Inizia il countdown per la prevendita del libro “Dimagrire una scelta consapevole 2/il Nuovo metodo Integrato della Dott.ssa Scanu”

Si rinnova per la terza volta la collaborazione con Campi di Carta l’editore che pubblicherà il mio quarto libro con uscita ufficiale i primi di dicembre.

Un’anteprima speciale per i miei lettori : 50 copie in precendita dalle h.12.00 del 29 ottobre 2023 che saranno consegnate a mano o spedite senza costi aggiunti e con una dedica direttamente a casa vostra!

Rimanete sintonizzati sui social: il countdown è cominciato ieri sera! Chi riuscirà ad avere in anteprima il mio libro?

Per incuriosirvi vi metto qualche riga della prefazione:

Sono passati dieci anni dalla pubblicazione di “Dimagrire una scelta consapevole/ Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu” e alla luce della rinnovata esperienza clinica, dei numerosi corsi frequentati e degli ulteriori attestati ricevuti ho sentito l’esigenza di aggiornare in un nuovo libro il NUOVO Metodo Integrato che di fatto sto applicando negli ultimi anni.

Il confronto quotidiano con i miei pazienti rappresenta la maggiore fonte di conoscenza, di aggiustamenti alla tecnica e, a volte inconsapevolmente, di intuizioni che saranno utili per chi arriverà dopo. Alcune parti della prima edizione del libro sono state volontariamente incorporate in questo per creare una sorta di continuità. Ho scelto quegli argomenti che hanno avuto maggiore impatto sui lettori per cui ho deciso di effettuare ben poche modifiche agli stessi per non svilirli.

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Non è un libro sulle diete, ma un libro che vuole parlare di cambiamenti: quelli necessari per acquisire maggiore consapevolezza di sé non solo nell’alimentazione, ma in ogni campo della tua vita.

Probabilmente non ci hai mai fatto caso, ma si mangia nello stesso modo in cui si vive. Raramente ho trovato una persona con grossi disordini alimentari essere una persona precisa ed ordinata al tempo stesso. Un grosso mangiatore è anche uno che accumula, che non riesce a separarsi dalle cose, così come dal cibo.

Non sono la regola e non voglio fare delle classificazioni che possono sembrare inutili e fuori luogo, e approfondiremo l’argomento nel corso del libro, ma vorrei far comprendere che alcuni schemi mentali che mettiamo in atto nell’alimentazione sono gli stessi che usiamo in altre situazioni. Una volta compreso lo schema nell’alimentazione possiamo iniziare a modificarlo e questo produrrà dei cambiamenti anche in altri aspetti della vita. A volte, quando il rapporto con il cibo è molto disturbato, si parte dallo schema utilizzato in altri ambiti per modificare quello utilizzato con il cibo. Come è evidente in questo libro non si parla di “diete”. Con il Metodo Integrato si lavora sull’educazione alimentare, sulla realizzazione personale, principalmente si fa un lavoro di testa.

Con una dieta e basta non cambi nulla della tua vita: è per questo che dopo poco tempo si riprende il peso. Con il mio metodo NO. Il cambiamento è necessario e non è un’opzione, ma è la condizione indispensabile per il lavoro che affronteremo insieme.

Insieme non è solo una bella parola. Nell’applicazione del mio metodo essa è molto vera poiché ogni paziente riceve un trattamento studiato esclusivamente per lui. Per la sua età, per la sua storia, per il suo peso, che tenga conto dei suoi limiti, delle sue difficoltà e delle sue risorse.

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E’ necessario riprendere in mano la propria vita, riappropriandosi del proprio corpo “passo dopo passo”, scoprire in che cosa credi davvero, fare attenzione a come ti comporti e a quello che fai quando le cose non vanno per il verso giusto. A cosa dedichi tempo e come lo fai, ma anche a come spendi i soldi ed infine a come mangi. Non è una questione di kg. anche se i kg c’entrano eccome! Ciò che sei sta nel tuo piatto, il tuo rapporto con il cibo dice tutto dell’atteggiamento che hai nei confronti della vita: mangi nello stesso modo in cui vivi.

