Inizia il countdown per la prevendita del libro “Dimagrire una scelta consapevole 2/il Nuovo metodo Integrato della Dott.ssa Scanu”

Si rinnova per la terza volta la collaborazione con Campi di Carta l’editore che pubblicherà il mio quarto libro con uscita ufficiale i primi di dicembre.

Un’anteprima speciale per i miei lettori : 50 copie in precendita dalle h.12.00 del 29 ottobre 2023 che saranno consegnate a mano o spedite senza costi aggiunti e con una dedica direttamente a casa vostra!

Rimanete sintonizzati sui social: il countdown è cominciato ieri sera! Chi riuscirà ad avere in anteprima il mio libro?

Per incuriosirvi vi metto qualche riga della prefazione:

Sono passati dieci anni dalla pubblicazione di “Dimagrire una scelta consapevole/ Metodo Integrato della Dott.ssa Scanu” e alla luce della rinnovata esperienza clinica, dei numerosi corsi frequentati e degli ulteriori attestati ricevuti ho sentito l’esigenza di aggiornare in un nuovo libro il NUOVO Metodo Integrato che di fatto sto applicando negli ultimi anni.

Il confronto quotidiano con i miei pazienti rappresenta la maggiore fonte di conoscenza, di aggiustamenti alla tecnica e, a volte inconsapevolmente, di intuizioni che saranno utili per chi arriverà dopo. Alcune parti della prima edizione del libro sono state volontariamente incorporate in questo per creare una sorta di continuità. Ho scelto quegli argomenti che hanno avuto maggiore impatto sui lettori per cui ho deciso di effettuare ben poche modifiche agli stessi per non svilirli.

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Non è un libro sulle diete, ma un libro che vuole parlare di cambiamenti: quelli necessari per acquisire maggiore consapevolezza di sé non solo nell’alimentazione, ma in ogni campo della tua vita.

Probabilmente non ci hai mai fatto caso, ma si mangia nello stesso modo in cui si vive. Raramente ho trovato una persona con grossi disordini alimentari essere una persona precisa ed ordinata al tempo stesso. Un grosso mangiatore è anche uno che accumula, che non riesce a separarsi dalle cose, così come dal cibo.

Non sono la regola e non voglio fare delle classificazioni che possono sembrare inutili e fuori luogo, e approfondiremo l’argomento nel corso del libro, ma vorrei far comprendere che alcuni schemi mentali che mettiamo in atto nell’alimentazione sono gli stessi che usiamo in altre situazioni. Una volta compreso lo schema nell’alimentazione possiamo iniziare a modificarlo e questo produrrà dei cambiamenti anche in altri aspetti della vita. A volte, quando il rapporto con il cibo è molto disturbato, si parte dallo schema utilizzato in altri ambiti per modificare quello utilizzato con il cibo. Come è evidente in questo libro non si parla di “diete”. Con il Metodo Integrato si lavora sull’educazione alimentare, sulla realizzazione personale, principalmente si fa un lavoro di testa.

Con una dieta e basta non cambi nulla della tua vita: è per questo che dopo poco tempo si riprende il peso. Con il mio metodo NO. Il cambiamento è necessario e non è un’opzione, ma è la condizione indispensabile per il lavoro che affronteremo insieme.

Insieme non è solo una bella parola. Nell’applicazione del mio metodo essa è molto vera poiché ogni paziente riceve un trattamento studiato esclusivamente per lui. Per la sua età, per la sua storia, per il suo peso, che tenga conto dei suoi limiti, delle sue difficoltà e delle sue risorse.

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E’ necessario riprendere in mano la propria vita, riappropriandosi del proprio corpo “passo dopo passo”, scoprire in che cosa credi davvero, fare attenzione a come ti comporti e a quello che fai quando le cose non vanno per il verso giusto. A cosa dedichi tempo e come lo fai, ma anche a come spendi i soldi ed infine a come mangi. Non è una questione di kg. anche se i kg c’entrano eccome! Ciò che sei sta nel tuo piatto, il tuo rapporto con il cibo dice tutto dell’atteggiamento che hai nei confronti della vita: mangi nello stesso modo in cui vivi.

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Se fosse facile intraprendere una dieta e seguirla, non ci sarebbero così tante persone obese o in sovrappeso che ad ogni fallimento si sentono sempre più inadeguate e sconfitte. Con il mio Metodo io partecipo in modo attivo, specie nei primi giorni, alle scelte, alle difficoltà e alle cadute. Analizzo gli schemi mentali che sottostanno alle azioni, ai dubbi e utilizzando le risorse delle persone, propongo soluzioni nuove per affrontare responsabilmente i cambiamenti: insomma la persona non si sente sola, ma può contare su un punto di riferimento.

A differenza di altri operatori, preferisco personalmente utilizzare il contatto ed il controllo del cibo, quello che generalmente si definisce in modo errato e frustrante “dieta”, come strumento e non come fine: riuscire ad imporsi un corretto approccio alimentare significa anche inserirlo in un contesto più ampio di stile di vita, di organizzazione e riordino di pensieri e sensazioni. Mi piace pensare ad  un’alimentazione equilibrata/controllata,   legandola al concetto assolutamente rivoluzionario di una scelta in positivo che interagisce con tutti gli aspetti del tuo vivere quotidiano e promuove profondi cambiamenti. In realtà mi interessa solo marginalmente cosa mangi.

