Il disagio psicologico si riferisce a uno stato di malessere emotivo o psicologico che può manifestarsi attraverso una varietà di sintomi e disturbi. Questo termine è ampio e può includere diversi livelli di sofferenza mentale, dall’ansia e la tristezza occasionali fino a condizioni più gravi come la depressione, l’ansia cronica, i disturbi dell’umore o altre condizioni psicologiche.
Le cause del disagio psicologico possono essere molteplici e complesse e spesso coinvolgono fattori biologici, psicologici e sociali. Eventi traumatici, stress e pressioni quotidiane, predisposizione genetica, squilibri chimici nel cervello e fattori ambientali possono contribuire al manifestarsi del disagio psicologico.
È importante sottolineare che il disagio psicologico è un concetto molto ampio e può variare da persona a persona. Ciò che può essere considerato fonte di disagio per una persona potrebbe non esserlo per un’altra.
Pur manifestandosi con una grande varietà di sintomi che variano da persona a persona e dipendono dalla natura e dalla gravità del problema il disagio psicologico si manifesta in prevalenza attraverso:
Cambiamenti nell’umore: Tristezza persistente. Ansia e preoccupazione eccessive. Irritabilità. Depressione.
Cambiamenti nel comportamento: Isolamento sociale e ritiro dalle attività sociali. Cambiamenti nell’appetito o nel peso. Difficoltà a concentrarsi o prendere decisioni. Disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia). Abuso di sostanze (alcol, droghe, farmaci).
Sintomi fisici: Mal di testa frequenti. Dolori muscolari o tensione. Disturbi gastrointestinali. Affaticamento e mancanza di energia. Pensieri e emozioni:
Pensieri ossessivi o ricorrenti. Sensazioni di paura o panico. Sensazioni di colpa o inadeguatezza. Idee suicidarie o autodistruttive.
Cambiamenti nelle relazioni: Difficoltà nei rapporti interpersonali. Comportamenti aggressivi o impulsivi. Isolamento dalle persone care.
Sintomi cognitivi: Pensieri disorganizzati. Deliri o allucinazioni (in alcuni casi). Difficoltà di memoria e concentrazione.
È importante notare che questi sintomi possono variare in intensità e durata e che la presenza di uno o più di essi potrebbe indicare la necessità di un supporto psicologico o psichiatrico. Se tu o qualcuno che conosci sta sperimentando questi sintomi o altri segnali di disagio psicologico, è fondamentale cercare aiuto da uno specialista della salute mentale. Il trattamento adeguato può contribuire notevolmente al miglioramento della salute mentale e al benessere complessivo.
Abbiamo parlato tante volte di quanto sia importante la crescita personale e analizzato alcune strategie vincenti per raggiungere l’obiettivo. Oggi vorrei proporre delle idee pratiche da sfruttare da subito!
Ecco alcuni spunti pratici per svilupparti, migliorare le tue abilità e raggiungere gli obiettivi di vita:
Leggere di più: La lettura è un modo eccellente per espandere la tua conoscenza e migliorare la tua comprensione del mondo. Leggere libri su vari argomenti può aiutarti a sviluppare nuove prospettive e idee.
Imparare una nuova abilità: Scegli qualcosa che ti interessi e impara una nuova abilità. Potrebbe essere suonare uno strumento musicale, cucinare piatti gourmet, imparare una nuova lingua o programmazione informatica.
Allenarsi e mantenersi in forma: L’esercizio fisico regolare non solo migliora la tua salute fisica, ma anche quella mentale. Trova un’attività fisica che ti piaccia, che sia nuoto, yoga, corsa o qualsiasi altra cosa, e mantienila costante.
Praticare la mindfulness: La mindfulness è una tecnica che ti aiuta a vivere il momento presente in modo consapevole. La meditazione e la respirazione profonda possono aiutarti a ridurre lo stress e migliorare la tua concentrazione.
Imparare a gestire lo stress: Impara a gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento come la meditazione, il tai chi o lo yoga. Anche l’organizzazione e la pianificazione possono ridurre lo stress.