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Se fosse facile intraprendere una dieta e seguirla, non ci sarebbero così tante persone obese o in sovrappeso che ad ogni fallimento si sentono sempre più inadeguate e sconfitte. Con il mio Metodo io partecipo in modo attivo, specie nei primi giorni, alle scelte, alle difficoltà e alle cadute. Analizzo gli schemi mentali che sottostanno alle azioni, ai dubbi e utilizzando le risorse delle persone, propongo soluzioni nuove per affrontare responsabilmente i cambiamenti: insomma la persona non si sente sola, ma può contare su un punto di riferimento.

A differenza di altri operatori, preferisco personalmente utilizzare il contatto ed il controllo del cibo, quello che generalmente si definisce in modo errato e frustrante “dieta”, come strumento e non come fine: riuscire ad imporsi un corretto approccio alimentare significa anche inserirlo in un contesto più ampio di stile di vita, di organizzazione e riordino di pensieri e sensazioni. Mi piace pensare ad  un’alimentazione equilibrata/controllata,   legandola al concetto assolutamente rivoluzionario di una scelta in positivo che interagisce con tutti gli aspetti del tuo vivere quotidiano e promuove profondi cambiamenti. In realtà mi interessa solo marginalmente cosa mangi.

Nella concezione classica invece si pensa a “fare una dieta” imponendosi enormi sacrifici per una settimana, un mese o tre, per poi tornare a fare le stesse cose che si facevano prima e trovarsi un bel giorno ad aver recuperato i chili perduti con tanto di interessi.

Un’alimentazione sana va inserita in uno stile di vita corretto altrimenti è una forzatura e prima o poi l’impegno si esaurisce, s’interrompe con grosse ripercussioni sul fisico, che fa sempre più fatica a smaltire i kg accumulati, e per la psiche, che ogni volta si ritrova l’autostima nel baratro.

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Il Metodo Integrato non è un vestito a taglia unica per tutte le stagioni che può essere indossato da chiunque in qualsiasi momento bensì è qualcosa da adattare ed è in continua evoluzione. Non è un modello statico ma dinamico, come conferma l’uscita di questo nuovo volume con tanti nuovi contenuti.

Alcuni consigli utili per una persona possono risultare inadatti per un’altra, questo perché non siamo tutti uguali e non abbiamo gli stessi strumenti di comprensione. I tempi di apprendimento sono diversi anche se a volte alcune problematiche si presentano in modo simile. Le storie ed i vissuti delle persone rappresentano un’infinita varietà, quindi non è possibile proporre un unico modello valido per tutti, ma sicuramente una cosa ti accomuna agli altri : la mancanza di amore verso se stessi.

Questo sarà un argomento focale del programma: imparare a prenderti cura di te stesso e trovare il modo di valorizzarti, anche attraverso semplici consigli di look e stile. Affinchè i miei consigli possano essere un vero servizio professionale ed integrare l’approccio educativo e psicologico, ho acquisito anche l’attestato di consulente d’immagine. Posso davvero dire che il mio è il “Metodo Integrato”.

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Analizzeremo le situazioni psicologiche più comuni che portano ad un aumento di peso, tra queste ognuno potrà riconoscere almeno parte della propria esperienza ed avere la possibilità di fare dei cambiamenti. Mi rivolgerò  principalmente ad un pubblico femminile, perché rappresenta il maggior numero di persone che seguo, ma non vuole essere esclusivo. Se sei curiosa  di metterti alla prova e vuoi  intraprendere un cammino responsabile nella tua vita continua a leggere: io ti accompagnerò.

Pensiero: gli altri mi giudicano

Il pensiero “gli altri mi giudicano” riflette una preoccupazione comune legata all’opinione altrui. Molte persone si sentono a disagio o ansiose all’idea che gli altri possano giudicarle in vari contesti della vita, come lavoro, relazioni personali o situazioni sociali.

E’ importante notare che questa preoccupazione può avere diverse origini e manifestarsi in modi diversi nelle persone. Potrebbe derivare da esperienze passate, bassa autostima, paura del rifiuto o semplicemente dal desiderio naturale di essere accettati dagli altri.

Affrontare questo pensiero può richiedere tempo e auto-riflessione. Alcune strategie che potrebbero aiutare includono:

Autoconsapevolezza: Rifletti su come ti percepisci e su quali aspetti della tua vita o personalità pensi che gli altri possano giudicare.

Accettazione di sé: Impara ad accettare te stesso con le tue imperfezioni. Nessuno è perfetto, e il giudizio degli altri spesso riflette più su di loro che su di te.

Comunicazione aperta: Se il timore del giudizio si basa su fraintendimenti o mancanza di comunicazione, cercare di affrontare apertamente la situazione può essere utile.