Nella concezione classica invece si pensa a “fare una dieta” imponendosi enormi sacrifici per una settimana, un mese o tre, per poi tornare a fare le stesse cose che si facevano prima e trovarsi un bel giorno ad aver recuperato i chili perduti con tanto di interessi.

Un’alimentazione sana va inserita in uno stile di vita corretto altrimenti è una forzatura e prima o poi l’impegno si esaurisce, s’interrompe con grosse ripercussioni sul fisico, che fa sempre più fatica a smaltire i kg accumulati, e per la psiche, che ogni volta si ritrova l’autostima nel baratro.

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Il Metodo Integrato non è un vestito a taglia unica per tutte le stagioni che può essere indossato da chiunque in qualsiasi momento bensì è qualcosa da adattare ed è in continua evoluzione. Non è un modello statico ma dinamico, come conferma l’uscita di questo nuovo volume con tanti nuovi contenuti.

Alcuni consigli utili per una persona possono risultare inadatti per un’altra, questo perché non siamo tutti uguali e non abbiamo gli stessi strumenti di comprensione. I tempi di apprendimento sono diversi anche se a volte alcune problematiche si presentano in modo simile. Le storie ed i vissuti delle persone rappresentano un’infinita varietà, quindi non è possibile proporre un unico modello valido per tutti, ma sicuramente una cosa ti accomuna agli altri : la mancanza di amore verso se stessi.

Questo sarà un argomento focale del programma: imparare a prenderti cura di te stesso e trovare il modo di valorizzarti, anche attraverso semplici consigli di look e stile. Affinchè i miei consigli possano essere un vero servizio professionale ed integrare l’approccio educativo e psicologico, ho acquisito anche l’attestato di consulente d’immagine. Posso davvero dire che il mio è il “Metodo Integrato”.

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Analizzeremo le situazioni psicologiche più comuni che portano ad un aumento di peso, tra queste ognuno potrà riconoscere almeno parte della propria esperienza ed avere la possibilità di fare dei cambiamenti. Mi rivolgerò  principalmente ad un pubblico femminile, perché rappresenta il maggior numero di persone che seguo, ma non vuole essere esclusivo. Se sei curiosa  di metterti alla prova e vuoi  intraprendere un cammino responsabile nella tua vita continua a leggere: io ti accompagnerò.

Riconosci il disagio psicologico

Il disagio psicologico si riferisce a uno stato di malessere emotivo o psicologico che può manifestarsi attraverso una varietà di sintomi e disturbi. Questo termine è ampio e può includere diversi livelli di sofferenza mentale, dall’ansia e la tristezza occasionali fino a condizioni più gravi come la depressione, l’ansia cronica, i disturbi dell’umore o altre condizioni psicologiche.

Le cause del disagio psicologico possono essere molteplici e complesse e spesso coinvolgono fattori biologici, psicologici e sociali. Eventi traumatici, stress e pressioni quotidiane, predisposizione genetica, squilibri chimici nel cervello e fattori ambientali possono contribuire al manifestarsi del disagio psicologico.

È importante sottolineare che il disagio psicologico è un concetto molto ampio e può variare da persona a persona. Ciò che può essere considerato fonte di disagio per una persona potrebbe non esserlo per un’altra.


Pur manifestandosi con una grande varietà di sintomi  che variano da persona a persona e dipendono dalla natura e dalla gravità del problema il disagio psicologico si manifesta in prevalenza attraverso:

Cambiamenti nell’umore: Tristezza persistente. Ansia e preoccupazione eccessive. Irritabilità. Depressione.

Cambiamenti nel comportamento: Isolamento sociale e ritiro dalle attività sociali. Cambiamenti nell’appetito o nel peso. Difficoltà a concentrarsi o prendere decisioni. Disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia). Abuso di sostanze (alcol, droghe, farmaci).

Sintomi fisici: Mal di testa frequenti. Dolori muscolari o tensione. Disturbi gastrointestinali. Affaticamento e mancanza di energia. Pensieri e emozioni:

Pensieri ossessivi o ricorrenti. Sensazioni di paura o panico. Sensazioni di colpa o inadeguatezza. Idee suicidarie o autodistruttive.

Cambiamenti nelle relazioni: Difficoltà nei rapporti interpersonali. Comportamenti aggressivi o impulsivi. Isolamento dalle persone care.

Sintomi cognitivi: Pensieri disorganizzati. Deliri o allucinazioni (in alcuni casi). Difficoltà di memoria e concentrazione.

È importante notare che questi sintomi possono variare in intensità e durata e che la presenza di uno o più di essi potrebbe indicare la necessità di un supporto psicologico o psichiatrico. Se tu o qualcuno che conosci sta sperimentando questi sintomi o altri segnali di disagio psicologico, è fondamentale cercare aiuto da uno specialista della salute mentale. Il trattamento adeguato può contribuire notevolmente al miglioramento della salute mentale e al benessere complessivo.

Leggere fa bene alla salute: scopri come in 10 passi

Sì, leggere può avere numerosi benefici per la salute mentale e fisica. Ecco alcuni dei modi in cui la lettura può influire positivamente sulla salute:

Riduzione dello stress: La lettura può essere una forma efficace di svago che aiuta a ridurre lo stress e l’ansia. Immergersi in un buon libro può far dimenticare i problemi quotidiani e fornire un’occasione per rilassarsi.