Imparare a gestire il tempo: La gestione del tempo efficace ti consente di essere più produttivo e avere più tempo per le attività che ti interessano. Crea una lista delle attività da fare e pianifica il tuo tempo in modo efficiente.
Imparare a gestire le emozioni: Migliorare la tua intelligenza emotiva può migliorare le tue relazioni personali e professionali. Impara a riconoscere, comprendere e gestire le tue emozioni e quelle degli altri.
Espandere la tua rete sociale: Connettersi con persone nuove può portare nuove opportunità e prospettive nella tua vita. Partecipa a eventi sociali, unisciti a gruppi di interesse e cerca opportunità per incontrare persone nuove.
Imparare a stabilire obiettivi: Impara a definire obiettivi chiari e realistici per te stesso. Pianifica come raggiungerli e fai progressi costanti verso il loro raggiungimento.
Volontariato e aiuto agli altri: Contribuire alla comunità o fare volontariato per cause benefiche può darti una sensazione di realizzazione e scopo nella vita.
Continuare l’istruzione: La formazione continua è essenziale per rimanere aggiornati nelle tue competenze e conoscenze professionali. Partecipa a corsi o seminari per espandere le tue competenze.
Mantenere un diario: Tenere un diario personale può aiutarti a riflettere sulle tue esperienze, emozioni e obiettivi. Può anche essere utile per tracciare il tuo progresso nella crescita personale.
Avere un mentore: Trova una persona più esperta o esperta in un campo che ti interessa e cerca di imparare da loro. Un mentore può offrirti consigli preziosi e orientamento.
Abbracciare il fallimento: Non avere paura di fallire, poiché i fallimenti possono essere preziose lezioni di vita. Impara dagli errori e usa le esperienze negative per crescere.
Avere una mentalità aperta: Sii aperto alle nuove idee, prospettive e culture. La curiosità e l’apertura mentale possono arricchire la tua crescita personale.
Ricorda che la crescita personale è un processo continuo e individuale. Scegli le idee che ti sembrano più adatte ai tuoi obiettivi e alle tue passioni, e lavora costantemente su di esse per migliorare te stesso e la tua vita.
Non esistono formule magiche e sono certa che vi aspettiate chissà quali rivelazioni fantascientifiche. C’è solo un modo (ovvero un insieme di azioni e predisposizioni mentali) per perdere o mantenere il proprio peso corporeo nel tempo. Desiderarlo davvero! Solo così avrai l’atteggiamento giusto per seguire le regole che seguiranno! Perdere peso in modo sano ed efficace richiede un approccio equilibrato che coinvolga una combinazione di dieta, esercizio fisico e cambiamenti nello stile di vita.
Andiamo per gradi e vediamoli insieme:
Consulta un professionista della salute: Prima di iniziare qualsiasi programma di perdita di peso, è importante consultare un medico o un dietologo. Possono aiutarti a stabilire obiettivi realistici e pianificare un programma adatto alle tue esigenze individuali.
Crea un deficit calorico: Per perdere peso, devi bruciare più calorie di quelle che consumi. Puoi farlo mangiando meno calorie di quelle che il tuo corpo ha bisogno per funzionare normalmente o aumentando il tuo livello di attività fisica per bruciare più calorie.
Mantieni una dieta equilibrata: Concentrati su una dieta ricca di frutta, verdura, proteine magre, cereali integrali e grassi sani. Riduci al minimo il consumo di cibi ad alto contenuto calorico, zuccheri aggiunti e alimenti processati.
Controlla le porzioni: Le dimensioni delle porzioni possono avere un impatto significativo sulle calorie totali che consumi. Usa piatti più piccoli e presta attenzione alle dimensioni delle porzioni per evitare il sovraconsumo.
Esercizio fisico regolare: L’attività fisica è fondamentale per bruciare calorie e migliorare la salute generale. Cerca di fare almeno 150 minuti di attività aerobica moderata o 75 minuti di attività intensa alla settimana, insieme a esercizi di forza per rafforzare i muscoli.
Bevi acqua: L’acqua è essenziale per il funzionamento del corpo e può aiutarti a sentirti sazio. Bevi abbastanza acqua durante il giorno per evitare la disidratazione.