Cambio di prospettiva: Cerca di capire che gli altri sono spesso preoccupati delle loro vite e preoccupazioni. Il giudizio degli altri potrebbe essere meno significativo di quanto immagini.

Confronto sociale sano: Cerca di concentrarti su relazioni positive e sostenitive. Avere amicizie e connessioni che ti sostengono può aiutarti a sentirti più sicuro di te stesso.

Lavorare sulla sicurezza personale: Sviluppare la sicurezza personale può aiutarti a sentirsi più a tuo agio con te stesso, riducendo la dipendenza dall’approvazione degli altri.

Mindfulness: La pratica della mindfulness può aiutarti a concentrarti sul presente anziché preoccuparti eccessivamente del giudizio futuro.

Se la tua preoccupazione per il giudizio degli altri influisce significativamente sulla tua vita e benessere, potrebbe essere utile cercare il supporto di amici fidati, familiari, ma un professionista della salute mentale può offrirti  un sostegno più specifico e mirato ed aiutarti a mettere in atto strategie per vivere al meglio la tua vita.

Altri articolo sul giudizio qui:

https://emanuelascanupsicologa.com/2023/02/13/essere-giudicato-e-giudicarsi-preserva-la-tua-autostima-con-un-piccolo-esercizio/

Riconosci il disagio psicologico

Il disagio psicologico si riferisce a uno stato di malessere emotivo o psicologico che può manifestarsi attraverso una varietà di sintomi e disturbi. Questo termine è ampio e può includere diversi livelli di sofferenza mentale, dall’ansia e la tristezza occasionali fino a condizioni più gravi come la depressione, l’ansia cronica, i disturbi dell’umore o altre condizioni psicologiche.

Le cause del disagio psicologico possono essere molteplici e complesse e spesso coinvolgono fattori biologici, psicologici e sociali. Eventi traumatici, stress e pressioni quotidiane, predisposizione genetica, squilibri chimici nel cervello e fattori ambientali possono contribuire al manifestarsi del disagio psicologico.

È importante sottolineare che il disagio psicologico è un concetto molto ampio e può variare da persona a persona. Ciò che può essere considerato fonte di disagio per una persona potrebbe non esserlo per un’altra.


Pur manifestandosi con una grande varietà di sintomi  che variano da persona a persona e dipendono dalla natura e dalla gravità del problema il disagio psicologico si manifesta in prevalenza attraverso:

Cambiamenti nell’umore: Tristezza persistente. Ansia e preoccupazione eccessive. Irritabilità. Depressione.

Cambiamenti nel comportamento: Isolamento sociale e ritiro dalle attività sociali. Cambiamenti nell’appetito o nel peso. Difficoltà a concentrarsi o prendere decisioni. Disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia). Abuso di sostanze (alcol, droghe, farmaci).

Sintomi fisici: Mal di testa frequenti. Dolori muscolari o tensione. Disturbi gastrointestinali. Affaticamento e mancanza di energia. Pensieri e emozioni:

Pensieri ossessivi o ricorrenti. Sensazioni di paura o panico. Sensazioni di colpa o inadeguatezza. Idee suicidarie o autodistruttive.

Cambiamenti nelle relazioni: Difficoltà nei rapporti interpersonali. Comportamenti aggressivi o impulsivi. Isolamento dalle persone care.

Sintomi cognitivi: Pensieri disorganizzati. Deliri o allucinazioni (in alcuni casi). Difficoltà di memoria e concentrazione.

È importante notare che questi sintomi possono variare in intensità e durata e che la presenza di uno o più di essi potrebbe indicare la necessità di un supporto psicologico o psichiatrico. Se tu o qualcuno che conosci sta sperimentando questi sintomi o altri segnali di disagio psicologico, è fondamentale cercare aiuto da uno specialista della salute mentale. Il trattamento adeguato può contribuire notevolmente al miglioramento della salute mentale e al benessere complessivo.

Crescita personale in pratica

Abbiamo parlato tante volte di quanto sia importante la crescita personale e analizzato alcune strategie vincenti per raggiungere l’obiettivo. Oggi vorrei proporre delle idee pratiche da sfruttare da subito!

