Ferie: ne beneficia la nostra psiche e non solo!

Le ferie estive non sono solo un lusso, ma una necessità per il nostro benessere psicologico. Sfruttando al meglio questo periodo di pausa, possiamo migliorare la nostra salute mentale, rafforzare le nostre relazioni e ritornare alla routine quotidiana con rinnovata energia e motivazione. Quindi, la prossima volta che pianifichi le tue vacanze estive, ricorda di dedicare del tempo a te stesso e al tuo benessere psicologico.

Le ferie estive rappresentano un momento atteso da molti, un periodo dedicato al riposo, al divertimento e alla rigenerazione. Tuttavia, oltre a essere un’opportunità per staccare la spina dalle routine quotidiane e dagli impegni lavorativi, le vacanze estive hanno anche un impatto significativo sulla nostra salute mentale e sul nostro benessere psicologico. Nelle prossime righe vedremo i vari modi in cui le ferie estive possono influenzare la nostra psiche offrendo alcuni suggerimenti per massimizzare i benefici di questo periodo.

L’importanza del riposo

Il riposo è essenziale per la nostra salute mentale e fisica. Durante l’anno, molti di noi accumulano stress e tensione a causa del lavoro, degli impegni familiari e delle altre responsabilità quotidiane. Le vacanze estive offrono l’opportunità di interrompere questi cicli stressanti, permettendo al corpo e alla mente di recuperare e rigenerarsi. Studi hanno dimostrato che il riposo adeguato può migliorare l’umore, aumentare la produttività e ridurre il rischio di malattie mentali come la depressione e l’ansia.

Cambiamento di ambiente

Uno dei principali benefici delle vacanze estive è la possibilità di cambiare ambiente. Visitare nuovi luoghi, esplorare nuove culture e sperimentare nuove attività può stimolare la mente, offrendo nuove prospettive e rompendo la monotonia della vita quotidiana. Questo cambiamento può aiutare a ridurre i livelli di stress e a migliorare il benessere emotivo, contribuendo a una sensazione generale di felicità e soddisfazione.

Tempo di qualità con la famiglia e gli amici

Le ferie estive sono anche un’opportunità per trascorrere del tempo di qualità con la famiglia e gli amici. Questi momenti di connessione sociale sono fondamentali per il nostro benessere psicologico. Le relazioni interpersonali positive possono offrire supporto emotivo, ridurre i sentimenti di isolamento e aumentare il senso di appartenenza e di sicurezza. Le attività condivise durante le vacanze, come i pasti, le escursioni e i giochi, possono rafforzare i legami e creare ricordi duraturi.

Riscoprire se stessi

Le vacanze estive offrono anche un’opportunità per riscoprire se stessi. Lontani dalle pressioni e dalle aspettative quotidiane, possiamo dedicare del tempo a riflettere sui nostri obiettivi, passioni e desideri. Questo tempo di introspezione può essere estremamente benefico per la nostra crescita personale e per la nostra autostima. Inoltre, dedicarsi a hobby e attività che ci appassionano può aumentare il nostro senso di realizzazione e felicità.

Suggerimenti

Pianificare in anticipo: Una buona pianificazione può ridurre lo stress legato all’organizzazione del viaggio e permetterci di goderci al massimo le vacanze.

Disconnettersi dal lavoro: È importante cercare di staccare completamente dal lavoro durante le vacanze, evitando di controllare costantemente email e messaggi.

Equilibrio: cosa ho imparato nella mia vita

Bisognerebbe vivere mille vite per imparare per noi stessi cosa è giusto e cosa non lo è.  Per essere più precisi in psicologia diciamo cosa è funzionale e cosa non lo è. Infatti ciò che per un individuo va bene, non è detto che lo sia per un altro. Eppure ci sono alcuni aspetti della nostra vita abbastanza universali da cui tutti possono trarre beneficio. Vorrei condividere con voi ciò che viene dalla mia esperienza personale.

La parola chiave è raggiungere un equilibrio interiore che permetta di godere delle cose belle, ma anche essere pronti di fronte alle avversità senza abbattersi. Ovvero migliorare la qualità della nostra vita vivendo con maggiore armonia nelle relazioni, nel lavoro, con noi stessi.

