Il ruolo della figura paterna nello sviluppo psicologico del bambino oggi

In occasione della festa del papà propongo una riflessione sulla figura paterna che dal dopo guerra in poi è cambiata notevolmente. Nella società attuale i ruoli tradizionali  sono saltati a favore della donna che oltre alla funzione di accoglimento all’interno della famiglia acquisisce anche ruoli sociali riconosciuti : lavora e fa carriera. Contribuisce quindi al mantenimento economico e alle decisioni riguardo casa e figli. Maggiori responsabilità alla donna/mamma a discapito dell’uomo/ padre che perde terreno.

Sembra quasi che la società si stia ribellando al vecchio modello di figura paterna e stia cercando una nuova identità . Non un modello intoccabile  legato all’informalità e alla distanza , ma di un padre con dei sentimenti e responsabilità funzionali per esser considerato una colonna portante delle relazioni familiari al pari della madre.

padre

“La domanda da porsi a questo punto è: in una società che ha influenzato particolarmente la cultura dell’essere maschio ed esser padre, che ha accettato la differenziazione dei ruoli come un dato quasi divino e che ha fortemente concentrato l’attenzione sulla donna/ madre come figura di attaccamento per eccellenza, dovuto a un legato definito “naturale” o “biologico, c’è ancora spazio per revisionare o meglio ancora ritrovare l’importanza della figura paterna, emotivamente partecipante allo sviluppo psico-fisico del figlio, compagno di viaggio, un alleato fedele?”*

Sebbene si registrino un aumento di padri che ritengano meravigliosa l’esperienza e nuove opportunità come il sostegno alla famiglia ed il congedo obbligatorio per il padre, in realtà questa trasformazione dei padri è puramente virtuale e teorica.

La presenza di un padre all’interno della famiglia è essenziale in tutte le fasi della crescita del figlio per la costruzione della sua identità. Sebbene siano diverse le modalità di rapporto con la femmina e con il maschio ,  l’assenza della figura paterna produce una ferita relazionale in una figlia ed una ferita d’identità in un figlio. Questo perché il padre contribuisce a creare stabilità, affettività e sicurezza.

Quindi è indispensabile che il “padre” venga ritrovato non solo dal contesto sociale e familiare ma anche dai mass media e dalle istituzioni, sottolineando quelle trasformazioni già in atto nelle famiglie e convenendo sul fatto che il padre è una risorsa oltre che un elemento peculiare nella gerarchia familiare.

 

 

 

*FONTE WEB (riflessioni)

La personalità

L’organismo umano non è sostanzialmente cambiato negli ultimi mille anni ed il cervello non è molto diverso da quello dei nostri antenati, ma il controllo che esercitiamo sul sul nostro corpo ed il modo di utilizzare il cervello sono sicuramente più ampi. Quando parliamo di personalità ci riferiamo ad una sorta di contenitore ed organizzatore di affetti, emozioni, bisogni, desideri, scopi. E’ ad essa che facciamo riferimento per comprendere la persona nella sua totalità ed unicità. La sua organizzazione ci permette di capire cosa la persona pensa e sente,  come agisce, cosa vuole diventare.

La capacità di valutare e comprendere ciò che è unico o comune nei diversi individui non è prerogativa degli psicologi, ma è un’esigenza per chiunque. Se non potessimo contare su una qualche conoscenza di come la nostra e l’altrui mente funziona sarebbe impossibile mantenere una qualsiasi relazione con l’altro e comprenderne  umori e condotte. Disponiamo al riguardo anche un lessico condiviso come altruismo, apertura mentale, coscienzioso ecc che ci permettono  di relazionarci con gli altri valutando impressioni, previsioni, decisioni.

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Tra le proprietà della specie umana c’è quella di apprendere dall’esperienza propria ed altrui e sappiamo che le condizioni di vita e le opportunitò hanno un ruolo decisivo nel liberare le potenzialità dell’individuo e nel promuovere lo sviluppo della personalità. La personalità è dunque un sistema emergente dalla confluenza di eredità ed esperienza ed indica ciò che è unico di ciascun individuo e ciò che è condiviso da tutti gli individui e che ne rende possibili le relazioni.

Quando definiamo una persona di “forte personalità” ne sottolineiamo la sua singolarità, quando indichiamo una persona come estroversa, altruista, coscienziosa automaticamente  facciamo riferimento a caratteristiche comuni a molti  e contenute in quell’individuo in una certa misura.

 

Fonte : Motivare e riuscire G.V.Caprara ed. Il Mulino