Miglioramento del sonno: La lettura prima di andare a letto può favorire un sonno migliore. Leggere un libro rilassante può aiutare a staccare da pensieri stressanti e a preparare la mente per il riposo.

Espansione del vocabolario e del pensiero critico: La lettura regolare espande il vocabolario e aiuta a sviluppare il pensiero critico. Queste abilità possono migliorare la comunicazione e la risoluzione dei problemi nella vita quotidiana.

Aumento dell’empatia: Leggere storie che raccontano le esperienze degli altri può aumentare l’empatia, la capacità di comprendere e condividere i sentimenti degli altri. Questo può migliorare le relazioni interpersonali.

Mantenimento della salute mentale: La lettura può essere una forma di evasione e un modo per affrontare i momenti difficili. I libri che trattano temi di salute mentale possono essere particolarmente utili per chi cerca supporto e comprensione.

Stimolazione cognitiva: La lettura stimola il cervello e può aiutare a prevenire la diminuzione delle funzioni cognitive legate all’invecchiamento. Mantenere la mente attiva attraverso la lettura può contribuire a mantenere una mente più acuta.

Apprendimento continuo: La lettura costante consente di apprendere nuove informazioni, sviluppare nuove competenze e mantenere l’interesse per il mondo circostante.

Riduzione del rischio di demenza: Studi hanno suggerito che la lettura regolare e l’attività mentale impegnativa possono contribuire a ridurre il rischio di sviluppare demenza in età avanzata.

Flessibilità cognitiva: Leggere una varietà di generi letterari può esporre a diverse prospettive e punti di vista, aumentando la flessibilità cognitiva e la comprensione del mondo.

Aumento della felicità: La lettura può portare gioia e soddisfazione personale. Trovare piacere nella lettura può contribuire al benessere generale.

Ricorda che la quantità e il tipo di lettura possono variare da persona a persona. L’importante è trovare ciò che ti appassiona e ti interessa di più. Anche se leggere può offrire numerosi vantaggi per la salute, è importante bilanciarlo con altre attività fisiche e sociali per un benessere completo.

Gentitori anziani che fare? Le autrici ce lo raccontano in un libro

Genitori anziani, che fare? Una guida per i figli adulti e (im)preparati è il libro di Antonella Brugnola e Claudia Campisi edito da Flaccovio Dario (2022) che tratta un tema attualissimo, visto l’allungamento dell’età media e che non viene facilmente affrontato. L’idea della vecchiaia e della morte sono temi che disarmano e che fino a quando non ci si trova ad affrontare da vicino si cerca sempre di evitare.Il tema “genitori che invecchiano e figli impreparati” è un tabù. Non sempre i figli sanno cosa fare quando vedono le prime avvisaglie della vecchiaia dei cari, né sanno gestire con serenità le situazioni che li soffocano di preoccupazioni.

Vi lascio alle parole delle autrici:

Antonella Brignola: Il libro che ho scritto con Claudia Campisi è dedicato a TUTTI voi, perché per la maggioranza siamo figli adulti, abbiamo (o avremo) a che fare con un genitore anziano e saremo colti alla sprovvista quando realizzeremo le prime avvisaglie della vecchiaia che arriva.

Il libro nasce a tavolino esaminando una lacuna nella disponibilità di fonti di informazione su questo momento della vita: esistono centinaia di manuali su come diventare genitori, provette neomamme, gestire figli adolescenti, ma quasi nulla su come affrontare con ansia controllata la fase in cui noi diventiamo i “genitori” dei nostri genitori, peraltro con l’aspettativa di un periodo lungo e nebuloso da affrontare.

E’ il frutto di una lunga esperienza personale e della voglia di tradurre in suggerimenti pratici il vissuto e gli errori in cui sono passata, con l’interpretazione psicologica di Claudia che spiega cosa succede alle due parti in gioco.

Come affrontare la 4’ età è ormai un’urgenza nazionale, considerato l’allungamento della vita media e il numero crescente di over 65. Si parla della generazione sandwich, di gestione di imprevisti e assistenza per tanti anni, di impatto sulla vita di due famiglie e di inevitabile isolamento e disagio.

Diversi contributor esperti hanno partecipato con i loro punti di vista e le proposte innovative per la terza età: Luca Foresti, Maria Cristina Bombelli, l’avv. Livia Passalacqua con Formula Terza Età, Michela Conti di UGO, servizi di assistenza.

Nella foto la dottoressa Campisi con una copia del libro

Claudia Campisi: Il libro parla principalmente alle donne, il target per eccellenza, soprattutto dai 35 anni in su. Il testo affronta non solo il tema delle donne sandwich, ma tantissimi aspetti psicologici del processo di trasformazione personale e familiare di figli e genitori. All’apice della carriera o appena agli inizi con una nuova famiglia che nasce ecco che i genitori hanno bisogno di noi. Da considerare una guida, per il doppio livello sviluppato:

– consigli pratici per gestione e organizzazione vita del nostro caro bisognoso di cure realizzati dalla co-autrice Antonella Brugnola.