Vi propongo una serie di “passi” che ritengo necessari allo scopo:

il primo può sembrare scontato, ma purtroppo non lo è. Prendersi cura di sé partendo da una sana alimentazione, il corretto esercizio fisico e le giuste ore di sonno e riposo. Non è un optional: è la condizione indispensabile da cui tutto parte. Non dico di fare sessioni assurde in palestra, e neanche di stare perennemente a dieta: ricordate la parola equilibrio! Ognuno di noi ha un diverso fabbisogno energetico in base all’età, al sesso e alla tipologia di lavoro svolto. Mangiare “schifezze” non è mai sano anche se si ha un peso forma! Alimenti o bibite extra lo dice la parola stessa dovrebbero essere extra e non avere un utilizzo quotidiano. Se non siete degli “sportivi” o non lo siete mai stati inutile iscriversi in palestra per poi avere ogni giorno la scusa per non andare. Risparmiate soldi ed iniziate a camminare. Non dite che è una attività noiosa. Perché camminando si fa caso a cose che in macchina non si avrebbe la possibilità di notare. Si può camminare facendo delle commissioni a piedi, ma anche raggiungendo un parco cittadino. Non datevi obiettivi assurdi che dimenticherete in due giorni: partite con 15 minuti ad andare e poi tornate indietro (che farà quasi mezz’ora!) ed ogni giorno aumentate di uno o due minuti. Solo così arriverete ad un buon standard di allenamento cucito addosso per voi con benefici fisici e soddisfazione.

Per fare questo dovete però imparare ad amarvi. Qui entra in campo l’autostima. Lo dice la parola stessa: è ciò che noi pensiamo di noi stessi e non dipende dal giudizio altrui come erroneamente a volte si pensa! Bisogna imparare ad accettarvi con pregi e difetti, ma questo non vuol dire “accontentarvi” e non migliorare.

Il terzo passo è quello di avere uno scopo. Ve lo siete mai chiesti? Quale è il vostro scopo? Le vostre passioni? Avete obiettivi da raggiungere? Questo come i precedenti non è un aspetto trascurabile, poiché dà senso ad ogni nostra scelta. La direzione della nostra vita dipende dalla passione e dall’entusiasmo che mettiamo nelle cose ed è qualcosa di così importante che è visibile dall’esterno che viene riconosciuta e ridiventa fonte di energia!

Imparate ad essere curiosi. Per qualcuno è una dotazione di base, ma si può sempre apprendere. Avere la mente aperta sul mondo permette di gustarne a pieno la sua essenza, è stimolante ed è fonte inesauribile di conoscenza e quindi di crescita personale. NB. Non si finisce mai d’imparare! Con questa capacità il mondo sarà sempre nuovo e non sarete apatici in attesa che accada qualcosa nella vostra vita, perché sarete voi a  farla accadere.

Per far questo dovete necessariamente imparare a gestire al meglio il vostro tempo. Smettetela di perdere tempo prezioso non facendo nulla eccetto che lamentarvi di non avere tempo! Stare sul vostro smartphone non è rilassarvi. La vostra mente viene bombardata da migliaia di suoni ed immagini al secondo e quando lo spegnete siete più stanchi di prima. Annaffiate dei fiori, giocate con il vostro animaletto domestico, sistemate quella cosa che da tempo dovete fare e rimandate continuamente: questo è il momento giusto e ne ricaverete soddisfazione. In breve stabilisci delle priorità ed utilizza un’agenda che ti permetterà di tenere traccia delle cose che fai e di quelle da fare. Il riposo va effettuato nei giusti momenti e nel modo corretto.

Una cosa che molti non fanno, e fa la differenza nella vita, è essere grati. Oggi tutti avete la sensazione che tutto vi sia dovuto (specialmente i giovani che sono stati mal educati in tal senso!) La gratitudine rende ogni cosa più allettante e soddisfacente. Permette di apprezzare anche quelle piccole cose che passerebbero inosservate. Ringraziate un amico per un bel gesto, vostro figlio, vostra mamma ecc anche per quelle azioni svolte nel quotidiano che diamo per scontate: non lo sono!

Questo ha a che fare con la gentilezza. Essere gentili significa essere attenti verso gli altri. E’ un fatto di educazione? Anche, ma nasce dal rispetto per gli altri. (La base dell’educazione sta nel rispetto e a volte appare in disuso!) essere gentili è contagioso. Provate ad esserlo e vi sorprenderà ciò che accadrà attorno a voi.

