Perchè facciamo quello che facciamo?

Emozioni, bisogni, scopi innescano la nostra propensione a pensare, sentire ed agire. Le ragioni per cui le persone fanno quello che fanno è perchè sta quindi in quello che pensano, provano, desiderano. Ogni individuo pensa ed agisce secondo schemi definiti dalla propria personalità.

Considerando la personalità la possiamo identificare come una architettura con caratteristiche relativamente stabili che assumono rilievo in un particolare contesto sociale e che permettono di distinguere le persone le une dalle altre sia un sistema cosciente di sè, che agisce nel mondo in accordo a giudizi di valore.

Tratti motivi, valori, atteggiamenti, percezioni e valutazioni di sé sono costrutti dei quali ci serviamo per rendere conto di ciò che le persone fanno, sentono, pensano, desiderano e quindi delle varie espressioni fenomeniche della personalità.

Perchè facciamo quello che facciamo imm

Con essi facciamo riferimento a ipotetiche strutture mentali che verosimilmente rispecchiano il funzionamento di diversi sistemi psichici, esecutivi e valutativi che operano in concerto. Esistono due prospettive per cui è possibile guardare alla personalità. Una la vede come costruzione sociale che caratterizza l’individuo in sistemi di descrizione e classificazioni condivisi e quella che vede la personalità come un sistema capace di autoregolarsi secondo molteplici schemi psicologici e biologici.

La ricerca delle ragioni di ciò che facciamo è  quindi inseparabile dalla personalità. Quali che siano i desideri, i bisogni, gli affetti è sopratutto un sistema personale di attribuzione di valore e di senso che detta le regole del gioco.

La personalità

L’organismo umano non è sostanzialmente cambiato negli ultimi mille anni ed il cervello non è molto diverso da quello dei nostri antenati, ma il controllo che esercitiamo sul sul nostro corpo ed il modo di utilizzare il cervello sono sicuramente più ampi. Quando parliamo di personalità ci riferiamo ad una sorta di contenitore ed organizzatore di affetti, emozioni, bisogni, desideri, scopi. E’ ad essa che facciamo riferimento per comprendere la persona nella sua totalità ed unicità. La sua organizzazione ci permette di capire cosa la persona pensa e sente,  come agisce, cosa vuole diventare.

La capacità di valutare e comprendere ciò che è unico o comune nei diversi individui non è prerogativa degli psicologi, ma è un’esigenza per chiunque. Se non potessimo contare su una qualche conoscenza di come la nostra e l’altrui mente funziona sarebbe impossibile mantenere una qualsiasi relazione con l’altro e comprenderne  umori e condotte. Disponiamo al riguardo anche un lessico condiviso come altruismo, apertura mentale, coscienzioso ecc che ci permettono  di relazionarci con gli altri valutando impressioni, previsioni, decisioni.

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Tra le proprietà della specie umana c’è quella di apprendere dall’esperienza propria ed altrui e sappiamo che le condizioni di vita e le opportunitò hanno un ruolo decisivo nel liberare le potenzialità dell’individuo e nel promuovere lo sviluppo della personalità. La personalità è dunque un sistema emergente dalla confluenza di eredità ed esperienza ed indica ciò che è unico di ciascun individuo e ciò che è condiviso da tutti gli individui e che ne rende possibili le relazioni.

Quando definiamo una persona di “forte personalità” ne sottolineiamo la sua singolarità, quando indichiamo una persona come estroversa, altruista, coscienziosa automaticamente  facciamo riferimento a caratteristiche comuni a molti  e contenute in quell’individuo in una certa misura.

 

Fonte : Motivare e riuscire G.V.Caprara ed. Il Mulino