Dormi a sufficienza: Il sonno è importante per la regolazione dell’appetito e il metabolismo. Cerca di dormire dalle 7 alle 9 ore a notte.
Gestisci lo stress: Lo stress può portare a cattive abitudini alimentari. Pratica tecniche di gestione dello stress come il rilassamento, la meditazione o lo yoga.
Monitora il tuo progresso: Tieni un diario alimentare per registrare cosa mangi e quanto esercizio fai. Questo può aiutarti a identificare aree in cui puoi migliorare.
Sii paziente e costante: La perdita di peso sana è un processo a lungo termine. Non aspettarti risultati immediati, e cerca di mantenere la motivazione nel corso del tempo.
Ricorda che è importante perseguire la perdita di peso in modo sano, evitando di ricorrere a diete estreme o a metodi non sostenibili. Un approccio equilibrato e sostenibile è la chiave per ottenere risultati duraturi e mantenere una buona salute e non recare danni all’autostima!
Sì, leggere può avere numerosi benefici per la salute mentale e fisica. Ecco alcuni dei modi in cui la lettura può influire positivamente sulla salute:
Riduzione dello stress: La lettura può essere una forma efficace di svago che aiuta a ridurre lo stress e l’ansia. Immergersi in un buon libro può far dimenticare i problemi quotidiani e fornire un’occasione per rilassarsi.
Miglioramento del sonno: La lettura prima di andare a letto può favorire un sonno migliore. Leggere un libro rilassante può aiutare a staccare da pensieri stressanti e a preparare la mente per il riposo.
Espansione del vocabolario e del pensiero critico: La lettura regolare espande il vocabolario e aiuta a sviluppare il pensiero critico. Queste abilità possono migliorare la comunicazione e la risoluzione dei problemi nella vita quotidiana.
Aumento dell’empatia: Leggere storie che raccontano le esperienze degli altri può aumentare l’empatia, la capacità di comprendere e condividere i sentimenti degli altri. Questo può migliorare le relazioni interpersonali.
Mantenimento della salute mentale: La lettura può essere una forma di evasione e un modo per affrontare i momenti difficili. I libri che trattano temi di salute mentale possono essere particolarmente utili per chi cerca supporto e comprensione.
Stimolazione cognitiva: La lettura stimola il cervello e può aiutare a prevenire la diminuzione delle funzioni cognitive legate all’invecchiamento. Mantenere la mente attiva attraverso la lettura può contribuire a mantenere una mente più acuta.
Apprendimento continuo: La lettura costante consente di apprendere nuove informazioni, sviluppare nuove competenze e mantenere l’interesse per il mondo circostante.
Riduzione del rischio di demenza: Studi hanno suggerito che la lettura regolare e l’attività mentale impegnativa possono contribuire a ridurre il rischio di sviluppare demenza in età avanzata.
Flessibilità cognitiva: Leggere una varietà di generi letterari può esporre a diverse prospettive e punti di vista, aumentando la flessibilità cognitiva e la comprensione del mondo.
Aumento della felicità: La lettura può portare gioia e soddisfazione personale. Trovare piacere nella lettura può contribuire al benessere generale.
Ricorda che la quantità e il tipo di lettura possono variare da persona a persona. L’importante è trovare ciò che ti appassiona e ti interessa di più. Anche se leggere può offrire numerosi vantaggi per la salute, è importante bilanciarlo con altre attività fisiche e sociali per un benessere completo.
“Un giorno, uno studente chiese all’antropologa Margaret Mead quale fosse il primo segno di civiltà in una cultura. Tutti nell’aula si aspettavano che la Professoressa rispondesse parlando del fuoco, di ami, pentole di terracotta, macine per il grano al limite lance, frecce o clave.
Invece la Mead disse che il primo segno di civiltà nel mondo era un femore rotto, poi guarito. Spiegò che nel regno animale, chi si rompe una gamba, muore. Non può più cacciare, né scappare dal pericolo, andare a bere al fiume. Preda o predatore, con una frattura sei solo carne per gli altri animali che si aggirano intorno a te. Infatti, tranne l’uomo, nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l’osso guarisca.
Quindi un femore guarito è la prova che qualcuno è stato accanto a chi era caduto, ne ha curato la ferita in un luogo sicuro, lo ha aiutato a riprendersi.