Nella vita il cambiamento è sempre alle porte e a nessuno piace cambiare le proprie abitudini. A tutti piace stare nella propria zona di confort, ma il cambiamento è spesso necessario, spesso è un’opportunità. Imparate ad abbracciare il cambiamento quando arriva. Non respingetelo, non andate in opposizione. Provate a guardare il cambiamento da un’altra angolazione. Probabilmente vi sorprenderà.

Imparare a vivere nel presente aiuta moltissimo. Dal passato dobbiamo imparare e non rimuginare ed il futuro arriverà non è necessario creare ansie per ciò che ancora non è avvenuto e magari neanche accadrà. Vivere nel presente migliora la qualità della nostra vita facendoci vedere le cose con maggiore felicità.

Riassumendo in poche righe ciò che ho condiviso fino ad ora si vive bene quando amiamo noi stessi e ci rispettiamo, ovvero riconosciamo il nostro valore, quando siamo gentili con gli altri, quando siamo grati per ciò che riceviamo, ma anche quando mettiamo impegno per raggiungere un obiettivo e lo facciamo con passione, quando abbracciamo il cambiamento e siamo curiosi della vita. Se comprendi questo sei sulla giusta strada per vivere in armonia con te stesso e gli altri. Ma nulla è scontato ti devi impegnare. L’equilibrio si ottiene con il bilanciamento delle forze quindi con il movimento non con l’immobilità!

Il mio ultimo libro al Premio Angelo Zanibelli

Carissimi,

condivido integralmente la mail ricevuta qualche giorno fa dal mio editore Campi di Carta nella persona di Marcello Rodi che a sua volta l’aveva ricevuta dalla segreteria di un importante Premio e che ora condivido con voi:

Spettabile Associazione Culturale Campi di Carta ,  

giunge alla dodicesima edizione il Premio Letterario “Angelo Zanibelli – La parola che cura” dedicato alle opere di narrativa e saggistica italiane che hanno ad oggetto la salute e tematiche medico-sanitarie

Anche in questa edizionela giuria sarà presieduta da Gianni Letta e vede presenti nomi molto qualificati della società civile e del giornalismo italiano come Candida Morvillo, Maria Latella, Walter Ricciardi, Paola Binetti, Giovanni Malagò ecc. 

Come sempre la partecipazione al Premio è gratuita e possono concorrere opere dinarrativa, saggistica e illustrati, pubblicate nel corso dell’anno 2023.

Da una ricognizione effettuata abbiamo verificato che nel 2023 avete pubblicato l’opera Dimagrire: una scelta consapevole 2. Il nuovo metodo integrato della Dott.ssa Scanu   di Emanuela Scanu che possiede i requisiti per essere iscritta al Premio e avremmo piacere di averla in gara….

Vi terrò aggiornati sugli sviluppi di questa avventura che credo si concluderà in autunno. Intanto fate il tifo per me?

Non soffocate il dolore

La società giudica una persona sofferente come debole, incapace di rialzarsi. Spesso chi sputa queste sentenze sta anch’egli soffrendo ma, semplicemente, non vuole farlo vedere. Giudicare il dolore altrui ci fa sentire forti, superiori. Ma non lo siamo.

Non nascondete la sofferenza, non vergognatevene. Non siete deboli, al contrario, siete più forti di quelli che vi danno dei falliti. Smettete di ignorare ciò che reclama la vostra attenzione: so che è più facile distrarsi, guardare dall’altra parte, ma bisogna smettere di soffocare il dolore e affrontarlo alla radice.

Altrimenti ci sentiremo sempre incompleti, smaniosi di acquisire nuovi beni e successi che ci aiutino ad attenuare il dolore. Ma finché non cambieremo mentalità, non smetteremo mai di soffrire. La nostra natura non ci impone di essere completi, ma di prendere decisioni, entrare in connessione con la nostra forza emozionale e godere del presente.

DA NON DIMENTICARE…

* Non fuggite dalle avversità.

* Non isolatevi.

* Non rassegnatevi all’impotenza.

* L’avversità presuppone un cambiamento.

* Pensate di avere di fronte una sfida.

