali esigenze. La difficoltà a seguire la dieta, che sia sana o meno (in effetti a volte mi presentate diete di moda o pericolose per la salute, spesso non adatte a voi ed alle vostre esigenze o frustranti rispetto alle vostre abitudini ) non è tanto la dieta in sé, ma il vostro atteggiamento al riguardo. Per questo l’utilizzo del diario alimentare è per me fondamentale, uno strumento su cui non transigo poiché è il mio e vostro alleato migliore. Quindi riuscire a farvi comprendere i vostri tempi- specialmente se non è la prima dieta che cominciate, avete cambiato dietologo, preso pastiglie o addirittura vi siete sottoposti ad intervento di by pass gastrico o altre soluzione chirurgiche più o meno invasive- nel momento in cui vi rivolgete a me è il mio primo obiettivo.
Quello che io propongo è fare le cose con i giusti tempi, che non sono tempi generici, ma i “vostri tempi” una volta per tutte, quindi il diario alimentare è fondamentale perché dobbiamo avere una misura reale di quello che mangiate e comprendere tutte le emozioni ed i disagi legati al cibo e più in generale alla vostra esistenza. Bisogna imparare ad associare i cibi tra di loro anche in base al vostro stile di vita, quindi non potete pensare di fare alcuni tipi di dieta se fate un tipo di lavoro o un altro, perché solo questo cambia notevolmente le cose. Bisogna anche imparare la pazienza. Uno degli strumenti che utilizzo è la Mindful Eating di cui uno dei pilastri è la pazienza e l’altro pilastro importante su cui mi baso è il non giudizio.
Le persone con sovrappeso tendono a “giudicare a giudicarsi” ed hanno sempre paura di essere giudicati dagli altri e insegnare ad utilizzare questi due pilastri è un altro degli obiettivi.
Come il corretto utilizzo del diario alimentare anche apprendere i segreti della pazienza e del non giudizio sono strumenti di fondamentale importanza che vanno appresi e saranno vostri per sempre e non solo mentre fate “la dieta”. Altrimenti continuate a fare quella e quell’altra dieta, quella che ha fatto l’amica, ma poi riprenderete a mangiare come eravate abituati (che sia mangiare male, non abbinare i cibi correttamente, mangiate di continuo) ed in breve riprenderete peso, perché non avrete imparato ad ascoltare il proprio corpo.
Se vi affidate e fate tesoro degli strumenti a disposizione avrete la possibilità di effettuare una perdita di peso ragionevole, consapevole e definitiva.
Quando entrate nell’ottica “ecco ho sbagliato, ho sgarrato, non è stata perfetta … tanto ormai”, lì non si va da nessuna parte. Il mio lavoro grande sta proprio qui e io sono terrorizzata quando mi arrivate dicendo : “Ma io faccio questa dieta”, perché mi fate capire che già non avete alcuna intenzione di cambiare i vostri schemi mentali e questo diventa molto limitativo per me, perché si rischia di passare settimane in cui non fate il diario alimentare, non seguite le indicazioni date e le fate come siete abituati a fare, continuate a pesarvi tutti i giorni anche più volte al giorno, anche se vi ho chiesto di non farlo, oppure pretendete risultati in tempi rapidissimi esattamente come sempre avete sempre preteso con quelle diete che avete seguito per 10, 15 o magari anche un mese, ma che poi avete abbandonato nel tempo e che non hanno dato frutti.
Quindi la dieta del tutto o nulla non funziona ,quello che serve davvero è imparare a comprendere le esigenze del proprio corpo, le proprie esigenze in termini emotivi, e comprendere quando e perché si mangia.
Cercate di dare al corpo le giuste risposte in base alle richieste. Se avete sonno o siete stanchi ,mangiare non è la corretta risposta: potete mangiare all’infinito, ma non sarete riposati. La corretta risposta va calibrata in base alla domanda e non è praticamente mai mangiare, eccetto se abbiamo fame! In tutti gli altri casi, ad esempio se siete arrabbiati,il mangiare non fa che ingoiare la rabbia che esploderà nel momento meno opportuno. Così se siete tristi la coppa di gelato, può essere un surrogato li per lì, ma poi? Che ci fate con il senso di colpa che ne deriva? Se ad ogni richiesta del corpo rispondete sempre con mangiare finirete per non comprendere le corrette richieste del corpo. Finirete per non ascoltarvi predisponendovi alla non riuscita della dieta con l’aggravante del senso di colpa che come una spada di Damocle sta continuamente sulla vostra testa.