Ecco alcuni spunti pratici per svilupparti, migliorare le tue abilità e raggiungere gli obiettivi di vita:

Leggere di più: La lettura è un modo eccellente per espandere la tua conoscenza e migliorare la tua comprensione del mondo. Leggere libri su vari argomenti può aiutarti a sviluppare nuove prospettive e idee.

Imparare una nuova abilità: Scegli qualcosa che ti interessi e impara una nuova abilità. Potrebbe essere suonare uno strumento musicale, cucinare piatti gourmet, imparare una nuova lingua o programmazione informatica.

Allenarsi e mantenersi in forma: L’esercizio fisico regolare non solo migliora la tua salute fisica, ma anche quella mentale. Trova un’attività fisica che ti piaccia, che sia nuoto, yoga, corsa o qualsiasi altra cosa, e mantienila costante.

Praticare la mindfulness: La mindfulness è una tecnica che ti aiuta a vivere il momento presente in modo consapevole. La meditazione e la respirazione profonda possono aiutarti a ridurre lo stress e migliorare la tua concentrazione.

Imparare a gestire lo stress: Impara a gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento come la meditazione, il tai chi o lo yoga. Anche l’organizzazione e la pianificazione possono ridurre lo stress.

Imparare a gestire il tempo: La gestione del tempo efficace ti consente di essere più produttivo e avere più tempo per le attività che ti interessano. Crea una lista delle attività da fare e pianifica il tuo tempo in modo efficiente.

Imparare a gestire le emozioni: Migliorare la tua intelligenza emotiva può migliorare le tue relazioni personali e professionali. Impara a riconoscere, comprendere e gestire le tue emozioni e quelle degli altri.

Espandere la tua rete sociale: Connettersi con persone nuove può portare nuove opportunità e prospettive nella tua vita. Partecipa a eventi sociali, unisciti a gruppi di interesse e cerca opportunità per incontrare persone nuove.

Imparare a stabilire obiettivi: Impara a definire obiettivi chiari e realistici per te stesso. Pianifica come raggiungerli e fai progressi costanti verso il loro raggiungimento.

Volontariato e aiuto agli altri: Contribuire alla comunità o fare volontariato per cause benefiche può darti una sensazione di realizzazione e scopo nella vita.

Continuare l’istruzione: La formazione continua è essenziale per rimanere aggiornati nelle tue competenze e conoscenze professionali. Partecipa a corsi o seminari per espandere le tue competenze.

Mantenere un diario: Tenere un diario personale può aiutarti a riflettere sulle tue esperienze, emozioni e obiettivi. Può anche essere utile per tracciare il tuo progresso nella crescita personale.

Avere un mentore: Trova una persona più esperta o esperta in un campo che ti interessa e cerca di imparare da loro. Un mentore può offrirti consigli preziosi e orientamento.

Abbracciare il fallimento: Non avere paura di fallire, poiché i fallimenti possono essere preziose lezioni di vita. Impara dagli errori e usa le esperienze negative per crescere.

Avere una mentalità aperta: Sii aperto alle nuove idee, prospettive e culture. La curiosità e l’apertura mentale possono arricchire la tua crescita personale.

Ricorda che la crescita personale è un processo continuo e individuale. Scegli le idee che ti sembrano più adatte ai tuoi obiettivi e alle tue passioni, e lavora costantemente su di esse per migliorare te stesso e la tua vita.

I punti chiave per la perdita di peso!

Non esistono formule magiche e sono certa che vi aspettiate chissà quali rivelazioni fantascientifiche. C’è solo un modo (ovvero un insieme di azioni e predisposizioni mentali) per perdere o mantenere il proprio peso corporeo nel tempo. Desiderarlo davvero! Solo così avrai l’atteggiamento giusto per seguire le regole che seguiranno! Perdere peso in modo sano ed efficace richiede un approccio equilibrato che coinvolga una combinazione di dieta, esercizio fisico e cambiamenti nello stile di vita.

Andiamo per gradi e vediamoli insieme:

Consulta un professionista della salute: Prima di iniziare qualsiasi programma di perdita di peso, è importante consultare un medico o un dietologo. Possono aiutarti a stabilire obiettivi realistici e pianificare un programma adatto alle tue esigenze individuali.

Crea un deficit calorico: Per perdere peso, devi bruciare più calorie di quelle che consumi. Puoi farlo mangiando meno calorie di quelle che il tuo corpo ha bisogno per funzionare normalmente o aumentando il tuo livello di attività fisica per bruciare più calorie.