– psicologico: come cogliere i primi segnali, supporto nella gestione del lutto, rapporti difficili, comunicazione, sessualità a mia cura.

Ho voluto anche parlare di sessualità anche LGBT e di alimentazione con il supporto di un geriatra molto giovane e illuminato.

Concludendo: Questo manuale spiega come affrontare preventivamente la vecchiaia dei nostri cari, in modo semplice, integrando due punti di vista: la visione dell’esperta psicologa Claudia che spiega la dinamica dei sentimenti e comportamenti di figli e genitori e la parte di Antonella con soluzioni e risorse da applicare con il metodo A-M-O-R-E. Il libro è una guida concreta per prendere consapevolezza del fenomeno, iniziare a gestirlo più preparati, evitando di cadere nello sconforto o, cosa peggiore, di isolarsi. È rivolto a chi è figlio, amico, vicino di casa, caregiver, operatore sanitario chiamato ad occuparsi di una persona anziana e che, con la conoscenza e la pianificazione degli interventi, si può organizzare per una maggiore serenità.

Stress, emozioni e malattia: vecchi e nuovi rimedi

Era il 1992 quando ho studiato per un esame all’Università il libro del Prof. Paolo Pancheri “Stress, emozioni e malattia” è il libro che aperto la mia visione sulla stretta correlazione tra quello che viviamo e facciamo e le intricate vicende interne alla nostra mente ed al nostro corpo. Tutt’ora il libro è in bella vista nella libreria dello studio e sebbene quelle che allora erano solo intuizioni siano state superate hanno rappresentato l’inizio di ricerche che oggi stanno cambiando radicalmente l’approccio alla malattia e alle cure.

Secondo l’American Institute of Stress la fonte primaria di tutti i problemi di salute è lo stress e quindi oltre ad una breve panoramica degli effetti dello stress in correlazione ai nostri stati emotivi ed alla malattia è mia intenzione portare la vostra attenzione su piccole azioni quotidiane che hanno lo scopo di ridurre lo stress e migliorare quindi la qualità della nostra vita. Io per prima li metto in pratica e spero che possiate anche voi condividerne gli ottimi risultati.

In psicologia, esiste un legame tra stress, emozioni e malattia. Il modo in cui gestiamo lo stress e le nostre emozioni può influenzare la nostra salute fisica e mentale.

Lo stress è una risposta naturale del nostro corpo a una sfida o a una situazione percepita come minacciosa. Quando siamo stressati, il nostro corpo produce ormoni dello stress come il cortisolo, che può avere effetti negativi sulla nostra salute se si verifica in modo cronico. Lo stress prolungato può aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, disturbi del sonno, problemi digestivi e persino ridurre la funzione del sistema immunitario.

Le emozioni svolgono un ruolo chiave nella nostra esperienza dello stress. Eventi stressanti possono scatenare una serie di emozioni come ansia, paura, rabbia, tristezza o frustrazione. Quando queste emozioni non vengono gestite in modo sano, possono contribuire allo sviluppo di problemi di salute fisica o mentale. Ad esempio, l’ansia cronica può portare a disturbi d’ansia, la depressione può influire negativamente sul sistema immunitario e la rabbia non controllata può aumentare il rischio di problemi cardiaci.

Allo stesso tempo, le malattie possono anche causare stress ed emozioni negative. Ricevere una diagnosi medica grave o affrontare una malattia cronica può innescare reazioni emotive come paura, tristezza, disperazione o frustrazione. Queste emozioni possono a loro volta influenzare la salute generale e la capacità di far fronte alla malattia.

La psicologia clinica si occupa di comprendere il rapporto tra stress, emozioni e malattia e di sviluppare strategie di gestione dello stress e di promozione del benessere emotivo per prevenire o affrontare le malattie. L’approccio terapeutico può includere la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia di accettazione e impegno, la gestione dello stress, la terapia di rilassamento e altre tecniche volte a migliorare la capacità di far fronte allo stress e alle emozioni negative.

È importante sottolineare che ogni individuo è unico e la relazione tra stress, emozioni e malattia può variare da persona a persona. È consigliabile cercare il supporto di un professionista della salute mentale per una valutazione personalizzata e un trattamento appropriato, se necessario.

Adesso passiamo ai fatti. A seguire un consiglio al giorno per una settimana. Spero che prenderete sul serio questi esercizi e che possiate trarne giovamento. Fatemi sapere nei commenti che effetti hanno avuto su di voi!

Lunedì

Imparate a tenere in ordine la casa, la scrivania ed ogni spazio che vi circonda. Liberatevi del superfluo. Una buona pulizia della mente parte da una buona pulizia dell’ambiente che vi circonda. Solo così possono nascere nuove idee.

Martedì

Fate esercizio fisico ogni giorno. Il moto permette di rilasciare l’endorfina anche detto l’ormone della felicità. Può bastare una passeggiata, un po’ di stretching o dei bei respiri profondi, ma se potete fare di più è meglio!

Mercoledì

Create una sana routine da seguire tutti i giorni godendo dell’energia della mattina fino al relax della sera.

Giovedì

Mangiate in modo  sano ed equilibrato e consumate la cena almeno 3/4 ore prima di dormire per permettere una corretta digestione e di conseguenza un sonno ristoratore.