Mead concluse dicendo che “aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto preciso in cui la civiltà inizia. Noi siamo al nostro meglio quando serviamo gli altri. Essere civili è questo”.
La perdita di peso spesso richiede cambiamenti nello stile di vita, come una dieta equilibrata e l’esercizio fisico regolare, che possono essere sfidanti da mantenere nel tempo. La forza di volontà può influenzare il processo di perdita di peso:
Resistenza alle tentazioni: La forza di volontà ti aiuta a resistere alle tentazioni alimentari, come cibi ad alto contenuto calorico o poco salutari. Imparare a dire no a queste tentazioni può aiutarti a ridurre l’assunzione di calorie e a mantenere una dieta più sana.
Mantenimento di una routine di allenamento: L’esercizio regolare è importante per bruciare calorie e migliorare la salute generale. La forza di volontà ti aiuta a rimanere fedele alla tua routine di allenamento, anche quando non hai voglia di farlo.
Gestione dello stress: Lo stress può portare a comportamenti alimentari malsani. La forza di volontà ti permette di gestire lo stress in modi più sani, evitando il ricorso a cibi confortanti o a comportamenti alimentari emotivi.
Resistenza ai cambiamenti a lungo termine: La perdita di peso sostenibile richiede spesso cambiamenti duraturi nello stile di vita. La forza di volontà è essenziale per mantenere questi cambiamenti nel tempo, evitando il ritorno alle abitudini alimentari e di vita precedenti.
Insomma basta volerlo? Con la volontà si arriva ovunque? È vero solo in parte!
Se ci affidiamo esclusivamente alla forza di volontà non faremo molta strada. Arriverà il momento in cui saremo sfiniti e tutti i buoni propositi andranno a farsi benedire con ripercussioni a livello fisico e a livello psicologico.
Se ci affidiamo alla forza di volontà l’autostima potrebbe pagarla molto cara. Ad un eccesso si reagisce con sensi di colpa e sensazione di essere inadeguati, incapaci ed inaffidabili!
Allora cosa è veramente importante? Al primo posto metterei sicuramente lo stile di vita. Se ci rendiamo conto del profondo significato di stile di vita il “sacrificio”, la “rinuncia” non avranno lo stesso impatto.
Per raggiungere il successo nella perdita di peso a lungo termine dobbiamo mettere in campo fattori come la pianificazione, la motivazione intrinseca, il sostegno sociale senza dimenticare la consulenza professionale. Quest’ultima che sia psicologica o nutrizionale (o entrambe!) non è una scelta secondaria. Ricordate che con il fai da te in questo campo si rischia molto! Errori dal punto di vista nutrizionale creano problemi metabolici e diete drastiche portano a disagi psicofisiologici anche gravi.
La scelta giusta non sta nel “saper resistere”, ma nella consapevolezza di intraprendere un cammino sano. Imparare a fare le scelte corrette per le proprie esigenze ed il proprio fisico, saper abbinare gli alimenti, sono alcuni dei pilastri fondamentali per intraprendere questo cammino. Un’alimentazione corretta e consapevole associata ad un minimo di attività fisica assicura un corpo in forze in grado di affrontare le sfide quotidiane al meglio. Se ti senti bene sei meno stressato, trovi soluzioni, hai una vita personale più soddisfacente.
Bisogna andare oltre al concetto della perdita di peso ed abbracciare uno stile di vita sano che abbracci tutti gli aspetti della nostra vita oltre l’alimentazione, ma partendo da essa!
Genitori anziani, che fare? Una guida per i figli adulti e (im)preparati è il libro di Antonella Brugnola e Claudia Campisi edito da Flaccovio Dario (2022) che tratta un tema attualissimo, visto l’allungamento dell’età media e che non viene facilmente affrontato. L’idea della vecchiaia e della morte sono temi che disarmano e che fino a quando non ci si trova ad affrontare da vicino si cerca sempre di evitare.Il tema “genitori che invecchiano e figli impreparati” è un tabù. Non sempre i figli sanno cosa fare quando vedono le prime avvisaglie della vecchiaia dei cari, né sanno gestire con serenità le situazioni che li soffocano di preoccupazioni.