Concentrate l’attenzione sul lungo periodo.

Indirizzate l’energia sul breve periodo.

Cambiate ciò che si può, accettate il resto.

Analizzate il vostro dialogo interiore.

Trasmettete serenità a chi vi circonda.

Prendete personalmente le vostre decisioni.

Coltivate l’ottimismo.

Considerate l’avversità come un’opportunità per cambiare la stra vita.

Trovate una valvola di sfogo per le vostre emozioni.

Non correte rischi inutili.

Tratto dal libro Kintsukuroi di Tomas Navarro. Ve ne ho parlato su questo blog!

Kintsukuroi: l’arte giapponese di curare le ferite dell’anima

Kintsukuroi più conosciuta come Kintugi è un’antica arte giapponese che serve per riparare con l’oro le fratture di un oggetto. Lo psicologo spagnolo Tomas Navarro, fondatore del centro per il benessere emotivo, nel suo avvincente libro racconta di come questa arte possa essere utilizzata per curare le ferite dell’anima. Una lettura impegnata, ma coinvolgente in cui si troverà un qualche esempio che può colpire la nostra anima. Tra le pagine possiamo conoscere il dolore attraverso le sue manifestazioni, ma anche i modi per integrarlo nel nostro quotidiano. Si può scoprire l’origine della sofferenza ed i motivi per cui si soffre: avversità, frustrazione, delusione sono solo alcuni di questi. Con il dott. Navarro possiamo addentrarci anche sulle difficoltà e limiti di un cambiamento, ma anche comprendere i danni del pregiudizio e delle proiezioni. Possiamo ricorrere a tante strategie alcun più o meno valide per fuggire al dolore e alla sofferenza, ma possiamo imparare ad utilizzare in modo positivo e riconoscere la nostra forza emozionale.

 Alla fine della prima parte più descrittiva/teorica del libro l’autore ricorda che:

Vivere comporta la possibilità di soffrire, ma il nostro corpo lo ha previsto ed è preparato a sanare le ferite fisiche ed emozionali.

Dobbiamo imparare ad essere più forti della vita e capaci di riparare ciò che è rotto.

Non bisogna rimanere ancorati al dolore….

Nella seconda parte si fa il lavoro vero e proprio ed il primo capitolo inizia proprio con queste parole: Dovete recuperare il controllo della vostra vita, delle emozioni e di voi stessi, è la base per riacquistare sicurezza nelle vostre possibilità…

Un inizio molto propositivo in cui passo dopo passo dalla teoria si arriva  alla pratica per sperimentare alcuni passaggi fondamentali per “ricomporre la propria vita”

La vita non si sistemerà mai da sola. Non aspettare che succeda qualcosa. Non basta volerlo bisogna passare all’azione ricorda l’autore esortando di evitare di “toccare il fondo” dal quale poi è più difficile tornare a galla. Tra gli insegnamenti un modo diverso di pensare ed affrontare il dolore, i modi per imparare dal passato e naturalmente la cosa più importante di tutte: imparare a volersi bene!

C’è anche una terza parte, ma non voglio spoilerare altro!

Kintsukuroi di Tomas Navarro Giunti editore

I quattro pensieri che non ti fanno perdere peso

Vi svelo ciò che ho scoperto nella mia pratica clinica: i pensieri più comuni che non fanno perdere peso. Malgrado le numerose differenze individuali quali sesso, età, cultura si ripresentano sempre i soliti pensieri. Vediamoli insieme per riconoscerli e modificarli.

Tanto ormai

Il tuo pensiero: Hai sgarrato tutto il pomeriggio e la sera invece di fare attenzione a quello che mangi ti dici che tanto vale continuare a mangiare. Il danno è fatto. La  dieta si ricomincia domani.

Lo so ti sei riconosciuto in quelle parole ed in quelle azioni. Deleterie. Continuando a mangiare oltre il limite non solo si ingrassa, ma si innescano sensi di colpa pericolosi per l’autostima.  Tipico del pensiero del tutto o nulla. O si fa la dieta perfetta o si sgarra, non c’è un equilibrio.

Il mio consiglio: mangia in modo regolare e non seguire diete troppo rigide. Se capita uno sgarro invece di continuare a mangiare regolati con il pasto seguente in modo da arginare gli eccessi. Sarai più soddisfatto di te malgrado l’errore.

