Fai scelte giuste per te

Eileen Caddy  era un’insegnante spirituale e autrice new age, meglio conosciuta come uno dei fondatori della comunità della Fondazione Findhorn presso l’ecovillaggio di Findhorn, vicino al villaggio di Findhorn*, Moray Firth, nel nord-est della Scozia.

Questi i suoi insegnamenti:

Scelgo di fare dei cambiamenti anziché avere scuse

Scelgo di essere motivato, non manipolato

Scelgo di essere utile, non usato

Scelgo l’autostima, non l’autocommiserazione

Scelgo di eccellere, non di competere

Scelgo di ascoltare la voce interiore e non l’opinione della gente

*Findhorn è una località Scozzese in cui dal lontano 1962 è stata costituita una comunità spirituale, pionieristica per la Nuova Era, aperta a tutti. Ognuno contribuisce al mantenimento della comunità occupandosi di una specifica attività (pulizia, giardinaggio, falegnameria, educazione ecc). allo scopo di sviluppare nell’individuo una consapevolezza più profonda che faciliti la sua trasformazione e lo aiuti nella sua realizzazione interiore, in armonia con le altre persone e la natura. In tal senso vengono regolarmente organizzati corsi educativi; uno dei programmi centrali riguarda la sintonizzazione con le energie della natura, anche per fini curativi.

Attraverso i suoi libri offre con semplicità e amore  ciò che ha ricevuto nella meditazione, un’esperienza unica in cui Eileen ritrova il significato del silenzio, la semplicità del momento e l’incontro con il bambino interiore. Riconosciuta a livello mondiale per l’autenticità della sua ricerca, Eileen segue un percorso spirituale che precede la sua esperienza in comunità.

Tra i principali libri:

Le porte interiori. Il mio volo verso la libertà, Dieci passi per aprirsi all’amore..

L’importanza del lavoro

Passiamo un terzo della nostra vita lavorando. Molto di più di quello che dedichiamo ai nostri bisogni fisiologici come mangiare. Lavorare è necessario, sicuramente per l’introito economico che ne deriva che ci conferisce un minimo di stabilità per prenderci cura di noi e della nostra famiglia, ma il lavoro è molto di più.

Parte della nostra identità deriva dal nostro lavoro e noi scegliamo un lavoro in base alle nostre caratteristiche e predisposizioni. Purtroppo non tutti possono scegliere il lavoro dei loro sogni o quello per cui si è dedicata una vita di studi e molti si devono accontentare di quello che si trova. Insomma un lavoro che paghi l’affitto!

In ogni caso cerca di fare bene il tuo lavoro qualsiasi esso sia. E’ molto importante non avere la sensazione di buttare il proprio tempo che potrebbe essere utilizzato in altre attività più appaganti.

Se sei un libero professionista conosci già i pro ed i contro di questa situazione, ma se hai avuto il coraggio di metterti in proprio e non avere “padroni” e riconosci le tue capacità non rammaricarti se il tuo lavoro a qualcuno non piace (non piacerai mai a tutti!)

Lavora a testa bassa. Non distrarti. Concentrati e godi del tuo lavoro. Ascolta eventuali consigli, ma non farti influenzare. Se hai un’idea cerca di realizzarla. Se l’esito è positivo rallegrati con te stesso, guardati allo specchio e sorridi. Se fallisci impara dalla lezione e la prossima volta dedica maggiore impegno ed attenzione. Cerca il divertimento nelle cose che fai e sii contento del lavoro che hai scelto. Se non ti appaga cerca altro, perché la vita è lunga e non si può vivere di rimpianti, di scelte non fatte, di decisioni mai prese!

L’educazione è una questione di atteggiamenti

La definizione di educazione corrisponde al “Metodico conferimento o apprendimento di principi intellettuali e morali, validi a determinati fini, in accordo con le esigenze dell’individuo e della società”. Semplice, chiaro e lineare. Il problema si pone dalla teoria alla pratica dove gli attori coinvolti spesso si trovano in difficoltà.

Per qualche genitore non è facile da comprendere che i figli non sono fatti per soddisfare le loro esigenze ed aspettative e tantomeno per compensare desideri e frustrazioni. Neppure i genitori più attenti si rendono conto che in modo consapevole o inconsapevole riescono a condizionare le scelte dei figli. In generale è necessario interrogarsi spesso su quale strada si stia tracciando per loro.

Il Prof. Giovanni Bollea diceva che “le mamme non sbagliano mai” , ma ogni tanto fermarsi per capire dove si sta andando e magari raddrizzare il tiro potrebbe essere saggio, perchè il mestiere di genitore non lo insegna nessuno e qualche errore sicuro si commette anche se in buona fede. Già dalla nascita è necessario considerare il bambino come un essere vivente con la sua unicità e degno di essere accettato incondizionatamente. Cosa può fare un genitore per aiutare il bambino ad esprimersi liberamente, su quali strumenti può contare?

Fondamentale è l’osservazione per comprendere le naturali inclinazioni del bambino, poi il dialogo per canalizzare tali inclinazioni e permettergli di parlarne. Necessaria l’empatia per sostenere , spronare, incentivare e motivare. Per fare questo occorre una grande apertura mentale e rappresentare un supporto positivo. Fondamentale permettergli di esprimere dubbi, preoccupazioni, timori senza il timore di essere giudicato. Essere sinceri sostenendo il senso di realtà specie quando si avvicina il momento di fare scelte importanti.