Venerdì

La sera un bagno caldo e piccoli massaggi alla testa facendo pressione con i polpastrelli delle dita.

Sabato

Imparate a praticare la meditazione. Quando sarete allenati potrà bastare anche un solo minuto al giorno per riconnettere il vostro corpo con la vostra mente.

Domenica

Prima di dormire ringraziate per la giornata appena trascorsa e respirate profondamente sentendo l’aria che entra ed esce dal vostro corpo in modo calmo e regolare.

Velocità VS Qualità

Questo venerdì vorrei iniziarlo con una riflessione su velocità e qualità che spero possa esservi d’ispirazione per il week end in arrivo affinchè non trascuriate la qualità della vostra vita. Buona lettura!

Non è questione (solo) di tecnologia, ma di cambiamenti culturali importanti nel nostro modo di vivere quotidiano. “Attesa” parola ormai sconosciuta, “pazienza” lo stesso. Parole con un loro posto nel vocabolario e nelle poesie dell’800 che mal si adattano alla nostra vita odierna.

Dal cavallo, al carro, alla macchina fino all’aereo nella nostra storia cerchiamo di fare le cose con sempre meno fatica e sempre più velocemente. Fino a circa 20 anni fa i tempi tecnici per effettuare un passaggio da una tecnologia all’altra erano bastanza lenti per metterci di adattarci al meglio, oggi non è così. Pensate all’introduzione dei “telefonini” fino ai moderni smartphone oggi strumenti che effettuano una infinità di funzioni a cui una grande parte della popolazione non riesce ad accedere o solo parzialmente, ma questa è un’altra storia!

I giovani non sanno aspettare, non glielo abbiamo insegnato, non abbiamo avuto modo, non ne siamo stati capaci e così invece di studiare la storia si chiede ad internet, se bisogna andare da qualche parte si chiede a google.

Se le banche dati del mondo andassero in tilt o mancasse la luce il mondo si fermerebbe, ma chi ha studiato ed imparato ad orientarsi qualche soluzione, a mio parere, la troverebbe, ma i giovani d’oggi sarebbero perduti!

Pratico ed insegno il “qui ed ora” perché non c’è passato né futuro se non viviamo in pieno ogni attimo della nostra vita. Molte persone non riescono a valutare una situazione lavorativa o sentimentale con obiettività perché non si ascoltano e perdono il piano di realtà. Agiscono come se si fosse già oltre, ma la vita è adesso ed in ogni istante. Certo che bisogna pensare al futuro (io ho 3 agende!!!), ma se non si vive l’attimo e gli infiniti attimi con amore e passione non si sta vivendo davvero.

La qualità ha sempre un suo perché e nel mondo moderno la sfida con la velocità è in corso!

Nell’era digitale, la società si è abituata a ottenere informazioni e servizi in modo rapido e immediato. La velocità è diventata un fattore chiave nelle nostre vite frenetiche, ma a volte, nel perseguire la velocità, siamo disposti a sacrificare la qualità. La tensione tra qualità e velocità è una sfida comune che si presenta in molti settori, come l’industria, il giornalismo, l’istruzione e persino nella vita quotidiana. E’ importante cercare di trovare un equilibrio tra i due.

Quando si tratta di prodotti o servizi, la qualità svolge un ruolo fondamentale. Una qualità superiore può garantire un’esperienza migliore per i consumatori e, nel lungo termine, può portare a un maggiore successo aziendale. Tuttavia, la produzione di beni di alta qualità richiede tempo. I processi devono essere attentamente pianificati, i materiali devono essere selezionati con cura e il controllo della qualità deve essere rigoroso. Questi passaggi richiedono tempo e pazienza, ma sono essenziali per fornire prodotti eccellenti. Quando si sacrifica la qualità per la velocità, si rischia di produrre merce difettosa o di offrire servizi scadenti, il che può danneggiare la reputazione di un’azienda nel lungo periodo.

Nel giornalismo, l’attenzione all’urgenza spesso può portare a errori e a una mancanza di completezza nelle notizie riportate. Nel tentativo di essere i primi a riportare una storia, i giornalisti possono trascurare l’accuratezza delle informazioni, dando luogo a notizie false o distorte. Questo non solo danneggia la credibilità dei media, ma può anche influenzare negativamente l’opinione pubblica. La qualità giornalistica, con una ricerca accurata e una verifica delle fonti, è fondamentale per fornire una copertura equilibrata e affidabile degli eventi.

Nell’istruzione, la pressione per completare i programmi di studio in tempi brevi può portare a un apprendimento superficiale e alla mancanza di una comprensione approfondita dei concetti. Gli insegnanti possono sentirsi spinti a coprire un gran numero di argomenti senza dedicare abbastanza tempo per consentire agli studenti di interiorizzare le informazioni. Di conseguenza, gli studenti possono ottenere voti elevati senza veramente acquisire una conoscenza duratura. L’istruzione di qualità richiede tempo per la riflessione, la discussione e l’approfondimento dei concetti, consentendo agli studenti di sviluppare una comprensione approfondita dei temi trattati.