Quando finisco la dieta

Il tuo pensiero: Vai dalla nutrizionista e chiedi la dieta più restrittiva perché vuoi perdere peso in breve tempo. La segui alla lettera e poi raggiunto il peso in breve lo riacquisti. Succede perché non hai imparato a mangiare in modo corretto per te e non hai acquisito le abitudini giuste per cui terminata la dieta la tua modalità di approccio al cibo ritornerà come prima della dieta. Consideri la dieta come un periodo ristretto della tua vita. E’ come se trattenessi il fiato fino a quando l’ago della bilancia si sposta e poi…tana libera tutti!

Il mio consiglio: Pensa alla dieta come un processo per imparare a prenderti cura di te attraverso il cibo. Non pensare alla restrizione, ma ai benefici di cui usufruirai nel tempo. Devi passare dall’idea limitante di una dieta a quella più ampia di intraprendere un cammino per un corretto stile di vita. Il solo che ti garantisce salute, soddisfazione e peso corretto.

Procrastinare

Il tuo pensiero: Comincio lunedì. Aspetto la fine delle vacanze. Ma la prossima settimana c’è quella cena…riconosci qualcuna di queste frasi? Non sei l’unico a procrastinare l’inizio di una dieta. A furia di rimandare passano i mesi e aumentano i kg.

Il mio consiglio: quando hai deciso hai deciso. Non importa che sia lunedì, Natale o il fine settimana. La verità è sempre nel mezzo per cui il momento giusto per rimetterti in forma è adesso!

Evitamento

Il tuo pensiero: che sia lo specchio, la bilancia o le uscite quando hai quei kg di troppo che rendono difficile chiudere la zip e mettono in evidenza i rotolini o la pancia l’evitamento è la strategia più diffusa. Peccato che sia un po’ quello che fanno gli struzzi mettendo la testa sotto la sabbia!

Il mio consiglio: Se non vuoi pensarti uno struzzo affronta la bilancia e lo specchio sii consapevole e prendi in mano la tua vita senza se e senza ma!

Il Benessere in Primavera: come rivitalizzare Mente e Corpo con il cambio di stagione

La primavera porta con sé una sensazione di rinascita e rinnovamento. Con l’allungarsi delle giornate e l’abbassarsi delle temperature, molte persone trovano nuova energia e vitalità. Tuttavia, il passaggio dalla stagione fredda all’arrivo della primavera può essere un momento delicato per il benessere mentale e fisico. In cinque punti chiave esploreremo come approcciare la primavera con il giusto atteggiamento per massimizzare il benessere.

1. Connettiti con la natura: La primavera è il momento ideale per trascorrere del tempo all’aperto e riconnettersi con la natura. Fare passeggiate nei parchi, fare giardinaggio o semplicemente sedersi all’ombra di un albero possono avere effetti benefici sulla salute mentale. La luce solare e l’aria fresca possono aiutare a ridurre lo stress e migliorare l’umore.

2. Alimentazione fresca e leggera: Con l’arrivo della primavera, è il momento ideale per fare una pulizia nella dieta e introdurre cibi freschi e leggeri. Frutta e verdura di stagione, ricche di antiossidanti e vitamine, possono aiutare a rivitalizzare il corpo dopo i mesi invernali. Ridurre il consumo di cibi processati e zuccherati può favorire anche la perdita di peso e migliorare l’energia.

3. Attività fisica all’aria aperta: La primavera offre condizioni ottimali per praticare attività fisica all’aperto. Fare jogging, andare in bicicletta o partecipare a lezioni di yoga all’aperto possono essere modi eccellenti per migliorare la forma fisica e godersi il bel tempo. L’esercizio fisico non solo migliora la salute fisica, ma può anche ridurre lo stress e migliorare l’umore.

4. Pratica della mindfulness: La primavera può essere un momento frenetico, con molte persone impegnate nel lavoro e nelle attività all’aperto. Tuttavia, è importante trovare anche momenti di calma e riflessione. La pratica della mindfulness, come la meditazione o la respirazione consapevole, può aiutare a ridurre lo stress e favorire una maggiore consapevolezza del momento presente.