Mantieni una dieta equilibrata: Concentrati su una dieta ricca di frutta, verdura, proteine magre, cereali integrali e grassi sani. Riduci al minimo il consumo di cibi ad alto contenuto calorico, zuccheri aggiunti e alimenti processati.

Controlla le porzioni: Le dimensioni delle porzioni possono avere un impatto significativo sulle calorie totali che consumi. Usa piatti più piccoli e presta attenzione alle dimensioni delle porzioni per evitare il sovraconsumo.

Esercizio fisico regolare: L’attività fisica è fondamentale per bruciare calorie e migliorare la salute generale. Cerca di fare almeno 150 minuti di attività aerobica moderata o 75 minuti di attività intensa alla settimana, insieme a esercizi di forza per rafforzare i muscoli.

Bevi acqua: L’acqua è essenziale per il funzionamento del corpo e può aiutarti a sentirti sazio. Bevi abbastanza acqua durante il giorno per evitare la disidratazione.

Dormi a sufficienza: Il sonno è importante per la regolazione dell’appetito e il metabolismo. Cerca di dormire dalle 7 alle 9 ore a notte.

Gestisci lo stress: Lo stress può portare a cattive abitudini alimentari. Pratica tecniche di gestione dello stress come il rilassamento, la meditazione o lo yoga.

Monitora il tuo progresso: Tieni un diario alimentare per registrare cosa mangi e quanto esercizio fai. Questo può aiutarti a identificare aree in cui puoi migliorare.

Sii paziente e costante: La perdita di peso sana è un processo a lungo termine. Non aspettarti risultati immediati, e cerca di mantenere la motivazione nel corso del tempo.

Ricorda che è importante perseguire la perdita di peso in modo sano, evitando di ricorrere a diete estreme o a metodi non sostenibili. Un approccio equilibrato e sostenibile è la chiave per ottenere risultati duraturi e mantenere una buona salute e non recare danni all’autostima!

Leggere fa bene alla salute: scopri come in 10 passi

Sì, leggere può avere numerosi benefici per la salute mentale e fisica. Ecco alcuni dei modi in cui la lettura può influire positivamente sulla salute:

Riduzione dello stress: La lettura può essere una forma efficace di svago che aiuta a ridurre lo stress e l’ansia. Immergersi in un buon libro può far dimenticare i problemi quotidiani e fornire un’occasione per rilassarsi.

Miglioramento del sonno: La lettura prima di andare a letto può favorire un sonno migliore. Leggere un libro rilassante può aiutare a staccare da pensieri stressanti e a preparare la mente per il riposo.

Espansione del vocabolario e del pensiero critico: La lettura regolare espande il vocabolario e aiuta a sviluppare il pensiero critico. Queste abilità possono migliorare la comunicazione e la risoluzione dei problemi nella vita quotidiana.

Aumento dell’empatia: Leggere storie che raccontano le esperienze degli altri può aumentare l’empatia, la capacità di comprendere e condividere i sentimenti degli altri. Questo può migliorare le relazioni interpersonali.

Mantenimento della salute mentale: La lettura può essere una forma di evasione e un modo per affrontare i momenti difficili. I libri che trattano temi di salute mentale possono essere particolarmente utili per chi cerca supporto e comprensione.

Stimolazione cognitiva: La lettura stimola il cervello e può aiutare a prevenire la diminuzione delle funzioni cognitive legate all’invecchiamento. Mantenere la mente attiva attraverso la lettura può contribuire a mantenere una mente più acuta.

Apprendimento continuo: La lettura costante consente di apprendere nuove informazioni, sviluppare nuove competenze e mantenere l’interesse per il mondo circostante.

Riduzione del rischio di demenza: Studi hanno suggerito che la lettura regolare e l’attività mentale impegnativa possono contribuire a ridurre il rischio di sviluppare demenza in età avanzata.

Flessibilità cognitiva: Leggere una varietà di generi letterari può esporre a diverse prospettive e punti di vista, aumentando la flessibilità cognitiva e la comprensione del mondo.

Aumento della felicità: La lettura può portare gioia e soddisfazione personale. Trovare piacere nella lettura può contribuire al benessere generale.

Ricorda che la quantità e il tipo di lettura possono variare da persona a persona. L’importante è trovare ciò che ti appassiona e ti interessa di più. Anche se leggere può offrire numerosi vantaggi per la salute, è importante bilanciarlo con altre attività fisiche e sociali per un benessere completo.