Vi lascio alle parole delle autrici:
Antonella Brignola: Il libro che ho scritto con Claudia Campisi è dedicato a TUTTI voi, perché per la maggioranza siamo figli adulti, abbiamo (o avremo) a che fare con un genitore anziano e saremo colti alla sprovvista quando realizzeremo le prime avvisaglie della vecchiaia che arriva.
Il libro nasce a tavolino esaminando una lacuna nella disponibilità di fonti di informazione su questo momento della vita: esistono centinaia di manuali su come diventare genitori, provette neomamme, gestire figli adolescenti, ma quasi nulla su come affrontare con ansia controllata la fase in cui noi diventiamo i “genitori” dei nostri genitori, peraltro con l’aspettativa di un periodo lungo e nebuloso da affrontare.
E’ il frutto di una lunga esperienza personale e della voglia di tradurre in suggerimenti pratici il vissuto e gli errori in cui sono passata, con l’interpretazione psicologica di Claudia che spiega cosa succede alle due parti in gioco.
Come affrontare la 4’ età è ormai un’urgenza nazionale, considerato l’allungamento della vita media e il numero crescente di over 65. Si parla della generazione sandwich, di gestione di imprevisti e assistenza per tanti anni, di impatto sulla vita di due famiglie e di inevitabile isolamento e disagio.
Diversi contributor esperti hanno partecipato con i loro punti di vista e le proposte innovative per la terza età: Luca Foresti, Maria Cristina Bombelli, l’avv. Livia Passalacqua con Formula Terza Età, Michela Conti di UGO, servizi di assistenza.
Nella foto la dottoressa Campisi con una copia del libro
Claudia Campisi: Il libro parla principalmente alle donne, il target per eccellenza, soprattutto dai 35 anni in su. Il testo affronta non solo il tema delle donne sandwich, ma tantissimi aspetti psicologici del processo di trasformazione personale e familiare di figli e genitori. All’apice della carriera o appena agli inizi con una nuova famiglia che nasce ecco che i genitori hanno bisogno di noi. Da considerare una guida, per il doppio livello sviluppato:
– consigli pratici per gestione e organizzazione vita del nostro caro bisognoso di cure realizzati dalla co-autrice Antonella Brugnola.
– psicologico: come cogliere i primi segnali, supporto nella gestione del lutto, rapporti difficili, comunicazione, sessualità a mia cura.
Ho voluto anche parlare di sessualità anche LGBT e di alimentazione con il supporto di un geriatra molto giovane e illuminato.
Concludendo: Questo manuale spiega come affrontare preventivamente la vecchiaia dei nostri cari, in modo semplice, integrando due punti di vista: la visione dell’esperta psicologa Claudia che spiega la dinamica dei sentimenti e comportamenti di figli e genitori e la parte di Antonella con soluzioni e risorse da applicare con il metodo A-M-O-R-E. Il libro è una guida concreta per prendere consapevolezza del fenomeno, iniziare a gestirlo più preparati, evitando di cadere nello sconforto o, cosa peggiore, di isolarsi. È rivolto a chi è figlio, amico, vicino di casa, caregiver, operatore sanitario chiamato ad occuparsi di una persona anziana e che, con la conoscenza e la pianificazione degli interventi, si può organizzare per una maggiore serenità.
“Azione” e “reazione” sono due concetti fondamentali nella fisica che sono spesso associati alla terza legge di Newton, nota come la legge dell’azione e reazione.
La legge dell’azione e reazione afferma che per ogni azione c’è una reazione uguale e opposta. In altre parole, se un oggetto A esercita una forza su un oggetto B, allora l’oggetto B eserciterà una forza uguale in grandezza e opposta in direzione sull’oggetto A. Questo principio è spesso espresso con la famosa frase “Per ogni azione c’è una reazione uguale e opposta.”
Ad esempio, se si spinge una palla con una certa forza verso destra (azione), la palla eserciterà una forza uguale e opposta verso sinistra (reazione) sulla mano che la sta spingendo.