5. Dormire bene: Con l’allungarsi delle giornate, può essere facile trascurare il sonno a favore di attività all’aperto e socializzazione. Tuttavia, il sonno è fondamentale per il benessere generale. Fare in modo di mantenere una routine regolare del sonno e creare un ambiente rilassante nella camera da letto può favorire un sonno riposante e rigenerante.

La primavera è un momento meraviglioso per rinvigorire mente e corpo. Approfittare delle belle giornate per connettersi con la natura, seguire una dieta sana, praticare attività fisica all’aperto, coltivare la mindfulness e garantire un sonno di qualità possono contribuire a massimizzare il benessere in questa stagione di rinascita. Con il giusto approccio, la primavera può diventare una stagione di crescita e trasformazione personale.

“Lo spazio leggero” libera dall’ansia

Siamo tutti un po’ ansiosi. E’ lo stile di vita iper affaccendato che ci fa vivere la vita come se fossimo sempre sull’orlo di un precipizio. In un certo l’ansia la viviamo come “normale”, ma lo è fino ad un certo punto. La chiave per vincere l’ansia risiede nella creatività, ma non è facile comprenderlo. Non è facile chiederci cosa ci piacerebbe fare, non è facile trovare il tempo per certe cose, perché sembra una perdita di tempo. Finiamo per procrastinare all’infinito cose che in realtà ci farebbero stare bene e a furia di rimandare rimaniamo indietro di mille cose e ciò ci provoca senso di inadeguatezza e fa aumentare l’ansia.

Vi propongo un romanzo in cui molti di voi potrebbero ritrovarsi e magari trovare qualche spunto per vivere al meglio. Vi faccio un regalo: qualche riga così vi fate un’idea.

-Il suo armadio, per esempio.-

-In che senso, scusi?-

-Il suo armadio. Com’è?-

-Non lo apro mai.-

Il dottor F. solleva la penna indicando un punto immaginario sulla parete bianca. Il sopracciglio sinistro balla nel volto arcuato in un’espressione senza tono.

-Non lo apre mai?-

È per questo che Petra va in analisi. Per rimanere sprofondata nella poltrona di pelle nera, nella lentezza di una spirale di domande senza fondo.

Osserva la linea immaginaria e disegna con la mente strane creature che fuggono via dagli interstizi delle finestre piene di spifferi.

Sta così bene lì, a raccontare storie. Talvolta le inventa. Anche. Talvolta. Ma solo per scoprire se il dottor F. nasconda o meno i denti dietro quella bocca a pesce. Ha provato anche con le barzellette. È brava a raccontarle, dicono. Ma lo psichiatra non cede di un muscolo, imbalsamato come le statue di cera a piazza SS. Apostoli…

« Lo spazio leggero », edito da Affiori di Giulio Perrone, è il nuovo romanzo di Maria Rosaria De Simone. Qualche indiscrezione per incuriosirvi. Petra, il personaggio femminile, è una interior designer, che ha fatto del suo lavoro una filosofia di vita. Realizza spazi abitativi essenziali, in cui il rigore e la perfezione esteriore divengono il proposito per la ricerca del benessere e dell’ordine interiore. Questa concezione avanguardista, però, non sembra funzionare nella sua vita.

Petra infatti soffre di crisi d’ansia e il suo analista, il dottor F., per scuoterla dalla propensione all’autocommiserazione, le propone una terapia insolita e alquanto provocatoria: deve fare ordine nell’armadio che non apre da anni.

La cura conduce la protagonista in un sottile gioco psicologico che attraversa con disinvoltura fantasmi del passato e del presente, amori sconvolgenti e rancori sedimentati, luoghi e persone, gesti e parole, sogni, con la consapevolezza, infine, che l’esistenza sia un groviglio di storie imperfette che forse rimarranno irrisolte per sempre.

L’autrice romana Maria Rosaria De Simone attraverso Petra e gli altri personaggi indaga nella solitudine dell’uomo contemporaneo, alla ricerca del sottile filo nascosto, teso verso la realtà metafisica e racconta quanto sia importante utilizzare il pensiero laterale per  risolvere con creatività le sfide della vita.

Sei il tuo peggior nemico

Sì hai capito bene, non sono gli eventi esterni o gli “altri” a remarti contro, ma la tua mente! (almeno nella maggior parte dei casi)

Andiamo per ordine. Quante volte ti sei detto non ce la faccio? Quante volte hai rinunciato ancor prima di cominciare? Vediamo insieme quali pensieri ti rendono il peggior nemico di te stesso!