Prendersi cura dell’altro: l’evoluzione di una civiltà

Condivido affinchè sia motivo di riflessione.

“Un giorno, uno studente chiese all’antropologa Margaret Mead quale fosse il primo segno di civiltà in una cultura. Tutti nell’aula si aspettavano che la Professoressa rispondesse parlando del fuoco, di ami, pentole di terracotta, macine per il grano al limite lance, frecce o clave.

Invece la Mead disse che il primo segno di civiltà nel mondo era un femore rotto, poi guarito. Spiegò che nel regno animale, chi si rompe una gamba, muore. Non può più cacciare, né scappare dal pericolo, andare a bere al fiume. Preda o predatore, con una frattura sei solo carne per gli altri animali che si aggirano intorno a te. Infatti, tranne l’uomo, nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l’osso guarisca.


Quindi un femore guarito è la prova che qualcuno è stato accanto a chi era caduto, ne ha curato la ferita in un luogo sicuro, lo ha aiutato a riprendersi.

Mead concluse dicendo che “aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto preciso in cui la civiltà inizia. Noi siamo al nostro meglio quando serviamo gli altri. Essere civili è questo”.

Perdere peso non è questione di forza di volontà

La perdita di peso spesso richiede cambiamenti nello stile di vita, come una dieta equilibrata e l’esercizio fisico regolare, che possono essere sfidanti da mantenere nel tempo. La forza di volontà può influenzare il processo di perdita di peso:

Resistenza alle tentazioni: La forza di volontà ti aiuta a resistere alle tentazioni alimentari, come cibi ad alto contenuto calorico o poco salutari. Imparare a dire no a queste tentazioni può aiutarti a ridurre l’assunzione di calorie e a mantenere una dieta più sana.

Mantenimento di una routine di allenamento: L’esercizio regolare è importante per bruciare calorie e migliorare la salute generale. La forza di volontà ti aiuta a rimanere fedele alla tua routine di allenamento, anche quando non hai voglia di farlo.

Gestione dello stress: Lo stress può portare a comportamenti alimentari malsani. La forza di volontà ti permette di gestire lo stress in modi più sani, evitando il ricorso a cibi confortanti o a comportamenti alimentari emotivi.

Resistenza ai cambiamenti a lungo termine: La perdita di peso sostenibile richiede spesso cambiamenti duraturi nello stile di vita. La forza di volontà è essenziale per mantenere questi cambiamenti nel tempo, evitando il ritorno alle abitudini alimentari e di vita precedenti.

Insomma basta volerlo? Con la volontà si arriva ovunque? È vero solo in parte!

Se ci affidiamo esclusivamente alla forza di volontà non faremo molta strada. Arriverà il momento in cui saremo sfiniti e tutti i buoni propositi andranno a farsi benedire con ripercussioni a livello fisico e a livello psicologico.

Se ci affidiamo alla forza di volontà l’autostima potrebbe pagarla molto cara. Ad un eccesso si reagisce con sensi di colpa e sensazione di essere inadeguati, incapaci ed inaffidabili!

Allora cosa è veramente importante? Al primo posto metterei sicuramente lo stile di vita. Se ci rendiamo conto del profondo significato di stile di vita il “sacrificio”, la “rinuncia” non avranno lo stesso impatto.

Per  raggiungere il successo nella perdita di peso a lungo termine  dobbiamo mettere in campo fattori come la pianificazione, la motivazione intrinseca, il sostegno sociale senza dimenticare la consulenza professionale. Quest’ultima che sia psicologica o nutrizionale (o entrambe!) non è una scelta secondaria. Ricordate che con il fai da te in questo campo si rischia molto! Errori dal punto di vista nutrizionale creano problemi metabolici e diete drastiche portano a disagi psicofisiologici anche gravi.

La scelta giusta non sta nel “saper resistere”, ma nella consapevolezza di intraprendere un cammino sano. Imparare a fare le scelte corrette per le proprie esigenze ed il proprio fisico, saper abbinare gli alimenti, sono alcuni dei pilastri fondamentali per intraprendere questo cammino. Un’alimentazione corretta e consapevole associata ad un minimo di attività fisica assicura un corpo in forze in grado di affrontare le sfide quotidiane al meglio. Se ti senti bene sei meno stressato, trovi soluzioni, hai una vita personale più soddisfacente.