La soluzione non è una dieta, ma un percorso. I percorsi vanno presi in modo completamente diverso. E’ chiaro che più si è aderenti alla dieta e più il percorso è veloce, ma più che sulla velocità bisogna concentrarsi verso una perdita di peso che sia definitiva, che porti ad un range di peso che sia reale (non il peso che non si è mai avuto, o avuto a 20 o 15 anni!). Un peso che possa essere mantenuto nel tempo senza grossi sacrifici, un peso che permetta di fare le vacanze, passare periodi di festività senza ansia mangiando le cose corrette in base alle proprie esigenze. Può accadere che di tanto in tanto vinca la gola, ma le richieste che fa la gola sono in realtà molto limitate in quanto i segnali emessi dalle papille gustative non sono eterni. Spesso si mangia senza neanche assaporare ed ingoiando direttamente, quindi l’alibi della gola non sta in piedi. Se state mangiando per gola, bisogna assaporare e se si assapora serve poco cibo, se ne avete mangiato troppo è perché avete mangiato velocemente e quindi senza gustarlo davvero. La maggior parte delle persone ingoia senza masticare ed assaporare quello che hanno in bocca.
Il mio consiglio di questa settimana è: valutate quale è il vostro atteggiamento nei confronti di una dieta. Se il vostro atteggiamento è quello del tutto o niente ,bisogna assolutamente rivedere i vostri schemi mentali perché vengono condizionati anche altri aspetti della vostra vita. Diviene necessario un cambiamento di rotta che vi permetterà di perdere peso nel tempo e naturalmente in salute.
Ringrazio Barbara Molinario e FNM per l’intervista e la redazione di RID 96.8 per la calorosa accoglienza!!
qualche foto della diretta:
Emanuela Scanu, Psicologa alimentare e fondatrice di Es Immagine Blog a “Sempre più in Forma Green”
Nella puntata di martedì 30 maggio a “Sempre più in Forma Green” Emanuela Scanu, Psicologa alimentare e fondatrice di Es Immagine Blog.
Durante la puntata di martedì 30 maggio per RID 96.8 FM. ho avuto il piacere di intervistare Emanuela Scanu, Psicologa alimentare e fondatrice di Es Immagine Blog.
–Ti occupi di immagine da oltre venti anni, hai un blog di immagine e ti sei da pochissimo specializzata anche come consulente di immagine. Sei esperta specializzata in disturbi alimentari come coach e come psicologa. Affronti questi problemi con le tue pazienti e questa parte legata all’abbigliamento e alla consulenza ti è venuta praticamente naturale…
“È stato un percorso che si è costruito nel tempo perché come psicologa mi sono quasi sempre occupata di disturbi dell’alimentazione. Mi occupo con precisione delle persone che devono perdere peso, persone che hanno difficoltà a seguire una dieta, quindi chiaramente tutte persone che hanno un rapporto con il proprio corpo abbastanza drammatico. Prima di affrontare il problema alla radice dal punto di vista psicologico, a volte cerco di dargli anche dei consigli pratici su come valorizzarsi. Negli anni da psicologa sono diventata anche coach alimentare, perché molte volte prima della dieta bisogna insegnare a mangiare bene. Questo è stato il secondo step fino a che piano piano i miei pazienti iniziavano a chiedermi sempre più consigli anche su come presentarsi in pubblico, come accompagnare i figli a scuola, come andare a una cena, e quindi è stata una conseguenza quella poi di diventare consulente di immagine”.
–Ti va di raccontarmi un aneddoto su quale tuo paziente?