Dubbi, paure, incertezze di ogni sorta sono sempre lì in agguato a dirti non sei capace, non ce la farai, ma chi ti credi di essere. Queste frasi non ti permettono di raggiungere i tuoi obiettivi nel lavoro, come nella vita personale. Che si tratti di avere una promozione o di seguire una dieta metti in atto una serie di azioni che vanno contro i tuoi interessi. Ti remi contro. Perché una persona che vorrebbe raggiungere un obiettivo poi è incapace ad agire? Perché il “beneficio secondario”, spesso semplicemente non togliersi dalla zona di confort,  risulta alla mente più rassicurante?

In un libro ho letto una storia che vorrei condividere poiché spiega alcuni di questi meccanismi. Un gruppo di amici stava facendo un picnik. Giornata stupenda, tutti si stavano divertendo. A metà del pranzo uno degli amici inizia a grattarsi insistentemente tanto da portare gli altri commensali a chiedere cosa stesse accadendo. Era seduto vicino ad un formicaio e le formiche attirate dal cibo gli stavano camminando addosso. Questa situazione si protrae per oltre mezz’ora tanto da portare uno di loro a chiedergli: “ma perché non ti sposti invece di grattarti ed imprecare?” un altro del gruppo rispose per lui: “perché non lo hanno morso abbastanza!”

Credo che anche tu non sei stato “morso” abbastanza. L’idea di alzarti per evitare che le formiche ti mordano risulta più faticosa di stare a grattarsi. Non sei in grado di sopportare un piccolo sforzo per andare verso una situazione migliore. Da chi dipende? Dalle formiche verso cui stai imprecando? Dagli amici che ti sollecitano ad alzarti? O a te stesso? Ecco credo che nella tua vita tu abbia vissuto varie volte questa situazione. Allora che cosa sta remando contro il tuo benessere? La tua promozione o la perdita di peso?

Uno dei pensieri più pericolosi è la paura di fare errori. Evitando di affrontare cambiamenti e di fare scelte si arriva a procrastinare e ciò porta ad un accumulo di compiti difficilissimi poi da evadere aumentando la sensazione di incapacità. Ti stai auto sabotando. In fondo in fondo dentro di te credi di non essere abbastanza, di non meritarlo. Certo ci sono le influenze familiari e culturali che possono spingerci a credere questo, ma poi nell’età adulta dovremmo tutti andare oltre. Probabilmente da piccolo ti sei sentito dire che non eri capace, che non eri buono o addirittura che eri brutto. Questo può avere avuto un peso sulle tue scelte personali? Sicuramente sì. Ho avuto una paziente che aveva subito una decina di interventi di chirurgia estetica alcuni anche molto invasivi e non era mai soddisfatta. Dai colloqui risultò che il padre da piccola le diceva che era brutta. Questo aveva creato un senso di insoddisfazione e la ricerca di conferme esterne che l’hanno portata a difficoltà finanziarie, a rischiare la vita, ad una grande depressione.

Molte volte abbiamo avuto chi ha sempre preso decisioni per noi e quindi quando ci si trova a dover prenderle da soli ci si sente impreparati ed incapaci. Probabilmente ti hanno insegnato che bisogna fare le cose perfettamente o è meglio non farle. Va da sé che essendo la perfezione inarrivabile si eviti proprio di provarci. Se chi ha inventato la lampadina, il motore a scoppio, i satelliti avesse avuto la paura di sbagliare saremmo ancora all’età della pietra. L’errore è umano, è dagli errori che si apprendono cose nuove e che si vedono le stesse cose da vari punti di vista. Molti di voi avranno sentito la frase/barzelletta “non ho sbagliato ho scoperto un nuovo modo in cui non deve essere fatto” Una posizione positiva di fronte ad un errore che fa vivere la situazione come sfida e non come fallimento.