Nella vita quotidiana, la frenesia del mondo moderno spesso ci spinge a fare tutto in fretta, compresi pasti veloci e scelte alimentari poco salutari. Mangiare velocemente può portare a problemi di digestione e può influire sulla nostra salute generale. Prendersi il tempo per preparare pasti sani e mangiare in modo consapevole può migliorare la qualità della nostra alimentazione e il nostro benessere complessivo e di questo ve ne ho parlato allo sfinimento, ma credo che ancora l’argomento non abbia ricevuto l’adeguata attenzione!

È importante ricordare che la qualità non deve necessariamente essere in conflitto con la velocità. Trovare un equilibrio tra i due è essenziale. Ad esempio, un processo di produzione efficiente può garantire sia la qualità che la velocità. Nell’istruzione, gli insegnanti possono adottare metodi di insegnamento creativi che consentono di coprire gli argomenti in modo approfondito senza rinunciare alla velocità. Nel giornalismo, le nuove tecnologie possono essere utilizzate per fornire notizie in tempo reale senza compromettere la precisione.

In conclusione, la qualità e la velocità sono entrambe importanti nella società moderna, ma trovare un equilibrio tra le due è fondamentale. Dobbiamo evitare di sacrificare la qualità a favore della velocità, poiché ciò può portare a conseguenze negative a lungo termine. Investire tempo ed energie per garantire la qualità nei prodotti, nei servizi, nel giornalismo e nell’istruzione è essenziale per costruire una società migliore e più sostenibile e nello spazio privato di ognuno di noi va garantita sempre la qualità della vita che a volte stride con la velocità del mondo in cui viviamo. Sta a noi dare un freno o saper dire no quando necessario.

Cambiare senza paura

*Nel 2015 ho scritto un libro i cui concetti, come il buon vino, anno dopo anno hanno acquistato sempre più valore ed importanza.

In un periodo di cambiamenti sempre più veloci, meteore e novità dall’oggi al domani…il mio libro “Cambiare senza Paura” è straordinariamente attuale oggi, molto più di 8 anni fa quando è stato pubblicato.

Come si cambia senza Paura?

Innanzitutto devo rimproverarmi il titolo dato a questo libro, perché uno più azzeccato sarebbe potuto essere “Cambiare NONOSTANTE la paura”

Sì, perché cambiare senza paura è praticamente impossibile.

Il timore del cambiamento è nel nostro DNA, perché significa abbandonare una cosa conosciuta (che può essere anche nociva e dolorosa) e abbracciare un qualcosa di nuovo e sconosciuto. Le persone temono di non essere in grado di prevedere o controllare il risultato del cambiamento, e ciò può causare ansia e preoccupazione.

E poi la paura non è una cosa che va scacciata o evitata. 
Ci aiuta a identificare situazioni in cui potremmo essere a rischio e a prendere misure per proteggerci, come fuggire, combattere o cercare aiuto.

Tuttavia è importante che la paura non sia un LIMITE alla nostra evoluzione. Quando questo accade si parla di RESISTENZA AL CAMBIAMENTO.” (*Roberto Re)

In Cambiare senza paura Roberto Re accompagna il lettore in un viaggio guidato, ricco di esercizi ed esempi presi dalla vita personale e professionale, durante il quale apprenderà come liberarsi dagli ostacoli che si oppongono al cambiamento e contemporaneamente come acquisire strumenti pratici per lanciarsi con determinazione nelle nuove scelte.

La sfida del cambiamento non prevede pareggio: o si vince o si perde! Nel mondo attuale, chi rifiuta il cambiamento è destinato a vivere in una sorta di inferno, fatto di paure, delusioni, frustrazioni, povertà. Chi invece decide di cavalcarlo ha la possibilità di accedere a un vero e proprio paradiso fatto di opportunità di crescita e ricchezza come mai ce ne sono state. Sul lavoro, nelle relazioni, nel rapporto tra genitori e figli, tutto è cambiato nel corso di pochi anni.

I vecchi schemi mentali risultano inefficaci quando proviamo ad applicarli alle novità che emergono ogni giorno. Eppure, anche se prendiamo consapevolezza dell’ineluttabilità delle trasformazioni, ugualmente ne siamo spaventati. A quanto pare, la paura del cambiamento è altrettanto inevitabile del cambiamento stesso.

Coltiva la gratitudine

Nel quotidiano siamo sopraffatti da piccoli o grandi problemi, diverse difficoltà o incombenze che a livello percettivo sono per noi davvero pesanti. Il pensiero delle cose da fare e delle emozioni che ne scaturiscono a volte sono davvero troppo. L’ansia generata dalle cose che accadono, o che ancora non sono accadute e forse neanche accadranno, mina la nostra serenità in continuazione e spesso si attuano comportamenti altrettanto inadeguati sfinendoci.

E che dire della continua valutazione generata dal confronto sociale? Siamo sempre meno di questo o quello. Meno capaci, meno validi, meno belli…. Questo crea una enorme dose di ansia fino alla depressione!

Invece di concentrarci, come abbiamo appreso nella maggior parte dei casi, sulle cose negative o fastidiose o pesanti proviamo a spostare la nostra attenzione sugli aspetti positivi delle nostre giornate che sono davvero molti se ci si ferma ad osservare!