“L’abbigliamento a volte influisce sulla percezione di sé e quando si hanno tanti chili in più purtroppo non ci si può vestire con qualsiasi cosa si abbia nell’armadio, ma bisogna un po’ adattarsi. Molte volte le persone vengono a studio completamente vestite di nero o molto trasandate, invece la prima cosa che dico loro è di venire la prossima volta con indosso vestiti colorati. È una cosa su cui rimangono sempre molto disturbati lì per lì, ma poi si rendono conto di quanto è importante. Approcciarsi ad un percorso di tipo psicologico non è sempre facile, e quindi io cerco di dargli dei risultati un po’ più immediati anche partendo da quello che è l’esterno, tutta la parte che può essere modificata più velocemente rispetto a dei processi interni e psicologici che chiaramente hanno dei tempi che sono diversi da persona a persona. Ti racconto un aneddoto simpatico: una signora che aveva già fatto tantissime diete, non era mai riuscita ad andare avanti, aveva fatto uso addirittura di anfetamine più volte che chiaramente non funzionavano più, è venuta da me e si è presentata appunto con la tuta tutta vestita di scuro, con capelli molto corti. Io le avevo detto che avremmo cambiato alcune cose. La seduta successiva io la rimandai a casa perché la regola era che doveva venire vestita con qualche colore chiaro. La terza volta è venuta vestita diversa e nel giro di due o tre mesi il percorso poi ha preso piede, e ha iniziato ad avere dei risultati. Tempo dopo ho incontrato casualmente il figlio per strada che mi conosceva, salutandomi mi chiese che cosa avevo fatto a sua madre. Io lì per lì non riuscivo a capire, poi lui mi disse che suo padre era diventato geloso della mamma per il fatto che sua moglie si vestiva con colori accessi e andava addirittura dal parrucchiere. Quindi il padre si era preoccupato. In realtà il percorso aveva semplicemente funzionato”.
–Vuoi dare qualche consiglio ai nostri ascoltatori rispetto proprio all’abbigliamento? Non c’è bisogno di spendere grandi cifre per acquistare capi dell’ultimo momento, ma bastano davvero piccoli accorgimenti, come anche andare ad un mercatino…
“Assolutamente sì, nella zona dove ho lo studio il lunedì c’è un mercatino dove invito tutte le mie pazienti ad andare a fare un giretto, perché ci sono dei banchetti con dei foulard, con delle collane anche molto appariscenti, ma a prezzi veramente basici. Spesso consiglio loro di utilizzare alcune cose colorate da aggiungere all’abbigliamento. Per esempio un foulard colorato non si mette solo al collo, ma si può mettere in testa, lo possiamo legare alla borsa, lo possiamo usare come braccialetto. Ci sono quei piccoli tocchi un po’ glamour che uno può inserire senza spendere tanto, magari riciclando qualcosa che si ha in casa, oppure andando appunto a dei mercatini. Anche io combatto un po’ il fast fashion, quindi da questo punto di vista non voglio esagerare, però a volte non bisogna neanche spendere cifre assurde per avere oggetti che magari li userai una volta sola o due”.
–Ti ho visto molte volte ad eventi mondani che indossi dei pezzi unici realizzati da degli artigiani che si occupano di recuperare i materiali. Potrebbe essere anche questo un consiglio, cioè acquistare questi pezzi unici realizzati appunto con il recupero dei materiali…
“Io per prima sono stata una di quelle che ha riciclato molto. Avevo delle zie che erano un po’ le signore dei salotti romani negli anni ’50 e ‘60, vestivano nelle sartorie, nelle cappellerie dell’epoca, e io ho ereditato tantissimo, non solo il loro stile, ma anche tanti pezzi che oggi tutt’ora utilizzo mischiandoli con quelli più moderni”.
–È questo il segreto, creare il proprio stile, non seguire le mode del momento che magari non stanno davvero bene a tutti, ma anzi in ambito della sostenibilità utilizzare tutto quello che abbiamo nell’armadio o comunque il recuperare, oppure fare dei bei swap party che adesso vanno tanto di moda tra amiche…
“Durante questo corso di consulente di immagine ho scoperto che noi donne nei nostri armadi dove non abbiamo mai nulla da mettere, in realtà il 70% di quello che abbiamo non lo utilizziamo o lo utilizziamo male, mentre gli uomini su questo sono più bravi, loro hanno solo un 30% di cose che non utilizzano”.