Poi c’è il caos. Sei anche tu uno di quelli che non sa gestire il proprio tempo? Che non sa come organizzarsi o mette “troppa carne al fuoco”? Una gestione inefficace del tempo porta ad errori, a dimenticanze ed ad una sensazione di inadeguatezza terribile

Riassumendo se ti stai remando contro probabilmente stai seguendo questi processi mentali:

  • Hai paura di sbagliare
  • Pensi di non meritarlo
  • Tendi al perfezionismo
  • Procrastini continuamente
  • Non gestisci bene il tuo tempo, il tuo spazio, le tue risorse economiche o quelle emotive

ti invito a rifletterci!

Alimentazione e psicologia: le insidie del supermercato

Sei consapevole che il supermercato nasconde molte insidie che “manipolano” le tue scelte riguardo a quello che metti nel carrello? Sono certa che avrai fatto caso che alcuni reparti mantengono, anche se in supermercati diversi, la stessa disposizione, che le cose “piccole” si trovano alle casse, che non ci sono orologi digitali o monitor che evidenziano l’ora. Ebbene non è un caso. Ogni scelta di disposizione di prodotti nello spazio del supermercato risponde a delle esigenze di vendita e crea dei bisogni “indotti”. Non puoi non finire nella rete, ma cercherò di renderti più chiari alcuni concetti così almeno avrai una parvenza di scelta quando inizi a mettere le cose nel carrello a meno che non hai i minuti contati ed una lista a cui ti attieni scrupolosamente (solo così saresti salvo!)

Partiamo da carrello: che sia un carrello o un carrellino le loro dimensioni negli anni tendono ad aumentare. Sembra brutto arrivare alla cassa con il carrello semi vuoto e quindi tendi a riempirlo anche con cose che non ti servono almeno al momento. Per i proprietari di animali ci sono appositi carrelli per rendere la visita ancora più serena con il compagno fedele.

Arriviamo all’ingresso: sembra scontato eppure già da qui avrai capito che frutta e verdura sono i primi ad accoglierti sia nel tuo solito supermercato, sia in quello in cui sei capitato per caso, che sia una maxi o iper mercato! Lo scopo è darti l’impressione di essere entrato in un ambiente salutare dove i colori ed i profumi ti invitano a “fidarti”

Prodotti come il banco della carne, del pesce o la gastronomia sono in genere in spazi laterali. Sono anche i prodotti più costosi e in genere la scelta degli spazi influisce sulla sensazione di agio in modo che fai più acquisti.

Agio che perdi nella ricerca di alcuni prodotti a cui spesso cambiano posto. La scelta è strategica affinchè smetti di percorrere la solita strada, e inconsapevolmente nella ricerca del prodotto, finisci in corsie sconosciute dove casualmente trovi proprio quello che non cercavi!

Non ci sono orologi e monitor ad indicarti l’orario per cui perdi la cognizione e la tua permanenza dentro al supermercato si allunga.

Pane, latte, uova non sempre sono vicini proprio per lo stesso motivo. Sono alimenti essenziali e per cercarli sei disposto a girare tutto il supermercato e troverai nel tuo carrello molte cose fuori lista!

L’acqua invece è sempre alla fine e così arrivi alla cassa con il carrello pieno e la confezione di acqua da 6 in mano, perché nel carrello non c’è più posto o hai paura che si schiacci qualcosa. Se fosse all’inizio avresti subito l’idea che il carrello sia pieno e questo rallenterebbe i tuoi acquisti.

Quando scegli a scaffale trovi sempre i prodotti di marca ad altezza occhi mentre i prodotti più convenienti sono sopra o sotto! A volte sono evidenziate delle offerte! Fai attenzione perché magari accanto c’è un prodotto di qualità a prezzo minore a cui non fai caso perché distratto dal cartoncino giallo elettrico che ha attirato la tua attenzione. Un’offerta è tale se riguarda un prodotto che già utilizzi Negli altri casi in genere prenderai qualcosa di cui non hai bisogno solo perché in offerta.

Finalmente siamo alle casse, ma il pericolo non è terminato! Se fino a questo momento eri riuscito a scampare alle insidie mi spiace, ma le ultime tentazioni sono proprio qui. Complice il fatto che si sta in attesa l’occhio cade proprio su quelle piccole cose come caramelle e cioccolatini a cui non stavi neanche pensando, ma che diventano irresistibili nel momento in cui li vedi. Poi costano poco e se hai un bambino che inizia a fare capricci pur di non sentirlo e farti giudicare come cattivo genitore lo accontenti e …sei caduto nell’ultima trappola!