“La gratitudine è la memoria del cuore” (Lao Tse)

La parola gratitudine deriva dal latino “gratus”  che possiamo tradurre con i termini piacevole o grato. Definita come un sentimento di affetto e di riconoscenza, il suo significato è molto ampio. Lo psicologo Emerson la definisce come l’apprezzamento di ciò che è prezioso e significativo per sé stessi identificandone due componenti fondamentali:

  • la presenza di cose buone nel mondo e nella propria vita;
  • il riconoscimento che le fonti di questi aspetti positivi siano anche al di fuori di sé stessi.

La gratitudine apre il cuore e permette di orientare la mente verso ciò che nella vita è positivo e buono, costituendo quindi un buon antidoto alla tendenza naturale della nostra mente a indugiare su tutto ciò che è assente o imperfetto. È anche un sentimento che nasce dalla consapevolezza dei doni che la vita ci mette continuamente a disposizione, riconoscendo il buono dei nostri scambi col mondo e quanto nutrimento riceviamo. Tramite la gratitudine entriamo in connessione più profonda con gli altri, la natura, il mondo. Senza gratitudine tutto quello che accade intorno passerebbe quasi inosservato. Provare l’emozione della gratitudine coinvolge una serie di fattori importanti per il nostro sviluppo psicologico. *(fonte Istituto Mente e Corpo)

Anche le neuroscienze evidenziano come la gratitudine influisca sul nostro benessere migliorando l’ottimismo e le relazioni sociali diminuendo l’attenzione verso aspetti negativi o mancanze. Immaginiamo la gratitudine come ad un seme che va innaffiato ogni giorno! Per poter crescere e dare frutti  questo seme ha bisogno del nostro impegno. Come si coltiva la gratitudine?

Il Professor  Ronald Siegel, Psicologo e Assistant Clinical Professor of Psychology presso la Harvard Medical School, esperto di meditazione consapevole con numerose pubblicazioni alle spalle, propone delle tecniche perimparare a coltivare la gratitudine.

Vediamone alcune insieme, con qualche mia personale modifica, per poterle applicare ogni giorno e cambiare il modo di approcciarci alla nostra vita al meglio nel quotidiano.

Una settimana insieme per praticare la fiducia e l’autocompassione, per riuscire a divenire grati a noi stessi ed aiutare ad affrontare quei sentimenti negativi quali il fallimento o il rifiuto o la vergogna con nuove energie e consapevolezza che il bello ed il buono ci sono sempre se si hanno occhi per vederlo!

  • Inizia la tua giornata con il sorriso e ringrazia per tutto ciò che il nuovo giorno ti porterà! È un inizio positivo che predispone alle cose buone e dice alla tua mente che accadrà sicuramente qualcosa di speciale e meraviglioso.
  • Osserva con occhi nuovi il percorso che fai per andare al lavoro. Nulla è scontato cerca di aprire la mente ed il cuore per vedere oltre le barriere che ti sei posto. Se ti annoia cambia strada o almeno una parte di essa e cerca di capire cosa ti piace della novità.
  • Una volta alla settimana, prenditi qualche minuto per riflettere sui doni che hai ricevuto nella tua vita: potrebbe essere un caro amico, una propria capacità personale o anche una esperienza. Ricorda che nulla di tutto ciò è scontato e quindi sii grato per questo o questi doni se hai la fortuna di averne più di uno nel tuo elenco!
  • Annota i diversi doni che ti vengono in mente dividendoli per categorie: un giorno pensa alla dimensione familiare o affettiva, un altro al lavoro o a quello che fai con passione.
  • Descrivi i sentimenti che emergono quanto pensi ai doni precedentemente elencati relativi alle relazioni. Cosa accadrebbe se queste persone non facessero parte della tua vita? Sii grato perché ti sono accanto o anche solo nel cuore.
  • Quando sei al lavoro cerca di apprendere cose nuove: non dare mai nulla per scontato oppure prova a fare una cosa in modo diverso. Non darti limiti e sii grato per poter provare.
  • La sera prima di dormire ringrazia per quello che hai ricevuto anche per quello che i tuoi occhi non hanno visto pensando che il giorno dopo con occhi nuovi proverai a riconoscere quei doni che ti erano sfuggiti.

Il valore della libertà

Tra le fiabe più famose di Febro ne ho individuata una molto importante sul concetto di libertà che condivido con voi, perché ancora molto attuale ed importante dal punto di vista pedagogico.

Una delle tante edizioni disponibili delle famose favole

“Un lupo magro e affamato incontra un cane ben pasciuto.

“Da dove vieni così lucido e bello ? Cosa mangi per mantenerti così ?  Io sono più forte ma patisco la fame”

“Puoi star bene anche tu se vuoi, basta che presti lo stesso servizio al padrone”

“Quale servizio ?”

“Custodire la casa di notte e spaventare i ladri”

“Ma io ci sto ! Sono stanco di questa vita di stenti. Deve essere bello avere un tetto e riempirsi la pancia senza cacciare. Vengo con te.”

Cammin facendo il lupo vide che il collo del cane era un po’ segnato: “Cos’è quel segno ? “

“Oh .. non è niente”  

“Mi interessa sapere”

“Qualche volta, mi tengono legato, perché possa riposare durante il giorno, e rimanere sveglio durante la notte. Ma alla sera posso girare liberamente, e mi danno da mangiare”

“Ma se si ha voglia di uscire si ha il permesso ?”

“Ogni volta che si vuole … no.”