–Tu sei una psicologa e una coach alimentare, non posso che chiederti anche dell’alimentazione…
“Mi piace molto citare una frase di Virginia Woolf che dice che noi non pensiamo bene se non mangiamo bene e non dormiamo bene. Sicuramente la prima cura che la persona deve avere verso se stessa è nel mangiare, che non vuol dire mangiare poco, vuol dire mangiare sano. Noi abbiamo l’opportunità sia in città che appena fuori città di usufruire di gruppi solidali, di alimentari, rivenditori che hanno la frutta e la verdura di stagione, che hanno tutti gli elementi importanti per la nostra crescita, per la nostra salute, per far sì che il nostro corpo funziona al meglio”.
–A volte è solo questione di abitudine…
“Abbiamo sempre molta fretta per cui si va di corsa al supermercato, si prendono le prime cose, a volte non vediamo neanche quanto costano o la data di scadenza, molte volte si comprano cose che si tengono nel frigorifero e ce le dimentichiamo, le lasciamo deperire, quindi ben venga anche le tue ricette per poter sfruttare al meglio anche quello che rimane dimenticato nel frigorifero”.
–Vogliamo dare tutti i tuoi contatti per chi vuole approcciarsi con te e chiederti dei consigli o comunque seguire il tuo blog?
“Mi trovate con il nome di Es Image Blog dove si parla di immagine a tutto tondo, si parla dello stile, della psicologia, di quello che accade un po’ nel mondo. Sono su tutti i social sia su Facebook che su Instagram, e poi
Il titolo di questo articolo doveva essere “Non dare peso al peso”, ma poi rileggendolo ho pensato fosse utile essere più incisiva. La bilancia, strumento odiato e temuto, è stata creata nell’antichità con lo scopo di evitare inganni nel commercio. Da tempi remoti fino ad oggi è considerato un simbolo di giustizia eppure il momento di salire sulla bilancia per qualcuno è un momento vissuto con enorme ansia e/o disagio.
Quando è cominciato tutto questo? In un tempo passato, non troppo remoto, per la maggior parte della popolazione riuscire a mettere insieme il pranzo e la cena era una vera peripezia.
Oggi non è più così, eccetto purtroppo ancora per alcune minoranze. Il cibo è sempre disponibile, ci sono negozi aperti anche durante la notte e con una semplice App ci portano il nostro alimento preferito a casa.
Con tutta questa disponibilità di cibo dovevamo essere sereni eppure noi esseri umani sempre insoddisfatti abbiamo creato un altro problema: l’ideale del corpo perfetto!
Ecco quindi il grande divario tra disponibilità di cibo e la possibilità di aumentare di peso. Chiunque, se mangia troppo e male, oltre ad avere problemi di colesterolo, pressione arteriosa alta, disfunzioni intestinali può aumentare di peso. Sono pochi i fortunati dotati di super metabolismo che impedisce loro di prendere peso, ma che non garantisce la salute gastro intestinale o cardiovascolare!
Come sappiamo non basta la disponibilità di cibo per prendere peso altrimenti saremmo tutti obesi. Il cibo spesso diventa il rifugio dopo giornate storte, dopo amori falliti, il compagno se ci si sente soli e la coccola che ci è mancata magari nell’infanzia. Si può essere golosi è vero, ma dopo una certa quantità dello stesso cibo il gusto non viene percepito allo stesso modo perché le papille gustative ormai sature non inviano più i segnali al cervello affinché possa trarre gusto da quel particolare cibo quindi questa è solo una scusa.
Per molti il rapporto con il cibo è un rapporto complicato. Non starò in questa sede a spiegare i perché ed i per come visto che ne parliamo tutte le settimane! Vi dico solo che aumentare di peso diventa un problema perché il corpo non risponde ai canoni che la società ha creato.
Non solo la società, il gruppo in cui siamo inseriti, ma anche l’immenso mondo virtuale sempre pronto a dare giudizi e sempre pronto a demonizzare chi non si adegua al modello.