Bisogna andare oltre al concetto della perdita di peso ed abbracciare uno stile di vita sano che abbracci tutti gli aspetti della nostra vita oltre l’alimentazione, ma partendo da essa!

Gentitori anziani che fare? Le autrici ce lo raccontano in un libro

Genitori anziani, che fare? Una guida per i figli adulti e (im)preparati è il libro di Antonella Brugnola e Claudia Campisi edito da Flaccovio Dario (2022) che tratta un tema attualissimo, visto l’allungamento dell’età media e che non viene facilmente affrontato. L’idea della vecchiaia e della morte sono temi che disarmano e che fino a quando non ci si trova ad affrontare da vicino si cerca sempre di evitare.Il tema “genitori che invecchiano e figli impreparati” è un tabù. Non sempre i figli sanno cosa fare quando vedono le prime avvisaglie della vecchiaia dei cari, né sanno gestire con serenità le situazioni che li soffocano di preoccupazioni.

Vi lascio alle parole delle autrici:

Antonella Brignola: Il libro che ho scritto con Claudia Campisi è dedicato a TUTTI voi, perché per la maggioranza siamo figli adulti, abbiamo (o avremo) a che fare con un genitore anziano e saremo colti alla sprovvista quando realizzeremo le prime avvisaglie della vecchiaia che arriva.

Il libro nasce a tavolino esaminando una lacuna nella disponibilità di fonti di informazione su questo momento della vita: esistono centinaia di manuali su come diventare genitori, provette neomamme, gestire figli adolescenti, ma quasi nulla su come affrontare con ansia controllata la fase in cui noi diventiamo i “genitori” dei nostri genitori, peraltro con l’aspettativa di un periodo lungo e nebuloso da affrontare.

E’ il frutto di una lunga esperienza personale e della voglia di tradurre in suggerimenti pratici il vissuto e gli errori in cui sono passata, con l’interpretazione psicologica di Claudia che spiega cosa succede alle due parti in gioco.

Come affrontare la 4’ età è ormai un’urgenza nazionale, considerato l’allungamento della vita media e il numero crescente di over 65. Si parla della generazione sandwich, di gestione di imprevisti e assistenza per tanti anni, di impatto sulla vita di due famiglie e di inevitabile isolamento e disagio.

Diversi contributor esperti hanno partecipato con i loro punti di vista e le proposte innovative per la terza età: Luca Foresti, Maria Cristina Bombelli, l’avv. Livia Passalacqua con Formula Terza Età, Michela Conti di UGO, servizi di assistenza.

Nella foto la dottoressa Campisi con una copia del libro

Claudia Campisi: Il libro parla principalmente alle donne, il target per eccellenza, soprattutto dai 35 anni in su. Il testo affronta non solo il tema delle donne sandwich, ma tantissimi aspetti psicologici del processo di trasformazione personale e familiare di figli e genitori. All’apice della carriera o appena agli inizi con una nuova famiglia che nasce ecco che i genitori hanno bisogno di noi. Da considerare una guida, per il doppio livello sviluppato:

– consigli pratici per gestione e organizzazione vita del nostro caro bisognoso di cure realizzati dalla co-autrice Antonella Brugnola.

– psicologico: come cogliere i primi segnali, supporto nella gestione del lutto, rapporti difficili, comunicazione, sessualità a mia cura.

Ho voluto anche parlare di sessualità anche LGBT e di alimentazione con il supporto di un geriatra molto giovane e illuminato.

Concludendo: Questo manuale spiega come affrontare preventivamente la vecchiaia dei nostri cari, in modo semplice, integrando due punti di vista: la visione dell’esperta psicologa Claudia che spiega la dinamica dei sentimenti e comportamenti di figli e genitori e la parte di Antonella con soluzioni e risorse da applicare con il metodo A-M-O-R-E. Il libro è una guida concreta per prendere consapevolezza del fenomeno, iniziare a gestirlo più preparati, evitando di cadere nello sconforto o, cosa peggiore, di isolarsi. È rivolto a chi è figlio, amico, vicino di casa, caregiver, operatore sanitario chiamato ad occuparsi di una persona anziana e che, con la conoscenza e la pianificazione degli interventi, si può organizzare per una maggiore serenità.

Azione e reazione: come reagisci ad un imprevisto?

“Azione” e “reazione” sono due concetti fondamentali nella fisica che sono spesso associati alla terza legge di Newton, nota come la legge dell’azione e reazione.