La legge dell’azione e reazione è una delle leggi fondamentali della meccanica classica e ha importanti implicazioni nella comprensione del movimento degli oggetti e delle interazioni tra di essi.
azione e reazione in psicologia
Il principio di “azione e reazione” in psicologia non è una terminologia comune o un concetto specifico come lo è in fisica. Tuttavia, è possibile interpretare alcuni concetti psicologici alla luce di questo principio in modo metaforico.
Nella psicologia, l’idea di “azione e reazione” potrebbe essere applicata in vari contesti:
Comportamento e conseguenze: Questo principio può essere applicato alla teoria dell’apprendimento, in particolare al condizionamento operante di B.F. Skinner. In questa prospettiva, un individuo emette un comportamento (azione), che viene seguito da conseguenze (reazioni). Se le conseguenze sono positive o gratificanti, l’individuo è più incline a ripetere il comportamento. Se le conseguenze sono negative o punitive, l’individuo è meno incline a ripetere il comportamento.
Dinamiche relazionali: In psicologia delle relazioni, il principio di azione e reazione potrebbe essere utilizzato per esaminare come le azioni di una persona influenzano le reazioni e le risposte delle altre persone in una relazione. Ad esempio, se una persona mostra affetto e gentilezza (azione) verso un’altra persona, è probabile che riceva reazioni positive in cambio, come affetto e gentilezza da parte dell’altra persona (reazione).
Stress e coping: Nel contesto dello stress e del coping, l’azione potrebbe rappresentare lo stress o gli eventi stressanti a cui una persona è esposta. La reazione potrebbe riflettere le strategie di coping o di adattamento che l’individuo adotta per affrontare lo stress. Quindi, l’effetto di un determinato livello di stress (azione) su una persona dipenderà dalle sue risposte di coping (reazione).
Psicologia sociale: In psicologia sociale, il principio di azione e reazione potrebbe essere applicato all’analisi delle dinamiche di gruppo e delle interazioni sociali. Ad esempio, l’azione di un individuo in un gruppo, come un comportamento aggressivo o cooperativo, può scatenare reazioni da parte degli altri membri del gruppo, influenzando l’atmosfera sociale e la dinamica complessiva del gruppo.
In breve, il concetto di “azione e reazione” può essere utilizzato in psicologia per esaminare le dinamiche comportamentali, relazionali, di coping e sociali, anche se non è un termine o un concetto specifico nel campo della psicologia come lo è nella fisica. In psicologia, il contesto e le teorie specifiche determineranno come questo principio può essere applicato in modo significativo.
E tu come ti comporti davanti ad un evento improvviso?
Di fronte ad un qualcosa di improvviso di solito abbiamo una reazione negativa (anche se l’evento non è nocivo!), perché va ad intaccare la nostra zona di confort e quindi ci destabilizza.
Abbiamo comunque due modalità per affrontare una situazione non prevista vediamo nel dettaglio i vari significati:
Un’azione è qualcosa di intenzionale/ragionato, che risponde ad una logica, si ha la possibilità di valutare le varie opzioni e conseguenze, ma a volte a furia di pensarci e ripensarci si rischia di rimanere fermi e non prendere nessuna decisione e si ha la sensazione di essere insicuri.
Una reazione è qualcosa d’istintivo/immediato, di impulsivo che nasce da un flusso emotivo per il quale vorremo essere già oltre il problema. Reagendo si ha la sensazione di essere più decisi e sicuri, ma spesso si prendono decisioni errate.
Qual è la scelta giusta allora? Dipende sicuramente dal nostro carattere, dal problema che dobbiamo affrontare, dalle risorse che abbiamo a disposizione, dal momento personale che stiamo vivendo, ma qualche volta è anche bene ascoltare il proprio istinto.
Questo venerdì vorrei iniziarlo con una riflessione su velocità e qualità che spero possa esservi d’ispirazione per il week end in arrivo affinchè non trascuriate la qualità della vostra vita. Buona lettura!
Non è questione (solo) di tecnologia, ma di cambiamenti culturali importanti nel nostro modo di vivere quotidiano. “Attesa” parola ormai sconosciuta, “pazienza” lo stesso. Parole con un loro posto nel vocabolario e nelle poesie dell’800 che mal si adattano alla nostra vita odierna.