La body positivity sembra quasi un contentino creato per una sorta di politicamente corretto più che per reale convinzione perché una persona in sovrappeso viene sempre vista con disgusto.
Ma torniamo alla dannata bilancia. Non deve essere un problema se non lo volete. Se accettate il vostro corpo e la vostra vita vi sta bene così al diavolo la bilancia (abbiate solo riguardo per la salute mi raccomando!) Non dovete essere a dieta per sempre se non è quello che volete e gli abiti si vendono di tutte le taglie e a qualsiasi prezzo!
Se non volete stare a dieta non fatelo, se sono gli altri a spingervi in questa direzione non fatelo. Fatelo solo se è una vostra scelta
Se il corpo in cui vivete non è quello che vi rappresenta (e non quello dei vostri sogni mi raccomando questo è importante!) vi sentite goffe o inadeguate allora una perdita di peso è necessaria. La bilancia non deve essere il giudice severo, ma l’indicatore se si sta facendo bene o meno un determinato cammino.
Se il numero che vedete sulla bilancia influenza il vostro umore e la vostra autostima, non esitare a chiedere aiuto. Siete molto di più di ciò che mangiate, è importante la consapevolezza su ciò che mangiate, ma anche il vostro benessere e la vostra serenità (a tavola o no!)
Se non c’è il numerino tanto atteso possono essere tanti i motivi: da un errore della bilancia a variazioni di peso casuali. Per questo in genere bisogna pesarsi non più di una volta a settimana a digiuno ! Quando ci si pesa e si scopre che non è cambiato niente, ci si deprime inutilmente. Un aumento di peso non significa sempre aumento del grasso corporeo così come una diminuzione non è una diminuzione di grasso! Le fluttuazioni di peso sono fisiologiche e sono influenzate da tantissimi fattori quali interventi ormonali, farmaci, temperatura esterna, attività fisica. Se state facendo tutto bene, alimentazione corretta e attività fisica, non ci sono motivi per non perdere peso!
Invece di delegare il vostro stato di salute alla bilancia imparate ad ascoltarvi ed osservarvi: la pancia è più sgonfia? Vi sentite più leggeri? Le scarpe entrano meglio? La cinta va larga? Il pantalone si chiude con meno difficoltà? Avete meno fiatone? Vi sentite pieni di energia? Questi sono gli unici parametri da tenere in considerazione!
Se ci si pesa tutti i giorni , o più volte al giorno, cercando conferme è doveroso chiedersi cosa faccia davvero paura : il numerino che vedete scritto o il valore che la società in cui vivete gli dà?
Vi ricordo che solo voi siete autorizzati a darvi un valore e non la bilancia!
La domanda un po’ a bruciapelo serve a prendervi alla sprovvista e a far si che rispondiate d’impulso, con sincerità. La risposta può sembrare ovvia: per perdere peso, ma per ogni persona questa condizione ha significati diversi.
Se ci si fa le domande giuste, a patto di essere sinceri, si può prevedere l’esito della vostra dieta ancor prima che iniziate. Se avete dubbi, se non vi sentite pronti, se la spinta viene dall’esterno, se cercate una strada facile e veloce, se solo l’idea vi provoca frustrazione lasciate perdere!
Vediamo insieme le domande necessarie prima di cominciare un programma di dimagrimento ed in base alle vostre risposte cerchiamo di comprendere quali sono i reali motivi e se ci sono aspetti ai quali possiamo appoggiarci per garantirne il successo.
Prendersi cura di se stessi dovrebbe essere un’occasione che genera entusiasmo non disperazione!
Innanzitutto pensate al perché avete preso peso ed in quanto tempo. Siete sempre stati rotondetti? In famiglia sono tutti un po’ in sovrappeso? Vi hanno insegnato a non lasciare nulla nel piatto?