La legge dell’azione e reazione afferma che per ogni azione c’è una reazione uguale e opposta. In altre parole, se un oggetto A esercita una forza su un oggetto B, allora l’oggetto B eserciterà una forza uguale in grandezza e opposta in direzione sull’oggetto A. Questo principio è spesso espresso con la famosa frase “Per ogni azione c’è una reazione uguale e opposta.”

Ad esempio, se si spinge una palla con una certa forza verso destra (azione), la palla eserciterà una forza uguale e opposta verso sinistra (reazione) sulla mano che la sta spingendo.

La legge dell’azione e reazione è una delle leggi fondamentali della meccanica classica e ha importanti implicazioni nella comprensione del movimento degli oggetti e delle interazioni tra di essi.

azione e reazione in psicologia

Il principio di “azione e reazione” in psicologia non è una terminologia comune o un concetto specifico come lo è in fisica. Tuttavia, è possibile interpretare alcuni concetti psicologici alla luce di questo principio in modo metaforico.

Nella psicologia, l’idea di “azione e reazione” potrebbe essere applicata in vari contesti:

Comportamento e conseguenze: Questo principio può essere applicato alla teoria dell’apprendimento, in particolare al condizionamento operante di B.F. Skinner. In questa prospettiva, un individuo emette un comportamento (azione), che viene seguito da conseguenze (reazioni). Se le conseguenze sono positive o gratificanti, l’individuo è più incline a ripetere il comportamento. Se le conseguenze sono negative o punitive, l’individuo è meno incline a ripetere il comportamento.

Dinamiche relazionali: In psicologia delle relazioni, il principio di azione e reazione potrebbe essere utilizzato per esaminare come le azioni di una persona influenzano le reazioni e le risposte delle altre persone in una relazione. Ad esempio, se una persona mostra affetto e gentilezza (azione) verso un’altra persona, è probabile che riceva reazioni positive in cambio, come affetto e gentilezza da parte dell’altra persona (reazione).

Stress e coping: Nel contesto dello stress e del coping, l’azione potrebbe rappresentare lo stress o gli eventi stressanti a cui una persona è esposta. La reazione potrebbe riflettere le strategie di coping o di adattamento che l’individuo adotta per affrontare lo stress. Quindi, l’effetto di un determinato livello di stress (azione) su una persona dipenderà dalle sue risposte di coping (reazione).

Psicologia sociale: In psicologia sociale, il principio di azione e reazione potrebbe essere applicato all’analisi delle dinamiche di gruppo e delle interazioni sociali. Ad esempio, l’azione di un individuo in un gruppo, come un comportamento aggressivo o cooperativo, può scatenare reazioni da parte degli altri membri del gruppo, influenzando l’atmosfera sociale e la dinamica complessiva del gruppo.

In breve, il concetto di “azione e reazione” può essere utilizzato in psicologia per esaminare le dinamiche comportamentali, relazionali, di coping e sociali, anche se non è un termine o un concetto specifico nel campo della psicologia come lo è nella fisica. In psicologia, il contesto e le teorie specifiche determineranno come questo principio può essere applicato in modo significativo.

E tu come ti comporti davanti ad un evento improvviso?

Di fronte ad un qualcosa di improvviso di solito abbiamo una reazione negativa (anche se l’evento non è nocivo!), perché va ad intaccare la nostra zona di confort e quindi ci destabilizza.

Abbiamo comunque due modalità per affrontare una situazione non prevista vediamo nel dettaglio i vari significati:

Un’azione è qualcosa  di intenzionale/ragionato, che risponde ad una logica, si ha la possibilità di valutare le varie opzioni e conseguenze, ma a volte a furia di pensarci e ripensarci si rischia di rimanere fermi e non prendere nessuna decisione e si ha la sensazione di essere insicuri.

Una reazione è qualcosa d’istintivo/immediato, di impulsivo che nasce da un flusso emotivo per il quale vorremo essere già oltre il problema. Reagendo si ha la sensazione di essere più decisi e sicuri, ma spesso si prendono decisioni errate.

Qual è la scelta giusta allora? Dipende sicuramente dal nostro carattere, dal problema che dobbiamo affrontare, dalle risorse che abbiamo a disposizione, dal momento personale che stiamo vivendo, ma qualche volta è anche bene ascoltare il proprio istinto.