Essere Donna …diventare Madre

E’ luogo comune affermare che nella maternità si compia il destino biologico della Donna, ma se accettiamo che essere Donna non è soltanto un destino e prendendo spunto dalle parole di Simone de Beauvoir “Donna non si nasce si diventa”, allora il processo che trasforma una persona di sesso femminile in Donna tocca il punto massimo proprio nella maternità.

nascere dietro i colori

Malgrado lo sviluppo della scienza, i contributi della psicanalisi, della medicina psicosomatica, dell’antropologia, il parto è ancora oggi un evento oscuro e difficile da padroneggiare. Ognuna delle diverse discipline ha cercato di dare un’interpretazione particolare sia la gravidanza sia al parto, ma sono tutte visioni parziali che non riescono ad inglobare un evento così complesso. Anche se può apparire naturale esso è invece sovraccarico di cultura. La nascita di per sè non è traumatica, ma lo diventa perchè le nuove tecnologie, i nuovi farmaci hanno dato una connotazione medicalizzata all’evento. Il contenuto di ogni gestante è carico di emozioni, attese, memorie, pulsioni, conflitti… Si sta per diventare madre, per occupare il posto della propria madre, nello stesso tempo si regredisce fin quasi alla nascita, si ritorna in qualche modo bambina. La pienezza e lo svuotamento, la felicità e l’infelicità, il corpo più vissuto ed estraneo in un saliscendi continuo. Spesso risulta difficile per la Donna tramutare in parole i tanti contrastanti sentimenti.

Riflessioni dal libro “Nascere dietro i colori” Ed. Mediterranee

Il valore della “bellezza”

Vi propongo oggi una riflessione sulla bellezza come emblema della speranza!

Quando parlo d’immagine raramente mi riferisco alla bellezza esteriore, quanto ad un’armonia che possiamo trovare dentro e fuori alle persone e alle cose.  Un ‘armonia che stiamo perdendo come esseri umani, nelle relazioni con il prossimo e verso l’ambiente. Si vedono cose “brutte” andando in giro: sporcizia, maleducazione, eccessi nel vestire.  In nome della fretta, della modernità e delle mode si sta perdendo il senso della bellezza. Non si dice più grazie, non si dà il buongiorno a chi s’incontra per strada ( e spesso anche in famiglia!), non si gode del raggio di sole da una finestra, nè di un tramonto di fronte al mare. Romantico? Scontato? Ma se perdiamo il senso delle cose rimangono solo apparenza e di conseguenza cose vuote. Promuovere la bellezza in tutti i suoi aspetti dovrebbe essere l’impegno di ognuno.

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La bellezza può essere un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. Si può parlare di bellezza attraverso il rispetto dell’ambiente, alla pulizia, all’arte, dal fiore alla finestra al ricamo sulla camicetta… Chi ha conosciuto la bellezza, e compreso la sua importanza per il pieno sviluppo della persona umana, non può rassegnarsi e restare in silenzio, facendo finta di niente, in attesa che il nostro patrimonio personale e ambientale  venga miseramente dilapidato. Ecco quindi che le parole del giornalista  Peppino Impastato risultano oggi più che mai attuali:

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.”

L’arteterapia per la crescita ed il recupero della sfera emotiva, affettiva e relazionale

L’arteterapia è un percorso di appoggio e/o cura di indirizzo psichico. Questo tipo di tecnica con risvolti terapeutici è nata attorno agli anni quaranta, e discende da esperienze di psicoterapia dinamica e da pratiche dedotte dall’applicazione della Psicoanalisi.

L’arteterapia include l’insieme delle tecniche e delle metodologie che utilizzano le attività artistiche visuali (e con un significato più ampio, anche musica, danza, teatro, marionette, costruzione e narrazione di storie e racconti) come mezzi terapeutici, finalizzati al recupero ed alla crescita della persona nella sfera emotiva, affettiva e relazionale.

E’ dunque un intervento di aiuto e di sostegno a mediazione non-verbale attraverso l’uso dei materiali artistici e si fonda sul presupposto che il processo creativo messo in atto nel “fare arte” produce benessere, salute e migliora la qualità della vita. Attraverso l’espressione artistica è possibile incrementare la consapevolezza di sé, fronteggiare situazioni di difficoltà e stress, esperienze traumatiche, migliorare le abilità cognitive e godere del piacere che la creatività artistica porta con sé.

arteterapia

L’intervento tende ad attivare diverse modalità di comunicazione che aumentano l’autostima e la possibilità di percepirsi, da parte di chi ne usufruisce, come individuo capace di fare e di esprimere, in un contesto di relazione con il gruppo in cui è inserito.

Viene posta grande attenzione al processo artistico, senza interpretare il prodotto, infatti per poterla praticare, non sono necessarie precedenti esperienze o competenze di tipo artistico.  E’ l’atto di produrre un’impronta creativa a rendere terapeutico il percorso verso l’integrazione fosse anche solo un semplice segno o un insieme caotico di linee e colori, è manifestazione autentica di un sentire profondo e come tale, di valore inestimabile. Esso si mostra infatti per poter essere, nel processo creativo, portato alla luce, trasformato, compreso, portando l’individuo ad una migliore relazione con se stesso con gli altri.