In vista delle festività: no ai digiuni sì all’autoregolazione

Inizio a sentire voci riguardo a digiuni forzati in vista delle prossime festività. Ed è mio dovere sconsigliarvi di farlo. Mangiare meno qualche giorno prima, infatti, non deve essere l’autorizzazione a mangiare di tutto e di più tra Natale e Capodanno. Non funziona così!

Certamente se state seguendo un regime dietetico in questo momento può sembrare davvero difficile e spaventoso sapere che sulla tavola ed in casa ci sono tante tentazioni, ma come sempre vi ripeto che con moderazione si può fare ogni cosa. Le scelte devono essere compiute con la testa e non solo con la gola (quella ci tradisce sempre!!!)

Se si segue un regime di vita sano con di base un’alimentazione corretta ed attività fisica regolare le tavole imbandite delle prossime giornate non saranno affatto un problema. Nella convivialità si mangia (e si beve) sempre un po’ di più rispetto alla quotidianità. Non possiamo negare il ruolo sociale del mangiare e l’Italia con le numerose tradizioni mangerecce diverse da regione a regione ne è la regina!

Qualcosa, però. possiamo fare: ad esempio evitare di comprare panettoni e pandori dal primo dicembre mangiandone tutti i giorni. Se proprio avete intenzione di farlo relegate la fetta del dolce alla colazione e non al dopo cena durante la serie in Tv. Questi i motivi: sarà molto più difficile regolarsi, la sera non avete possibilità di smaltire le calorie e vi rallenterà la digestione che avverrà di notte. Infine puntate sulla qualità invece che sulla quantità: un panettone artigianale con tre giorni di lavorazione fatto da pasta madre è migliore di uno industriale comprato al supermercato! In ogni caso una fetta equivale ad un piatto di pasta in quanto a calorie quindi: regolatevi!

Utile è l’uso delle tisane digestive per tenere pulito l’intestino ed alleggerire lo stomaco ed a questo proposito cercate comunque di bere molto. Evitate fritti ed alimenti molto conditi per non sovraccaricare il vostro apparato gastro-intestinale. Non è, solo, un fatto di calorie, ma di quanto mettete a dura prova l’organismo che nei prossimi giorni potrebbe andare incontro a gonfiori e problemi intestinali.

Un’altra cosa a cui dovete fare attenzione è quando si rimane seduti con dolci e dolcetti ancora in tavola: la tentazione di mangiarne uno ed un altro ed un altro ancora è in agguato. In realtà sono solo movimenti meccanici non avete di certo ancora bisogno di mangiare, mentre si rimane in chiacchiere. La presenza di mandarini può essere una buona idea: permette di spiluccare con un amento minimo di calorie.

Appena terminate le festività mettevi subito a “regime” con cibi più salutistici e leggeri e non cucinate tanto da avere avanzi per 15 giorni in giro per casa. Se ci sono eccessi congelateli! Verranno buoni una sera che arrivate a casa tardi e non avrete voglia di cucinare. Infine bevete molta acqua e tisane che vi aiuteranno ad eliminare le scorie in eccesso e…buone feste!

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Panettone o Pandoro? Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei.

Il giorno di Natale sono stata ospite ad Uno mattina in RAI durante un divertente dibattito sulle preferenze  degli italiani tra panettone e pandoro, mi era stato chiesto di stilare un profilo, ma i tempi tecnici di trasmissione mi hanno permesso di fare solo un accenno ecco quindi che vi rivelo quanto non detto!

So che siete curiosi, ma prima di tracciare il profilo del mangiatore di Panettone o Pandoro vi fornisco alcuni dati che potranno far meglio comprendere le logiche che sottostanno alla presentazione che farò alla fine.

Secondo i dati forniti dall’Aidepi, l’Associazione delle industrie e del dolce e della pasta Italia, al primo posto troviamo il panettone classico con una produzione di circa 37.000 tonnellate seguito dal pandoro con 32.000.

A livello di gradimento sui social secondo Instagram una foto contenente il panettone riceve molti più Like del pandoro infatti abbiamo 466k con hastag panettone e solo 135 con hastag pandoro.

Entrambi sono da ritenersi patrimonio della industria del food in Italia, infatti dal 2005 c’è una normativa che tutela non solo la ricetta, ma anche altri aspetti come la posizione in scaffale. La DENOMINAZIONE CERTIFICATA richiede la dicitura SOLO BURRO che deve essere non inferiore al 16% per il panettone e non inferiore al 20% per il pandoro. Quindi sfatiamo il mito che mangiare il pandoro fa ingrassare meno del panettone infatti contiene oltre 400 kcl per 100 grammi contro le 360 del panettone.