Dal cavallo, al carro, alla macchina fino all’aereo nella nostra storia cerchiamo di fare le cose con sempre meno fatica e sempre più velocemente. Fino a circa 20 anni fa i tempi tecnici per effettuare un passaggio da una tecnologia all’altra erano bastanza lenti per metterci di adattarci al meglio, oggi non è così. Pensate all’introduzione dei “telefonini” fino ai moderni smartphone oggi strumenti che effettuano una infinità di funzioni a cui una grande parte della popolazione non riesce ad accedere o solo parzialmente, ma questa è un’altra storia!
I giovani non sanno aspettare, non glielo abbiamo insegnato, non abbiamo avuto modo, non ne siamo stati capaci e così invece di studiare la storia si chiede ad internet, se bisogna andare da qualche parte si chiede a google.
Se le banche dati del mondo andassero in tilt o mancasse la luce il mondo si fermerebbe, ma chi ha studiato ed imparato ad orientarsi qualche soluzione, a mio parere, la troverebbe, ma i giovani d’oggi sarebbero perduti!
Pratico ed insegno il “qui ed ora” perché non c’è passato né futuro se non viviamo in pieno ogni attimo della nostra vita. Molte persone non riescono a valutare una situazione lavorativa o sentimentale con obiettività perché non si ascoltano e perdono il piano di realtà. Agiscono come se si fosse già oltre, ma la vita è adesso ed in ogni istante. Certo che bisogna pensare al futuro (io ho 3 agende!!!), ma se non si vive l’attimo e gli infiniti attimi con amore e passione non si sta vivendo davvero.
La qualità ha sempre un suo perché e nel mondo moderno la sfida con la velocità è in corso!
Nell’era digitale, la società si è abituata a ottenere informazioni e servizi in modo rapido e immediato. La velocità è diventata un fattore chiave nelle nostre vite frenetiche, ma a volte, nel perseguire la velocità, siamo disposti a sacrificare la qualità. La tensione tra qualità e velocità è una sfida comune che si presenta in molti settori, come l’industria, il giornalismo, l’istruzione e persino nella vita quotidiana. E’ importante cercare di trovare un equilibrio tra i due.
Quando si tratta di prodotti o servizi, la qualità svolge un ruolo fondamentale. Una qualità superiore può garantire un’esperienza migliore per i consumatori e, nel lungo termine, può portare a un maggiore successo aziendale. Tuttavia, la produzione di beni di alta qualità richiede tempo. I processi devono essere attentamente pianificati, i materiali devono essere selezionati con cura e il controllo della qualità deve essere rigoroso. Questi passaggi richiedono tempo e pazienza, ma sono essenziali per fornire prodotti eccellenti. Quando si sacrifica la qualità per la velocità, si rischia di produrre merce difettosa o di offrire servizi scadenti, il che può danneggiare la reputazione di un’azienda nel lungo periodo.
Nel giornalismo, l’attenzione all’urgenza spesso può portare a errori e a una mancanza di completezza nelle notizie riportate. Nel tentativo di essere i primi a riportare una storia, i giornalisti possono trascurare l’accuratezza delle informazioni, dando luogo a notizie false o distorte. Questo non solo danneggia la credibilità dei media, ma può anche influenzare negativamente l’opinione pubblica. La qualità giornalistica, con una ricerca accurata e una verifica delle fonti, è fondamentale per fornire una copertura equilibrata e affidabile degli eventi.
Nell’istruzione, la pressione per completare i programmi di studio in tempi brevi può portare a un apprendimento superficiale e alla mancanza di una comprensione approfondita dei concetti. Gli insegnanti possono sentirsi spinti a coprire un gran numero di argomenti senza dedicare abbastanza tempo per consentire agli studenti di interiorizzare le informazioni. Di conseguenza, gli studenti possono ottenere voti elevati senza veramente acquisire una conoscenza duratura. L’istruzione di qualità richiede tempo per la riflessione, la discussione e l’approfondimento dei concetti, consentendo agli studenti di sviluppare una comprensione approfondita dei temi trattati.