La cultura familiare sul cibo è molto condizionante ed è possibile che siate stati esposti da sempre a certe visioni su cosa, quanto e quando mangiare. Sono condizionamenti importanti legati alla sfera affettiva per cui se iniziate un programma per perdere peso ne dovrete tenere conto e la dieta non basta serve anche un percorso psicologico e rieducativo personalizzato. Se invece avete vissuto un periodo stressante o avete appena partorito con poco impegno tornerete al peso di sempre e troverete la giusta via tra gusto e rinuncia. La cosa importante è stabilire una data di inizio ed una di fine ed essere ligi negli step intermedi.
Chiarito questo punto bisogna anche chiedersi perché si vuole perdere peso. La risposta dovrebbe essere sentirsi a proprio agio, poter vestire senza troppi limiti, maggiore sicurezza. Se invece pensate al fatto che qualcuno vi giudica per il vostro peso dovete mettere da parte questo aspetto e concentrarvi solo ed esclusivamente su ciò che desiderate voi per il vostro corpo ed il vostro spirito.
Avete qualcuno che vi aiuterebbe o appoggerebbe in un percorso dietetico? Avete paura di fallire? Pensate di evitare tutte le situazioni sociali mentre siete a dieta per evitare sgarri? Non serve ed è impossibile. Dovrete imparare a fare le scelte giuste per voi e non solo vivere il tutto come una rinuncia. Non aspettate di vivere fino al momento di essere magri, che nella vostra testa corrisponde anche al momento di essere felici, ma concedetevi momenti belli da soli, con amici o parenti che non corrisponde necessariamente al mangiare!
Capire cosa rappresenta il cibo: se placa l’ansia, lo stress, se vi ritenete golosi, se non sapete dire di no è un’altra domanda importante. A volte è anche molto difficile darsi una risposta perché non siamo abituati ad ascoltare il nostro corpo, i segnali che ci invia e le sue reali necessità. Scappiamo dalle emozioni, le vogliamo azzittire? Non capiamo quando siamo sazi? Pienezza e sazietà sono segnali che non distinguete? Avete dei cibi trigger o dei momenti o delle situazioni in cui mangereste qualsiasi cosa? In questo caso se le risposte tardano a venire o vi trovano confusi un percorso di mindfulness eating potrebbe risolvere il problema ancor prima di mettersi a dieta.
Le aspettative sono importanti per cui anche chiedersi cosa ci si spetta da una dieta non è affatto una domanda fuori luogo!
Costanza, pazienza, nuove abitudini e nuovi schemi mentali indispensabili per raggiungere l’obiettivo che devono essere previsti a grandi dosi ed immaginarsi nelle sensazioni di essere già al giusto peso rende tutto molto più…leggero!
Altro annoso problema è quale sarà la dieta più efficace. Si pensa sempre che più la dieta è rigida e più darà risultati: mi spiace dirvelo, ma ciò non corrisponde a verità. Più la dieta è rigida e più facile arrivare allo sgarro. E con lo sgarro partono i pensieri del tutto o nulla! deleteri e non funzionali! L’unica dieta è quella sana, variegata, adatta alle nostre necessità. Un consiglio: imparate prima di tutto ad abbinare gli alimenti, a cucinare in modo semplice ed evitare cibi elaborati. I dolci relegateli solo ad occasioni speciali: non sono necessari alla nostra alimentazione e sono responsabili di sbalzi ormonali! Le diete sane funzionano sempre: l’importante è seguirle e non basta attaccarle al frigorifero!
Imparate che uno sgarro ogni tanto non inficia irrimediabilmente la dieta. Uno o più sgarri al giorno invece si! Per questo faccio compilare un diario alimentare. E’ importante tenere nota dei successi quanto dei fallimenti per poter migliorare un poco alla volta in base ai propri tempi.
Non guardate la bilancia con ansia. Misura solo il vostro peso, non il vostro valore come persona, Se intendete iniziare una dieta dovete sapere che il peso durante la giornata subisce spesso dei cambiamenti per vari motivi e che il peso giusto è determinato da una media per cui basta pesarsi a digiuno una volta a settimana nelle stesse condizioni ed orario. Infine pensa alla dieta come un momento di grandi scelte e quindi di opportunità per piacerti di più ed imparare più cose di te. La qualità della tua vita passa anche da come vivi il tuo corpo e da come ti senti con te stessa e con gli altri.