I lievitati natalizi industriali non conoscono la crisi e li troviamo nei supermercati già da novembre. Entrambi sono prodotti, oltre alla versione classica, in numerose varianti con creme in farcitura e rivestimenti vari. Anche le produzioni artigianali guadagnano sempre più terreno : molte pasticcerie e laboratori privati ne producono le loro versioni  con ingredienti locali o regionali. Anche in questo caso il primato del panettone tradizionale è intatto. Stanno lentamente ricevendo il giusto apprezzamento anche i dolci tipici locali che sono sempre più presenti nelle tavole delle feste con un trend in crescita.

Il Panettone viene prodotto a Milano dai tempi di Ludovico il Moro, secondo la ricetta di 500 anni fa e viene considerato un miracolo di lievitazione naturale perché prevede una fermentazione multifase che ne determina il particolare aroma. Un errore nel processo di produzione può far letteralmente buttare, oltre che agli ingredienti, giorni di lavoro! Oltre ai tradizionali acqua , farina, uova, zucchero, lievito  nell’impasto devono essere presenti in parti uguali canditi di cedro ed arancia ed uvetta. La forma classica è quella a cilindro alta con una base di 30 cm, ma esiste anche la versione bassa anche detta Galup prodotta nella zona del torinese. Come abbinare il panettone? Il suo gusto prevale su tutto e quindi ogni abbinamento risulta inutile.

La storia del pandoro è più recente: viene prodotto nel veronese dal 1800 probabilmente con l’influenza della brioche francese o partendo dalla ricetta del pan di Vienna o del pan de oro di Venezia, ma fu Domenico Melegatti a depositarne il brevetto nel 1894.  Il caratteristico disegno a stella è opera di un pittore impressionista :  l’artista Angelo Dall’Oca Bianca. L’equilibrio degli ingredienti lo rende particolarmente raffinato al palato è particolarmente apprezzato da chi non ama la frutta candita ed è abbinabile in combinazione a creme, liquori e spumanti.

Siamo arrivati quindi a tracciare il profilo di chi predilige il panettone o il pandoro.  Prima di me qualcuno ha azzardato ad accoppiare politicamente il panettone ad un partito politico ed il pandoro ad un altro. Io mi baso sia sui dati e le informazioni che ho appena fornito sia su un sondaggio che ho effettuato sui social in questi giorni cui hanno risposto parecchi amici e conoscenti.

Ho analizzato anche alcuni spot pubblicitari che delineano molto bene quale è il target di riferimento. Naturalmente è appunto solo un profilo ovvero fornirò  linee generali che si riscontrano nella popolazione. Da segnalare  anche una fascia molto ampia di impuri ovvero quelli che pur avendo una preferenza principale non disdegnano neanche il concorrente. Vuol dire che questi ultimi presenteranno caratteristiche miste probabilmente in prevalenza dell’uno o dell’altro profilo.

Visto il numero elevato di amanti del Panettone lo potremmo definire nazional popolare e seguendo queste indicazioni vediamo persone che si adeguano al pensiero di massa. Sono più tradizionalisti e non amano i cambiamenti. Sono più facilmente influenzabili Sono anche più estroversi, amano stare in compagnia. Evitano di fare cose diverse dagli altri, non amano stare al centro dell’attenzione. Scelgono programmi di intrattenimento in tv rispetto a quelli culturali. Fanno lavori comuni, si adeguano alla vita d’ufficio e vestono di conseguenza.

Chi sceglie il Pandoro riprende le caratteristiche della personalità creativa : è più introverso, riflessivo e raffinato nelle scelte dell’arredamento della propria  abitazione e  al proprio abbigliamento.  Spesso sono intellettuali ed artisti , persone che comunque si distinguono dalla massa per le loro caratteristiche di pensiero.  Sanno trovare soluzioni nuove e vedono il mondo con emozioni e percezioni innovative ed aperte. Hanno bisogno di essere originali e per pensare e creare hanno bisogno della solitudine. Sanno vedere le diverse sfaccettature di un problema e spesso ricercano un riconoscimento sociale. Un tratto negativo è quello di vivere intensamente le emozioni per cui possono avere momenti molto sereni alternati a momenti decisamente down in cui si allontanano dagli altri.

puoi trovare questo articolo anche sulla mia rubrica Mind&Food a questo link:

wwwromaoggi.eu

Panettone o Pandoro? Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei-by Emanuela Scanu