Nella vita quotidiana, la frenesia del mondo moderno spesso ci spinge a fare tutto in fretta, compresi pasti veloci e scelte alimentari poco salutari. Mangiare velocemente può portare a problemi di digestione e può influire sulla nostra salute generale. Prendersi il tempo per preparare pasti sani e mangiare in modo consapevole può migliorare la qualità della nostra alimentazione e il nostro benessere complessivo e di questo ve ne ho parlato allo sfinimento, ma credo che ancora l’argomento non abbia ricevuto l’adeguata attenzione!
È importante ricordare che la qualità non deve necessariamente essere in conflitto con la velocità. Trovare un equilibrio tra i due è essenziale. Ad esempio, un processo di produzione efficiente può garantire sia la qualità che la velocità. Nell’istruzione, gli insegnanti possono adottare metodi di insegnamento creativi che consentono di coprire gli argomenti in modo approfondito senza rinunciare alla velocità. Nel giornalismo, le nuove tecnologie possono essere utilizzate per fornire notizie in tempo reale senza compromettere la precisione.
In conclusione, la qualità e la velocità sono entrambe importanti nella società moderna, ma trovare un equilibrio tra le due è fondamentale. Dobbiamo evitare di sacrificare la qualità a favore della velocità, poiché ciò può portare a conseguenze negative a lungo termine. Investire tempo ed energie per garantire la qualità nei prodotti, nei servizi, nel giornalismo e nell’istruzione è essenziale per costruire una società migliore e più sostenibile e nello spazio privato di ognuno di noi va garantita sempre la qualità della vita che a volte stride con la velocità del mondo in cui viviamo. Sta a noi dare un freno o saper dire no quando necessario.
*Nel 2015 ho scritto un libro i cui concetti, come il buon vino, anno dopo anno hanno acquistato sempre più valore ed importanza.
In un periodo di cambiamenti sempre più veloci, meteore e novità dall’oggi al domani…il mio libro “Cambiare senza Paura” è straordinariamente attuale oggi, molto più di 8 anni fa quando è stato pubblicato.
Come si cambia senza Paura?
Innanzitutto devo rimproverarmi il titolo dato a questo libro, perché uno più azzeccato sarebbe potuto essere “Cambiare NONOSTANTE la paura”
Sì, perché cambiare senza paura è praticamente impossibile.
Il timore del cambiamento è nel nostro DNA, perché significa abbandonare una cosa conosciuta (che può essere anche nociva e dolorosa) e abbracciare un qualcosa di nuovo e sconosciuto. Le persone temono di non essere in grado di prevedere o controllare il risultato del cambiamento, e ciò può causare ansia e preoccupazione.
E poi la paura non è una cosa che va scacciata o evitata. Ci aiuta a identificare situazioni in cui potremmo essere a rischio e a prendere misure per proteggerci, come fuggire, combattere o cercare aiuto.
Tuttavia è importante che la paura non sia un LIMITE alla nostra evoluzione. Quando questo accade si parla di RESISTENZA AL CAMBIAMENTO.” (*Roberto Re)
In Cambiare senza paura Roberto Re accompagna il lettore in un viaggio guidato, ricco di esercizi ed esempi presi dalla vita personale e professionale, durante il quale apprenderà come liberarsi dagli ostacoli che si oppongono al cambiamento e contemporaneamente come acquisire strumenti pratici per lanciarsi con determinazione nelle nuove scelte.
La sfida del cambiamento non prevede pareggio: o si vince o si perde! Nel mondo attuale, chi rifiuta il cambiamento è destinato a vivere in una sorta di inferno, fatto di paure, delusioni, frustrazioni, povertà. Chi invece decide di cavalcarlo ha la possibilità di accedere a un vero e proprio paradiso fatto di opportunità di crescita e ricchezza come mai ce ne sono state. Sul lavoro, nelle relazioni, nel rapporto tra genitori e figli, tutto è cambiato nel corso di pochi anni.
I vecchi schemi mentali risultano inefficaci quando proviamo ad applicarli alle novità che emergono ogni giorno. Eppure, anche se prendiamo consapevolezza dell’ineluttabilità delle trasformazioni, ugualmente ne siamo spaventati. A quanto pare, la paura del cambiamento è altrettanto inevitabile del cambiamento stesso.