“Addio amico, preferisco mangiar poco in libertà che molto in prigionia”. “

Quanto è importante la libertà? Ognuno dovrebbe essere libero di scegliere “quanto avere la pancia piena e stare a catena” o “quanto essere libero con dei disagi”.

A volte si trova la via di mezzo a volte no, ma cerchiamo di essere consapevoli delle nostre scelte e capire cosa è più importante per noi.

Fonte: https://trieste.unicusano.it/universita/favole-di-fedro/

Al link puoi trovare altre famose favole di Fedro

Migliora la tua autostima in 7 giorni

Abbiamo affrontato questo tema sotto molti punti di vista. Pensiamo sempre all’autostima come qualcosa di definitivo, ma in realtà cambia molto nel corso della nostra vita. Tema sempre molto sentito è una componente fondamentale del benessere psicologico e del successo personale.

Invece di affrontarlo dal punto di vista teorico proviamo ad affrontarlo in modo pratico!

Vi propongo una serie di esercizi che potete provare a partire dal primo giorno della settimana!

Il lunedì, come l’inizio di un mese o dell’anno, è visto in modo scaramantico da molti di noi per cui sembra il momento migliore per cominciare qualcosa di nuovo. Si lascia il vecchio e si ricomincia pieni di entusiasmo e di aspettative.

Siete pronti a provate a migliorare la vostra autostima con semplici esercizi? Affrontate un punto alla volta senza fretta. Comprate un quadernino ed annotate le vostre risposte giorno per giorno e rivedetele nel corso della settimana e poi del mese. L’obiettivo è quello di lavorare sui vostri punti di forza senza lasciarvi andare ad espressioni quali : “non sono capace, non ce la farò mai, tanto non valgo nulla…”

Qui si lavora per migliorare non per fare del vittimismo ok? Non siate prevenuti nei vostri confronti, lasciate andare le credenze su di voi e le vostre capacità ed affrontate la sfida con un po’ di grinta un punto alla volta! Vedrete che sarà più semplice di quello che pensate.


lunedì “Fai una lista dei tuoi successi passati”

Prenditi del tempo per riflettere sui tuoi successi passati, grandi o piccoli che siano. Scrivi una lista di questi successi e ricorda come ti sei sentito quando li hai raggiunti.


martedì “Identifica i tuoi punti di forza”

Fai una lista dei tuoi punti di forza e delle tue qualità positive. Concentrati su ciò che sai fare bene e su ciò che gli altri ti hanno detto di apprezzare in te.

mercoledì “Impara a gestire le critiche”

Impara a gestire le critiche in modo costruttivo e a non prendertela troppo a cuore. Cerca di capire se c’è qualcosa di vero in ciò che ti viene detto e, se sì, cerca di migliorare su quello specifico punto. E’ importante anche valutare da dove provengono le critiche! Se è una persona che non stimi lascia correre! Se non la stimi non vale la pena starci male. Non usare due pesi e due misure quando fai le tue valutazioni.


giovedì “Cerca di fare almeno una cosa positiva per te stesso ogni giorno”

Fai qualcosa che ti piace ogni giorno, anche se è solo per pochi minuti. Potrebbe essere leggere un libro, fare una passeggiata o guardare un film. Su questo punto potete davvero sbizzarrirvi!


venerdì “Sperimenta cose nuove”

Sperimenta cose nuove e mettiti alla prova. Ciò ti aiuterà a scoprire nuovi talenti e a sentirti più sicuro di te stesso. Può bastare cambiare strada rispetto al percorso che fai abitualmente per andare al lavoro o quando ti rechi da un amico o a fare una passeggiata. Ciò ti permetterà di aprire i tuoi orizzonti.


sabato “Ascolta la tua voce interiore”

Cerca di prestare attenzione alla tua voce interiore e di sostituire i pensieri negativi con pensieri positivi. Ad esempio, invece di pensare “non sono abbastanza bravo per questo lavoro”, pensa “posso fare del mio meglio e imparare dalle mie esperienze”.


domenica “Cerca il supporto degli amici e della famiglia”

Sono certa che anche tu spesso ti chiudi o ti lamenti perché le persone non “ti capiscono” o non “ti aiutano”. Cerca il supporto degli amici e della famiglia e parla con loro dei tuoi sentimenti. Non ammorbarli con le tue insicurezze, ma chiedi un supporto attivo ad esempio facendoti notare quando stai facendo un buon lavoro o quando notano un cambiamento positivo in te.

Molti a questo punto diranno che la loro famiglia non li appoggia o che sono proprio la causa della percezione di una pessima autostima. Sicuramente avrete un amico o una coppia di amici abbastanza obiettivi chiedete aiuto a loro, ma solo se li sentite sinceri ed onesti. Quello che le persone vicine pensano di noi è importante, ma vi chiedo di fare uno sforzo ed avere una vostra visione personale il più possibile obiettiva. Per migliorare dove c’è da migliorare o non arrendersi o piangersi addosso!

Questi esercizi possono aiutare a migliorare la propria autostima, ma è importante essere costanti e pazienti, in quanto i risultati non si vedono necessariamente immediatamente. Tieni nota dei tuoi progressi e vedrai che passo dopo passo ti sentirai molto più sicuro e ti vedrai in modo diverso!