Bambini ed autostima

ll termine autostima viene dal verbo latino “aestimare”, che corrisponde a “determinare il valore di”, ma anche “avere un’opinione su”. In sostanza può essere definita come il valore che si attribuisce a sé come persona e corrisponde alla considerazione che ha un individuo di se stesso.

Possedere una buona  autostima significa avere una sana considerazione di sè : valutarsi  in modo positivo conoscendo i punti di forza e  migliorando le proprie aree di debolezza ed infine avere la capacità  di perdonarsi in caso di fallimento.

John Bowlby nel suo libro “Una base sicura” evidenziava quanto fossero importanti i legami di attaccamento nella prima infanzia, il tempo che i genitori passano insieme al figlio, ma anche le emozioni che accompagnano ogni loro gesto. L’autostima si costruisce passo dopo passo a partire dai primi giorni di vita di un bambino. E’ possibile promuovere al meglio l’autostima nei bambini attuando comportamenti positivi quali:  ascoltare e prendere atto dei pensieri e dei sentimenti dei propri figli; costruire situazioni che aiutano i propri figli a sperimentare vissuti di successo; rafforzare nei propri figli la convinzione di essere capaci e degni di affetto; rivolgersi al bambino usando un atteggiamento positivo e di rispetto. Insegnare al bambino il dialogo e a parlare delle proprie emozioni. Fondamentale anche creare delle regole e dei limiti , adeguate al livello del bambino,  rispettate da tutta la famiglia. Avere aspettative adeguate all’età e alla maturità dei figli riconoscendo  e rispettandone l’individualità ; incoraggiare  il pensiero autonomo, l’espressione delle loro idee e opinioni, anche se in contrasto con le vostre sono alcune delle azioni che ogni buon genitore dovrebbe intraprendere.

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Purtroppo, sebbene la qualità delle relazioni primarie sia di fondamentale importanza, non basta a garantire la sicurezza e la stima di sè in età adulta in quanto l’immagine che ciascuno ha di se è soggetta a mutazioni.  La formazione dell’autostima può essere analizzata pensando al divario tra Sé percepito e Sé ideale. Il Sé percepito equivale al concetto di sé, alla conoscenza di quelle abilità, caratteristiche e qualità che sono presenti o assenti; mentre il Sé ideale è l’immagine della persona che ci piacerebbe essere. Quindi, i problemi legati all’autostima nascono dalla discrepanza tra sé ideale e sé percepito.

Attualmente, la letteratura scientifica è abbastanza concorde nell’affermare che l’autostima è una componente di natura multidimensionale. L’autostima si evolve negli svariati contesti in cui l’individuo si trova ad interagire fin dall’infanzia, che contribuiscono a formare le varie dimensioni dell’autostima: nelle relazioni interpersonali, nella competenza sul controllo dell’ambiente, nell’emotività,nel successo scolastico, nella vita familiare, nel vissuto corporeo. Tali contesti sono parzialmente sovrapposti e collegati: ognuno da vita ad un aspetto dell’autostima ed insieme danno vita al senso generale d’autostima dell’individuo.